CATANZARO – Il 4 luglio si presenta il libro “L’arcolaio delle fiabe”

Giovedì 4 luglio, a Catanzaro, alle 19, al Complesso Monumentale del San Giovanni, sarà presentato il libro L’arcolaio delle fiabe. Il femminile e la trasfigurazione nei racconti popolari di Paolo Battistel, edito da Oligo Editore.

L’evento è a cura dell’Associazione di Promozione Sociale Astarte con il patrocinio della Scuola Alta Formazione Umg.

L’autore sarà introdotto dalla presidente dell’Associazione Astarte, Maria Grazia Muri e dal ricercatore universitario in Sociologia Emilio Gardini. Modera l’evento la docente in Letteratura Italiana Raimonda Bruno.

Scrittore e profondo conoscitore del mito e del folklore europeo, Paolo Battistel ci conduce nei recessi più profondi di quelle antiche narrazioni che noi siamo soliti chiamare “fiabe”. Storie sacre e arcaiche generate all’alba dell’umanità e apparentemente tanto semplici da sembrare a molti soltanto delle “storie per bambini”.
Dietro al velo di moralità e censura, il canto della fiaba risveglia l’essenza più profonda dell’essere umano (dal bambino all’anziano) riscuotendolo dalla sua grigia opacità e facendolo rinascere a nuova vita.
In questo testo l’autore si concentra sulla figura della donna – nei suoi infiniti volti e funzioni – all’interno delle fiabe. Si viaggerà dalla dolce Rosaspina dal sonno incantato, verso principesse viziate, in fuga da un brutto ranocchio, fino a giungere a oscure dee e streghe come Baba-Jaga. Le fiabe ci incantano perché ritroviamo in esse i frammenti della nostra stessa anima, che prendono vita al suono magico delle parole “C’era una volta…”.
Paolo Battistel, docente e scrittore torinese, è laureato in filosofia e specializzato nello studio del mito e del folklore. Vanta numerose collaborazioni con testate giornalistiche e trasmissioni televisive nazionali (Mediaset) e locali. Tra le molte pubblicazioni, ricordiamo la raccolta di fiabe “Lu Barban, il diavolo e le streghe”, i saggi di storia e mitologia “Il sangue di Caino”, “I figli di Lucifero” e “Il dio cornuto”; il bestseller sullo studio della fiaba “La vera origine delle fiabe. Gli ultimi frammenti di un mondo perduto”; infine, “L’arcolaio delle fiabe. Il femminile e la trasfigurazione nei racconti popolari”, uscito con Oligo Editore, è la sua ultima pubblicazione uscita nel giugno 2023 e appena andata in ristampa. (rcz)

A Cirò s’inaugura il Borgo Antico Wine Restaurant

Domani, nel cuore del centro storico di Cirò, alle 20, s’inaugura il Borgo Antico Wine restaurant.

L’edificio, circa 100 metri quadri, che ospiterà ed animerà questa nuova scommessa quasi tutta al femminile guidata da Danila Renzi, è anch’essa traccia di tante belle storie vissute, familiari e di impresa e che, andando a ritroso nei secoli, riporta con molta probabilità alle antiche stalle del Castello, così come un’attuale nicchia adibita a cantina, ricavata sotto il primo pavimento riemerso, lascerebbe dedurre.

Di proprietà sin dagli anni ’70 della Famiglia Scigliano che lo aveva acquistato di rientro come tani corregionali da un lungo ed importante periodo di emigrazione per lavoro in Germania, per quasi mezzo secolo il palazzo è stato sede di un frequentato negozio di abbigliamento, corredo e confezioni dell’epoca degli stessi Scigliano che hanno saputo condividere un innato spirito di impresa.

L’immobile è stato quindi ereditato e poi oggetto di recente riqualificazione architettonica, funzionale e di interior design su iniziativa entusiasta dei figli Pina ed Enrico che, avvocato l’una e commercialista l’altro, hanno deciso così di rimettersi nuovamente in gioco, ripensando la loro stessa formazione, vocazione e professione ed il senso intimo di un impegno sociale, di ritorno (come i loro genitori), di recupero, di memoria ed anche di sviluppo eco-sostenibile nella propria terra natia, da rileggere, vivere e proporre quindi con animo e occhi del tutto nuovi.

Il locale, tra l’altro, è il punto di partenza migliore per fare delle passeggiate esperienziali in tutto il perimetro di quello che è un vero museo a cielo aperto a 350 metri sul livello del mare ed affacciato su tutti i limitrofi comuni dell’entroterra crotonese. L’obiettivo è anche quello di diventare punto di riferimento della sempre più crescente rete di ricettività diffusa locale e territoriale.

È, infatti, a poche decine di metri da Porta Mavilia all’ingresso della Città e dal Bastione Cannone, raggiungibile attraversando il dedalo di viuzze e vicoli; a pochi minuti dall’emblematica Piazza delle Libertà e della Legalità che qualche anno simbolicamente sanciva il riscatto identitario e culturale di questa comunità e delle sue istituzioni pubbliche; dalla restaurata Casa Natale del matematico Luigi Lilio inventore del Calendario e da quella di San Nicodemo; a meno di 200 metri dal famoso Palazzo dei Musei, palazzo storico appartenente alla famiglia Zito, in Piazza della Repubblica, che custodisce al suo interno il Museo Nazionale Luigi Lilio, inaugurato nel giugno 2010 dall’allora sindaco Mario Caruso alla presenza dello Scienziato Antonino Zichichi, il Museo del vino e della civiltà contadina ed il Museo dedicato a Giano Lacinio, il teologo francescano che nel ‘500 ha rivoluzionato l’alchimia e per questo anch’esso, insieme al coevo Lilio, inserito tra i Mid della Calabria, molti dei quali (come quelli citati) ereditati e custoditi proprio nella provincia di Crotone. (rkr)

A Reggio il primo Silent Reading Party

Domani sera, a Reggio, alle 19, nella Scalinata Monumentale di Via Giudecca, si terrà il primo Silent Reading party, organizzato da Il Gineceo di Morgana in collaborazione con la Comunità Patrimoniale Scalinata Monumentale di Via Giudecca.

L’evento consiste in un’oretta di lettura silenziosa in uno spazio collettivo e a seguire la libera condivisione di emozioni e pensieri sull’esperienza aperta a tutti. Ciò che bisogna fare è portare con sé un libro che si vuole leggere, un cuscino, un telo o una stuoia su cui stare comodi, un bicchiere personale per bere qualcosa insieme.

Il Silent Reading Party sono nati a New York come “incontri letterari” a cui prendere parte con l’obiettivo di liberarsi dall’alienazione degli smartphone che, per lavoro o passatempo, assorbono sempre più il nostro tempo. (rrc)

 

SANT’ANDREA APOSTOLO (CZ) – Domenica l’evento “Sant’Andrea Borgo… un Tesoro da scoprire”

Domenica 30 giugno, a Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, dalle 10, si terrà la seconda edizione di Sant’Andrea Borgo… un Tesoro da scoprire, una giornata organizzata dall’Associazione Pro Loco Sant’Andrea dedicata alla scoperta dei “Tesori nascosti” custoditi a nell’antico Borgo medievale che mira a far conoscere e valorizzare il patrimonio culturale, artistico, architettonico e paesaggistico.

Dopo il raduno sotto l’Olmo secolare, la passeggiata si snoderà attraverso antiche vie di fuga tra stradine e viuzze, alcune delle quali ancora lastricate in granito, prevede: Palazzo Jannoni, XVII secolo; La Torre civica dell’orologio; La Chiesa Matrice, nel cui interno è custodito il quadro dell’Immacolata, attribuito a Francesco de Mura; altresì si trovano al suo interno i Pastori del Presepe (Santucci), realizzati dall’artista serrese Vincenzo Zaffino (1865); La casetta della Monachella di S. Bruno, al secolo Mariantonia Samà, che nel mese di ottobre 2021 è stata proclamata Beata;  Palazzo Stella/Mattei; Palazzo Scoppa, già antica Grangia dei Certosini (XII secolo) e ora Convento delle Suore Riparatrici; La Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, completamente affrescata dagli artisti pizzitani Diego Grillo e Carmelo Zimatore; Palazzo Damiani. (rcz)

A Siderno la due giorni sulla storia degli Amalfitani in Calabria

di ARISTIDE BAVA – La storia degli Amalfitani in Calabria profuma di un fascino d’altri tempi. E proprio in altri tempi  gli Amalfitani “scoprirono” la Calabria e diedero vita a varie attività che dal punto di vista economico e sociale contribuirono alla sua crescita e al suo sviluppo.

Di questa storia  sarà discusso in un interessante convegno organizzato dal Circolo di Studi Storici “Le Calabrie” in collaborazione con il Centro di Cultura e storia Amalfitana, con il contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania e il patrocinio del Comune di Siderno. L’incontro culturale e sociale avrà luogo in una due-giorni prevista per domani, sabato 29 e domenica 30 giugno sotto il tema Amalfitani in Calabria – Scambi, legami e presenze che avrà come epicentro il Cinema Teatro Nuovo di Siderno ma che sarà articolata anche con visite sul territorio. Sono previste due sessioni, una per giornata.

La prima inizierà sabato alle ore 9 con una introduzione della Presidente del Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”, Marilisa Morrone, che dopo i saluti istituzionali dell’assessore alla cultura, Francesca Lopresti presenterà il convegno. In questa prima giornata si parlerà del Medioevo con interventi di Vera Von Falkenhausen  (Gli amalfitani in Calabria nell’epoca bizantina e normanna), Giuseppe Caridi (La Calabria degli Svevi agli Aragonesi), Giuseppe Gargano (Amalfi e la Calabria dall’alto Medioevo all’età moderna), Antonio Macchione (Un Amalfitano in Calabria nel VX secolo; per la storia del matrimonio tra Franceschello ed Elisa Ruffo), Maria Russo (Affinità amalfitane nell’architettura medievale di u centro dell’alto Tirreno Cosentino: Scalea).

Dopo la pausa pranzo ci saranno alcune testimonianze dei discendenti degli imprenditori della costiera  con esposizione, nei locali del Cinema Teatro, di documenti, ricordi, oggetti d’arte delle famiglie amalfitane radicate in Calabria. La giornata continuerà, poi con una visita guidata nei luoghi abitati dagli Amalfitani di Siderno marina e una escursione a Siderno Superiore. Nella seconda sessione, dedicata il giorno successivo dal XVI al XX secolo, ci saranno interventi di Aurelio Musi (Tra scambi e dipendenze amalfitane in Calabria nel cinquecento e seicento), Antonio Amatruda (Amalfitani in Calabria tra ottocento e novecento), Antonio Gargano (I Gargano in Calabria: generazioni di imprenditori), Domenico Romeo (Famiglie e commercianti della costa di Amalfi e Sorrento a Siderno e nella Calabria ionica nell’ottocento), Gianfranco Solferino (Tra maiori e la Calabria, riflessi dei commerci e degli scambi culturali nell’arte e nella tradizione ) Pasquale Blefari (Il ruolo degli Amalfitani nella società e nell’economia di Bovalino tra Ottocento e Novecento).

Il ricco parterre e la qualità dei relatori parla da solo e garantisce un convegno di grande impatto culturale e sociale che accenderà i riflettori su una storia affascinante che, grazie agli Amalfitani, ha dato grande respiro alla Locride e alla Calabria. In effetti la presenza degli Amalfitani, evidente già in età medievale si concretizzò, in alcuni periodi con presenze che riuscirono a dare grande impulso ai traffici commerciali. Il fenomeno ebbe una notevole crescita  esponenziale in precisi momenti storici.

Gli scambi commerciali si sono anche estesi ad altri ambiti come quelli culturali, religiosi, artistici con l’origine di forme di interazione agevolati da una politica stanziale delle famiglie di imprenditori campani rafforzata da intrecci matrimoniali con le popolazioni locali, cosa di cui ci sono notevoli testimonianza. Una storia, dunque, che dovrebbe essere conosciuta anche dalle nuove generazioni. (ab)

PALERMITI (CZ) – Si presentano le cavità rupestri rinvenute

Domani pomeriggio, a Palermiti, alle 16.30, nella palestra della Scuola Media, sarà presentato il considerevole insieme di cavità rupestri, alcune delle quali con interessanti graffiti databili tra l’età paleocristiana e l’alto medioevo che sono state rinvenute a Palermiti.

Saranno presenti il sindaco Domenico Emanuele, la Soprintendente Stefania Argenti, l’archeologo Domenico Benoci dell’Università Pontificia Regina Apostolorum, l’archeologo Eugenio Donato già collaboratore esterno Sabap  e lo storico Francesco Cosco, primo studioso a vedere e analizzare i graffiti.

Presentato dall’antropologa Patrizia Giancotti, responsabile del presidio Italia Nostra di Palermiti, il rilevante ritrovamento che getta nuova luce sulla storia del piccolo paese del catanzarese, non è stato un evento fortuito. Bensì frutto di ricerche e rilevamenti effettuati da Renzo Peronaci e dalla moglie Loredana Teti, palermitesi appassionati di archeologia e storia locale, a partire da una felice intuizione scaturita dalle dichiarazioni di Don Innocenzo Lombardo, eminente studioso, già parroco del paese, che indicava il toponimo di Palermiti come derivante dalle parole greche pàlai erimítis, luogo di antico eremitaggio.

L’immediato collegamento eremita-grotta riportò alla memoria antichi racconti familiari, spingendo Peronaci alla ricerca effettuata insieme alla moglie Loredana, fino agli strabilianti ritrovamenti che verranno illustrati nel corso della presentazione.  Il luogo caratterizzato da folti boschi e corsi d’acqua, sarebbe dunque costellato da decine di grotte, configurandosi come il punto focale di un monachesimo mistico ancora tutto da studiare.

Il complesso iter necessario per arrivare al riconoscimento e al vincolo archeologico è stato possibile grazie all’interessamento personale e alla tenacia del sindaco Domenico Emanuele, allertato da Renzo e Loredana, dopo essersi sincerati, grazie ad un primo sopralluogo effettuato da Ines Caliò, archeologa dell’Archeoclub di Girifalco, che le loro intuizioni non erano infondate. Preziosissimo è stato il supporto della sezione Italia Nostra Soverato Guardavalle, nelle persone di Angela Maida e Raffaele Riverso che, hanno coadiuvato il sindaco per la segnalazione del ritrovamento agli enti preposti alla tutela e innescato la virtuosa partecipazione di numerosi soggetti che, a vario titolo, hanno contribuito a creare un percorso approdato agli attuali rilevamenti.

Ora le cavità rupestri, nelle quali sono riscontrabili sedute circolari, croci e particolari forme di altare dalla complessa simbologia, sono tutte da studiare: per stabilire una datazione più precisa, se ci fossero legami con qualche particolare ordine religioso, quali le specifiche destinazioni d’uso, quali persone hanno potuto usufruirne. Per il momento si tratta solamente di prime ipotesi, ma anche di un importante passo per la messa in sicurezza dei siti, verso l’istituzione di un vero e proprio percorso archeologico, potenziale attrattore per studiosi, escursionisti, appassionati di storia e archeologia. E, soprattutto, siamo di fronte al recupero di una preziosa memoria storica locale, dalla quale emergono racconti e senso di appartenenza, alla quale è opportuno attribuire tutto il valore che merita. (rcz)

REGGIO – Lunedì 1° luglio incontro col filosofo Ermanno Bencivegna

È con la presentazione del libro Cosmica, intima commedia del filosofo, saggista e poeta Ermanno Bencivegna, in programma lunedì 1° luglio, che si chiude la rassegna A las siete de la tarde del Circolo Culturale Rhegium Julii.

Per l’occasione sono previsti  gl’interventi del Presidente del  Circolo ospitante Ezio Privitera e di Pino Bova per il Rhegium Julii. Seguiranno i commenti della poetessa Benedetta Borrata e della saggista  Maria Florinda Minniti. Previsto l’intervento dello studioso di logica e filosofia  Gianfranco Cordì. Le conclusioni saranno tratte dallo stesso autore.

Laureatosi in filosofia alla Statale di Milano, Bencivenga ha cominciato l’attività accademica prima in Canada e poi all’università di Irvine in California. Ha pubblicato numerosi testi sulla storia della filosofia, occupandosi di logica, estetica, filosofia del linguaggio, saggistica, trattatistica, scrittura aforistica, etica.

Ha scritto tra l’altro: La filosofia in trentadue favole (1991, Mondadori), Giocare per forza. Critica della società Società del divertimento. Nel 2010 pubblica L’etica di kant: la nazionalità del bene. Collabora con La stampa, Il Sole 24 ore, L’Unità, la Verità.

In italiano ha pubblicato diverse opere, tra cui: Le logiche libere (1976, Boribghuieri), Una logica dei termini singolari (1980, Boringhieri), )Il primo libro di logica (1984, Boringhieri), Invito alla pratica filosofica (1988, Boringhieri), La libertà: un dialogo (1991, Il Saggiatore), Oltre la tolleranza. Per una proposta politica esigente (1992, Feltrinelli), Il metodo della follia (1994, Il Saggiatore), Filosofia, istruzioni per l’uso (1995, Mondadori), Platone amico mio (1997, Mondadori), Manifesto per un mondo senza lavoro (1999, Feltrinelli), per gioco e per passione (1999, Di Rienzo), I passi falsi della scienza (2001, Garzanti), Teoria del linguaggio e della mente (2001, Bollati&Boringhieri), La logica dell’amore (2005, Aragno), Dio in gioco (   2006, Bollati&Boringhieri), la dimostrazione di Dio (2009, Mondadori), La filosofia come strumento di liberazione (2010, Cortina), la scomparsa del pensiero (2017, Feltrinelli), Il teatro dell’essere, (2021, Hoepli), La finestra sul male (2023, Hoepli). Per la narrativa e il teatro ha scritto ben 11 testi.

Una personalità così versatile come Bencivenga non poteva mancare l’approccio con la poesia.  l’approccio con il mondo con la poesia alla quale ha dedicato ben 9 testi, tra cui Cosmica, intima commedia  un compendio di 100 canti, né più, né meno che quelli composti da dante Alighieri, ma con linguaggio e tematiche legate al nostro tempo. (rrc)

REGGIO – Si presenta il libro “Un ponte sull’abisso” di Paolo Toscano

Domani pomeriggio, a Reggio, alle 17, nella Sala Conferenze del Museo Archeologico Nazionale, sarà presentato il libro Un ponte sull’abisso di Paolo Toscano, edito da Albatros.

L’evento è stato organizzato dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria in collaborazione col MArRC.

Introdurranno l’incontro Fabrizio Sudano, direttore del MArRC, e Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria. Relazioneranno: Fulvio Rizzo, già avv. Generale presso la Procura della Corte di Appello di Reggio Calabria; Mila Lucisano, docente di Italiano e Latino presso il Liceo Scientifico “L. Da Vinci” di Reggio Calabria. Sarà presente l’autore.

Un ponte sull’abisso è il primo romanzo scritto da Paolo Toscano, giornalista, già caposervizio della Gazzetta del Sud. Il romanzo racconta la storia di un capo mafia che svolge un ruolo di potere assoluto, amministrando privatamente giustizia, imponendo il pizzo e la guardiania. All’inizio tenace oppositore del narcotraffico, deve ricredersi e diventa un sostenitore del nuovo modello criminale.

Con il traffico di droga, la famiglia mafiosa diventa più potente ed egemone nel traffico di droga, con una notevole potenziale economico e di violenza, fino a quando una persona della sua stessa famiglia, non accettando di vivere una vita di sottomissione e obbedienza decide di denunciare i traffici illeciti del padrino.  Paolo Toscano è un giornalista con alle spalle un’esperienza trentennale alla “Gazzetta del Sud”, per la quale è stato capo servizio. In carriera si è occupato di una lunga serie di importanti avvenimenti di cronaca nera e giudiziaria. 

CATANZARO – Si proietta documentario “Parole come pietre” su Saverio Strati

Domani pomeriggio, a Catanzaro, alle 18, nello Spazio Paparazzo, sarà proiettato il documentario Saverio Strat – Parole come pietre di Francesco Mazza.

L’evento rientra nell’ambito della rassegna Momenti letterari – Gli incontri del Giovedì. Le letture sono a cura di Aldo Conforto e Anna Maria.

Dopo i saluti dell’assessore alla Cultura del Comune di Catanzaro, Donatella Monteverdi, Giusy Staropoli Calafati dialogherà con Francesco Mazza. Modera Marcello Barillà. (rcz)

 

TREBISACCE (CS) – A luglio torna “Le Donne della Notte del Rosa del Vino”

Il 5 e 6 luglio al Miramare Palace Hotel di Trebisacce si terrà la quarta edizione de Le Donne della Notte Rosa del Vino, ideato e guidato dal delegato regionale della Scuola Europea Sommelier, Francesco Pingitore, che ne è anche il direttore artistico.

La manifestazione offre, con l’apporto di più attori, tra cui la Regione – Assessorato all’Agricoltura –, un ventaglio di attente capacità professionali al femminile, espressione del mondo imprenditoriale, della comunicazione, dell’informazione, del marketing, che si è contraddistinto per saper trasmettere con azioni uniche le  “persuasive sfumature aromatiche di Bacco” e le aree che rendono tali peculiarità enologiche.

A loro, nella due giorni ricca di incontri e visite, tra eccellenze storico-culturali e manufatturiere, i riconoscimenti per ciò che portano avanti con creatività e gusto. Una strada tracciata grazie a tempo ed energie profusi con amore.

Fattori imprescindibili per poter comprendere cosa possono generare dinamismo e dedizione per la viticultura, indice identitario di storia, consuetudini e metodiche a cui le Donne contribuiscono sempre più tenacemente come l’arte ed il suo patrimonio, con decisione, rilanciano negli ambienti e fra le aree grazie a tensioni che l’apprezzata iniziativa porta in dote per far conoscere e sviluppare. (rcs)