Dal Nostos alla Tornanza: quando il ritorno diventa futuro

di TONINO BOLANO – L’arrivo nelle sale del nuovo film ispirato all’Odissea riporta al centro dell’immaginario collettivo uno dei temi più antichi ma anche più attuali della nostra civiltà: il nostos, il ritorno. Una parola greca che non indica semplicemente il rientro in un luogo, ma il viaggio dell’uomo alla ricerca della propria identità perduta.

L’Odissea è il grande poema del nostos: Ulisse affronta anni di prove, incontri e sofferenze perché il suo destino è tornare a Itaca. Ma quel ritorno non è soltanto geografico: dopo il viaggio, Ulisse non è più lo stesso uomo di quando era partito. Il viaggio lo ha trasformato.

Proprio da questa antica idea di ritorno nasce la riflessione sulla tornanza, il concetto sviluppato nel libro Oltre la Tornanza. Storia, ferite e futuro della Calabria e del Mezzogiorno. Una parola che guarda al passato, ma soprattutto al futuro: non il semplice rientro nei luoghi d’origine, ma la scelta consapevole di restituire alla propria terra esperienze, competenze, energie e visioni maturate altrove.

Attraverso la storia di Antonio, il libro racconta cosa significa, oggi, fare ritorno. Dopo anni trascorsi lontano dalla Calabria, Antonio torna nella sua terra convinto di ritrovare il luogo che aveva lasciato. Ma scopre un Mezzogiorno cambiato: paesi più vuoti, giovani partiti, opportunità perdute e una diffusa sfiducia. È proprio questo confronto con la realtà a fargli comprendere che il ritorno non può essere un semplice approdo, ma deve diventare un nuovo punto di partenza.

Antonio e’ cambiato perché al nord, in terra straniera, ha affrontato i disagi della xenia, un’ospitalità’ a lui ostile in quanto calabrese. Questa esperienza però, invece di abbatterlo, lo ha fortificato e ha contribuito alla sua crescita emotiva e culturale.

Come Rutilio Namaziano che nel De reditu suo racconta il viaggio di ritorno dalla Roma in declino alla Gallia, anche Antonio vive il suo rientro al sud come un percorso di riconquista identitaria.

Se il nostos racconta il ritorno dell’eroe alla propria casa, la tornanza racconta il ritorno delle persone alla propria comunità. Non nasce dalla nostalgia, ma dalla responsabilità. Non significa cercare un mondo che non esiste più, ma contribuire a costruirne uno nuovo.

L’eroe della tornanza non affronta mostri mitologici, ma sfide altrettanto difficili: lo spopolamento, la perdita di giovani energie, la rassegnazione, la difficoltà di creare opportunità. È il giovane che sceglie di rientrare, il professionista che mette a disposizione le proprie competenze, l’imprenditore che investe, il cittadino che decide di impegnarsi per il proprio territorio.

Come Ulisse, anche chi torna oggi è cambiato dal proprio viaggio. Ma il suo obiettivo non è soltanto ritrovare la propria Itaca: è contribuire a renderla migliore.

Per questo il nostos è il ritorno di un uomo verso la sua casa, mentre la tornanza è il ritorno di una comunità verso il proprio futuro.

Ogni epoca ha il suo Ulisse. Quello di Omero cercava la strada per tornare a Itaca. Quello di oggi cerca il coraggio di tornare nella propria terra per costruire nuove possibilità.

È questa la sfida raccontata in Oltre la Tornanza: trasformare il ritorno da esperienza individuale in progetto collettivo. Perché il futuro del Mezzogiorno non appartiene soltanto a chi resta o a chi parte, ma a chi sceglie di mettere il proprio talento al servizio della terra da cui tutto è cominciato. (tb)

BOVA MARINA (RC) – La fase finale del progetto “Odissea”

Sono tantissime le iniziative in programma per la fase finale di Odissea. Racconti di un viaggio nella Calabria greca, la manifestazione promossa e realizzata dal Comune di Bova Marina con il cofinanziamento della Regione Calabria nell’ambito dell’ “Avviso pubblico per il sostegno di attività di animazione nei beni culturali – annualità 2020  – PAC 2007/2013”.

Un percorso culturale avviato lo scorso 11 agosto e che, per quasi due mesi, ha animato la Biblioteca “Pietro Timpano” di Bova Marina creando un’occasione di rigenerazione culturale per la città rendendo fruibile uno spazio polivalente di particolare interesse sociale per giovani e anziani.

Il fitto calendario prevede fino al 30 settembre, nei locali della Biblioteca, ancora tante iniziative a carattere artistico, formativo e culturale che coinvolgeranno bambini, famiglie e studenti delle scuole.

Lunedì 26 settembre alle ore 16 nel cortile della Biblioteca, si concluderà il laboratorio di Street Art “ART&CO” dell’associazione Calliurghia e con l’artista Sara Tuscano. Le attività del laboratorio, avviato nelle scorse settimane, si concluderanno con la realizzazione e l’inaugurazione di due opere pittoriche raffiguranti i luoghi e i miti della Calabria greca, grazie al lavoro creativo di numerosi ragazzi che hanno sperimentato le loro capacità artistiche.

Il 26 e 27 settembre dalle 15 alle 17,30, si terrà un’altra iniziativa rivolta ai bambini di Bova Marina, con un laboratorio di lingua inglese dal titolo “Let’s talk in English” a cura della Proloco di Bova Marina e con la partecipazione di Mel Iiriti. L’iniziativa è rivolta a bambini e ragazzi con lo scopo di renderli consapevoli dell’esistenza di lingue diverse dalla propria e di stimolarli all’apprendimento di semplici espressioni e vocaboli della lingua inglese attraverso attività divertenti, creative e di ascolto.

Martedì 27 settembre alle ore 19, l’ultimo incontro dedicato alla letteratura con la presentazione del romanzo “La stanza di Adel” dell’autore Ruggero Pegna. L’incontro con l’autore sarà moderato da Ilenia Borgia di “Calabria dietro le quinte” e sarà accompagnato da un reading teatrale interpretato dall’attore Silvio Cacciatore. “La stanza di Adel” affronta il tema dell’adozione che s’intreccia a quello dell’essere genitori, della famiglia, dei figli, della stessa esistenza. Un tema delicato e una storia di particolare attualità che stride con le cronache di guerra di questo periodo, la protagonista è Adeliya, una bimba russa adottata da genitori italiani.

Mercoledì 28 settembre dalle 15 alle 19 si svolgerà il laboratorio inclusivo di “Teatro – Danza” a cura del docente di DanceAbility, esperto in DTM, ballerino e coreografo Giovanni Battista Gangemi. L’iniziativa intende coinvolgere attraverso la danza e il teatro ragazzi con e senza disabilità. La scena, il limite – fisico, sociale, psichico o di qualsiasi altra natura – diventerà un’occasione creativa di relazione tra corpo, disabilità e aspetto performativo. Nello stesso pomeriggio alle ore 19,30, andrà in scena il saggio – spettacolo del laboratorio creativo di “teatro e lettura animata” diretto dal regista e attore Silvio Cacciatore. L’evento artistico dal titolo “A tu per tu con il Mito” prevede la rilettura e interpretazione da parte dei partecipanti di brani e racconti tratti dai più famosi miti greci e del territorio grecanico.

Giovedì 29 settembre dalle 10 alle 13 si terrà il laboratorio – seminario a cura di “Calabria dietro le quinte” dal titolo “Tecnologie innovative 3d per il patrimonio culturale e il cinema” con l’esperto di nuove tecnologie per il rilievo 3D Vitaliano Gallo. L’iniziativa coinvolgerà 20 studenti dell’Istituto Euclide di Bova Marina con indirizzo tecnologico geometra e avrà la collaborazione di AICA Calabria.

Venerdì 30 settembre, dalle ore 15 alle 19, si terrà l’ultimo appuntamento del laboratorio di “Teatro Comico” a cura dell’Associazione “Calabria dietro le quinte”, tenuto dal comico di Zelig Rocco Barbaro.

L’iniziativa prevede attività teoriche e pratiche per la sperimentazione del linguaggio teatrale e la conoscenza delle principali tecniche di interpretazione e improvvisazione.

Il progetto si concluderà nella stessa giornata, alle ore 21, con uno spettacolo di comicità che vedrà la partecipazione di un famoso artista televisivo da Zelig e Colorado.

Sarà visitabile, inoltre, fino al termine del progetto, la mostra fotografica “Viaggio nell’Aspromonte greco” a cura di “Calabria dietro le quinte” con scatti di noti fotografi della Provincia reggina, un percorso fotografico suggestivo per narrare paesaggi, luoghi e tradizioni dei centri ricadenti nella fascia jonica del parco dell’Aspromonte (Condofuri, Gallicianò, Roccaforte del Greco, Roghudi, Bova, Bova Marina), dove permangono le più evidenti tracce della cultura magno-greca. (rrc)