Recruiting Webuild: Già assunti 110 lavoratori calabresi

Sono 110 i lavoratori calabresi che sono stati assunti direttamente o successivamente ad un percorso di formazione specialistico pre-assunzione da Webuild, gruppo multinazionale italiano attivo in 50 Paesi che opera nel settore delle costruzioni e dell’ingegneria civile.

Lo scorso 27 marzo, infatti, in Cittadella regionale si è svolto il “Recruiting Day”, organizzato da Webuild in collaborazione con l’Assessorato al Lavoro e alla Formazione Professionale e il Dipartimento Lavoro della Regione Calabria. Questo evento ha segnato l’inizio delle selezioni per “operatori di cantiere” interessati a lavorare con Webuild. L’iniziativa rientra nell’ambito del programma “Cantiere Lavoro Italia” del Gruppo ed è stata preceduta dalla firma del Protocollo di Intesa tra il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e l’amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini, avvenuta nel 2 novembre 2023.

Un’assunzione resa possibile grazie al “Recruiting Day” e ad altre iniziative di selezione, formazione e assunzione connesse, su un totale di 481 lavoratori calabresi esaminati (selezionati in base ai requisiti aziendali dai Centri per l’Impiego e dalle attività promozionali implementate sinergicamente dalla Regione Calabria e dalle Agenzie per il Lavoro partner di Webuild), 154 sono risultati idonei. Dei 110 lavoratori, 36 (il 32%) sono stati assunti in Calabria. In attesa di assunzione/valutazione i restanti 44 (dal numero totale di idonei, 154).

Con il programma “Cantiere Lavoro Italia” Webuild prevede l’assunzione di 10.000 persone in Italia entro il 2026, con l’80% delle assunzioni destinate al Sud Italia. I contratti di assunzione iniziale offrono una durata di 6 mesi al 1°/2° livello del CCNL Edile Industria, con possibilità di impiego in uno dei 31 cantieri Webuild in Italia ed eventuali opportunità di rientro in Calabria.

«Abbiamo registrato un ottimo riscontro e risultati soddisfacenti con il recruiting day di Webuild – ha dichiarato l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese – che dimostra quanto questa metodologia dia risposte positive e metta le aziende in contatto diretto con i lavoratori. La sinergia pubblico-privato funziona. Grazie all’operato del Dipartimento, guidato dal direttore generale Fortunato Varone, dei Centri per l’Impiego e dell’Osservatorio/Laboratorio economico territoriale politiche del lavoro coordinato dal dirigente Cosimo Cuomo e alla fiducia delle aziende, possiamo realizzare uno straordinario lavoro per il nostro territorio, promuovendo un’occupazione di qualità e dimostrando, altresì, un forte potenziale di replicabilità».

 

IN CALABRIA LE POLITICHE GIOVANILI SONO
UN LUSSO: NON ESISTE UNA LEGISLAZIONE

di GUIDO LEONEIn una società interessata da fenomeni quali la permanenza dell’abbandono scolastico, la microcriminalità giovanile, le nuove forme di tossicodipendenza, le aggregazioni in gruppi portatori di valori asociali, l’avanzata della cultura dell’omologazione che coinvolgono fasce sempre più ampie della popolazione giovanile e non più esclusivamente soggetti tradizionalmente considerati come ‘marginali’, diviene importante prendere coscienza che si deve progettare insieme con e per i giovani gli interventi aggregativi ed educativi che mirano ad un modello di cittadinanza attiva dei giovani. Questo con la consapevolezza che quella di investire sull’aggregazione giovanile non legata ai consumi è una scelta precipuamente politica (che non si paga da sé).

Negli anni ’90 in particolare si sono sviluppati, grazie soprattutto a finanziamenti pubblici di diverso tipo (la L.285/97, le leggi sulla prevenzione delle tossicodipendenze, solo per citarne alcune)una pluralità di progetti legati all’aggregazione giovanile intesa come primo livello del protagonismo sociale dei giovani e come forma di prevenzione primaria specifica. Non c’è dubbio che questi interventi, promossi e realizzati dalla scuola, dagli enti locali, dalle Asl e dal Terzo Settore hanno evidenziato un cambio culturale, un nuovo approccio ai bisogni e alle aspettative della condizione giovanile. Il rischio dell’autoreferenzialità è stato costante.

Ma purtroppo non si è radicato un modo nuovo di agire degli Enti Locali. Le politiche giovanili hanno sempre avuto ed hanno, ancor più oggi,  risorse precarie o limitate, faticano a rappresentare e dare voce ad un protagonismo giovanile che cresce dentro una società ansiosa, una generazione adulta ed anziana protettiva nei confronti dei giovani.

Insomma, una politica giovanile inadeguata rispetto alla complessità, ai cambiamenti avvenuti, ai nuovi poteri e alle competenze che si stanno definendo.

Certo si può  parlare di democrazia come nuovi scenari e nuovi poteri. Dove le arene pubbliche si misurano con gli ambiti di identificazione territoriale, dove il comune è al primo posto e dove l’Europa per i giovani rappresenta un riferimento forte; con la insufficiente soddisfazione per l’attuale funzionamento della democrazia; con la convinzione che la democrazia è comunque la migliore forma di governo possibile anche se i giovani pensano più di altri che abbia bisogno di correttivi; con il dibattito sul decisionismo rappresentato dai presidenzialismi ai vari livelli; con un giudizio sospeso sulla corruzione del sistema; con i contenuti della democrazia che vedono prevalere il diritto alla salute, alla legalità, al lavoro, alle libertà, all’istruzione, ecc. mentre la partecipazione resta relegata al fondo delle parole che danno significato al termine.

Ma i nuovi scenari sono rappresentati anche dalla crisi dei partiti dove, fino a qualche decennio fa, si formava alla partecipazione, si educava alla politica, si tenevano le relazioni strutturate con la società. È uno scenario che vede la disaffezione verso la politica e la caduta libera della partecipazione attiva dei giovani ai partiti politici, mentre assumono ruoli emergenti, ma anche di riferimento, istituzioni varie, dagli uomini di scienza alle forze dell’ordine, dalla chiesa al sindaco.

Ed è una democrazia, anche, dove si rileggono opinioni e valori. E anche con sorprendenti novità nelle riflessioni dei nostri giovani. Parlare dialetto è considerato un fattore di identità locale; non è importante diminuire le tasse quanto utilizzare meglio i soldi versati dai contribuenti. Cambia il giudizio di approvazione e non approvazione sui comportamenti sociali:la prima qualità da trasmettere ai figli è il senso di responsabilità, l’indipendenza tra le ultime; l’uomo politico deve essere onesto, competente, coerente, efficiente.

Ma ci sono altri aspetti di questi nuovi scenari. Un impianto ancora familistico, con un famiglia sempre più fragile ma vero capitale sociale del nostro territorio , vede i giovani fruitori di percorsi protettivi lunghi. Un mondo economico che riflette sul capitale sociale prodotto ma che offre ai giovani lavori caratterizzati sempre più da nuove forme di flessibilità e precarietà. Una società dove la sicurezza sociale diventa valore. Torna la piazza antagonista ma finisce con l’essere una esperienza comunitaria di prossimità fisica, condivisione di emozioni, ma che non genera progetto ,non produce identità, rispetto agli anni forti della contestazione.

Anche se segnala nuove culture emergenti (pace, legalità, sviluppo sostenibile, giustizia, Nord/Sud, nodi ecologici, diritti civili). Mentre resta ai margini della maggioranza l’esperienza dei centri sociali, dei gruppi antagonisti per scelta di campo. Su tutto, i media, la televisione, finiscono con l’essere l’unico strumento di partecipazione – monodirezionale – e di informazione politica.

Da questi ed altri elementi sono alimentati i modelli di governance del territorio. Ma come favorire la partecipazione giovanile nella nostra realtà locale?

La risposta passa attraverso la capacità soprattutto della  amministrazione comunale. Il Comune è l’Ente pubblico più vicino ai propri cittadini, è in grado di conoscere meglio e di rappresentare le istanze della propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo.

In assenza di una normativa nazionale specifica per la fascia giovanile, che definisca gli obiettivi delle politiche pubbliche per i giovani, ci si trova di fronte a un quadro complesso, per cui vi sono politiche molto diverse da regione a regione, ma soprattutto non vi è un quadro normativo dentro il quale definire i compiti e le funzioni degli enti locali. Alcune regioni hanno emanato delle leggi apposite. La Calabria è una delle pochissime regioni in Italia a non avere una legislazione in materia di politiche giovanili.

Voglio sperare che la Giunta regionale calabrese assuma presto iniziative legislative in proposito. Gli aspetti negativi sono rappresentati dalla scarsa e disordinata diffusione delle politiche per i giovani nei comuni. Nella nostra provincia la maggior parte degli enti non ha un assessorato di riferimento. 

È considerato un lusso, un optional in presenza della grave crisi finanziaria peraltro. E laddove esiste da un punto di vista delle competenze amministrative e delle deleghe politiche non vi è chiarezza riguardo la collocazione delle politiche per i giovani, non esiste una loro area politico-amministrativa specifica e definita, ma queste politiche sono distribuite in area di competenza molto diverse tra loro: cultura, istruzione, servizi socio-assistenziali e sanitari, lavoro, sport e tempo libero, producendo un effetto di frammentazione degli obiettivi, degli indirizzi. Per non parlare della cronica scarsità delle risorse. Tutto ciò affonda le migliori intenzioni. (gl)

[Guido Leone è già Ispettore tecnico Usr Calabria]

La Regione approva il Piano d’azione per l’innovazione e la ricerca

La Giunta regionale, presieduta dal presidente Roberto Occhiuto, ha approvato il Piano d’azione per l’attuazione dell’Obiettivo specifico 1.1 del Programma Regionale 2021-2027, dedicato allo sviluppo e al rafforzamento delle capacità di ricerca e innovazione.

«Siamo molto soddisfatti di questo importante risultato. Il Piano si caratterizza per la sistematicità degli interventi e per una visione d’insieme che consente alla Regione di programmare in modo efficace e al sistema produttivo di avere un quadro chiaro, nel tempo, degli aiuti che saranno resi disponibili», ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Rosario Varì, che ha proposto il documento che «delinea una strategia articolata per sostenere l’innovazione del tessuto imprenditoriale calabrese, con interventi mirati al sostegno di progetti di ricerca e sviluppo, alla creazione di start-up innovative, al potenziamento delle infrastrutture di ricerca e al rafforzamento della collaborazione tra imprese e organismi di ricerca».

Il Piano prevede una dotazione finanziaria complessiva di oltre 214 milioni di euro per il periodo 2021-2027, con l’attivazione di diverse misure di sostegno, alcune già in corso di attuazione e altre che saranno rese operative nei prossimi mesi attraverso specifici bandi e procedure di selezione.

«L’innovazione – ha precisato l’assessore Varì – è una scelta obbligata per competere sui mercati globali. Con questo Piano puntiamo a sostenere in modo concreto il trasferimento tecnologico dal sistema accademico a quello produttivo, per far crescere la competitività delle nostre imprese. Solo attraverso un’azione sinergica tra tutti gli attori dell’ecosistema dell’innovazione potremo creare valore e sviluppo duraturo per il nostro territorio». (rcz)

 

La Regione approva il programma della Varia di Palmi

La Giunta regionale, su proposta del presidente, Roberto Occhiuto, e dell’assessore al Turismo, Giovanni Calabrese, ha approvato il programma di quest’anno per i festeggiamenti della Varia di Palmi, in programma il 25 agosto.

La decisione nel rispetto dell’articolo 2 della legge numero 32/2023 che riconosce la festa della Varia di Palmi quale patrimonio culturale immateriale e grande evento regionale da sostenere, promuovere, valorizzare e salvaguardare.

Sempre su input del presidente Occhiuto è stato, poi, deliberato il rendiconto per l’esercizio 2023 e il bilancio di previsione 2024-2026 dell’Ente per i Parchi marini regionali da trasmettere al Consiglio regionale per gli atti di competenza.

Su proposta dell’assessore alle Politiche sociali, Caterina Capponi, la Giunta ha, inoltre, stabilito di dare indicazioni per l’utilizzo da parte delle Aziende sanitarie provinciali di quota parte dell’annualità 2019 del fondo nazionale per la non autosufficienza per la copertura delle graduatorie, relative all’anno 2024 dei beneficiari, realizzate sull’annualità 2018 del fondo e non finanziabili per insufficienza del fondo stesso.

Infine, su indicazione dell’assessore Giovanni Calabrese, il dottor Pietro Manna – già dirigente della Regione Calabria – è stato nominato direttore dell’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro (Arpal).

 

Occhiuto e Gallo presentano la nuova programmazione per lo sviluppo dei Comuni montani

«Con questi interventi del Fondo per la montagna vogliamo misurare la possibilità della Calabria di attrarre nuovi residenti, vogliamo creare le condizioni per consentire ai giovani di rimanere in Calabria e anche per attrarre flussi demografici d’entrata in Calabria.». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, nel corso della presentazione, avvenuta in Cittadella regionale, assieme all’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, di alcune iniziative per ripopolare i piccoli borghi calabresi. Si tratta, nello specifico, di due bandi pubblici rivolti ai Comuni calabresi classificati montani e/o parzialmente montani: “Abita Comuni montani” e “Sviluppo delle montagne calabresi”.

«La Calabria perde continuamente residenti, perde continuamente giovani che vanno a lavorare in altre regioni e quindi, come dico spesso, perde porzioni del proprio prodotto interno lordo», ha ricordato Occhiuto, ricordando che «ci sono molti borghi calabresi che potrebbero offrire una qualità della vita straordinaria ai pensionati o alle persone che possono svolgere la propria attività lavorando da remoto che decidono di vivere in uno dei bellissimi Comuni calabresi».

«Una recente elaborazione Istat – ha proseguito il governatore – ha misurato il grado di benessere in Italia, soprattutto per gli anziani, e ha verificato che la Calabria è la prima regione per grado di benessere almeno per quello che riguarda la sicurezza. Io sono convinto che ci sia la possibilità di attrarre pensionati e anche nomadi digitali. Per quanto riguarda i pensionati, insieme al presidente nazionale dell’Inps, con l’assessore Gallo, stiamo studiando una formula per attribuire un incentivo sulla pensione per chi decidesse di trasferirsi in un Comune calabrese. E allora, dare la possibilità a queste persone di stare in una regione che ha un clima straordinario, che ha un costo della vita anche inferiore a quello di altre regioni, diventa una importante opportunità per ripopolare i nostri borghi».

«Si tratta di due misure – ha concluso – che ci potranno consentire di attrarre residenti in una regione meravigliosa, la più bella d’Italia che può essere anche un luogo straordinario dove vivere».

I due bandi sono stati illustrati nello specifico dal dirigente generale del Dipartimento Forestazione, Domenico Pallaria. Con “Abita i Comuni montani”, finanziato con 5 milioni di euro del Fondo della montagna 2022-2023, si vuole favorire il ripopolamento dei piccoli Comuni calabresi montani con meno di 3000 abitanti.

Le amministrazioni comunali, che hanno beneficiato dei contributi regionali, possono concedere finanziamenti a chi intende avviare un’attività imprenditoriale, a chi è già in pensione, a chi svolge lavoro agile che dovranno trasferire la loro la residenza e il domicilio nel Comune montano che concede il contributo. A coloro i quali intendono avviare una attività imprenditoriale verrà riconosciuto un contributo a fondo perduto pari a 20 mila euro, ai pensionati e alle persone che svolgono lavoro agile a distanza un contributo una tantum di 5 mila euro.

L’obiettivo del bando “Sviluppo delle montagne calabresi”, finanziato con circa 6 milioni di euro del fondo della montagna 2023, è quello di sovvenzionare idee progettuali presentate dai Comuni calabresi definiti montani e/o parzialmente montani riguardanti interventi per la salvaguardia e la valorizzazione della montagna calabrese attraverso la realizzazione di aree adeguatamente attrezzate per consentire l’atterraggio dell’elisoccorso anche nelle ore notturne, attraverso interventi per la riqualificazione centri storici, per gli arredi urbani, la cartellonistica, per la manutenzione straordinaria della viabilità comunale e per la realizzazione di piccoli invasi volti sia alla produzione idroelettrica che all’incremento dell’irrigazione per le aree agricole anche per fini di antincendio boschivo.

Ad ogni Comune potrà essere finanziato un solo progetto per un massimo di 100 mila euro. Per la realizzazione dell’area di atterraggio dell’elisoccorso il finanziamento massimo potrà essere pari a 75 mila euro.

«Chi vive in spazi ristretti – ha specificato l’assessore Gallo – sostenendo un costo elevato della vita potrà sicuramente apprezzare la quiete e la sostenibilità di queste aree interne montane che, per una serie di congiunture socio economiche, si sono spopolate quasi completamente. Questo è un primo esperimento che vogliamo fare per tentare di riportare verso questi comuni gente che vive, spesso non bene, in aree ad alta intensità urbana».

L’assessore Gallo ha, poi, spiegato che «la Regione investirà 20 mila euro per ognuno che deciderà di trasferire la propria residenza in queste piccole comunità mettendo in campo la propria professionalità, avviando un’attività imprenditoriale. Nel bando sarà previsto che questo si sposi con le esigenze delle comunità. Il Comune si candiderà indicando quali le esigenze del proprio territorio. Se questa misura andrà bene noi investiremo altre risorse attraverso il fondo sociale europeo».

«L’altro bando, che ha voluto fortemente il presidente Occhiuto – ha proseguito l’assessore Gallo – è destinata ai pensionati e a coloro che lavorano prevalentemente da remoto. Un ulteriore bando è destinato ai comuni parzialmente montani e montani per la realizzazione di tutta una serie di interventi, anche di natura preventiva e ambientale, come la realizzazione di laghetti collinari o di natura ambientali, ma collegati al turismo».

«Ringrazio il presidente Occhiuto – ha concluso Gallo – per aver creduto in questa programmazione andando a supportare di chi vive ancora in questi luoghi, chi li amministra e li preserva». (rcz)

A Lamezia inaugurata la nuova area partenze dello scalo aeroportuale

L’Aeroporto di Lamezia Terme ha la sua nuova area partenze. Uno spazio di 1.900 metri quadrati finanziato con i fondi Cis – ossia circa 200 milioni che sono destinati agli scali calabresi – e che è stato realizzato in sei mesi e che rappresenta «un record in Italia», come ha sottolineato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto.

«Abbiamo concluso un lavoro anche piuttosto complicato – ha detto –. Sono, quindi, molto felice che la Calabria si segnali come una regione di eccellenza, mentre in Italia diventa sempre complicato fare opere pubbliche velocemente. Si tratta del primo modulo, un primo e importante risultato di altri che andremo a conseguire».

«Abbiamo trovato le risorse non spese – ha specificato Occhiuto – per rifare tutti e tre gli aeroporti, ma siamo partiti da questo primo modulo dell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme perché quella orribile tenda che si offriva ad immagine della Calabria doveva essere sostituita al più presto. Quella che inauguriamo oggi è una struttura rinnovata seguendo standard moderni e funzionali e più vicina alle strutture degli altri Paesi».

«Una costruzione in grado rilanciare uno scalo – ha aggiunto – che sia di impatto per una nuova immagine della Calabria nello scenario turistico internazionale. Un risultato concreto realizzato con un primo investimento di circa 5 milioni di euro, nell’ambito del progetto di ammodernamento finanziato con il Cis Calabria. Il sogno, quello vero, è completare l’intero rifacimento dello scalo internazionale entro la fine di questa legislatura».

Ma la nuova aree partenze è solo l’inizio della “rinascita” dello scalo lametino: A settembre, infatti, inizieranno ulteriori lavori, necessari per trasformare i gate di imbarco in area d’arrivo. Occhiuto, poi, ha riferito di aver chiesto a Trenitalia «di intensificare i collegamenti tra aeroporti e stazioni così come si fa in molti altri scali d’Italia» e che gli piacerebbe che Trenitalia potesse collegare continuamente l’aeroporto di Lamezia Terme, di Reggio Calabria e di Crotone con le rispettive stazioni, ma anche quelle di Villa San Giovanni e Sibari per potenziare l’intermodalitá. C’è ancora tanto da fare non è facile farlo velocemente perché nessuno ha la bacchetta magica ma stiamo dimostrando in Calabria di essere più veloci di quanto avvenuto in passato».

Nel corso dell’inaugurazione, alla quale è intervenuto anche l’amministratore unico di Sacal, Marco Franchini, i primi passeggeri diretti a Roma si sono imbarcati dal nuovo gate 3. Presenti al taglio del nastro il Sottosegretario agli Interni, Wanda Ferro, gli assessori della Giunta della Regione Calabria, il sindaco di Lamezia Terme e altre autorità civili e istituzionali.

Franchini, invece, si è soffermato sul completamento dei lavori di ammodernamento dell’aeroporto lametino.

«Per quanto riguarda la ricapitalizzazione – ha spiegato – sarà fondamentale l’assemblea degli azionisti che si terrà nel prossimo mese di settembre. Avremo una dotazione finanziaria che ci servirà per corrispondere la parte Sacal relativa alla realizzazione di tutto il grande progetto e il grande programma Cis che il presidente Occhiuto ha portato a casa. Sono 225 milioni di euro di finanziamenti ai quali si aggiungeranno 75 milioni di Sacal».

«È qualcosa che va naturalmente a rafforzare – ha proseguito – quella che è la porta d’ingresso della Calabria, l’imprinting che uno può cogliere immediatamente appena arriva in questa regione. Per me è fondamentale non solo l’impegno ma anche la passione e l’entusiasmo per realizzare qualcosa di bello, che sia qualcosa di cui la Calabria vada orgogliosa. Questo è l’unico mio obiettivo».

Soddisfazione è stata espressa da Francesco Napoli, presidente di Confapi Calabria, sottolineando come «l’inaugurazione della nuova struttura aeroportuale è un importante passo in avanti».

«Un impegno – ha detto – che da tempo si è assunto il governatore Roberto Occhiuto insieme al governo regionale affinchè l’aeroporto principale della Calabria fosse nelle condizioni di accogliere tutti i visitatori, leisure e business. Un importante passo in avanti che va nella direzione auspicata dalla Confapi Calabria e quindi del mondo delle Pmi di rendere la nostra regione più attrattiva ed efficiente anche e soprattutto rispetto al trasporto pubblico».

La senatrice della Lega, Tilde Minasi, ha plaudito «per l’ennesimo risultato ottenuto con la realizzazione del nuovo gate imbarchi all’aeroporto di Lamezia Terme».

«Il volto della Calabria – ha aggiunto – sta finalmente cambiando e il merito va tutto alla compagine di centrodestra da lui guidata, che sta davvero riuscendo a modernizzare la nostra regione e presentarla al mondo nei suoi aspetti migliori».

«Questo primo modulo rinnovato all’Aeroporto di Lamezia – ha proseguito – segna solo l’inizio di un’opera di rifacimento che riguarderà tutti e tre gli aeroporti calabresi.  Ci riempie d’orgoglio poter accogliere i passeggeri in arrivo nei nostri scali con la nostra migliore immagine ed è proprio su questo che si sta innanzitutto lavorando».

«Il Presidente Occhiuto, con la Sacal – ha detto ancora la parlamentare – è riuscito a portare a termine questo primo intervento in soli sei mesi, a tempo record per qualsiasi opera pubblica in Italia, come ha lui stesso sottolineato, dunque anche sotto questo aspetto possiamo vantarci di essere stati da esempio per il resto del Paese. Voglio congratularmi e ringraziare, dunque, anche la stessa Sacal e il suo Presidente, ing. Marco Franchini, per il loro impegno, che ha consentito di risolvere tanti intoppi, accelerare i lavori e centrare questo obiettivo in tempi così rapidi».

«Il Governatore –  ha ricordato – ha poi voluto sottolineare l’importanza dei collegamenti ferroviari con gli aeroporti, per un trasporto integrato che consenta ai calabresi e a chiunque venga sul nostro territorio di muoversi davvero con facilità e accessibilità, e ha detto di aver chiesto a Rfi di intervenire intanto con un aumento delle corse dei bus. Posso dire che al Ministero, con il Ministro Salvini, sempre pronto a rispondere alle nostre istanze – prosegue Minasi – stiamo già lavorando proprio per potenziare anche l’intermodalità nei nostri trasporti, oltre che sugli altri macro-obiettivi rappresentati dall’Alta velocità ferroviaria, dalla SS 106 jonica e dal Ponte sullo Stretto. E spero di poter presto comunicare nuovi risultati». (rcz)

A Reggio s’inaugurano i nuovi uffici giudiziari della Procura

Domani mattina, a Reggio, alle 10.30, nei locali dell’area esterna del Cedir, saranno inaugurati i nuovi uffici giudiziari che erogheranno servizi di “front office”.

L’importante infrastruttura, di quasi 300 mq, andrà a potenziare l’organizzazione degli Uffici della Procura reggina favorendo efficienza, accessibilità e funzionalità. L’intervento è stato finanziato dalla Regione Calabria, con un importo iniziale di 500.000 euro, rimpinguati con ulteriori 140.000 euro, a causa del rincaro dei prezzi. È stato seguito, su delega del presidente Roberto Occhiuto, dalla neo eurodeputata reggina Giusi Princi, nel ruolo vicepresidente fino al 15  luglio.

I locali sono stati assegnati alla Procura dal Comune di Reggio Calabria in comodato d’uso gratuito. Alla cerimonia di inaugurazione saranno presenti: il Procuratore della Repubblica, dott. Giovanni Bombardieri, i Procuratori aggiunti dott.ri: Giuseppe Lombardo, Stefano Musolino, Walter Ignazitto, l’eurodeputata dott.ssa Giusi Princi, il Sindaco del Comune di Reggio Calabria, dott. Giuseppe Falcomatà, l’assessore ai lavori pubblici e all’area dello Stretto e Città metropolitana di Reggio Calabria, dott.ssa Maria Stefania Caracciolo, autorità giudiziarie.

 «È un momento significativo – ha sottolineato Princi –che vuole confermare la centralità della giustizia, una giustizia più vicina ai cittadini per la quale ci impegniamo in perfetta sinergia per migliorare l’efficienza del sistema e la qualità delle prestazioni».

«La Regione, in tal senso, aggiunge così un altro importante tassello – ha proseguito – ad altrettanti significativi risultati che nel settore abbiamo realizzato con il presidente Occhiuto nei primi due anni di mandato: digitalizzazione degli uffici della procura e della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, per un importo di 470.000 euro, ai fini di una più facile consultazione degli archivi giudiziari, principalmente quelli legati ai fascicoli del contrasto alla ndrangheta; progetto-pilota di 25 Uffici di Prossimità giudiziaria, avviati in Calabria d’intesa con il Ministero, con un finanziamento pari a 1 milione e 600mila euro; progetto pilota nazionale con la Procura generale di Reggio Calabria; miglioramento dell’efficienza degli uffici, attraverso il potenziamento della strumentazione informatica della Procura Generale presso la Corte di Appello di Reggio Calabria, della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, della Procura della Repubblica di Palmi, della Procura della Repubblica di Locri e della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Reggio Calabria per un importo di 370.000 euro». i(rrc)

Accordo tra Regione e Agenzia Spaziale Italiana per applicazioni spaziali a tutela dell’ambiente

Perseguire obiettivi comuni nel campo spaziale e aerospaziale, in particolare nell’ambito dell’Osservazione della Terra, del downstream applicativo, della diffusione della cultura aerospaziale e della tutela del territorio e dell’ambiente. È questo l’obiettivo dell’accordo quadro siglato, a Roma, tra l’Agenzia Spaziale Italiana e la Regione Calabria, e sottoscritto dal presidente dell’Asi, Teodoro Valente, e dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, alla presenza del direttore generale dell’Asi, Luca Vincenzo Maria Salamone e del dirigente generale del Dipartimento “Territorio e Tutela dell’Ambiente”, Salvatore Siviglia.

Le applicazioni nel campo dell’Osservazione della Terra, dunque, saranno impiegate anche ai fini del monitoraggio ambientale, marino, forestale e agroalimentare e per la tutela del patrimonio culturale e archeologico.

Le iniziative e i programmi saranno realizzati congiuntamente e in maniera coordinata. Nello specifico, la collaborazione riguarderà attività e applicazioni relative all’ Osservazione della Terra per il monitoraggio e prevenzione dei disastri ambientali, al fine di assicurare interventi tempestivi nelle aree critiche e misurare gli effetti del cambiamento climatico.

«Lo spazio si conferma sempre più come ambito operativo essenziale per il monitoraggio del nostro pianeta – ha dichiarato Valente –. L’accordo firmato oggi con la Regione Calabria rappresenta un passo determinante per lo sviluppo e l’uso di applicazioni satellitari in grado di rinforzare in modo coordinato e sinergico le politiche degli enti locali mirate allo sviluppo e alla appropriata gestione del territorio e delle risorse».

«Grazie alla grande quantità di dati proveniente dai satelliti – ha proseguito – possiamo studiare con precisione molti elementi legati alla tutela di diversi ambiti urbani, agricoli e marini. La parola chiave in tutto questo è sostenibilità per un futuro più attento alla sicurezza dei cittadini e delle infrastrutture, con un occhio particolare anche verso la gestione della tutela del patrimonio culturale e archeologico».

«Ringrazio l’Agenzia Spaziale Italiana e il presidente Teodoro Valente per la positiva interlocuzione avuta negli scorsi mesi con la Regione Calabria, e per l’importante Accordo che oggi sottoscriviamo – ha dichiarato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto –. Dal momento del mio insediamento come presidente ho sempre dato enorme importanza alla tutela dell’ambiente, alla salvaguardia del territorio, alla difesa delle bellezze naturalistiche della Regione che ho l’onore di guidare».

«In questi anni il mio governo regionale ha messo in campo – in collaborazione con le forze dell’ordine e con tanti altri soggetti – risorse, uomini, mezzi e strumenti, mai utilizzati prima per prevenire gli incendi e scovare gli incendiari, per migliorare la depurazione a vantaggio di un mare più pulito, per salvare le nostre foreste e i nostri boschi – ha spiegato – per combattere i reati ambientali, per tutelare il nostro patrimonio artistico e culturale».

«Grazie a questo accordo – ha concluso – avremo la possibilità di sviluppare future applicazioni spaziali a tutela dell’ambiente e di utilizzare i dati già in possesso dell’Asi per avere un controllo sempre più capillare, tecnologico e innovativo del territorio: diventiamo un modello virtuoso nazionale ed europeo». (rrm)

La vice Princi e l’assessore Staine: Piano di Supporto a fragilità una misura importante e significativa

«Una misura importante e significativa che pone in cima la centralità della persona». È così che la vicepresidente della Regione, Giusi Princi, e l’assessore regionale al Welfare, Emma Staine, hanno definito il Piano di Supporto alle Fragilità – Salute e Welfare, approvato dalla Giunta regionale su loro proposta.

«Un piano imponente – hanno aggiunto – che si va a collocare in quelli che sono gli obiettivi dell’Europa: la coesione, la solidarietà, la riduzione delle disparità sociali, economiche e occupazionali. Il Piano, che ha una dotazione finanziaria di 88,5 milioni di euro, si rivolge alle categorie fragili che potrebbero avere necessità di interventi a prevalenza sociale o sanitaria».

Alla presentazione in Cittadella regionale sono intervenuti i dirigenti generali, Tommaso Calabrò, del Dipartimento transizione digitale, e Maurizio Nicolai, del Dipartimento Programmazione unitaria, la dirigente del settore regionale welfare, Saveria Cristiano che la vicepresidente Princi e l’assessore Staine hanno ringraziato per l’eccellente lavoro svolto. All’iniziativa erano presenti anche le dirigenti regionali di settore, Anna Prenestini, verifiche procedure e parere, e Giulia Di Tommaso, coordinamento e sorveglianza Fesr-Fse-S3, il presidente del Forum famiglie Calabria, Claudio Venditti, e il consigliere dell’Ordine degli psicologi della Calabria, Rocco Chizzoniti.

Nello specifico, il Piano intende introdurre e sperimentare azioni rivolte all’intero territorio regionale, in coerenza con gli obiettivi e le finalità del recente tavolo tecnico per l’approfondimento e l’attuazione delle politiche regionali in tema di integrazione sociosanitaria istituto con Dca n. 74 del 3/3/2023.

I diversi interventi gestiti dai settori competenti per le politiche di welfare e di integrazione socio sanitaria, hanno l’intento comune di rivolgersi alle categorie fragili che possono necessitare di azioni a prevalenza sociale o sanitaria.

La vicepresidente Princi ha spiegato che «i progetti sono frutto di un’attenta analisi e raccolta dei fabbisogni di tutto il territorio regionale nonché del confronto con il tavolo regionale dell’integrazione sociale e con il tavolo regionale della disabilità».

«Tra le importanti misure previste nel Piano – ha aggiunto – anche la realizzazione di iniziative che sostengono la pratica sportiva per ragazze e ragazzi con disabilità o con fragilità e un finanziamento di 9 milioni di euro per rendere stabile la presenza dello psicologo nell’ordinamento scolastico quale figura professionale in grado di fornire un supporto psicologico e a diagnosticare un eventuale disagio scolastico degli studenti, contrastandone la dispersione scolastica. Figura integrata nel sistema scolastico come avviene nella maggior parte dei Paesi europei. La misura prevede come attività prevalente lo sportello di ascolto, con colloqui individuali per ragazzi, insegnanti, e famiglie».

«Mi piace evidenziare – ha concluso la vicepresidente Princi – che questo Piano ha ricevuto il plauso dalla Commissione europea e sarà presentato a settembre in Europa. Io, attraverso il mio nuovo ruolo, mi farò da tramite per far accogliere tutte le nostre misure che, attraverso l’irrobustimento del welfare, ci consentiranno di superare il trend negativo che, in questo momento, purtroppo, vede il Sud con un reddito pro-capite tra i più bassi d’Europa».

«Per la prima volta – ha affermato l’assessore Staine – viene messa al centro la persona considerata nella sua totalità, una dimensione unica e articolata che comprenda tanto il bisogno sanitario che quello sociale. Il valore complessivo del piano, che è frutto di un approccio sistematico e di strategia all’interno di una pianificazione basata, oltre che sul confronto con il territorio, anche sull’osservazione attenta dell’impatto dei precedenti interventi avviati dall’ufficio competente, è di circa 88,5 milioni».

«Gli 11 interventi che compongono il Piano – ha inoltre specificato Staine – gestiti dai settori competenti per le politiche di welfare e di integrazione socio sanitaria, sono destinati alle categorie fragili a cui i settori si rivolgono quotidianamente: dagli anziani agli studenti, dai diversamente abili alle persone affette da patologie o disturbi, dalle donne vittime di violenza alle famiglie neo costituite, dalle persone a rischio di esclusione sociale ai malati psichiatrici autori di reato. Oggi mettiamo in atto un altro importante risultato per il Welfare in Calabria!».

«Obiettivo raggiunto – ha detto la dg Cristiano – grazie a un lavoro di squadra indiscutibile e soprattutto costante. Ogni passaggio è stato definito insieme e per questo ringrazio i colleghi con cui si è potuto realizzare tutto questo, fino a qualche tempo fa insperato. L’attuazione di questo progetto richiede la collaborazione del territorio dei Comuni, delle Asp, dalle associazioni del terzo settore. La Regione supporterà i soggetti attuatori».

«Per la prima volta in Regione Calabria – ha concluso – è stato predisposto un piano che vede insieme la parte sociale e la parte sanitari. Percorso iniziato con l’istituzione del tavolo di integrazione socio – sanitaria con l’obiettivo di avvicinare due mondi che fino a pochissimo tempo fa non hanno lavorato congiuntamente. Piano che ha tenuto conto delle varie esigenze dei soggetti che lavorano sul territorio, interpellati a vario titolo. Undici interventi all’interno del piano con diversi soggetti attuatori».

Per il dirigente Calabrò «questo è uno dei Piani più belli che mi è capitato di seguire in venti anni di amministrazione. È un progetto sintesi dell’azione e del lavoro di più dipartimenti, le aziende sanitarie e vari soggetti. Che va ad incidere su aspetti delicati della società tutta. Unire la sanità, il sociale, vari dipartimenti e istituzioni non è una cosa semplice ma ci siamo riusciti per dare un lungo respiro ad un percorso individuato e coerente. Un buono esempio di cui abbiamo già ottenuto riscontro positivo dall’Unione Europea».

«Il sociale – ha sottolineato Nicolai – è una sfida di civiltà e di coerenza tra quello che si dice e quello che poi si deve fare sui territori. Il welfare in Calabria è un settore talmente debole che deve assolutamente avere una inversione di tendenza. Questo è il momento giusto per dare delle risposte ai diretti interessati; alle famiglie che hanno problemi quotidiani e non sanno a chi rivolgersi o come sostenere le spese».

Gli interventi

Welfare: 8 milioni destinati al potenziamento dei servizi a favore delle periferie per la riduzione dei divari culturali e sociali; 8 milioni destinati a ragazze e ragazzi con disabilità o con fragilità in famiglie a rischio di esclusine sociale con l’obiettivo di incrementare la partecipazione attiva alle attività sportive ed alle terapie non farmacologiche; 4.5 milioni per il progetto Donne Libere, misura volta a dare una maggiore autonomia e benessere alle donne vittima di violenza e i loro figli, sostenendole in un percorso di reinserimento lavorativo e sociale, tramite i centri anti violenza e le case rifugio; 3 milioni per il sostegno all’invecchiamento attivo, mirato all’inclusione sociale di anziani non autosufficienti e autosufficienti; 6 per il miglioramento della vita delle persone con spettro dell’autismo, sostenendo le famiglie nella loro missione; 9 milioni per gli educatori familiari, volto a migliorare la qualità educativa e come misura di supporto alle famiglie nella conciliazione dei tempi vita/lavoro; 2 milioni per il progetto Caffè Alzheimer, misura volta al benessere delle persone affette da Alzheimer, con l’obiettivo di promuovere azioni di prevenzione e sostegno alle famiglie attraverso la collaborazione degli enti del terzo settore.

Salute: 3 milioni per il potenziamento dell’Hub regionale e dei percorsi di inserimento per la collocazione dei pazienti psichiatrici autori di reato da parte dell’Autorità giudiziaria; 9 milioni destinati ad una maggiore strutturazione della figura dello psicoterapeuta nell’ordinamento scolastico in grado di fornire un supporto psicologico agli studenti, con l’obiettivo di prevenire disagi e promuovere competenze emotive e relazionali; 25 milioni per il potenziamento dei sevizi territoriali e creazione di una migliore rete deputata alla diagnosi e alla presa in carico dei disturbi Dsa. (rcz)

Il consigliere Lo Schiavo interroga Occhiuto sugli sversamenti dal fosso di Sant’Anna al mare di Bivona

Il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo ha presentato una interrogazione al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per avere «chiarimenti rispetto al mancato collettamento del fosso Sant’Anna nell’impianto depurativo di Porto Salvo, circostanza che determina lo sversamento di liquami nelle acque antistanti l’abitato di Bivona, frazione di Vibo Valentia».

Nello specifico, Lo Schiavo ha chiesto «quali iniziative intende mettere in atto per supportare i soggetti coinvolti ai fini della risoluzione delle problematiche evidenziate; per quali motivi non si è ancora proceduto alla stipula di una convenzione tra il Comune di Vibo Valentia e l’ente subentrato al Corap nella gestione dell’impianto di depurazione di Porto Salvo; se sono state stanziate risorse e previsti interventi per sopperire al sottodimensionamento del depuratore di contrada Silica di Vibo Valentia; quali iniziative si intendono mettere in atto, nell’immediato, per mitigare i fenomeni di inquinamento delle acque di balneazione della frazione Bivona alla foce del fosso Sant’Anna, considerando il concreto rischio di compromettere l’andamento dell’ormai imminente stagione estiva in quella località».

«Come ho evidenziato nella premessa dell’interrogazione – ha spiegato Lo Schiavo –, nel fosso Sant’Anna convogliano le eccedenze del depuratore di contrada Silica, nonché, verosimilmente, numerosi scarichi abusivi. Lo stesso fosso, di conseguenza, è soggetto a fenomeni di inquinamento, particolarmente evidenti nella parte finale del suo percorso, vale a dire nel centro abitato della frazione Bivona e nella spiaggia ad esso antistante. È noto, poi, che il fosso sfoci in un tratto di costa particolarmente frequentato durante la stagione estiva, essendo Bivona località sede di seconde case di molti cittadini vibonesi».

«Nel corso dell’anno sono frequenti fenomeni di inquinamento delle acque di balneazione e di cattivi odori nell’aria in prossimità delle case e della spiaggia – ha spiegato ancora –. Proprio nei giorni scorsi si è verificato un importante sversamento di reflui dal fosso Sant’Anna al mare, che ha destato grande allarme nella popolazione residente. Ho fatto altresì notare come il depuratore di contrada Silica, da cui il fosso Sant’Anna discende, risulti essere dimensionato per processare una portata di 20mila Abitanti Equivalenti, quota spesso soggetta ad eccedenze anche significative».

«Il Comune di Vibo Valentia stipula, annualmente e in previsione della stagione estiva – ha ricordato – una convenzione con il Corap per il collettamento del fosso Sant’Anna (e quindi delle eccedenze non processate del depuratore di contrada Silica) nell’impianto di depurazione di Porto Salvo, evitando così che i fattori inquinanti possano interessare le acque di balneazione. Tuttavia, quest’anno, la convenzione non è stata ancora stipulata e quindi il fosso non è stato collettato in quanto il Corap non gestisce più l’impianto di Porto Salvo e si è in attesa del subentro del nuovo gestore».

«E a nulla sembra essere valso, al momento, l’incontro che il Comune ha avuto in Regione, lo scorso 23 maggio – ha proseguito – con i vertici di Arrical, Sorical, Corap e con il Dipartimento Ambiente e Tutela del territorio della Regione Calabria, tanto che l’Ente si è visto costretto a richiedere formalmente l’intervento della Prefettura di Vibo Valentia per la convocazione di un tavolo tecnico per addivenire ad una soluzione». (rvv)