Intesa per inserimento socio-lavorativo dei detenuti

Con questo protocollo, con l’impegno che stiamo assumendo in Prefettura,  vogliamo dare una speranza e un futuro a chi ha avuto problemi con la giustizia e, oggi, è in una situazione di misura alternativa alla detenzione». È quanto ha dichiarato l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese, nel corso della firma del protocollo d’intesa tra la Regione, la Prefettura di Reggio Calabria e altri partner istituzionali e del Terzo settore, per favorire l’inserimento socio-lavorativo delle persone soggette a restrizioni della libertà personale nel territorio della Città metropolitana di Reggio Calabria.

Nello specifico, l’accordo è stato sottoscritto dal prefetto Clara Vaccaro, dell’assessore della Regione Calabria alle Politiche per il lavoro, formazione professionale, Giovanni Calabrese, dai rappresentanti del Tribunale di Sorveglianza, delle Direzioni degli Istituti penitenziari di Reggio Calabria, delle Case Circondariali di Palmi e Locri, dell’Istituto a Custodia Attenuata di Laureana di Borrello, dell’Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna, di Confindustria, Ance, Fai, del Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, dell’Ordine dei Consulenti del lavoro, di Arpal – Azienda Calabria lavoro, del Centro per l’impiego di Reggio Calabria, dell’Ente Scuola Edile Formazione e Sicurezza di Reggio Calabria.

L’intesa si propone di realizzare concrete opportunità di riscatto e crescita, permettendo al beneficiario di affrancarsi dagli errori del passato e, contestualmente, alla comunità di arricchirsi di modelli positivi di reintegrazione e emancipazione nel tessuto sociale.

Il protocollo prevede l’attuazione di specifici percorsi di formazione professionale, orientamento e avvio al lavoro, organizzati nell’ambito di una strategia che vede il coordinamento delle risorse messe in campo da tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Inoltre, una Cabina di regia, istituita presso la Prefettura, monitorerà l’attuazione del Protocollo.

Un protocollo, dunque, per «consentire loro, attraverso il Centro per l’impiego e l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, attraverso l’Arpal e attraverso i vari rappresentanti presenti oggi al tavolo insieme al Prefetto di Reggio Calabria – ha spiegato Calabrese – di essere formati e avere uno sbocco lavorativo. Un’attenzione che rivolgiamo in generale a tutti i calabresi attraverso il dipartimento lavoro e il mio assessorato anche attraverso le tantissime risorse che abbiamo messo a disposizione attraverso il Piano per il lavoro». (rcz)

Da Regione ok a dematerializzazione delle cartelle cliniche

La Regione ha approvato, su proposta del vicepresidente Filippo Pietropaolo, l’atto di programmazione per la dematerializzazione e conservazione sostitutiva delle cartelle cliniche delle Aziende sanitarie e ospedaliere della Regione Calabria.

«Per attuare la strategia nazionale – è scritto nella delibera –, come previsto dal Piano triennale per l’informatica nella Pubblica amministrazione, la Regione Calabria, con deliberazione del commissario straordinario n. 30 del 12 settembre 2024, ha adottato il Piano triennale di Sanità digitale per gli anni 2024-2026, documento programmatico della Regione Calabria, conforme al Piano triennale per la Pubblica amministrazione e agli indirizzi delle Linee guida per la crescita digitale della Regione Calabria 2022-2025».

«Le Linee guida costituiscono il documento strategico per la trasformazione digitale della PA – si legge –, in un’ottica di semplificazione e standardizzazione di processi e procedure, al fine di assicurare attraverso l’innovazione e l’evoluzione tecnologica, omogeneità procedurale sul territorio, per migliorare l’accesso e la fruizione dei servizi da parte degli utenti, in ambiti considerati d’interesse strategico come, appunto, quello della Sanità digitale.

Su proposta dell’assessore al lavoro e al Turismo, Giovanni Calabrese, poi, la Giunta ha poi deliberato di promuovere, in sinergia con le altre misure già attivate nel settore turistico, l’uso sostenibile della “risorsa mare”, attraverso azioni mirate alla destagionalizzazione dell’offerta, al fine di garantire ulteriori servizi di accoglienza con ricadute positive sui livelli occupazionali delle imprese del settore, al di là della stagione balneare tout court, per la pratica dell’elioterapia e per attività complementari consentite, nel rispetto di quanto previsto dai Piani comunali spiaggia e dai regolamenti comunali. (rcz)

Film Commission, Tavernise e Orrico (M5S): Poca trasparenza nelle deliberazioni della Fondazione

Il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise e la deputata del M5S, Anna Laura Orrico, hanno presentato una interrogazione al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per la scarsa pubblicità e trasparenza degli atti della Fondazione Calabria Film Commission, chiedendo «quali iniziative urgenti intenda adottare la Regione Calabria per garantire una maggiore trasparenza nella gestione della Fondazione Calabria Film Commission».

«La Fondazione Calabria Film Commission ha prodotto oltre 600 atti deliberativi nel 2023 e ben 167 già nel primo trimestre del 2024, una mole di attività che meriterebbe maggiore chiarezza. Tuttavia, il portale web della Fondazione fornisce solo i titoli delle delibere, senza alcuna trasparenza sui contenuti, che riguardano liquidazioni per beni e servizi, incarichi a consulenti e project manager, spese di soggiorno, partecipazioni a fiere e premi cinematografici, commissioni valutatrici, incarichi per la comunicazione e varie tipologie di finanziamento», hanno detto i pentastellati, precisando come «la Fondazione è stata istituita con la Legge Regionale n. 1 dell’11 gennaio 2006 per sostenere il sistema turistico e il settore cinematografico e multimediale calabrese».
 
«La Regione Calabria – hanno proseguito – è socio unico della Fondazione, e come per tutte le altre Film Commission regionali, anche questa è soggetta ai criteri di trasparenza imposti dal D. Lgs. 33/2013, che prevede stringenti obblighi di pubblicazione e accessibilità a dati e informazioni. Questo include l’obbligo di pubblicare informazioni organizzative, incarichi conferiti, bilanci e dati patrimoniali dell’ente».
 
Orrico e Tavernise hanno evidenziato come «la pubblicazione sui siti istituzionali è lo strumento chiave per il legislatore per garantire trasparenza nella Pubblica Amministrazione, un obbligo che si estende a regioni, enti sub-regionali, agenzie e fondazioni come la Calabria Film Commission. È fondamentale assicurare che i cittadini possano accedere a informazioni dettagliate e complete sull’uso delle risorse pubbliche da parte della Fondazione Calabria Film Commission, in linea con i principi della trasparenza amministrativa».
 
«La pubblicazione dei contenuti dettagliati delle delibere, con indicazione di consulenti e fornitori coinvolti, è essenziale – hanno concludono i rappresentanti del Movimento 5 Stelle – soprattutto per quanto riguarda le spese, poiché è necessario prevenire eventuali irregolarità nella gestione delle risorse pubbliche della Fondazione e assicurare il rispetto delle normative vigenti». (rrc)

Arriva la deroga all’attività venatoria sul territorio calabrese

Il commissario straordinario alla Psa, Giovanni Filippini, ha firmato la deroga che consentirà l’attività venatoria sul territorio calabrese, ai fini della sorveglianza della razza suina selvatica, allentando così i vincoli imposti dalla diffusione della peste suina africana.

Il parere autorizzatorio, infatti, è stato firmato in accoglimento dell’istanza presentata il 16 ottobre scorso dalla Regione Calabria, in seguito al lavoro svolto congiuntamente dai dipartimenti Salute e Agricoltura e ad esito del confronto svoltosi nei giorni scorsi a Roma, tra lo stesso commissario ed il direttore generale del Dipartimento Salute, Tommaso Calabrò.

In particolare, sarà possibile far ripartire l’attività venatoria in zona di restrizione I, così da consentire il prolungamento delle attività di controllo della popolazione dei cinghiali, come già avvenuto nelle settimane scorse con l’analoga decisione che aveva consentito di eliminare la zona di restrizione III per la provincia di Reggio Calabria.

«Si tratta di un provvedimento – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – che fa della Calabria un’eccezione positiva in tutto il Meridione, dove invece le restrizioni continuano a permanere. Il lavoro ricognitivo del settore Veterinario del dipartimento Salute, attraverso i tecnici veterinari e gli esperti dello staff, affiancati dalle Asp e di concerto con dipartimento Agricoltura, guidato da Giuseppe Iiritano, ha dato il risultato sperato. Altrettanto essenziale è stato il contributo delle associazioni venatorie, per il raggiungimento di un obiettivo essenziale sotto diversi profili».

Nello specifico, sarà ora nuovamente possibile condurre attività venatoria al cinghiale in braccata, in selezione e controllo anche nelle zone soggette a restrizione I, con positivi ricadute in ordine al controllo della diffusione della fauna selvatica, a tutela delle produzioni agricole, fermo restando il prosieguo della campagna di monitoraggio e sorveglianza in ordine all’evoluzione della situazione epidemiologica. (rcz)

 

Tis: ok Giunta Regione a incremento risorse e a riconoscimenti economici per i 60enni

Un incremento di risorse e riconoscimenti economici per i 60 anni. Sono i due provvedimenti che la Giunta regionale, guidata dal presidente Roberto Occhiuto, ha deliberato per affrontare, in maniera incisiva, l’annosa vicenda dei tirocinanti di inclusione sociale calabresi.

Il primo, su proposta dell’assessore al Bilancio Marcello Minenna, riguarda l’incremento della dotazione finanziaria per far fronte alle esigenze finanziarie in seguito al provvedimento normativo nazionale che ha disposto la proroga, di altri 12 mesi, del termine per la realizzazione di Tirocini di inclusione sociale.

Nello specifico, è stata approvata la variazione del vigente piano finanziario del Poc 2014-2020 articolato per linee di azione, approvato precedentemente dall’Esecutivo. La proposta di incremento, per l’importo complessivo di euro 8.258.800 riguarda la dotazione della linea di azione 8.5.1. sulle misure di politica attiva, con particolare attenzione ai settori di maggiori prospettive di crescita come, ad esempio, la green e la blue economy, i servizi alla persona, i servizi socio-sanitari, la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale.

Su proposta dell’assessore al Lavoro, Giovanni Calabrese, la Giunta ha stabilito di dare ulteriori indirizzi al Dipartimento Lavoro per l’individuazione di misure di accompagnamento per la chiusura dei percorsi di tirocinio. Nello specifico, le indicazioni approvate dall’atto deliberativo riguardano la definizione di una misura che preveda il riconoscimento di un sostegno economico da destinare ai soggetti che hanno compiuto il sessantesimo anno di età e che non hanno diritto alla misura nazionale dell’Assegno di inclusione (Adi).

Per gli under 60, si stabilisce, inoltre, di definire misure di politica attiva del lavoro per l’inserimento lavorativo attraverso la ricognizione presso i Comuni della disponibilità ad assumere, nonché attraverso la definizione di un progetto pilota che preveda la possibilità di utilizzare di tali soggetti per l’attuazione di percorsi di sostegno e accompagnamento finalizzati al supporto a persone con bisogni di cure sanitarie. 

Inoltre, su proposta del vicepresidente e assessore all’Organizzazione, Risorse umane e Valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità, Filippo Pietropaolo, ha approvato le modifiche del regolamento regionale n. 12/2022 sull’assetto generale della struttura organizzativa.

L’obiettivo di questo nuovo modello organizzativo è di creare una struttura più agile in grado di rispondere, in maniera più efficiente a rapida, attraverso l’adozione di processi snelli e duttili, alle sfide di un contesto esterno sempre più complesso ed in rapida evoluzione. E anche di eliminare settori che hanno competenze analoghe e di valorizzare la collaborazione tra essi, garantendo unitarietà di azione su materie comuni, al fine di semplificare i processi attuativi.

Sempre in materia di valorizzazione di beni confiscati alla criminalità organizzata, sempre su indicazione del vicepresidente Pietropaolo, è stato anche approvato il Piano di settore per l’attuazione del Programma regionale Fesr Fse 2021/2027 e dell’accordo di coesione Fsc 21/27. Il Piano di settore, che è anche la mappa del fabbisogno espressa dal territorio, è stato elaborato sulla base della ricognizione delle progettualità dei Comuni propedeutica ad avviare la coprogettazione con il Terzo settore per arrivare al vero e proprio Piano di azione dettagliato.

Per l’utilizzo dell’enorme patrimonio confiscato alla criminalità organizzata, la mappa è stata costruita attraverso una rigorosa analisi di contesto, col supporto dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e del Forum del Terso settore, con un focus sui beni confiscati di proprietà regionale. Le risultanze sono state, altresì, condivise con le cinque Prefetture calabresi e con l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc).

Su proposta dell’assessore ai lavori pubblici, Maria Stefania Caracciolo, si è stabilito di dare indirizzo al dipartimento Infrastrutture e Lavori pubblici per l’assegnazione ai Comuni delle risorse, frutto di trasferimenti statali di cui alla Legge 30/12/2018, n. 145, art. 1 commi 134 e 135 e s.m.i.
La norma prevede il finanziamento di interventi per la messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, per la messa in sicurezza di strade, di edifici anche scolastici e di altre strutture di proprietà comunale, per la messa in sicurezza e lo sviluppo di sistemi di trasporto pubblico, per progetti di rigenerazione urbana, riconversione energetica e utilizzo fonti rinnovabili, infrastrutture sociali, bonifiche ambientali dei siti inquinati, l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature tecnico-scientifiche, mezzi di trasporto e altri beni mobili a utilizzo pluriennale.
Nello specifico, le risorse da assegnare si riferiscono all’anno 2025 e ammontano ad Euro 5.552.700,00, più una quota parte delle risorse complessive di Euro 11.573.700,00 per l’anno 2026. Le istanze ammissibili presentate verranno finanziate con priorità per i Comuni aventi una più modesta densità di popolazione residente sulla base del censimento relativo all’anno 2021, tenuto conto della maggiore difficoltà a disporre di finanziamenti per affrontare le problematiche presenti nel territorio. Le rimanenti istanze ammissibili saranno finanziate successivamente, con quota parte delle risorse relative al 2026. (rcz)

La consigliera Straface: Da Giunta Occhiuto lavoro di razionalizzazione su Enti Strumentali

La consigliera regionale e presidente della Terza Commissione in Consiglio regionale, Pasqualina Straface, ha evidenziato come «se, sugli enti strumentali della Regione Calabria, vi è una novità avviata e portata avanti con determinazione in questi pochi primi anni dalla Giunta guidata dal Presidente Roberto Occhiuto è, tra le altre, il grande, progressivo lavoro di razionalizzazione che ha trovato un punto di sintesi e di caduta nel bilancio consolidato approvato nei giorni scorsi dal Consiglio Regionale».

Straface ha sottolineato come rispetto a quasi mezzo secolo di regionalismo rimasto di fatto in una condizione di stallo sulla dimensione del sottogoverno diffusamente usata come fonte di ammortizzatori sociali, proprio grazie all’azione riformatrice messa in campo in questi soli due anni, si sia iniziato finalmente e perimetrare un sistema contabile in grado di tracciare, all’interno di coordinate contabili e finanziarie univoche, tutta la rete degli enti sub-regionali che fino ad oggi, inutile nasconderselo, è stata sottratta ad ogni forma di controllo da parte della Regione.

«Oltre ogni tentativo di polemica strumentale letto nei giorni scorsi e che presuppone, sul punto in particolare – ha proseguito – un revisionismo storico che non è sostenibile, come si potrebbe negare che per la prima volta, proprio con la Giunta Occhiuto, sono stati approvati bilanci e rendiconti di più esercizi; sono stati accorciati i tempi di rientro dei piani di razionalizzazione già avviati; ed è stata ri-trasformata l’agenzia Calabria Lavoro nel nuovo soggetto Arpal?».

«E come negare che Calabria Verde – ha detto ancora – fonte in passato di criticità finanziarie notevoli, sta finalmente recuperando un ruolo importante, con una visione integrata del personale che viene utilizzato su più fronti: dalla Protezione Civile alla difesa del territorio? Per cinque anni non è stato approvato il bilancio di previsione e neppure i consuntivi; adesso sono stati approvati entrambi».

«O come tacere, ancora – ha aggiunto –, sulla riforma senza precedenti avviata per arrivare al Consorzio unico di Bonifica che, al pari di tutte le altre pensatissime situazioni ereditate, deve addirittura far fronte ancora a pignoramenti di 20 anni fa, lasciate dai singoli ex consorzi territoriali?».

«Avere finalmente, oggi, un unico interlocutore è circostanza largamente positiva, è un cambio di passo tangibile ed anche qui incontestabile», ha detto ancora la consigliera, aggiungendo: «Certo, anche in questo caso, l’azione riformatrice avviata non può produrre tutti i suoi effetti nel primo anno, eppure già la scorsa estate, il Consorzio unico è potuto intervenire ovunque, su tutto il territorio regionale, offrendo risposte a tutte le richieste di intervento, quasi in tempo reale; ha già riscosso, solo come bonario, il 55% ed è pronto ad emettere il ruolo ordinario; ha avviato un nucleo ispettivo su tutto il territorio per mappare tutte le anomalie ed irregolarità su cui intervenire e riscuotere; ha avviato una massiccia pulizia dei canali e per la prima volta, ha promosso un’azione di comunicazione istituzionale per informare nella massima trasparenza insieme all’informatizzazione del catasto».

«Con lo stesso criterio di razionalizzazione e di equilibrio – ha continuato – si è intervenuti, nell’ambito di una manovra di assestamento che certifica complessivamente un miglioramento della condizione finanziaria dalla Regione Calabria, per incrementare il monte orario anche di quei lavoratori precari, già assegnati ai dipartimenti regionali, attualmente collocati in Arpal, stabilizzati a 18 ore».

«E lo si è fatto, anche qui –  ha sottolineato Straface – al netto di campagne mistificatorie della realtà artatamente messe in campo in queste ore, utilizzando un residuo storicizzato di 4,5 milioni, derivante da economie dell’antico stanziamento per i lavoratori Lsu/Lpu, molti dei quali sono andati progressivamente in pensione negli anni oppure sono stati e sono usati nei e dai comuni che in questi anni li hanno in larga parte stabilizzati con risorse proprie e rispetto ai quali, in ogni caso, saranno individuate come sempre accaduto fino ad oggi, tutte le ulteriori soluzioni più adeguate ed utili, senza mai alcuna discriminazione tra lavoratori precari». (rrc)

L’OPINIONE / Carmelo Versace: I danni sull’agricoltura deve risarcirli la Regione

di CARMELO VERSACE – In Parlamento, gli esponenti della maggioranza di centrodestra, ancora dimenticano o forse disconoscono che la Città metropolitana di Reggio Calabria è l’unico Ente pubblico intermedio d’Italia al quale, ancora, non sono state conferite le funzioni, assegnate per legge, da parte della Regione.

Abbiamo ascoltato e visto, con sgomento, interventi di parlamentari della Lega che stigmatizzavano un nostro mancato risarcimento agli agricoltori reggini per i danni causati dai cinghiali sui loro terreni.

Dispiace constatare che anche ai più alti livelli istituzionali, in questo caso in Parlamento, non si riconosca, ancora, questo assurdo ritardo, unico in Italia.

Noi, pur con i nostri limiti d’azione,. abbiamo comunque cercato di restare vicini agli agricoltori reggini e ai sindaci dei territori danneggiati dai cinghiali. La caccia è stata chiusa in maniera totale, nella zona 2 del territorio di Reggio Calabria, con un’ordinanza del 2 ottobre scorso, una condizione che ha limitato notevolmente le azioni di depopolamento dei cinghiali.

Il risarcimento dei danni va, quindi, erogato direttamente dalla Regione Calabria. Gli agricoltori reggini attendono da anni, da parte del dipartimento Agricoltura della Regione, il pagamento di quanto dovuto a titolo di risarcimento danni da cinghiale, unico soggetto istituzionale al momento gravato dell’onere di provvedere.

Anche in questo caso la Città metropolitana di Reggio Calabria potrebbe procedere direttamente agli indennizzi dovuti, a patto che la Regione trasferisca le deleghe e i relativi fondi fino a oggi trattenuti presso la cittadella regionale. (cv)

[Carmelo Versace è vicesindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria]

A 12.835 studenti erogate le borse di studio regionale

«Sono 12.835 gli studenti e le studentesse ai quali è stato erogato l’importo della borsa di studio regionale». È quanto ha reso noto Maria Stefania Caracciolo, assessore regionale all’Istruzione, assicurando come «completeremo, a breve, i pagamenti relativi a circa altre 2.200 istanze rientranti tra quelle che, pur avendo i requisiti di ammissibilità, presentavano delle irregolarità».

Ammonta, infatti, a 16 milioni di euro la somma stanziata per due annualità con l’intenzione di finanziare nel complesso 36 mila borse di studio da assegnare in base all’indicatore

«Per altre 2.060 istanze ammesse con riserva che non hanno regolarizzato nei termini indicati, è stata prevista la possibilità di assegnare un ulteriore termine», ha aggiunto l’assessore, sottolineando come «la grande adesione  a questa iniziativa, con 19 mila domande pervenute di cui ammesse a finanziamento oltre 17 mila, rivolta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado appartenenti a famiglie a basso e medio reddito, testimonia l’importanza della misura che interviene proprio per fronteggiare il ‘caro scuola’ e rispondere alle esigenze delle famiglie calabresi fornendo un sostegno economico concreto per le spese a cui sono andate incontro ad inizio anno scolastico».

Tis, i sindacati incontrano Occhiuto: Si va verso l’assegno di inclusione sociale regionale

Un assegno di inclusione regionale creato appositamente solo per i tirocinanti calabresi e che coinvolge circa 850 persone con un sussidio aggiornato e adeguato alla pensione minima, pari a 627 euro mensili, che accompagnerà questi lavoratori a quiescenza. È il primo risultato tangibile della vertenza dei tirocinanti calabresi ed emerso nel corso dell’incontro tra Luigi Veraldi (CGIL), Ivan Ferraro (NIdiL CGIL), Enzo Musolino (CISL), Gianni Tripoli (Felsa CISL), Mariaelena Senese (UIL) e Luca Muzzopappa (UILTemp). e il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, l’assessore al Lavoro Giovanni Calabrese, il vice capo di Gabinetto Cantarini, il direttore generale Varone.

Un incontro con l’obiettivo di garantire continuità rispetto a quanto già deciso a Roma durante l’incontro ministeriale e nei successivi incontri con l’assessorato al Lavoro. Le organizzazioni sindacali intendono mantenere un dialogo costante per assicurare che i passi avanti fatti finora trovino una veloce e concreta applicazione.

Oltre all’assegno di inclusione, è prevista l’attivazione di voucher da 25.000 euro per incentivare le assunzioni dei tirocinanti da parte dei Comuni e delle aziende, con l’obiettivo di agevolare il passaggio a contratti di lavoro stabili. I voucher riguarderanno sia le assunzioni a tempo indeterminato, sfruttando il primo emendamento sulla stabilizzazione diventato poi legge, sia le assunzioni a tempo determinato, come previsto dal secondo emendamento divenuto legge a febbraio 2024.

Nel frattempo, il presidente Occhiuto si è impegnato a richiedere ulteriori risorse al Governo, oltre ai 5 milioni di euro attualmente disponibili, che risultano insufficienti.

«Con la prossima legge di bilancio – hanno detto i sindacati – si auspica che anche il Governo faccia la sua parte, approvando i necessari correttivi all’emendamento riguardante i contratti a tempo determinato. Le modifiche già note includono la mobilità tra enti, che potrà essere sfruttata anche per le aziende sanitarie e ospedaliere con la funzione di accompagnamento nei pronto soccorso regionali, o in altre strutture sub-regionali come Calabria Verde».

«Inoltre – hanno spiegato – si punta al superamento del limite del 25% per i contratti a tempo determinato, e ad altri adeguamenti che possano garantire una maggiore inclusività e flessibilità nelle assunzioni. Le sigle sottolineano che, mentre le trattative continuano, la priorità rimane quella di garantire il rispetto degli impegni presi dal presidente Occhiuto e dai Ministeri competenti, affinché le risorse necessarie vengano trovate e le normative adeguatamente corrette nella prossima Legge di Bilancio».

Pur ritenendosi soddisfatte dell’interlocuzione avuta con il Presidente Occhiuto le organizzazioni «si dicono consapevoli che molto lavoro resta da fare – si legge in una nota – e garantiscono che manterranno alta l’attenzione su ogni passaggio della vertenza, tenendo sempre aggiornati i lavoratori sugli sviluppi. Rimanendo in attesa della concretizzazione delle misure sopra indicate, i sindacati invitano tutti i lavoratori a restare uniti per ottenere finalmente il riconoscimento dei propri diritti e la stabilità lavorativa che meritano». (rcz)

La Regione chiede al Governo lo stato di emergenza

La Giunta regionale, su proposta del presidente Roberto Occhiuto, ha deliberato la richiesta al Governo della dichiarazione dello stato di emergenza per gli eccezionali avversi eventi metereologici degli ultimi giorni.

Con una ulteriore e specifica delibera, riferita ai medesimi eventi, approvata su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Gianluca Gallo, la Giunta ha chiesto inoltre al Ministero delle Risorse Agricole Alimentari e Forestali il riconoscimento dello stato di calamità naturale per le imprese agricole che hanno subito danni. (rcz)