Lo Schiavo: Su nuovo Ospedale di Vibo aumenta sfiducia dei cittadini verso la politica

Il consigliere regionale di De Magistris PresidenteAntonio Lo Schiavo, intervenendo sulle misure di rafforzamento del servizio sanitario regionale, ha evidenziato come «sulla sanità non ci si può più dividere pregiudizialmente in base alle posizioni politiche».

«Il presidente Occhiuto e la sua Giunta ne hanno fatto, giustamente, la “madre di tutte le battaglie” – ha aggiunto – e non si può non tifare per loro affinché i risultati annunciati vengano raggiunti al più presto. Così come qualunque cittadino calabrese credo auspichi la risoluzione delle problematiche di una sanità da terzo mondo. Ovviamente, però, chi si espone nei termini in cui lo ha fatto il presidente Occhiuto, si assume una grandissima responsabilità rispetto agli impegni presi».

«Ad esempio – ha aggiunto Lo Schiavo in aula –, sulla realizzazione dell’ospedale di Vibo Valentia, che il presidente Occhiuto ha fissato al 2025, devo ricordagli che i cittadini vibonesi aspettano da oltre vent’anni la costruzione di un nuovo ospedale perché tanti ne sono passati da quando è stata messa la prima pietra in quel sito. Ovviamente poi non stupiamoci se i cittadini non credono più alla politica, chiunque sia a rappresentarla. E, quindi, non stupiamoci della sfiducia, dello sfavore che i cittadini hanno nei confronti delle istituzioni preposte a garantire il diritto costituzionale della salute».

«Se entro il 2025 – ha proseguito – verrà realizzato il nuovo ospedale di Vibo Valentia, lei, presidente Occhiuto, avrà fatto una grandissima operazione politica e sarà ricordato come colui che ha realizzato una struttura così strategica per quel territorio. Però mi corre l’obbligo di ricordarle che, nelle varie riunioni fin qui svoltesi in Prefettura e alle quali io sono stato presente, si sta parlando ancora del contingentamento delle acque. Stiamo parlando ancora di opere complementari di un presidio del quale i cittadini non hanno ancora nemmeno la percezione. Noi rappresentiamo anche le ansie dei cittadini calabresi e queste ansie è giusto che vengano portate in aula, non per finalità di contestazione ma come elemento di proposta politica e io verrei meno al mio compito se non le dicessi che lei si sta assumendo una grandissima responsabilità».

«Ci ritroveremo qui nel 2025 – ha concluso – e io sarò lieto di festeggiare con lei, presidente Occhiuto, se verranno raggiunti gli obiettivi prefissati ma sarò qui anche a ribadirle quello che lei ha detto in questa giornata qualora quest’opera strategica non sarà realizzata». (rrc)

Nomine commissari Asp e Ao, Esposito (Fismu): Serve un progetto per la sanità regionale

Il segretario nazionale della Federazione Italiana sindacale Medici Uniti – Fismu, ha fatto una riflessione in occasione delle nomine dei nuovi commissari nelle varie aziende ospedaliere e sanitarie, sottolineando che «sia necessario ed improcrastinabile precedere celermente con l’adeguamento delle piante organiche nei vari ospedali della regione che sono in grave carenza», e «come sia indispensabile procedere ad una nuova organizzazione dei presidi ospedalieri, ottimizzando al massimo le risorse umane attualmente disponibili, rinforzando i settori in affanno e operando nel caso dei tagli in quei settori (pochi a dire il vero) che sono superflui in questo momento storico».

«C’è bisogno – ha evidenziato – del pieno rispetto delle regole e delle normative vigenti, a cominciare dunque dalla riorganizzazione dei dipartimenti, con la nomina dei nuovi responsabili, come previsto. Si pensi, per esempio, all’azienda ospedaliera di Cosenza dove, nonostante ci siano le professionalità con i requisiti richiesti, il responsabile del dipartimento cardio-toraco-vascolare è stato incaricato ad interim anche per il dipartimento di chirurgia, creando non poca confusione e malumori. Da oltre due mesi alcune liste di attesa per interventi chirurgici sono ferme per palese carenza organizzativa».

«La nomina dei capo dipartimento (o la riconferma di chi ha ben operato) – ha concluso Esposito – darà sicuramente nuovo slancio e nuova linfa. La sanità in Calabria è al palo da troppo tempo, bisogna dare un segnale forte con nuova energia e nuove idee. Gli operatori, ma soprattutto i pazienti sono stanchi di aspettare». (rcz)

Furgiuele (Sips): Pnrr grande occasione per gli amministratori locali per promozione della salute

Giuseppe Furgiuele, Presidente Regionale nonché Componente del Direttivo Nazionale della Società Italiana di Promozione della Salute, ha evidenziato come il Pnrr sia «una grande occasione per accelerare il processo di rinnovamento del sistema sanitario».

«La sfida non va, però – ha aggiunto – affrontata con gli stessi modelli del passato, ma con un approccio di sistema indirizzato alla promozione di stili di vita sani, alla prevenzione, all’innovazione tecnologica, all’equità e sostenibilità, e soprattutto al superamento delle disuguaglianze».

«Il SSN calabrese grazie al Pnrr – ha spiegato – può essere ridisegnato nel suo complesso: da un lato rafforzando le prestazioni erogate sul territorio grazie al potenziamento e alla creazione di strutture e presidi territoriali (come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità), all’incremento dell’assistenza domiciliare, allo sviluppo della telemedicina e una più efficace integrazione con tutti i servizi socio-sanitari; dall’altro costruendo un’infrastruttura sociale ed economica che protegga e promuova la salute sul territorio, orientandone lo sviluppo in una direzione di promozione della salute con impatto sul benessere individuale e sulla collettività».

«Nel Pnrr – ha proseguito – la Salute è presente non solo nella specifica Missione 6, ma trasversalmente anche nelle altre missioni – evidenzia Furgiuele – per cui la vision degli amministratori locali nello sviluppo delle progettualità del PNRR dovrà orientarsi verso un’approccio salutogenico delle città poiché è necessario progettare non solo luoghi di cura, ma creare migliori condizioni di vivibilità, ad esempio incoraggiando e premiando la mobilità a piedi o in bicicletta come prevenzione delle malattie cronico-degenerative».

«L’organizzazione delle città – ha evidenziato – e più in generale dei contesti sociali e ambientali contemporanei è, infatti, in grado di condizionare e modificare i bisogni emergenti, gli stili di vita e le aspettative dell’individuo e tali fattori devono essere considerati nella definizione e nell’orientamento delle politiche pubbliche».

«Alcuni comuni calabresi  – ha concluso – hanno già da tempo colto l’importanza del legame tra le caratteristiche dei contesti urbani e la salute della popolazione ma tanto c’è ancora da fare al fine di sviluppare le progettualità del PNRR  cercando di favorire  un’azione effettiva di promozione della salute a livello locale». (rcz)

Saccomanno (Lega): Consegnato il terreno su cui nascerà l’Ospedale della Piana

Il commissario regionale della LegaGiacomo Saccomanno, ha reso noto che è stato consegnato il terreno all’impresa per l’inizio del lavori per la costruzione del nuovo Ospedale della Piana, che dovrà sorgere nella città di Palmi.

«Non importa perché è accaduto – ha spiegato – importa invece che sia accaduto. Un ringraziamento, quindi, al presidente Roberto Occhiuto che sta cercando di iniziare un iter fermo da oltre 14 anni e che ha privato la Piana di una struttura all’altezza delle esistenti ed improrogabili necessità. La Lega sarà sempre vigile affinché si evitino ulteriori ritardi e, quindi, controllerà ogni passo dell’impresa appaltatrice non potendosi perdere altro tempo».

«La situazione sanitaria della Piana è intollerabile per un paese civile – ha concluso – e non si comprendono, veramente, i tanti anni passati inutilmente. Ora, però, tutti assieme per sostenere l’azione incessante del Presidente Occhiuto per cercare di recuperarli e di dare alla Calabria un sistema sanitario efficace ed efficiente». (rrc)

L’appello degli Oss di Vibo a Occhiuto: Fateci rientrare per lavorare nella nostra terra

È un appello per «essere una realtà imminente e non la solita cattedrale nel deserto» nella sanità, quello che gli Oss di Vibo Valentia, idonei in graduatoria, hanno rivolto al presidente della Regione e commissario ad acta Roberto Occhiuto.

«Ormai – si legge nella nota – è di dominio pubblico lo scorrimento di questa graduatoria. È più di un anno che cerchiamo di fare leva con la politica e i dirigenti di turno a far si che chi ha superato un concorso o meglio ancora con questo stato attuale della sanità Calabrese messo ancor più in ginocchio dalla pandemia durata ben 2 anni si procedesse con l’assunzione di personale sanitario a tempo indeterminato».

«Qualche mese addietro – continua la nota – il Commissario alla Sanità Calabrese nonché presidente della regione Occhiuto ha fatto visita ai vari presidi di tutta la  regione, riscontrando molteplici criticità, specialmente nella carenza ormai cronica di personale,  si è espresso chiaramente dando mandato  ai vari commissari e direttori di attingere dalle graduatorie esistenti, il fabbisogno per operatori socio sanitari non è  da meno pensando  che con 5 province partendo da Cosenza e arrivando su Reggio Calabria tra Asp e Ao – aziende sanitarie provinciali e aziende ospedaliere – il numero è alto e considerevole, precisando che la graduatoria di Vibo Valentia è la più vecchia cronologicamente parlando essendo stata deliberata il 5 settembre 2019».

«Una parte è già attiva – viene spiegato – lavorando in diversi nosocomi altri però attendono con ansia una convocazione a tempo indeterminato, non vorremmo mai passare in secondo piano dato che ognuno di noi in qualche modo ha lavorato in quest’ultimo periodo per il quale è stato sottoposto a uno stress psicofisico che non ha precedenti, la volontà ferma è solo una, sarà retorica ma di primaria importanza, chi lavora fuori regione ancor peggio».

«Ora – conclude la nota – la politica non ci deve deludere dato che la sanità è priorità assoluta. Vogliamo rientrare dai propri cari, poter dire vale la pena lottare per qualcosa di buono, bisogna invertire tendenza le condizioni ci sono e le potenzialità pure, ora serve attuarle». (rvv)

Sanità, Occhiuto: Vicini all’ok definitivo al Programma Operativo

Sono due importanti risultati, quelli che il Governatore e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, ha portato a casa dalla riunione con i tecnici del Ministero dell’Economia e delle finanze e del Ministero della Salute, sotto il profilo economico e con riguardo alla programmazione e all’organizzazione del nuovo modello di sistema sanitario regionale.

«Relativamente al primo risultato, il ‘Tavolo Adduce’ ha sancito la chiusura dei conti dell’anno 2021, certificando un risultato positivo per la sanità calabrese di oltre 145 milioni di euro»,  ha spiegato il Governatore, che all’incontro negli uffici del Mef era accompagnato dal sub commissario alla sanità, Ernesto Esposito, al direttore generale del Dipartimento Salute della Regione, Iole Fantozzi, e dal professor Giovanni Profiti.

«Un traguardo che porta con sé – oltre allo sblocco di liquidità per il sistema per circa 97 milioni di euro – due ulteriori effetti positivi: il ripiano dei disavanzi degli anni 2018 e 2019, per un totale di 77 milioni di euro, e la possibilità di incrementare, con i 68 milioni di euro residui, la dotazione finanziaria con la quale alimentare gli interventi del Programma operativo 2022-2025», ha aggiunto.

«Le risorse della gestione del 2021 – ha proseguito – infatti, andranno ad affiancare quelle per gli investimenti strutturali e tecnologici previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dagli altri programmi nazionali, con il compito di garantire la copertura del finanziamento per il reclutamento delle figure professionali mediche, sanitarie e amministrative, indispensabili a raggiungere i target di produzione e gli standard qualitativi che il Programma operativo si pone per il 2022 e per il prossimo triennio».

«E proprio il Programma operativo – ha spiegato ancora – rappresenta il secondo risultato, avendo raggiunto nella riunione di oggi la chiusura sostanziale del percorso istruttorio. Ci è stato assicurato che i Ministeri vigilanti procederanno all’approvazione del documento in tempi brevi, dando così il via all’attuazione degli interventi strutturali previsti già a partire dal secondo semestre di quest’anno. Dopo l’ok definitivo del Programma operativo si sbloccheranno anche i 60 milioni previsti dal decreto Calabria».

«Sono molto soddisfatto per l’incontro odierno – ha rilevato –. Abbiamo ottenuto ottimi risultati, e se oggi abbiamo a disposizione ulteriori risorse per la nostra sanità, lo dobbiamo a due importanti fatti. Abbiamo risposto in modo puntuale alle sollecitazioni fatte dal ‘Tavolo Adduce’ negli ultimi anni, alle quali nessuno aveva dato riposta; abbiamo cominciato a mettere ordine nei conti delle aziende sanitarie provinciali e nei bilanci del sistema sanitario regionale».

«Resta ancora da accertare il debito sanitario – ha concluso –. Ma anche su questa partita abbiamo già cominciato ad operare, costruendo i gruppi di lavoro che, in collaborazione con la Guardia di Finanza, faranno la ricognizione entro il 31 dicembre di quest’anno».

Soddisfazione, per i risultati di Occhiuto, è stata espressa da Luciana De Francesco, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e Presidente della prima commissione consiliare regionale.

«Sono stati recuperati fondi importanti per la sanità pubblica – ha detto De Francesco – ed è stato di fatto certificato l’ottimo lavoro del commissario straordinario. La Calabria sta vivendo un periodo di trasformazione che porterà nel breve medio termine al miglioramento complessivo dei servizi sanitari, dopo lunghi anni di stallo. È importante che su questo tema si registrino convergenze nell’interesse supremo dei cittadini calabresi».

Simona Loizzo, capogruppo della Lega in consiglio regionale, ha evidenziato come «le ottime risultanze del tavolo Adduce confermano che è iniziato un nuovo corso per la sanità calabrese».

«È stato certificato un attivo di 145 milioni di euro – ha spiegato Loizzo – a testimonianza dell’ottimo lavoro svolto dal presidente Occhiuto, con lo sblocco dei 60 milioni previsti dal decreto ministeriale. Questo risultato ci dà l’idea di una Regione in fase di rilancio concreto nel settore più importante da amministrare e ci proietta verso una nuova dimensione».

«Con le nuove assunzioni si andrà a regime – ha proseguito l’esponente leghista – e si potrà avere finalmente una sanità pubblica all’altezza delle aspettative dei cittadini. Si quantificherà il debito storico che in alcune Asp è davvero pesante, ed è opportuno e positivo che di questo si interessi la guardia di finanza».
«Mi auguro che cresca una condivisione tra maggioranza e opposizione – ha concluso Loizzo – su un tema che non può essere divisivo ma che deve incontrare un’ampia convergenza».
Raffaele Mammoliti, consigliere regionale del Partito Democratico, ha evidenziato come «ci sono dei miglioramenti sul piano delle disponibilità di risorse, ma in questo momento la sanità non è un problema di risorse ma di mancanza cronica di personale e di bassi livelli di assistenza. Le risorse che si rendono disponibili sono importanti ma speriamo che siano utilizzate per eliminare queste criticità».
Ernesto Alecci, invece, ha rilevato come «il presidente Occhiuto è un bravo comunicatore e non si può dire che non stia lavorando, è iperattivo tra la Cittadella regionale e i ministeri a Roma. Da calabrese mi auguro che questi risultati e questi annunci si trasformino in fatti concreti. In Consiglio regionale ho spesso detto che è giusto aspettare qualche mese prima di giudicare questo governo regionale, non sarebbe onesto intellettualmente, ma ora sono passati 8 mesi e ci aspettiamo che qualcosa di concreto si incominci a vedere sui territori e non solo attraverso i comunicati stampa». (rrm)

Misiti (M5S) presenta proposta di legge per riformare l’emergenza/urgenza

La proposta di legge presentata dal deputato del Movimento 5 StelleMassimo Misiti, sulla riforma dell’emergenza/urgenza, è stata pubblicata alla Camera dei Deputati.

Lo ha reso noto il deputato stesso, spiegando che con questa proposta di legge si intende «riformare l’emergenza Urgenza con il riconoscimento del dipartimento dell’Emergenza/Urgenza, del sistema integrato tra ospedale e territorio e che riconosce ruoli e premialità per il personale. Una soluzione che è possibile tradurre subito in azione concreta».

«Il percorso dell’Emergenza Urgenza sanitaria – ha spiegato – è stato ed è un problema importante, è il primo dei problemi con i quali i cittadini nel momento improvviso del bisogno si confrontano quando entrano in contatto con il pianeta sanitario. Per anni è stato dibattuto e affrontato in modo superficiale dalla politica e dagli amministratori prestati a questo pianeta, colpiti ed entusiasti solo dalla loro “capacità” di ridurre i costi e tagliare le spese. In molti hanno proposto soluzioni più o meno volte a creare un percorso virtuoso ed anche risolutivo, secondo alcuni punti di vista, ma nessuno ha, di fatto, cercato di risolvere il problema con l’obbiettivo di offrire un servizio a tutela della salute di chi sta male all’improvviso, ma anche di chi ci lavora tutti i giorni e si spende per la salute dei cittadini».

«La presunzione – ha proseguito – non mi appartiene, e per questo da più tempo ho cercato di arricchire le mie conoscenze, grazie al contributo dei colleghi medici, e non solo di tutta Italia, e dopo svariati confronti e consigli, sono riuscito a presentare un Pdl sulla riforma dell’emergenza urgenza. Da tempo sono cronaca quotidiana, con pagine e pagine di giornali, le grandi difficoltà che esistono nei pronto soccorso italiani, per non parlare di quelli calabresi, con gravi carenze di medici e di infermieri. Così com’è noto lo scarica barile tra chi amministra nell’ormai strutturato ping pong Stato-Regione».

«Ma il quotidiano – ha spiegato ancora – registra sempre meno personale disposto a lavorare nell’emergenza/urgenza, posti di formazione nella specializzazione di medicina di emergenza che vanno deserti, medici e infermieri quotidianamente malmenati e percossi nei pronto soccorso, alcuni studi legali che fomentano il contenzioso e fanno aumentare le spese delle Aziende sanitarie costrette a difendersi in cause intentate, talvolta, anche con dolo. Mi sono ritrovato a dare suggerimenti, sul territorio calabrese, come nel caso della gestione del momento emergenziale legato al Covid 19, suggerimenti che hanno contribuito a mantenere circoscritto il numero dei contagi; ho più volte indicato possibili soluzioni sulla gestione delle strutture ospedaliere calabresi e su come poter agire in modo trasparente e legale per favorire aperture di ospedali chiusi, (una delle soluzioni anni fa proposta è stata adottata ieri dal presidente Occhiuto e permetterà di inserire l’ospedale di Praia a Mare nel circuito degli ospedali), e sarà mia cura, appena possibile, informare i cittadini calabresi di quanto ho potuto fare». (rrm)

Occhiuto nomina i nuovi commissari delle Asp e delle Ao calabresi

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha nominato i nuovi commissari delle Asp e delle Ao calabresi, che avranno efficacia fino alla scadenza del decreto Calabria (novembre 2022).

Lucia Di Furia è il nuovo commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, Antonio Graziano commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, Gianfranco Filippelli commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera di Cosenza.

Gianluigi Scaffidi, fino ad oggi responsabile dell’Asp di Reggio Calabria, è il nuovo commissario straordinario del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria. Vincenzo La Regina, fino ad oggi responsabile dell’Asp di Cosenza, è il nuovo commissario straordinario dell’Azienda ospedaliero universitaria “Mater Domini” di Catanzaro.

La struttura commissariale ringrazia Isabella Mastrobuono, che si è dimessa dalla guida dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, e le augura buon lavoro per gli importanti incarichi che, in ragione della sua esperienza, sicuramente assumerà in futuro. Sono confermati i commissari straordinari delle Aziende sanitarie provinciali di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, e il commissario straordinario dell’Azienza ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro.

Entro martedì della prossima settimana il presidente Occhiuto procederà con la nomina del commissario straordinario di Azienda Zero. (rcz)

Guccione (PD): Mancata adozione Programma operativo blocca il Piano straordinario di assunzioni

Il responsabile Pd Salute per il Mezzogiorno, Carlo Guccione, ha rilevato come «senza l’adozione del Programma operativo 2022-2023 non è possibile attivare il Piano straordinario Calabria per l’assunzione di personale medico, sanitario e sociosanitario anche nel settore dell’emergenza-urgenza, in deroga ai tetti di spesa, né utilizzare le risorse del Contributo di solidarietà stanziate, in base al decreto-legge 150/2020 (Decreto Calabria».

Tale Piano, infatti, serve a «supportare gli interventi – ha spiegato Guccione – di potenziamento del servizio sanitario regionale stante la grave situazione economico finanziaria e sanitaria presente nella Regione. In particolare, sessanta milioni è la cifra accantonata per ciascuno degli anni 2021, 2022, 2023 per il contributo di solidarietà a favore della Calabria».

Il responsabile PD Salute per il Mezzogiorno, infatti, ha rilevato come «la Calabria, dopo 13 anni di commissariamento, continua ad essere sottoposta al Piano di rientro che prosegue attraverso l’adozione di un nuovo Programma operativo 2022-2023. La struttura commissariale, con protocollo 169 del 4 agosto 2021, ha trasmesso la bozza del Programma operativo ai Ministeri della Salute, dell’Economia e delle Finanze per la valutazione ma nonostante le riunioni del Tavolo Adduce, tenutesi a dicembre 2021 e aprile 2022, non è stato approvato. Anzi sono state riscontrate diverse criticità».

Il paradosso – ha sostenuto Carlo Guccione – è tutto calabrese. La nostra è l’unica regione in cui diminuisce la spesa per il personale: “In merito al costo del personale sull’intero SSR e per singolo ente del SSR si rileva – viene riportato nel verbale del Tavolo Adduce – la gravità della circostanza che durante l’anno 2020, anno caratterizzato dalla pandemia, vi è stata una diminuzione del costo del personale pur essendo state preordinate risorse aggiuntive straordinarie per la pandemia”».

«La ricognizione del debito della sanità calabrese è dirimente a qualsiasi tentativo di uscire dal Piano di rientro. In Calabria il problema non sono le risorse, anzi ne abbiamo fin troppe. Quello che rischia di portare a un punto di non ritorno la sanità calabrese – ha proseguito Guccione – sono i ritardi che scaturiscono da una incapacità gestionale e da una pubblica amministrazione non all’altezza».

«Come si può pretendere – ha concluso – di risanare il debito sanitario, sicuramente superiore a quello che nel 2009 ha portato la Calabria al commissariamento, se non riusciamo neanche a quantificarlo o a bloccare il meccanismo che continua a produrre ulteriore debito? Una cosa è certa: lo Stato è in debito con i calabresi. Ecco perché – ha ribadito Carlo Guccione nel corso di “Agorà Democratiche” a Vibo – lo Stato dovrà farsi carico del debito che ha maturato in questi 13 anni di commissariamento della sanità calabrese attraverso interventi e procedure che portino all’azzeramento dello stesso».

Successo per il web meeting organizzato dalla Regione su cura e prevenzione

Grande successo per il web meeting organizzato dal dipartimento Tutela della salute della Regione Calabria con il supporto del Gruppo tecnico per l’emergenza Covid–19, dedicato alla gestione dei pazienti più fragili affetti dal Covid-19.

L’evento ha visto il coinvolgimento dei medici che hanno in cura i pazienti più fragili ed immuno-compromessi in modo da poter elaborare le più idonee strategie di trattamento e di prevenzione.

Il professore Carlo Torti, che ha relazionato all’evento, ha evidenziato come sia importante conoscere in anticipo questa categoria di pazienti, che andrebbero visitati nei centri appositamente individuati dalla Regione Calabria por poter individuare precocemente la strategia di trattamento più idonea.

Particolare rilievo è stato posto sulla profilassi pre-esposizione. Si tratta di anticorpi a lunga durata d’azione che vanno somministrati ai pazienti che hanno disturbi del sistema immunitario per proteggersi dal Covid.

La dottoressa Simona Mirarchi, Responsabile dell’ufficio distribuzione per conto regionale, in rappresentanza del Gruppo tecnico per l’emergenza Covid-19, ha dettagliato gli aspetti normativi e i modelli organizzativi adottati in Regione per l’erogazione delle risorse terapeutiche attualmente disponibili per la profilassi ed il trattamento dell’infezione da Sars-Cov 2, soffermandosi in particolare sul nuovo percorso di prescrizione da parte dei medici di medicina generale e dispensazione nel canale della distribuzione per conto dell’antivirale orale Paxlovid e sulla prescrizione dell’anticorpo monoclonale Evusheld per la profilassi dell’infezione nei soggetti immunocompromessi che richiedono una profilassi pre-esposizione al virus.

Nel corso della riunione sono stati evidenziati i dati relativi all’erogazione del paxlovid che risultano essere in costante aumento in termini di dispensazioni grazie all’impegno dei medici di medicina generale e della filiera distributiva.

Il confronto è stato costruttivo e si auspica nei prossimi giorni di rimuovere gli ostacoli che ad oggi hanno impedito la somministrazione di questo farmaco cosi importante per la protezione contro l’infezione da Covid-19 dei pazienti più fragili.

A tal riguardo, ulteriori iniziative saranno intraprese dal gruppo tecnico regionale. (rcz)