Giuseppe Profiti è il nuovo superconsulente per la Sanità di Occhiuto

Giuseppe Profiti, ex numero uno del Bambin Gesù di Roma e docente universitario, è il nuovo superconsulente per la Sanità del presidente della Regione e commissario ad acta Roberto Occhiuto.

È quanto rende noto Il Secolo XIX, in un articolo a firma di Guido Filippi, in cui viene spiegato che il suo nome è stato suggerito dal ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità.

Nei prossimi giorni sarà ufficializzato il suo nuovo e prestigioso incarico ma, fino al 30 giugno, proseguirà nel suo lavoro di riorganizzazione e rilancio della sanità in Liguria, su richiesta del Governatore Giovanni Toti(rrm)

 

Sanità, Occhiuto: La Calabria può assumere 2.500 operatori

Il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, ha spiegato che in Calabria «senza sfondare il tetto delle assunzioni, potremmo già assumere 2.500 figure sanitarie, tra medici e infermieri» e che «sul personale stiamo facendo delle valutazioni insieme al Governo».

Il Governatore, poi, ha spiegato che ciò «non si fa per due ragioni: da un lato manca la capacità amministrativa all’interno delle aziende sanitarie che spesso non riescono a fare i concorsi come dovrebbero, selezionando magari il più delle volte personale amministrativo; l’altra ragione è che la Calabria purtroppo non è abbastanza attrattiva per i medici stessi».

«Un giovane professionista specializzato – ha spiegato – potendo scegliere e avendo ampia scelta in tutta Italia, preferisce andare a lavorare in una struttura più qualificata e all’avanguardia, piuttosto che nei nostri presidi che presentano un maggiore livello di difficoltà lavorativa e di organizzazione. Per cui dobbiamo lavorare e creare un sistema di incentivi per assumere più medici, con concorsi a tempo indeterminato. Ci stiamo muovendo per fare tutto questo, ma al governo abbiamo chiesto di starci vicino per cambiare dove è possibile le regole e rendere più veloci le assunzioni».

«Ad esempio – ha proseguito – ho chiesto di avere la possibilità di procedere alle assunzioni in materia sanitaria attraverso una struttura centralizzata, in capo al Dipartimento della Funzione pubblica, che è Formez, proprio per ovviare al deficit organizzativo dei concorsi da parte delle nostre strutture sanitarie. L’importante è che i calabresi abbiano i medici che servono a curarli. Le strutture sono fondamentali ma vanno riempite di professionalità».

Occhiuto, poi, si è detto soddisfatto di come stanno procedendo i lavorio per il nuovo ospedale della Sibaritide, un’opera che dovrebbe essere pronta per dicembre 2023.

«Sono soddisfatto – ha spiegato – perché ho visto che i lavori stanno procedendo molto bene, ancor più velocemente in questi ultimi mesi. La maggior parte dei corpi sono dei prefabbricati, ed entro fine anno ci sarà la struttura principale realizzata anche con complesse lavorazioni e sistemi di impiantistica».

«Credo che la conclusione dell’opera giunga a dicembre 2023 – ha proseguito – poi andranno trasferite le attrezzature dal vecchio al nuovo ospedale, ma avremo finalmente una struttura ospedaliera con 376 posti letto, fatta con tecnologie all’avanguardia, anche riguardo agli aspetti antisismici. Per cui, sono davvero soddisfatto della qualità dei lavori e anche del lavoro compiuto dalle strutture burocratiche della Regione che, soprattutto negli ultimi mesi, hanno accelerato con per dare impulso a quest’opera, e con grande qualità».

«Purtroppo – ha concluso – in questo settore della sanità siamo stati costretti a ripartire dalle fondamenta. Io spero che questo ospedale rappresenti il simbolo di una sanità che si può costruire proprio come questo edificio, in linea con il diritto alla cura che i calabresi devono pretendere, perché il diritto alla cura è il diritto alla vita, e dove non è garantito lì non è un posto civile». (rcs)

GAP DELLA SPESA STORICA, QUANTO PESA
SUL DIRITTO ALLA SANITÀ DEI CALABRESI

di ENZO MAIORANAPer essere cittadini di uno stesso Stato non è sufficiente il solo abitare lo stesso territorio ma bisogna anche avere gli stessi diritti, le stesse opportunità e una uniformità sociale e economica.

Voi ritenete che i Meridionali e, quindi, i Calabresi, sotto questo profilo possano considerarsi cittadini italiani? Anche per il più superficiali degli osservatori la risposta non può che essere negativa. Rispetto al resto d’Italia, infatti, questi hanno un reddito pro capite del 50% inferiore, povertà assoluta e relativa doppia disoccupazione generale, femminile e giovanile, del 100% in più. Al quale si aggiunge quella totale carenza di infrastrutture, dalla mobilità ad internet, per non parlare dei servizi primari ed essenziali, come la sanità e la scuola.

Lo Stato pro capite dà ogni anno ai cittadini della: Liguria euro 2054; Valle d’Aosta euro 2015; Emilia Romagna euro 1909; Lombardia euro 1904; Campania euro 1723; Calabria euro 1748; Sicilia euro 1765. 

Il quadro è, quindi, chiarissimo! Basta fare la differenza tra la Calabria e un’altra regione, moltiplicarla per il numero di abitanti e si vede quanto i calabresi ricevano in meno ogni anno. Ad esempio, 581 milioni e 400 mila euro l’anno in meno rispetto ai liguri.

La domanda, allora, è quella iniziale: “Questo significa essere cittadini dello stesso Stato?”

Come conseguenza delle carenze di infrastrutture e di servizi la Calabria e le regioni del Sud non sono competitive per la nascita e lo sviluppo delle attività imprenditoriali, da qui l’alta disoccupazione e l’alta emigrazione. Ogni anno decine di migliaia di giovani sono costretti ad abbandonare luoghi e persone care, nella speranza di una vita e di un lavoro dignitoso. “Questo significa essere cittadini dello stesso Stato?” 

Lo schiaffo più grande arriva da poi dalla famigerata Legge 42 del 2009 sul federalismo fiscale, nota come legge sulla ‘Spesa Storica’, approvata dal Parlamento. La quale ha stabilito che le risorse dello Stato fossero distribuite ai cittadini delle varie regioni non secondo la percentuale di popolazione, che avrebbe rispettato i dettami costituzionali, ma sulla base proprio di questo criterio. Molto sinteticamente: le regioni che negli anni precedenti avessero speso di più, avrebbero ricevuto di più e di meno chi avesse speso meno. L’inganno è dunque svelato. 

In pratica lo Stato ha stabilito per legge che i cittadini delle regioni povere dovessero essere sempre più povere e al contrario i cittadini delle regioni del Nord sempre più ricchi. Questo ha permesso che ogni anno venissero dati al Sud 61 miliardi di euro in meno ogni anno dal 2009. Al 34,3% della popolazione (Sud) arriva il 28,3% della spesa pubblica e al 65,7% della popolazione (Nord) il 71,7 per cento della spesa pubblica.

Il presidente della Svimez Giannola, qualche mese ha ufficialmente ammesso che ai cittadini del Sud rispetto alla percentuale di popolazione dal 2000 al 2019 sono stati dati 840 miliardi di euro in meno rispetto a quella del centro-nord.

La verità è questa! Il popolo meridionale è da sempre considerato ‘suddito’, in questo tradito anche e prevalentemente dai propri parlamentari e da una classe politica inadatta, se non compiacente.

Da qui nasce l’esigenza e l’obbligo morale di mettere fine a questo sistema di cose e di riportare il Meridione nell’agenda politica del governo nazionale. L’Italia del Meridione, da una prospettiva auspicabile, negli anni, si è concretizzata in un progetto politico vero e reale e oggi è una realtà politica che si pone e si propone come valida alternativa al potere di una classe politica fallimentare e allarga il suo orizzonte d’azione travalicando anche i confini nazionali. Già nell’identificazione del proprio nome ha inteso promuovere e si fa portavoce dell’Unione del Meridione, un’inversione non soltanto di termini ma di prospettive, dove non si parla o si scrive sul Meridione ma si agisce per esso e significa soprattutto rimarcare l’appartenenza e il ruolo di un programma che rilanci l’Unione del Paese fin qui negata. Senza separatismi e federalismi secessionisti, di bossiana memoria, negati dai principi stessi della nostra Costituzione, che esalta invece l’Unione delle Autonomie, dove si esprima l’esigenza imprescindibile delle soggettività territoriali autonome. Si tratta di pensare un modello istituzionale partecipativo, per una confederazione democratica delle autonomie, senza confini, senza esclusioni. “L’Unione è ormai la cifra di una politica nuova in corso di storia”, questo il messaggio e il progetto racchiuso in IdM e che si presenterà e opporrà a qualsiasi altra forma di gestione centralista e lobbista, di quella politica calata dall’alto e di chi intende “usare” il Sud come emblema di farse e falsi proclami. La partita, in questo momento, è decisiva. O si guarda al sud nell’interesse nazionale o questo Paese è destinato ad implodere su stesso!. (em)

La consigliera Loizzo (Lega): Prevedere piano di riorganizzazione protocollo per malattie neurodegenerative

La consigliera regionale e capogruppo della LegaSimona Loizzo, ha evidenziato la necessità che «nel piano di riorganizzazione sanitaria si preveda un protocollo per le malattie neurodegenerative, che interessano una gran percentuale di anziani».

«Un anziano su cinque ha l’Alzheimer – ha spiegato Loizzo – e si è abbassata di molto l’età media d’esordio, addirittura in alcuni casi prima dei sessant’anni. Le famiglie non hanno risorse per affrontare una malattia terribile al netto delle indennità di accompagnamento del tutto insufficienti ad affrontare il problema».

«Bisogna favorire la permanenza nelle famiglie – ha prosegito Loizzo – per consentire una dignità assistenziale che, peraltro, rispetto alla lungodegenza ha numerosi vantaggi sociali ed economici. Ci confronteremo con Occhiuto e con le aziende sanitarie, anche al fine di coinvolgere la rete sociale dei comuni e del volontariato per affrontare al meglio un’emergenza sempre in crescita». (rrc)

Occhiuto: Non sarà facile cambiare la sanità in Calabria, ma ci riusciremo

Si è detto soddisfatto, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per il tavolo adduce svoltosi a Roma, dove il Governatore ha presentato il Piano operativo regionale ai ministeri dell’Economia e della Salute.

«Erano abituati a commissari che venivano qui a giustificare i ritardi della sanità calabrese, invece hanno trovato un commissario che ha proposto idee per risolvere i problemi: abbiamo proposto il Programma operativo, che conterrà tutti gli investimenti che vogliamo fare, sulle assunzioni, che è nostro diritto fare, perché abbiamo le risorse per farlo: 2.500 fra medici e personale parasanitario».

«Sul 188 l’emergenza-urgenza, sui pronti soccorsi, sull’apertura di alcuni ospedali che meritano di essere aperti» ha spiegato ancora il Governatore, evidenziando che «non sarà facile fare tutte queste cose in un sistema dove i centri di potere, a livello locali, sono consolidati, radicati, cristallizzati. Non sarà facile, ma ci riusciremo». (rrm)

Successo per la webconference della Regione su farmaci antivirali con i medici di famiglia

Grande successo per la webconference svoltasi sabato scorso sul tema Vaccini e cure domiciliari. Cosa c’è da sapere?, promossa dal Dipartimento Tutela della Salute e Servizi socio sanitari della Regione Calabria insieme al Gruppo tecnico regionale emergenza Covid-19.

Alla riunione hanno partecipato, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, la dirigente generale del Dipartimento regionale Tutela della Salute, Iole Fantozzi, Andrea Bruni del Gruppo tecnico emergenza Covid regionale i medici di medicina generale, Carmelo Nobile, professore ordinario di Igiene alle Università Magna Graecia di Catanzaro e Unical di Cosenza, Carlo Torti, professore ordinario Malattie infettive e tropicali all’Umg, Enrico Trecarichi, professore associato Malattie infettive e tropicali all’Umg, Alessandro Russo, professore associato Malattie infettive e tropicali all’Umg, i medici di famiglia e anche quelli delle Usca, dei Dipartimenti di prevenzione, primari e medici ospedalieri di malattie infettive e rianimazione, e i corsisti di medicina generale e specialistica.

«I medici di medicina generale – ha dichiarato Occhiuto – rappresentano per me un’importantissima infrastruttura del sistema sanitario regionale. Voi assicurate quella capillarità che altrimenti, soprattutto dove nella nostra Regione i presidi di assistenza sanitaria sono carenti, sarebbe impossibile assicurare. Senza di voi non è solo molto difficile, ma quasi impossibile, realizzare gli obiettivi di salute. Per questo sono davvero riconoscente a ciascuno di voi per il lavoro che svolgete e per la presenza che garantite anche in realtà molto difficili da raggiungere. Ripongo grande importanza al lavoro che voi come medici di famiglia potete svolgere».

«Vorrei – ha aggiunto il presidente Occhiuto – che come Regione fossimo nelle condizioni di aiutarvi, di darvi tutti gli strumenti necessari per svolgere il vostro lavoro nel modo migliore, nel modo più proficuo possibile. Voglio assicuravi che su queste attività il governo regionale c’è. Questo è quello che volevo testimoniare oggi con la mia presenza a questa webconference».

La dirigente generale del Dipartimento regionale Tutela della Salute, Iole Fantozzi, dopo aver ringraziato tutti i partecipanti, ha detto che «il Dipartimento sta lavorando assiduamente, in collaborazione con il Gruppo tecnico, con l’obiettivo di mettere in campo tutte le misure necessarie per il contrasto al Covid».

Al termine della riunione Bruni ha affermato che «si è trattato di un evento molto importante perché, oltre ad essere servito per dare informazioni nel merito della somministrazione della quarta dose dei vaccini e delle terapie domiciliari, è stato utile per dare indicazioni su come individuare i pazienti fortemente immunocompromessi, prospettando un percorso a loro dedicato potenziando le somministrazione degli anticorpi pre esposizione».

«È stato un vero momento di confronto di idee, proposte e approfondimenti – ha aggiunto – rispetto a una serie di tematiche come le cure precoci e domiciliari, la somministrazione e la prescrizione degli antivirali contro il Covid, nonché delle problematiche legate alla interazione farmacologica di queste molecole. In tal senso per facilitare la prescrizione da parte dei medici di famiglia è stato deciso di elaborare delle linee guida con delle indicazioni specifiche di comportamento».

Il professor Nobile ha parlato dell’importanza delle vaccinazioni, entrando nello specifico della quarta dose. Il professor Torti, invece, ha fornito le indicazioni terapeutiche rispetto al farmaco antivirale Covid Paxlovid spiegando quando è necessario inviare i pazienti ai centri ospedalieri. Il professor Trecarichi ha relazionato nel merito delle terapie di supporto domiciliare per i pazienti asintomatici o con sintomi lievi. Il professor Russo, infine, ha spiegato le indicazioni per il ricovero ospedaliero, i valori di allarme e il modo di utilizzo del saturimetro.

In conclusione si è stabilito anche che la Regione Calabria attiverà un indirizzo di posta elettronica attraverso la quale i medici potranno segnalare tutte le problematiche che emergeranno, e che avvierà una campagna d’informazione per sensibilizzare la popolazione alla vaccinazione. (rcz)

Occhiuto presenta ai ministeri dell’Economia e della Salute il Piano Operativo regionale

Oggi, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, presenterà il Piano Operativo regionale al ministero dell’Economia e al ministero della Salute. Lo ha reso noto il Governatore stesso, mentre chiaruva che l’Ospedale di Praia a Mare è aperto.

L’ospedale, infatti, «è stato aperto durante quest’ultima ondata di pandemia – ha spiegato Occhiuto – per consentire nuovi posti Covid» e fa parte del Piano Operativo regionale.

«Oltre a essere dotato dei posti letto ordinati dalla sentenza del Consiglio di Stato  ha spiegato – ne avrà ulteriori per il reparto di ortopedia, perché vogliamo farne un centro che si occuperà anche di traumatologia, in quanto pensiamo che questa struttura insiste su un’area in cui questa branca della medicina può essere essenziale». 

«Inoltre, abbiamo utilizzato quella sentenza per dire al governo, e lo faremo martedì, che l’ospedale di Praia a Mare non solo va tenuto aperto, ma va reso ancora migliore di quello che la sentenza stessa vorrebbe».

Per quanto riguarda il Piano Operativo Regionale, come già illustrato nei primi giorni di aprile dal Governatore, è la riorganizzazione e programmazione del sistema della sanità, un lavoro che «non era mai stato fatto negli anni passati».

«Lo stiamo facendo ricostituendo il Dipartimento, che è stato azzerato, lo stiamo facendo riorganizzando il sistema dell’emergenza urgenza. Stiamo facendo un grande lavoro organizzativo che rodurrà finalmente i risultati che i calabresi attendono da anni». (rrm)

Sanità, Occhiuto: Entro 90 giorni avremo progetto per il nuovo ospedale di Vibo

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha reso noto che «è stato emesso l’ordine di servizio per l’avvio della progettazione esecutiva del nuovo Ospedale di Vibo Valentia, un passo avanti decisivo per la realizzazione di una struttura sanitaria che la Calabria aspetta da ormai troppi anni».

«Il provvedimento odierno – ha spiegato – fa seguito all’emanazione del decreto che in qualità di Commissario ad acta per la sanità avevo firmato lo scorso 5 aprile 2022 per approvare il Piano economico finanziario di riequilibrio e lo schema di contratto aggiuntivo della Concessione. Con un successivo decreto, datato 13 aprile, il Settore edilizia sanitaria ed investimenti tecnologici del Dipartimento Tutela della Salute e Servizi Socio-Sanitari della Regione ha approvato in linea tecnica il progetto definitivo del nuovo Ospedale, nelle more della iscrizione nel Bilancio regionale delle risorse finanziarie programmate con la delibera CIPE 22 dicembre 2021».

«Il cronoprogramma procedurale – ha concluso – prevede la redazione e consegna del progetto esecutivo del nuovo Ospedale entro 90 giorni dall’emissione dell’ordine di servizio firmato oggi. Una decisa accelerazione per un progetto nel quale la Giunta crede fermamente». (rcz)

Sanità, Tavernise (M5S): Bisogna accelerare su nuove assunzioni di nuovi medici

Il consigliere regionale del M5SDavide Tavernise, ha evidenziato che «occorrono presto, anzi prestissimo, nuove assunzioni», in quanto «è inaccettabile in una Regione come la Calabria che da un anno e mezzo circa ha fermi, non spesi e accantonati in bilancio, 80 milioni di euro, circa, stanziati, da tempo, dal governo per l’assunzione di personale».

Per Tavernise, infatti, «è inaccettabile che si debba costantemente sollecitare interventi urgenti, che rappresentano però solo tappabuchi momentanei, per scongiurare la chiusura di reparti e servizi fondamentali come quello del pronto soccorso di Trebisacce. A due anni dalla pandemia mancano medici e infermieri. Accade al pronto soccorso di Trebisacce, dove i medici sono costretti a turni di lavoro massacranti, ed è storia che si ripete in altre realtà della Calabria, basta che un medico si positivizzi al covid per rischiare di interrompere un servizio di pubblica utilità fondamentale, come un pronto soccorso».

«A seguito delle mie ripetute sollecitazioni – ha continuato – su impulso del direttore sanitario del Chidichimo dott. Antonio Adduci, con il Presidente Occhiuto e il commissario La Regina,  è stata trovata una soluzione provvisoria con una delibera dell’ASP di Cosenza, ma è necessario uscire una volta per tutte da queste situazioni emergenziali, non giustificabili nel lungo termine».

«Dalle ambulanze senza medici ai pronto soccorso al collasso – ha proseguito – sono tutti sintomi di un sistema gravemente malato in cui tutto è difficile e pesante. Come evidenziano le associazioni di categoria, molti medici preferiscono tenersi lontani dai turni massacranti del pronto soccorso e hanno anche la convenienza a farlo: un giovane medico che va a fare le vaccinazioni prende cifre uguali, se non maggiori, con turni regolari. È necessaria una indennità integrativa per i medici dell’emergenza urgenza ma non è una questione limitata ai soldi».

«Mancano le condizioni per lavorare – ha evidenziato –. Gli ingressi in pronto soccorso sono tornati ai livelli pre-covid mentre il personale sanitario è diminuito, in una situazione come quella calabrese già di suo segnata profondamente da anni di commissariamento e blocco del turn over. A questo va aggiunto che gli assegnatari di contratti Covid, di cui si è tanto parlato, nella stragrande maggioranza dei casi non hanno esperienze di lavoro nell’emergenza urgenza. Si tratta di ragazzi neolaureati meravigliosi ma che difficilmente possono sostenere le difficoltà e le pressioni di un turno in pronto soccorso, come denunciano le diverse associazioni di categoria. Occorrono, dunque, assunzioni di medici, nonché di personale infermieristico e socio sanitario da graduatorie già pronte e un piano a medio termine».

«Può ad esempio – ha detto ancora – come sollecitato da alcuni responsabili dell’associazione Simeu, in rappresentanza dei medici dei reparti emergenza-urgenza, essere ripensato il rapporto tra la formazione e gli ospedali: dentro gli ospedali in questo momento potrebbero entrare una schiera di specializzandi che invece vengono tenuti fuori dagli ospedali e stanno solo in università. E questi specializzandi potrebbero essere utilmente impiegati nell’assistenza anche in pronto soccorso sotto la guida dei direttori e sulla base delle loro competenze che saranno proprio i direttori a stabilire, volta per volta, per capire fino a che livello possono essere spinti a lavorare».

«Sto portando avanti – ha concluso – un lavoro improntato a dare dignità ai cittadini della costa jonica cosentina e nei prossimi giorni continuerò a sollecitare i vertici sanitari regionali e provinciali per le problematiche che investono anche altri ospedali, perché il diritto alla salute, negato in tutti questi anni, è l’argomento prioritario per tutti i calabresi». (rrc)

Occhiuto: Asp e Ao hanno rinnovato contratti a 852 sanitari

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha reso noto che «le Aziende sanitarie provinciali e le Aziende ospedaliere calabresi hanno rinnovato, seguendo l’input dato loro dalla Regione, al momento fino al 30 giugno, tutti i contratti a tempo determinato del personale impiegato in questi mesi per fronteggiare l’emergenza Covid».

«Medici e infermieri – ha aggiunto – che hanno contribuito in modo decisivo alle ottime performance raggiunte dalla Calabria per quanto riguarda la campagna vaccinale – siamo stati per settimane i primi in Italia per somministrazioni -, e per il contrasto alla pandemia: tutti ci collocavano in ‘zona arancione’ già da fine autunno, e invece la Regione non ha mai varcato la soglia oltre la ‘zona gialla’».

«Il personale sanitario interessato da questi provvedimenti – ha spiegato – è composto da 852 unità: 268 per l’Asp di Cosenza, 88 per l’Asp di Crotone, 44 per l’Asp di Catanzaro, 25 per l’Asp di Vibo Valentia, 73 per l’Asp di Reggio Calabria, 61 per l’Ao di Cosenza, 66 per l’Ao di Catanzaro, 126 per l’Ao Mater Domini, 101 per l’Ao Reggio Calabria».

«Le risorse utilizzate per finanziare i rinnovi dei contratti – ha proseguito – sono state reperite tra i fondi Covid non ancora spesi dalle Asp e dalle Ao, e tra i fondi PonGov. Ma la Regione vuole andare oltre, questi professionisti sono stati indispensabili per il nostro territorio, e dunque chiederemo al governo risorse adeguate per il loro futuro».

Il presidente Occhiuto, ricordando che lo stato di emergenza è finito il 31 marzo, ha evidenziato come «la pandemia non sparirà da un giorno all’altro, e i contagi e i ricoveri nella nostra Regione devono essere un monito per non abbassare la guardia» e che «per queste ragioni le strutture che hanno ben funzionato in questi mesi non andranno smantellate, e anzi in queste settimane saranno utilizzate anche in relazione all’arrivo di profughi dall’Ucraina». (rcz)