TROPEA – Torna il Premio Internazionale di Poesia “Tropea Onde Mediterranee”

Fino al 21 marzo 2021, si può partecipare alla 18esima edizione del Premio Internazionale di Poesia “Tropea Onde Mediterranee”, organizzato dall’ Associazione Tropea Onde Mediteranee.

Il Premio è composto da sei onde: Onda prima, dedicata alla poesia giovane, inedita e mai pubblicata, per i giovani autori fino ai 18 anni, si suddivide in settore A, per le scuole elementari, settore B per le scuole medie e settore C per la scuola media superiore.

Onda seconda è la sezione dedicata agli adulti di poesia inedita; onda terza alla poesia in vernacolo, inedita e mai pubblicata, in tutti i dialetti d’Italia. Onda quarta, poesia edita; Onda quinta alla poesia d’Europa e del mondo, inedita e mai pubblicata in una delle lingue parlate in Europa. Onda sesta è dedicata alla poesia di Tropea e dei Casali: inedita, in lingua italiana o vernacolo, per autori residenti in Tropea o in uno dei suoi Casali.

Per ogni sezione, si partecipa con una o due poesia, ciascuna non superiore ai 30 versi.

Le poesie inedite premiate, segnalate o ritenute interessanti, potranno essere pubblicate in un volume che sarà inviato a enti pubblici e biblioteche nazionali.

Inoltre, nel corso della cerimonia di premiazione, sarà conferito un premio speciale a un personale che, con la sua opera, si è particolarmente distinto in attività che hanno dato lustro alla comunità di Tropea.

La cerimonia di premiazione è in programma per il 1° giugno, a Tropea.  (rvv)

Alla Ulisse Gallery di Roma si celebra l’estro e l’arte di Albino Lorenzo

di ROSARIO SPROVIERI –  Una delle gallerie d’arte più belle e più prestigiose di Roma, la Ulisse Gallery di Carlo Ciccarelli, cuore più antico della Roma del potere politico, a due passi dal Nazzareno e dalla Camera dei Deputati, in Via di Capo Le Case 32, ospita in questi giorni un bassorilievo in bronzo dedicato alla vita e alla storia artistica di uno dei grandi impressionisti calabresi di questi ultimi cento anni, Albino Lorenzo

Il bassorilievo è stato realizzato per l’occasione dagli allievi dell’Accademia delle Belle Arti di Roma, sotto la guida quasi maniacale e puntualissima del loro maestro, il professore Vincenzo Varone, calabrese anche lui, originario di Zungri, e come Albino Lorenzo grande esperto anche lui di pittura e arte meridionale. A collaborare con lui è stato Guglielmo Zamparelli, uno dei suoi amici e allievi prediletti.

«A Vincenzo Varone è difficile poter dire di no» sorride Carlo Ceccarelli. «Vincenzo è mio vecchio amico – ha aggiunto – ed è soprattutto un intellettuale onesto e un critico d’arte di grande affidabilità, e quando mi ha chiesto di poter ricordare all’interno della mia galleria la vita e la storia di questo artista, che io non ho mai avuto il piacere di conoscere, ho detto immediatamente sì». 

Ecco allora che una mattina i ragazzi dell’Accademia si presentano da Carlo Ceccarelli e gli consegnano un bassorilievo in bronzo di grandi dimensioni, su cui hanno a loro modo raccontato e interpretato l’arte dell’artista tropeano. 

Accanto al bassorilievo, c’è una monografia d’arte di Albino Lorenzo e in cui il grande critico d’arte Maurizio Calvesi lo racconta e lo osanna, una testimonianza di uno dei massimi esperti della storia dell’arte italiana che arrivato per la prima volta a Tropea, dove Albino viveva e lavorava, si è poi così tanto legato a lui da chiedergli dei dipinti per la sua casa che si tuffa direttamente sul mare azzurro di Tropea. 

Ora, da qui al prossimo anno, all’Accademia delle Belle Arti di Roma il professore Vincenzo Varone e i suoi ragazzi approfondiranno la vita e i meriti artistici di questo pittore che ha prodotto tantissimo ma, che per lunghissimi anni, è rimasto letteralmente sconosciuto e mai ben raccontato nella sua terra di Calabria.

Una delle monografie più diffuse sulla vita e sulla storia di Albino Lorenzo l’ha scritta anni fa il vecchio direttore del TG Regionale della Sede Rai di Calabria, Pino Nano, il titolo è Lorenzo, e in essa c’è non soltanto la storia artistica di Albino Lorenzo, quanto invece, soprattutto, la storia della sua vita privata, della sua famiglia, lui padre di tredici figli, e della sua casa a Tropea che nel giorno delle feste diventava per la famiglia Lorenzo una sorta di tempio all’aperto. 

Non poteva fare di meglio il professore Vincenzo Varone che istituire un “Anno Accademico di riflessione e di ricerca sull’arte popolare calabrese di Lorenzo”, perché solo così sarà possibile finalmente rivalutare e riscoprire i grandi talenti dell’arte italiana  nati cresciuti e vissuti poi in Calabria, «lontani in effetti dai grandi circuiti mediatici e che fanno di un artista di provincia – sorride ancora Carlo Ceccarelli dall’alto della sua esperienza artistica – una icona dell’arte nazionale e non solo nazionale».

Come dire? Che dietro la fama di un pittore, non basta solo il suo estro e la sua bravura, ma serve anche un pizzico di fortuna e i giusti canali della conoscenza. (rrm)

In copertina, Carlo Ciccarelli e Rosario Sprovieri

TROPEA (VV) – Successo per la campagna “Puliamo il mondo”

Grande partecipazione, da parte dei ragazzi, a Tropea, per la campagna di sensibilizzazione Puliamo il Mondo, promossa da Legambiente e dal Comune di Tropea per la cura del territorio.

Due le iniziative intraprese: rimozione dei rifiuti spiaggiati lungo l’arenile nel tratto compreso tra la spiaggia dell’Isola (mare piccolo) a quella di Rocca Nettuno, quindi, messa a dimora di circa 40 alberelli di pino in sostituzione di quelli abbattuti per via dell’infezione che da anni sta attentando alla sopravvivenza della pineta di Marina Vescovado.

In programma, poi, altre iniziative nel corso del 2021. (rvv)

 

TROPEA – La Giunta delibera intitolazione di Viale Stazione al Maestro Albino Lorenzo

Il Comune di Tropea, nei giorni scorsi, ha deliberato per intitolare Viale Stazione al Maestro Albino Lorenzo.

«L’atto – si legge in una nota – verrà ora trasmesso alla Prefettura di Vibo Valentia, che previo parere del Dipartimento di storia patria, potrà autorizzare l’intitolazione».

L’Amministrazione, inoltre, ha reso noto che «Viale Stazione sarà a breve interessato da un profondo restyling che lo renderà un tutt’uno con il corso principale. L’amministrazione conta, inoltre, di commissionare la realizzazione di un scultura che ricordi il Maestro».

La «proposta di intitolazione – si legge ancora – di un’area del territorio comunale, precisamente Viale Stazione nel tratto ricompreso tra l’intersezione con la piazza Vittorio Veneto e quella con via Fontana Nuova, ad una importante figura d’artista, figlio illustre di Tropea, che con i suoi dipinti e il suo animo nobile ha illuminato la storia cittadina lasciando segni duraturi nella comunità».

«Albino Lorenzo – si legge nella motivazione della Giunta comunale – ammiratissimo per la sua arte, rimane ancor più nel cuore dei tropeani per la sua affabilità, il suo atteggiamento umile e riservato e la sua vicinanza profonda e sincera ai concittadini. Noto a tutti come l’ultimo patriarca per la sua numerosissima famiglia: diciotto figli avuti dalla moglie, Donna Gina Capua, come lui, persona dolcissima e solare, Albino rallegra le case tropeane con almeno uno dei suoi dipinti, luminosissimi sullo sfondo scuro della faesite. É caro a tutti, non solo per la sua inconfondibile arte, che incanta ed emoziona, ma anche per il suo sconfinato amore per Tropea».
«Tutti ricordano – continua la nota – una sua intervista alla Rai in cui, parlando di un possibile trasferimento a Milano, così risponde al giornalista: “Troverei il successo, voi dite. Ma il prezzo che devo pagare é troppo alto. É qui che son nato ed é qui che intendo restare. Ho imparato che il successo prima o poi passa, e quel poco che ti resta sul serio è il tuo mondo, se hai la fortuna di avere un tuo mondo”. Il Maestro Lorenzo fece la scelta giusta perché, senza tradire neppure un poco le sue radici ma rimanendo fortemente e convintamente abbarbicato alla sua città natale, trovò ugualmente successo, fama e onori e nel contempo conquistò l’amore e la stima profondi della sua gente che continua a guardare a lui come a un modello di coerenza, di generosità e di fedeltà alla propria terra».
«Tropea, la Città dalle vicende millenarie – continua ancora la nota – caratterizzata da sempre da un respiro universale, riconosce la grandezza di questo suo figlio, artista eccelso e creatura d’animo nobile, e lo annovera tra le tante personalità che fanno ricca la sua storia. Il suo merito non scaturisce solo dallo straordinario talento pittorico, che lo porta alla ribalta del panorama artistico mondiale, ma dal suo essere cittadino innamorato della propria terra al punto da non volersene separare fino all’ultimo soffio di vita».
«Albino – conclude la nota – diventa un modello importante per tutti e un esempio luminoso per le nuove generazioni, deciso antidoto al disorientamento e all’incertezza della modernità liquida».
Albino Lorenzo, giovanissimo, riceve le prime nozioni di disegno dal padre scoprendo immediatamente il proprio talento artistico.
Durante gli anni Cinquanta inizia a definire la sua ispirazione, legata decisamente alle cose semplici della vita quotidiana, e la fatica della povera gente, con la genuinità del mondo contadino, irrompono prepotentemente nella sua arte.
Negli anni Sessanta partecipa a molte mostre collettive, nazionali e internazionali, e le sue opere vengono premiate, tra l’altro, a Parigi, Deauville, Nizza, Knokke, New York.
Il grande storico dell’arte Maurizio Calvesi evidenzia che Albino non fa un uso strumentale della cultura contadina avendo piuttosto vissuto un “moto di identificazione” con quel mondo arcaico.
Albino é schivo, modesto, estraneo ad ogni protagonismo, immerso totalmente nella sua incessante ricerca pittorica. Come lui stesso dichiara :”La pittura può anche essere denuncia e rivolta ma é prima di tutto uno stato d’animo…che esprime il proprio mondo”. Legatissimo a questo suo mondo lo preferisce senza esitazioni al successo che lo attende a Milano e in America.
Le sue personali sono oltre cinquanta e più di settanta le collettive. I suoi quadri si trovano nelle più importanti gallerie e collezioni private nazionali e internazionali. Tra i suoi amici artisti: Luigi Servolini, Michele Cascella, Eugenius Eibisch, Enotrio Pugliese. Tra i tanti critici che si sono accostati alla sua arte, oltre a Maurizio Calvesi, Eduard Baümer, Marziano Bernardi, Dino Buzzati, Renato Civitella, Carlo Mazzarella, Franco Miele, Bruno Morini, Mario Perazzi, Guglielmo Petroni, Mario Portalupi, Maurizio Marini, Claudio Strinati, Carlo Carlino.
Scrive di lui Calvesi: «Egli acciuffa per gli ultimi lembi un repertorio contadino in accelerato processo di scomparsa, aiutando l’acutissima percezione col richiamo di anni lontani, in cui Tropea e il suo entroterra erano ancora così, con i mercati luccicanti di pesci o affastellati di rosse e gialle cassette di pomodori e di limoni, le coppole e i fagotti dei braccianti, ceste e sporte di donne incupolate da grandi fazzoletti sulle tonache nere, il transito solenne delle mucche e Il trotterellare di somari, o le camicie dei pescatori aperte sulle pelli conciate, d’un bianco che rimbalza dai brillii del cielo».
Nel contesto dell’arte italiana Lorenzo é un “caso”, un’emergenza singolarissima che esprime la sua interiorità e il suo contesto di vita, quello di Tropea e del suo comprensorio: il suo unico ed esclusivo mondo. (rvv)

TROPEA – La città nel calendario 2021 dei “Borghi più belli d’Italia”

La città di Tropea è nella prima edizione del calendario dei Borghi più belli d’Italia, dell’omonima Associazione.

«La città  – si legge in una nota – si ritaglia uno spazio nella prima edizione del calendario del prestigioso Club».

Tropea, infatti, è la prima città del Vibonese ad essere entrata a far parte dell’Associazione Borghi più belli d’Italia, un organismo che vuole promuovere i più bei centri abitati italiani, nato nel 2001, su sollecitazione dell’Anci, riconosce come meritevoli dell’appellativo solo le località che si distinguono per spiccato interesse storico e artistico.

«Far parte di tale esclusiva selezione – aveva dichiarato il sindaco Giovanni Macrì – significa possedere un label di qualità che diventa una formidabile carta di presentazione per i viaggiatori che desiderano conoscere i siti italiani integri nel tessuto urbano, architettonicamente armonici, vivibili, con connotazioni artistiche e storiche di pregio e  servizi al cittadino». (rvv)

È nato il primo panettone artigianale calabrese alla Cipolla rossa di Tropea

Sulle tavole natalizie è pronto ad arrivare il primo panettone artigianale calabrese alla Cipolla rossa di Tropea della chef Denisia Congi.

L’idea di realizzare il prodotto lievitato così particolare è nata grazie all’intuizione del direttore artistico del Tropea Cipolla PartyPaolo Pecoraro che, poi, ha trovato la sua realizzazione grazie alla chef calabrese della Federazione Italiana Cuochi, che è riuscita a creare uno squisito connubio tra l’elemento più tradizionale della festa natalizia e una delle eccellenze agroalimentari per antonomasia della terra calabra.

La chef Denisia Congi

Un perfetto equilibrio di gusto e aromi, realizzato con l’impiego di materie prime di alta qualità, che garantiscono al dessert natalizio un gusto speciale e intrigante, grazie soprattutto al valore assoluto di una crema delicata e inconfondibile al sapore della dolce cipolla calabrese.

Gli ingredienti utilizzati per la produzione del panettone sono: farina di grano tenero tipo 0, lievito madre di farina di grano tenero, farina w350, zucchero, sale, lievito di birra, acqua, latte, tuorlo d’uovo pastorizzato, burro morbido, miele, bacca di vaniglia, frutta a guscio.

Per la crema, invece, la chef ha utilizzato come ingredienti: cipolla rossa di Tropea (Igp), zucchero di canna, zucchero semolato, miele di acacia, mix di liquori, vino bianco.

Ovviamente, sono rigorosamente segreti sia la quantità degli ingredienti utilizzati sia la successione avvenuta nelle aggiunte dei vari ingredienti, oltre al numero di impasti effettuati e alle condizioni di lievitazione (temperatura, tempo e umidità) adottati per ottenere l’impasto finale, che costituiscono la singolarità e la ricchezza della produzione artigianale.

Come detto, per celebrare e promuovere il dolce artigianale italiano per eccellenza si è voluto osare, per poi vincere la sfida: è risaputo da tutti che la Cipolla Rossa di Tropea Calabria Igp sia la più Dolce del Mondo e, quindi, è facilmente intuibile quanto questa tipicità calabrese riesca a sposarsi bene anche con i dolci.

Da sempre, Pecoraro ha una voglia viscerale di promuovere la sua amata Calabria, da troppo tempo bistrattata, maltrattata e deturpata ma che conserva in sé tutti i valori e i suoi tesori inestimabili.

Caricato a molla da una forte passione per l’amore della vita e del bello, nonostante la distanza che lo tiene lontano dalla sua Calabria, ha deciso di scendere in campo per ridare onore, splendore e gloria alla terra che lo ha partorito.

Infatti, nel 2019 incaricato dal sindaco di Tropea, Giovanni Macrì, ha fondato il Tropea Cipolla Party, ed è subito un successo strepitoso, convinto del fatto che non è poi così difficile, per la verità, promuovere la Calabria e le sue eccellenze. Televisione, stampa locale, nazionale e internazionale si accorgono subito del fenomeno e si catapultano nella città perla del Tirreno per coglierne l’essenza e la bellezza.

Adesso, nell’attesa della prossima edizione, che nel 2021 si terrà dal 4 al 6 giugno e che sarà finanziata in parte con i proventi ricavati dalla vendita dei panettoni, ci si aspetta che lo stesso accada per il Panettone Artigianale alla Cipolla Rossa di Tropea.

Per allietare un po’ le festività natalizie, una donazione verrà fatta dall’ideatore dell’iniziativa anche alla Casa di Riposo “Don Mottola” di Tropea. (rvv)

Si ferma il sogno di Tropea di diventare ‘Capitale della Cultura Italiana 2022’: è stata esclusa dalle 10 finaliste

Tropea non è tra le dieci finaliste nella selezione della città Capitale Italiana della Cultura 2022. Una scommessa, quella della città di conquistare il titolo, che è stata persa e che lascia l’amaro in bocca, ma che, sicuramente, sarà da incipit per tante altre iniziative che vedrà protagonista la Perla dello Ionio perché, come ha dichiarato il sindaco Giovanni Macrì, che ha dato la notizia, «Tropea non si ferma!».

«A vincere il bando del Mibact – ha dichiarato il primo cittadino – non è la città più bella ma quella che riesce a proporre il miglior progetto in termini di apertura culturale, d’innovazione, di trasversalità  e di  capacità di coinvolgimento. Il Gruppo di Lavoro era ben consapevole di queste esigenze ed ha operato in piena contezza dei parametri di riferimento. Le risorse a disposizione sono state enormi, relativamente al patrimonio culturale a cui attingere e alle energie umane coinvolte nel percorso di elaborazione e stesura del Dossier.  É scesa in campo l’intera Regione con la sua variegata Cultura, generosamente offerta all’iniziativa, e si sono mobilitate competenze, professionalità, idee e progettualità di grande livello. A noi  il rammarico di non essere stati accolti tra i concorrenti finali, ma anche la serenità di aver  fatto una scelta opportuna e di averla concretizzata in un documento di qualità, comunque da custodire e tradurre operativamente. Il Progetto rimane il prezioso frutto di un percorso innovativo e inconsueto, che è riuscito a far confrontare tutta la Calabria attraverso quesiti e risposte che sono serviti a far conoscere meglio le potenzialità  della  nostra bella terra». 

«Il mio sentimento di profonda gratitudine – ha aggiunto – a tutti quelli che si sono uniti nella condivisione di un’idea che certamente non sarà abbandonata, ma verrà custodita e valorizzata per dar vita ad altre importanti iniziative di collaborazione all’interno dei territori locali e dell’intera Calabria. Se non siamo risultati tra i dieci progetti da cui emergerà il vincitore, sicuramente è perché occorre crescere ancora di più attraverso una maggiore consapevolezza dei punti forti su cui far leva e dei punti fragili  su cui lavorare per ridurre ed eliminare ogni disfunzione. Grazie al Gruppo Operativo di Lavoro che, con passione e spirito di servizio, ha ideato e redatto il Documento, grazie al Comitato Tropea, al Lead Partner Comitato Promotore, all’ Ambasciatore d’Onore, al Comitato d’Onore e ai tantissimi che sono stati vicini. Non faccio volutamente i loro nomi perché ognuno è stato importante e significativo, con un’unica eccezione che, sono certo, tutti Voi comprenderete: la nostra presidente Jole Santelli che ha creduto fortemente nella candidatura di Tropea, che si è prodigata per assicurarle gli opportuni sostegni istituzionali e, soprattutto, ha amato tantissimo la città e, per lei, si sarebbe continuata a spendere». 

«Mi sarebbe piaciuto poterle dedicare la vittoria – ha proseguito Macrì – ma sono certo che una conquista l’abbiamo ottenuta, e questa sì che gliela offro col cuore: nel momento stesso in cui siamo riusciti a coagulare intorno a Tropea non solo l’impegno ma anche l’orgoglio d’appartenenza, il senso di comunità e soprattutto la capacità di sperare e sognare insieme, tutta la Calabria, noi tutti abbiamo vinto, perché abbiamo superato gli individualismi che soffocano precludendo la visione d’insieme di una terra che vale se è unita.  Non lasciamoci mortificare dall’insuccesso momentaneo e circoscritto ma utilizziamolo come sprone ad andare avanti con umiltà, coscienza dei nostri limiti, ma anche delle  nostre enormi ricchezze. Tropea non interrompe il cammino neppure per un istante, continuiamo insieme, proseguiamo  a lottare senza divisioni e distanze interne per far emergere e riconoscere il valore della Calabria e dei Calabresi».

A presentare i loro dossiers alla giuria, in audizione pubblica, saranno, infatti: Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Procida, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra mentre restano al palo, assieme a Tropea, Arezzo, Arpino, Carbonia, Castellammare di Stabia, Fano, Isernia, Modica, Molfetta, Padula, Palma di Montechiaro, Pisa, San Severo, Scicli, Trani, Venosa, Verona e Vigevano. 

«Alle dieci città finaliste – ha concluso Macrì – dico: brave, avete già raggiunto una bella gratificazione, impegnatevi al massimo in quest’ultimo tratto di strada perché ognuna di voi potrebbe essere la Città Capitale Italiana della Cultura 2022». (pa)

 

TROPEA – La città apre le danze del programma “Il Borgo dei Borghi”

È con Tropea, la perla del Tirreno, che prenderà il via la sfida de Il Borgo dei Borghi domenica 1° novembre all’interno del programma Rai 3 Alle Falde del Kilimangiaro, condotto da Camila Raznovich.

«Inizia, dunque – si legge in una nota del sindaco di Tropea, Giovanni Macrì – la competizione tra i Borghi più Belli d’Italia. Non mancate e non risparmiatevi nel sostenerci». (rvv)

Tropea è entrata a far parte dell’Associazione “Borghi più belli d’Italia’: è la prima del vibonese

Tropea è entrata a far parte dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia. Lo rende noto, con grande soddisfazione, il sindaco Giovanni Macrì.

«Far parte di tale esclusiva selezione – ha dichiarato il primo cittadino – significa possedere un label di qualità che diventa una formidabile carta di presentazione per i viaggiatori che desiderano conoscere i siti italiani integri nel tessuto urbano, architettonicamente armonici, vivibili, con connotazioni artistiche e storiche di pregio e  servizi al cittadino.  Per i Borghi che possono fregiarsi dell’appellativo di “più belli d’Italia” vengono organizzate variegate iniziative quali festival, mostre, fiere, concerti, convegni di risonanza nazionale e internazionale allo scopo di  esaltare il patrimonio culturale tradizionale, coinvolgendo ampiamente la comunità».

«Tropea – ha aggiunto – è la prima località del vibonese a entrare nel prestigioso club facendo così compagnia ad altri 14 centri sparsi nelle altre provincie calabresi. Siamo felici di quest’ulteriore conquista che, come la Bandiera Blu, non consideriamo un punto d’arrivo ma, piuttosto, l’avvio di un percorso in salita che ci consentirà di migliorare attraverso l’eliminazione progressiva di tutte le criticità  rilevate e segnalate dall’associazione che, periodicamente, effettuerà visite mirate. Il nostro impegno, infatti, è quello di crescere sempre attraverso le informazioni di ritorno che ci pervengono da tutti e, in particolare modo, dagli esperti».

«Essere tra i Borghi più belli d’Italia – ha concluso il sindaco Macrì – diventa una bellissimo sfida perché sprona non solo a mantenere alti i propri standard ma anche a porsi nuovi e più ambiziosi traguardi».

L’Associazione I Borghi più belli d’Italia è un organismo che vuole promuovere i più bei centri abitati italiani, nato nel 2001, su sollecitazione dell’ANCI, riconosce come meritevoli dell’appellativo solo le località che si distinguono per spiccato interesse storico e artistico. Si tratta di un sodalizio prestigioso e autorevole che, nel 2012, è entrato nel circuito internazionale “Les plus beaux villages de la Terre”. (rrm)

IL SOGNO DI TROPEA CAPITALE CULTURALE
È GIÀ VITTORIA SE SARÀ TRA LE FINALISTE

Tropea sogna di diventare la capitale italiana della Cultura del 2022. Un sogno, ma anche un’ambizione legittima e motivata da una storia di tradizioni, cultura, territorio. Lunedì 12 ottobre il Ministero dei Beni Culturali farà scegliere al comitato di esperti delegato per l’iniziativa le dieci città finaliste che concorreranno per il titolo del 2022. «Sarà già una grande vittoria arrivare tra le prime dieci – afferma il sindaco di Tropea Giovanni Macrì – considerate le città che hanno presentato la propria candidatura che hanno una storia importante alle spalle (Verona, Genova, etc). Calabria.Live ha intervistato il sindaco proprio in vista dell’importante appuntamento di lunedì. (click su: https://youtu.be/wW7Jwvugqfs)