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Un francobollo per Bruno Ielo

Un francobollo per Bruno Ielo, il tabaccaio reggino ucciso dalla ‘ndrangheta

Oggi, lunedì 25 maggio, è stato emesso un francobollo ordinario di Poste Italiane dedicato a Bruno Ielo, tabaccaio ed ex carabiniere di Reggio Calabria assassinato dalla ‘ndrangheta il 25 maggio del 2017.

Il francobollo, che appartiene alla serie tematica Il Senso Civico, è stato realizzato grazie all’appello lanciato dal giornalista e scrittore, Stefano Massini, durante una puntata della trasmissione Piazzapulita. Stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, riproduce la vittima in un disegno di Claudia Giusto.

Ielo

La vignetta raffigura, un ritratto di Bruno Ielo in primo piano su una serie di francobolli italiani in cui spiccano quattro emissioni dedicate a vittime della mafia; in alto a sinistra, campeggia la caratteristica insegna delle rivendite dei Tabaccai contrassegnata dal n.92 che contraddistingue la tabaccheria di Bruno Ielo e, in basso a destra, è riprodotta la bandiera italiana.

Completano il francobollo la leggenda “Bruno Ielo”, le date “1951 – 2017”, la scritta “Italia” e l’indicazione tariffaria “B”. L’annullo primo giorno di emissione sarà disponibile presso lo sportello filatelico dell’ufficio postale di Reggio Calabria Centro. Per l’occasione, infine, è stato realizzato anche una cartella filatelica in formato A4 a tre ante, contenente una quartina di francobolli, un francobollo singolo, una cartolina annullata ed affrancata e una busta primo giorno di emissione, al costo di 15 euro.

Nella sua testimonianza, il giornalista Massini ricorda Bruno Ielo come «un uomo semplice con un senso semplice delle cose giuste. Sembra poco, ma basta e avanza. Bruno Ielo, terminato il suo servizio nell’Arma, aveva aperto nella periferia di Reggio Calabria una tabaccheria, da gestire insieme alla figlia. Niente di eroico, niente di epocale: aprire una tabaccheria. Peccato che quell’esercizio commerciale infastidisse una delle cosche locali. Cominciarono le minacce. Poi gli avvertimenti. Poi gli atti violenti. Bruno Ielo, in una sera di maggio, per strada, è stato ucciso per non aver ceduto a chi intende la convivenza sociale basata sulla legge della paura». Ma c’è anche un’altra domanda: perché, per ricordarlo, proprio un francobollo?

«Sarebbe bello – spiega Massini – se proprio i tabaccai, preposti per legge alla vendita dei valori bollati, potessero vendere un francobollo intitolato a uno di loro, a un tabaccaio irriducibile e tenace. Fra tanti che si montano la testa, Bruno Ielo era uno che la testa non l’ha abbassata, semplicemente perché la testa alta è sinonimo di coraggio». (rrc)