LAMEZIA – Venerdì “La cura” presenta la proposta di legge per trasformare in spoke gli ospedali montani della Calabria
Venerdì 27 giugno, a Lamezia, alle 10, all’interno delle 109 Officine di via Pasquale Cerra 5, il Comitato Civico “La Cura” presenta la proposta di legge regionale di iniziativa popolare per l’istituzione dell’Azienda ospedaliera unica dei presìdi di zona montana di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli. Durante l’incontro, il dottore Tulio Laino, medico in pensione, illustrerà nel dettaglio la proposta normativa.
Interverranno, inoltre, gli altri componenti del comitato civico “La cura”, nato per portare avanti questa proposta e composto da esponenti dell’attivismo civico e sociale delle quattro comunità coinvolte. La proposta mira a superare l’attuale configurazione degli ospedali di montagna, spesso ridotti a semplici punti di stabilizzazione, privi delle dotazioni necessarie per l’emergenza-urgenza e le patologie a media e bassa complessità. L’obiettivo è riconfigurare i quattro presìdi come ospedali di rete Spoke, con l’attivazione di unità operative complesse di Medicina, Chirurgia, Ortopedia, Terapia intensiva, Cardiologia con Utic, Ginecologia, Emodinamica e Pronto soccorso.
Nell’articolato si denuncia una «deprivazione assistenziale sistemica», causata da criteri classificatori fondati su parametri economici e demografici che penalizzano le aree interne, ignorandone la fragilità sociale, la viabilità carente e l’elevato tasso di cronicità. La nuova Azienda ospedaliera unica regionale avrebbe personalità giuridica pubblica e autonomia imprenditoriale e sarebbe istituita formalmente entro il 30 giugno 2026, per entrare in funzione dal 1° luglio 2026.
«È una proposta che nasce dal basso – spiegano i promotori – per dare risposte concrete a oltre 100mila cittadini che oggi vivono in territori abbandonati dalla programmazione sanitaria, dove la salute è diventata questione di distanza, reddito e fortuna».
Il comitato “La cura” chiede la presenza di tutta l’informazione calabrese, perché, spiega, «la sanità pubblica nei territori montani è un diritto costituzionale da difendere con forza, anche facendo conoscere le iniziative possibili e di sicura utilità generale». (rcz)
CATANZARO – Proseguono interventi di pulizia straordinaria
Proseguono, a Catanzaro, gli interventi di pulizia straordinaria.
LAMEZIA – Successo per Trame Festival
Si è conclusa con un messaggio di pace, l’ultima edizione di Trame. Festival dei libri sulle mafie.
Dal 17 al 22 giugno il tema “Liberi Liberi” ha guidato il ricco programma di Trame14, dedicato quest’anno a Giancarlo Siani e Francesco Ferlaino, rispettivamente nel 40° e 50° anniversario della loro uccisione, riaffermando l’importanza della memoria come leva per la giustizia e la legalità.
Trame 14 è stato promosso da Fondazione Trame Ets e Ala – Associazione Antiracket Lamezia Onlus, finanziato con risorse PAC 2014/2020 erogate ad esito dell’Avviso Pubblico Regione Calabria per il Finanziamento di Eventi e Manifestazione di Grande Interesse Turistico 2025, con il patrocinio di Camera dei Deputati, Ministero dell’Interno, Ministero della Cultura, Anci, Regione Calabria, Comune di Lamezia Terme, Confcommercio, Rai per la Sostenibilità. Con il sostegno di Eni e PagoPA, e la collaborazione di partner come: Fondazione Carical, Spicgil, Fondazione con il Sud, Legambiente, Avviso Pubblico, Confapi, Banca Etica, Fondazione Finanza Etica, Museo Archeologico Lametino, Round Robin Editrice, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Associazione Amici di Roberto Morrione, Cesura, Ugly Films, Premio Morrione per il giornalismo investigativo, Musica contro le mafie, Scena Verticale, Vacantusi APS, e numerose altre realtà locali e nazionali.
«Un successo. La continua crescita del festival mi rende davvero orgoglioso. Trame si dimostra ancora una volta patrimonio della città. La cultura, i libri, l’informazione, servono a comprendere la realtà, con l’obiettivo anche di migliorarla. Parlare di mafie, dei loro complici e della loro evoluzione serve a rendere il Paese un posto migliore», ha dichiarato il direttore artistico Giovanni Tizian tracciando un bilancio più che positivo.
Il festival, infatti, ha ospitato oltre cento relatori e relatrici – magistrati, scrittori, giornalisti, attivisti, studiosi e rappresentanti istituzionali – e ha proposto più di settanta appuntamenti tra dibattiti, presentazioni di libri, mostre, spettacoli, concerti e proiezioni.
Nelle sei giornate i luoghi del festival – quelli tradizionali e quelli di #trameincittà – sono stati animati da una straordinaria partecipazione di pubblico, con migliaia di presenze e un’ampia eco anche sui canali digitali (un milione le visualizzazioni raggiunte sugli account ufficiali, con oltre seicento post pubblicati).
Da Siani a paragon, dal tema dell’accoglienza alla questione carceraria, dal narcotraffico al tifo estremo e alle mutazioni della ndrangheta, dai romanzi noir all’antimafia giovanile, dalla finanza etica alle ecomafie, dalle testimonianze degli imprenditori che denunciano a quelle dei cronisti minacciati, dalla sanità alla politica locale. Questo, e tanto altro, è stato raccontato a partire dagli oltre trenta libri presentati.
Tra le proiezioni di Trame14: “Cutro, Calabria, Italia” del regista Mimmo Calopresti, il docufilm “Magma. Mattarella, il delitto perfetto” dello scrittore e editorialista Attilio Bolzoni e della regista Giorgia Furlan, l’inchiesta “Aemilia 220”, coproduzione Rai Fiction, di Fabio Melchionna, Savino Paparella, Cosimo Ribezzi e Jessica Giuliani, con le voci narranti di Paolo Bonacini e Giovanni Tizian, e la prima ufficiale del film-documentario su Peppe Valarioti “Medma non si piega”, scritto e diretto dal giornalista e film-maker di Ugly Films Gianluca Palma.
Il festival ha previsto tre mostre: una fotografica dedicata a Andy Rocchelli, una illustrativo – fumettistica su Giancarlo Siani, e l’installazione artistica “L’ombra del pizzo” di Grazia Resta.
Settanta volontari e volontarie, con un’età compresa tra i 16 e i 35 anni, provenienti da tutta la regione, hanno animato il festival offrendo un fondamentale supporto all’organizzazione logistica e un significativo apporto al suo racconto.
Per il secondo anno consecutivo si è rinnovata la collaborazione con il Quotidiano del sud che, tra i media partner dell’evento, ogni giorno ha concesso ai ragazzi e alle ragazze della redazione di scrivere un articolo per il giornale.
«È stata un’edizione bellissima – ha commentato anche il presidente della Fondazione Trame Ets, Nuccio Iovene –. Il primo ringraziamento va alla città, per la sua partecipazione straordinaria, l’attenzione e l’affetto con i quali ha seguito il festival in questi sei giorni. Il secondo ringraziamento va ad Armando Caputo, a tutti i soci dell’ALA e a coloro che quattordici anni fa resero possibile la prima edizione del festival. Senza di loro non saremmo potuti arrivare fin qui».
«Il terzo e più grande ringraziamento va allo staff di trame, alle volontarie e ai volontari che, sempre più numerosi, partecipano al festival e se ne sentono protagonisti», ha detto Iovene, sottolineando come sia stata «un’edizione ricca di eventi, appuntamenti, occasioni di riflessione. Anche quest’anno abbiamo voluto accompagnare il festival tributando un omaggio ad un grande calabrese come Corrado Alvaro, a centotrenta anni dalla sua nascita, ricordando il suo monito: “La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile”, frase che anima quotidianamente il nostro lavoro, e abbiamo voluto che sul palco principale del festival campeggiasse tutte le sere la parola “pace”, perché siamo consapevoli dei pericoli e delle tragedie di queste ore e di questi giorni, e nemmeno per un momento, parlando delle tante cose di cui ci siamo occupati, abbiamo pensato di rimuoverle dalle nostre preoccupazioni». (rcz)
TAVERNA (CZ) – Aperta la call per la residenza di scrittura naturalistica promossa dall’Hyle Book Festival
L’Hyle Book Festival, in collaborazione con il Mabos – Museo d’Arte del Bosco della Sila, lancia la seconda edizione della residenza di scrittura naturalistica in Calabria, dal titolo “Nel paesaggio che sogna”.
La seconda edizione si ispira al tema del sogno che quest’estate contraddistinguerà il festival letterario, declinandolo dal punto di vista delle suggestioni e atmosfere naturalistiche e paesaggistiche. Si svolgerà dal 22 al 24 agosto, parallelamente alla quinta edizione del festival, nell’incantevole museo all’aperto, alle porte della Sila catanzarese.
La residenza sarà scandita da laboratori letterari che, nella sessione mattutina, svilupperanno focus teorici e pratici di scrittura e lettura, ma anche momenti di confronto. Nella sessione pomeridiana, invece, i partecipanti, guidati dagli spunti forniti dai docenti, potranno dedicarsi alla scrittura dei propri racconti che, come già avvenuto a seguito della residenza 2023 da cui è nata la raccolta “D’armonie” edita da Galileo Editore, saranno pubblicati per poi essere presentati in una tavola rotonda che si terrà nell’autunno 2026.
A condurre le tre giornate di residenza di scrittura naturalistica, presso il MABOS – Museo d’Arte del Bosco della Sila, saranno Maurizio Amendola, scrittore e sceneggiatore nonché docente collaboratore presso la Scuola Holden e altre scuole di narrazione; Lorenza Stroppa, autrice e traduttrice, editor della casa editrice Ediciclo, docente universitaria di editoria turistica e presso la Scuola del Viaggio; Peppe Millanta, scrittore, sceneggiatore e divulgatore culturale, specializzato presso l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, fondatore della Scuola Macondo – l’Officina delle Storie.
La call è rivolta a persone tra i 20 e i 35 anni che desiderano affinare l’arte della narrazione, il proprio talento espressivo, la propria capacità critica e osservativa. Per partecipare al bando, gli interessati dovranno inviare alla mail proposte@hylebookfestival.it un racconto di massimo 8000 battute, ispirato al tema ispirato alla natura e alla tematica del festival “Il sogno continua immenso”, corredato da una propria breve presentazione, entro domenica 20 luglio alle ore 12. Il bando di partecipazione completo è disponibile su https://hylebookfestival.it/residenza-scrittura-naturalistica/.
Massimo dodici partecipanti saranno selezionati e potranno accedere gratuitamente al percorso laboratoriale che farà soffermare la penna su segnali narrativi e impronte sonore che abitano le storie da scrivere, insegnando a riconoscere i suoni che definiscono la geografia emotiva nonché la memoria collettiva del racconto. Analizzeranno insieme gli ingranaggi delle storie scritte, valutando se farle iniziare o finire in un altro modo, se aggiungere ritmo o farle rallentare, ma approfondiranno anche l’importanza dei dialoghi che aiutano a caratterizzare i personaggi, a calibrare colpi di scena e a svelare gli antefatti.
“Nel paesaggio che sogna” rappresenta un’occasione unica per alimentare la passione per la scrittura e riflettere sull’essenza sulla vita, attraverso l’eco della letteratura che si congiunge armoniosamente con la natura. (rcz)
CATANZARO – Il 17 giugno torna daMargherita
Prende il via il 17 giugno, a Catanzaro, daMargherita, il contenitore di cultura e intrattenimento che, per la sua settima edizione, diventa “festival” proponendo un calendario di sei giornate, ad ingresso gratuito, all’insegna della contaminazione nello storico luogo di incontro e di aggregazione di Villa Margherita.
La manifestazione, promossa con la compartecipazione del Comune di Catanzaro ed il patrocinio della Regione Calabria, partirà, alle 18, con la presentazione del libro “Gli uomini che hanno parlato con Dio. Ennio Morricone e Fabrizio De Andrè. Le musiche e le parole che sono arrivate al Cielo” di Sergio Dragone e Mons. Antonio Staglianò. Proprio quest’ultimo, presidente della Pontificia Accademia di Teologia, il famoso “vescovo con la chitarra”, discuterà con Marcello Barillà sul rapporto di due grandi artisti italiani con Dio, analizzando le loro opere e riflettendo sulla loro visione del mondo e della fede. La prima serata di daMargherita segnerà, inoltre, l’inizio di un nuovo percorso di ricerca e valorizzazione del cinema breve con la proiezione di “Hidden Time” di Giovanni Soldi a cui seguirà, mercoledì 19 giugno, la sera dei corti promossa in collaborazione con il Calabria Movie – International Short Film Festival. Cinema sotto le stelle che proporrà anche la visione di nuovi e vecchi titoli come “The Holdovers”, “Un colpo di fortuna”, “Monsieur Lazhar” e “FolleMente”.Il cartellone offrirà alcuni live musicali di grande interesse come quello di Anastasio, l’artista già vincitore di X Factor, tornato sulle scene con la sua opera rap “Le macchine non possono pregare”; la cantante italo-palestinese TÄRA con il suo Arab’nB che rappresenta un ponte tra culture; Catanzion, Kuanito e Maddawg che porteranno il reggae e il ritmo calabrese; il giovane cantautore it-pop Speedy. In villa risuoneranno anche le note dei dischi messi su dai dj Pazz e dj Red, Lubrano, Luca Sorrentini, Mbatò.
I talk letterari vedranno in programma anche Letteraturap di Alessio Mariani – in arte Murubutu – docente e narratore, che offrirà l’occasione per riflettere sulle potenzialità espressive e didattiche del rap. Altro ospite sarà Matteo Gallello, curatore e autore di Bromio Magazine, pubblicazione cartacea a cadenza semestrale sulla cultura del vino e del cibo in Italia. Spazio anche al sociale e alla salute con il progetto “Dalla cura al prendersi cura”, dedicato ai pazienti oncologici, portato avanti all’ospedale Dulbecco dall’associazione Angela Serra, sezione “Stefanizzi” di Catanzaro.
Nell’ambito di daMargherita si rinnova, ancora, la collaborazione con Catanzaro Jazz Fest che quest’anno, in occasione della Festa della musica, si inserisce nell’ampio progetto nazionale, dal titolo “Trasform-azioni: a passo di jazz”, coordinato dalla rete nazionale I-Jazz e finanziato dal MIC, che riunisce i più importanti festival jazz italiani connettendo musica, territorio e innovazione tecnologica. In programma tra il 21 e 22 giugno i concerti del Tchaikovsky Jazz Trio, formazione di giovani talenti del Conservatorio di Catanzaro, del Lorenzo Iorio Trio e del sassofonista Francesco Caligiuri. Il Festival sarà introdotto dall’itinerario nel centro storico “Le Vie della Seta” con partenza e arrivo in Villa Margherita.
«L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola Fiorita non ha voluto far mancare il proprio abituale sostegno ad un’iniziativa che, anno dopo anno, si è saputa distinguere per aver riportato interesse e partecipazione attorno a Villa Margherita, coniugando identità, tradizioni e sperimentazioni», ha sottolineato l’assessore al Turismo del Comune di Catanzaro Vincenzo Costantino.
«Un impegno – ha aggiunto – che si rinnova attraverso un programma ricco e variegato che parla al territorio e che raccoglie la sfida di coinvolgere, specialmente i più giovani, in un percorso delle arti a cielo aperto».
«Ci vediamo daMargherita è lo slogan che ci ha accompagnato fin dal primo anno, contribuendo in maniera importante alla riscoperta e al rilancio di un luogo simbolo della città», ha commentato il Presidente dell’associazione da Margherita, Vincenzo Nocita.
«In questa edizione – ha concluso – abbiamo cercato di alzare ancora il tiro, portando a Catanzaro esperienze culturali diverse e innovative che si sposano con la mission del nostro progetto. Parlando di attualità ed intercettando gusti e tendenze di ogni fascia di pubblico, auspichiamo ancora di vivere un’intensa settimana di sana aggregazione». (rcz)
SOVERIA MANNELLI – Il Festival del Lavoro nelle aree interne
Da mercoledì 11 a venerdì 13 giugno, a Soveria Mannelli, nelle Industrie Rubbettino, si terrà la terza edizione del Festival del Lavoro nelle aree interne, promosso da RESpro, la rete di storici per i paesaggi della produzione, da Fondazione Appennino e da Rubbettino.
In una densa tre giorni di incontri e dibattiti, oltre 40 studiosi provenienti da ogni parte d’Italia (e non solo) discuteranno di impresa e memoria, di quanto i territori che hanno dato origine al modello italiano oggi si siano riscoperti fragili e necessari di tutela e custodia. Non solo analisi, ma anche progetti e proposte per il futuro che mettano insieme produzione e cultura, industria e design, produzioni identitarie e nuove economie.
Il panel dei relatori è variegato e composto da giovani ricercatori, professionisti e affermati studiosi, in uno scambio continuo di idee, visioni ed esperienze.
In particolare, si segnala la partecipazione di Pierluigi Sacco, economista, specializzato in economia della cultura, sviluppo territoriale, industria creativa e politiche culturali; Veronica Macchiavelli, regista del documentario “L’ultima neve” che verrà proiettato nel corso del festival presso lo storico Lanificio Leo; Cristina Garzillo (ICLEI Europe), esperta internazionale di sostenibilità urbana e territori in transizione; Lucia Nardi, vicepresidente di Museimpresa e responsabile cultura d’impresa per Eni; Ludovico Solima, economista della cultura e studioso dei modelli di gestione e sostenibilità del patrimonio culturale, con particolare attenzione alle aree marginali; Paolo Scaramuccia, responsabile nazionale delle cooperative di comunità e delle aree interne di Legacoop; Vito Teti, antropologo e voce autorevole sulla questione meridionale;
Numerosi gli eventi e i talk in programma che comprendono non solo la condivisione di percorsi di studio e di ricerca ma anche di esperienze, come l’evento di networking “Radici rotte”, previsto per la serata del 12 giugno, un momento dedicato all’incontro e al dialogo tra attori del territorio: imprenditori, associazioni, professionisti e cittadini si confronteranno per condividere esperienze, creare connessioni e costruire nuove sinergie. Un’occasione per intrecciare storie, idee e prospettive sul futuro delle aree interne.
La discussione sulle aree interne e il loro futuro è più che mai necessaria in questo momento storico «Il tema delle aree interne – osserva Augusto Ciuffetti, docente di Storia economica presso l’Università Politecnica delle Marche, e membro del comitato scientifico del Festival – continua ad essere al centro del dibattito culturale e degli studi, mentre sta progressivamente scomparendo dall’agenda politica del nostro Paese. Né la SNAI, né il PNRR, nonostante i progetti e le risorse finanziarie messe a disposizione, hanno prodotto risultati degni di nota.
Nello stesso tempo è cambiato il contesto generale. Allo spopolamento delle aree interne corrisponde l’eccessiva urbanizzazione e la cementificazione degli spazi costieri, con una densità abitativa delle città in costante crescita, mentre il declino demografico è ormai un fenomeno che riguarda l’Italia intera. Tale situazione sta permettendo a grandi multinazionali di mettere in atto nuovi atteggiamenti predatori nei confronti della dorsale appenninica. Sembra che il futuro, per quest’ultima, non possa che corrispondere alla realizzazione di enormi parchi eolici, in nome di una distorta visione della transizione energetica, la quale assicura enormi guadagni solo alle società di progettazione, oppure a nuove ipotesi di sviluppo turistico di massa legate alla costruzione di impianti di risalita, che ignorano completamente le conseguenze del mutamento climatico.
Al turismo, considerato come una sorta di illusoria panacea, spesso responsabile, invece, della totale devastazione di territori e spazi urbani, oppure legato esclusivamente a prospettive del tutto inconsistenti o imposte dalle mode del momento, come il cosiddetto turismo delle origini, si dovrebbe sostituire la vera riscoperta dei mestieri e dei patrimoni materiali e immateriali delle comunità locali, in particolare di quelli culturali».
«Questa terza edizione del Festival del Lavoro nelle Aree Interne – ha dichiarato l’Editore Florindo Rubbettino – vuole dare un contributo a un futuro in cui la cultura sia riconosciuta come leva strategica per lo sviluppo locale. La cultura nei territori fragili rappresenta infatti un driver potente e sottovalutato per la rigenerazione e lo sviluppo locale. Spesso, in queste aree, si trovano patrimoni materiali e immateriali soggetti ad abbandono, ma con un grande potenziale. L’approccio interdisciplinare alla conservazione e al miglioramento del costruito storico, così come la rigenerazione del paesaggio culturale raccontato attraverso esperienze concrete, i casi di musei, archivi e biblioteche come patrimonio culturale di prossimità sono alcune delle traiettorie per ragionare su forme di lavoro e sviluppo sostenibile anche in contesti di fragilità».
«L’obiettivo del Festival – per Gianni Lacorazza – cofondatore e vicepresidente di Fondazione Appennino – è quello di rafforzare una identità pragmatica e concreta, ponendo attenzione alle reali esperienze, con i rischi e le opportunità che le caratterizzano. La sfida è quella di un percorso nuovo, lontano da letture ancora affidate a vecchi luoghi comuni o a sempre meno efficaci approcci di analisi datati e autoreferenziali. Servono soluzioni e non più solo consigli, protagonismo reale delle comunità e dei mercati, sguardi dall’interno e non all’interno.
Il festival diventa così un luogo per interrogarsi su numeri e fatti, per capire se ancora ci sono più persone che parlano di aree interne rispetto a quelle che ci vivono o, peggio ancora, che se ne occupano concretamente. Con la consapevolezza che sono proprio queste ultime a poter dare un contributo fondamentale».
«Il Festival – sostiene Roberto Parisi, presidente di RESpro e docente di storia dell’architettura e del paesaggio presso l’Università del Molise – è una importante conferma della validità e della qualità di un approccio metodologico alla questione delle aree interne fondato sulla centralità della storia. Un approccio, concepito e sostenuto sul piano scientifico dalla nostra Associazione fin dai suoi esordi, che in questa occasione si misura sul tema della difesa e della salvaguardia di archivi, biblioteche e musei ancora presenti in molti territori dell’Italia interna. Si tratta di patrimoni culturali molto fragili, la cui sopravvivenza raramente rientra tra gli obiettivi perseguiti dalle cosiddette imprese culturali. Un piccolo grande deposito di storie e di memorie del lavoro che a stento resiste ai processi rigenerativi in atto e che invece dovrebbe essere considerato un imprescindibile presidio territoriale per le stesse comunità locali». (rcz)
A San Pietro Maida torna la Festa nazionale di Utopia
Dal 10 al 12 giugno a San Pietro Maida si terrà la Festa nazionale di Utopia a cura della compagnia Teatrop e del Centro Rat Teatro dell’Acquario.
Greta Belometti e Pierpaolo Bonaccurso, direttori artistici di Teatrop, tengono a sottolineare che la festa di Utopia “è il luogo ideale per lo svolgimento di rappresentazioni; è anche una fucina dove si confrontano e si elaborano idee e progetti per nuove produzioni. Utopia è l’avanguardia italiana del teatro per ragazzi che programma e si evolve rivolgendo uno sguardo attento alla crescita dei più piccoli che, grazie a questa antica arte, possono acquisire conoscenze basilari per il loro sviluppo inteso in ogni suo aspetto”.
La festa nazionale di Utopia è, dunque, un’importante opportunità per le famiglie di San Pietro Maida e di tutto l’hinterland lametino che sono invitate a partecipare alla grande e coinvolgente kermesse, ad assistere ai vari eventi in cartellone per vivere insieme la bellezza e il fascino antico e sempre nuovo del teatro. Alle 18 del 10 giugno prossimo si parte con “Lo spettacolo più bello del mondo” di Effimero meraviglioso. In serata, alle 21:45, ci sarà la presentazione del libro “Il pianeta storto” di Marco Renzi nell’auditorium G. Aiello.
Nel pomeriggio di mercoledì 11 giugno, alle 16, andrà in scena “Pillole di teatro” a cura di La Mansarda, Magazzini di Fine Millennio, Boolm Theatre. A seguire “Uccelli in parata”. Alle 18, all’auditorium G.Aiello è in programma la rappresentazione “L’insolito Cappuccetto Rosso” a cura del Centro Rat Teatro dell’Acquario. Giovedì 12 giugno, alle 16:30, nuovamente in scena all’anfiteatro di località Fiume con “Pillole di teatro” a cura di 2Giga e Teatrabile. A seguire “Uccelli in parata”. Lo spettacolo “Hansel e Gretel” sarà messo in scena alle 18 all’auditorium G.Aiello a cura del Molino d’arte.
Si evidenzia, inoltre, che la Regione Calabria sostiene fattivamente la Festa di Utopia (acronimo che significa “Unione teatri operativi per l’infanzia e l’adolescenza). Infatti la “Festa Nazionale di Utopia ’24” è co-finanziata con risorse PSC (Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02) erogate ad esito dell’Avviso di Progetti Speciali per lo sviluppo dell’attività teatrale della Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura. (rcz)
A Catanzaro successo per il Performing Festival
di ALESSANDRO TARANTINO – Diciassette performance artistiche, dodici talk di approfondimento, due workshop. I numeri del Performing Festival raccontano, già da sé, l’impatto che l’iniziativa ha avuto sulla città di Catanzaro. Ma a raccontare l’importanza del Festival è soprattutto la qualità degli ospiti che Performing ha portato sui Tre Colli, racchiudendo in tre settimane appuntamenti di caratura artistica e culturale di livello mondiale.
A testimoniarlo sono le decine di articoli di stampa nazionale e internazionale che hanno sottolineato come il Performing Festival abbia portato Catanzaro e quindi la Calabria al centro della scena artistica contemporanea per tutto il mese di maggio.
Nomi come quello di Regina José Galindo, di Nezaket Ekici, di Daniela Ortiz, di Orlan hanno catturato tanto l’attenzione del pubblico già avvezzo alle performance di artiste tanto affermate, quanto l’interesse di un pubblico più ampio, suscitando curiosità verso forme di espressione artistica che Catanzaro non aveva sin qui mai vissuto. I talk, poi, attraverso la visione degli artisti ospitati, hanno permesso di aprire il dibattito sia su temi strettamente legati alla città (come la riqualificazione urbanistica di aree abbandonate), sia su temi di attualità globale, come la questione israelo-palestinese, le politiche migratorie e la libertà individuale femminile.
Di straordinario rilievo culturale quindi sia le performance, sia le occasioni di confronto e approfondimento a disposizione degli studenti e delle studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. L’istituzione, promotrice della manifestazione, ha infatti inteso investire sulla città e sulle sue potenzialità inespresse, allestendo una rassegna ambiziosa, stimolante, di alto profilo, dimostrando da un lato che il Mezzogiorno e la Calabria hanno capacità, competenze e professionalità per accogliere grandi eventi; e dall’altro che la periferia sociale e culturale in cui la città si è confinata da decenni è un recinto da cui è possibile fuggire.
Un investimento sulla città, dunque, perché il Festival non ha avuto solo una ricaduta sul tessuto culturale calabrese, bensì anche sul tessuto economico catanzarese: le attività commerciali e ricettive del centro storico del capoluogo di regione hanno infatti beneficiato direttamente delle attività del Festival, con risultati tangibili in termini di prenotazioni ed erogazione di servizi.
«È stato faticoso sì, ma il Festival ci lascia una grande soddisfazione. La definirei una grande esperienza formativa per tutto il contesto in cui opera l’Accademia di Belle Arti, un’esperienza che a mio avviso è servita anche a permettere al comparto Afam di accorciare le distanze dal sistema artistico e da quello della cultura. Era uno dei nostri obiettivi: da qui ripartiamo per nuovi traguardi, sia come Accademia che come comparto», ha detto Simona Caramia, docente dell’Accademia di Catanzaro e referente scientifica dell’intero progetto Performing.
Entusiasta Virgilio Piccari, direttore dell’Accademia: «La vita, come consuetudine, è sempre pronta ad offrire strumenti capaci di comporre arie che allietano anche le anime più inquiete – ha commentato al termine della kermesse –. L’Accademia di Catanzaro ha offerto momenti che rimarranno nel cuore di chi è capace di ascoltarle e di chi ha avuto modo di offrire il pulsare del proprio corpo aprendolo verso nuovi orizzonti. Artisti provenienti da ogni angolo del mondo, hanno inteso offrire il proprio sapere, raccontando quanto la ricerca artistica risulta essere linguaggio capace di scuotere coscienze aprendo varchi di temporalità ermeneutica».
«La performance, basata sull’improvvisazione dell’artista e sul coinvolgimento del pubblico – ha aggiunto – ha lasciato nei nostri allievi ed in tutti i partecipanti, profonde tracce di riflessione creativa. Grato ed orgoglioso per quanto prodotto, ancora una volta ritengo doveroso ringraziare l’intera collettività accademica per il grande sforzo profuso, assicurando che l’impegno continuerà fino a quando questa straordinaria squadra riporrà nella mia persona ancora fiducia e stima».
La manifestazione è parte di “Performing”, un progetto che coinvolge dodici istituzioni del comparto Afam e Universitario italiane guidate dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, sostenuto con fondi del Ministero dell’Università e della Ricerca del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 4 – Componente 1 “Potenziamento dell’offerta dei servizi all’istruzione: dagli asili nido all’università” – Investimento 3.4 “Didattica e competenze universitarie avanzate”, sotto-investimento T5 “Partenariati strategici/iniziative per innovare la dimensione internazionale del sistema AFAM”, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU. (at)
BADOLATO – Il reading-spettacolo “Sanasàna”
Domani pomeriggio, a Badolato, alle 18.30, a Palazzo Gallesi, si terrà il Reading-spettacolo “Sanasàna – Ovvero una poetica dell’interezza” con Elisa Longo e Giorgio Caporale.
L’evento è stato organizzato dalla Pro Loco Badolato Aps, nel contesto del progetto “Casa delle Arti e delle Culture” (con le sue mostre ed installazioni artistiche ed il suo programma di eventi culturali), patrocinato dal Comune di Badolato, dall’Unpli Calabria e dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro.«Sanasàna come urgenza e come rituale. Uno spettacolo che è soprattutto una confidenza. La genesi di una silloge poetica – questa di Elisa Longo, edita da Tralerighe Libri per la collana I Masnadieri – che passa attraverso vicende biografiche, intime, mai del tutto esplicitate, e ricognizioni della realtà filtrata attraverso lo sguardo e la sensibilità poetica. Attorno alle parole, come scenari necessari, i paesaggi sonori del chitarrista Giorgio Caporale, che sono insieme spazio e tempo di un percorso, come di uno sforzo, a conoscere e valicare confini geografici e umani».
L’evento sarà preceduto da una passeggiata narrata alla scoperta del borgo, in programma dalle 16.30 alle 18.30. (rcz)






