Le iniziative e i servizi della Camera di Commercio di Cs per sostenere la transizione digitale ed ecologica delle imprese

Il Punto Impresa Digitale (PID) della Camera di Commercio di Cosenza, attivo dal 2017, offre una serie di servizi gratuiti volti a supportare le imprese che intendono raccogliere la sfida della rivoluzione tecnologica, che si accompagna sempre di più a quella ecologica.

Tra questi, i contributi a fondo perduto dell’Ente camerale sono i più conosciuti dalle imprese cosentine, ma è innegabile la qualità e l’importanza anche dei servizi di formazione e di tutoring sui progetti digitali e sostenibili rivolti non solo agli imprenditori, ma anche ai loro dipendenti e collaboratori.

Proprio in un’ottica di supporto alla digitalizzazione del territorio, il PID sta collaborando con Universitas Mercatorum, l’Università delle Camere di Commercio, e con l’Unical per la realizzazione di dottorati industriali innovativi riguardanti aree disciplinari e tematiche coerenti con i fabbisogni di innovazione delle imprese, nell’ambito del PNRR. Le imprese che intendono avviare un percorso di ricerca e sviluppo in materia di digitalizzazione potranno cogliere l’opportunità di ospitare un dottorando all’interno della propria azienda per un periodo massimo di 18 mesi, usufruendo della importante rete di expertise e relazioni proprie di ciascun ateneo.

Il PID della Camera di Cosenza, importante snodo fisico del network 4.0 e parte della rete nazionale dei Punti Impresa Digitale, è inoltre alla ricerca delle “buone pratiche” imprenditoriali in materia di transizione digitale del territorio. Le micro, piccole e medie imprese che abbiano realizzato iniziative e progetti innovativi potranno partecipare all’annuale premio nazionale “Top of the Pid 2022”, giunto alla sua 4^ edizione.

Lunedì 23 maggio invece, si terrà, nella rinnovata sala Petraglia dell’Ente, un importante incontro per dare slancio al progetto Energy Cosenza (E.CO) che la Camera di Commercio di Cosenza sottoporrà alla Banca Europea per gli Investimenti. Il progetto, che potrà essere oggetto di finanziamento nel quadro del programma europeo denominato Elena, copre i costi dell’assistenza tecnica necessaria per preparare, implementare e finanziare i programmi di investimento, sfruttando anche le risorse del PNRR, di beneficiari pubblici e privati nel settore dell’energia sostenibile e dell’efficienza energetica. Le imprese interessate potranno manifestare il proprio interesse compilando la modulistica presente sul sito camerale.

All’incontro parteciperanno tutti gli enti che hanno aderito all’iniziativa, tra cui la Provincia di Cosenza, ARSAC e Anci Calabria, oltre al direttore di Unioncamere Europa, Flavio Burlizzi, e al Direttore di Dintec, società in-house del sistema camerale, Antonio Romeo.

Tutte le informazioni sui servizi e le iniziative del PID della Camera di Commercio, comprese quelle sui dottorati industriali ed il premio Top of the PID sono disponibili sul sito camerale al link: https://www.cs.camcom.gov.it/it/content/service/punto-impresa-digitale-pid. (rcs)

SCALEA (CS) – Domenica incontro con Tiziana Nicotera sul Turismo delle Radici

Domenica 22 maggio, a Scalea, alle 18, a Villa Giordanelli, è in programma l’incontro con Tiziana Nicotera, ricercatrice e autrice con la docente di Marketing territoriale Sonia Ferrari del Primo rapporto sul Turismo delle radici in Italia. 

L’evento è il secondo appuntamento dei quattro incontri del Maggio Letterario, la rassegna culturale open organizzata da Eclectica, brand di promozione culturale, con autori e loro opere letterarie ospiti del prestigioso giardino di Villa Giordanelli, nel centro di Scalea.

«Questo  studio – ha spiegato la studiosa cosentina – è concentrato sul turismo generato dal desiderio degli emigrati italiani di ritrovare le proprie radici e dei loro discendenti di scoprire le proprie origini, la loro storia familiare. Il volume è il frutto di una ricerca accademica di quattro anni e mezzo che, nel 2020, ha ricevuto un impulso decisivo grazie a un contributo del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Questo ci ha consentito di lavorare in maniera più approfondita e di interagire con altre università e partner, nazionali ed esteri. Tra questi ultimi, la Confederazione Italiani nel Mondo, per la quale sono stata nominata responsabile del dipartimento Turismo di ritorno».

Il “rapporto” di Nicotera e Ferrari è articolato in più parti. Le più salienti sono “Domanda”, e dunque bisogni, esigenze, necessità di questi turisti; “Offerta”, intesa come lo status quo dei servizi attualmente offerti dai luoghi delle radici; “Web”, ovvero il luogo nel quale i primi due elementi possono incontrarsi. (rcs)

COSENZA – Sabato si presenta il libro di Salvatore Belcastro

Sabato 21 maggio, al Chiostro di San Domenico di Cosenza, alle 17, si presenta il romanzo Sotto la luce fredda di Salvatore Belcastro.

L’occasione è fornita dalla presentazione del romanzo di Salvatore Belcastro Sotto la luce fredda, edito da Luigi Pellegrini. A discutere di sanità con l’autore, già Primario di Chirurgia e professore all’Università di Ferrara, sarà un qualificato parterre di relatori, i cui interventi saranno preceduti dal saluto di Antonietta Cozza, delegata alla Cultura del Comune di Cosenza.  Si altereranno Don Giacomo Panizza, co fondatore e presidente della Comunità Progetto sud con sede a Lamezia ma operativa  nell’intera regione per favorire la diffusione di politiche di inclusione e integrazione tra soggetti differenti, per realizzare progetti di economia sociale, di contrasto alle mafie e di promozione della giustizia; la dottoressa Paola Viggiani, che ricopre il delicato ruolo di responsabile del Pronto Soccorso all’ospedale di Cosenza; il docente di Diritto pubblico all’Unical Walter Nocito, studioso delle pubbliche amministrazioni; il medico e scrittore reggino Santo Gioffrè, autore, tra l’altro, del fortunato romanzo Artemisia Sanchez che ha avuto una trasposizione televisiva su Rai1; la scrittrice Marisa Fasanella, autrice di racconti e romanzi l’ultimo dei quali è Madri per i tipi di Castelvecchi. La manifestazione, organizzata dalla Fondazione Heritage Calabria, dall’associazione Ri- forMap e dalla casa editrice Pellegrini, sarà coordinata dalla giornalista Pia Tucci.

Salvatore Belcastro, dopo le centinaia di pubblicazioni scientifiche, ha cominciato a trattare temi sociali attraverso i romanzi, tutti scaturiti dalla passione civile e dal desiderio di creare dibattito attorno a temi cruciali  per la democrazia. Può vantare il recupero e la divulgazione della strage fascista del 2 agosto 1925 a San Giovanni in fiore, nella Sila cosentina. All’eccidio tenuto nascosto dalle reti comunicative del regime  e successivamente trascurato dagli storici, il medico scrittore ha dedicato il saggio Sotto il selciato storia di una strage dimenticata, e il  romanzo Il silenzio dei lupi, che ha ricevuto a Gorizia il premio Kafka Italia nel 2013. Successivamente  Belcastro si è dedicato all’emigrazione: Sogni di polvere è il romanzo pubblicato dalla Fondazione Mario Luzi di Roma.

Sotto la luce fredda richiama nel titolo l’illuminazione che sovrasta il tavolo operatorio. Intenzione dell’autore è porre sotto osservazione vicende e comportamenti, quel modus operandi  largamente diffuso nel sistema sanitario italiano che, spesso sotto una patina di legalità,  sfrutta offende  mortifica l’essere umano in un momento di particolare fragilità, quando maggiore dovrebbe essere l’impegno per salvaguardarne l’integrità e puntare a migliorarne la qualità della vita. La sanità “commerciale”, i giochi di equilibri fra potentati di diversa natura, insieme e spesso in contrasto con la dedizione e la correttezza di alcuni operatori, sono al centro di una narrazione volutamente semplificata e scorrevole, affinché il messaggio possa arrivare a tutti. (rcs)

RENDE (CS) – Inaugurata la nuova sede dello Spi Cgil

È stata inaugurata, a Rende, la nuova Camera del Lavoro della Cgil che ospita al suo interno anche una nuova sede dello Spi Cgil.

Presente al taglio del nastro il segretario nazionale Spi Cgil, Stefano Landini: «Estendiamo le nostre 1500 leghe, cioè la possibilità di essere a contatto con il territorio, di dare del “tu” al territorio. Questa inaugurazione risponde all’investimento che si sta facendo sulla Calabria, rinnovando il gruppo dirigente con la conduzione di una donna e attraverso una serie di iniziative di attenzione verso questa regione».

«Si apre un nuovo spazio di democrazia – ha commentato il segretario generale Cgil Calabria, Angelo Sposato – un quadrato rosso che viene messo a disposizione dei lavoratori e dei cittadini. Specie in questa fase in cui si ha tanto bisogno di sindacato. Sarà uno spazio aperto ai militanti e ai volontari e un luogo in cui si ridà fiducia e speranza ai calabresi rispetto al contesto nazionale, l’inclusione sociale, il rilancio dell’economia e del lavoro, oltre che la tutela dei soggetti fragili. Questo è un nostro impegno e questo spazio permette di aprire dibattiti e confronti, è un luogo di democrazia».

«Essere sul territorio è una scelta politica – ha commentato il segretario Spi Cgil Calabria, Claudia Carlino – significa ascoltare i bisogni dei cittadini e rivendicarne i diritti. Aprire una sede significa essere attenti a ciò che succede ed essere protagonisti di un cambiamento, aprire una contrattazione sociale sul territorio ed essere accanto ai tanti pensionati che spesso non vengono riconosciuti dal welfare».

All’evento hanno presenziato anche il segretario generale Cgil Cosenza Umberto Calabrone, quello di Spi Cgil Cosenza Franco D’Orrico, il presidente circolo Auser Cosenza, Elena Hoo(rcs)

COSENZA – Si presenta e inaugura “Sturg”

Domani mattina, a Cosenza, al Palazzo della Provincia di Cosenza, sarà presentato e inaugurato Sturg – Stairway to Urban Ri-Generation, il progetto ideato e coordinato dall’Ass.Musica contro le mafie e gode del Patrocinio di Comune di CosenzaProvincia di Cosenza e della partnership di Legambiente CalabriaRetake Palermo ed Ecoross srl. Altri partner sono l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, il Liceo Classico Bernardino Telesio e l’I.I.S. Lucrezia Della Valle di Cosenza.

Il progetto, che vede la direzione artistica di Gennaro De Rosa, presidente dell’Associazione Musica contro le mafie, prevede la rigenerazione della scalinata che, da più di 50 anni ha portato diversi studenti verso una delle scuole storiche della città bruzia, sta per essere completamente rigenerata grazie alla riqualificazione di questo spazio reso tale dall’ impegno di cittadini e studenti volontari insieme ad artisti, operatori professionisti della cultura e della tutela ambientale.

«La rigenerazione di STURG – ha spiegato – ha reso possibile la costruzione di una comunità eterogenea e di sviluppare una rete solidale che potrà, in qualche modo, rispondere a quelli che sono gli elementi di attacco al territorio da parte delle mafie. Rigenerare vuol dire ricostruire, rigenerare vuol dire creare nuova comunità. Quando una comunità positiva lavora per sviluppare bellezza crea di fatto anticorpi verso quello che è il virus delle mafie».

Lo spazio rigenerato è una scalinata adiacente a Piazza XV Marzo, una delle più belle del centro storico di Cosenza che diventa un Open Museum collegato virtualmente a tutto il mondo grazie ad una web-app dedicata. (rcs)

CASSANO ALLO IONIO (CS) – Il Comune intitolerà la Piazzetta a Sant’Angelo D’Acri

Venerdì 20 maggio, il Comune di Cassano allo Ionio, guidata dal sindaco Gianni Papasso, intitolerà la Piazzetta antistante la Chiesa di San Francesco di Assisi, a Sant’Angelo D’Acri.

Oltre al primo cittadino di Cassano, alla solenne cerimonia interverrà, tra gli altri, il sindaco di Acri, Pino Capalbo. La richiesta era stata avanzata nel 2014 dal parroco del tempo della chiesa di San Francesco D’Assisi, Monsignor Silvio Renne. Esiste un legame storico tra Cassano e la figura di Sant’Angelo D’Acri, in quanto il religioso, oltre a completare i suoi studi teologici proprio nel Convento dei Cappuccini, attualmente adibito a sede che ospita l’Istituto Casa Serena “Santa Maria di Loreto”, venne ordinato sacerdote il 10 aprile del 1700 nella Cattedrale “Santa Maria del Lauro” di Cassano.

Si narra che in più occasioni, chiamato dai Vescovi del tempo, Monsignor Nicola Rocco e Monsignor Fortunato, il Beato Angelo frequentò la diocesi di Cassano per rianimare lo spirito religioso, in virtù del fatto che la sua presenza richiamava moltitudini di fedeli nelle chiese e presso il suo confessionale, ove accorrevano persone di ogni ceto e di ogni età che Egli non si stancava mai di accogliere e di ascoltare. La richiesta, venne accolta e tradotta dall’amministrazione comunale a guida Papasso, nel mese di marzo dello stesso anno, in atto deliberativo. Angelo d’Acri, al secolo Luca Antonio Falcone, figlio di Francesco Falcone e Diana Enrico, nacque ad Acri il 19 ottobre 1669.

A 18 anni decise di farsi Frate Minore Cappuccino, ordinato sacerdote si diede alla predicazione. Dal 1702 al 1739, anno della sua morte, percorse instancabile tutta la Calabria e buona parte dell’Italia meridionale, predicando e tenendo esercizi spirituali e missioni popolari. Trascorreva anche molte ore nel confessionale non stancandosi di ascoltare i peccatori. Ad Acri un grande Santuario custodisce il suo corpo.

Papa Leone XIII lo beatificò il 18 dicembre 1825. Venne canonizzato da Papa Francesco il 15 ottobre 2017. Per la sua canonizzazione è stato riconosciuto il miracolo della guarigione di un giovane acrese, Salvatore Palumbo, rimasto vittima di un incidente nel marzo 2010, mentre guidava un quad. Inserito nel calendario liturgico, Sant’Angelo D’Acri viene festeggiato il 30 ottobre di ogni anno. (rcs)

COSENZA – Questo weekend il Cosenza Wine District

Sabato 21 e domenica 22 maggio, nel centro storico di Cosenza è in programma la prima edizione del Cosenza Wine District, un grande festival vinicolo alla scoperta  della cultura enologica calabrese, con ospiti 40 tra le migliori cantine della nostra regione, promosso dalla Regione Calabria, in collaborazione con il Comune di Cosenza e organizzato da Saturnalia e Open Stage.

La manifestazione è uno degli appuntamenti collaterali del  Concours Mondial de Bruxelles, la manifestazione enologica internazionale per addetti ai lavori che si tiene sempre questo weekend a Rende e che rappresenta una grande occasione di visibilità per tutto il territorio calabrese.

L’appuntamento con “il campionato del mondo del vino” è infatti il momento ideale per lanciare una grande manifestazione vinicola in Calabria, capace di attrarre pubblico da tutto il Sud Italia: Cosenza Wine District ha l’obiettivo di creare una piattaforma di confronto e collaborazione per l’intero settore vitivinicolo regionale, farlo dialogare con settori affini (food, intrattenimento, arte) e farne una delle locomotive per lo sviluppo del territorio nel breve e medio termine.

Oltre quaranta cantine provenienti da tutta la regione, e accanto a queste punti food, performance e arte, per il primo grande evento dedicato ai migliori vini calabresi nel centro storico di Cosenza. Partecipare a Cosenza Wine District è molto semplice: ritirando il calice ed il porta calice si potranno scoprire le tantissime cantine presenti lungo il percorso con un ticket che darà la possibilità di degustare 5 vini a scelta. 

«Siamo orgogliosi di sbarcare a Cosenza in una cornice così prestigiosa ed alla presenza del Concours Mondial de Bruxelles, che ospiteremo insieme ai suoi giudici da tutto il mondo tra le vie della villa vecchia», ha commentato Christian Russo, presidente di Saturnalia e tra i promotori dell’iniziativa.

«Sarà una grande festa– ha aggiunto – e, allo stesso tempo, un’occasione per creare consapevolezza dei prodotti di eccellenza calabresi, coniugando questo aspetto con una grande spinta enoturistica».

Giovedì 19 maggio, all’interno del palinsesto di attività di Cosenza Wine District, è previsto un convegno dal titolo Il vino e i giovani: analisi di una filiera tra comunicazione, lavoro, salute e futuro, che si terrà alle ore 16:00 presso l’Università della Calabria, in cui interverranno personaggi di spicco del settore enologico regionale e nazionale, professori e istituzioni. L’evento è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell’UNICAL, sarà preceduto da una conferenza stampa di presentazione e accompagnato da una degustazione gratuita.

Cosenza Wine District farà̀ da collettore per un’offerta diversificata che attraverserà le giornate di sabato 21 e domenica 22 maggio e offrirà̀ la possibilità̀ al pubblico calabrese e no, di godere delle esperienze proposte dalla manifestazione integrandole con la straordinaria offerta già presente sul nostro territorio. (rcs)

MORANO CALABRO (CS) – Si presenta la “Run4Hope”

Domani pomeriggio, a Morano Calabro, alle 17, si presenta la seconda edizione della Run4Hope, organizzata dall’Asd CorriCastrovillari.

Nel corso dell’evento, patrocinato dall’Amministrazione di Morano, verrà illustrato il progetto Run4Hope, la corsa podistica non competitiva/passeggiata che partirà proprio dal borgo del Pollino, sabato 21 maggio, alle ore 11:00, e in contemporanea in tutte le piazze d’Italia. Da Morano si giungerà a Castrovillari dove, a ricevere il testimone (a forma di DNA), ci saranno gli amici della Polisportiva Magna Graecia che animeranno la tappa del giorno successivo. 

Un unico abbraccio che unirà tutta la Penisola per sette giorni, per raccogliere fondi in favore di AIL (Associazione Italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma). 

La manifestazione si concluderà domenica 29 maggio, sempre alle ore 11:00, sul lungomare di Reggio Calabria.

Intervengono Giancarlo Lamensa, vicepresidente della Provincia, Aurelio Erbino, presidente della Polisportiva del Pollino, Nicolò De Bartolo, sindaco di Morano Calabro, Mario Donadio, assessore comune di Morano Calabro, Gianfranco Milanese, rappresentante Fidal e Asi. (rcs)

L’Associazione Città Visibili di Lamezia alla scoperta di Lungro

Suggestiva, la visita che l’Associazione Città Visibili di Lamezia Terme, guidata da Anna Misuraca, ha fatto a Lungro, uno degli otto paesi arbëreshë del Parco del Pollino, fondato da profughi albanesi giunti in Italia a causa dell’invasione turca in Albania nella seconda metà del XV secolo.

La guida, Mariella Rose, insieme alla signora Maria De Filippo, lungrese doc, hanno raccontato di come «i primi albanesi si stanziarono in questi territori perché erano stati concessi loro da Carlo V e dai nobili della zona per ringraziarli dei servizi che avevano reso all’Italia, dando così origine ad uno dei borghi più solidi e importanti che mantengono tuttora intatto il loro patrimonio religioso e culturale».

«Dopo la storia dei primi stanziamenti – ha raccontato la presidente – ci dirigiamo verso l’Eparchia di Lungro, istituita il 13 febbraio 1919 da Papa Benedetto XV per gli albanesi di Calabria e dell’Italia continentale. Scrigno del rito greco-bizantino, custodisce gelosamente antichi riti, usanze e lingua di origine. Ci attraggono subito icone di ogni foggia, vangeli, mosaici, croci e medaglioni pettorali (enkolpia) con pietre preziose e raffinate cesellature. L’oro si irradia prepotente dalle aureole, simboleggiando la luce del cielo dove il sole non tramonta mai e la divinità che non si può contenere. La cappella vescovile prelude alla cattedrale che visiteremo dopo poco; grandi figure si stagliano accoglienti per purificare lo spirito dei fedeli che accedono».

«L’iconostasi divide Cielo (l’altare dietro l’ingresso, nascosto da tende purpuree) e Terra e sottolinea la distanza tra vescovo e fedeli a sottolineare che dietro quella tenda della porta regale c’è un Mistero profondo e impenetrabile. Le regole sono assai rigide e l’abbigliamento dei fedeli deve essere dimesso e discreto. Molte delle opere sono state realizzate da Josif Dobroniku, mosaicista e iconografo albanese che negli anni 90 si recò a Lungro e vi si stabilì poco dopo. Divenne famoso in tutto il mondo greco-ortodosso attuale e gli vennero commissionati vari lavori, tra i quali i mosaici della Cattedrale, dove sosteremo successivamente», ha raccontato ancora Muraca. 

«Proseguiamo e ci fermiamo davanti ad una struttura recentemente rinnovata e divenuta Museo Storico della Miniera di Salgemma – si legge nella nota –. La signora Maria sfodera un mazzo di chiavi e apre, solo per noi, questo nuovo luogo della memoria che sarà inaugurato nei prossimi giorni. Abbiamo l’onore di entrarvi per primi, grazie all’amministrazione comunale che in via straordinaria ha concesso l’apertura solo per “Le Città Visibili”. Entriamo con riverenza e ci emozioniamo davanti alle foto dei salinari e ai loro cimeli (le medagliette identificative, una macchina da scrivere americana, un’incredibile macchina da caffè per ufficio, pezzi di salgemma e mortai in sale, vecchie insegne), leggiamo i pannelli illustrativi che spiegano le varie mansioni dei salinari e la storia della salina e dei nomi storici che vi ebbero a che fare, da Plinio il Vecchio, che la visitò e ne scrisse, alla regina Margherita di Savoia, che fece dono di un gruppo elettrogeno utile a fornire un minimo di illuminazione alle gallerie».

«La cattedrale di San Nicola di Mira – viene raccontato – si distingue per la sua vastità rispetto alle altre chiese del circondario. Entriamo e la luce dorata del mosaico del Pantocrator della cupola centrale ci avvolge. Siamo quasi abbagliati dalla rifrazione aurea dei mosaici (opera di Josif Dobroniku) mentre ammiriamo l’interno della chiesa, ma veniamo distratti da un gradito fuoriprogramma: assistiamo al rito della presentazione al Tempio che celebra la prima uscita del neonato insieme alla madre e che sarà seguita, in una data successiva, dal battesimo. Il piccolo Federico rimane tranquillo mentre la voce solenne di padre Arcangelo, che solleva il bimbo verso l’alto, recita le preghiere e ci trasporta in Oriente. È un momento davvero particolare, ma non sarà il solo di questa giornata. Padre Arcangelo si ferma a chiacchierare amabilmente con il nostro gruppo e risponde alle curiosità di alcuni di noi. Dopo una simpatica foto ricordo, usciamo nella pioggia per raggiungere la Casamuseo del Risorgimento, dove pranzeremo (piatti tipici preparati dall’eclettica e appassionata padrona di casa, Anna Stratigò) respirando Storia, tradizioni e ricordi. Anna ci accoglie con entusiasmo e ci racconta della sua famiglia che abita quelle stanze da diverse generazioni e che è parte integrante della storia del Risorgimento italiano: qui vissero il poeta e patriota Vincenzo Stratigò e sua madre Matilde Mantile oltre a musicisti, medici e uomini di Legge».

«La casa – viene spiegato – mantiene intatto il fascino originario e custodisce libri antichi, abiti originali ottocenteschi o appartenenti alla tradizione locale. Come sottolinea la padrona di casa, sia le tradizioni che la lingua vanno mantenute e tramandate, custodite e diffuse, non per fanatismo ma per un forte e fiero senso di appartenenza. Ci accomodiamo per pranzare, distribuiti in vari ambienti; un gruppetto di fortunati occupa la stanza col caminetto in cui si trova una credenza a muro che mimetizza un rifugio in cui si nascondeva il poeta per sfuggire ai Borboni. Le sorprese continuano… Anna, oltre ad essere un’ottima cuoca, si rivelerà un’impeccabile intrattenitrice: compone, canta, suona, insegna, dirige un coro (i canti spaziano dall’ arbëreshë al castigliano all’italiano) con cui svolge tournée e gestisce il suo piccolo museo del mate, bevanda ricavata dalle foglie di “yerba mate” tipica del Sud America, che si sorseggia per ore chiacchierando e godendo delle gioie della convivialità (“riti matit”, a cui Anna ha dedicato una canzone)».

«Come avrà attecchito a Lungro – conclude il racconto – per averle addirittura dedicato un museo? Varie sono le congetture…qualche emigrato che lo ha fatto scoprire al suo rientro a Lungro, un omaggio a Garibaldi o semplicemente un rituale condiviso per fare ed essere comunità e rinsaldare i rapporti…  Il pomeriggio trascorre intenso e veloce, la pioggia, fuori, è sempre più fitta…torniamo a casa». (rcs)

 

RENDE (CS) – Mercoledì si presenta l’Archivio digitale del patrimonio fotografico antropologico

Mercoledì 18 maggio, a Rende, alle 17, a Palazzo Zagarese, si presenta Strategia Fotografia – Le Calabrie negli occhi dei fotografi: tra tradizione e modernità, l’importante progetto dell’archivio fotografico-antropologico del Museo Civico finalmente digitalizzato.

l Museo Civico è, infatti, risultato tra i tredici vincitori del bando nazionale del Mibact, l’unico in Calabria e uno di soli due in tutta l’Italia meridionale, promosso sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.
«Rende è agora culturale vivissima, punto di riferimento per l’intera regione. Crediamo fortemente che investire in cultura sia vivifico per ogni ambito produttivo, per questo crediamo che proprio dalla nostra città debba partire una proposta di programmazione che unifichi, anche nei fatti, l’intera area urbana valorizzando il nostro patrimonio identitario», ha sottolineato il sindaco Marcello Manna.
«I decenni 1970-1990 hanno segnato in Calabria –ha spiegato l’assessore alla Cultura, Marta Petrusewicz – un processo rapidissimo di modernizzazione. Con la nascita dei poli industriali, dell’Università della Calabria, dell’entrata in funzione della struttura governativa regionale, del completamento (o così pareva) dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, la Calabria rurale, dei borghi, della pietà popolare, dei vecchi mestieri, sembrava scomparire rapidamente. Il fenomeno aveva attratto l’attenzione degli antropologi e dei fotografi, che l’avevano documentato in un prezioso lavoro di sinergia. Le amministrazioni della città di Rende hanno avuto la lungimiranza di raccogliere e preservare le testimonianze di questo mondo che stava scomparendo. La sezione Demo-Etno-Antropologica del Museo Civico di Rende, intitolata al grande folklorista “Raffaele Lombardi Satriani”, è nata insieme al Museo, nel 1980, sotto la direzione del demo-antropologo, prof. Ottavio Cavalcanti, e si è giovata delle più alte competenze formatesi all’Università della Calabria sotto la guida del grande antropologo Luigi Lombardi Satriani».
«Oltre ai reperti materiali della cultura contadina e artigianale, il Museo ha raccolto testimonianze scritte e visive della cultura popolare, tra cui il ricco fondo fotografico, di antropologia visuale», ha aggiunto l’assessora alla cultura Marta Petrusewicz.
Grazie al finanziamento ottenuto il gruppo di lavoro sotto la direzione scientifica del prof. Francesco Faeta, antropologo e specialista in antropologia visuale, ha proceduto alla conservazione, catalogazione e digitalizzazione del fondo, che verrà resa per la prima volta di pubblica fruibilità.
Le sezioni consultabili sono sei: Aldo Bressi “Pietà popolare”, Francesco Faeta e Marina Malabotti “Architettura e pietà popolare in Calabria”, Frank Gruber “Viaggio nel Sud Italia”, Maria Juliano “Architettura popolare”, Carlo Pavia “Vita in Calabria: agricoltura, cucina, vita religiosa, abbigliamento”, Vito Teti e Salvatore Piermarini “Calabro-Canadesi”.
All’incontro, coordinato dalla giornalista Simona De Maria, parteciperanno il sindaco Marcello Manna, l’assessora alla cultura Marta Petrusewicz, Ottavio Cavalcanti, antropologo e creatore dell’archivio, Francesco Faeta, responsabile scientifico del progetto, Francesco Salerno, direttore del Museo Civico, oltre ad Antonella Bongarzone, curatrice della catalogazione e digitalizzazione, Roberto Sottile, coordinatore del progetto di catalogazione.
Si discuterà, poi, della fotografia come metodo antropologico con il fotografo Frank Gruber direttamente da Los Angeles e Maria Zouridaki, dottoranda in antropologia visiva all’Università di Creta.
A margine della presentazione sarà possibile visitare negli spazi espositivi della sezione demo-etno-antropologica all’interno di palazzo Zagarese, alcuni degli scatti presenti nell’archivio fotografico. (rcs)