CITTADELLA DEL CAPO (CS) – Venerdì si presenta il libro “Comunità in Cammino”

Venerdì 16 agosto, a Cittadella del Capo, alle 21.30, all’Hotel Palazzo del Capo, sarà presentato il libro “Comunità in Cammino” di don Giovanni Celia.

L’evento è stato organizzato in occasione dei festeggiamenti annuali in onore di San Francesco di Paola, e la scelta di Cittadella del Capo non è casuale: perché proprio lì vi era il primo luogo di preghiera del borgo marinaro.

All’incontro, introdotto e moderato dall’editore Demetrio Guzzardi, interverrà il sindaco di Bonifati, Francesco Grosso, con i contributi di Giorgio Santelli, Pasquale Filippelli ed Elvira De Aloe; sarà presente l’autore del volume, don Giovanni Celia e le conclusioni saranno tenute del vescovo di San Marco Argentano-Scalea, mons. Stefano Rega, che ha, anche, redatto una nota introduttiva al volume; tra l’altro scrive: «La lodevole iniziativa del parroco Celia prende avvio dalla narrazione di una sintesi storica delle tappe cronologiche che hanno visto sorgere la parrocchia di Cittadella. Possiamo menzionare quattro passaggi fondamentali che fungono da snodo per la storia evolutiva della comunità: l’edificazione dell’antica cappella dedicata a San Giovanni Battista nel lontano 1616, la successiva dedicazione a San Michele Arcangelo nel 1961 dopo il riconoscimento civile di parrocchia, l’acquisizione della denominazione in SS. Annunziata e San Francesco di Paola nel 1986, e infine, il decreto vescovile del 1° ottobre 2011 che sancisce in perpetuum il titolo di Parrocchia San Francesco di Paola».

Un testo questo di don Giovanni Celia, molto documentato, tante le novità storiografiche e archivistiche, inframezzate da un imponente apparato iconografico, a cui hanno contribuito molti abitanti di Cittadella. L’autore del libro, che guida come parroco la comunità di Cittadella dal 2003, ha voluto raccogliere tutte le testimonianze sulla grande devozione degli abitanti di Cittadella e non solo, su San Francesco di Paola e sulla grande festa votiva che si svolge a fine agosto, con la processione a mare della statua. Don Celia ha voluto anche tracciare l’itinerario di questi ultimi anni e in appendice vengono presentate le tante iniziative realizzate; significativo il titolo scelto “Dalla cronaca alla storia” a significare che le comunità parrocchiali devono custodire e conservare per le future generazioni le tracce del proprio cammino. (rcs)

A Paludi successo per il Piccolo festival delle Spartenze

Si è conclusa, con successo a Paludi, la nona edizione del Piccolo festival delle Spartenze, manifestazione diretta da Giuseppe Sommario e organizzata dall’Associazione ASsud di Paludi.

Il Festival delle Spartenze è nato nel 2016 dall’esigenza di trovare idee innovative e visionarie per le aree interne che rischiano di spopolarsi. La tematica centrale di questa edizione è stata il Cammino delle Radici. Quattro giorni di proposte, attività pluridisciplinari e collaborazioni con intellettuali, artisti, istituzioni. Si sono svolti incontri, laboratori di teatro e canto di tradizione orale e di comunità, di chitarra battente e, per i più piccoli, di strumenti giocattolo e laboratori didattici. E ancora: serenate tradizionali, escursioni culturali e apericene con prodotti tipici.

Nella prima serata, da uno straordinario dialogo su Simone Weil fra Tommaso Greco ed Enzo Piro è emerso che lo spopolamento e l’abbandono dei nostri paesi può essere curato ponendo attenzione ai bisogni delle comunità, rispettandone la vocazione (poesia contadina), recuperando il senso di responsabilità verso l’altro e ritrovando il senso il senso di comunità. Nell’ultima sera, quasi a chiudere il cerchio, durante un intensissimo incontro, dialogando con il direttore del Festival, Monsignor Francesco Savino (vicepresidente CeiI), e poi, il sindaco di Paludi, Domenico Baldino, il parroco Don Giuseppe Cersosimo, e il Presidente dell’Associazione AsSud, Onofrio Sommario, hanno dibattuto su come rendere i nostri paesi luoghi Eutopici. Durante le quattro giornate del Festival sono state raccontate testimonianze di persone che sono partite/partono, di chi è rimasto, ma anche di coloro che hanno avuto/hanno il coraggio e la voglia di Ritornare.

Molti giovani sono costretti ad abbandonare il proprio paese in cerca di un futuro migliore, in particolare si è puntata l’attenzione sulle partenze dei Ricercatori ai quali è stata dedicata la terza giornata con la IV edizione della Notte dei Ricercatori Italiani nel Mondo che ha visto protagoniste Anna Sconza (Sorbona di Parigi) e Giovanna Caruso (Università di Greifswald-Germania); 2) la presentazione del libro “Spartenze. Paesaggi di confine” curato da Giuseppe Sommario che ha visto gli interventi del curatore, del rinomato chef Francesco Mazzei (il volume contiene un’intervista di Giuseppe Sommario a Mazzei), di Carmine Lupia (Direttore Conservatorio Nazionale Etnobotanica di Castelluccio Superiore, e Francesco Rizzo, (Università Panthéon Sorbonne di Parigi).

Ma non solo ricercatori, sono molti gli italiani e le italiane che ogni anno sono costretti a lasciare il proprio luogo d’origine. Tale situazione ha portato alla chiusura di molte attività locali e ad uno scoraggiamento da parte di chi resta. In questa edizione, infatti, si sono analizzate anche tematiche relative all’agricoltura e all’artigianato con il contributo al dibattito di Antonino Fonsi e Vincenzo Brunetti, imprenditori locali rimasti, o “spartiti” e poi ritornati che sono intervenuti nel corso della seconda giornata del Festiva.

L’impressione è quella di sentirsi soli e vuoti, senza stimoli culturali e sociali. Con il laboratorio di canto e tradizione orale, però, si è potuta notare l’allegria e la dedizione delle donne del paese che, alla chiusura del festival, hanno presentato una meravigliosa restituzione pubblica, tessendo racconto e arte del cucito, e facendo da coro a “Italiani d’America”: drammaturgia di Caterina Pontrandolfo, testi di Giuseppe Sommario, con Caterina Pontrandolfo, Giuseppe Sommario e Raffaele Natale alla chitarra.

La seconda serata, dedicata al laboratorio di chitarra battente, ha riscosso un gran successo: con la partecipazione di alcuni artisti di Paludi e con l’Associazione Felici&Conflenti, le vie del paese si sono riempite di balli e canti all’unisono suscitando molta emozione nel pubblico. Inoltre, tutte le sere, la Proloco ha deliziato la gente con i prodotti tipici del posto. Nel corso della serata si è svolta un talk dal titolo “Dai viaggi delle radici alle radici del viaggio” che ha visto gli interventi di Pierangelo Campodonico (Direttore del Museo dell’Emigrazione), di Vittoria Baldino (vicepresidente gruppo m5s alla Camera) e Angelo Brutto (coordinatore provincia di Cosenza Fratelli d’Italia), dei sindaci di Paludi, Domenico Baldino, Cropalati, Domenico Citrea, e Sellia Superiore, Sara Giordano

Inoltre, va sottolineato che, quest’anno, le Spartenze sono state parte del progetto “Nuovi Radicamenti” che ha occupato l’ultima giornata del Festival: un progetto che vede insieme 18 comuni calabresi (Brognaturo è il comune capofila) fra i quali Paludi, e che ha come fine una nuova narrazione della Calabria, un modo nuovo di raccontarsi e rinsaldare il legame con chi se ne è andato. 

Infine, segnaliamo il campus AsSud. Curato da Anna Frabotta, Giuseppe Sommario, Sara Cappucci, Mariel Pitton Straface ed Erminia Madeo, il campus ha visto la partecipazione di studenti della Sorbonne, della Holden e della Sapienza che hanno curato i contenuti social del Festival e nei prossimi mesi realizzeranno il numero 2 del magazine Paluri. Il Piccolo Magazine delle Spartenze”.

E, degna di nota, è anche la novità assoluta delle Spartenze dei Piccoli: un’occasione unica per i bambini di poter condividere storie, giochi, arte e musica. Una novità briosa e fresca che ha riscontrato grande successo.

Tommaso Greco ha ricordato, durante il dibattito della prima sera, una frase di Sadhguru: «Mettere il benessere degli altri al di sopra del tuo crea un diverso tipo di forza, una forza che ti accompagnerà per tutta la vita e oltre».

E, sicuramente, il Piccolo Festival delle Spartenze ha avuto modo di analizzare una delle soluzioni più importanti per non sentirci abbandonati: stare insieme, nel bene e nel male, passando dal primato della forza alla forza del margine. Un’inversione dello sguardo che porterà i paesi delle aree interne a rigenerarsi e magari a salvare in centro stesso.(rcs)

CORIGLIANO ROSSANO – Domani s’inaugura l’Effige San Francesco di Paola

È con l’inaugurazione dell’Effige San Francesco di Paola che si chiude domani, a Corigliano Rossano, il trittico votivo in via Duomo, che celebra i santi patroni della città di Corigliano-Rossano, simboli di fusione, integrazione e fede, San Nilo e San Francesco di Paola, ultimo erede del monachesimo in Calabria iniziato da proprio da San Nilo abbracciano l’effige popolare della madonna Achiropita.

 Tre icone monumentali di 2 metri che si stagliano su un fondo d’oro verso il cuore mariano della diocesi. L’opera, offerta gratuitamente, dall’artista Natalino Scino «è  un regalo fatto con il cuore alla mia città, rendendo belle degli spazi con figure legate alla nostra identità».

Il trittico si snoda in tre nicchie su via Duomo, verso la cattedrale dell’Achiropita è stato promosso come azione di rigenerazione urbana dall’amministrazione comunale.  L’ultima icona votiva, in ordine di tempo, ritrae san Francesco di Paola secondo l’antico canone della vera effige conservata a Montalto Uffugo e ripetuta in alcune opere del Museo del Codex e della chiesa dei minimi a Corigliano. L’opera completa sarà inaugurata durante la processione, in occasione dei festeggiamenti per Maria Santissima Achiropita, che si snoderà per le vie del centro storico di Rossano. (rcs)

CELICO (CS) – Dal lunedì 19 agosto al via il Festival dell’Effimero

Lunedì 19 agosto, a Celico, prende il via la 14esima edizione del Festival dell’Effimero di Celico, organizzato dal Comune di Celico e dall’Associazione Culturale Sila Antica, con l’intento di promuovere la cultura del territorio,  dell’ambiente e degli stili di vita sostenibili, della legalità,  attraverso la musica con artisti nazionali e del territorio, dibattiti ed eventi che hanno funzione aggregante per un intero comprensorio.

Fino al 23 agosto, dunque,  il centro presilano si trasformerà in un vero hub musicale e di eventi, con un’incredibile line-up di artisti che irromperanno felicemente con i loro spettacoli nel piccolo borgo. Il festival dell’Effimero rientra nel Progetto ‘Celico città celeste’ finanziato dal Ministero del Turismo  a valere sull’ “Avviso pubblico sul fondo di cui all’articolo 1, comma 607 della legge 29 dicembre 2022, n .197, destinato a finanziare progetti di valorizzazione dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, classificati dall’Istituto Nazionale di Statistica come comuni a vocazione turistica, al fine di incentivare interventi innovativi di accessibilità, mobilità, rigenerazione urbana e sostenibilità ambientale”.

«L’edizione di quest’anno sarà molto partecipata – ha dichiarato in conferenza stampa di presentazione il sindaco di Celico, Matteo Francesco Lettieri –. In tanti, da altre regioni, stanno infatti prenotando in strutture ricettive della zona, a conferma che l’evento rappresenta un importante indotto per tutto il territorio e fino in Sila, dove le persone si fermeranno per qualche giorno in più per visitare le nostre montagne».

«Questo significa che l’evento – ha concluso Lettieri – è diventato un ottimo attrattore per far conoscere Celico e non solo».

Maggiore soddisfazione deriva anche dal fatto che il comune di Celico è beneficiario di un bando del Ministero del Turismo, per complessivi 2.250.000,000 euro. Una somma che è destinata, oltre che a iniziative culturali come il Festival dell’Effimero, anche a interventi infrastrutturali nel territorio celichese, presilano e silano, che riguardano il progetto di più ampio respiro ‘Celico città celeste’.  La storia del borgo è infatti strettamente legata a quella dell’Abate Gioacchino da Fiore, che qui ebbe i natali nel 1130: fondatore dell’Ordine florense, fu una delle figure simbolo dell’età medievale, e citato anche da Dante nel XII canto del Paradiso tra la schiera dei beati sapienti.  È proprio attorno alla figura di Gioacchino che il progetto ‘Celico città celeste’ sta alimentando un nuovo percorso per guidare il viaggiatore alla scoperta della simbologia gioachimita, e quindi dei luoghi dove l’Abate elaborò il suo pensiero. Esistono infatti, nel territorio che arriva fino a San Giovanni in Fiore, tutti i suoi luoghi,  uniti in un percorso che è fruibile come un vero e proprio itinerario insieme turistico, culturale, religioso. Lo spirito è quello di far conoscere aspetti legati alla sua personalità, al suo passaggio, per scoprire soprattutto l’attualità di Gioacchino.

Gli eventi in cartellone saranno tutti completamente gratuiti. Dopo la cerimonia di apertura del 19 agosto alle 17, il primo palcoscenico serale in Villa comunale, alle 22.00 sarà dei Villazuk che, con tutta la loro variegata espressività musicale, cantano la voglia di cambiamento, il ritorno alle cose semplici, il recupero delle tradizioni. La sera del 20 agosto, sempre in villa alle 22.00, si esibirà la Max power 883 che ripropone tutti i più grandi successi degli 883 e Max Pezzali in uno straordinario spettacolo live da cantare e ballare tutti insieme. Il 21 agosto, stesso luogo e ora, sarà la volta degli Area 765, il gruppo nato nella provincia di Rieti nel 2011 in seguito allo scioglimento dei ‘Ratti della Sabina’ di cui hanno fatto parte sin dagli esordi. Si sono imposti sulla scena musicale italiana attraverso 6 album in studio, e oltre 700 concerti in un tour senza soluzione di continuità sui palchi di tutta Italia, in piazze gremite e locali sold out.

La sera del 22 agosto al pattinodromo sarà tutta per Michele Bravi, nella la sua unica tappa estiva proprio a Celico, prima dell’avvio del tour che partirà da Assisi il 15 settembre prossimo. Sarà una  serata emozionante tra le canzoni contenute nel nuovo disco ‘Tu cosa vedi quando chiudi gli occhi’, che contempla anche ‘Viaggio nel tempo’, ‘Umorismo italiano’ e ‘Malumore francese’ (feat. Carla Bruni). Così come non mancheranno i singoli di maggior successo, come ‘Il diario degli errori’, certificato disco di platino e ‘Mantieni il bacio’, disco d’oro.

La 14esima edizione del Festival dell’Effimero chiuderà il 23 sera, sempre al pattinodromo di Celico, con Ermal Meta – nel suo unico concerto gratuito in Calabria – che nei live di questa estate canta ‘Buona Fortuna’, il nuovo album pubblicato a maggio di quest’anno che porta il nome della sua bambina, Fortuna, nata a giugno scorso. Il pubblico ascolterà però anche altri successi tra cui ‘Ragazza paradiso’, ‘Piccola anima’, o ‘Non mi avete fatto niente’, canzone cantata insieme a Fabrizio Moro e vincitrice al  Festival di Sanremo 2018.

Questi gli eventi principali all’interno di un programma ricchissimo e da non perdere, di quel festival dell’Effimero, nato dall’idea dei pochi amici dell’Associazione Culturale Sila Antica, che lo avevano concepito come l’evento per un solo giorno – e per questo effimero – e che nell’arco di 14 anni si è affermato tra i maggiori eventi e di altissimo richiamo in Calabria. (rcs)

 

CARIATI (CS) – Successo per l’evento dedicato al pilota Ferrari Antonio Fuoco

Sono stati centinaia di tifosi e diversi fan club Ferrari provenienti da Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Jesi e Latina, ad aver partecipato a La notte del Campione, una notte in cui si è celebrato Antonio Fuoco, il pilota Ferrari entrato di diritto nella storia dell’automobilismo internazionale dopo la vittoria, al volante della sua Ferrari 499P, della 24 Ore di Le Mans, la gara di endurance più antica, famosa e prestigiosa del mondo.

A dare il via ai festeggiamenti, già dal tramonto, è il bellissimo colpo d’occhio regalato dalla sfilata di auto Ferrari sul lungomare C. Colombo. 

Oltre alla mamma Lina, al fratello Leonardo ed a tutta la famiglia, presenti molti ospiti, giornalisti e cariche istituzionali: il Presidente Unione Imprese Centenarie, Fortunato Amarelli, il Sostituto Procuratore della Repubblica di Cosenza Antonio Tridico, il senatore Ernesto Rapani, il consigliere regionale Davide Tavernise, il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi.

A fare gli onori di casa il sindaco Cataldo Minò che, assieme alla sua compagine amministrativa, ha fortemente voluto la realizzazione dell’evento per rendere il giusto omaggio al concittadino che ha portato il nome di Cariati sulla vetta del Mondo. Sul palco, allestito in piazza Padre Pio, la prima indimenticabile kart del pilota, quella da cui tutto è iniziato, il casco e la tuta rosso Ferrari. 

Ad accogliere il campione, il presentatore Giuseppe Greco ed il telecronista sportivo di Sky Lucio Rizzica che ha definito il pilota «orgoglio di questa terra e dell’Italia che corre in giro per il mondo». 

Con loro, a ripercorrere la carriera del pilota sin dagli esordi, anche il manager Francesco Principe, vero valore aggiunto di Antonio Fuoco, ed il giornalista ed esperto di motori Albino Talarico: «Oltre al talento, Antonio ha una grande educazione familiare alle spalle. E’ nato per correre- ha aggiunto- ed ha tutte le carte in regola per vincere il mondiale»

Dal palco, il sindacoMinò, ringraziando le forze dell’ordine, associazioni e quanti hanno reso possibile l’ottima riuscita dell’evento, ha rivolto un appello alle cariche istituzionali presenti: «Insieme dobbiamo fare rete e valorizzare i nostri talenti, in tutti i campi, dallo sport alle arti. Come Sindaco– ha scandito Minò- voglio fare il possibile per aiutare i nostri giovani a coltivare le proprie passioni e per fare ciò chiedo anche l’aiuto di Antonio che non è solo l’orgoglio di Cariati ma un punto di riferimento per tutto il territorio».

L’arrivo del pilota, con il trofeo della vittoria di Le Mans rivolto al cielo stellato, è un’esplosione incontenibile di gioia e di festa.  Dalle prime battute di un emozionatissimo Antonio Fuoco, traspare l’umiltà e la semplicità di un ragazzo dotato di grande talento ma soprattutto di grande sensibilità, di amore per la propria terra e di una straordinaria famiglia alle spalle. 

Tanti gli attestati di stima giunti al campione dopo la vittoria di Le Mans, e tanti videomessaggi di personaggi illustri che non hanno potuto partecipare all’evento: Carlo Vanzini la voce di Sky sport, Massimo Rivola, Amministratore delegato di Aprilia Racing e già responsabile della Ferrari Driver Academy, Emanuele Orsini Presidente di Confindustria, l’indimenticabile Jean Alesi uno dei piloti più amati della Ferrari e Charles Leclerc, pilota Ferrari e grande amico di Antonio.

Il campione, incalzato dal giornalista Rizzica, ripercorre i momenti più belli della sua carriera: le prime importanti vittorie, i pullman di tifosi cariatesi a riempire i circuiti automobilistici, la splendida amicizia col pilota Charles Leclerc che, come Antonio, ha prematuramente perso il padre. E sono proprio le immagini con il compianto padre Gabriele, presenza fissa ma discreta in tutte le competizioni del figlio, a colmare d’emozione i cuori dei presenti.

«Sapeva sempre capire i miei stati d’animo ed i miei silenzi – ha  raccontato commosso il pilota – e ad ogni gara, prima di salire in macchina bastava che mi dicesse due parole. Ci capivamo con uno sguardo. Oggi, vorrei solo dirgli grazie, grazie per i tanti sacrifici fatti».

Al pilota, che con la sua umiltà non si è sottratto ad autografi e foto con i suoi tifosi, il sindaco Minò ha, simbolicamente, consegnato le chiavi del cuore di tutti i cariatesi:«Hai aperto i cuori dei tuoi concittadini e lì – ha scandito il sindaco – resterai per sempre».  

A Corigliano Rossano presentato il libro su Giuditta Levato

La presentazione del libro sulla figura di Giuditta Levato, svoltasi nei giorni scorsi a Corigliano Rossano, è stata «un’importante occasione per sostenere il lavoro agricolo dignitoso, sicuro e ben retribuito», ha detto Michele Sapia, segretario generale di Fai Cisl Calabria.

La presentazione del libro, dal titolo Giuditta Levato. La contadina di Calabricata, scritto da Lino Furfaro, è stata promossa dalla Fai Cisl Calabria, dalla Onlus “Comunità Progetto Sud” e dall’Associazione “Cnca Calabria”.

L’interessante iniziativa, moderata dalla redattrice editoriale Erminia Madeo, a cui ha partecipato la stessa autrice del romanzo, ha ripercorso le vicende della società agricola calabrese all’indomani della fine della seconda guerra mondiale, in cui ebbero inizio, a seguito dei Decreti Gullo, le “lotte per la terra”, che tanti contadini come Giuditta Levato agognavano dopo secoli di soprusi da parte dei latifondisti.

«Un libro che racconta una storia con molte vicende e che offre uno spaccato della Calabria rurale del ‘900, segnata da povertà e ingiustizie sociali, ma che fa emergere anche coraggio e speranza, virtù necessarie ai nostri giorni, specie in Calabria, in cui è fondamentale sostenere un cambiamento partecipato», ha detto ancora Sapia.

«Purtroppo, in una regione a vocazione agricola, come la Calabria – ha proseguito – con uno straordinario patrimonio agroalimentare, emerge da indagini passate che ci sono ancora donne e uomini vittime di sfruttamento e violenze, episodi di caporalato e lavoro nero. Un quadro odierno regionale che presenta notevoli complessità e problematiche, come il numero esiguo delle aziende agricole calabresi iscritte alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, inoltre, quattro lavoratori su dieci sono irregolari, in 10 anni il numero degli operai agricoli in Calabria è diminuito quasi del 30% ed ancora forti differenze retributive tra uomini e donne».

«Anche sul piano della sicurezza, la Calabria è “zona rossa” per numero di infortuni e morti bianche – ha evidenziato – con il settore agricolo secondo solo a quello dell’edilizia. Ancora tanti, troppi ghetti e baraccopoli, circuiti illegali per il reperimento della manodopera a basso costo. Serve maggior confronto e fare rete per imprimere un fondamentale cambio di passo. A cominciare dal rinnovo dei contratti provinciali agricoli, per una retribuzione più equa e per migliorare il welfare aziendale in agricoltura, sostenere sicurezza, formazione e bilateralità». 

«L’ordinanza della Regione per vietare il lavoro agricolo nelle ore più calde – ha detto ancora –, è certamente un provvedimento positivo che tutela la salute e sicurezza degli addetti. Sono però urgenti ulteriori misure come la condivisione di un protocollo regionale contro il caporalato e lo sfruttamento in agricoltura, rendere operativo il Tavolo Verde regionale, approvare la legge sull’agricoltura sociale e mettere in campo misure e programmazione per valorizzare il lavoro agricolo di qualità, istituire una banca regionale delle terre incolte, creando opportunità soprattutto per i giovani, sostenere il ruolo strategico di un’azienda regionale come l’Arsac, anche attraverso l’avvio del ricambio generazionale».

Sono seguiti i contributi del Presidente del Consiglio comunale di Corigliano-Rossano Rosellina Madeo, del fondatore della “Comunità Progetto Sud” don Giacomo Panizza, dello storico Daniele Pisano e dell’autrice Lina Furfaro, mentre la lettrice Angela Campana ha interpretato alcuni passi significativi del libro. (rcs)

Sabato a Vaccarizzo Albanese la rassegna del Costume e della Cultura Arbëreshe

Sabato 10 agosto, a Vaccarizzo Albanese, si terrà la 41esima edizione della rassegna del Costume e della Cultura Arbëreshe, la lunga cerimonia e festa dedicata agli abiti e agli ori arbëreshe, marcatore identitario di Vakarici.

La manifestazione «si conferma tra gli eventi più longevi dell’Arberia e insieme al Concorso dei Vini Arbëreshe ed al prossimo Fish Festival, uno dei punti cardinali della proposta e della programmazione socio-culturale giunta quest’anno alla sua decima edizione e che da quest’anno camminerà ovunque in Italia e nel mondo con il brand unico della nostra destinazione turistico-esperenziale: Vakarici, il salotto diffuso», ha spiegato il sindaco di Vaccarizzo, Antonio Pomillo.

Ai saluti istituzionali del Sindaco Antonio Pomillo, della consigliera regionale Pasqualina Straface, delegata dal Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto a coordinare i rapporti tra le comunità italo-albanesi e le attività legislative dell’assise regionale e dell’assessore regionale Gianluca Gallo, presentati da Francesco Benincasa ed Erminia Madeo, seguiranno gli interventi del Presidente del Consiglio comunale Francesco Godino, dello storico Francesco Marchianò, dell’artista Francesco Scorza e del linguista Costantino Bellusci.

Si parte alle 19 con la Zëmi Vallen për Katundin, l’antica danza itinerante arbëreshe che da Largo Maria Montessori, attraversando le strade e i vicoli del borgo circolare, culminerà in Piazza Scura. Shqiponjat di Santa Sofia d’Epiro, Katundi Jonë di San Marzano e Të Bukurit ka Ungra di Lungro: saranno, questi, i gruppi ospiti dell’edizione 2024 della prestigiosa ed attesissima Rassegna e che si esibiranno per animare e riempire di suoni e colori il salotto diffuso. Al termine delle Vallie, l’immancabile proposta enogastronomica identitaria, con i prodotti della tradizione italo-albanese.

A seguire, alle ore 21, sempre nell’agorà vakariciotë, si aprirà il tradizionale carpet su cui sfileranno i gioielli e i preziosi custoditi nel rinomatissimo Museo degli Ori e gli Abiti, antichi e preziosissimi e spesso ancora custoditi gelosamente dalle famiglie de residenti e del territorio. Sarà ancora una volta un momento esclusivo per quanti vogliono conoscere ed immergersi per davvero nella cultura, nella tradizione e nelle usanze delle comunità italo-albanesi e di fare un vero e proprio viaggio nel tempo: dalle radici della storica diaspora medievale degli albanesi fino ad arrivare ai giorni nostri.

La serata sarà accompagnata dalle note e dai canti della tradizione, che rappresentano un altro punto fermo e distintivo di un evento identitario, della Peppa Marriti Band che proporrà il suo repertorio di musica Rock Arbëreshe. (rcs)

FRASCINETO (CS) – S’inaugura la mostra personale di Raul Grisolia

Domani, al Museo delle Icone e della tradizione bizantina di Fascineto, alle 18, s’inaugura la mostra Meditazione dinamica di Raul Grisolia.

L’esposizione, visitabile fino all’8 gennaio, s’inserisce in un lavoro più ampio, in ordine alla valorizzazione e la conoscenza del patrimonio artistico.

«In quest’ottica – hanno dichiarato il sindaco Angelo Catapano e la consigliera comunale delegata per cultura, Caterina  Adduci – che ospitiamo la mostra anche per consentire la fruizione dei nostri siti culturali».

Grisolia, si forma a Roma, Parigi e a Aix-en-Provence in un percorso di studi universitari che spazia dal cinema al teatro allʼaudiovisivo e che lo porta ad attraversare territori diversi. Si impegna nella ricerca teorica sulla comunicazione visiva e le sue relazioni con lʼarte, da cui nascono numerose pubblicazioni e gli insegnamenti presso le Università di Varsavia, di Aix – Marseille e di Roma – Sapienza.

Si esprime nella sperimentazione artistica realizzando alcuni cortometraggi (Rogue, 1984, realizzato negli spazi dellʼIrcam di Parigi con la collaborazione di Marco Stroppa) e allestimenti (Il luogo del lavoro, sezione Teatro della Triennale di Milano 1986), mentre la pittura si afferma come luogo privilegiato dell’espressione creativa. Studio, teoria e pratica artistica si intrecciano e si alternano senza cancellarsi ed elidersi in un flusso stratificato e complesso che nellʼopera trovano la loro singolare coerenza.

Materiali, supporti diversi, tecniche diverse sono strumenti al servizio di una ricerca che indaga le intermittenze emotive e visive dellʼautore per riflettersi nello sguardo dellʼaltro.

A San Nicola Arcella, si concretizza l’idea del Parco letterario “Francis Marion Crawford”

A San Nicola Arcella si concretizza l’idea di creare un Parco Letterario intitolato Francis Marion Crawford. Gli ingredienti, infatti, ci sono tutti per Michele Capalbo, co-ideatore del Festival “Crawford in Riviera dei Cedri: «un borgo ben conservato e bandiera blu 2024; la presenza di una comunità molto attiva, in cui sono presenti processi endogeni di rivitalizzazione; le caratteristiche di un “luogo letterario”, grazie al fatto di aver ospitato dal 1887 ai primi del ‘900 il famoso scrittore di fine ottocento Marion Francis. Crawford, che nella locale torre normanna amava scrivere i suoi racconti del mistero e del terrore».

Il Parco Letterario di San Nicola Arcella, inoltre, si troverebbe in una posizione strategica, alle porte del Parco Nazionale del Pollino, facilmente raggiungibile dal mare e via terra.

«La nascita di un Parco entra perfettamente in sintonia con gli obiettivi che i Parchi hanno: obiettivi che mirano a far conoscere l’autore al quale il Parco è intitolato e la sua opera, ma anche e soprattutto alla tutela e salvaguardia del territorio, alla promozione di un turismo culturale e sostenibile, al sostegno delle attività economiche locali (tra produzioni tipiche e strutture ricettive e di ristorazione), a stimolare la nascita di nuove forme di microimprenditorialità», ha detto Angelo Napolitano co-ideatore del Festival “Crawford in Riviera dei Cedri, nel corso dell’incontro sul tema.

Il gruppo di lavoro che si è affiancato a Michele Capalbo, associazione Didascalabria e Angelo Napolitano, Cooperativa Thyrrenians è composto da: Matteo Fazzolari, ideatore del Premio Letterario F.M.Crawford;  Albino Cirimele, imprenditore turistico; Gaetano Cupido, responsabile Animazione del Gal Riviera dei Cedri; Ferdinando Pagliarulo, associazione ragazzi Digitali e una rappresentanza della Pro loco. (rcs)

TREBISACCE (CS) – Successo per il Festival dell’Albero della Memoria

Si è concluso con successo, a Trebisacce, la 19esima edizione di Sempre caro mi fu quest’ermo colle, evento dedicato all’arte, dalla poesia al canto, dal ballo e all’Ars oratoria, organizzato dall’Associazione L’Albero della Memoria, in collaborazione con i partner storici Museo D’Arte Olearia L. Noia e Club Unesco Trebisacce e inserito nell’ambito del cartellone di eventi estivi del Comune di Trebisacce MarEstate 2024.

La diciannovesima edizione, avente come leitmotiv “Identità al Plurale”, aveva una valenza particolare per tutti i partecipanti in quanto dedicata alla memoria di Salvatore “Katanga Fish” Silvestri, colonna portante dell’Albero della Memoria e uomo amato e stimato da tutto il territorio.

La neopresidente Franca Aloise, che succede al prof. Piero De Vita, forte della collaborazione attiva e fattiva della vicepresidente Angela Malatacca e di Carmen Chidichimo, porta in scena un evento ricco di stimoli, sollecitazioni culturali e sociali, da sempre mission della manifestazione che si pone come obiettivo di creare spunti di riflessione e approfondimento avendo come centro di gravità intraprendente e motivante l’arte.

Nel corso di quasi due decenni il festival ha lanciato numerosi talenti, valorizzando le eccellenze territoriali, divenendo trampolino di lancio, laboratorio concettuale, e factory creativa dove crescere, formarsi e prepararsi a spiccare il volo verso vasti orizzonti.

Il ricordo di Salvatore Silvestri è stato evocato da un video realizzato dal fotografo e film maker Antonio Lizzano, capace di commuovere la ricca platea che in piazza Progresso, sita nell’ameno centro storico di Trebisacce, ha partecipato attenta e attonita all’evento presentato dal giornalista Franco Maurella.

Le arti, come strumenti per narrare e capire la vita, hanno scandito i tempi della serata durante le quali Maria Ardis, Claudio Gargiullo, Manuel Gargiullo, Francesco Antonio Chidichimo, Giuseppe Malvito e Piero De Vita hanno letto poesie capaci di emozionare gli astanti e stimolare le menti.

Daniel Dramisino, Giambattista Bruno, Giuseppe Saporito e Annalisa Mastrota hanno deliziato il pubblico con musica e il canto, esaltato dalla voce potente e vibrante del soprano Elena Giorgio. Fondamentale, in tale contesto, la collaborazione con l’Accademia Musicale Gustav Mahler.

Non è mancato lo spazio dedicato al dibattito, nel quale sono intervenuti la poetessa Patrizia Mortati, Anna Franca Bilotto, presidente della Coperativa Sociale Le Nove Lune, ente attuatore di due progetti Sai (Sistema Accoglienza Integrazione), la pittrice Loredana Fiammetta Aino e lo storico dell’arte Ludovico Noia.

Per l’arte della musa Tersicore, la danza, si sono esibite Irene Rugino e Antonietta Raimondi, dirette da Carmen Franchino dell’Accademia di Danza BDS di Giusy Palermo(rcs)