I lavori del Ponte sullo Stretto prenderanno il via in estate. Lo ha annunciato Pietro Ciucci, amministratore delegato di Stretto di Messina, intervistato dal nuovo settimanale economico “Moneta”, tracciando lo stato di avanzamento dell’opera.
PILLOLE DI PREVIDENZA / Ugo Bianco: Assegno sociale, redditi 2020 da comunicare all’Inps
di UGO BIANCO – L’assegno sociale è una prestazione assistenziale destinata ai cittadini privi di contributi previdenziali, in condizioni economiche disagiate, che non hanno diritto ad una pensione. Introdotto dall’articolo 3 commi 6 e 7 della legge 335/95, richiede specifici requisiti reddituali e di residenza.
Particolare importanza assume l’articolo 20 comma 10 del decreto-legge 112/2008 in base al quale il legislatore ha stabilito che il richiedente deve aver soggiornato legalmente ed in modo continuativo in Italia per almeno 10 anni. Con il messaggio Inps n. 1173 del 4 aprile 2025 vengono illustrate le indicazioni operative per i beneficiari inadempienti alla comunicazione dei redditi 2020. In questo articolo analizzeremo prima le condizioni attuali per il diritto, per poi concentrarci sull’importanza del predetto adempimento obbligatorio.
A chi spetta?
I soggetti interessati sono i seguenti: Cittadini italiani; Cittadini UE iscritti all’Anagrafe del comune di residenza; Cittadini extracomunitari titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
Quali sono gli altri requisiti?
Età anagrafica 67 anni; Stato di bisogno economico; Residenza effettiva in Italia; dieci anni di soggiorno legale e continuativo in Italia.
Qual è la condizione reddituale?
Quanto ai requisiti economici, il limite massimo di reddito per ottenere la prestazione è fissato in € 7.002,97 annui per il soggetto non coniugato e in € 14.005,94 complessivi per il soggetto coniugato. Nel caso in cui il richiedente sia privo di redditi, l’assegno sociale spetta per intero. In presenza di redditi inferiori alle soglie indicate, l’importo dell’assegno viene corrisposto in misura pari alla differenza tra l’importo annuo spettante ed il reddito percepito. Per l’anno 2025, l’importo dell’assegno sociale è pari a € 538,69 mensili, erogati per tredici mensilità, e non è soggetto a ritenute Irpef.
Esempio: Il signor Rossi, non coniugato e senza reddito, presenta domanda per l’assegno sociale nel 2025. Avendo tutti i requisiti e rientrando nel limite reddituale (€ 7.002,97), gli spetta l’importo pieno: € 538,69 mensili per 13 mensilità. Se invece avesse un reddito annuo di € 3.000, l’assegno sarebbe pari alla differenza: € 7.002,97 – € 3.000 = € 4.002,97 annui, cioè € 307,92 al mese per 13 mensilità.
Quali sono i redditi da considerare?
Rientrano tra i redditi del richiedente e del coniuge: 1. I redditi assoggettabili all’Irpef; 2. I redditi esenti da imposta; 3. I redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta; 4. I redditi soggetti ad imposta sostitutiva 5. Redditi da terreni e fabbricati; 6. Pensioni di guerra; 7. Rendite vitalizie Inail; 8. Le pensioni dirette erogate da stati esteri; 9. Le pensioni e gli assegni concesse agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi; 10. Gli assegni alimentari corrisposti dall’ex coniuge.
Quali redditi non rilevanti?
I trattamenti di fine rapporto; 2. La rendita catastale della prima casa; 3. Le somme arretrate assoggettate a tassazione separata.
La decorrenza?
Il pagamento dell’assegno sociale decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, sulla base del reddito presunto per l’anno in corso, indicato dal richiedente nella stessa domanda.
Quando decade?
L’assegno viene sospeso quando il titolare soggiorna all’estero più di 29 giorni. Dopo un anno di sospensione, si procede con la revoca della prestazione.
Come anticipato in premessa, l’Inps a seguito di una verifica effettuata nelle proprie banche dati, ha avviato una campagna di comunicazione, formalizzata con l’invio di una raccomandata A/R, ai titolari di assegno sociale che non hanno adempiuto all’obbligo di dichiarare i redditi percepiti nell’anno d’imposta 2020. In caso di ulteriore inadempienza, l’Istituto procederà con la sospensione del pagamento e la successiva revoca della prestazione.
Per comunicare i redditi è possibile utilizzare la procedura telematica disponibile sul sito ufficiale dell’Inps: “Ricostituzione reddituale per sospensione art.35 comma 10bis D.L. 207/2008″. In alternativa, attraverso gli Istituti di patronato o altri soggetti abilitati. (ub)
[Ugo Bianco è presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi – Dipartimento Calabria]
L’OPINIONE / Filippo Mancuso: Ogni bambino lasciato indietro è un’occasione persa per la Calabria»
di FILIPPO MANCUSO – Concludiamo un momento di grande valore per la nostra regione, un’occasione che va ben oltre il semplice appuntamento istituzionale. Desidero, innanzitutto, ringraziare il Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Calabria, Antonio Marziale, per la relazione che ha presentato e, soprattutto, per il lavoro concreto e appassionato che svolge ogni giorno, con rigore e serietà.
Quella che ci viene consegnata oggi è una fotografia fedele e, per certi aspetti, dura della condizione dei nostri bambini e ragazzi.
Non è un quadro teorico: è la vita vera. È fatta di difficoltà educative, di disagio sociale, di bullismo, di dispersione scolastica, di famiglie in difficoltà e purtroppo anche di solitudine e marginalità.
Temi che, in questi giorni, sono emersi in maniera ancora più evidente anche a causa di fatti di cronaca che ci hanno profondamente colpito.
E allora, questo è il momento in cui dobbiamo guardarci in faccia e dirci con franchezza che non possiamo permetterci indifferenza o ritardi.
Ogni bambino lasciato indietro è un’occasione persa per la Calabria. Ogni adolescente ignorato o non ascoltato è un rischio per il futuro della nostra comunità.
La relazione del Garante non ci offre soltanto una diagnosi, ma anche una direzione.
Ci indica la strada da seguire: quella della prevenzione, della protezione, dell’ascolto, dell’educazione, dell’inclusione.
Ma ci dice anche che nessuno, da solo, può bastare. Serve una rete forte, fatta di istituzioni, scuola, giustizia minorile, servizi sociali, terzo settore, famiglie. Serve un’alleanza vera.
Come Presidente del Consiglio regionale, voglio ribadire un impegno chiaro e concreto: il Consiglio sarà sempre al fianco di chi lavora per garantire i diritti dei minori.
Sosterremo ogni proposta seria, ogni progetto utile, ogni voce che vorrà portare avanti questa battaglia di civiltà. Perché non c’è futuro per la Calabria se non investiamo sui più giovani.
Non possiamo costruire speranza, se non mettiamo i bambini e gli adolescenti al centro di ogni scelta politica, sociale, educativa. Perciò mi auguro che le parole ascoltate non restino confinate dentro questa sala, ma diventino stimolo, azione e responsabilità condivisa. (fm)
[Filippo Mancuso è presidente del Consiglio regionale]
L’assessore Calabrese: Il mare una risorsa naturale straordinaria, opportunità incredibile di sviluppo
Il mare è «una risorsa naturale straordinaria, opportunità incredibile di sviluppo». È quanto ha detto l’assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Calabrese, illustrando a Roccella Jonica le attività della Regione per la tutela del mare nel corso del conferimento della cittadinanza onoraria al Corpo delle Capitanerie di Porto.
«Una decisione encomiabile. Un meritato riconoscimento a chi in questi anni ha svolto, anche insieme alle Forze di Polizia e della Croce rossa, un ruolo non facile in operazioni di salvataggio, soccorso e accoglienza di esseri umani: persone disperate, in fuga da Paesi poveri ed in guerra», ha detto Calabrese, plaudendo al Comune di Roccella e al sindaco Vittorio Zito.
«Il mare in Calabria bagna circa 800 km di costa – ha proseguito – e rappresenta per la nostra regione un attrattore turistico fondamentale e, quindi, genera un’opportunità di lavoro per i nostri giovani che hanno la possibilità di investire in questo comparto. Ma il mare è fragile e va tutelato da azioni lesive».
«Per questo con il presidente Roberto Occhiuto abbiamo avviato un Piano d’azione – ha aggiunto – finalizzato proprio alla tutela del mare ed è proprio di questi giorni l’incontro, convocato dal nostro governatore, del tavolo interistituzionale sul programma di azione contro la maladepurazione. La Regione, con il Dipartimento Ambiente, ha messo in campo una serie di azioni per la tutela del mare e per il contrasto all’inquinamento, con il confronto costante con i Comuni e in stretta sinergia, con l’Ufficio del commissario alla depurazione, con Calabria Verde, ArpaCal, SoriCal, ArriCal, con la Stazioni zoologiche e con Prefetti, Procure, Carabinieri, Guardia di Finanza e Capitanerie di Porto».
«Nel quadro generale delle politiche ambientali promosse dalla Regione Calabria – ha inoltre specificato l’esponente della Giunta Occhiuto –, il programma di tutela del Mare 2025 dell’ArpaCal su impulso dell’assessorato all’Ambiente, rappresenta un’iniziativa integrata rispetto alle attività messe già in campo nella stagione 2024 per la salvaguardia della qualità delle acque marine e per la prevenzione di fenomeni di inquinamento lungo le coste regionali».
«La Regione, solo per il 2025 – ha illustrato – ha previsto fondi pari a 15 milioni di euro per l’efficientamento degli impianti di depurazione attraverso Sorical, oltre a 121 milioni di euro provenienti da Por, Fsc, e fondi Pnrr per 51 interventi complessivi».
«Il programma di interventi si compone anche del supporto del monitoraggio innovativo con sonda Sar per l’individuazione delle condotte abusive, un’attività ad alta tecnologia realizzata con droni a lungo raggio dotati di sonda radar e dai battelli antinquinamento “Sistema Pelikan”, che, insieme a droni e row, e a una serie di altre azioni collegate, hanno fatto da deterrente contribuendo a diminuire gli sversamenti a mare durante i mesi di servizio dei battelli – ha infine evidenziato l’assessore Calabrese – hanno portato a una netta riduzione delle non conformità riscontrate nelle acque di balneazione». (rcz)
L’OPINIONE / Franz Caruso: È necessario potenziare servizi delle infrastrutture ferroviarie
di FRANZ CARUSO – È necessario potenziare i servizi delle infrastrutture ferroviarie. Dopo un decennio poco o nulla è cambiato in Calabria, soprattutto nessuna miglioria è stata apportata con particolare riferimento alla provincia di Cosenza, nell’area urbana Cosenza-Rende ed a supporto dell’Unical.
Condivido l’esigenza di potenziare l’infrastruttura trasportistica calabrese in ragione delle sempre crescenti esigenze di mobilità dei cittadini. Ritengo assolutamente necessario che la frecciarossa da e per Sibari transiti anche per Castiglione Cosentino così intercettando l’area urbana Cosenza-Rende e la utenza da e per l’Università della Calabria. Un leggerissimo ritocco degli orari di partenza e di arrivo ed una manovra semplice e veloce a Castiglione, consentirebbero di realizzare, peraltro senza costi aggiuntivi, l’importante connessione con la rete nazionale in AV.
Almeno questo dovrebbe essere garantito, atteso i ritardi e gli incartamenti che si stanno registrando, con grave nocumento allo sviluppo ed alla crescita della Calabria, sulla linea ferroviaria AV Salerno-Reggio Calabria su cui stiamo portando avanti una battaglia di dignità e di responsabilità contro lo stravolgimento del progetto originario ed il suo definanziamento quasi totale.
Sul tema, così come per le migliorie necessarie ad ottimizzare il servizio ferroviario, sono inaccettabili le disattenzioni regionali atteso che, pur essendo committenti del servizio di TPL, la Regione Calabria non interviene in alcun modo per evitare le molte incongruenze ed inefficienze delle coincidenze a Paola fra le frecce ed i treni regionali.
Nondimeno risulta intollerabile che si registri, ormai da decenni, un rallentamento fra Castiglione e Cosenza che allunga inopinatamente i tempi di percorrenza ed anche su questa problematica nessuno interviene per risolverla. Per quanto mi riguarda, comunque, oltre a formalizzare a Ferrovie dello Stato ed alla Regione Calabria proposte di incremento del servizio ferroviario, interesserò anche il vettore NTV a valutare l’istituzione di una nuova coppia di Italo da Cosenza per Milano e ritorno. (fc)
[Franz Caruso è sindaco di Cosenza]
Arone (Copagri): Comparto del Bergamotto di RC in crisi, intervenga la Regione
«Vorrei conoscere le iniziative che la Regione intende intraprendere per offrire sostegno concreto al settore bergamotticolo in ginocchio». È quanto ha chiesto Giuseppe Arone, componente del Consiglio di amministrazione del Consorzio del Bergamotto e vicepresidente provinciale Copagri, «e formulare espressa richiesta per l’avvio di una verifica sull’operato dei due Consorzi presenti, che dovrebbero tutelare il tanto celebrato oro verde di Calabria».
Arone, infatti, ha chiesto, anche, a Ezio Pizzi, presidente del Consorzio del Bergamotto, «che venga inserita la discussione sulla grave crisi del bergamotto all’ordine del giorno del Consiglio del Consorzio del Bergamotto», a seguito del mancato inserimento del punto “crisi del bergamotto” all’ordine del giorno del Consiglio convocato per mercoledì 9. Arone si appella, quindi, al presidente della Regione Roberto Occhiuto e all’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo perché prendano in mano la situazione.
Anche Copagri Calabria, con il presidente Francesco Macrì, è già intervenuta rappresentando la questione alle istituzioni regionali, evidenziando la necessità di intervento in un momento di grave difficoltà per il settore del bergamotto.
«Davanti alla crisi che attanaglia il comparto, appare troppo evidente il totale disinteresse sulla problematica da parte di chi di dovere, perseguendo soltanto il fine di approvare i bilanci per mantenere il posto di potere e percepire indennità e rimborsi, senza tutelare i produttori», ha incalzato Arone.
Al momento, a causa della sospensione delle attività da parte delle industrie estrattive, più del 40 per cento della produzione dell’area vocata, inclusa tra Villa San Giovanni e Monasterace, rimane invenduta sugli alberi, di conseguenza la mancata raccolta e commercializzazione, oltre a mettere in crisi le aziende, rischia di pregiudicare anche la futura produzione. Non più di qualche settimana fa, era stato l’Assessore regionale Gianluca Gallo a manifestare, nel corso di un incontro tenutosi presso la cittadella regionale, preoccupazione la situazione venutasi a creare, impegnandosi a offrire il proprio sostegno ai produttori» e mostrando apertura a «qualsiasi confronto, anche a livello nazionale», per superare la crisi.
«Ma nulla si è mosso», ha concluso. (rrc)
L’OPINIONE / Giusy Caminiti: Ponte, la decisione del CdM non ci sorprende
di GIUSY CAMINITI – Non ci sorprende per nulla l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del report Iropi : un atto dovuto in un processo che si è caratterizzato sempre sulla decisione politica di far prevalere i “motivi imperativi di rilevante interesse pubblico”, sin dall’approvazione del Dl ponte 36/2023.
Il passaggio in Cdm non poteva essere diverso e sapevamo che per il governo era proceduralmente essenziale davanti ad un progetto con significativi impatti ambientali e qualificato come “senza soluzioni alternative”. Adesso sono importanti gli altri due passaggi, ossia le comunicazioni al Mase (ministero dell’Ambiente) e alla commissione europea. Perché se è vero che l’interesse pubblico è stato considerato prioritario, è anche vero che i passaggi successivi saranno quelli che daranno maggior valore alla tutela del paesaggio e dell’ambiente, tutela che noi abbiamo chiesto perché identitaria di Villa San Giovanni, in grado di garantire un futuro anche turistico per la nostra città e per l’area dello Stretto.
Ancora non siamo in grado di entrare nel merito della decisione assunta: lo faremo leggendo il rapporto Iropi e le comunicazioni al ministero dell’Ambiente e alla commissione europea. La disciplina comunitaria è più che Chiara e va rispettata in ogni suo passaggio. Continuiamo a chiedere una grande attenzione perché le opere di mitigazione presentate dalla Stretto di Messina ci sembrano assolutamente ininfluenti e irrilevanti. (gc)
[Giusy Caminiti è sindaca di Villa San Giovanni]
L’OPINIONE / Rubens Curia: Come siamo bravi a non spendere i finanziamenti nazionali ed europei
di RUBENS CURIA – Nei giorni scorsi abbiamo letto una bella notizia che riguardava la Calabria: «Il Governo Nazionale aveva aumentato da quattro a sei le Aree Interne da finanziare con il Programma della Strategia Nazionale Aree Interne (Snai) con finanziamenti nazionali ed europei!
Questi finanziamenti servivano, e servono, a garantire l’accesso ai diritti essenziali ai cittadini che abitano nelle Aree Interne e a contrastare il declino demografico di questi Territori. Ricordo che oltre il 75% del territorio calabrese è da considerare Area Interna, pertanto gli investimenti che interessano l’istruzione, la mobilità ed i servizi sociosanitari sono estremamente importanti per contrastare questo fenomeno.
Il Governo, ultimamente, ha deciso di fare entrare nel Programma Snai con opportuni finanziamenti, il Versante Tirrenico dell’Aspromonte con 16 Comuni e l’Alto Ionio Cosentino con 18 Comuni che si aggiungono all’Area Grecanica con 11 Comuni, al Versante Ionico delle Serre con 16 Comuni, al Reventino-Savuto con 14 Comuni ed alla Sila-Presila con 19 Comuni.
Nel libro “Per una sanità partecipata” avevo dedicato un capitolo alla Snai in cui constatavo, purtroppo, i gravi ritardi nell’utilizzare questi importanti finanziamenti, solo per l’Area Grecanica 14 milioni di euro con il Programma 2014/2020, chiedevo alla Regione perché si battesse con il Governo Nazionale per aumentare il raggio d’azione territoriale del Programma ed, inoltre, di rendere strutturale questa politica.
Veniamo alla cattiva notizia: ossia che in Calabria è, ormai, una regola, sopratutto nella sanità, dove non si spendono i finanziamenti nell’Edilizia Sanitaria o i fondi assegnati dalla delibera Cipe del luglio 2019 per acquistare Apparecchiature Medicali e… coerentemente non si utilizzano i finanziamenti del Programma Snai 2014/2020!
In molte Regioni, vedi Molise, stanno ben utilizzando queste preziose risorse economiche potenziando, tra l’altro, la sanità territoriale; in Calabria, ad una visione della pagina istituzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri, leggiamo: Progetti conclusi 0, Progetti in corso d’opera 13%, Progetti non avviati 87%!
Ai Calabresi che vorrebbero restare in Calabria ed a quelli che sono stati costretti ad emigrare, lascio il commento. (rc)
[Rubens Curia è portavoce di Comunità Competente]
Alla Mediterranea il roadshow “Connetti il domani”
Domani mattina, alle 11, il Roadshow “Connetti il domani, disegna il futuro” fa tappa all’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Questo evento itinerante è realizzato nell’ambito del programma Restart (“RESearch and innovation on future Telecommunications systems and networks, to make Italy more smart”), il più significativo programma di ricerca e sviluppo pubblico mai avviato in Italia nel settore delle telecomunicazioni. L’Ateneo reggino è uno dei partner di questo progetto, che è finanziato dall’Unione Europea nell’ambito di NextGenerationEU e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) – M4C2, Investimento 1.3. Con una durata triennale e un budget di 116 milioni di euro, RESTART è stato lanciato a gennaio 2023, per promuovere l’innovazione tecnologica nel campo delle telecomunicazioni.
L’evento seguirà un format motivazionale e coinvolgente, grazie alla conduzione di Walter Rolfo, ingegnere, coach e autore. Con storie emozionanti e testimonianze di successo, Rolfo stimolerà i giovani a sognare in grande, incoraggiandoli a costruire un futuro nel quale possano lasciare il loro segno.
A condividere le loro esperienze saranno esperti e professionisti di alto livello, tra cui: la prof.ssa Anna Maria Mandalari, laureata all’Università Mediterranea e ricercatrice presso la University College London, esperta di sicurezza nell’Internet of Things; l’ing. Marco Ventura, laureato all’Università Mediterranea e specializzato in ethical hacking presso Telecom Italia; l’ing. Saverio Orlando con una lunga carriera nel settore delle Telecomunicazioni e già consigliere di amministrazione dell’Università Mediterranea; l’ing. Giuseppe Codispoti, Senior Program Manager presso l’Agenzia Spaziale Italiana, che presenterà le sfide e le opportunità del settore delle telecomunicazioni spaziali; l’ing. Antonio Fazzello, dirigente Responsabile della Transizione Digitale e Referente per la Cybersecurity presso il Grande Ospedale Metropolitano (GOM) di Reggio Calabria, che insieme al dott. Vincenzo Panuccio, Direttore ff U.O.C. di Nefrologia e Dialisi abilitata al Trapianto del Gom e presso l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Reggio Calabria, parleranno dell’impatto delle telecomunicazioni e delle tecnologie ICT nel settore sanitario e nell’assistenza ai pazienti.
L’evento sarà introdotto dai saluti istituzionali del Rettore dell’Università Mediterranea, prof. Giuseppe Zimbalatti, della Prorettrice Delegata per i Grandi progetti di Ateneo e infrastrutture di ricerca, prof.ssa Mariateresa Russo, del Direttore del Dipartimento DIIES, prof. Claudio De Capua, del Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Reggio Calabria, ing. Francesco Foti, e del Commissario Straordinario del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria, dott.ssa Tiziana Frittelli.
Questa iniziativa segna un ulteriore passo in avanti per l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che si conferma protagonista di un percorso orientato verso l’innovazione e la tecnologia, contribuendo alla formazione delle future generazioni e all’avanzamento del settore delle telecomunicazioni in Italia.
Il Roadshow rappresenta una straordinaria opportunità di ispirazione per i giovani, offrendo una panoramica sulle possibilità di carriera nel settore delle telecomunicazioni e sulle numerose potenzialità che questo ambito può offrire per il futuro.
L’evento si rivolge principalmente agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, ma anche agli studenti universitari dei corsi di laurea triennale. Tra le altre tappe del Roadshow, che toccheranno alcune delle principali università italiane, figurano il Politecnico di Torino, il Politecnico di Bari, l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, l’Università di Genova, l’Università di Palermo, l’Università di Trento e l’Università di Napoli Federico II. (rrc)
Il Seminario di Reggio Calabria, un patrimonio da salvare
La paventata notizia della possibile chiusura del Seminario Arcivescovile Pio XI di Reggio Calabria, ha suscitato profonda preoccupazione e unanime dissenso nella comunità reggina. Il seminario, ricco di storia e cultura, radicato da anni nel tessuto della città e dell’intera provincia rappresenta, non solo un luogo di formazione per i futuri sacerdoti, ma un vero e proprio presidio culturale e spirituale.
Saremo sempre grati al rettore del Seminario Arcivescovile Pio XI di Reggio Calabria, don Simone Vittorio Gatto, grati alla sua lungimiranza, vera guida spirituale e culturale per noi maestri dell’Orchestra Giovanile dello Stretto e per i nostri giovani musicisti. Don Simone ha aperto le porte del seminario alla nostra Orchestra, laddove altri le avevano chiuse, rischiando di farci abbandonare il sogno di fare musica nella nostra città.
Il rettore, ha tradotto parole e promesse, in reale accoglienza e occasione per 50 giovani e giovanissimi reggini di impegnarsi nella cultura musicale.
Il Seminario ha formato generazioni di uomini di fede che hanno contribuito in maniera significativa alla crescita sociale e religiosa della comunità. Le sue aule hanno accolto intelligenze brillanti, pronte a dedicare la propria vita al servizio del prossimo. Chiudere oggi questo luogo, significherebbe disperdere un patrimonio inestimabile di storia, di sapere e di umanità.
In questo contesto di incertezza per il futuro del Seminario, desideriamo esprimere la nostra piena solidarietà al rettore don Simone, il cui impegno instancabile a favore dei giovani e dell’Orchestra Giovanile dello Stretto, rappresenta un esempio raro di come il Seminario possa essere un terreno fertile per iniziative di alto valore sociale e culturale.
L’Orchestra Giovanile dello Stretto, con la sua energia contagiosa e la sua capacità di unire giovani talenti attraverso la musica, è un fiore all’occhiello per Reggio Calabria. Essa offre ai ragazzi un’opportunità preziosa di crescita personale e artistica, allontanandoli da distrazioni e dai pericoli dell’era moderna, coltivando in loro la bellezza e l’armonia. Il sostegno che il rettore don Simone Vittorio Gatto offre a questa realtà è fondamentale, e la sua opera si inserisce perfettamente nella missione di un Seminario aperto al territorio e attento alle esigenze delle nuove generazioni.
La sua chiusura priverebbe il territorio di figure importanti, capaci di offrire un sostegno morale e spirituale essenziale, e metterebbe a rischio iniziative preziose come quella portata avanti con passione dal sacerdote reggino e dall’Orchestra Giovanile dello Stretto.
È necessario, invece, unire le forze per trovare soluzioni alternative, per valorizzare ulteriormente questa istituzione e per garantire un futuro florido, che possa continuare a ospitare e sostenere progetti vitali come quello dell’Orchestra Giovanile dello Stretto.
Rivolgiamo un appello alle istituzioni civili e religiose, alle associazioni, ai cittadini: non lasciamo che si spenga una luce così importante per la nostra comunità. Sosteniamo con forza il Seminario di Reggio Calabria e l’impegno di persone come Don Simone, perché la loro opera è un bene prezioso per l’intero territorio. Troviamo insieme nuove vie, nuove energie, per continuare a far vivere questo luogo di formazione, di cultura e di fede, che sappia ancora generare e supportare iniziative a beneficio dei nostri giovani. Il futuro della nostra comunità dipende anche dalla capacità di custodire e valorizzare le nuove generazioni. (Orchestra Giovanile dello Stretto)






