Reggio conquista il Vinitaly: in vetrina l’anima delle eccellenze del territorio

C’era anche la Città Metropolitana di Reggio Calabria con le sue eccellenze al Vinitaly di Verona, la più importante manifestazione internazionale dedicata al vino.

A rappresentare l’Ente metropolitano, il consigliere delegato alle Attività Produttive, Domenico Mantegna, che ha preso parte agli incontri istituzionali e agli spazi espositivi insieme ai produttori locali, portando il sostegno della Città Metropolitana alle realtà imprenditoriali reggine impegnate nella filiera del vino. La partecipazione della Metrocity quest’anno affianca quella delle altre realtà calabresi, grazie all’accordo definito tra palazzo Alvaro e l’Assessorato all’Agricoltura guidato da Gianluca Gallo.

«Partecipare al Vinitaly significa dare visibilità alle nostre aziende, ai nostri vini e alla nostra identità territoriale» – ha dichiarato il consigliere Mantegna.

«La Città Metropolitana crede fortemente nel valore della promozione e dell’internazionalizzazione delle nostre eccellenze. Le nostre cantine rappresentano non solo un presidio economico ma anche culturale, capaci di raccontare la storia, la passione e la tradizione della nostra terra. Insieme all’Assessorato regionale, lavoriamo per rafforzare la presenza calabrese nei principali contesti fieristici, puntando su qualità, innovazione e sostenibilità».

Nel corso della fiera, il consigliere ha incontrato operatori, buyer e rappresentanti istituzionali, sottolineando il valore strategico del comparto vitivinicolo per lo sviluppo economico e occupazionale dell’area metropolitana reggina. (rrc)

Anche in Calabria “Il Presepe della Passione”

A Lazzaro – Motta San Giovanni è stato inaugurato il Presepe della Passione, realizzato dai giovani di “Quelli del presepe”.

Il Presepe è nato su una idea di di Grazia Caridi, che ha visto nascere e realizzare con altrettanti volenterosi ed attenti giovani, l’intuizione di una imponente restituzione geografica, artistica e monumentale dall’area del Comune di Motta San Giovanni e Lazzaro che, accoglie al suo interno, un presepe inedito e nuovo per la provincia di Reggio Calabria.

L’inaugurazione è avvenuta domenica, al Centro Civico, nel corso di una manifestazione organizzata dall’Associazione Culturale Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere di Reggio in sinergia con l’Amministrazione Comunale di Motta San Giovanni – Lazzaro e l’Associazione Quelli del presepe. 

«Le Muse – ha detto il presidente de Le Muse Giuseppe Livoti – ringraziano per l’accoglienza e la disponibilità a collaborare in eventi di questa importanza di crescita per i territori e per l’offerta culturale anche turistica, il sindaco di Motta San Giovanni, Giovanni Verduci e l’assessore delegato alla Cultura, Enza Mallamaci con la quale, in passato, si è già collaborato, proprio per la riscoperta del patrimonio archeologico del Comune».

Enza Mallamaci, nella qualità di delegato alla cultura, ha ribadito il grande potenziale delle forze creative della zona che, in poco tempo sta diventando un vero e proprio volano insieme al Museo Archeologico, il Parco ed il Castello di S. Niceto, elementi questi, che i giovani artisti hanno voluto realizzare all’interno di questo monumentale presepe.

L’area ionica vive un momento di ripresa ed occorre fare rete, ha detto la Mallamaci e, la presenza dei soci Muse e dei suo artisti e poeti ha fatto si che ci fosse un evento in sinergia, liberando gli steccati dei nostri ambiti e creando un tutt’uno organico. Tra i presenti che hanno portato il loro saluto Tiziana Cozzupoli, presidente Pro Loco Comune di Motta, Pasquale Irto, presidente Associazione InHoltre, Paola Spanò, Associazione Minatori Mottesi, Vittorio Neri in rappresentanza Associazione Eureka.

Grazia Caridi ideatrice del progetto, si è soffermata sul senso della pace interiore nel realizzare questa idea: ci siamo commossi ogni giorno nella realizzazione di tale opera e per noi oggi è un momento importante, vogliamo regalare un sentimento, una sensazione a tutti cittadini e turisti. Livoti ha messo in evidenza come un presepe racconta l’annuncio della nascita di Gesù, con figure storiche quali il bambino, la stalla, figure del mondo orientale con scene di meraviglia, felicità aperte al nuovo.

Il Presepe della Passione, invece, ha come tema la tragica fine della storia della vita di Gesù, che vive la svolta felice con la risurrezione. Solitamente come da tradizione rappresenta il tempo compreso tra la Domenica delle Palme e il Lunedì dell’Angelo e si attiene alla sequenza cronologica degli eventi descritti nei Vangeli. Anche se il pensiero di raffigurare il tempo della Passione con statue in gesso, legno o altro materiale può sembrare strano ad alcuni, il cosiddetto “presepe serio” ha una lunga tradizione.

I presepi pasquali di solito iniziano con l’ingresso a Gerusalemme la Domenica delle Palme. Segue il giovedì santo, in cui Gesù prega nel giardino del Getsemani e Giuda appare con i soldati romani per tradirlo. La crocifissione del Venerdì Santo occupa gran parte del presepe pasquale. Ed ancora la tomba aperta, con le donne che assistono al miracolo della risurrezione la domenica di Pasqua. In questa grande realizzazione spazio imponente ha il dialogo tra Gesù risorto e i discepoli di Emmaus e la scena di Gesù che ascende al cielo. Illuminotecnico e musicale è stato scoprire al momento dello svelo con la benedizione del parroco don Mimmo Rodà che ha fatto notare ai presenti come anche questa composizione è atto d’amore e di fede con le varie atmosfere, scenografie e con le messe in scena, i cosiddetti luoghi deputati.

Nel corso della serata è stata inaugurata una mostra dal titolo “Cruces Contemporanee” a cura degli artisti delle Muse Francesca Avenoso, Cristina Benedetto, Mariella Costa, Patrizia Crupi, Rossella Marra, Antonella Minasi, Tina Nicolò, Grazia Papalia, Wanda Simone, croci dipinte o i vari materiali che sono stati raccontanti in un dialogo a più voci dai poeti Luigi Barberio, Teresa Celestino, Clara Condello, Patrizia Pipino, Francesca Triolo.

Le opere realizzate mettono in evidenza l’idea del corpo che è “croce” in una stilizzazione formale ma al tempo stesso contenutistica, simbolica e biblica, croce di Cristo come simbolo universale di sofferenza e ingiustizia, tutte realizzate tra ceramica, argento, colori ad olio o acrilico, o trame in fili pregiati. La manifestazione ha visto momenti di racconti dedicati alla musica nel periodo pasquale con Ninello Verduci esperto di cultura musicale e ultimo dei cantore della nostra terra, da sempre promotore delle tradizioni popolari calabresi il quale, dopo una attenta ricerca ha proposto testi anche recuperati all’Archivio di Stato di Napoli e che si rifanno al periodo tra la fine dell’800 ed inizio del ‘900. 

Il Presepe della Passione  sarà aperto al pubblico durante queste settimane con particolare attenzione nel periodo pasquale, offrendo una offerta conoscitiva inedita in questo particolare periodo dell’anno, mentre la Collettiva “Cruces contemporanee” sarà possibile visitarla per questa prima settimana presso il Museo Archeologico di Lazzaro mentre per la settimana di Pasqua presso la sede dei Minatori Mottesi in piazza Municipio di Motta San Giovanni. (rrc)

Sin Crotone, Occhiuto diffida Errigo

«Ho appena firmato la diffida nei confronti del commissario straordinario per la bonifica di Crotone, Emilio Errigo, che aveva fatto una ordinanza per consentire a Eni Rewind di smaltire i rifiuti della bonifica nella discarica di Crotone: rifiuti pericolosi». È quanto ha annunciato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, tramite un video sui social.

«È vero, a Crotone, in quella discarica si ricevono rifiuti pericolosi da tutta Italia – ha aggiunto –. Quindi Eni dice: perché allora non prendete i rifiuti pericolosi derivanti dalla bonifica? No, perché non ho deciso io negli anni passati di fare una discarica per rifiuti pericolosi a Crotone».

«Ora che sono presidente di Regione – ha concluso – non consentirò sotto il mio governo che un chilo di rifiuti pericolosi venga messo in quella discarica, solo perché Eni Rewind non li smaltisce – come la Regione ha indicato come proprio vincolo – fuori dalla Calabria».

Errigo, infatti, aveva diramato un’ordinanza che – si legge  –evidenzia la propria palese illegittimità, poiché emessa in carenza di potere ed in violazione dei provvedimenti vigenti. Né dal provvedimento di nomina, né dalla normativa vigente in esso richiamata, si rinviene il preteso potere di ordinanza del Commissario in ordine alla materiale effettuazione delle attività di bonifica, atteso che allo stesso sono conferiti poteri di impulso volti all’accelerazione, coordinamento e promozione degli interventi di bonifica e della riparazione del danno».

«Tale assunto – si legge – trova conferma nell’articolo 2 del DPCM 14 settembre 2023 di nomina, che individua l’esatto perimetro di azione del Commissario Straordinario (comma 1) e le materie per le quali può esercitare i poteri sostitutivi, limitatamente ai profili di competenza (comma 2). Alla luce della normativa vigente, dunque, il Commissario Straordinario non ha alcun potere di ordinanza rispetto all’avvio del procedimento di riesame del Paur, analogamente alla totale assenza di potere del Mase, per cui è sub iudice l’impugnativa avverso il D.D. n. 27/2024».

«Occorre precisare che il Paur oggi vigente contempla la prescrizione dello smaltimento dei rifiuti fuori regione, per cui l’ordine impartito ad Eni Rewind ed a Salvaguardia Ambientale è suscettibile di determinare una gestione di rifiuti non autorizzata e lo stesso Decreto direttoriale n. 27/2024 ribadisce che il vincolo del Paur è “[…] allo stato invalicabile – di cui alla prescrizione n. 4 del parere della STV parte integrante del Paur, adottato con Decreto della Regione Calabria n. 9539 del 2 agosto 2019, prorogato con Decreto Dirigenziale N° 9957 del 12 luglio 2024, la cui modifica è riservata formalmente all’organo che ha adottato il provvedimento amministrativo».

Si precisa al riguardo che la fattispecie di gestione illecita dei rifiuti è riconducibile a: Violazione del titolo autorizzativo di cui al provvedimento regionale n. 9539 del 2 agosto 2019 (PAUR), ad oggi vigente, laddove si prescrive che prima dell’inizio delle attività di deposito sia individuato il sito di smaltimento che in accordo alle indicazioni dettate dalla Regione Calabria e dagli Enti territoriali della Calabria in sede di approvazione del POB fase 2, deve trovarsi fuori regione; Violazione del Decreto direttoriale del Ministero dell’Ambiente n.7/2020 di approvazione del progetto operativo di bonifica POB fase 2 e degli atti presupposti (conferenza dei servizi decisoria del 24 ottobre 2019) nella parte in cui il parere positivo della Regione, del Comune e della Provincia è subordinato al conferimento dei rifiuti della bonifica fuori regione;

Violazione della nota del MASE prot. 172897 del 24.09.2024 ove “si diffida ENI Rewind ad avviare le attività di bonifica nel rispetto del vincolo regionale, mettendo in opera tutte le attività necessarie a gestire il deposito temporaneo dei rifiuti anche, ove assolutamente necessario (nell’impossibilità di utilizzare la struttura del deposito preliminare esistente), mediante l’allestimento di una nuova area nel rispetto di tutti gli obblighi di legge”».

La Regione, inoltre, «non ha inteso né intende avviare il procedimento di modifica della prescrizione del PAUR, anzi ha già proposto ricorso avverso il provvedimento ministeriale e il relativo procedimento è tuttora pendente; non si ravvisano gli estremi per l’ordine impartito dal Commissario Straordinario, né – tanto meno – per il paventato intervento sostitutivo».

Errigo – si legge nel testo a firma di Occhiuto e di Salvatore Siviglia, dirigente generale del Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità Ambientale – viene diffidato «all’immediato ritiro in autotutela dell’ordinanza n. 1/2025, con avvertenza che, in mancanza, la stessa sarà impugnata dinanzi alla competente magistratura».

Inoltre, si diffida Eni Rewind ad avviare le attività di Bonifica nel rispetto del vincolo di destinazione dei rifiuti fuori dal territorio regionale; la Società di Salvaguardia Ambientale a negoziare con Eni per il conferimento dei rifiuti della Bonifica del Sin di Crotone nella discarica di Sovreco; la Società Sovreco a negoziare direttamente direttamente con Eni per il conferimento dei rifiuti della bonifica del Sin di Crotone, nonché ad accettare nella discarica ubicata in Crotone, loc. Columbra rifiuti provenienti dal Sin di Crotone. (rcz)

 

Torna il giro ciclistico di Reggio: La Calabria riprende a pedalare nella storia

di TONINO RAFFA – Emozioni, spettacolo, entusiasmo allo stato puro, rilancio del territorio puntando su valori universali come l’eguaglianza, l’inclusione, l’aggregazione sociale.

La Calabria riprende a pedalare nella storia con il ritorno del Giro Ciclistico di Reggio, gara internazionale per professionisti promossa dalla città metropolitana in programma sabato prossimo 12 aprile.

Sarà la 67esima edizione di una classica nata oltre un secolo fa per merito del glorioso Sporting Club Reggio, e nel cui albo d’oro ci sono tutti i nomi che hanno scandito l’epopea del grande ciclismo dalla conclusione della prima guerra mondiale fino ai giorni nostri: da Giorgianni a Learco Guerra, da Fausto Coppi a Gino Bartali, da Nencini a Vittorio Adorni, da Moser a Saronni, da Baronchelli a Moreno Argentin, da Cassani a Michele Bartoli.

A questa edizione della corsa – che verrà trasmessa in differita su Rai sport e che in passato è stata seguita dalle firme più autorevoli del giornalismo italiano – sono iscritte 14 squadre (tra cui quella della nazionale italiana con Elia Viviani) per un totale di cento corridori.

La carovana partirà da Bova Marina, l’arrivo è previsto sul lungomare della città dello stretto, dopo 184 chilometri. Il tracciato premierà sicuramente un corridore completo. Sembra infatti adatto ai velocisti, capaci di non farsi staccare nella parte pianeggiante, ma anche di resistere alle asperità legate ai dislivelli.

I punti chiave saranno, infatti, i due Gran Premi della montagna previsti a Piano Maschera (nel massiccio dello Zomaro), e al colle del Sant’Elia, poco prima della discesa verso Bagnara, Scilla e Villa San Giovanni. La cartina di tornasole dell’importanza del Giro di quest’anno è costituita dalla presentazione ufficiale avvenuta per la prima volta a Roma al palazzo del Coni, con l’intervento del presidente Giovanni Malagò, affiancato dal sindaco Giuseppe Falcomatà, dall’assessore allo sport Giovanni Latella, e da Stefano Feltrin in rappresenta della Lega Ciclistica.

Altra novità significativa: la corsa coinciderà con il terzo round della Coppa Italia delle Regioni 2025 (dopo il trofeo Laigueglia e la Milano-Torino), manifestazione presentata prima alla Camera dei Deputati e poi dieci giorni fa a Bruxelles, al comitato europeo delle Regioni.

Un progetto ideato dalla Lega Ciclismo professionisti e dalla Conferenza della Regioni e delle province autonome. Il calendario prevede trentuno gare (l’ultima, in ottobre, sarà il Giro del Veneto). Una lunga kermesse che attraverserà undici Regioni, seicento comuni e punta alla parità totale tra uomini e donne, considerato che nel programma  sono previste alcune tappe di ciclismo femminile, con equiparazione del montepremi.

Un progetto dunque destinato a favorire uguaglianza e coesione sociale. Per la provincia di Reggio una muova occasione per valorizzare il territorio e le sue risorse. Augurare dunque al Giro il successo che merita, forte del suo prestigoso passato, anche per noi del mondo dell’informazione non è soltanto un auspicio.

È, anche, una professione di fede nell’avvenire del nostro sport e un atto di speranza nelle possibilità di riscatto di una Calabria che rimane, purtroppo, tra le aree più marginalizzate del Paese.  (tr)

Unical e Deloitte insieme per promuovere innovazione e sviluppo

Sostenere attività di formazione, ricerca, sviluppo e innovazione con l’obiettivo di sviluppare progetti congiunti che abbiano un focus particolare su sostenibilità, digitalizzazione e intelligenza artificiale. È questo l’obiettivo dell’intesa siglata tra l’Università della Calabria e Deloitte, per definire progetti condivisi e attivare percorsi formativi dedicati che consentano ai giovani di acquisire le competenze richieste dal nuovo mercato del lavoro.

Il percorso di collaborazione, avviato e coordinato per l’Unical dal professor Fabio Piluso, rappresenta un’importante opportunità per l’ateneo calabrese che potrà sviluppare con la multinazionale progetti di innovazione e ricerca, nonché attività di promozione del trasferimento tecnologico.

Con questo accordo Deloitte potenzia la sua presenza nel Mezzogiorno, dove ha già avviato i progetti con NextHub a Bari e con l’Università Federico II a Napoli, e ribadisce come l’intelligenza artificiale rivesta un ruolo fondamentale nelle collaborazioni del network con le principali università italiane, compresa l’Università della Calabria che svolge un ruolo di primo piano in questo settore.

L’accordo stipulato consolida un modello virtuoso di cooperazione con il mondo accademico dove innovazione e formazione sono strettamente legate al contesto economico e produttivo territoriale, anche al fine di creare dei profili di eccellenza a livello locale che siano guidati dalle nuove tecnologie.

«Siamo lieti che una multinazionale dell’importanza di Deloitte, tra le prime quattro al mondo nella consulenza – ha dichiarato il Rettore dell’Unical, Nicola Leone – sia interessata a stabilire una collaborazione strategica con l’Università della Calabria. I nostri studenti avranno l’opportunità di accedere a percorsi di formazione e di ricerca di avanguardia, e svolgere tirocini altamente professionalizzanti presso una realtà industriale di livello mondiale, acquisendo competenze che rispondono pienamente alle nuove sfide del mondo del lavoro».

«Auspichiamo – ha concluso – che lo sviluppo della partnership strategica con Deloitte possa condurre a significativi investimenti della multinazionale sul territorio calabrese».

«Il nostro network è consapevole dell’importanza delle nuove competenze e della formazione dei più giovani e per questo favorisce sempre di più la collaborazione con le università e il mondo accademico – ha detto Guido Borsani, Presidente di Fondazione Deloitte – Nonostante l’aumento della domanda di competenze Stem in un mondo sempre più definito dalla competizione scientifico-tecnologica, l’Italia paga ancora un grande gap su questo aspetto e le imprese faticano a trovare i profili più adatti alle nuove esigenze».

«Con l’accordo sottoscritto con l’Università della Calabria – ha continuato – continuiamo a investire sulle competenze Stem affinché possa esserci un cambio di passo a beneficio delle nuove generazioni e soprattutto delle ragazze, purtroppo ancora sottorappresentate negli ambiti di studio e carriera legati a questi profili».

Dall’ultimo Osservatorio Stem di Deloitte si evince come in Europa poco più di 1 studente su 4 si dedichi a percorsi STEM e nei Paesi indagati solo il 19,5% degli studenti si concentri su percorsi Ict. In Italia il dato scende nettamente, in quanto tra tutti gli studenti Stem solo l’8,4% è iscritto a facoltà Ict. Più di 1 azienda su 2 riferisce inoltre di aver riscontrato difficoltà nel trovare i profili adatti mentre quelli più ricercati dalle grandi aziende sono negli ambiti di ingegneria (63%) e tecnologia (55%).

Per Deloitte l’accordo sottoscritto con l’Università della Calabria rientra nel più ampio programma di Impact for Italy, con cui il network ribadisce il proprio impegno per la crescita del sistema Paese attraverso progetti innovativi e sostenibili, che abbiano un impatto positivo sulle persone, sui clienti, sull’ambiente e sulle comunità in cui opera.

L’OPINIONE / Giuseppe Falcomatà: La Fondazione Alvaro non è morta

di GIUSEPPE FALCOMATÀ – Riguardo la vicenda della Fondazione Corrado Alvaro, sono convinto che vada messo in campo un approccio costruttivo che punti a raccogliere l’eredità positiva di quell’esperienza, che in tempi passati aveva acquisito un ruolo di grande valore culturale per il nostro territorio.

La Fondazione Alvaro non è morta, anzi. Il nostro auspicio è che l’autorevole guida del Commissario Luciano Gerardis possa rappresentare un punto di svolta per l’attività della Fondazione verso un proficuo percorso di crescita culturale.

La Prefettura di Reggio Calabria ha agito pienamente nell’alveo delle proprie prerogative istituzionali. È da respingere con forza qualsiasi retropensiero rispetto all’operato delle istituzioni territoriali, che non possono in alcun modo essere tirate per la giacchetta in nome di alcuna velleità personale.

La dietrologia è una scienza che non ci ha mai appassionato. Il Prefetto Clara Vaccaro è persona seria e ha sempre dimostrato di avere a cuore le sorti del nostro territorio. Il suo operato non ha alcun bisogno di difese d’ufficio, ma è bene ribadire che il provvedimento assunto non ha carattere punitivo, ma che al contrario deve rappresentare un’occasione di rilancio delle attività della Fondazione.

Da parte nostra, come Città Metropolitana, intendiamo esprimere la nostra piena disponibilità ad affiancare questo percorso. (gf)

[Giuseppe Falcomatà è sindaco della Metrocity RC]

Intesa tra Angsa, Rotary e Giovani Confcommercio CS per l’inserimento lavorativo di giovani con autismo

Importante protocollo d’intesa è stato siglato tra Angsa Cosenza (sezione provinciale dell’Associazione Nazionale Genitori di Persone con Autismo), il Club Rotary Presila Cosenza Est e il Gruppo Giovani Imprenditori Confcommercio Cosenza per l’inserimento lavorativo di giovani con autismo.

L’intesa è stata sottoscritta nel corso dell’incontro dedicato all’inclusione lavorativa elle persone con disabilità, con particolare attenzione ai giovani con autismo promossa dal Gruppo Giovani Imprenditori Confcommercio Cosenza, guidato da Corrado Rossi, nella sede di Confcommercio Cosenza.

Il protocollo formalizza l’impegno congiunto delle parti nella realizzazione del progetto “Sperimentazione Lavoro e Autismo”, volto a favorire l’inserimento lavorativo dei giovani con autismo all’interno delle imprese del territorio. Angsa Cosenza, rispondendo alle esigenze delle famiglie, promuoverà percorsi di integrazione in ambienti di lavoro reali, garantendo un’effettiva inclusione sociale.

Il Club Rotary Presila Cosenza Est, nell’ottica di migliorare il benessere psicofisico delle persone con autismo, supporterà l’iniziativa attraverso azioni concrete di sensibilizzazione e sostegno. Il Gruppo Giovani Imprenditori Confcommercio Cosenza, dal canto suo, si impegnerà a favorire l’accoglienza nelle aziende associate, promuovendo ambienti lavorativi inclusivi e adeguati.

«L’inclusione non è solo un valore, ma un’opportunità per tutti. Creare ambienti di lavoro accessibili significa arricchire le nostre imprese con nuove prospettive e competenze» ha dichiarato il presidente Rossi.

«Questo protocollo rappresenta un passo concreto per garantire ai giovani con autismo un futuro più indipendente e dignitoso. Lavorare insieme alle imprese significa offrire ai nostri ragazzi la possibilità di esprimere il loro talento», ha affermato Caterina Spadafora, presidente di ANGSA Cosenza.

Anche il Club Rotary Presila Cosenza Est ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa. Roberto Miniaci, Past President e Presidente commissione autismo del Club, ha dichiarato: «Come Rotary, crediamo fortemente nella responsabilità sociale. Sostenere progetti come questo è parte del nostro impegno per una comunità più inclusiva e solidale».

Questo importante passo sottolinea l’importanza del dialogo tra istituzioni, imprese e realtà associative nel creare opportunità concrete di inserimento lavorativo.

Un segnale concreto di impegno, che dimostra che l’inclusione non è solo un principio, ma una realtà possibile grazie alla collaborazione tra persone, esperti e una società sempre più attenta e sensibile alle tematiche dell’accessibilità e dell’integrazione. (rcs)

Concluso l’anno da “Capitale Italiana del Libro 2024” a Taurianova

Oltre 300 appuntamenti culturali tra incontri, presentazioni, festival, convegni, mostre e workshop. È questo il bilancio con cui si è chiuso l’anno di Taurianova Capitale Italiana del Libro 2024, che passerà il testimone a Subiaco, designata Capitale Italiana del Libro per il 2025

Per celebrare un anno straordinario è stato indetto uno speciale evento conclusivo tenutosi stasera nel cuore della Piana di Gioia Tauro alla presenza di rappresentanti istituzionali – nazionali e locali –  cittadini, associazioni e pubblico affezionato. Occasione speciale per riflettere congiuntamente  sui risultati raggiunti e sulle eredità lasciate sul territorio da un progetto che ha fatto della cultura un volano di rigenerazione sociale e comunitaria, non solo per Taurianova ma per l’intera Calabria.

L’evento non è stato solo un momento di celebrazione, ma anche l’occasione per rafforzare il legame tra Taurianova e Subiaco, due città unite dall’amore per i libri e la cultura. Un passaggio di testimone che simboleggia la continuità e la condivisione di valori fondamentali per la crescita del Paese.

L’anno da Capitale del Libro ha affidato a Taurianova un protagonismo culturale capace di generare impatti concreti sul territorio. Cuore simbolico e operativo del progetto è stata la riapertura della storica Biblioteca Comunale “Antonio Renda”, che ha accolto più di 3.000 presenze in 43 settimane, emesso 348 nuove tessere e arricchito il patrimonio librario con oltre 4.000 nuovi volumi. Un patrimonio che continua a crescere e che verrà ulteriormente ampliato grazie alla volontà espressa, pochi giorni fa, dalla figlia del prof. Vincenzo Ricci di donare la vasta collezione libraria del padre. Grazie a questa donazione, la biblioteca istituirà una sezione medica, offrendo alla comunità un prezioso patrimonio di volumi specializzati in ambito medico.

Ma il vero valore è stato quello di trasformare la biblioteca in un presidio vivo e accessibile, aperto a tutte le generazioni, con una programmazione attenta alle fragilità e ai bisogni educativi, in particolare dei più giovani. Azioni contro la povertà educativa, percorsi formativi, coinvolgimento delle scuole, attività per bambini e famiglie hanno reso la cultura uno spazio di incontro e di inclusione.

Tra gli appuntamenti di maggior rilievo si annoverano “Taurianova Legge”, la Fiera del Libro, il “Convegno Internazionale dei Critici Letterari”, il Festival “Narrazioni Calabre”, il Festival dedicato ai ragazzi “Due mari e tantemila storie” e poi ancora la rassegna “Diritto e Legalità – Le voci della giustizia”, il progetto “Nati per la Cultura” e i numerosi riconoscimenti ospitati in città come il “Premio Calabria-America” e le giornate di studio dedicate a importanti figure taurianovesi, quali il filosofo Antonio Renda e l’artista Pietro Barillà.

Significative sono state anche le collaborazioni con importanti fondazioni come quella del Maestro Berlingeri, Fortunato Seminara, e Corrado Alvaro, nonché le partnership con manifestazioni consolidate quali il Villaggio Sud Agrifest – Festival della Cooperazione, l’Infiorata, il Festival Internazionale dei Madonnari – Città di Taurianova, e le iniziative promosse dalle numerose realtà associative del territorio, come la Proloco “Taurianova nel Cuore” che, per proseguire l’attività di promozione della lettura oltre l’anno da Capitale del Libro, sta installando in città anche delle casette per il booksharing, piccoli punti di scambio libri diffusi sul territorio, con l’obiettivo di rendere la lettura sempre più accessibile e condivisa all’interno della comunità.

Per troppo tempo, Taurianova è stata raccontata attraverso la lente deformante della cronaca nera. Con Capitale Italiana del Libro 2024, la città ha scelto di cambiare trama. Ha preso in mano la penna della sua storia e ha deciso di riscriverla a partire dai libri, dalla comunità, dalla bellezza dei legami. Il progetto presentato al Ministero della Cultura ha messo al centro l’idea che dalle realtà più piccole possono nascere i processi di cambiamento più profondi, proprio perché più radicati nel quotidiano e nei valori condivisi.

«Le parole salvano», ha detto Carmine Abate, uno degli ospiti più amati, parlando ai giovani durante Taurianova Legge. E quelle parole, condivise tra i banchi di scuola, nei cortili, nelle piazze, sono diventate una nuova grammatica del vivere civile.

«I giovani hanno bisogno di adulti che credano in qualcosa», ha ricordato Umberto Galimberti nel corso di uno degli incontri più partecipati dell’anno. E Taurianova Capitale del Libro ha provato a rispondere a questo bisogno, con un progetto che ha restituito alla comunità la fiducia nel pensiero, nella riflessione, nella parola come bene comune.

Non c’è periferia che non possa diventare centro, se si investe in cultura. Riaprire una biblioteca, portare la poesia nelle piazze, far sedere bambini e anziani attorno a uno stesso racconto: questo è stato l’anno di Taurianova. Non un esperimento isolato, ma un atto di rigenerazione civile, che ha ridato dignità a un territorio, restituendo ad esso l’immagine più autentica: quella di una comunità che sa prendersi cura del proprio presente con lo sguardo rivolto al futuro.

«Taurianova ha saputo cogliere fino in fondo il senso di questo titolo – ha commentato Pierfranco Bruni, Presidente della Commissione MiC per la Capitale del Libro 2024 –. Il progetto ha avuto un impatto reale sul territorio e ha acceso i riflettori su un Mezzogiorno che si afferma come laboratorio culturale. L’auspicio è che questa esperienza ispiri altre comunità a investire sulla cultura come motore di sviluppo».

«A distanza di un anno possiamo affermare che Taurianova ha vinto la sua scommessa, e l’ha vinta alla grande – ha dichiarato il Presidente del Centro per il libro e la lettura, Adriano Monti Buzzetti, in un videomessaggio –. La città ha saputo trasformarsi in uno spazio propulsivo di promozione culturale, e la riapertura della biblioteca civica ne è diventata il simbolo. Ciò che resta è un’eredità tangibile e un patrimonio di buone pratiche: un nuovo inizio per Taurianova».

«È stato un anno intenso e indimenticabile – ha detto il sindaco di Taurianova Rocco Biasi –. Abbiamo lavorato per far crescere la consapevolezza che la cultura non è un lusso, ma un diritto. Taurianova si è aperta al Paese e ha lanciato un messaggio: il Sud può essere protagonista della rinascita culturale italiana».

«Il testimone che passerà a Subiaco è fatto di valori e di visione – aggiunge Maria Fedele, assessore alla Cultura e Direttrice di Taurianova Capitale del Libro 2024 –. Abbiamo dimostrato che anche una piccola città può guidare un cambiamento culturale. Il nostro modello continuerà a vivere nelle pratiche quotidiane di chi ha creduto in questo percorso».

«Taurianova ha dimostrato che anche dai luoghi più piccoli possono nascere percorsi di cambiamento autentici», ha evidenziato Filippo Mancuso, Presidente del Consiglio Regione Calabria, aggiungendo come «il progetto di Capitale Italiana del Libro ha restituito orgoglio a un’intera comunità, capace di investire in educazione alla lettura e cittadinanza attiva. Un’esperienza che ha tracciato una rotta chiara e che, come istituzioni, continueremo a sostenere con convinzione».

Per Caterina Capponi, assessore alla Cultura della Regione Calabria, «Taurianova ha rappresentato per la Calabria un esempio virtuoso di come la cultura possa incidere positivamente sul territorio».

«L’intero progetto – ha evideziato – ha creato legami, rafforzato identità e aperto nuove possibilità, soprattutto per le giovani generazioni. Continueremo a sostenere iniziative che mettono al centro il valore della parola e del pensiero critico».

Carmelo Versace, vice sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria, ha dichiarato: «Taurianova ha saputo dimostrare come la cultura possa diventare motore di rigenerazione e strumento di coesione. L’anno da Capitale Italiana del Libro ha avuto un impatto concreto, che va oltre i confini comunali, rafforzando l’identità di un’intera area metropolitana. È da esperienze come questa che nasce una Calabria nuova, fondata sulla partecipazione, sulla conoscenza e sul valore delle relazioni umane».

Grazia Timperi, assessore alla Cultura del Comune di Subiaco, ha evidenziato come «Taurianova ha svolto un lavoro importante, promuovendo la lettura come strumento di crescita e identità territoriale. Subiaco è pronta a raccogliere questa sfida, forte della sua storia, essendo la città dove nel 1465 fu stampato il primo libro a caratteri mobili in Italia. Questo titolo è un’opportunità per guardare al futuro, coinvolgendo l’intera Valle dell’Aniene in un grande laboratorio di cultura, innovazione e sviluppo». (rrc)

L’11 aprile s’inaugura il lungomare del porto vecchio di Crotone

L’11 aprile sarà inaugurato il lungomare del Porto Vecchio di Crotone. Lo ha reso noto dal presidente dell’Autorità, Andrea Agostinelli, e dal sindaco Vincenzo Voce nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella Sala Consiliare “Falcone e Borsellino”.

Erano presenti, inoltre, gli assessori Maria Bruni, Giovanni Greco, Nicola Corigliano e l’ing. Lorena Tedesco e il dr. Vincenzo Arcuri per l’Autorità di Sistema.

Il lungomare, infatti, è stato interessato da lavori di riqualificazione «fortemente voluti come rilancio per il porto e per la città», ha spiegato Agostinelli, sottolineando come «il porto è il volano che trasformerà Crotone in una città più votata al turismo. E questo è stato possibile per la sinergia che si è stabilità con il Comune e gli altri soggetti interessati. Altri progetti sono in itinere e con la collaborazione di tutti continueremo a realizzare grandi opere».

Il sindaco Voce ha ringraziato il presidente Agostinelli e tutti coloro che, con il loro impegno e dedizione, hanno reso possibile il raggiungimento di questo importante traguardo per la città e la comunità: «ci siamo, finalmente! Siamo arrivati all’inaugurazione della struttura che è il biglietto da visita della nostra città. Un progetto tecnico fatto con il cuore e la passione che evidenzierà ancora di più la crescente valenza che il porto sta acquisendo».

Con l’inaugurazione si conclude un progetto di sviluppo integrato animato da una serie di interventi, mirati alla riqualificazione urbana e alla pedonalizzazione di aree portuali, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente le attività crocieristiche, il turismo nautico e le iniziative sportive, in particolar modo degli sport velici.

Del valore di 3,5 milioni di euro, il progetto ha puntato ad offrire un nuovo volto all’infrastruttura portuale di Crotone, anima pulsante della “città del vento” e della sua comunità. 

A caratterizzare l’intera progettazione, tra gli interventi previsti, la trasformazione in zona pedonale del lungomare del porto Vecchio, arricchito dalla pavimentazione in granito silano, specificamente scelto perché adatto al contesto naturale calabrese, e che avrà diverse colorazioni e formati in modo tale da differenziare sia le diverse zone che i relativi percorsi. 

Posta al centro della via, una scenografica fontana alimentata da getti d’acqua che partiranno direttamente dal pavimento.  

A coronare l’intera area, quale segno distintivo della “città del vento”, l’installazione di quinte di mitigazione realizzate con strutture portanti in acciaio zincato a caldo, resistenti alla ruggine e imbullonati a filo pavimentazione. Rappresentano le vele schermanti di forma trapezoidale, in acciaio traforato anch’esse zincate a caldo e resistenti agli agenti atmosferici avversi.

La riqualificazione del lungomare rappresenta il primo step di un’opera complessiva di valorizzazione del Porto Vecchio che vedrà il suo completamento con la riqualificazione dell’Area Ex Sensi dove, per un valore di 7 milioni di euro, sarà realizzato un centro direzionale, che ospiterà attività di alto pregio. 

Con lo sguardo alla progettazione posta in essere dall’Autorità di Sistema portuale a sostegno dell’ulteriore sviluppo dell’infrastruttura portuale di Crotone, è in fase di esecuzione l’adeguamento della banchina 13 del porto commerciale, i cui lavori, per un valore di 1,5 mln di euro, saranno completati entro il 2025. È stata, invece, completata ed è prossima al collaudo la sistemazione della mantellata (2 mln di euro).

In dirittura d’arrivo, anche, l’ammodernamento della banchina pescherecci prossima al collaudo. Rientra tra gli obiettivi raggiunti dall’Ente la riqualificazione della Banchina di Riva destinata alle attività crocieristiche, che proprio oggi ha visto in porto l’arrivo di una nave Viking, che sarà seguita da altre tre nel mese di aprile. A completare l’elenco delle opere da concludere entro l’anno sono appena iniziati i lavori di realizzazione dei parcheggi adiacenti la spiaggia delle Forche. (rkr)

Salvaguardia dell’erosione delle coste, problema non più rinviabile

di ARISTIDE BAVASalvaguardare le coste della provincia reggina e della Calabria dalla erosione sta diventando una vera e propria necessità ma il problema che pure è già da anni all’attenzione degli organismi istituzionali continua ad essere sottovalutato.

Ed è opportuno chiarire che il problema della erosione delle coste è certamente da considerare  prioritario per una zona come quella della Locride e come quella della provincia tirrenica dove il turismo dovrebbe essere una priorità assoluta per il suo sviluppo economico e sociale. Questo problema è stato attentamente analizzato dagli esperti del Corsecom che, da tempo, si stanno occupando delle problematiche più rilevanti del territorio della Locride.

Dopo aver acceso i riflettori sulla Diga del Torrente Lordo  il cui iter di ripristino è già “partito” grazie al recente finanziamento ministeriale di oltre 22 milioni di euro il Corsecom ha, anche approfondito, infatti,  il tema dell’erosione delle coste confrontandosi con gli Operatori turistici che ritengono  che questo problema deve essere affrontato con urgenza.

In una apposita nota della segreteria del Corsecom viene ricordato che  già nel 2021, gli operatori avevano espresso preoccupazione per l’accentuarsi dell’erosione lungo i litorali. La Regione Calabria, riconoscendo il fenomeno come una minaccia crescente per il turismo balneare, aveva anche  istituito un Tavolo Tecnico Regionale per coordinare i necessari interventi: «L’area Metropolitana di Reggio Calabria – si legge nella nota del Corsecom – con i suoi 220 km di costa, è stata tra le prime ad assumere un ruolo attivo in questo processo, vista la rilevanza del territorio e dopo un lungo iter burocratico, lo scorso luglio 2024 è stato istituito, il “Tavolo Tecnico per il coordinamento dei soggetti istituzionali preposti alla mitigazione dell’erosione costiera».

In quell’incontro il sindaco Giuseppe Falcomatà ha delegato il consigliere metropolitano Salvatore Fuda alla coordinazione del tavolo. Alla riunione erano presenti anche il Vicesindaco metropolitano Carmelo Versace e i consiglieri metropolitani Giuseppe Marino e Antonino Zimbalatti. E  Fuda si è messo subito al lavoro evidenziando l’importanza di un dialogo tra le autorità competenti per affrontare efficacemente l’erosione costiera, un problema che si intreccia con il dissesto idrogeologico e con le problematiche delle fiumare esistenti nel territorio reggino evidenziando anche che le amministrazioni locali possono accedere ai fondi per la progettazione, ma è necessario lavorare in maniera unitaria per sviluppare progetti ben strutturati.

Anche per questo l’ing. Pasquale Antico, tecnico delegato dal Corsecom, ha  contattato Salvatore Fuda per approfondire la situazione. Durante il colloquio, Fuda ha ribadito quanto già detto da Falcomatà, sottolineando la complessità del problema che riguarda sia la costa tirrenica che quella ionica. Ha suggerito che la progettazione potrebbe essere suddivisa per gruppi di comuni, o anche gestita autonomamente da singoli comuni, a seconda delle specificità delle loro spiagge.

In sintesi – è affermato nella nota del Corsecom – Fuda  si è riservato di fare nei prossimi giorni il punto della situazione, verificando le richieste provenienti dalla fascia jonica e tirrenica, nonché le risorse disponibili per i progetti. In questo contesto, la Dirigenza del Corsecom  ha ritenuto fare alcune precisazioni riguardo le schede che documentano lo stato dei lavori e delle problematiche sul territorio della Locride.

Queste schede, frutto del volontariato dei tecnici del Corsecom, saranno, adesso,  messe a disposizione delle istituzioni locali, territoriali e regionali, per garantire la corretta realizzazione e il controllo dei progetti, perché – afferma il Corsecom – si deve evitare che le opere rimangano incompiute o che vengano sospesi i lavori e soprattutto impedire i soliti  ritardi ormai non più sostenibili”. Intanto la prima necessità è quella di dare l’avvio ad una ipotesi progettuale, sul delicato problema, non più procrastinabile.  (ab)