Concluso l’anno da “Capitale Italiana del Libro 2024” a Taurianova

Oltre 300 appuntamenti culturali tra incontri, presentazioni, festival, convegni, mostre e workshop. È questo il bilancio con cui si è chiuso l’anno di Taurianova Capitale Italiana del Libro 2024, che passerà il testimone a Subiaco, designata Capitale Italiana del Libro per il 2025

Per celebrare un anno straordinario è stato indetto uno speciale evento conclusivo tenutosi stasera nel cuore della Piana di Gioia Tauro alla presenza di rappresentanti istituzionali – nazionali e locali –  cittadini, associazioni e pubblico affezionato. Occasione speciale per riflettere congiuntamente  sui risultati raggiunti e sulle eredità lasciate sul territorio da un progetto che ha fatto della cultura un volano di rigenerazione sociale e comunitaria, non solo per Taurianova ma per l’intera Calabria.

L’evento non è stato solo un momento di celebrazione, ma anche l’occasione per rafforzare il legame tra Taurianova e Subiaco, due città unite dall’amore per i libri e la cultura. Un passaggio di testimone che simboleggia la continuità e la condivisione di valori fondamentali per la crescita del Paese.

L’anno da Capitale del Libro ha affidato a Taurianova un protagonismo culturale capace di generare impatti concreti sul territorio. Cuore simbolico e operativo del progetto è stata la riapertura della storica Biblioteca Comunale “Antonio Renda”, che ha accolto più di 3.000 presenze in 43 settimane, emesso 348 nuove tessere e arricchito il patrimonio librario con oltre 4.000 nuovi volumi. Un patrimonio che continua a crescere e che verrà ulteriormente ampliato grazie alla volontà espressa, pochi giorni fa, dalla figlia del prof. Vincenzo Ricci di donare la vasta collezione libraria del padre. Grazie a questa donazione, la biblioteca istituirà una sezione medica, offrendo alla comunità un prezioso patrimonio di volumi specializzati in ambito medico.

Ma il vero valore è stato quello di trasformare la biblioteca in un presidio vivo e accessibile, aperto a tutte le generazioni, con una programmazione attenta alle fragilità e ai bisogni educativi, in particolare dei più giovani. Azioni contro la povertà educativa, percorsi formativi, coinvolgimento delle scuole, attività per bambini e famiglie hanno reso la cultura uno spazio di incontro e di inclusione.

Tra gli appuntamenti di maggior rilievo si annoverano “Taurianova Legge”, la Fiera del Libro, il “Convegno Internazionale dei Critici Letterari”, il Festival “Narrazioni Calabre”, il Festival dedicato ai ragazzi “Due mari e tantemila storie” e poi ancora la rassegna “Diritto e Legalità – Le voci della giustizia”, il progetto “Nati per la Cultura” e i numerosi riconoscimenti ospitati in città come il “Premio Calabria-America” e le giornate di studio dedicate a importanti figure taurianovesi, quali il filosofo Antonio Renda e l’artista Pietro Barillà.

Significative sono state anche le collaborazioni con importanti fondazioni come quella del Maestro Berlingeri, Fortunato Seminara, e Corrado Alvaro, nonché le partnership con manifestazioni consolidate quali il Villaggio Sud Agrifest – Festival della Cooperazione, l’Infiorata, il Festival Internazionale dei Madonnari – Città di Taurianova, e le iniziative promosse dalle numerose realtà associative del territorio, come la Proloco “Taurianova nel Cuore” che, per proseguire l’attività di promozione della lettura oltre l’anno da Capitale del Libro, sta installando in città anche delle casette per il booksharing, piccoli punti di scambio libri diffusi sul territorio, con l’obiettivo di rendere la lettura sempre più accessibile e condivisa all’interno della comunità.

Per troppo tempo, Taurianova è stata raccontata attraverso la lente deformante della cronaca nera. Con Capitale Italiana del Libro 2024, la città ha scelto di cambiare trama. Ha preso in mano la penna della sua storia e ha deciso di riscriverla a partire dai libri, dalla comunità, dalla bellezza dei legami. Il progetto presentato al Ministero della Cultura ha messo al centro l’idea che dalle realtà più piccole possono nascere i processi di cambiamento più profondi, proprio perché più radicati nel quotidiano e nei valori condivisi.

«Le parole salvano», ha detto Carmine Abate, uno degli ospiti più amati, parlando ai giovani durante Taurianova Legge. E quelle parole, condivise tra i banchi di scuola, nei cortili, nelle piazze, sono diventate una nuova grammatica del vivere civile.

«I giovani hanno bisogno di adulti che credano in qualcosa», ha ricordato Umberto Galimberti nel corso di uno degli incontri più partecipati dell’anno. E Taurianova Capitale del Libro ha provato a rispondere a questo bisogno, con un progetto che ha restituito alla comunità la fiducia nel pensiero, nella riflessione, nella parola come bene comune.

Non c’è periferia che non possa diventare centro, se si investe in cultura. Riaprire una biblioteca, portare la poesia nelle piazze, far sedere bambini e anziani attorno a uno stesso racconto: questo è stato l’anno di Taurianova. Non un esperimento isolato, ma un atto di rigenerazione civile, che ha ridato dignità a un territorio, restituendo ad esso l’immagine più autentica: quella di una comunità che sa prendersi cura del proprio presente con lo sguardo rivolto al futuro.

«Taurianova ha saputo cogliere fino in fondo il senso di questo titolo – ha commentato Pierfranco Bruni, Presidente della Commissione MiC per la Capitale del Libro 2024 –. Il progetto ha avuto un impatto reale sul territorio e ha acceso i riflettori su un Mezzogiorno che si afferma come laboratorio culturale. L’auspicio è che questa esperienza ispiri altre comunità a investire sulla cultura come motore di sviluppo».

«A distanza di un anno possiamo affermare che Taurianova ha vinto la sua scommessa, e l’ha vinta alla grande – ha dichiarato il Presidente del Centro per il libro e la lettura, Adriano Monti Buzzetti, in un videomessaggio –. La città ha saputo trasformarsi in uno spazio propulsivo di promozione culturale, e la riapertura della biblioteca civica ne è diventata il simbolo. Ciò che resta è un’eredità tangibile e un patrimonio di buone pratiche: un nuovo inizio per Taurianova».

«È stato un anno intenso e indimenticabile – ha detto il sindaco di Taurianova Rocco Biasi –. Abbiamo lavorato per far crescere la consapevolezza che la cultura non è un lusso, ma un diritto. Taurianova si è aperta al Paese e ha lanciato un messaggio: il Sud può essere protagonista della rinascita culturale italiana».

«Il testimone che passerà a Subiaco è fatto di valori e di visione – aggiunge Maria Fedele, assessore alla Cultura e Direttrice di Taurianova Capitale del Libro 2024 –. Abbiamo dimostrato che anche una piccola città può guidare un cambiamento culturale. Il nostro modello continuerà a vivere nelle pratiche quotidiane di chi ha creduto in questo percorso».

«Taurianova ha dimostrato che anche dai luoghi più piccoli possono nascere percorsi di cambiamento autentici», ha evidenziato Filippo Mancuso, Presidente del Consiglio Regione Calabria, aggiungendo come «il progetto di Capitale Italiana del Libro ha restituito orgoglio a un’intera comunità, capace di investire in educazione alla lettura e cittadinanza attiva. Un’esperienza che ha tracciato una rotta chiara e che, come istituzioni, continueremo a sostenere con convinzione».

Per Caterina Capponi, assessore alla Cultura della Regione Calabria, «Taurianova ha rappresentato per la Calabria un esempio virtuoso di come la cultura possa incidere positivamente sul territorio».

«L’intero progetto – ha evideziato – ha creato legami, rafforzato identità e aperto nuove possibilità, soprattutto per le giovani generazioni. Continueremo a sostenere iniziative che mettono al centro il valore della parola e del pensiero critico».

Carmelo Versace, vice sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria, ha dichiarato: «Taurianova ha saputo dimostrare come la cultura possa diventare motore di rigenerazione e strumento di coesione. L’anno da Capitale Italiana del Libro ha avuto un impatto concreto, che va oltre i confini comunali, rafforzando l’identità di un’intera area metropolitana. È da esperienze come questa che nasce una Calabria nuova, fondata sulla partecipazione, sulla conoscenza e sul valore delle relazioni umane».

Grazia Timperi, assessore alla Cultura del Comune di Subiaco, ha evidenziato come «Taurianova ha svolto un lavoro importante, promuovendo la lettura come strumento di crescita e identità territoriale. Subiaco è pronta a raccogliere questa sfida, forte della sua storia, essendo la città dove nel 1465 fu stampato il primo libro a caratteri mobili in Italia. Questo titolo è un’opportunità per guardare al futuro, coinvolgendo l’intera Valle dell’Aniene in un grande laboratorio di cultura, innovazione e sviluppo». (rrc)

L’11 aprile s’inaugura il lungomare del porto vecchio di Crotone

L’11 aprile sarà inaugurato il lungomare del Porto Vecchio di Crotone. Lo ha reso noto dal presidente dell’Autorità, Andrea Agostinelli, e dal sindaco Vincenzo Voce nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella Sala Consiliare “Falcone e Borsellino”.

Erano presenti, inoltre, gli assessori Maria Bruni, Giovanni Greco, Nicola Corigliano e l’ing. Lorena Tedesco e il dr. Vincenzo Arcuri per l’Autorità di Sistema.

Il lungomare, infatti, è stato interessato da lavori di riqualificazione «fortemente voluti come rilancio per il porto e per la città», ha spiegato Agostinelli, sottolineando come «il porto è il volano che trasformerà Crotone in una città più votata al turismo. E questo è stato possibile per la sinergia che si è stabilità con il Comune e gli altri soggetti interessati. Altri progetti sono in itinere e con la collaborazione di tutti continueremo a realizzare grandi opere».

Il sindaco Voce ha ringraziato il presidente Agostinelli e tutti coloro che, con il loro impegno e dedizione, hanno reso possibile il raggiungimento di questo importante traguardo per la città e la comunità: «ci siamo, finalmente! Siamo arrivati all’inaugurazione della struttura che è il biglietto da visita della nostra città. Un progetto tecnico fatto con il cuore e la passione che evidenzierà ancora di più la crescente valenza che il porto sta acquisendo».

Con l’inaugurazione si conclude un progetto di sviluppo integrato animato da una serie di interventi, mirati alla riqualificazione urbana e alla pedonalizzazione di aree portuali, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente le attività crocieristiche, il turismo nautico e le iniziative sportive, in particolar modo degli sport velici.

Del valore di 3,5 milioni di euro, il progetto ha puntato ad offrire un nuovo volto all’infrastruttura portuale di Crotone, anima pulsante della “città del vento” e della sua comunità. 

A caratterizzare l’intera progettazione, tra gli interventi previsti, la trasformazione in zona pedonale del lungomare del porto Vecchio, arricchito dalla pavimentazione in granito silano, specificamente scelto perché adatto al contesto naturale calabrese, e che avrà diverse colorazioni e formati in modo tale da differenziare sia le diverse zone che i relativi percorsi. 

Posta al centro della via, una scenografica fontana alimentata da getti d’acqua che partiranno direttamente dal pavimento.  

A coronare l’intera area, quale segno distintivo della “città del vento”, l’installazione di quinte di mitigazione realizzate con strutture portanti in acciaio zincato a caldo, resistenti alla ruggine e imbullonati a filo pavimentazione. Rappresentano le vele schermanti di forma trapezoidale, in acciaio traforato anch’esse zincate a caldo e resistenti agli agenti atmosferici avversi.

La riqualificazione del lungomare rappresenta il primo step di un’opera complessiva di valorizzazione del Porto Vecchio che vedrà il suo completamento con la riqualificazione dell’Area Ex Sensi dove, per un valore di 7 milioni di euro, sarà realizzato un centro direzionale, che ospiterà attività di alto pregio. 

Con lo sguardo alla progettazione posta in essere dall’Autorità di Sistema portuale a sostegno dell’ulteriore sviluppo dell’infrastruttura portuale di Crotone, è in fase di esecuzione l’adeguamento della banchina 13 del porto commerciale, i cui lavori, per un valore di 1,5 mln di euro, saranno completati entro il 2025. È stata, invece, completata ed è prossima al collaudo la sistemazione della mantellata (2 mln di euro).

In dirittura d’arrivo, anche, l’ammodernamento della banchina pescherecci prossima al collaudo. Rientra tra gli obiettivi raggiunti dall’Ente la riqualificazione della Banchina di Riva destinata alle attività crocieristiche, che proprio oggi ha visto in porto l’arrivo di una nave Viking, che sarà seguita da altre tre nel mese di aprile. A completare l’elenco delle opere da concludere entro l’anno sono appena iniziati i lavori di realizzazione dei parcheggi adiacenti la spiaggia delle Forche. (rkr)

Salvaguardia dell’erosione delle coste, problema non più rinviabile

di ARISTIDE BAVASalvaguardare le coste della provincia reggina e della Calabria dalla erosione sta diventando una vera e propria necessità ma il problema che pure è già da anni all’attenzione degli organismi istituzionali continua ad essere sottovalutato.

Ed è opportuno chiarire che il problema della erosione delle coste è certamente da considerare  prioritario per una zona come quella della Locride e come quella della provincia tirrenica dove il turismo dovrebbe essere una priorità assoluta per il suo sviluppo economico e sociale. Questo problema è stato attentamente analizzato dagli esperti del Corsecom che, da tempo, si stanno occupando delle problematiche più rilevanti del territorio della Locride.

Dopo aver acceso i riflettori sulla Diga del Torrente Lordo  il cui iter di ripristino è già “partito” grazie al recente finanziamento ministeriale di oltre 22 milioni di euro il Corsecom ha, anche approfondito, infatti,  il tema dell’erosione delle coste confrontandosi con gli Operatori turistici che ritengono  che questo problema deve essere affrontato con urgenza.

In una apposita nota della segreteria del Corsecom viene ricordato che  già nel 2021, gli operatori avevano espresso preoccupazione per l’accentuarsi dell’erosione lungo i litorali. La Regione Calabria, riconoscendo il fenomeno come una minaccia crescente per il turismo balneare, aveva anche  istituito un Tavolo Tecnico Regionale per coordinare i necessari interventi: «L’area Metropolitana di Reggio Calabria – si legge nella nota del Corsecom – con i suoi 220 km di costa, è stata tra le prime ad assumere un ruolo attivo in questo processo, vista la rilevanza del territorio e dopo un lungo iter burocratico, lo scorso luglio 2024 è stato istituito, il “Tavolo Tecnico per il coordinamento dei soggetti istituzionali preposti alla mitigazione dell’erosione costiera».

In quell’incontro il sindaco Giuseppe Falcomatà ha delegato il consigliere metropolitano Salvatore Fuda alla coordinazione del tavolo. Alla riunione erano presenti anche il Vicesindaco metropolitano Carmelo Versace e i consiglieri metropolitani Giuseppe Marino e Antonino Zimbalatti. E  Fuda si è messo subito al lavoro evidenziando l’importanza di un dialogo tra le autorità competenti per affrontare efficacemente l’erosione costiera, un problema che si intreccia con il dissesto idrogeologico e con le problematiche delle fiumare esistenti nel territorio reggino evidenziando anche che le amministrazioni locali possono accedere ai fondi per la progettazione, ma è necessario lavorare in maniera unitaria per sviluppare progetti ben strutturati.

Anche per questo l’ing. Pasquale Antico, tecnico delegato dal Corsecom, ha  contattato Salvatore Fuda per approfondire la situazione. Durante il colloquio, Fuda ha ribadito quanto già detto da Falcomatà, sottolineando la complessità del problema che riguarda sia la costa tirrenica che quella ionica. Ha suggerito che la progettazione potrebbe essere suddivisa per gruppi di comuni, o anche gestita autonomamente da singoli comuni, a seconda delle specificità delle loro spiagge.

In sintesi – è affermato nella nota del Corsecom – Fuda  si è riservato di fare nei prossimi giorni il punto della situazione, verificando le richieste provenienti dalla fascia jonica e tirrenica, nonché le risorse disponibili per i progetti. In questo contesto, la Dirigenza del Corsecom  ha ritenuto fare alcune precisazioni riguardo le schede che documentano lo stato dei lavori e delle problematiche sul territorio della Locride.

Queste schede, frutto del volontariato dei tecnici del Corsecom, saranno, adesso,  messe a disposizione delle istituzioni locali, territoriali e regionali, per garantire la corretta realizzazione e il controllo dei progetti, perché – afferma il Corsecom – si deve evitare che le opere rimangano incompiute o che vengano sospesi i lavori e soprattutto impedire i soliti  ritardi ormai non più sostenibili”. Intanto la prima necessità è quella di dare l’avvio ad una ipotesi progettuale, sul delicato problema, non più procrastinabile.  (ab)

 

L’OPINIONE / Carmelo Versace: Basta promesse, conferire a Metrocity RC le deleghe

di CARMELO VERSACE – A distanza di oltre un mese dalla riunione fatta in Prefettura, alla cortese presenza e disponibilità sempre avuta da Sua Eccellenza il Prefetto nonché di tutte le parti in causa coinvolte, Regione, Città Metropolitana, Anas e Protezione Civile, è doveroso evidenziare come a nulla sia servito il dossier inviato a tutti gli attori, presentato dagli uffici della Città Metropolitana, per un importo di oltre 30 milioni di euro solo riguardante i danni stimati per le diverse alluvioni che si sono abbattute violentemente sul nostro territorio.

Nessuno degli organi preposti presenti al tavolo in quella sede, eccezione fatta per la Prefettura di Reggio Calabria nella persona di sua eccellenza il Prefetto Vaccaro, ha sentito l’esigenza di porre in essere attività risolutive alle problematiche sollevate. L’incontro avrebbe dovuto servire da impulso per provare a ricevere quel supporto necessario da parte di tutti gli attori coinvolti per rispondere definitivamente alle numerose richieste dei tanti Sindaci della nostra Città Metropolitana.

Diverse sono anche state in questi mesi le interlocuzioni avute con la Regione Calabria e con il Ministero dei Trasporti per cercare di trovare un supporto, a nulla sono serviti i viaggi e le trasferte effettuate al fine di creare una migliore ed attenta pianificazione.

Appare alquanto singolare la circostanza che nessuno senta l’esigenza di rispondere al grido di allarme di un intero territorio che grida vendetta sulle nostre strade e piange i numerosi morti che si susseguono giorno dopo giorno.

A seguito di questi importanti eventi, notevoli sono stati i provvedimenti che la Città Metropolitana ha dovuto assumere per la sicurezza dei propri concittadini, a volte anche con ordinanze di chiusura di interi assi viari che se non ripristinati in sicurezza nel più breve tempo possibile, potranno ancora causare disagi all’intera cittadinanza.

Per non parlare delle condizioni delle fiumare che interessano il nostro territorio metropolitano, la mancanza di cura e manutenzione aumenta il rischio idrogeologico e può favorire inondazioni e alluvioni.

Gli interventi da compiere sarebbero numerosissimi ed i costi ingenti, proprio per la particolare conformazione idrografica del territorio, ma non solo. Quando per decenni non si interviene sulla pulizia dei corsi d’acq0ua è chiaro poi ritrovarsi in una situazione di forte pericolo nel caso di bombe d’acqua o fenomeni atmosferici sempre più imprevedibili.

Tutto questo non può essere affrontato solo dall’ente Città Metropolitana, soprattutto non può esser affrontato in assenza di conferimento di deleghe di funzioni da parte della Regione. L’ente non può rispondere pienamente alle esigenze del territorio né operare con la necessaria efficacia e noi siamo stanchi di non poter fornire le risposte ai nostri cittadini.

Con riferimento a questo aspetto, si sono svolti lunghi tavoli di confronto tra i tecnici della Città Metropolitana e quelli della Regione e la soluzione sembrava davvero a portata di mano ed invece siamo ancora qua, allo stesso punto di tanti anni fa: una situazione paradossale, quasi kafkiana, con Reggio che resta l’unica città metropolitana d’Italia a non avere gli strumenti normativi per potere operare secondo il suo status.

Adesso basta, ognuno per la sua parte di competenza ha la responsabilità di rispondere, non al vice sindaco Metropolitano con delega alla viabilità, ma alla comunità intera, ai Sindaci, alle amministrazioni elette, ai concittadini di tutto il territorio metropolitano, dando così una volta per tutte quelle risposte tanto attese dal nostro territorio.

Un territorio che continua ad essere stuprato, mortificato, sbeffeggiato, inascoltato; tutto questo senza comprendere che se i nostri borghi si stanno spopolando una delle più importanti cause è da rintracciare proprio nella scarsa attenzione in chi Governa e non ci permette di garantire una viabilità sicura e coerente con le nostre identità. Ritengo sia terminato il tempo delle promesse e sia arrivato quello dell’assunzione di responsabilità altrimenti non resta ancora una volta che prendercela con noi stessi che non siamo stati bravi a scegliere chi ci deve rappresentare nelle sedi opportune.

Non è semplicemente questo un atto di accusa ma una reale presa di coscienza di chi sta provando a fare di tutto per il territorio con i pochi mezzi a disposizione e che si rende conto che da soli questa partita non la vinceremo mai, soprattutto con la consapevolezza che servono oggi più che mai risorse da programmare sugli oltre 1800 km di viabilità metropolitana. (cv)

[Carmelo Versace è vicesindaco con delega alla viabilità della Città Metropolitana di Reggio Calabria]

 

Coldiretti Calabria: I dazi di Trump pesano 1,6 mld su tavole americane

I prodotti agroalimentari Made in Italy subiranno un rincaro della spesa nei supermercati e al ristorante da 1,6 miliardi per i consumatori americani con i dazi al 20%, con il rischio concreto di un calo delle vendite che danneggerà le imprese italiane. È quanto stima Coldiretti Calabria, sottolineando come «gli Stati Uniti rappresentano la principale destinazione extra-Ue per l’export calabrese in vari settori, (Olio extra vergine, vino, prodotti sott’olio, formaggi, conserve alimentari nelle varie lavorazioni, fichi e la pasta) con una quota del 9,36%».

«Un trend in costante crescita tra il 2021 e il 2023, passando da 70 milioni a 82,5 milioni di euro. L’agroalimentare di questo rappresenta circa il 34%, quindi oltre 28milioni di euro. E c’è comunque un indotto da salvaguardare che va dalla logistica, alle azioni di marketing ecc. Tutto questo valore – ha spiegato Coldiretti – non può evaporare! Dalla nostra parte c’è un elemento che non è replicabile in nessuna parte del mondo: tradizione e qualità che sono fattore e patrimonio comune delle nostre produzioni».

«La qualità delle produzioni – ha spiegato l’Associazione – non può essere compromessa da barriere tariffarie. Negli Stati Uniti vogliono mangiare nei ristoranti cibo italiano».

«Affrontiamo, come siamo abituati a fare, “petto in fuori” questa, comunque, sciagurata e miope scelta – ha commentato Franco Aceto presidente di Coldiretti Calabria –. Come Coldiretti nazionale (è membro di Giunta), siamo impegnati per favorire tutte le azioni diplomatiche necessarie per scongiurare lo stravolgimento dei flussi commerciali con una guerra commerciale globale dove le prime vittime saranno i cittadini statunitensi che pagheranno di più i prodotti ai quali non rinunceranno».

«Certamente l’Italia non deve parlare da sola – ha evidenziato – deve farlo insieme all’Europa con una voce unica».

«Al calo delle vendite va, poi aggiunto – ha spiegato Coldiretti – il danno in termini di deprezzamento delle produzioni, da calcolare filiera per filiera, legato all’eccesso di offerta senza sbocchi in altri mercati e per questo occorre lavorare a una soluzione diplomatica che venga portata avanti in sede europea, conclude Coldiretti. Come ha sottolineato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, questi dazi rappresentano “un errore profondo” e richiedono una risposta compatta, serena e determinata da parte dell’Unione Europea».

«Senza dimenticare l’aumento dei costi di stoccaggio, tanto più sensibili se legati alla deperibilità del prodotto. L’altro fattore che preoccupa è il pericolo – ha continuato Coldiretti – di perdere quota di mercato e posizionamento sugli scaffali conquistati, favorendo la concorrenza da parte di altri Paesi colpiti in maniera meno pesante dai dazi. Secondo un’analisi l’export agroalimentare Made in Italy negli Stati Uniti ha fatto segnare il 2024 il record di sempre con un valore di 7,8 miliardi e una crescita del 17% rispetto all’anno precedente».

«Questa deve anche essere l’occasione per l’Europa, che deve rimanere unita più che mai in questa fase e dialogare con un’unica voce, di mettere in campo un piano di rilancio dei settori produttivi, a partire dalla sburocratizzazione, ma anche iniettando nuove risorse – ha detto ancora Coldiretti –. Burocrazia inutile che ha rallentato tutto e colpito le nostre aziende in maniera significativa».

«Ci vuole un’iniezione di nuove risorse economiche. Investire in digitalizzazione e innovazione e con agricoltura precisione – ha concluso l’Associazione – per quanto riguarda il nostro settore. Servono nuove risorse per internazionalizzazione e in questo momento diventa fondamentale diversificare i mercati. Dobbiamo diventare più competitivi abbassando i costi delle imprese». (rcz)

Bruni (PD) denuncia condizioni del servizio mensa dell’ospedale di Paola

La consigliera regionale del PD, Amalia Bruni, ha denunciato le condizioni del servizio mensa all’Ospedale di Paola, chiedendo all’Asp di Cosenza «¨n cambio di passo per ridare dignità ai pazienti».

«Pazienti e familiari denunciano con insistenza la scarsissima qualità del cibo, spesso descritto come immangiabile, tanto da costringere i parenti a cucinare e portare personalmente i pasti ai degenti, due volte al giorno e per intere settimane», ha detto Bruni, aggiungendo come «mi è stata raccontata la storia di una persona che ha assistito la madre ricoverata, portandole ogni giorno da casa il cibo. Il problema diventa drammatico per chi non ha accanto familiari o amici disponibili: ci sono degenti che rischiano di non nutrirsi affatto, o di farlo in modo inadeguato, con gravi ripercussioni sulla salute e sul recupero clinico».

«Siamo davanti – ha continuato la consigliera – a un servizio unico per l’intera ASP, e da tempo al centro di critiche che sembrano cadere nel vuoto. Non entro nel merito delle responsabilità gestionali, ma è chiaro che ci troviamo di fronte a una questione di dignità, salute e rispetto della persona, che non può più essere ignorata».

«La sanità non è fatta solo di macchinari e reparti, ma anche di tutto ciò che ruota intorno alla cura e al benessere delle persone fragili», ha ricordato Bruni.

«Non so se esista già una commissione interna o se l’argomento sia stato approfondito dopo una recente polemica pubblica – ha proseguito – ma una cosa è certa: non possiamo voltare la testa dall’altra parte, soprattutto quando a parlare sono pazienti e familiari esasperati da situazioni che si ripetono da troppo tempo».

«Non servono atti ma ascolto, verifica immediata e un cambio di passo. Restituire umanità e decoro ai servizi ospedalieri è il primo passo per recuperare la fiducia perduta», ha detto Bruni.

«Soprattutto ora, con l’appalto scaduto, è indispensabile pretendere che questa vergogna non si ripeta mai più. Non si può tollerare oltre – ha concluso – un disservizio che offende la dignità dei pazienti e delle loro famiglie. Ogni futura assegnazione dovrà essere improntata al rispetto rigoroso della qualità, della trasparenza e della responsabilità sociale. La sanità non può permettersi altri errori, né altri silenzi».

Elisuperficie a Oppido, Giannetta: Siamo alla fase operativa

«La fase del sopralluogo e la prima prova di atterraggio hanno avuto esiti positivi. Adesso si procede alla fase dell’operatività documentale e burocratica, con la ricognizione di tutta la documentazione necessaria alla valutazione dell’area individuata». È quanto ha reso noto il consigliere regionale Domenico Giannetta, a margine dell’incontro con il sindaco di Oppido Mamertina, Giuseppe Morizzi e il dirigente dell’ufficio tecnico comunale. Presenti, anche, il coordinatore regionale della rete dell’Elisuperficie in Calabria, Riccardo Borselli, i dirigenti e lo staff tecnico della società Elitalia Spa.

«Oppido avrà un servizio di elisoccorso diurno e notturno, sarà uno snodo fondamentale delll’emergenza – urgenza di tutta l’area preaspromontana della Città Metropolitana di Reggio Calabria», ha aggiunto Giannetta.

«L’imperativo adesso – ha concluso – è quello di lavorare in sinergia interistituzionale per completare in tempi brevi le operazioni necessarie e procedere al più presto all’avviamento del servizio. Che può essere vitale». (rrc)

MarRC e Gal terre Locridee insieme per valorizzare i beni culturali del territorio

Creare un sistema integrato che coniughi cultura, bellezza e produttività, nell’ottica di un turismo esperienziale che offra ai visitatori un percorso immersivo tra archeologia, tradizioni e sapori autentici. È questo l’obiettivo dell’accordo tra il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e il Gal Terre Locridee.

I reperti archeologici dell’antica Locri costituiscono un forte simbolo identitario di, testimonianza della grandezza storica e artistica dell’area: muovendo da questa base, l’incontro tra MarRC e Gal Terre Locridee rappresenta un’importante occasione per rafforzare il legame tra tutela del patrimonio culturale e sviluppo socio-economico del territorio.

Il MArRC, da un lato, è punto di riferimento per la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali, il Gal Terre Locride, dall’altro, è motore di sviluppo locale e, grazie alla sua capillare presenza sul territorio, è in grado di attivare risorse che possono dare ancora più forza a questo patrimonio storico e artistico così importante, andando a illuminare anche siti meno noti, ancora da scoprire, per affidarli a quest’opera di valorizzazione sinergica.

L’accordo è stato presentato in conferenza stampa, nella Sala mostre del Palazzo della Cultura, dal presidente del Gal, Francesco Macrì, dal direttore del MArRC e direttore dei Musei regionali calabresi, Fabrizio Sudano, dalla direttrice del Museo di Soriano Calabro, Mariangela Preta, dal direttore del Gal Terre Locridee, Guido Mignolli, e da Domenico Schiava, coordinatore dell’Atelier dell’Abitare l’ecosistema.

Un accordo che – è stato sottolineato – farà da effetto moltiplicatore per altre collaborazioni tra Musei e Gal calabresi, per mettere in rete luoghi e beni culturali diversi. A cominciare dal Parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri, per cui è intervenuta la direttrice Elena Trunfio, e l’area delle Serre, rappresentata dal presidente del Gal Serre calabresi, Marziale Battaglia. Presenti anche l’assessore alla Cultura del Comune di Locri, Domenica Bumbaca, e l’assessore alla Cultura del Comune di Portigliola, Emily Audino.

«Con questo accordo, ci siamo dati una prospettiva di lavoro sul territorio. Vogliamo uscire fuori dal museo di Reggio in quanto struttura solamente reggina ed essere punto di riferimento in maniera più ampia – ha spiegato Sudano – in particolare, è sin dai tempi di Paolo Orsi che Reggio custodisce i reperti dell’antica Locri e questa è un’ulteriore occasione per dare maggior forza alla valorizzazione di questi preziosi beni culturali, in sinergia con il Gal Terre Locridee e con il Parco Archeologico di Locri Epizefiri».

«Dobbiamo agire – ha evidenziato – per una messa in rete dei musei del reggino ma anche del resto della regione, a cominciare da un biglietto integrato, oppure proponendo alla Regione insieme ai Gal calabrese la creazione di una card che includa i trasporti. Questo è il primo passo di una collaborazione che porterà idee nuove e darà forza alla promozione dei nostri beni culturali».

«Questo accordo di collaborazione con il direttore Sudano segna un’altra importante tappa verso l’obiettivo essenziale del Gal che è la valorizzazione del territorio. Lo facciamo attraverso quelle che sono le peculiarità di quest’area, quindi la zona archeologica e i musei dell’area reggina, che sono attrattori di turismo e sviluppo anche grazie agli innumerevoli ritrovamenti avvenuti nel territorio della Locride, pensiamo ai Bronzi di Riace, ma anche a tanti altri preziosi reperti che testimoniano la grandezza storica del comprensorio», ha dichiarato il presidente del Gal Terre Locridee, Francesco Macrì.

«L’accordo vuole essere ampio e condiviso sia a livello museale, sia con gli altri Gal, in particolare il Gal Serre Calabresi e il Gal Terre Vibonesi, con cui abbiamo già avviato un’idea progettuale sui “Cammini”, per legare i luoghi in maniera trasversale attraverso l’ambiente e la cultura».

«Ben venga questa iniziativa nel percorso dei beni culturali – ha detto Battaglia – ben vengano queste collaborazioni. I Gal possono mettere a disposizione di questo settore così importante per la Calabria la propria esperienza che viene dalla misura leader dell’Unione Europea e aprire a un turismo lento, che porti il visitatore a godere in maniera piena dell’esperienza sui nostri territori».

«La giornata di oggi è veramente importante – ha detto Mariangela Preta – per partire dal territorio di Locri e divulgare quello che è un immenso patrimonio archeologico, artistico e culturale che dalla Locride arriva fino al Tirreno. In questo percorso è fondamentale il MArRC, protagonista di questa convenzione, ma sono altrettanto importanti quegli attori che sul territorio ogni giorno operano per la promozione del nostro territorio, come i Gal».

«Tradurremo questo accordo di collaborazione in una progettualità estesa e diffusa, che abbracci ambiente, cultura e arte, dalla Locride al Vibonese, pensando a un percorso delle aree interne insieme ai Gal di quell’area. Vogliamo fare emergere bellezza, anche attraverso nuovi accenti per l’accoglienza museale, più spazio al verde perché questi siti siano luoghi di apprendimento, ma anche di scoperta globale del territorio», ha sottolineato il direttore del Gal Terre Locridee, Guido Mignolli.

«L’obiettivo dell’accordo è quello di creare sistemi di offerta territoriale diversificata, che abbiano come punti di forza i beni culturali, a cui si aggregano gli altri prodotti, soprattutto quelli agricoli e dell’agroalimentare, e proporre itinerari e cammini per un turismo esperienziale in un’esperienza culturale, ma anche di benessere e gusto, attraversando storia, paesaggi e produttività», ha dichiarato Domenico Schiava, coordinatore dell’Atelier dell’Abitare l’ecosistema, Gal Terre Locridee.

Con questa partnership, il MArRC e il GAL Terre Locridee pongono le basi per un modello innovativo di promozione culturale, capace di generare valore aggiunto e crescita, facendo rete, in una visione di ampio respiro, che attragga turisti e visitatori che desiderano scoprire territori nuovi. (rrc)

L’assessore Varì: Sosteniamo l’efficienza energetica delle imprese

«Il Feeri rappresenta un passo decisivo verso un’economia più sostenibile e competitiva». È quanto ha detto l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Rosario Varì, presentando il Fondo per l’efficienza energetica e rinnovabili per le imprese (Feeri), una misura strategica da 45 milioni di euro, cofinanziata nell’ambito del Programma regionale Calabria Fesr-Fse+ 2021/2027, per sostenere la transizione ecologica e la competitività delle imprese (micro, piccole, medie e grandi) operanti in Calabria.

«La Regione offre uno strumento concreto per abbattere i costi energetici delle imprese, ridurre le emissioni e incentivare l’adozione di tecnologie sostenibili e innovative per creare nuove opportunità di sviluppo. È una misura innovativa che mette la transizione ecologica al centro della politica industriale calabrese», ha detto Varì, spiegando come «con questa misura accompagniamo le imprese in un percorso virtuoso: abbattimento delle emissioni, risparmio energetico, produzione di energia da fonti rinnovabili, innovazione e accesso agevolato alla finanza».

«Le piccole e medie imprese, in particolare – ha detto ancora – potranno contare su un aiuto fino al 100% dell’investimento, con una parte significativa a fondo perduto. Le grandi potranno invece ricevere un finanziamento agevolato a copertura del 90% dell’investimento. Il nostro obiettivo è rafforzare il tessuto produttivo e renderlo protagonista del cambiamento».

All’incontro con la stampa hanno partecipato anche il dirigente generale del Dipartimento Sviluppo economico, Paolo Praticò, il dirigente di settore, Marco Merante, e Giuseppe Frisini di Fincalabra, i quali hanno messo in evidenza i dettagli dell’Avviso.

Nello specifico, il Fondo di cui il soggetto gestore è Fincalabra, sostiene l’efficientamento energetico dei processi produttivi e degli edifici (Linea A) e l’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili per l’autoproduzione di energia, anche con sistemi di accumulo (Linea B).

La dotazione complessiva del Feeri è pari a 45 milioni di euro, articolata come segue: 30 milioni di euro per la Linea A (efficienza energetica), 15 milioni di euro per la Linea B (energie rinnovabili).

Potranno presentare domanda le imprese di qualsiasi dimensione che abbiano almeno due bilanci chiusi, siano in regola con gli obblighi fiscali, contributivi e previdenziali, e rispettino i parametri economico-finanziari indicati nel Regolamento Operativo. È inoltre richiesto che l’impresa abbia un’unità operativa o produttiva in Calabria, anche da attivare entro il primo pagamento dell’aiuto.

L’intensità dell’aiuto varia in base alla dimensione dell’impresa: microimprese, 65 per cento prestito agevolato e 35 per cento fondo perduto. Copertura totale dell’investimento pari al 100 per cento; Piccole e medie imprese: 70 per cento prestito agevolato e 30 per cento fondo perduto. Copertura totale dell’investimento pari al 100 per cento; grandi imprese: 90 per cento prestito agevolato e 10 per cento a carico dell’impresa.

Il rimborso del prestito agevolato potrà avvenire in 96 mesi, dopo un preammortamento di 12 mesi, e il tasso di interesse sarà fisso e pari all’1% annuo.

L’investimento ammissibile deve essere compreso tra 80.000 euro e 3.000.000 di euro, per interventi di razionalizzazione dei cicli produttivi ed efficientamento energetico degli edifici, installazione di impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e processi innovativi volti al risparmio energetico.

Il cronoprogramma prevede la pubblicazione del regolamento operativo entro il 15 aprile 2025, l’apertura dello sportello per la presentazione delle domande entro il 15 maggio 2025. (rcz)

Lea: Occhiuto: Calabria verde anche su prevenzione

«Anche l’area della prevenzione – possiamo adesso dirlo con certezza – è verde». Lo ha reso noto il presidente della Regione e commissario ad acta. Roberto Occhiuto, dopo essere stato informato dal ministero della Salute che il Comitato Lea, nel corso della riunione dello scorso 26 marzo, ha accolto la richiesta della Regione Calabria in merito al riconteggio delle vaccinazioni riguardante l’area della prevenzione.

«Pertanto – scrive il Ministero – a seguito delle rielaborazioni condotte per il 2023 sono stati aggiornati i valori degli indicatori P01C (92,63) e P02C (93,49) e, di conseguenza, è stato aggiornato il punteggio per l’area della prevenzione (che arriva a 68), che supera la soglia di sufficienza (60)».

«Un risultato storico per la Calabria – ha detto Occhiuto – la certificazione avuta dagli uffici tecnici della Salute, che si occupano di monitorare i livelli essenziali di assistenza di tutte le Regione, che stiamo facendo un buon lavoro e che abbiamo imboccato la strada giusta.

«Tutte e tre le aree che compongono il punteggio Lea – ospedaliera, prevenzione e distrettuale – ce lo aveva detto la Fondazione Gimbe qualche settimana fa, sono in costante crescita», ha continuato Occhiuto, evidenziando come «oltre che nell’area ospedaliera siamo dunque verdi anche su quella della prevenzione, e siamo ottimisti per il prossimo futuro per l’area distrettuale».

«Inoltre, dai calcoli che la struttura commissariale ha fatto in questi mesi – ha proseguito – quando tra qualche settimana uscirà il report definitivo della Salute, la Calabria – dopo decenni – non sarà più ultima nella classifica Lea.
Tutte buone notizie che ci spronano ad andare avanti, ma siamo consapevoli del titanico lavoro che ancora ci aspetta nei prossimi anni. Siamo contenti, ma non festeggiamo, sono ancora troppi i problemi da risolvere per dare ai calabresi un sistema sanitario che garantisca loro il sacrosanto diritto alla cura».

«Per di più – ha continuato – ci muoviamo in un contesto storico nel quale tutti i sistemi sanitari regionali vivono anni complicatissimi. In questo scenario, però, mentre c’è una generale retrocessione della sanità in tutta Italia, la Calabria – in controtendenza nazionale – recupera qualche posizione».

«Usando una metafora calcistica, è come se i sistemi sanitari di eccellenza fossero scesi dalla serie A alla serie B; mentre nello stesso arco temporale noi siamo riusciti a portare in serie C una Calabria che tre anni e mezzo fa avevamo ereditato in terza categoria. Ma la scalata è ancora lunga», ha concluso il governatore.

«Siamo fieri del percorso che stiamo facendo», ha detto il consigliere regionale Domenico Giannetta, a margine del decimo Simposio sulla Pneumatologia dell’Area Grecanica a Reggio Calabria, ribadendo come «faremo di tutto per superarla anche nell’area distrettuale».

«Sono risultati che non ci bastano – ha evidenziato –. Ma che ci danno la misura dell’inversione di tendenza rispetto al passato. Con Roberto Occhiuto la sanità calabrese sta crescendo progressivamente e ogni passo in avanti è fondamentale».

«Voi medici conoscete la sanità delle vostre regioni e vivete dall’interno la complessità del momento  – ha sottolineato Giannetta ai medici congressisti – in Calabria, le complessità sono particolarmente pesanti, ma mai come in questo momento, la nostra sanità regionale sta dimostrando di avere imboccato la strada giusta».

«La Regione è al vostro fianco – ha ribadito  crede e sostiene le professionalità sanitarie e sta cercando di recuperare il proprio svantaggio competitivo anche con investimenti in risorse tecnologiche, in termini di robotica all’avanguardia, di innovazione e nella formazione universitaria, per fare in modo che i nostri talenti possano formarsi e lavorare in Calabria».

«Così come ha scelto la Calabria la luminare della robotica polmonare, la prima al mondo ad eseguire un intervento chirurgico oncologico con un robot, Franca Melfi, che ha scelto di tornare qui ad insegnare», ha detto, sottolineando come «sono segnali importanti, di recupero di credibilità, di fiducia, che ci incoraggiano ad andare a avanti».

«Così come l’aver superato la sufficienza nei Lea anche dell’area prevenzione. Dopo quella ospedaliera. Ecco – ha continuato – sappiamo molto bene che sono fatti concreti, ma che non bastano. Ma sappiamo anche molto bene che sono fatti che possono dar fastidio».

«A chi dice di volere una Calabria migliore – ha concluso – ma quando poi questo succede, fa di tutto per screditarla. D’altra parte, come ci insegna Esopo: “Quando la volpe non arriva all’uva dice che è acerba”».

«Il Ministero della Salute, attraverso una comunicazione al Presidente Occhiuto inviata in data odierna (venerdì 4) ha riconosciuto l’errore e provveduto alla correzione. Secondo i dati dell’Anagrafe Nazionale Vaccini, infatti, le coperture vaccinali per l’anno 2023 risultano superiori al 90%», ha detto la consigliera regionale Pasqualina Straface, parlando di un altro risultato storico del presidente Occhiuto.

«In generale – ha spiegato la Presidente della Terza Commissione Sanità del Consiglio regionale – rispetto al 2023 la Regione Calabria ha registrato un aumento del punteggio Lea in tutte e tre le aree, assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e lavoro (prevenzione), assistenza distrettuale; assistenza ospedaliera, con un incremento complessivo di 18,21 punti, passando da 135,25 a 153,46».

«I risultati prodotti dal Presidente e Commissario Roberto Occhiuto – ha sottolineato Straface – sono misurabili. Tra il 2022 e il 2023, il punteggio LEA dell’area della prevenzione aumenta da 36,59 a 43,82 (+7,23 punti); in quella distrettuale da 34,88 a 40,48 (+5,60 punti); in quella ospedaliera da 63,78 a 69,16 (+5,38 punti). Siamo verdi, dunque adempienti, nell’area ospedaliera e nell’area prevenzione; ancora rossi, ma in crescita, nell’area distrettuale».

«In merito alle postazioni di emergenza urgenza sul territorio, come specificato anche dal direttore generale di Azienda Zero Gandolfo Miserendino, per il reclutamento di personale (infermieri ed autisti) si attingerà dalle graduatorie esistenti. In generale – ha concluso – il servizio di emergenza-urgenza registra un potenziamento. Lo testimoniano le Pet passate da 54 a 75 con l’assunzione di 163 autisti e 153 infermieri. Con le ambulanze del Terzo settore incrementeremo le postazioni attuali». (rcz)