L’OPINIONE / Pasquale Andidero: Le speranze mortificate a Mosorrofa

di PASQUALE ANDIDEROMosorrofa, un paese collinare a soli 7 km dal centro cittadino di RC. Un paese dove i bambini, i ragazzi, i giovani, gli adulti e gli anziani non hanno spazi o strutture dove poter vivere decentemente la relazionalità che aiuta la crescita della persona nella sua totalità. I bambini e i ragazzi sono costretti a giocare in mezzo alla strada zigzagando tra le macchine. I giovani prendono la via della città. Adulti e anziani bivaccano negli angusti spuntoni che riescono a ricavarsi. 

A Mosorrofa ci sono due aree già spianate, l’ex campo sportivo e Bufano. Bufano è un’area ricavata dall’estirpazione di ulivi bisecolari per fare spazio ad un costruendo campo sportivo, abortito; ad un centro ludico-ricreativo, abortito; ad un’area verde attrezzata, abortita. Area che il comitato di quartiere Mosorrofa, sentiti i cittadini, ha indicato agli assessori competenti per un possibile sviluppo di progetti per dare ristoro agli abitanti del borgo.

Bufano, mentre la cittadinanza aspettava che prendesse forma qualche soluzione, e mentre tanti assessori e consiglieri si stracciavano le vesti assicurando che in quell’area ci sarebbe stato un futuro, qualcuno al comune la pensava diversamente. Prima è stato dato il permesso, ad un’associazione privata, caratterizzata da una chiara scelta politico partitica, composta da pochi cittadini e senza l’avallo della comunità che si aspettava altro in quella zona, di piantumare alberi.

Una bella soluzione laddove si erano sradicati ulivi bisecolari. Ora, un altro insulto alla comunità mosorrofana: al centro dell’area vocata, si è dato il permesso di installare una centrale elettrica. Detto fatto, la centrale è già in bella mostra al centro dello spiazzo. Questo è sicuramente un indice che in quella zona il comune non intende realizzare le opere tanto attese dai cittadini oppure che, involontariamente chi ha dato il permesso per la cabina elettrica, non si è reso conto che con questa installazione si sarebbero mortificati gli eventuali progetti futuri.

Questa installazione è arrivata tra capo e collo proprio mentre, dopo anni di attesa, avevamo avuto due belle notizie: il prossimo/imminente inizio della ristrutturazione della San Sperato-Mosorrofa e la riapertura, anche se solo due giorni al mese, della possibilità di fare i documenti nella delegazione municipale di Mosorrofa.

I cittadini di Mosorrofa sentendosi abbandonati e vilipesi da quest’amministrazione comunale, memori di brutte esperienze passate, attendono la realizzazione delle opere per gioire, intanto si ritengono presi in giro e mortificati nell’attesa di una vera riqualificazione dell’area di Bufano.

È di due giorni fa la presentazione in pompa magna del Masterplan del comune di Reggio. Una visione della città del futuro, che come detto dagli stessi proponenti “deve cominciare da subito”. Una visione che dovrebbe abbracciare costa e colline e rendere vivibile e attraente questa città per contrastare il continuo spopolamento e calo demografico. Calo che a dire il vero si concretizza soprattutto nelle zone collinari e montane. 

Mosorrofa è passata negli ultimi trent’anni da una popolazione di circa 2450 ad una attuale di circa 1800. Chiediamoci perché una famiglia dovrebbe restare a vivere a Mosorrofa, quando i bambini non hanno dove andare, i giovani devono emigrare verso la città per avere qualche sfogo, gli anziani bivaccare non si sa dove? Chiediamoci cosa ha fatto quest’amministrazione per venire incontro alle necessità più volte manifestate dai cittadini e comunque cosi evidenti da non lasciare dubbi su cosa è più urgente fare?

Diamoci una risposta: invece di creare spazi per i bambini, giovani e anziani, il comune mette cabine elettriche, che potevano essere situate in altro posto, proprio dove queste opere di ristoro per il paese potevano e dovevano nascere. Una bella visione miope del futuro.

Purtroppo, se non si hanno santi in paradiso non si ottiene niente. La frase che più mi son sentito dire in questi ultimi cinque anni di Comitato è: “non avete nessuno al Comune?”. Forse Mosorrofa paga il non avere nessuno nei palazzi del potere o forse di essere andata in piazza a chiedere quanto gli spettava invece di legarsi mani e piedi a qualche carro per poi restituire elettoralmente.

Io sono convinto che non è tutto marcio. Sono certo, per esperienza personale, che anche al comune c’è gente perbene che fa con coscienza il suo lavoro ma la zizzania ha abbondantemente oscurato il grano e all’orizzonte si vedono solo erbacce.

Chiediamo a questa amministrazione comunale di far rimuovere subito quella cabina elettrica, di riposizionarla in altro posto più consono e meno impattante sullo sviluppo futuro della città in generale e di Mosorrofa in particolare, sperando che a Bufano, e anche nell’ex campo sportivo, possa nascere qualcosa di buono e utile per i cittadini mosorrofani. Speriamo che la città futura presagita nel Masterplan comprenda pure Mosorrofa. (pa)

[Pasquale Andidero è presidente del Comitato di Quartiere Mosorrofa]

Ance Crotone e Università Mediterranea insieme per la rigenerazione urbana e la resilienza climatica

È nata un’alleanza strategica per il territorio, grazie alla convenzione stipulata tra Ance Crotone e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che li vede insieme per la rigenerazione urbana e la resilienza climatica.

Con la firma della convenzione, infatti, ha preso il via uno studio scientifico avanzato sulla resilienza urbana delle città costiere del crotonese, alla luce dei cambiamenti climatici e delle crescenti vulnerabilità del territorio. Il progetto, affidato al Dipartimento di Architettura e Territorio (dArTe) guidato dalla prof.ssa Consuelo Nava, è stato ufficializzato nel corso del seminario “La rigenerazione urbana di tipo adattivo delle città costiere del territorio crotonese in scenari di vulnerabilità climatica”, tenutosi nella sede di Ance Crotone con la partecipazione di istituzioni, ordini professionali e mondo accademico.

Non si tratta di uno studio fine a sé stesso, ma di un vero e proprio strumento operativo per lo sviluppo sostenibile. L’accordo prevede infatti la realizzazione di un Atlante digitale e informativo sul tratto costiero più esposto a rischi, linee guida per la rigenerazione urbana adattiva e due progetti pilota da realizzare nel comune di Crotone. Tutto questo con l’ambizione di costruire una rete interistituzionale ampia e collaborativa, in grado di orientare le trasformazioni urbane in chiave preventiva e resiliente.

«Il nostro intento – ha dichiarato il presidente di Ance Crotone, Giuseppe Sammarco – è offrire uno strumento di conoscenza scientifica che possa essere patrimonio comune del territorio. Un’opportunità per rafforzare il dialogo con le Istituzioni locali, come il Comune e la Provincia, e coinvolgere attivamente gli ordini professionali, affinché questo studio possa avere ricadute concrete sulla pianificazione e sulla qualità urbana della provincia».

Tra gli interventi, anche quelli del sindaco di Crotone Vincenzo Voce, del presidente della Provincia Sergio Ferrari e dei rappresentanti degli Ordini degli Architetti, degli Ingegneri, dei Geometri e dei Geologi, a testimonianza dell’ampia coralità che accompagna l’iniziativa.

Il cuore scientifico del progetto è affidato al laboratorio universitario ABITAlab della Mediterranea, diretto dalla prof.ssa Nava, figura di riferimento nazionale nelle strategie di pianificazione adattiva. La metodologia adottata seguirà l’approccio ReKAP – Regenerative Knowledge for Adaptive Planning – che coniuga scienza del clima, strumenti digitali e progettazione urbana. Le attività si articoleranno in tre fasi: mappatura e analisi dei rischi, redazione delle linee guida, progettazione e sperimentazione su aree-test concordate.

«Siamo convinti – ha sottolineato Sammarco – che il futuro delle nostre città dipenda dalla capacità di affrontare con competenza e visione le sfide poste dal cambiamento climatico. E lo studio che avviamo oggi rappresenta un passo deciso in questa direzione».

Un passo che mira a fare della provincia crotonese un laboratorio di innovazione urbana, capace di anticipare le criticità ambientali e restituire ai cittadini un territorio più sicuro, sostenibile e attrattivo. Una scommessa ambiziosa che si gioca sul valore della conoscenza condivisa e della cooperazione tra pubblico, privato e mondo della ricerca. (rkr)

Patologie oncologiche, la Regione si dota di un software per monitoraggio dei pazienti

La Regione Calabria ha stipulato una convenzione con la Regione Campania per l’utilizzo gratuito di un software finalizzato a supportare la rete oncologica. L’obiettivo è quello di definire i cosiddetti Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA), sviluppati nelle varie branche oncologiche. È quanto ha reso noto la consigliera regionale e presidente della Terza Commissione, Pasqualina Straface, partecipando al Magna Graecia Cancer Day, il partecipato evento scientifico tenutosi nei giorni scorsi a Corigliano-Rossano e promosso dal direttore dell’unità operativa di Oncologia degli ospedali spoke di Corigliano-Rossano, Angelo Pomillo, responsabile scientifico.

Questa piattaforma, infatti, garantirà la presa in carico del paziente per tutto il decorso della malattia così da consentirne un monitoraggio costante ed efficace.

«Dalla piattaforma interattiva, che mutua un modello organizzativo che sarà declinato in tutte le strutture oncologiche calabresi e che è già in fase di attivazione – ha sottolineato la Straface – ci aspettiamo molto in termini di performance e risultati. L’obiettivo è quello di arrivare alla presa in carico ed un percorso finalmente unitario. A riguardo, si stanno susseguendo costanti incontri con il Dipartimento della Salute con una priorità precisa: collegare subito la fase di prevenzione (lo screening oncologico) con l’allineamento di tutte le reti oncologiche, per consentire una più efficace e celere presa in carico dell’assistito che diventerà paziente, verso la cura se possibile o verso un allungamento delle aspettative di vita».

La consigliera regionale di Forza Italia ha sottolineato l’importanza del Magna Graecia Cancer Day: un’importante occasione per riflettere, per condividere esperienze e per riaffermare l’impegno condiviso nella lotta contro il cancro. Un impegno costante e importante che trova riscontri anche nel nuovo piano di riorganizzazione ospedaliero.

«Il recente Atto Aziendale dell’Asp di Cosenza – ha spiegato – prevede l’istituzione di 8 posti letto in degenza ordinaria per il reparto di Oncologia di Corigliano-Rossano, dove prima si interveniva solo in day hospital. Inoltre, è stato potenziato l’ambulatorio di Ematologia con la figura di un direttore che prima non era presente». (rcs)

LA RIFLESSIONE / Giusy Staropoli Calafati: Lettera dal fronte – dalla Calabria

di GIUSY STAROPOLI CALAFATI Sono stanca di scrivere come se fossi al fronte. Mi sembro Alvaro sul Carso. Scrivo dalla Calabria. Una terra inquieta, scogliosa, dove si è costretti a camminare scalzi per non farsi arrestare.

Perché se la marca delle tue scarpe è associata alla mafia, allora vieni accusato di ‘ndrangheta. E se ti va bene, ti arrestano; altrimenti prima ti sciolgono e poi mettono al rogo le tue ceneri.

È dura la vita quaggiù. Non c’è più nemmeno un Dio greco pellegrino da pregare. È sempre notte in Calabria. Il sole sorge lontano, ma non si vede. Non fa luce, non fa giorno: è tutta notte la Calabria. È brutto il fronte, rischi la vita ogni istante. E muori, o per la ‘ndrangheta o per lo Stato. C’è più rassegnazione che speranza, più nicchie che santi. Se questa è vita!

Scrivo dal fronte, mentre ho paura di morire. Morire lontano dalla libertà, morire da sola senza democrazia. Non ho scelto io di arruolarmi in Calabria. Questo reggimento mi è capitato. Non mi lamento. Non ho scelto neppure di andare al fronte, sono stata obbligata. Mi sono ribellata, lo faccio ancora, ma qui tutti vogliono vincere, tutti vogliono comandare. Questa guerra è il peggiore strazio a cui un uomo possa partecipare. Perché lo diceva bene Corrado Alvaro, lì, sul Carso, al vero fronte, che nessuna libertà esiste quando non esiste una libertà interiore dell’individuo. Era il 1915. È il 2025.

Il progresso, la modernità, la Repubblica, la Costituzione, la democrazia, la pace dei popoli. Eppure io scrivo da una terra che vive la sua guerra ogni giorno. E non vince mai, perché è nuda, e quando combatte la ‘ndrangheta, e sembra essere lì lì per farcela, ecco che arriva lo Stato e la vessa.

La pressione è fortissima. Quaggiù liquefanno i comuni come la cera delle candele,  sciolgono le fondazioni culturali come la neve al sole, e neppure la fenice, in terre così martoriate, sa rinascere dalle sue ceneri.

Vorrei fuggire dal fronte, ma non posso. Devo stare qui e combattere. Per i miei figli, per mio padre, perché la guerra che la Calabria vive un giorno deve pur finire. E non importa se quel giorno sulla mia tomba ci sarà un fiore o un cardo.

Quaggiù non si sganciano bombe, ma sentenze. E non importa se sei un uomo perbene o se hai i calli nelle vecchie mani: pesa il cognome che porti, la famiglia a cui appartieni. E si paga tutti per uno, allo stesso modo, con lo stesso peso. 

È un inferno questo fronte qui, vorrei una tregua. Ma non c’è nessuno che intenda mediare. Che fine sarà la nostra? Chi si ricorderà di noi? È amaro il fronte, puzza di morte.

Non so se ritornerò un giorno alla mia casa, o abiterò al fronte per sempre. Ma se dovessi morire, in questa dimensione così dura, rocciosa, calcarea, sassosa e scogliosa, scrivete alla casa di mio padre e dite che sono morta perché la Calabria era dentro di me, e mi hanno sparata al petto.

Se dovessi morire, nella pettorina del mio grembiule troverete una lettera per la mia terra: nonostante tu mi abbia partorita al fronte, ti ho amata. Fa che la mia morte sia la tua libertà(gsc)

 

Il presidente Mancuso e i capigruppo di maggioranza: Stop assessori-consiglieri

Si intitola “Efficientamento del Consiglio regionale e riduzione spese dei gruppi consiliari”, la proposta, sotto forma di emendamento, che il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso e i capigruppo di maggioranza.

«Il lavoro del Consiglio regionale non si esaurisce solamente con le sedute d’Aula –che rappresentano solo l’apice di processi legislativi ben più articolari – ma è scadenzato da numerose sedute nelle Commissioni, da audizioni, da riunioni, tutti passaggi indispensabili per la corretta costruzione delle proposte di legge che poi vengono presentate durante l’Assemblea», hanno detto.

«In Calabria – hanno aggiunto – abbiamo una Giunta composta, oltre che dal presidente, da 7 assessori: in questa legislatura abbiamo 1 assessore-consigliere regionale e 6 assessori ‘esterni’. Dunque, in questi primi tre anni e mezzo, abbiamo avuto solo 1 consigliere impegnato a tempo pieno nel governo regionale: l’assessore Gallo. Ma cosa potrebbe accadere se, ad esempio, ci fosse una Giunta regionale composta esclusivamente da assessori-consiglieri?».

«Probabilmente si andrebbe incontro – hanno spiegato – ad una vera e propria paralisi del Consiglio, un immobilismo forzato causato da ben 7 consiglieri di maggioranza, sui 21 totali, impegnati a tempo pieno nel governo regionale e dunque evidentemente impossibilitati a partecipare ai lavori delle Commissioni e agli altri momenti di costruzione delle norme. Per questa ragione in tante Regioni d’Italia esiste la figura del consigliere ‘supplente’ o comunque è prevista l’incompatibilità tra il ruolo di assessore e quello di consigliere regionale: Lombardia, Toscana, Veneto, Marche, Abruzzo, Basilicata, Molise, solo per citare alcune realtà che hanno norme in tal senso».

«Con la nostra proposta – hanno detto ancora – vogliamo rafforzare l’autonomia e l’indipendenza dei consiglieri regionali rispetto al governo regionale, attraverso una chiara disciplina dell’incompatibilità tra la carica di assessore e quella di consigliere, in modo da garantire non solo la separazione netta tra le funzioni legislative e quelle esecutive, ma anche un più efficace funzionamento del Consiglio regionale».

«Nel momento in cui un consigliere regionale – hanno spiegato ancora – dovesse essere nominato assessore, il suo posto in Consiglio verrebbe provvisoriamente preso da un altro consigliere (ovviamente in base alle preferenze ottenute alle elezioni) che diventerebbe ‘supplente’ per il periodo nel quale il consigliere ‘titolare’ è impegnato in una postazione nel governo della Regione. In questo modo i consiglieri regionali di maggioranza ‘attivi’ rimarrebbero sempre lo stesso numero, 21, e non vi sarebbe alcuna ricaduta negativa sui lavori del Consiglio regionale e delle Commissioni. Tutto, è importante sottolinearlo, rispettando la neutralità sotto il profilo economico e finanziario, poiché il nostro emendamento contiene solo disposizioni di natura ordinamentale».

«Nel bilancio del Consiglio regionale della Calabria – ha detto ancora – sono al momento già previste le risorse per 38 postazioni tra consiglieri regionali (30 consiglieri più il presidente) e assessori (7, potenzialmente tutti esterni), e dunque non avremo alcun aggravio di costi. Anzi, con il nostro emendamento mettiamo nero su bianco anche un’altra iniziativa per tagliare i costi di funzionamento dei gruppi consiliari, con il conseguente risparmio per il bilancio del Consiglio di circa 300mila euro annui, ossia 1 milione e mezzo di euro in 5 anni».

«Risorse che verranno destinate, per il tramite dell’Ufficio di Presidenza – hanno concluso Mancuso e i capigruppo – a borse di studio per meritevoli e bisognosi. Siamo convinti che ci sia, da parte di tutti, piena adesione sull’esigenza di contenimento dei costi della politica, ma per evitare che le proposte in campo contrastino con il valore della rappresentanza democratica e con la necessità di assicurare un’azione legislativa e amministrativa sempre più produttiva e di qualità, il tema va affrontato, come stiamo facendo, con segnali concreti e soprattutto fuori dalla demagogia e del facile populismo. Entrambe le misure previste dalla nostra proposta emendativa entreranno in vigore con l’inizio della prossima legislatura regionale». (rrc)

 

Alecci (PD): La Casa della Salute di Chiaravalle è ben lontana dalla sua entrata in servizio

«La nuova Casa della Salute di Chiaravalle è ben lontana dalla sua entrata in servizio». È quanto ha denunciato il consigliere regionale del PD, Ernesto Alecci, aggiungendo come «mentre gli abitanti della cittadina e del comprensorio sono costretti a rivolgersi alla “vecchia” Casa della Salute ormai fatiscente e inadeguata. Solo il grande impegno dei medici e del personale sanitario presente riesce, infatti, a garantire una buona qualità nelle prestazioni erogate».

«Secondo un documento ufficiale della Regione Calabria – ha detto Alecci – la nuova Casa della Salute di Chiaravalle Centrale avrebbe dovuto essere ultimata entro febbraio 2025, ma ad oggi in quel luogo non sono state ultimate nemmeno le fondazioni della struttura. I tempi per la sua realizzazione si allungano, dunque, a tempo indeterminato. Ci troviamo di fronte all’ennesima bugia che brucia sulla pelle dei calabresi, un’altra riprova dell’inaffidabilità degli annunci del Presiedente Occhiuto e dei referenti di Azienda Zero».

«Sono queste, infatti, le inequivocabili parole con cui si conclude una risposta scritta del Dipartimento della Salute datata gennaio 2024 in riferimento ad una mia interrogazione precedente (sollecitata anche dal circolo PD di Chiaravalle) che chiedeva spiegazioni sui ritardi dei lavori: “In considerazione del superamento delle problematiche si prevede l’imminente avvio delle opere riguardanti l’edificio della Casa della Salute di Chiaravalle la cui ultimazione, da cronoprogramma comunicato all’Asp di Catanzaro, è prevista nel mese di febbraio 2025».

«Parole inequivocabili che, però, non trovano alcun riscontro nella realtà, perché dopo ben più di un anno da quella risposta, come ho potuto verificare attraverso un sopralluogo», ha detto il dem.

«Periodicamente – ha aggiunto – assistiamo a spot mediatici su nuovi servizi, nuovi reparti, nuovi progetti, ma i risultati concreti sono sotto gli occhi di tutti: approssimazione, mancanza di programmazione, strutture datate e strumentazioni malfunzionanti, medicina territoriale e servizi di emergenza-urgenza in frantumi, migrazione sanitaria in aumento».

«Il reality show magistralmente orchestrato su media e social network dalla governance regionale – ha proseguito Alecci – crolla di fronte ai casi come quelli di Chiaravalle e quelli che certamente avremo modo di evidenziare, purtroppo per noi calabresi, nelle prossime settimane attraverso una minuziosa attività direttamente sui territori».

«Situazioni come queste – ha concluso – dimostrano l’immobilismo atavico in cui ha versato e versa la Sanità nella nostra regione. Con la nomina a Commissario per l’emergenza del sistema ospedaliero, il Presidente Occhiuto ha ottenuto i “superpoteri”, ora non ci saranno più alibi o scuse!». (rcz)

Elezioni a Reggio, Lamberti ha presentato il Polo Civico

Puntiamo a cambiare la città. Ai cittadini dico: se volete qualcosa di diverso bisogna partecipare, è inutile poi lamentarsi. Se non piace la città attuale, bisogna fare qualcosa di alternativo. Nessuno ha la bacchetta magica ma di certo abbiamo tanta buona volontà. Per me è un grandissimo sacrificio scendere in campo alla mia età, ed in caso di elezione, lo potrò fare per una sola legislatura. Metto a disposizione la mia grande passione per la città ed il mio amore per Reggio». È con queste parole che Eduardo Lamberti Castronuovo ha presentato, al Teatro dello Stretto di Campo Calabro, il suo Polo Civico in vista delle elezioni comunali di Reggio Calabria.

La presentazione è stata condotta da Eva Giumbo e si è aperta con Caterina Cittadino, già dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha evidenziato l’importanza di attuare un cambiamento che consenta di costruire e rigenerare la città.

«Se uno non ha nulla da dire, è meglio rimanere in silenzio; ma c’è molto da dire e c’è altrettanto da fare», ha detto, invece, nel suo intervento l’ex sindacalista Nuccio Azzarà, che ha sottolineato la necessità di scendere in campo per riprendere in mano le sorti della città ed attuare un importante cambiamento.

L’ex sindaco di Reggio Calabria Demetrio Arena, attraverso un video proiettato, ha evidenziato la necessità di un progetto civico per il bene della collettività e posto l’accento su come Lamberti possa far sviluppare e ricostruire al meglio la città di Reggio.

Domenico D’Agostino, attualmente direttore amministrativo del Ministero della Giustizia presso il Tribunale di Reggio Calabria, ha ribadito come alla base di questo progetto c’è l’amore per la città e la necessità di “invertire la rotta”.

È intervenuto, anche, il sociologo e Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria Antonio Marziale, che ha sottolineato come Lamberti, con la sua candidatura, abbia dimostrato grande amore e passione per la città e come sia giunto il tempo di costruire tutti insieme qualcosa di concreto.

Per il Garante «serve reagire, costruire, e lo dico spassionatamente: quando sono stato chiamato a dare le mie idee, un contributo a questa visione, lo dico chi negli anni e nel tempo, vincendo o perdendo battaglie, al di là delle visioni».

L’informatore Umberto Montella ha evidenziato l’importanza della cultura, intesa come motore economico e come il progetto del Polo Civico sia basato sul bene comune.

L’avv. Luigi Tuccio ha posto l’accento su come l’appartenenza al progetto del Polo Civico vada a prescindere dalla storia politica di ognuno dei candidati uniti oggi dal desiderio di far ripartire la città.

«Dobbiamo smettere di essere nemici tra noi reggini e far funzionare la città e per farlo occorre credere in questo progetto che ha bisogno dell’appoggio dei cittadini», ha rilanciato Lamberti nelle conclusioni.

«Non ci interessano le battaglie – ha concluso – facciamo la guerra all’illegalità e a tutto ciò che non è normale. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per portare avanti il progetto». (rrc)

Chiusura punto nascita Sacro Cuore di Cosenza, insorgono le mamme

Da pochi giorni si è diffusa nuovamente la voce della chiusura del punto nascita presso la clinica Sacro cuore di Cosenza.
Non è stato dato neanche il tempo di meditare sul da farsi che, improvvisamente, oggi viene diffusa dai canali social del gruppo IGreco Ospedali riuniti, una notizia: apre il reparto di urologia. Wow, che bella notizia! Verrebbe da dire.
Eppure, basta porsi una domanda per capire che questa notizia va a discapito di tante mamme che, come le scriventi, l’anno scorso sono scese in piazza per protestare contro la prevista chiusura del punto nascita.
Solo un anno fa, gli stessi vertici che oggi esultano per l’apertura del reparto di urologia, l’anno scorso “brindavano” per l’evitata chiusura del reparto di ostetricia.
Allora ci si chiede: com’è possibile questo “cambio di rotta”? Non importa più a nessuno che le future mamme di Cosenza e provincia, che solo un anno fa facevano sentire la propria voce ed esprimevano il sacrosanto diritto di scelta del luogo del parto, non potranno più esercitare il citato diritto? Non importa più a nessuno che le future mamme, che inevitabilmente convergeranno verso l’Ospedale dell’Annunziata, non trovando posto, dovranno recarsi a Paola, o Cetraro o Castrovillari per poter ricevere le opportune cure?
Perché dopo la notizia della mancata chiusura del punto nascita della Clinica Sacro Cuore (così si è espresso Giancarlo Greco dopo l’incontro tra la proprietà e il Sub commissario alla sanità della Regione Calabria, Esposito), il dm 14.3.2024 n.69 non è stato mai revocato dal Presidente della Regione Calabria? Forse era già in accordo che bisognava proseguire per qualche mese per poi comunque chiudere?
Si ricorda che sempre Giancarlo Greco, nell’annunciare la mancata chiusura del punto nascita, l’anno scorso, così si esprimeva: «Vorrei dare una buona notizia alle future mamme dell’area urbana di Cosenza e del suo immediato retaggio. Il punto nascita Sacro Cuore di Cosenza resterà aperto contrariamente a quanto inizialmente previsto dal riordino della rete ospedaliera», e ancora «è una buona soluzione per tutta l’utenza preoccupata, le mamme – continua Giancarlo Greco – noi, del resto, ci siamo sempre resi disponibili nel continuare a fornire apporto in ausilio alla Ostetricia e Ginecologia degli ospedali della provincia di Cosenza, spesso purtroppo in affanno nell’erogazione neonatale. Sono numeri importanti quelli storicizzati dalla clinica Sacro Cuore che ora potranno restare a disposizione delle future mamme, le quali hanno sensibilizzato e combattuto per raggiungere questo risultato».
Ora invece tramite i canali social la proprietà sostiene il riordino della rete ospedaliera operata dal Dca 69/2014. Lasciamo le conclusioni a chi legge. (Le mamme del “Comitato contro la chiusura del punto nascita della clinica Sacro Cuore di Cosenza)

A Gioia Tauro riunita l’Associazione dei Comuni della Piana

A Gioia Tauro si è riunita l’Associazione dei Comuni della Piana “Città degli Ulivi” si è riunita per discutere un nutrito ordine del giorno introdotto dal Presidente Michele Conia.

Presente la quasi totalità dei sindaci che ha preso atto dell’adesione di 32 Comuni su 33, i quali hanno deliberato l’approvazione del nuovo Statuto. Pertanto l’attività dell’Associazione proseguirà secondo le regole dettate dallo Statuto per come rivisto ed approvato.

Il presidente e sindaco di Cinquefrondi, infatti, ha ricordato che il ruolo dei Sindaci deve mantenere sempre un profilo istituzionale senza rincorrere l’estemporaneità di rivendicazioni di parte ma guardando sempre all’interesse delle comunità rappresentate ed alla loro crescita.

Altro argomento trattato ha riguardato aspetti legati alla gestione della sanità ed a quanto concordato nell’incontro di San Giorgio Morgeto, con il Direttore Generale dell’Asp.

In particolare, i sindaci hanno provveduto a designare una delegazione incaricata di confrontarsi con i vertici dell’Asp rispetto alle numerose problematiche più volte esposte, alla ricerca di soluzioni condivise e soprattutto di risposte adeguate alle pressanti esigenze dei cittadini.

Sulla base della disponibilità manifestata dagli interessati l’Assemblea, all’unanimità, sono stati designati Alessandro Giovinazzo, sindaco di Rizziconi, Pasquale Cutrì, sindaco di Rosarno, Salvatore Valerioti, sindaco di San Giorgio Morgeto, Simona Scarcella, sindaco di Gioia Tauro, Ettore Tigani, sindaco di Terranova S.M., Giuseppe Zampogna, sindaco di Scido, Carmelo Panetta, vice sindaco di Galatro.

Per quanto riguarda la nomina del delegato alla Conferenza dei Sindaci dell’Asp si è determinato di raccogliere la disponibilità di alcuni dei presenti per poi procedere ad un confronto che porti alla designazione ufficiale.

Sulla recente decisione dell’Autorità di Bacino in merito ai vincoli posti per il rischio idrogeologico i Sindaci sono stati concordi nel contestare il provvedimento che pregiudica qualunque tipo di intervento e vanifica ogni possibile forma di investimento.

Si è pertanto concordato di rilevare le criticità presenti nel provvedimento dell’Autorità e dare formalmente incarico agli uffici legali per le opportune contestazioni.

In merito alle richieste di ulteriori tributi da parte di Arrical, il sindaco di Rizziconi ha illustrato quanto discusso nel Consiglio, dove sono presenti 4 Sindaci della Piana, gli impegni assunti dalla Società, concludendo con la necessità di produrre un documento da proporre nell’ imminente riunione.

Infine è stato dato spazio al Comitato Pro Taurensi, i cui rappresentanti hanno presentato l’idea di recupero e riutilizzo della linea ferrata.

Dopo ampio dibattito si è convenuto di valutare un progetto preliminare che consenta di avere cognizione su costi, fattibilità e sostenibilità degli eventuali interventi. (rrc)

Dal Rotary 5 borse di studio agli studenti meritevoli della Mediterranea

Il Rotary Club Reggio Calabria, presieduto da Giampaolo Latella, ha rinnovato l’iniziativa di conferire cinque borse di studio per le migliori  tesi di laurea prodotte da studenti dell’Università Mediterranea.

Lo scopo è fornire un riconoscimento al merito dei laureati di eccellenza dell’ateneo reggino, sostenendo così il rapporto tra il mondo accademico e il tessuto sociale.

Il premio di studio intitolato alla memoria dell’avvocato Domenico Bottari, eminente figura del Club reggino che ha svolto le funzioni di governatore distrettuale nell’anno 1973/74, è riservato a studenti che abbiano conseguito il diploma di laurea magistrale nel 2024 entro il 26mo anno di età, siano residenti nel territorio della Città metropolitana di Reggio Calabria e abbiano ottenuto un voto di laurea non inferiore a 108/110.

Il bando è aperto ai laureati dei dipartimenti di Agraria, Architettura e Design (DAeD), Giurisprudenza Economia e Scienze umane (DIGIES), Ingegneria Civile, dell’Energia, dell’Ambiente e dei Materiali (DICEAM) e Ingegneria dell’Informazione, delle Infrastrutture e dell’Energia Sostenibile (DIIES).

A ciascuno dei cinque vincitori verrà assegnato un premio di 500 euro. A valutare le tesi sarà una commissione del Rotary Club Reggio Calabria composta dal presidente, dal segretario e da cinque soci designati dal consiglio direttivo. Il termine per la presentazione della domanda è fissato al 10 aprile prossimo mentre la cerimonia di consegna dei premi avverrà entro il 30 giugno 2025. (rrc)