A San Ferdinando i laboratori contro la fuga dei giovani

Saranno presentati a San Ferdinando a ottobre l’ITS MASK, dei laboratori “model factory”, realizzati con un investimento 2.400.000 euro.

 «Si tratta di una risposta moderna ed efficiente alla necessità che la Piana ha di far incontrare in maniera più spedita e trasparente la domanda e l’offerta di lavoro. Siamo felici di registrare le adesioni dei Comuni a questa piattaforma comune in un territorio dalle vaste possibilità che necessita di relazioni stabili e proficue al suo interno e osserviamo con vivo compiacimento il realizzarsi di iniziative concrete e la vivacità delle idee e dei programmi. San Ferdinando sta dando un grande contributo in tal senso e sono certo che grazie alla condivisione e alla cooperazione possa diventare uno territori maggiormente attrattivi in Calabria», ha dichiarato il presidente Armando Foci, presidente dell’Associazione “Città della Piana”, nel corso di un incontro di verifica con il sindaco Luca Gaetano,

per fare il punto sull’attuazione del Protocollo con cui l’Ente ha aderito, nel dicembre scorso, all’organismo che promuove una politica comprensoriale tra le istituzioni del territorio. 

Il sindaco Gaetano, prendendo atto con soddisfazione della nuova campagna di adesioni che in queste settimane vede impegnata l’associazione, ha elogiato «il lavoro fin qui svolto dai componenti di Città della Piana, raro esempio nel panorama locale di un società civile capace di rispondere punto per punto alle esigenze della nostra area, coniugando conoscenze tecniche, capillarità nella rappresentanza e visione strategica». 

Assieme a Foci, Enzo Mileto, Nicola Marazzita, Mario Lucia, e l’Assessore allo Sviluppo Enzo Stilo.

Incentrata sui tempi dello sviluppo la discussione, quindi, con il sindaco Gaetano che dopo aver riconosciuto i meriti dell’associazione rispetto alla richiesta di adeguamento dell’offerta sanitaria e di attivazione della diga sul Metramo, ha rappresentato gli sviluppi di un recente incontro che ha avuto – sempre nel municipio sanferdinandese – con il commissario straordinario di Arsai, l’Agenzia regionale per le aree industriali, Sergio Riitano. 

«Vogliamo fare di San Ferdinando un ecosistema attrattivo di investimenti in grado di approfittare della vicinanza al Porto e una fucina di opportunità per arrestare la fuga dei giovani calabresi – ha detto il sindaco Gaetano – ecco perché con convinzione abbiamo spinto e spingiamo affinchè si realizzi il sogno  di una città unica, l’avvento di una visione comune tra i sindaci. Penso inoltre che in una logica di sistema e di specializzazione, ogni comunità debba approfittare della conurbazione spinta che esiste tra i centri della Piana e vedere ampliata la gamma di servizi a disposizione: in questo senso, San Ferdinando per dimensioni e geografia, lo vogliamo far considerare come l’hub ideale per quella implementazione delle professioni legate al Porto e al Polo Logistico che l’Autorità di Sistema Portuale ha in programma, incrementando il capitale di conoscenze dei nostri giovani e offrendo agli investitori supporto strutturale, qualificato capitale umano, un ecosistema di competenze e sistemi di attivazione imprenditoriale grazie anche a un ITS che non a caso è sostenuto direttamente da Confindustria Reggio Calabria». (rrc)

L’INTERVENTO / Salvatore Mazza: «Crotone rischia di perdere i suoi giovani: serve Patto per la Casa, il Lavoro e lo Sviluppo»

di SALVATORE MAZZA – Negli ultimi giorni il tema dello spopolamento è tornato al centro del dibattito nazionale grazie a un approfondimento pubblicato da Il Sole 24 Ore, che evidenzia come molte città italiane stiano vivendo un fenomeno di migrazione “a corto raggio”: cittadini che non si allontanano necessariamente dalla propria provincia o regione, ma scelgono di trasferirsi nei comuni dell’hinterland, dove il costo della vita e dell’abitare risulta più sostenibile.

È una dinamica che osserviamo chiaramente anche a Crotone. Da professionista che ogni giorno opera nel mercato immobiliare, posso dire che sempre più famiglie e giovani coppie valutano l’acquisto di una casa nei comuni vicini alla città, spesso raggiungibili in appena 15 o 20 minuti di automobile. La ragione è semplice: il costo complessivo dell’abitazione, dato dalla somma tra prezzo di acquisto e costi di ristrutturazione, può risultare sensibilmente più conveniente rispetto a quello richiesto in città.

Questo fenomeno produce una doppia conseguenza. Da un lato alcune famiglie scelgono di lasciare Crotone per trasferirsi nei centri limitrofi; dall’altro si riduce l’afflusso di nuovi residenti provenienti dall’hinterland che, in condizioni economiche differenti, potrebbero essere interessati a stabilirsi in città.

A incidere sulle scelte delle famiglie, però, non è soltanto il costo di acquisto degli immobili. Oggi a Crotone si registra anche una crescente difficoltà nel reperire abitazioni in locazione a prezzi accessibili. La disponibilità di immobili in affitto è limitata e trovare una casa a condizioni sostenibili rappresenta già di per sé un problema, soprattutto per giovani lavoratori, studenti, coppie e famiglie.

La combinazione tra prezzo di acquisto, costi di ristrutturazione e scarsità di alloggi in locazione rischia quindi di alimentare ulteriormente lo spostamento verso i comuni dell’hinterland. Molti scelgono di vivere fuori città non necessariamente per una reale preferenza, ma perché trovano condizioni economiche più sostenibili. Allo stesso tempo, questa situazione rischia di scoraggiare anche chi, vivendo nei comuni limitrofi, potrebbe scegliere Crotone come luogo in cui acquistare casa e costruire il proprio futuro.

Da Presidente di FIMAA Crotone e da professionista che ogni giorno opera nel mercato immobiliare, ho modo di osservare da vicino i cambiamenti che interessano famiglie, imprese e investitori. Il mercato immobiliare rappresenta spesso uno specchio fedele dello stato di salute di un territorio. Quando una comunità cresce, crea lavoro e genera fiducia, aumenta la domanda di abitazioni, di locali commerciali e di immobili produttivi. Quando invece prevalgono incertezza e mancanza di prospettive, le conseguenze si riflettono inevitabilmente anche sul settore immobiliare.

Nonostante le difficoltà, il mercato di Crotone continua a mostrare segnali interessanti. La casa rimane per molte famiglie il principale bene rifugio e continua a rappresentare una forma di investimento percepita come sicura. Ma non possiamo limitarci a osservare ciò che accade oggi. Dobbiamo interrogarci sulle prospettive future.

Chi acquisterà le case che oggi vengono messe in vendita? Chi abiterà i quartieri della nostra città tra dieci o vent’anni? Chi investirà nelle attività commerciali e produttive del territorio?

La risposta a queste domande dipende dalla nostra capacità di creare condizioni favorevoli per le nuove generazioni.

Un giovane decide di acquistare una casa quando ha un lavoro stabile, quando intravede possibilità di crescita professionale e quando percepisce il territorio come un luogo nel quale costruire il proprio futuro. La politica abitativa e quella economica, quindi, non possono essere considerate due temi separati: sono facce della stessa medaglia.

Per questo motivo ritengo necessario avviare una riflessione seria e condivisa che porti alla costruzione di un vero e proprio Patto per la Casa, il Lavoro e lo Sviluppo di Crotone, un progetto che coinvolga istituzioni, associazioni di categoria, professionisti, imprese, sistema bancario e mondo della formazione.

Occorre favorire il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, sostenere le giovani coppie nell’accesso alla prima casa, incentivare interventi di efficientamento energetico e semplificare i processi urbanistici che spesso rallentano investimenti importanti.

Ma occorre anche affrontare il tema dell’offerta abitativa in locazione, creando le condizioni affinché una parte maggiore del patrimonio immobiliare possa essere destinata a contratti di locazione sostenibili e contribuire così a rendere Crotone più accessibile per chi vuole viverci, studiare o lavorare.

Allo stesso tempo è indispensabile promuovere politiche capaci di attrarre nuove imprese e nuovi capitali sul territorio.

Penso in particolare alle potenzialità delle aree industriali e commerciali del territorio. Negli ultimi anni la zona di Passovecchio e l’asse della SS 106 hanno progressivamente assunto il ruolo di nuovo polo commerciale della città, dimostrando una significativa capacità attrattiva per investimenti e nuove attività economiche.

Tuttavia, accanto a questa domanda crescente, emerge una criticità che il mercato immobiliare rileva con sempre maggiore evidenza: la carenza di strutture commerciali adeguate da destinare alla locazione o all’insediamento di nuove attività. Non sono rari i casi in cui operatori e aziende manifestano interesse a investire sul territorio crotonese, ma incontrano difficoltà nel reperire immobili idonei alle proprie esigenze.

Molte aree, pur trovandosi in posizioni strategiche, con elevata visibilità e affaccio diretto sulle principali arterie di collegamento, risultano interessate da vincoli o destinazioni urbanistiche non sempre coerenti con le attuali esigenze del mercato. In altri casi, semplicemente, manca un’offerta di immobili moderni e funzionali in grado di ospitare attività commerciali di medie e grandi dimensioni.

Per questo motivo diventa fondamentale avviare una riflessione sul rapporto tra pianificazione urbanistica e sviluppo economico, favorendo la creazione di nuove opportunità insediative per attività commerciali, produttive e di servizi.

Consentire a nuove imprese di investire a Crotone significa creare occupazione, generare economia e rafforzare la capacità attrattiva dell’intero territorio.

Un discorso a parte merita il centro storico cittadino. Il suo rilancio passa inevitabilmente attraverso una strategia di investimenti pubblici capaci di generare attrattività e nuova vitalità economica.

In molte città italiane la presenza di strutture culturali, spazi espositivi, percorsi museali, servizi pubblici qualificati e interventi di riqualificazione urbana ha rappresentato un elemento capace di favorire la nascita e il consolidamento di una rete di piccole attività commerciali, artigianali e professionali.

A Crotone esiste un enorme potenziale ancora da valorizzare. Senza investimenti pubblici in grado di fungere da catalizzatori, diventa più difficile creare quel circolo virtuoso che porta nuove opportunità economiche e nuovi investimenti privati.

Un centro storico vivo significa un luogo curato, attrattivo, frequentato e capace di generare economia, servizi e occupazione, nel rispetto delle esigenze di chi vi abita. È proprio attraverso una programmazione equilibrata e investimenti mirati che si può creare una condizione favorevole alla valorizzazione del patrimonio immobiliare e alla nascita di una rete di piccole attività commerciali e artigianali.

In questo contesto, il ruolo dell’agente immobiliare assume una funzione sempre più centrale. Non siamo soltanto intermediari tra chi vende e chi acquista. Siamo professionisti che quotidianamente ascoltano le esigenze delle famiglie, intercettano i cambiamenti del mercato e contribuiscono alla trasparenza e alla sicurezza delle operazioni immobiliari.

Attraverso il nostro lavoro possiamo offrire una lettura concreta delle dinamiche economiche e sociali che interessano il territorio. Vediamo quotidianamente cosa cercano le famiglie, quali sono le difficoltà nell’accesso alla casa, quali immobili vengono richiesti dalle imprese e, soprattutto, quali ostacoli impediscono spesso di trasformare una richiesta in un investimento concreto.

Crotone possiede caratteristiche che molte altre realtà ci invidiano: un patrimonio naturalistico straordinario, una posizione geografica strategica, una storia millenaria e una qualità della vita che può rappresentare un importante valore aggiunto.

Queste risorse, però, devono essere accompagnate da una visione di sviluppo capace di trasformarle in opportunità reali.

La sfida che abbiamo davanti non riguarda esclusivamente il mercato immobiliare. Riguarda la capacità di immaginare una Crotone che non si limiti a trattenere i propri giovani, ma che diventi anche capace di attrarre nuove famiglie, professionisti, imprese e investitori.

Una città nella quale sia possibile trovare una casa a condizioni sostenibili, costruire una famiglia, trovare un lavoro, avviare un’attività e scegliere di rimanere.

Una città che torni a crescere, a progettare e a guardare con fiducia al futuro.

È una sfida complessa, ma è una sfida che vale la pena affrontare insieme.

Perché il futuro di Crotone non può essere deciso altrove.

Deve essere costruito qui, con il contributo e l’impegno di tutti. (sm)

[Presidente FIMAA Confcommercio Calabria Centrale Crotone]

Agricoltura, Filomena Greco (CR-IV) chiede due sedute urgenti su Xylella e cinghiali

Filomena Greco, consigliera regionale di Casa Riformista, ha chiesto due sedute urgenti della VI Commissione Agricoltura, della quale è vicepresidente. La prima riguarda il focolaio di Xylella individuato a Taurianova, sul quale ha presentato anche un’interrogazione. La seconda è finalizzata a verificare lo stato di attuazione del Piano straordinario regionale per il contenimento dei cinghiali. Greco chiede di ascoltare l’assessore competente, i dirigenti regionali, gli organismi tecnici, scientifici e sanitari, ANCI Calabria, i sindaci dei Comuni interessati, le organizzazioni professionali agricole, gli Ambiti territoriali di caccia, gli enti parco e le associazioni venatorie.

«L’emergenza Xylella e quella dei cinghiali si aggiungono al caro carburante, all’aumento dei costi di produzione e alle tante difficoltà che stanno mettendo in ginocchio la nostra agricoltura» — dichiara Filomena Greco —. «Le audizioni servono a capire, nella sede istituzionale competente, che cosa si stia facendo, con quali risorse e come vengano monitorati gli interventi».

«Sulla Xylella la segnalazione del proprietario risale al 15 luglio e la positività di sette ulivi è stata confermata il 17 agosto. Il decreto regionale è stato adottato il 1° settembre. In un’emergenza di questa gravità ogni giorno conta» — prosegue la consigliera —. «Chiediamo quindi di sapere che cosa sia stato fatto tra la segnalazione e il decreto, quando siano stati informati i proprietari interessati, quelli dei terreni confinanti e i Comuni, quando siano iniziate le operazioni di eradicazione e quale sorveglianza sia stata predisposta per il resto della Calabria. Il Piano indica inoltre 300 mila euro per avviare le prime misure, ma precisa che la reiscrizione di queste somme in bilancio è ancora in corso. Vogliamo sapere se oggi le risorse siano effettivamente disponibili».

«Dobbiamo tutelare non soltanto le aziende, ma anche un patrimonio paesaggistico e identitario straordinario» — aggiunge Greco —. «Nella Piana di Gioia Tauro gli uliveti di Ottobratica, con i loro alberi secolari e monumentali, sono una ricchezza che non possiamo rischiare di perdere, come purtroppo è accaduto in Puglia».

Sul fronte della fauna selvatica, Greco sottolinea come la presenza dei cinghiali sia diventata sempre più grave. Il problema interessa ormai tutta la Calabria, dalle campagne ai centri abitati e alle strade. Espone cittadini e automobilisti a pericoli continui, lascia i sindaci quasi a mani nude e può distruggere in poche ore un’intera coltivazione, cancellando il lavoro di un anno o di una vita. Tutto questo favorisce l’abbandono delle terre e aggrava lo spopolamento, soprattutto nelle aree interne.

«Agli agricoltori devono essere riconosciuti indennizzi adeguati e tempestivi. Non è accettabile che al raccolto perduto si aggiungano attese interminabili e ristori insufficienti» — osserva la consigliera —. «A quasi due anni dall’approvazione del Piano straordinario, vogliamo verificare gli interventi effettuati nel 2025 e nel corso del 2026, il numero degli abbattimenti e delle catture, l’andamento degli indennizzi e lo stato del sistema informatico di monitoraggio. Chiediamo inoltre di approfondire con ISPRA, Ministero della Salute e organismi competenti i sistemi di controllo della fertilità mediante esche alimentari e, se necessario, presenteremo anche una mozione per impegnare la Giunta a promuovere, nelle sedi nazionali ed europee, ulteriori iniziative volte a ricondurre la presenza dei cinghiali entro livelli sostenibili».

«Agli agricoltori e ai cittadini non servono reel e annunci, ma interventi concreti e risposte certe. La Commissione è il luogo nel quale ascoltare tutti, verificare i dati e individuare le soluzioni» — conclude Greco —. «Un Piano approvato non è un problema risolto: contano i risultati prodotti sul territorio. Se questi risultati non ci sono, occorre prenderne atto e cambiare immediatamente strada»(rrc)

Il sindaco di Vaccarizzo Pomillo ambasciatore Ambasciatore Onorario dell’Hardh Fest 2026

Prestigioso riconoscimento per Antonio Pomillo, sindaco di Vaccarizzo Albanese, nominato Ambasciatore Onorario dell’Hardh Fest 2026, la grande Festa della Vendemmia di Rahovec, in Kosovo, in programma fino a domenica 6 settembre.

Una designazione che premia soprattutto un modello: quello di un piccolo centro arberesh calabrese che ha trasformato le proprie radici in uno strumento contemporaneo di dialogo e cooperazione internazionale.

Lo ha reso noto il sindaco stesso: «Essere indicato come Ambasciatore Onorario – sottolinea Pomillo – è un riconoscimento che appartiene a Vakarici e ad una comunità che non ha mai considerato l’identità arbëreshë come qualcosa da custodire soltanto nel ricordo. Abbiamo provato a farne una lingua contemporanea attraverso la quale parlare di cultura, turismo, enogastronomia, relazioni internazionali e sviluppo. Oggi incontrare nuovamente Rahovec attorno all’uva e al vino significa dare continuità concreta ad una strada che abbiamo scelto da tempo: ricomporre i legami dell’Arbëria e trasformarli in opportunità per i nostri territori».

Il riconoscimento arriva a poche settimane dalla visita a Vaccarizzo Albanese della delegazione kosovara e dalla sottoscrizione del Patto d’Amicizia tra Vakarici e Rahovec, celebrata il 12 agosto nell’ambito della 43esima Rassegna del Costume e della Cultura Arbëreshë. È un rapporto che non nasce, quindi, da una presenza occasionale ma da un percorso istituzionale che mette in relazione due comunità accomunate da radici culturali e da una fortissima vocazione vitivinicola. Proprio la delegazione kosovara aveva partecipato alla Rassegna, portando nel Salotto Diffuso momenti musicali e artistici della propria tradizione.

È soprattutto il vino a rivelarsi uno dei collanti più efficaci di questa nuova geografia delle relazioni. Vakarici arriva all’appuntamento internazionale forte delle 21 edizioni del Concorso dei Vini Arbëreshë, progressivamente allargato oltre i confini della provincia e dell’Italia, fino alla partecipazione di produzioni provenienti da Albania e Kosovo. Un percorso nel quale il vino non viene più raccontato soltanto come produzione agricola, ma come marcatore identitario capace di tenere insieme memoria familiare, biodiversità, paesaggio, gastronomia, ospitalità e turismo esperienziale.

È la stessa strategia che negli anni ha portato Vaccarizzo Albanese a costruire relazioni con l’Albania e, in particolare, con la città patrimonio UNESCO di Beerat, fino a proiettare nei Balcani anche nuove iniziative di cooperazione culturale ed enogastronomica. Il rapporto con Rahovec aggiunge oggi un altro asse a questa politica internazionale dal basso.

Il riconoscimento a Pomillo si inserisce in uno dei principali appuntamenti culturali e turistici del Kosovo. Nato nel 2001, l’Hardh Fest celebra la vendemmia e promuove Rahovec attraverso viticoltura, vino, gastronomia, tradizioni e spettacolo. Il programma ufficiale 2026 prevede il Carnevale dei viticoltori, il taglio cerimoniale del primo grappolo, la proclamazione dei migliori viticoltori e produttori di vino, l’Hardh Fair dedicata a uva, vino, rakia e gastronomia, competizioni legate alla vendemmia, iniziative ambientali, attività per bambini, tour e concerti. Nel pomeriggio di oggi è previsto anche il talk Rahovec 2030: dalla tradizione a una destinazione internazionale del turismo del vino.

Questa proiezione internazionale si inserisce anche nella stagione di nuova attenzione istituzionale che la Calabria sta dedicando alle proprie minoranze linguistiche, attraverso la delega specifica affidata dal Presidente della Regione Roberto Occhiuto all’Assessore regionale Gianluca Gallo. Proprio a Gallo, lo scorso giugno, Vakarici ha conferito la Cittadinanza Onoraria, riconoscendone il contributo alla riconsiderazione dell’identità arbëreshë non come testimonianza residuale del passato, ma come patrimonio distintivo e leva strategica per la nuova narrazione della Calabria, in particolare delle sue aree interne.  (rrm)

Domenica a Catanzaro La Cena Straordinaria

Domenica 6 settembre si terrà a Catanzaro La Cena Straordinaria, che trasformerà un lungo tratto di Corso Mazzini, a Catanzaro, in un ristorante gourmet all’aperto, con una tavolata di 1.000 posti.

L’evento è stato presentato nella Sala Verde della Cittadella Regionale nei giorni scorsi, durante una conferenza stampa, è stato presentato nel dettaglio l’evento prestigioso organizzato dall’associazione “Città del Vento”, che unisce enogastronomia, valorizzazione del territorio e solidarietà.

«Tre è il numero che contraddistingue questa edizione. La novità è che, quest’anno, il grande evento sarà preceduto, venerdì 4 e sabato 5 settembre, dai Percorsi del gusto: due serate sulla Terrazza del Complesso San Giovanni, per raccontare cos’è questo evento attraverso la cultura e l’esaltazione del cibo. Tra presentazioni di libri, showcooking e una mostra curata da Massimo Sirelli, mostreremo che noi, come regione, non abbiamo nulla da invidiare a nessuno» così Alessandro Astorino, presidente di Città del Vento, ha illustrato l’evento, soffermandosi sullo scopo benefico. Infatti, il ricavato, al netto delle spese, quest’anno sarà devoluto alla nascita di Pitta Pop, la prima “pitteria popolare” in Calabria, gestita da ragazzi e ragazze con fragilità. A rappresentare gli chef stellati Luca Abbruzzino, Luigi Lepore, Nino Rossi, Caterina Ceraudo, Antonio Biafora e Riccardo Sculli, è stato il loro portavoce, Antonio Abbruzzino, che, dichiarandosi orgoglioso di coordinare i fornelli di un evento così straordinario, ha ribadito «ormai siamo diventati un appuntamento fisso, che ci permette di valorizzare il territorio, l’enogastronomia e le professionalità. Sono molto felice perché si stanno avvicinando tanti giovani chef che mi fanno ben sperare».

Presente anche lo chef Domenico Origlia, presidente dell’Associazione Provinciale Cuochi Catanzaresi, che con un autorevole parterre di cuochi calabresi curerà la preparazione di migliaia di finger food, degustabili durante i Percorsi del gusto e prima della Cena straordinaria.
Grande soddisfazione è stata manifestata anche dalle istituzioni che, sin dalla prima edizione, hanno colto la bontà dell’idea e negli anni stanno sostenendo il progetto con partecipazione.

«Abbiamo bisogno di identificare i territori anche attraverso gli eventi. Qui si esaltano le caratteristiche della nostra regione, le eccellenze del nostro territorio. Nel campo dell’enogastronomia non siamo secondi a nessuno e questo ci fa enormemente piacere» ha dichiarato Filippo Mancuso, vice Presidente della Giunta Regionale. Anche per Fulvia Caligiuri, Direttore Generale di Arsac, «Questi grandi eventi sono fondamentali per celebrare l’agroalimentare calabrese, attraverso il gioco di squadra tra tutti gli attori sociali e le sapienti mani degli chef calabresi, puntando anche alla solidarietà».

L’amministrazione comunale è stata rappresentata dall’assessore alle Attività Economiche, Giuliana Furrer, che si è soffermata sulla doppia anima dell’iniziativa: «Quest’anno c’è un valore aggiunto: la due giorni al Complesso Monumentale del San Giovanni e, soprattutto, l’attività sociale legata a Pitta Pop. È un progetto che rafforza anche l’idea della pitta come prodotto identitario per eccellenza della città» ha affermato.

Le conclusioni sono state affidate all’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo: «Due anni fa mi fu presentata questa sfida. Oggi siamo alla terza edizione e notiamo una grande evoluzione. È il segno di una Calabria che cambia, cresce e impara sempre più a raccontarsi con orgoglio e consapevolezza»» ha dichiarato descrivendo Pitta Pop come «un’iniziativa bellissima, straordinaria, che valorizza i nostri prodotti identitari e ha una finalità sociale. Bisognerà essere tutti capaci di mantenere in piedi un’iniziativa che ha veramente una statura nazionale».

Così, con la giusta sensibilità, competenza e creatività, anche quest’anno lo staff della Cena Straordinaria è pronto a deliziare i partecipanti con il sapore genuino di una Calabria Straordinaria. (rrm)

L’INTERVENTO / Manuela Labonia: «Turismo e regole devono crescere insieme»

di MANUELA LABONIA – rescere come destinazione turistica significa attrarre più persone, creare occasioni di socialità e sostenere le attività economiche. Ma significa anche assumersi una responsabilità in più: governare questa crescita, garantendo che sviluppo, intrattenimento, diritto al riposo e qualità della vita possano convivere. È su questo equilibrio che l’Amministrazione comunale di Pietrapaola ha lavorato e continuerà a lavorare. Con una linea molto semplice: regole chiare, controlli quando necessari, trasparenza negli atti e nessuna omissione rispetto alle competenze del Comune. Le singole questioni sottoposte agli organismi competenti seguiranno il proprio iter e saranno definite nelle sedi deputate, senza anticipazioni né interferenze da parte dell’Amministrazione.

Il Comune c’è  ed esercita le proprie funzioni con puntualità e trasparenza. Quando vengono segnalate situazioni che richiedono approfondimenti, gli uffici procedono secondo le proprie competenze e, quando devono intervenire altri organismi, ciascuno svolge autonomamente il proprio lavoro. È così che funzionano le istituzioni ed è così che intendiamo continuare ad operare.

Proprio per questa ragione l’Amministrazione comunale non intende entrare nel merito di questioni attualmente sottoposte a verifiche, accertamenti o procedimenti. Non spetta alla politica anticiparne gli esiti, formulare giudizi o sostituirsi agli uffici e agli organismi chiamati ad esprimersi. Una volta completati gli iter, saranno gli atti a restituire con chiarezza ciò che è stato accertato e gli eventuali provvedimenti conseguenti saranno assunti da chi ne ha titolo.

Allo stesso modo occorre evitare di sovrapporre stagioni amministrative differenti. Vicende che hanno una storia lunga devono essere ricostruite distinguendo atti, autorizzazioni, decisioni e competenze maturate nel tempo. Questo Esecutivo risponde delle proprie scelte e del lavoro svolto durante il proprio mandato, così come continuerà ad affrontare con attenzione le questioni ricevute in eredità e quelle che dovessero presentarsi.

È dentro questa cornice che va letta anche la stagione estiva appena conclusa. Pietrapaola ha registrato una significativa vitalità turistica e una forte partecipazione soprattutto delle nuove generazioni, confermando un percorso di crescita sul quale l’Amministrazione ha investito attraverso eventi, servizi, promozione e valorizzazione del territorio. Una località costiera viva, frequentata e capace di attrarre giovani è un risultato positivo. La sfida dell’Amministrazione è fare in modo che questa vitalità sia governata e possa convivere con le esigenze di chi vive stabilmente il territorio, delle famiglie, dei villeggianti e degli operatori economici.

È per questo che nel corso della stagione sono stati adottati gli strumenti amministrativi necessari a disciplinare attività, orari e emissioni sonore. E non esiste alcuna contrapposizione tra promozione turistica e rispetto delle regole. Al contrario, più una destinazione cresce e diventa attrattiva, maggiore deve essere la capacità delle istituzioni di accompagnarne lo sviluppo con una disciplina capace di contemperare interessi differenti. L’obiettivo resta quindi quello di costruire una destinazione sempre più riconoscibile, frequentata e capace di produrre opportunità, senza sacrificare la qualità della vita della comunità. Non amministriamo contrapponendo chi vuole lavorare a chi vuole riposare, chi investe a chi risiede, i giovani alle famiglie. Amministrare significa trovare un equilibrio e far rispettare le regole che lo rendono possibile. (ml)

[Sindaca di Pietrapaola]

Il sindaco Cannizzaro: «Per il Tito Minniti 64 milioni»

«Sessantaquattro milioni di euro per l’aeroporto di Reggio. Non per rilanciarlo ancora una volta, perché il rilancio è già avvenuto, ma per stabilizzarlo, renderlo strutturalmente più forte e proiettarlo nel futuro che merita». È quanto ha annunciato il sindaco Francesco Cannizzaro, nel corso della conferenza stampa, svoltasi a Palazzo Campanella, in cui sono state illustrate le strategie destinate a rafforzare lo scalo reggino e a renderlo più moderno e funzionale.

All’incontro hanno preso parte il presidente di Sacal Luciano Vigna, il sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro e il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. Al centro del confronto, gli interventi programmati per il rilancio dell’aeroporto e le prospettive legate alla crescita dei collegamenti.

«Mentre altri sperano che qualcosa vada male nelle opere e nelle infrastrutture, noi dimostriamo con i fatti di essere lontani dalle polemiche prive di qualsiasi fondamento. Gli altri fanno chiacchiere e distintivo», ha detto Cannizzaro.

Dei 64, 36 milioni sono destinati all’ampliamento dell’aerostazione e del terminal arrivi, e 2,5 milioni di euro per l’adeguamento del distaccamento dei Vigili del Fuoco; 3,5 milioni per demolizioni e opere di riqualificazione nell’area di Ravagnese; 3,5 milioni per interventi sulla pavimentazione; 5 milioni per la riqualificazione ambientale dell’area lato mare; 5 milioni destinati alla digitalizzazione; 7 milioni per migliorare gli accessi, le aree di sosta e la viabilità.

Tra le opere previste figura anche il pontile aeroportuale, destinato a migliorare il collegamento tra il “Tito Minniti” e Messina. Un’infrastruttura considerata strategica per ampliare il bacino di utenza dello scalo, che la Regione individua nell’area dello Stretto e nei territori della Sicilia orientale.

L’obiettivo indicato dal presidente Occhiuto è fare dell’aeroporto reggino uno scalo di riferimento non solo per la Calabria, ma anche per Messina, Taormina e le Isole Eolie, intercettando parte dell’utenza oggi rivolta all’aeroporto di Catania.

Secondo Occhiuto, i 64 milioni sono risorse già disponibili, in parte recuperate da finanziamenti relativi agli anni 2018-2020 rimasti inutilizzati e successivamente ricondotti al Contratto istituzionale di sviluppo.

Il piano infrastrutturale si accompagna alla strategia di crescita dei passeggeri. Sacal punta ad avvicinare il “Tito Minniti” alla soglia del milione di passeggeri. Per la prossima stagione invernale sono previste circa 43 rotazioni settimanali, contro le 36 dello scorso anno, con circa 30 mila posti disponibili in più.

La sfida, ha evidenziato Sacal, sarà aumentare il riempimento degli aerei e consolidare la domanda. In questo quadro, l’ampliamento del terminal e il rafforzamento dei collegamenti con Messina e la Sicilia orientale rappresentano i principali assi della strategia per la crescita del “Tito Minniti”. (rrc)

Xylella a Taurianova, i Dottori Agronomi e Forestali della Calabria: «serve risposta immediata»

Il presidente della Federazione regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Calabria, Alessandro Guagliardi, ha ribadito come «la conferma della presenza di Xylella fastidiosa sottospecie pauca in agro di Taurianova impone una risposta immediata, coordinata e rigorosamente fondata sulle evidenze scientifiche».

«Non è questo il momento né dell’allarmismo né della sottovalutazione: occorre applicare con tempestività le misure previste, rafforzare la sorveglianza e mettere la ricerca scientifica al centro di ogni decisione», ha aggiunto.

Il provvedimento regionale ha individuato il focolaio in contrada Olivetella, nel Comune di Taurianova, a seguito di un’attività diagnostica articolata, avviata dopo una segnalazione privata e sviluppata attraverso sopralluoghi, campionamenti e analisi molecolari condotte da laboratori ufficiali. Su 35 piante campionate, appartenenti all’olivo e ad altre specie ospiti, è stata confermata la positività di sette piante di olivo. Gli esiti sono stati validati dal Laboratorio fitosanitario ufficiale operante per la Regione Calabria e dal Laboratorio nazionale di riferimento del CREA Difesa e Certificazione.

Si tratta di un risultato fondato su protocolli diagnostici ufficiali e su metodiche molecolari riconosciute, tra cui RT-LAMP e Real-Time PCR. È su questi dati, e non su valutazioni empiriche o percezioni individuali, che devono essere costruite le successive decisioni.

Il decreto istituisce una zona infetta con raggio di 50 metri intorno alle piante risultate positive e una zona cuscinetto della larghezza di 2,5 chilometri, comprendente porzioni dei territori comunali di Taurianova, Cittanova e Terranova Sappo Minulio. Nella zona infetta trovano applicazione le misure di eradicazione previste dal Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1201, mentre nella zona cuscinetto dovrà essere attuato un monitoraggio fitosanitario intensivo. Nelle aree delimitate è inoltre disposto il divieto di movimentazione, da parte degli operatori professionali e dei centri di giardinaggio, delle piante specificate sensibili alla sottospecie individuata.

A rendere operative le misure è il Piano d’azione per l’eradicazione del focolaio di Xylella fastidiosa in Calabria, predisposto dal Servizio fitosanitario regionale e acquisito al protocollo regionale n. 718939 del 2 settembre 2026. Il documento definisce responsabilità, procedure di eradicazione e distruzione, modalità di notifica ai proprietari, monitoraggio e controllo dei vettori, limitazioni alla movimentazione, controlli ufficiali, comunicazione e risorse necessarie. L’obiettivo prioritario è eliminare il focolaio, proteggere le aree indenni e impedire la diffusione del batterio nel resto del territorio regionale e dell’Unione europea.

La sorveglianza è impostata secondo criteri statisticamente solidi e basati sul rischio indicati dall’EFSA. La delimitazione potrà essere revocata soltanto se le indagini non rileveranno il batterio per quattro anni consecutivi: un orizzonte temporale che conferma come il controllo dell’emergenza richieda continuità scientifica e operativa.

«La diagnosi precoce rappresenta il principale fattore sul quale possiamo ancora intervenire per evitare che un focolaio circoscritto si trasformi in un problema territoriale di ben altra dimensione – afferma il dott. Agronomo Alessandro Guagliardi –. Le conoscenze scientifiche disponibili indicano che, allo stato attuale, non esiste un trattamento in grado di eliminare il batterio da una pianta infetta in pieno campo. Per questa ragione la strategia deve integrare sorveglianza, diagnostica, rimozioni fitosanitarie previste dalla normativa, controllo degli insetti vettori e rigorosa regolamentazione della movimentazione del materiale vegetale. Ogni ritardo può aumentare il rischio di diffusione e amplificare il danno economico e ambientale».

Xylella fastidiosa è un batterio che colonizza i vasi xilematici delle piante ed è trasmesso da insetti che si alimentano della linfa grezza. Nel caso del focolaio calabrese, il provvedimento regionale richiama, tra i principali vettori, Philaenus spumarius, Neophilaenus campestris e Philaenus italosignus. Il contenimento non può quindi limitarsi all’individuazione delle piante positive, ma deve comprendere il monitoraggio entomologico, la conoscenza della presenza e della dinamica stagionale dei vettori e l’applicazione coordinata delle misure agronomiche e fitosanitarie definite dalle autorità competenti.

La gestione della vegetazione erbacea che ospita gli stadi giovanili dei vettori, gli interventi meccanici eseguiti nei periodi tecnicamente più appropriati, gli eventuali trattamenti autorizzati e il controllo degli spostamenti delle piante devono essere inseriti in un programma unitario, calibrato sulla realtà agroecologica locale e costantemente aggiornato sulla base dei risultati del monitoraggio.

«Il Piano consente di distinguere con chiarezza obblighi e raccomandazioni in funzione del livello di rischio. Proprietari, conduttori, operatori professionali e cittadini devono attenersi alle disposizioni del Servizio fitosanitario regionale, evitando iniziative autonome», precisa il Dott. Agronomo Michele Valenzise Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Reggio Calabria, che riassume così le principali indicazioni operative:

Zona infetta – raggio di 50 metri – Le piante infette e le altre piante specificate ricadenti nella zona sono estirpate e distrutte secondo le procedure e sotto il controllo del Servizio fitosanitario regionale; prima e durante le operazioni sono attuate le misure contro i vettori. La movimentazione della legna e del materiale vegetale è ammessa esclusivamente nei casi, nei tempi e con le autorizzazioni previste. Per i nuovi impianti devono essere rispettati i divieti e le sole deroghe varietali espressamente indicate dal Piano.

Zona cuscinetto – fascia di 2,5 chilometri – pur non essendo emerse positività nella prima indagine, si applica una sorveglianza fitosanitaria intensiva e basata sul rischio. Devono essere rispettate le limitazioni alla movimentazione delle piante specificate e consentiti ispezioni e campionamenti. Nell’intero territorio comunale dei Comuni ricadenti anche parzialmente nell’area delimitata è obbligatoria una lavorazione superficiale del terreno tra il 1° aprile e il 30 maggio; i trattamenti contro gli adulti sono effettuati nei periodi stabiliti dal Servizio fitosanitario, con prodotti autorizzati e da soggetti abilitati.

Restante territorio regionale – area indenne – è necessario mantenere alta la sorveglianza, segnalare tempestivamente i sintomi sospetti e utilizzare materiale vivaistico regolare e tracciato. Le lavorazioni primaverili del terreno sono fortemente consigliate, così come la potatura almeno biennale e la spollonatura estiva delle piante ospiti. Ulteriori misure possono essere rese obbligatorie dal Servizio fitosanitario qualora il monitoraggio evidenzi nuovi rischi o vettori infetti.

Il presidente Valenzise richiama inoltre le precauzioni indicate dal Piano per ridurre il trasferimento passivo degli insetti vettori: controllare abiti e calzature prima di risalire sui mezzi, evitare la sosta dei veicoli in aree con piante ospiti e attenersi alle prescrizioni per la copertura dei carichi. Per una corretta applicazione delle misure, il Piano d’azione è disponibile e potrà essere scaricato integralmente anche dal sito istituzionale dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Reggio Calabria: https://ordinereggiocalabria.conaf.it.

Precisa il Dott. Agronomo Michele Valenzise Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Reggio Calabria: «la tutela del paesaggio non può essere contrapposta alla tutela fitosanitaria. Il paesaggio olivicolo è un sistema vivente, produttivo e culturale: non coincide con la semplice conservazione del singolo albero, ma con la salvaguardia dell’intero patrimonio vegetale e della sua continuità nel tempo. Quando la scienza e la normativa prescrivono interventi finalizzati all’eradicazione di un organismo da quarantena, tali misure devono essere attuate con rigore, proporzionalità, tracciabilità e sotto il controllo del Servizio fitosanitario».

Gli eventuali interventi di rimozione dovranno essere preceduti e accompagnati da una puntuale identificazione e documentazione delle piante, eseguiti da operatori qualificati e seguiti dalla corretta gestione del materiale vegetale. Dovranno inoltre essere previste, non appena le condizioni fitosanitarie lo consentiranno, azioni di ripristino e ricostituzione del patrimonio arboreo coerenti con le indicazioni scientifiche e con le prescrizioni dell’autorità fitosanitaria.

La diffusione del batterio determinerebbe conseguenze che vanno ben oltre la perdita delle singole produzioni. Il danno potenziale riguarda il reddito delle aziende agricole, il valore fondiario, l’occupazione, l’attività vivaistica e l’intera filiera olivicola e olearia. A ciò si aggiungono la perdita di biodiversità, di servizi ecosistemici, di capacità di protezione del suolo e di un paesaggio che costituisce un elemento identitario della Calabria.

Per tale ragione, la Federazione Regionale ritiene indispensabile che le misure fitosanitarie siano accompagnate da adeguati strumenti economici. Gli oneri derivanti da interventi adottati nell’interesse generale non possono ricadere esclusivamente sui proprietari e sulle imprese direttamente interessate. Occorrono risorse per gli indennizzi, sostegni alla continuità aziendale, assistenza tecnica, eventuale riconversione produttiva e futuro reimpianto, oltre a specifiche misure a favore delle imprese vivaistiche coinvolte dalle limitazioni alla movimentazione.

Parallelamente deve essere rafforzata la ricerca scientifica, con particolare riferimento alla caratterizzazione genetica dell’isolato, all’individuazione delle specie ospiti presenti nel territorio, alla biologia e alla distribuzione degli insetti vettori, alla modellizzazione del rischio di diffusione, alla validazione dei metodi diagnostici e allo studio della suscettibilità o tolleranza del patrimonio varietale olivicolo calabrese. La condivisione tempestiva dei dati tra Servizio fitosanitario regionale, ARSAC, CREA, Università Mediterranea di Reggio Calabria, amministrazioni locali e professionisti costituisce un presupposto essenziale per rendere gli interventi sempre più selettivi ed efficaci.

La Federazione chiede pertanto l’istituzione di un tavolo tecnico-scientifico permanente che coinvolga le istituzioni competenti, gli enti di ricerca, le organizzazioni professionali e le rappresentanze dei produttori. I Dottori Agronomi e i Dottori Forestali sono pronti a mettere a disposizione nel, suddetto tavolo istituzionale, le proprie competenze nel monitoraggio del territorio, nell’assistenza alle aziende, nella gestione agronomica degli oliveti, nella pianificazione dei successivi interventi e nella corretta informazione dei cittadini.

Ai proprietari e agli operatori agricoli viene rivolto l’invito a collaborare con il Servizio fitosanitario, consentire l’accesso per le attività ispettive, rispettare rigorosamente i divieti di movimentazione e segnalare tempestivamente eventuali sintomi sospetti, evitando iniziative autonome che possano interferire con le procedure ufficiali.

«La Calabria dispone di competenze scientifiche, tecniche e professionali di elevato livello. Dobbiamo metterle a sistema e agire con unità, trasparenza e rapidità. È questa la strada per tutelare contemporaneamente ambiente, paesaggio e imprese», conclude il Presidente Guagliardi. (rcz)

Ponte, entro settembre l’istruttoria per la delibera Cipess

Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e la società Stretto di Messina Spa entro settembre avvieranno l’istruttoria per la delibera Cipess di approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto.

Il ministro Matteo Salvini ha incontrato il Presidente di Stretto di Messina, Maurizio Basile, l’Amministratore delegato, Pietro Ciucci, e i dipendenti della società, esprimendo soddisfazione per il lavoro svolto nel rispetto delle osservazioni della Corte dei conti, con la recente acquisizione del parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
Ottenuto il visto di legittimità, la delibera Cipess diventerà efficace. Ciò consentirà – entro la fine dell’anno – l’avvio della fase realizzativa con la progettazione esecutiva e l’inizio del Programma delle Opere anticipate.
Il cronoprogramma prevede l’apertura al traffico nel 2034, dopo 7,5 anni di lavori. Il cantiere coinvolgerà imprese di tutta Italia. Una volta completato, il Ponte genererà una nuova mobilità per la Sicilia e la Calabria, aprendo scenari innovativi per la qualità della vita, la mobilità e il tessuto produttivo dello Stretto e non solo. (rrm)

Tis, nuovo incontro in Regione tra sindacati e assessore Calabrese

Nella giornata odierna si è svolto un incontro con l’assessore regionale alle Politiche attive per il Lavoro, Giovanni Calabrese, finalizzato a dare attuazione a tutte le misure previste dalla legge Regionale approvata a giugno scorso.
Da quanto emerso nel corso dell’incontro, a tutt’oggi sono circa 1500 i lavoratori del bacino Tis assunti a tempo indeterminato, mentre per altri 500 circa sono in corso le procedure di assunzione. Continua l’impegno volto al superamento del precariato storico regionale.
In base a quanto ha comunicato nel corso della riunione la Regione, sono in erogazione le indennità una tantum di 2 mila euro ai tirocinanti che non l’hanno ancora percepita. Inoltre, fino al 21 settembre, gli Enti locali interessati potranno richiedere il contributo di 54.000 euro per ulteriori assunzioni dei Tis idonei dalle specifiche graduatorie. In via di definizione, poi, anche la misura di incentivazione alla fuoriuscita volontaria dal bacino, grazie a un importo che sarà variabile e legato ad alcuni parametri come l’età del lavoratore.

«In questa fase – hanno sottolineato Mariaelena Senese, segretaria generale UIL Calabria, e Giuseppe Lavia, segretario generale CISL Calabria, insieme ai segretari delle rispettive  Federazioni di categoria – è fondamentale definire in tempi brevi l’attuazione di una misura temporanea di sostegno al reddito, già prevista dalla legge, per la platea residua non interessata dalle procedure di assunzione, che possa tutelare i lavoratori per il tempo necessario a trovare ulteriori soluzioni definitive che permettano l’assorbimento di tutti i lavoratori Tis».

«Prosegue, dunque, il nostro impegno in direzione del definitivo superamento del precariato storico: in sede di Legge di Bilancio – aggiungono i segretari – chiediamo da tempo che venga incrementato il contributo storicizzato oggi pari a 5 milioni, per consentire il definitivo svuotamento del bacino Tis». (rcz)