Aeroporto di Reggio, Minasi (Lega): «Nessuna cancellazione dei voli Ryanair»

Non c’è alcuna cancellazione dei voli Ryanair all’aeroporto ‘Tito Minniti’ di Reggio Calabria, ma unicamente una fisiologica e standard rimodulazione stagionale delle rotte che riguarda tutti gli scali d’Italia e del mondo». È quantoafferma in una nota la senatrice reggina della Lega, Tilde Minasi, sottolineando come «grazie alla straordinaria e vincente sinergia istituzionale messa in campo dal Ministro dei Trasporti Matteo Salvini, dal Governatore Roberto Occhiuto e dall’onorevole Francesco Cannizzaro, lo scalo dello Stretto è rinato dopo anni di abbandono».

«Reggio Calabria è passata dal rischio concreto di chiusura a numeri record mai visti nella storia, viaggiando a ritmi serrati verso il traguardo del milione di passeggeri e confermandosi solida base operativa per due aeromobili Ryanair con ben otto rotte complessive garantite», continua Tilde Minasi.

«Assistiamo per l’ennesima volta al disfattismo ideologico di una sinistra locale che, senza vergogna, continua a diffondere fake news e ad alimentare un allarmismo sterile ogni due per tre, dimostrando di tifare spudoratamente per il male della città pur di attaccare il governo di centrodestra. Lo avevano già fatto questa primavera inventando di sana pianta una fantomatica emergenza sulla crisi dei carburanti all’aeroporto, rivelatasi puntualmente una bolla di sapone del tutto falsa, e ci riprovano oggi mistificando i normali avvicendamenti dei voli invernali», aggiunge la senatrice del Carroccio.

«Reggio Calabria non torna più indietro e non si fa incantare da chi spera nel fallimento del territorio per racimolare qualche straccio di polemica politica. L’infrastruttura vola, i passeggeri aumentano e l’impegno per il rilancio dello scalo resta massimo e indiscutibile», conclude Tilde Minasi. (rrc)

Il sindaco di Cassano Iacobini agli Stati Generali contro il femminicidio: si lavora all’istituzione del Garante per le vittime

Lavorare tutti insieme affinché questo impegno possa tradursi anche in un importante risultato sul piano normativo nazionale, con l’istituzione di un Garante per le vittime di femminicidio. È quanto emerso dagli Stati Generali contro il Femminicidio e la Violenza sulle Donne, promossi dall’associazione “Alleati con Te”, presieduta da Catia Acquesta, e ospitati nella Chiesa degli Artisti, in Piazza del Popolo.

Un importante momento di confronto e di riflessione a livello nazionale, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo civile, scientifico e delle Forze dell’Ordine,  chiamati a dare il proprio contributo in una battaglia che riguarda l’intera società: contrastare la violenza di genere, spezzare l’isolamento delle vittime e costruire una rete sempre più forte ed efficace per prevenire nuove tragedie.

La giornata si è aperta con un momento di profondo raccoglimento in memoria delle donne vittime di femminicidio, un silenzio carico di significato che ha ricordato a tutti come dietro numeri e statistiche ci siano vite spezzate, famiglie distrutte e comunità profondamente segnate.

Nel corso dei lavori Catia Acquesta e S.E. Mons. Antonio Staglianò – Vescovo e Presidente della Pontificia Accademia di Teologia, Rettore della Chiesa degli Artisti, hanno presentato anche importanti documenti programmatici, con proposte e indirizzi concreti per rafforzare l’impegno delle istituzioni e della società civile nella prevenzione e nel contrasto al femminicidio e alla violenza sulle donne.

Hanno portato il loro contributo, tra gli altri, Wanda Ferro, Sottosegretario all’Interno; Roberto Massucci, Questore di Roma; Andrea Giordano, Magistrato e Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero della Salute; Susanna Donatella Campione, componente della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul Femminicidio e la Violenza di Genere, Filomena Di Gennaro e Antonietta Proietti, entrambe vittime scampate alla morte.

Presenze autorevoli che testimoniano quanto sia necessario mettere insieme competenze, responsabilità e istituzioni diverse per affrontare un fenomeno complesso e drammatico, che non può essere combattuto attraverso azioni isolate.

Un percorso sul quale si sta costruendo una convergenza sempre più ampia tra istituzioni, associazioni e rappresentanti della società civile, nella convinzione che servano nuovi strumenti, maggiori tutele e punti di riferimento concreti per le vittime e per le loro famiglie.

Nel suo intervento il sindaco Gianpaolo Iacobini, ricordate le tragiche vicende di cui sono state vittime, tra le altre, Ornella Forastefano e Romina Iannicelli, ha rappresentato la volontà del Comune ionico di essere parte attiva di una rete che unisca territori e istituzioni attorno a un obiettivo comune, ad iniziare da attività di educazione nelle scuole, fino all’istituzione – per come proposto dagli organizzatori dell’iniziativa – del Garante delle vittime di femminicidio, per contribuire così alla costruzione di una società più giusta, più sicura e più capace di proteggere la dignità e la vita delle persone. (rrm)

Venerdì a Santa Caterina dello Ionio si ragiona sul futuro turistico del Basso Ionio

Venerdì 4 settembre a Torre Sant’Antonio di Santa Caterina dello Ionio, alle 20, si terrà il confronto “La Calabria che resta, la Calabria che attrae – Raccontare i luoghi. Costruire comunità. Creare una destinazione”, che partirà dal libro di Gianpiero Taverniti, autore di Raccontando la Calabria – Il viaggio continua.

L’evento rientra nell’ambito della rassegna Uno sguardo dalla Torre.

Il volume racconta una Calabria da attraversare lentamente, attraverso borghi, persone, tradizioni, paesaggi e sapori: 55 luoghi nelle cinque province, 26 personaggi, 15 ricette e circa 300 fotografie.

We’re South APS è una rete nata tra Bivongi, Stilo, San Floro Monasterace, Guardavalle, Santa Caterina dello Ionio e Badolato, che mette in relazione giovani, associazioni, operatori, imprese e realtà culturali, lavorando sulla rigenerazione delle comunità, sul turismo lento e responsabile e sulla possibilità di creare nuove opportunità nelle aree interne.

Riviera e Borghi degli Angeli riunisce invece operatori turistici del Basso Ionio con l’obiettivo di superare la promozione della singola struttura o del singolo paese e costruire una destinazione integrata, collegando costa ed entroterra, ricettività, borghi, cultura, natura ed enogastronomia.

La Pro Loco di Santa Caterina dello Ionio rappresenterà infine il legame diretto con la comunità locale: la valorizzazione del paese, delle sue tradizioni, della sua memoria e del suo patrimonio materiale e immateriale.

Tre esperienze differenti che incontreranno il racconto di Taverniti attorno a una domanda concreta: se domani arrivassero dieci turisti chiedendo di vivere il Basso Ionio per tre giorni, cosa saremmo realmente in grado di offrirgli? L’obiettivo della serata è proprio passare dalla semplice promozione del territorio alla costruzione di un’esperienza condivisa, capace di mettere insieme mare, borghi, natura, cultura, persone e sapori.

Perché la Calabria non ha bisogno di inventare nuove bellezze. Ha bisogno di mettere in relazione quelle che possiede. (rcz)

Successo per “Il teatro senza Teatro”: un viaggio straordinario in 20 borghi calabresi

Grande successo per “Il Teatro senza Teatro”, il progetto speciale itinerante promosso da L’Altro TeatroPrimavera dei Teatri e Nastro di Möbius, sotto la direzione artistica di Fabio Vincenzi e con il sostegno della Regione Calabria (Avviso pubblico per la selezione e il finanziamento di Progetti speciali teatrali 2025 – POC Calabria 2014-2020 Asse VI – Azione 6.7.1). Partito il 30 luglio e conclusosi a fine agosto, il viaggio ha attraversato venti borghi di tutte le province calabresi, trasformando piazze, strade e belvedere in un grande palcoscenico a cielo aperto, portando lo spettacolo dal vivo nel cuore delle comunità e delle aree interne dove i teatri tradizionali non ci sono.

Protagonista tecnologico e scenografico della rassegna è stato il Nautilus, l’innovativo truck capace di allestire in pochi minuti uno spazio scenico completo nel cuore delle piazze. In un territorio in cui spesso i luoghi tradizionali di fruizione culturale scarseggiano o mancano del tutto, il progetto ha ribaltato il paradigma classico: non più il pubblico che si sposta verso i teatri, ma il teatro che si fa incontro alla gente, trasformando gli spazi urbani e storici in platee vive, calorose e partecipate.

Il successo dell’iniziativa si deve alla straordinaria qualità artistica della programmazione, che ha visto alternarsi cinque compagnie calabresi – Il Teatro della Libellula, Scena Verticale, Teatro della Radice, Associazione Zahir, Kundateatro – capaci di intercettare registri narrativi differenti e coinvolgere un pubblico trasversale di ogni età.

Angelo Gallo con “Zampalestra u cane tempesta”, lo spettacolo di burattini ispirato alla tradizione popolare calabrese, ha incantato bambini e famiglie a Sant’Ilario dello Ionio, Camini, Bova e Caccuri. Il toccante monologo “Diario di una donna”, scritto e interpretato da Manuela Valenti, tratto dai diari reali di Nonna Giuseppina, ha emozionato il pubblico di San Nicola dall’Alto, Simbario, Monterosso Calabro, Mongiana, Serra San Bruno. Una rilettura del capolavoro di Eduardo De Filippo “Uomo e Galantuomo”, per la regia di Matteo Lombardo (con Antonio Belmonte, Valeria Bisciglia, Antonio Ferrari, Anna Grano, Pierfrancesco Minervini, Marco Settino, Arturo Valentini), è invece andata in scena a Borgia, Santa Severina e Le Castella“Re Pipuzzu fattu a manu”, melologo per tre finali di e con Dario De Luca, accompagnato dalle sonorizzazioni dal vivo di Gianfranco De Franco, ha affascinato gli spettatori di Riace, Gasperina, Squillace e Stalettì“Sulle acque, sui rovi. Storia di San Francesco di Paola” di Vincenza Costantino, con narrazione e voci popolari di Manolo Muoio ed Ernesto Orrico e le musiche dal vivo di Carlo Cimino, ha visto una grande partecipazione di pubblico a Lungro, Celico e Rogliano. All’interno del progetto speciale anche “Elettra 1944”, un’opera nazionale prodotta da Altra Scena e L’Altro Teatro, scritta e diretta dal regista Giancarlo Nicoletti, andata in scena il 10 agosto al Teatro dei Ruderi di Cirella.

«I venti Comuni coinvolti hanno risposto con una straordinaria affluenza. “Il Teatro senza Teatro – Storia teatrale per raccontare la Calabria più vera” ha dimostrato – spiegano i promotori del progetto – che la cultura non necessita per forza di edifici in muratura per esistere, ma di comunità pronte all’ascolto. Vedere le piazze dei borghi riempirsi di cittadini, bambini, turisti ed anziani a ogni tappa ha confermato l’efficacia di questo progetto, nato per portare arte, musica e teatro dove questi linguaggi solitamente non arrivano, trasformando piazze, siti archeologici, luoghi naturalistici in palcoscenici itineranti e diffusi». (rrm)

CNA Calabria: «Più reddito e meno costo del lavoro per fermare la fuga dei giovani»

Più reddito in busta paga e meno costo del lavoro per le imprese che assumono stabilmente. La Calabria deve creare le condizioni per scegliere di restare». È quanto ha detto Giovanni Cugliari, presidente di Cna Calabria, in merito all’inflazione record.

I dati elaborati da Istat sono preoccupanti e consegnano ancora una volta alla nostra regione una maglia nera.

La Calabria emerge come la regione italiana che ha registrato i rincari più significativi, posizionandosi al vertice della classifica nazionale per l’aumento dei prezzi. I rincari sono del 3,5% contro una media nazionale del 2,9%. Un’inflazione galoppante che non va di pari passo ad un aumento del potere d’acquisto e che si inserisce in un territorio penalizzato da difficoltà logistiche e strutturali. Spese per energia e carburante, foraggiate da lunghi mesi di temperature calde e dalla mancanza di un trasporto pubblico esteso, lievitano e tolgono ossigeno a famiglie e imprese.

Il costo del carburante entra in ogni fase della filiera: nel trasporto delle merci, nelle consegne, negli spostamenti degli artigiani, nei servizi tecnici, nella logistica e nella distribuzione. Un’impresa calabrese che deve percorrere più chilometri per raggiungere clienti, fornitori o mercati parte già da una condizione di svantaggio.

«Formare i nostri giovani per tredici o diciotto anni, per poi lasciarli andare via per mancanza di opportunità e di condizioni favorevoli, significa trasferire il loro capitale di competenze ad altri territori ed arginare lo sviluppo della Calabria», afferma.

Cugliari condivide l’idea avanzata da Occhiuto di una no tax area per gli under 35, ma esprime la necessità che sia accompagnata da una più ampia visione, nella quale rientrino , interventi per aumentarne il reddito e sostegno alle imprese che creano occupazione stabile.

«La no-tax area per gli under 35 – afferma Cugliari – può diventare il cuore di una strategia per trattenere i giovani. Ma il vantaggio fiscale deve arrivare direttamente e ogni mese in busta paga, perché è lì che diventa affitto, rata del mutuo, spesa, progetto di famiglia e possibilità concreta di restare».

«È un paradosso – prosegue – che al Sud si formino competenze che poi vanno ad alimentare i sistemi produttivi di altre regioni, nonché degli stati esteri, mentre le nostre imprese faticano a trovare tecnici e personale qualificato. Dobbiamo creare qui le condizioni economiche e professionali perché un giovane possa scegliere di restare».

Fondamentale per CNA Calabria è anche costruire un collegamento stabile tra scuole, ITS, università e sistema produttivo, programmando e investendo sulle competenze realmente richieste dal mercato del lavoro. A questo deve affiancarsi una più ampia detassazione del lavoro dipendente, concentrata soprattutto sui redditi medio-bassi e sulle nuove generazioni.

“Ogni euro di tasse in meno – spiega Cugliari – deve diventare un euro in più nel salario netto del lavoratore. Basta bonus e misure una tantum: serve aumentare stabilmente il reddito disponibile ogni mese”.

Un intervento che deve salvaguardare integralmente i contributi pensionistici attraverso la copertura pubblica e procedere di pari passo con misure rivolte alle aziende. (rcz)

Palazzo Campanella rende omaggio alla Madonna della Consolazione

Palazzo Campanella rende omaggio alla Madonna della Consolazione con una grande collettiva d’arte, uno degli appuntamenti centrali del programma di iniziative con cui il Consiglio regionale accompagnerà i giorni più intensi e partecipati delle celebrazioni mariane di Reggio Calabria.
La mostra dal titolo “Consolazione, culti, devozione, memoria e comunità” sarà inaugurata venerdì 11 settembre, alle 18.30, nella Sala Federica Monteleone.
Voluta dal presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo, riunisce dodici artisti conosciuti e apprezzati del panorama artistico calabrese, che hanno scelto di mettere gratuitamente le proprie opere a disposizione dell’iniziativa: Matteo Curcio, Giuseppe Iaria, Tiziana Marra, Tina Nicolò, Luigi Palamara, Sebastiano Plutino, Gregorio Procopio, Nino Romano, Salvatore Russo, Simona Treccosti, Tiziana Zimbalatti e Raffaella Polifroni.
Attraverso opere artistiche, gigantografie, infografiche e materiali storici, l’esposizione racconta culto, devozione, memoria e tradizioni della comunità calabrese. La mostra sarà visitabile, con ingresso gratuito, dall’11 al 15 settembre 2026, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. Sarà arricchita dalla mostra sulla Vara e sulla sua storia che il Consiglio regionale ha concesso in comodato d’uso gratuito all’Associazione Portatori della Vara della Madonna della Consolazione
La collettiva si inserisce nelle iniziative, ospitate al Consiglio regionale, che accompagneranno la Festa. Dall’11 al 15 settembre Palazzo Campanella sarà illuminato di azzurro, con la proiezione sulla facciata dei volti della Madonna e del Bambino raffigurati nel venerato Quadro custodito nella Basilica dell’Eremo. Sabato 12 settembre, il Presidente Cirillo, insieme a tutti i dipendenti del Consiglio e alle rispettive famiglie, renderà omaggio alla Patrona in occasione del passaggio della Vara davanti alla sede dell’Assemblea legislativa.
Lunedì 14 settembre, alle 11, nella Sala Giuditta Levato, sarà presentata la nuova sezione mariana del Polo culturale “Mattia Preti”. Insieme al presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo, interverranno fra gli altri l’arcivescovo metropolita di Reggio Calabria-Bova, monsignor Fortunato Morrone, e una rappresentanza dei Portatori della Vara, insieme al presidente dell’Associazione Gaetano Surace.
«Ringrazio gli artisti che hanno accolto il nostro invito e scelto di mettere gratuitamente le proprie opere a disposizione della comunità – afferma il presidente Cirillo –. Come presidente del Consiglio regionale della Calabria ho voluto fortemente che, in questi giorni così importanti per Reggio, Palazzo Campanella non si limitasse al semplice omaggio floreale alla Madonna al passaggio della Vara, ma partecipasse pienamente, insieme alla città, alle celebrazioni in onore della sua Patrona. Da qui nasce la scelta di aprire il Palazzo ai cittadini e ai fedeli con la mostra collettiva, l’illuminazione della sede e la proiezione delle immagini della Madonna e del Bambino, fino all’istituzione della nuova sezione mariana del Polo culturale “Mattia Preti”. Un insieme di iniziative attraverso le quali vogliamo valorizzare, anche attraverso l’arte e la cultura, una devozione che appartiene profondamente alla storia e all’identità delle nostre comunità. Questo vuole essere un punto di partenza: dal prossimo anno intendiamo ampliare ulteriormente la partecipazione degli artisti calabresi e far crescere un appuntamento capace di raccontare ciò che la devozione mariana rappresenta non soltanto per Reggio, ma per l’intera Calabria».

Il Teatro di Calabria “Aroldo Tieri” torna da Sirolo con il Premio Franco Enriquez 2026 per I Persiani

Prestigioso riconoscimento per il Teatro di Calabria “Aroldo Tieri”, che ha ricevuto il Premio Nazionale Franco Enriquez 2026 – Città di Sirolo, conferito nella categoria Teatro Classico – Sezione Teatri e Compagnie per I Persiani di Eschilo, con la regia di Aldo Conforto e la direzione artistica di Francesco Mazza.

La cerimonia si è svolta sul palco del Teatro Comunale Cortesi di Sirolo, in provincia di Ancona.

Un momento di forte emozione, arrivato dopo il successo ottenuto lo scorso 7 agosto, quando il Teatro di Calabria aveva portato in scena la tragedia eschilea davanti a un teatro esaurito, conquistando il pubblico e suscitando l’apprezzamento della critica.

A poche settimane di distanza, il ritorno nel borgo marchigiano per ritirare il riconoscimento durante la cerimonia di premiazione inserita nell’ambito della XXII edizione del Festival e Premio Nazionale Franco Enriquez – Città di Sirolo, che quest’anno ha scelto come tema “Il teatro, una via per la pace”. Una serata dedicata alle diverse espressioni del teatro italiano contemporaneo, che ha visto tra i premiati di questa edizione Andrée Ruth Shammah, Lino Guanciale, Giuliana De Sio, Milena Vukotic e Gabriele Vacis.

«È un riconoscimento che ci emoziona profondamente – commenta a caldo il direttore artistico Francesco Mazza – perché premia non soltanto questo spettacolo, ma anche un’attività teatrale lunga cinquant’anni, quella di Aldo Conforto, che in questo lungo percorso ha formato decine e decine di attori nella città di Catanzaro e che ancora oggi porta avanti il suo lavoro con l’entusiasmo giovane di chi non ha mai smesso di credere nel teatro. È un riconoscimento che sentiamo particolarmente meritato anche per l’impegno totale che tutti noi abbiamo messo in questa prima produzione della compagnia rinnovata. Questo ci dà la responsabilità e, insieme, la gioia di continuare a lavorare».

La motivazione del Premio aveva sottolineato come la tragedia di Eschilo affronti «la guerra, le scelte sbagliate, l’incomprensione, la brama di conquista» e arrivi a celebrare «la saggezza che consiste nella misura e nell’accettazione del limite». La giuria ha inoltre evidenziato «la forza evocativa del coro e di bravissimi giovani attori», insieme alla regia, all’adattamento dei testi, alla direzione artistica, alle scene, ai costumi e alle suggestive musiche originali.

La scelta registica di Aldo Conforto è stata quella di non forzare il testo attraverso una trasposizione contemporanea o un’attualizzazione estranea alla sua natura, ma di lasciare che I Persiani, rispettato nella sua forma originaria, parlasse direttamente al pubblico di oggi.

La scenografia, essenziale ma evocativa, richiama l’atmosfera dell’antica Persia, mentre sono soprattutto costumi e maschere a restituire il senso di una civiltà ricca e potente. Ori e dettagli preziosi costruiscono un ambiente basato sull’opulenza e diventano lo specchio di un potere che, proprio a causa della propria arroganza, è destinato a incrinarsi e a crollare.

Particolarmente significativo è il lavoro sul Coro dei saggi, che in questa produzione non è una presenza semplicemente deputata a commentare gli eventi, ma assume un ruolo attivo nell’evoluzione drammaturgica. Fin dall’inizio accompagna il progressivo mutare dell’atmosfera: dalla fiducia nella potenza della Persia al dubbio sulla spedizione che Serse ha voluto contro la Grecia, fino allo sgomento provocato dall’annuncio della disfatta. Attraverso il Coro prende forma il dolore di una comunità che assiste impotente alla caduta delle proprie certezze e alla distruzione delle proprie speranze. I saggi non condividono la scelta del sovrano di attaccare Atene e, dopo la disfatta, manifestano apertamente il proprio dissenso. Al ritorno di Serse, il Coro si toglie la maschera e gli volta le spalle. È un momento scenico di grande potenza perché rende visibile ciò che nel testo è anche una presa di posizione morale: la comunità riconosce l’errore del proprio sovrano. Ma la sua opposizione non diventa una vera ribellione. Quando Atossa ordina di accogliere con benevolenza il figlio sconfitto, il Coro però torna a voltarsi verso Serse e a indossare nuovamente la maschera.

Così il Coro è allo stesso tempo coscienza critica e corpo sociale che finisce per subire nuovamente il potere. Ha intuito il pericolo, ha espresso il proprio dissenso, ma non riesce a sottrarsi alla sua autorità. La critica ha sottolineato proprio la forza di questo dispositivo scenico, osservando come il Coro faccia convivere «il suono con il canto», restituendo l’immagine di «un gruppo sociale che non ha più la forza di reagire». Una comunità che assiste alla rovina del proprio mondo e che, pur riconoscendo l’errore, non riesce fino in fondo a sottrarsi alle dinamiche del potere.

Al centro dello spettacolo c’è inoltre un intenso lavoro sulla parola, affidato alla regia e all’adattamento dei testi curato da Aldo Fiale. La scelta di una recitazione declamata restituisce alla lingua di Eschilo una dimensione tragica e ieratica. Particolarmente toccante è la presenza delle figure femminili. Anna Maria Corea, nel ruolo di Atossa, restituisce tutta la complessità della madre di Serse: una donna che è contemporaneamente regina e madre, legata al destino del proprio popolo ma attraversata dal dolore per il figlio. È lei ad accogliere Serse al suo ritorno e a chiedere al Coro di deporre la propria ostilità, riportando la tragedia dalla dimensione politica a quella profondamente umana. Il Dario di Benito Pugliese, evocato dai saggi dall’oltretomba, entra in scena con una presenza maestosa. Marco Trebian interpreta Serse, mentre Anna D’Alfonso interpreta la Donna afflitta, voce del dolore delle donne che nei millenni hanno visto mariti, figli, fratelli e padri partire per la guerra, affidato anche ai versi di Ada Negri e Federico García Lorca, che legano la tragedia antica alla memoria universale delle vittime della guerra. Completano il cast i giovani corifei Eugenio Nicolazzo e Gino Mariano Mazzotta e il messaggero Alessandro Giordano. Le musiche originali di Amedeo Lobello e Francesca Procopio contribuiscono a costruire un’atmosfera di forte suggestione, amplificando il senso di attesa, smarrimento e lutto che attraversa l’intera opera. A chiudere la rappresentazione è la voce del soprano Miriana Screnci, che interviene nel finale con un momento di grande intensità. (rrm)

Olio Lametia DOP, il Consorzio chiama a raccolta i produttori: «Dare più forza alla denominazione»

Fare massa, aggregare una quantità significativa di prodotto certificato e dare alle aziende maggiori strumenti per valorizzare il proprio olio sul mercato. È questa la strategia che il Consorzio di Tutela dell’Olio Extra Vergine di Oliva Lametia DOP rilancia, di fronte alle oscillazioni che continuano a caratterizzare il mercato dello sfuso, con un appello rivolto a olivicoltori, frantoiani, confezionatori e operatori dell’intera area della denominazione.

Confezionare e certificare richiede investimenti, organizzazione e un impegno imprenditoriale maggiore. Al tempo stesso, permette all’olio di arrivare sul mercato con un’identità precisa, il nome di chi lo produce e quello del territorio da cui proviene. È un passaggio che rafforza la riconoscibilità delle aziende e della denominazione e consente di trattenere nella filiera locale una quota maggiore del valore generato dal prodotto.

La Denominazione di Origine Protetta sostiene questo percorso attraverso un disciplinare di produzione, controlli e un sistema di tracciabilità che segue l’olio lungo la filiera. Su ogni confezione di Olio Extra Vergine di Oliva Lametia DOP viene applicata una fascetta numerata, che identifica il prodotto e ne rende verificabile il percorso produttivo.

Per il consumatore è una garanzia concreta. Chi cerca un extravergine di qualità ha bisogno di informazioni chiare per orientarsi tra le numerose proposte presenti sul mercato. La certificazione consente di riconoscere origine e percorso produttivo dell’olio e il Consorzio diventa il sigillo di un patto di fiducia tra produttori e consumatori alla ricerca di un prodotto autentico.

Perché questo modello possa crescere serve però una dimensione adeguata. Fare massa e aggregare una quantità significativa di prodotto permette di sostenere iniziative promozionali più incisive, raggiungere un pubblico più ampio e presentare la Lametia DOP sui mercati con maggiore continuità. All’aumentare delle aziende coinvolte cresce anche il peso della denominazione e la possibilità di sviluppare progetti comuni.

Da qui l’appello del Consorzio agli operatori dell’area DOP. Olivicoltori, frantoiani e confezionatori sono chiamati a considerare certificazione, confezionamento e aggregazione come strumenti di crescita aziendale e collettiva. Ampliare la partecipazione vuol dire aumentare la disponibilità di olio certificato, condividere competenze e servizi e costruire una presenza commerciale più strutturata.

Nato nel 2000, il Consorzio Lametia DOP svolge le proprie funzioni di tutela e valorizzazione a beneficio della denominazione e di tutti gli operatori dell’area DOP. Oggi conta 17 aziende aderenti e punta ad ampliare la partecipazione del tessuto produttivo locale, favorendo il confronto tra olivicoltori, frantoiani, confezionatori, operatori commerciali e istituzioni.

Un ruolo importante spetta proprio alla collaborazione istituzionale. Il Consorzio auspica un rapporto sempre più stretto con la Regione Calabria, le amministrazioni comunali e gli enti impegnati nelle politiche agricole, nella promozione territoriale e nello sviluppo economico. Il sostegno pubblico e la capacità delle imprese di aggregarsi sono due leve complementari per finanziare attività promozionali di più ampia portata, far conoscere la denominazione a un numero crescente di consumatori e favorire l’accesso a nuovi mercati.

L’Olio Extra Vergine di Oliva Lametia DOP nasce prevalentemente dalla cultivar Carolea nella Piana di Lamezia Terme, dove numerosi ulivi ultracentenari raccontano una storia agricola profondamente intrecciata con il paesaggio.

La cura di questo patrimonio passa dal lavoro quotidiano degli olivicoltori, che presidiano le campagne, mantengono gli uliveti e tramandano conoscenze e pratiche produttive. Dare valore all’olio vuol dire quindi sostenere anche questa funzione, con ricadute sulla tutela del paesaggio, sulla biodiversità e sulla vitalità delle aree rurali.

Con l’avvicinarsi della nuova campagna olearia, il Consorzio guarda inoltre a frantoi e aziende come luoghi nei quali far conoscere direttamente il mondo dell’olio. Visite, degustazioni guidate, percorsi di oleoturismo e iniziative rivolte a scuole, cittadini e visitatori possono raccontare come nasce un extravergine certificato, diffondere una maggiore cultura del prodotto e creare nuove occasioni di incontro tra chi produce e chi acquista.

“Il futuro della nostra olivicoltura passa dalla capacità di dare identità e valore all’olio e di affrontare insieme le oscillazioni del mercato – dichiara Pierluigi Taccone, presidente del Consorzio Lametia DOP – Certificare e confezionare richiede più impegno, più organizzazione e una visione di lungo periodo, ma permette al produttore di presentarsi direttamente al consumatore con il proprio lavoro e con il nome del territorio. Abbiamo bisogno di più aziende, più partecipazione e maggiori quantità di prodotto certificato. Come Consorzio vogliamo lavorare in questa direzione, insieme agli operatori dell’area DOP, alla Regione Calabria e alle altre istituzioni, per dare alla denominazione la forza necessaria per crescere e trovare nuovi spazi sul mercato”.

L’appello è rivolto dunque all’intero mondo produttivo dell’area Lametia DOP. La prossima campagna olearia può essere l’occasione per ampliare la partecipazione, aumentare il prodotto certificato e dare maggiore peso alla denominazione. Fare massa, lavorare insieme e portare sul mercato più Olio Lametia DOP confezionato e certificato: è questa la direzione indicata dal Consorzio per trasformare il valore dell’olio prodotto nella Piana di Lamezia Terme in valore per le imprese e per il territorio. (rcz)

Scuola, Fillea Cgil Calabria: «Serve un grande piano di riqualificazione»

Il segretario generale della Fillea CGIL Calabria, Simone Celebre lancia un appello alla Regione e agli enti proprietari degli edifici scolastici affinché si apra una vera stagione di interventi strutturali sul patrimonio scolastico calabrese.

«Non bastano le emergenze: servono scuole sicure, efficienti, climatizzate e adeguate ai cambiamenti climatici. Di fronte alle temperature sempre più elevate che stanno interessando la Calabria non possiamo limitarci a discutere ogni anno se sia opportuno rinviare o meno l’apertura delle scuole. Il problema è molto più grande e riguarda la sicurezza e la qualità degli edifici scolastici della nostra regione», evidenzia.

«Se le condizioni climatiche dovessero rendere incompatibile la permanenza nelle aule si valuti senza esitazioni – sostiene Celebre – il rinvio dell’inizio delle lezioni, mettendo al primo posto la tutela della salute di bambini, ragazzi, docenti e personale scolastico. Non può essere il calendario scolastico a venire prima della sicurezza delle persone».

Ma per il segretario generale della Fillea Cgil Calabria il rinvio, laddove necessario, rappresenterebbe soltanto una risposta emergenziale.

«La vera questione – evidenzia Simone Celebre – è che non possiamo continuare a gestire il caldo estremo come se fosse un evento eccezionale. I cambiamenti climatici stanno modificando le nostre condizioni di vita e di lavoro e dobbiamo adeguare le nostre infrastrutture a questa nuova realtà. Per questo, come Fillea CGIL Calabria, chiediamo “un grande Piano regionale per la riqualificazione delle scuole, con risorse e tempi certi, che coinvolga Regione, Comuni, Province e Città Metropolitana. Un piano che dovrà prevedere interventi di messa in sicurezza, efficientamento energetico, isolamento termico, sostituzione degli infissi, adeguamento degli impianti, climatizzazione e ventilazione degli ambienti, oltre all’installazione di sistemi da fonti rinnovabili e alla riqualificazione degli spazi esterni, con aree verdi e zone d’ombra. Dobbiamo smettere di pensare – continua il segretario generale della Fillea Cgil Calabria – alla scuola soltanto come a un luogo dove si fa lezione. La scuola è un luogo di studio e contemporaneamente un luogo di lavoro, dove ogni giorno entrano migliaia di persone. Per questo deve rispettare tutti gli standard di sicurezza, salubrità, efficienza e comfort necessari. La scuola deve essere il primo luogo sicuro».

Simone Celebre tiene a sottolineare, inoltre, come «un grande programma di riqualificazione del patrimonio scolastico potrebbe rappresentare un’importante occasione di sviluppo economico e occupazionale. Investire nelle scuole – evidenzia Celebre – significa investire nei nostri ragazzi, ma significa anche creare lavoro, sostenere il settore delle costruzioni e dell’impiantistica e valorizzare professionalità e imprese che operano nel rispetto delle regole, della sicurezza e dei contratti. La transizione energetica può e deve diventare anche una grande occasione di lavoro di qualità. Chiediamo quindi che gli interventi vengano programmati con una visione pluriennale e non attraverso finanziamenti frammentari e interventi tampone».

«Non possiamo aspettare la prossima ondata di calore, la prossima emergenza o il prossimo problema strutturale per intervenire. La prevenzione costa meno dell’emergenza e la sicurezza non può essere affidata alla fortuna. La Calabria ha bisogno di una vera politica industriale e infrastrutturale per la scuola. Vogliamo scuole che siano sicure d’inverno e vivibili d’estate, energeticamente efficienti, antisismiche, accessibili e adeguate ai nuovi rischi climatici», conitnua.

«La Fillea CGIL Calabria – conclude – tramite il suo segretario generale, chiede pertanto alla Regione di “convocare un tavolo con le organizzazioni sindacali e gli enti interessati per avviare la costruzione di un Piano straordinario regionale per la sicurezza, la riqualificazione e l’efficientamento energetico degli edifici scolastici. Proteggere i nostri ragazzi dagli effetti dei cambiamenti climatici non è un’opzione. È una responsabilità delle istituzioni. E noi chiediamo che questa responsabilità venga assunta adesso, prima che sia troppo tardi». (rcz)

Straordinario successo per Magna Graecia Summer School, la scuola politica di FI Giovani

Sono stati oltre 40mila i militanti che hanno preso parte alla sesta edizione della Magna Graecia Summer School, la scuola politica di Forza Italia giovani, tenutasi il 25 e 26 agosto presso l’Hotel Regent di Catona. Un appuntamento ormai consolidato, che quest’anno ha visto la nascita del nuovo comitato organizzatore composto da Francesco Malara, Santina Santambrogio e Antonio Anile, membri del coordinamento Forza Italia Giovani Città Metropolitana di Reggio Calabria.

I lavori della prima giornata, aperti dal Vicepresidente della III Circoscrizione del Comune di Reggio Calabria Bruno Germanò, si sono concentrati su due approfondimenti tematici cruciali. Il primo panel, incentrato su “Turismo: IA e Innovazione” e moderato dalle militanti Santina Santambrogio e Ludovica Saraceno, ha registrato gli interventi dell’ingegnere programmatore IA Giacomo Barbieri, del professore associato di Statistica dell’Università Mediterranea Bruno Antonio Pansera, del consigliere comunale, imprenditore turistico e fondatore di Calabriando Paolo Bilardi, della fondatrice di Sagr Chiara Barberi e del fondatore di Kamaffari Domenico Lione. A seguire, il secondo panel dedicato ad “Ambiente e Blue Economy”, con la moderazione di Federico Marino, ha visto i contributi dell’assessore Domenica Catalfamo, dell’ingegnere Anita Santoro di Loveboat, del consigliere comunale Nicola Falduto e del presidente della IV Circoscrizione Giuseppe Cantarella.

 

La giornata del 26 agosto si è aperta con il terzo panel dal titolo “Reggio Città Universitaria”, guidato dai moderatori Ilaria Sidari ed Antonio Anile: al dibattito sulle opportunità per gli studenti e sullo sviluppo dell’ateneo cittadino hanno preso parte l’europarlamentare Giusi Princi, il consigliere comunale Stefano Vilasi, il presidente del Consiglio degli Studenti dell’Università Mediterranea Andrea Fuda, il componente del Consiglio di Amministrazione dello stesso ateneo Giorgio Retez e il presidente della I Circoscrizione Simone Lacava.

La manifestazione si è chiusa con gli interventi dei vertici del partito, tra cui il Segretario regionale di Forza Italia Giovani Federico Milia che, rivolgendosi ai giovani militanti, li ha invitati a sentirsi parte integrante e pilastro di una classe dirigente che non appartiene più al domani, ma che è diventata protagonista del presente. In conclusione, l’On. Francesco Cannizzaro, Sindaco di Reggio Calabria e Segretario regionale di Forza Italia, ha espresso profonda emozione nel ripercorrere il percorso che ha condotto a questo traguardo, ricordando che oltre a governare i processi amministrativi, politici e istituzionali, era un preciso dovere formare la futura classe dirigente: una missione che trova conferma nella presenza di tanti giovani militanti, oggi amministratori, che si ritrovano a dibattere sui temi in una scuola politica arrivata alla sesta edizione, con sempre più qualità e competenza. (rrc)