Arrical, la Regione con 45 mln va incontro ai Comuni

Non c’è nessun aumento dei rifiuti anzi, la Regione e Arrical hanno stanziato 45 milioni a valere sui servizi d’interesse economico generale (SIEG), che consente di ridurre l’impatto degli scostamenti per gli anni pregressi dei rifiuti.

Una misura straordinaria, finalizzata a sterilizzare gli aumenti dei costi che avrebbero avuto impatti significativi sui bilanci dei comuni e sui cittadini.

È quanto ha reso noto Sergio Ferrari, presidente Arrical – Autorità Rifiuti e Risorse Idriche Calabria, nel corso del Consiglio direttivo dell’Ente, svoltosi nei giorni scorsi in Cittadella regionale alla presenza dell’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Calabrese, del direttore generale Dipartimento Ambiente, ing. Salvatore Siviglia e del direttore generale di Sorical, ing. Giovanni Marati.

All’ordine del giorno, diversi punti in discussione di grande rilevanza e impatto per i comuni e i cittadini della Calabria.

Ferrari ha introdotto la giornata di lavoro rilevando l’importanza della seduta per via dei diversi e importanti punti in discussione che impattano sui comuni e che hanno alimentato un dibattito nella regione creando alcune fibrillazioni nei territori anche e soprattutto per una non corretta veicolazione delle informazioni.

Il Presidente nel suo intervento introduttivo ha altresì evidenziato ai colleghi Sindaci l’importanza delle conferenze territoriali di zona (CTZ) al fine di avviare un confronto con i Sindaci e con i territori sulle diverse tematiche ed in questa direzione ha auspicato – quando necessario – la convocazione da parte dei Sindaci dei comuni capoluogo dei predetti organismi reiterando la disponibilità ad essere presente unitamente alla struttura tecnica di Arrical.

Dopo l’introduzione il Presidente di Arrical ha avviato la discussione sul tema – molto sentito dai sindaci – della predisposizione tariffaria idrica della gestione all’ingrosso di acquedotto e del servizio idrico integrato. A conclusione dell’esposizione, da parte del Consulente – ing. Raffaele Peruzzi – delle novità per il periodo regolatorio 2024-2029 sono intervenuti alcuni sindaci per esprimere preoccupazione con riferimento alla situazione calabrese e chiedendo un intervento teso a stigmatizzare il momento storico rispetto ai costi in aumento legati al caro energia e dei costi delle materie prime. Con riferimento a tale aspetto il presidente Ferrari riprendendo una proposta emersa durante la discussione richiamando alla responsabilità dei sindaci rispetto alla necessità di far quadrare, comunque, i conti dei bilanci ha proposto la spalmatura degli aumenti per l’acquisito dell’acqua all’ingrosso su cinque anni che poi è passata a maggioranza.

A riguardo, il Presidente Ferrari ha voluto stigmatizzare il voto dei sindaci rilevando lo sforzo teso nella direzione di consentire una dilazione nel tempo e nello spazio dei costi riducendo l’impatto sui comuni.

Un altro tema di grande rilevanza, che ha coinvolto i Sindaci in una discussione appassionata, è stata quella riguardante i costi di gestione dei rifiuti.

Dopo l’introduzione sul punto del presidente Ferrari è intervenuto il Commissario Straordinario Luciano Vigna che ha svolto la sua relazione illustrando ai Sindaci la situazione del sistema infrastrutturale dei rifiuti in Calabria evidenziando anche le criticità.

Il Commissario ha poi illustrato la situazione dei dati in un raffronto tra previsione e rendiconti evidenziando le variabili che hanno determinato gli scostamenti tra cui attività di gestione riguardanti anni pregressi, scarti e aumento costi energia elettrica.

In tale direzione molto apprezzati sono stati gli interventi del presidente di Arrical Ferrari e dell’Assessore all’Ambiente Calabrese che ha voluto sottolineare il sostegno fattivo della Regione Calabria al nuovo corso di riforma dei servizi pubblici locali dei rifiuti e dell’idrico.

I sindaci presenti hanno manifestato il loro gradimento a riguardo, esprimendo grande apprezzamento alla proposta.

Dopo la nomina dei revisori dei conti i lavori si sono conclusi con il richiamo – da parte del Presidente Ferrari – al senso della responsabilità e con un ringraziamento rivolto ai Sindaci per il contributo apportato alla discussione nella adozione dei provvedimenti assunti. (rcz)

L’OPINIONE / Giovanni Cugliari: Subito interventi strutturali contro caro energia

di GIOVANNI CUGLIARI – Il caro energia pesa in maniera importante sulle spalle delle piccole e micro imprese artigiane e il quadro geopolitico desta ancora maggiore preoccupazione, facendoci temere che gli aumenti potrebbero non fermarsi.

La situazione è drammatica e lo è ancora di più per le imprese calabresi. La turbolenza economica e politica che sta attraversando l’Europa andrà a minare la concorrenza e la competitività del nostro tessuto, schiacciato tra bollette e difficoltà a posizionare i propri prodotti sul mercato, al netto di un indice di esportazione ancora basso.

Se le piccole imprese – che costituiscono con le micro lo zoccolo duro dell’economia calabrese – soffrono, a rischio c’è la tenuta occupazionale, quindi consumi e crescita andrebbero ad essere interessati da una brusca frenata. Per questo servono interventi immediati e strutturali, incentivi per le imprese e per la costituzione delle Comunità Energetiche Rinnovabili.

LItalia è il Paese con i costi energetici più alti nell’Eurozona. Nel primo semestre del 2024 il costo in euro per mwh era di 348,3 euro in Italia, mentre la media dei 20 paesi monitorati dall’Eurostat ha toccato i 294 euro (+18,5% in Italia). Ma non solo. C’è da considerare anche la forbice con le grandi imprese. Secondo i dati Cna, le microimprese italiane pagano 2,5 volte in più l’energia rispetto alle grandi imprese. (gc)

[Giovanni Cugliari è presidente di Cna Calabria]

L’OPINIONE / Cataldo Calabretta: Cambiamenti climatici, serve accelerare su investimenti

Ogni anno, il 22 marzo, il mondo celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua, un’occasione per riflettere sull’importanza di questa risorsa preziosa e sulla necessità di una sua gestione sostenibile. In Calabria, terra ricca di sorgenti, fiumi, laghi e acque sotterranee, questa giornata assume un significato ancora più profondo.

Infatti, nonostante l’abbondanza di risorse idriche, la Calabria si trova ad affrontare sfide importanti: dalla tutela delle sorgenti alla lotta contro gli sprechi, dall’ammodernamento delle reti idriche alla protezione degli ecosistemi acquatici.
Sorical ha avviato un piano di investimenti per il monitoraggio delle reti idriche avviando investimenti in tecnologie per individuare le perdite, come sensori, sistemi di telecontrollo e modellazione delle reti.

Interventi di sostituzione delle vecchie condotte per migliorare l’efficienza idrica. Inoltre, Sorical ha avviato programmi di digitalizzazione delle reti con sistemi di telelettura e telecontrollo per monitorare in tempo reale portate, consumi e dispersioni.

Lo stress idrico causato dal cambiamento climatico sta impattando in modo negativo anche sulla Calabria, territorio considerato fino a pochi anni fa “ricco di acqua”. Come evidenziato nel corso della presentazione che si è svolta a Roma del Libro Bianco Valore Acqua 2025 a cura di “The European House – Ambrosetti” .

Nel 2024, il riscaldamento globale ha raggiunto livelli senza precedenti, con temperature medie globali che hanno superato per la prima volta la soglia di +1,5°C rispetto all’epoca preindustriale. In Italia, l’aumento è stato ancora più marcato, raggiungendo +2,72°C, con impatti rilevanti sulla disponibilità idrica e sull’intensità degli eventi estremi.

Il cambiamento climatico sta aggravando lo stress idrico anche in Italia. Nel 2023 l’Italia è stata tra i Paesi europei più colpiti, con un indice di criticità pari a 3,5 su 5, superato solo da Belgio, Grecia e Spagna.

La scarsità d’acqua ha un impatto diretto anche sull’economia: entro il 2050 in assenza di adeguate misure di mitigazione i danni saranno enormi.
Nel 2023 l’Italia è stata il terzo Paese nell’Unione Europea a 27 per perdite economiche legate al cambiamento climatico, con un costo di 267 Euro pro capite (63 Euro in più rispetto alla media europea di 204 Euro e circa due volte la Spagna, che registra un valore pari a 147 Euro, circa 6 volte la Francia, con un valore pari a 46 Euro e oltre 10 volte la Germania, pari a 26 Euro). Dal dibattito tra i gestori dell’idrico italiani emerge che la sensibilità dei cittadini verso il cambiamento climatico appare in crescita rispetto allo scorso anno: nel 2024 è tornato tra le tre principali preoccupazioni del Paese.

Secondo oltre il 65% degli italiani – emerge dallo studio – durante le ultime elezioni politiche non è stata dimostrata adeguata sensibilità alla corretta gestione della risorsa idrica all’interno dei programmi dei partiti politici → solo il 6% degli italiani ha una percezione corretta del proprio consumo idrico, mentre il 23% lo sottostima fortemente e il 71% non è in grado di quantificarlo.

Per tale motivo, in Calabria è necessario dare una forte accelerazione agli investimenti, Sorical ha già aperto in cantieri del progetto Pnrr, 32 milioni di euro per implementare il servizio idrico integrato in 21 Comuni che, insieme al progetto della Regione in altri 60 Comuni, rappresentano un importante tassello perché l’impatto positivo sarà su oltre un milione di calabresi. (cc)

[Cataldo Calabretta è amministratore unico della Sorical]

Il Prefetto di Cosenza si racconta ai ragazzi dell’Università della Terza Età

di PINO NANOIl loro mantra è una frase famosa di Jean Monnet, “Niente è possibile senza gli uomini, e niente dura senza le istituzioni”.

Parliamo qui dei “ragazzi” e delle “ragazze” che frequentano l’Università della Terza Età di Cosenza e che hanno ricevuto in forma ufficiale la visita del nuovo Prefetto di Cosenza Rosa Maria Padovano, un incontro a metà strada tra l’istituzionale e una tradizionale “visita tra amici” e nel corso del quale il prefetto della città dei Bruzi ha spiegato le ragioni dell’essere oggi un rappresentante del Governo sul proprio territorio. 

«Desideriamo esprimere un sincero ringraziamento alla dott.ssa Padovano – commenta il direttore prof. Mario De Bonis – per averci dedicato il Suo tempo e per averci edotto sull’importanza della Prefettura che si manifesta nella capacità di garantire un equilibrio tra le esigenze locali e le direttive nazionali, contribuendo così alla stabilità e al benessere della comunità. La disponibilità e la passione nel condividere le Sue esperienze hanno reso l’incontro un momento di grande valore e riflessione».

Autorevole, determinata, piena di carisma, Rosa Maria Padovano ha raccontato alla sua assemblea di studenti non più giovanissimi quali sono i suoi compiti istituzionali, che cosa deve fare un prefetto sul territorio dove viene chiamato ad esercitare le sue funzioni, quali sono i limiti della sua mission e quali sono gli obiettivi possibili, insomma una vera e propria lectio magistralis sui poteri dello Stato e sui potere di delegati dal Governo agli enti locali.

Prefetto della provincia di Cosenza dal 15 luglio 2024, nata nel 1962 a Mola di Bari, coniugata, madre di un figlio, laureata con lode in Giurisprudenza, e abilitata all’esercizio della professione forense, Rosa Mara Padovan ha alle spalle un curriculum di grande rispetto.

Entrata nei ruoli dell’Amministrazione civile dell’Interno nel 1990, è stata assegnata alla Prefettura di Bari dove ha svolto le funzioni di Vice Capo di Gabinetto, oltre a ricoprire gli incarichi di Responsabile dello Sviluppo Organizzativo e dei Progetti finalizzati, di Referente per il Servizio Interrogazioni Parlamentari e “Question Time”, del Fondo Antiracket Antiusura e in materia di sicurezza stradale, e di Dirigente dell’Area IV bis Immigrazione.

Trasferita, nel marzo del 2010, alla Prefettura di Lodi, in seguito alla promozione a Viceprefetto, ha ricoperto gli incarichi di Dirigente dell’Area Enti locali e Consultazioni elettorali, Capo di Gabinetto sostituto e Dirigente dell’Area Immigrazione. Presso la Prefettura di Bari, nuovamente dal dicembre del 2010, è stato Capo Ufficio Staff Ufficio di Rappresentante dello Stato e della Conferenza Permanente, dirigente dell’Area Immigrazione, dell’Area Enti locali e Consultazioni elettorali, Presidente Sezione Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, e Presidente della Commissione Provinciale vigilanza sui locali pubblico spettacolo. Alla Prefettura di Ancona, dall’ottobre del 2016, ha ricoperto gli incarichi di Capo di Gabinetto e Dirigente dell’Area Ordine e Sicurezza Pubblica.

Trasferita, alla Prefettura di Bari, nell’aprile del 2017, ha svolto le funzioni di Capo di Gabinetto, Coordinatore, Responsabile e Referente a livello regionale di progetti Pon Legalità 2014-2020, nonché di Dirigente dell’Area Diritti civili, cittadinanza, condizione giuridica dello straniero, immigrazione e diritto d’asilo. Dal 7 ottobre 2019 è stata Vicario – Coordinatore del Prefetto, Dirigente dell’Area Diritti civili, cittadinanza, condizione giuridica dello straniero, e Presidente della Commissione Provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, presso la Prefettura di Taranto. Ha ricoperto il ruolo di Prefetto della provincia di Rimini dal 9 gennaio 2023 al 14 luglio 2024.

Quanto basta per capire quanto pesi lo spessore istituzionale di questa donna che a Cosenza e provincia viene oggi considerata un punto di riferimento importante ed essenziale soprattutto in tema di rispetto della legalità. (pn)

A Mario Nanni il Premio alla Carriera di Giornalisti Italia

di PINO NANO – Giovedì sera a Roma a Palazzo Giustiniani, tantissimi calabresi per il lancio nazionale dell’ultimo libro del giornalista parlamentare Mario Nanni, “Il Caso Becciu (In)Giustizia Vaticana”, presente l’editore Santo Strati che è anche direttore di Calabria.Live e che al Senato ha rivendicato il merito di aver avuto il coraggio di “osare”.

Dopo l’uscita di questo libro – ha spiegato Santo Strati – i giornali italiani, dal più piccolo al più famoso hanno incominciato a rileggere in chiave completamente diversa la vicenda del cardinale sardo, e  molti di loro da colpevolisti che erano all’inizio dell’inchiesta sono poi diventati molto più morbidi e più attenti alle dichiarazioni dello stesso cardinale.

È stata una serata quasi istituzionale più che dal taglio letterario, in cui Mario Nanni – oggi Direttore di “Bee Magazine” ma con un passato davvero glorioso alle spalle come Caporedattore Centrale della pagina politica all’Ansa – di fatto ha raccontato sé stesso e la sua vita spiegando che su questo libro, interamente dedicato al Processo svoltosi in Vaticano contro il cardinale Giovanni Angelo Becciu, ha dedicato due anni pieni di lavoro e di ricerche, ma soprattutto di lettura e di analisi degli atti giudiziari del procedimento penale a carico del cardinale. 

Seguitissimo l’intervento centrale del direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale, Giuseppe Rippa, giornalista di grande tradizione,  che ha esaltato il rigore scientifico del linguaggio giornalistico usato da Mario Nanni nel raccontare una delle pagine forse più amare della storia della Chiesa Moderna. 

Decisamente forte anche l’intervento del senatore Maurizio Gasparri, promotore dell’iniziativa e soprattutto grande conoscitore dei temi della giustizia italiana e vaticana.

«Anche la vicenda del cardinale Becciu – aggiunge il Presidente del Senatori di Forza Italia – la vivo come un capitolo che alimenta una denigrazione, perché c’è la condanna ma non c’è l’appropriazione. Credo ci sia stata una manovra a largo raggio su questa vicenda, alla quale poi anche il cardinale ha reagito con molta fermezza e determinazione».

«Quindi io credo – ha aggiunto – che nella vicenda Becciu alla fine una cosa c’era di sbagliato, ed era sicuramente il presidente del Tribunale Vaticano. Mi ha convinto più l’imputato che il presidente del Tribunale. Poi non sono in grado di dire se in Vaticano ci sia o meno il giusto processo, ma so che in Italia non c’è. In Italia il giusto processo è scritto nella Costituzione, ma è raro». 

Mario Nanni, da parte sua non ha nessun dubbio: «Il cardinale Becciu – ripete in sala – non ha messo in tasca un centesimo, tantomeno si è arricchito, e alla fine la stessa accusa ha dovuto ammetterlo, non contestando alcunché sul punto al Cardinale. Altro che “processo del secolo”». 

Ma perché un vecchio notista politico una mattina si sveglia e decide di darsi anima e corpo al racconto di un processo giudiziario tra i più controversi della storia vaticana? Alla domanda del giornalista di ADNKronos, Andrea Persili, che ha moderato il dibattito, Mario Nanni risponde: «Per dare ancora una volta un senso alla mia vita e per chiudere la mia esperienza professionale all’insegna della coerenza. Questo del cardinale Becciu secondo me è un caso di grande ingiustizia e io ho allora deciso di raccontare quello che la stragrande maggioranza dei giornali italiani non ha fatto».

Sollecitato dall’analisi forte di Giuseppe Rippa, che al Caso Becciu ha dedicato uno dei suoi ultimi Quaderni Radicali, Mario Nanni sottolinea che «il promotore di giustizia, che in Vaticano è l’equivalente del nostro Pubblico Ministero, ha potuto mettere insieme le accuse sulla base dell’uso invasivo e pervasivo di questo strumento di messaggistica. I personaggi sfilati in udienza comunicavano tra di loro non via mail, ma soprattutto whazzappando di giorno e di notte. In questa alluvione messaggistica, quasi una foresta intricata dove è stato complicato orientarsi».

La cerimonia si è quindi conclusa con la consegna a Mario Nanni del Premio alla Carriera, riconoscimento consegnatogli personalmente da Carlo Parisi, nella sua duplice veste di direttore di Giornalistitalia e di Fondatore e Segretario Generale della Figec, a nome del giornale che dirige.

Questa la motivazione ufficiale letta dalla Presidenza del Convegno: «Grande cronista, giornalista parlamentare come pochi, testimone della Storia della Repubblica dallo scranno privilegiato dell’Agenzia Ansa, allievo prediletto di Sergio Lepri, maestro di altissimo profilo morale per gli allievi del suo Corso all’Università Lumsa di Roma, scrittore e saggista di grande impatto emozionale e mediatico, oggi direttore di Bee Magazine, promotore, fondatore e consigliere nazionale del sindacato dei giornalisti Figec Cisal, ha dedicato la sua vita al giornalismo e al mondo della comunicazione senza fronzoli, pregiudizi e condizionamenti di alcun genere. A lui il grazie di tutti noi».

In sala naturalmente un parterre di giornalisti parlamentari, direttori di giornali, conduttori televisivi, deputati e senatori, alti ufficiali delle forze armate e manager di stato. Per Mario Nanni non si poteva immaginare festa più bella di questa. (pn)

La Garante della Salute Stanganelli incontra i sindaci

È stato un confronto schietto e una nuova alleanza tra sindaci l’incontro promosso dalla Garante regionale della Salute, Anna Maria Stanganelli, tra i sindaci della Città Metropolitana di Reggio Calabria e il direttore generale dell’Asp reggina, Lucia Di Furia.

L’incontro, molto partecipato, si è svolto a Palazzo Campanella a seguito delle numerose segnalazioni provenienti dal territorio, relative ad anomalie e disservizi inerenti alle postazioni di continuità di assistenziale, alle difficoltà di accesso a prestazioni e servizi da parte del cittadino nelle zone di residenza, all’assistenza primaria di base, nello specifico ai servizi offerti dai MMG e pediatri di libera scelta e alle ataviche criticità strutturali e organizzative dei presidi sanitari.

Presenti in sala i sindaci Ranuccio (Palmi), Tripodi (Polistena), Larosa (Canolo), Valente (Pazzano), Giovinazzo (Rizziconi), Gatto (San Pietro di Caridà), D’Angelis (Serrata), Tropeano (Stilo), Casile (Bova), Micari (San Roberto),  Filocamo (Fiumara), Penna (Roccaforte Del Greco), Verduci (Motta San Giovanni), Femia ( Marina di Gioiosa), Marra (Sant’Alessio), Zavettieri (Roghudi), Albanese (Giffone), Arfuso (Cardeto); il presidente del Consiglio comunale di Reggio Calabria, Marra; gli amministratori delegati alla Sanità: Frajia (Caulonia), Murace (Bivongi), Barbieri (San Ferdinando), Randazzo (Bagnara), De Maria (Rosarno), Idone (Campo Calabro), Pellegrino (Siderno), Melito (Villa San Giovanni); il direttore del distretto, dr.ssa Eburnea, il dirigente amministrativo dell’Asp, dr.ssa Roso, l’oncologa, dr.ssa Serranò e il segretario provinciale della FIMMG Reggio Calabria, dr. Biasi.

Numerosi i primi cittadini intervenuti alla riunione, provenienti dalle diverse aree della provincia, in rappresentanza della fascia tirrenica, jonica, aspromontana, grecanica e della vallata dello Stilaro, che, a turno, hanno illustrato le criticità e i bisogni dei comuni di appartenenza, esponendo le loro posizioni in modo determinato, ma comunque in un clima di ritrovata serenità. 

Il filo conduttore degli interventi dei sindaci provenienti dalle aree interne è stata l’impossibilità di garantire nei territori di rispettiva competenza un’adeguata assistenza territoriale, in alcuni casi per mancanza di guardie mediche, postazioni di continuità assistenziale che funzionano a singhiozzo o carenza di MMG, mentre per i centri più popolosi, come Palmi e Polistena, si è ovviamente discusso del futuro dei presidi ospedalieri e delle costituende case della comunità.

Diversi i cambiamenti in atto rispetto alle sopracitate istanze passati in rassegna dalla Dg Di Furia, che ha evidenziato la propria disponibilità costante nel confrontarsi e ascoltare i rappresentanti del territorio. Parlando della continuità assistenziale, la dr.ssa Di Furia ha ribadito l’importanza di questo presidio fondamentale nelle aree remote, rimarcando però la necessità di ragionamenti che non siano di semplice campanilismo, ma puntino ad una proposta riorganizzativa nelle aree più critiche, che miri a garantire il soddisfacimento del bisogno del cittadino non necessariamente nel territorio di appartenenza, ma in un’ottica di ottimizzazione per viciniorità, rendendosi disponibile a sedersi attorno a un tavolo di proposte, cartina alla mano.

Per quanto attiene i medici di medicina generale, passando in rassegna la riorganizzazione sanitaria secondo le AFT (aggregazioni funzionali territoriali), secondo la Dg dell’Asp, sempre in un’ottica di miglioramento delle risorse, prioritaria resta la presa in carico del paziente, che sia nel comune di appartenenza o in quello limitrofo. Un passaggio dell’intervento della Di Furia è stato dedicato all’implementazione delle postazioni di prelievo, annunciando la prossima apertura di un presidio a Palizzi, sul modello Bagnara.

Si è parlato, altresì, di case di comunità e ospedali di comunità: a tal proposito, la Dg Di Furia ha evidenziato l’importanza di dare seguito agli interventi previsti dal Pnrr, evitando di ripetere gli errori del passato, ovvero di sperperare i soldi dei cittadini, con strutture realizzate, prive di contenuti e poi vandalizzate. In tal senso l’impellenza è quella di reperire i professionisti necessari per la loro piena attivazione.

Novità sul piano della prevenzione sono state inoltre illustrate dalla Dg, come l’acquisizione di strutture mobili, ovvero dei camper, per l’effettuazione di mammografie, visite odontoiatriche per anziani e consultorio, in modo da rispondere alle carenze di professionalità nelle aree più disagiate. In questo senso la dr.ssa Di Furia ha richiesto ai sindaci un loro impegno, perché tali servizi vengano supportati nei loro territori.

Un ragionamento a parte per Palmi e Polistena: su Palmi la Di Furia ha ricordato come la struttura abbia tutti i requisiti per incarnare appieno le funzioni di casa della comunità, mentre per quanto riguarda Polistena, ha ribadito a gran voce come l’attenzione dell’Asp nei confronti di questo presidio sia “enorme”.

La dr.ssa ha, quindi, biasimato ogni tentativo di strumentalizzazione, che spesso sfiducia il cittadino, sottolineando che il terrorismo psicologico rispetto ad un paventato ridimensionamento dell’ospedale Spoke è completamente privo di fondamento.

Viceversa, ha annunciato l’intenzione di potenziare il nosocomio con ulteriori spazi, come ad esempio l’ambulatorio di oncologia e i reparti di riabilitazione, con 10 posti dedicati anche all’ospedale di Gioia Tauro.

A seguire, la dr.ssa Roso ha snocciolato i numeri del nuovo contratto per la definizione dell’organico relativo ai medici di medicina generale: un medico ogni 1200 residenti; un medico per una frazione superiore al 50% di 1200 e un correttivo di un medico ogni 5000 residenti, in un territorio che, secondo la recente deliberazione aziendale, viene suddiviso nei seguenti ambiti: 4 per il distretto di Reggio Calabria, 7 ambiti per i distretti jonico e tirrenico, per un totale di 180 medici (Reggio Calabria), 94 ( Tirrenico) e 85 (Jonico).

Rispondendo alle istanze del sindaco di Stilo, la Dg Di Furia ha garantito che entro il 2025 tale territorio sarà coperto dalla presenza di un medico. A margine dell’incontro, la Garante ha comunicato la volontà di effettuare un censimento dei soggetti fragili e dei bambini inguaribili, chiedendo ai Comuni di supportarla in questa richiesta.

Coadiuvata dalla dr.ssa Serranò, e con il supporto del coordinatore medico scientifico dell’Ufficio del Garante, Santo Caridi e del consulente esperto, Angelo D’Ascola, la Garante si è impegnata a mantenersi vigile rispetto al dialogo intavolato con i sindaci, rimarcando la propria disponibilità all’ascolto e al confronto.

Al termine del confronto, il sindaco di Roghudi, Zavettieri, ha proposto l’inserimento della presenza della Garante della Salute all’interno della Conferenza dei Sindaci, proposta sposata appieno dalla dr.ssa Di Furia.  (rrc)

 

Morte sul lavoro, Lavia (Cisl Calabria): Fermare scia di sangue

«Una Calabria da “zona rossa” in termini di sicurezza, con un numero di incidenti mortali sul lavoro in crescita rispetto all’anno precedente. Occorre fermare questa scia di sangue. È un dovere morale». È quanto ha detto Giuseppe Lavia, segretario generale di Cisl Calabria, dopo l’incidente sul lavoro in cui ha perso la vita l’operaio Roberto Falbo.

«Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella restano in primo piano: “La sicurezza non è un costo, né tantomeno un lusso: ma un dovere cui corrisponde un diritto inalienabile di ogni persona”. Occorre l’impegno di tutti – ha proseguito – perché si affermi la cultura della prevenzione. Esprimiamo, dunque, vicinanza al dolore della famiglia e insieme rabbia e indignazione per una situazione intollerabile.

«Urgono – ha concluso il Segretario della Cisl Calabria – azioni decise sul potenziamento dei controlli e un coordinamento efficace delle attività degli Enti preposti e dei soggetti coinvolti». (rcz)

Senese (Uil Calabria): Convocare tavolo tecnico permanente sulla sicurezza sul lavoro

«Chiediamo al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, di convocare con urgenza un tavolo tecnico permanente sulla sicurezza sul lavoro». È la richiesta fatta dalla segretaria generale di Uil Calabria, Mariaelena Senese, «al fine di addivenire ad un Piano straordinario per la sicurezza sul lavoro, coinvolgendo tutti gli attori interessati, al fine di elaborare strategie concrete e tempestive per prevenire ulteriori tragedie».

Una richiesta arriva a seguito della morte di Pietro Falbo, 59 anni, ha perso la vita cadendo da un’impalcatura di 9 metri in un capannone della zona industriale di Lamezia Terme.

«Questo drammatico evento segue di pochi mesi un’altra tragica perdita: il 3 gennaio scorso, Francesco Stella, un operaio di 38 anni, è deceduto in circostanze simili nella stessa area industriale», ha detto Senese, esprimendo cordoglio e vicinanza alla famiglia di Falbo.

«Queste ripetute tragedie – ha sottolineato – rappresentano un fallimento collettivo della nostra società e sottolineano l’urgenza di intervenire con determinazione per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro. La sicurezza sul lavoro è una responsabilità comune. Serve l’impegno di tutti gli attori interessati, va migliorato e rafforzato il coordinamento tra i vari soggetti della filiera sicurezza: Regione, Asl, Inail, Itl, Inps, Rlst».

«Questi devono saper parlare fra di loro – ha detto – incrociare i dati a disposizione, monitorare le specificità del territorio. Occorre potenziare con urgenza l’organico delle Asp, come da noi più volte chiesto e, coordinare i vari organi ispettivi: Itl, Asp, Inail e Inps, perché ciascuno deve fare il suo compito nel contesto di un unico intervento ispettivo: l’Asl controlla la sicurezza sanitaria, l’ispettore del lavoro i contratti, l’Inps la previdenza e l’Inail le coperture assicurative».

«Bisogna rafforzare, infine – ha aggiunto – l’idea che dietro un mercato del lavoro competitivo e concorrenziale, in grado di garantire crescita e sostenibilità, è necessario un lavoro regolare, delle giuste tutele in termini di formazione, salute e sicurezza per le lavoratrici e i lavoratori».

«Questi devono saper parlare fra di loro, – ha concluso –incrociare i dati a disposizione, monitorare le specificità del territorio. Occorre potenziare con urgenza l’organico delle Asp, come da noi più volte chiesto e, coordinare i vari organi ispettivi: Itl, Asp, Inail e Inps, perché ciascuno deve fare il suo compito nel contesto di un unico intervento ispettivo: l’Asl controlla la sicurezza sanitaria, l’ispettore del lavoro i contratti, l’Inps la previdenza e l’Inail le coperture assicurative».

«Bisogna rafforzare, infine – ha concluso – l’idea che dietro un mercato del lavoro competitivo e concorrenziale, in grado di garantire crescita e sostenibilità, è necessario un lavoro regolare, delle giuste tutele in termini di formazione, salute e sicurezza per le lavoratrici e i lavoratori». (rcz)

Aumento Tari, Tavernise (M5S): Regione e Arrical si contraddicono a vicenda

«Chiedo alla Regione Calabria e ad Arrical di essere più trasparenti e di smettere di nascondere la polvere sotto al tappeto». È la richiesta del consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, sottolineando la necessità di« affrontare con serietà il tema della gestione dei rifiuti, garantendo ai Comuni strumenti concreti e sostenibili per evitare che il peso delle inefficienze ricada sempre sugli stessi: i cittadini calabresi».

«Insieme ai colleghi Mimmo Bevacqua e Antonio Lo Schiavo – ha ricordato – ho denunciato con forza l’aumento delle tariffe per i Comuni calabresi, esprimendo solidarietà ai sindaci che si trovano schiacciati sotto il peso di debiti contratti da altri. La gestione dei rifiuti in Calabria continua a essere un campo minato, e Regione e Arrical sembrano più interessate a scaricare le responsabilità che a trovare soluzioni strutturali per i territori.
«A seguito di questa denuncia – ha proseguito – l’assessore all’Ambiente della Regione Calabria, Giovanni Calabrese, ha risposto affermando che non ci sarebbe stato alcun sensibile aumento della Tari. Un’affermazione che suonava già allora come un tentativo di minimizzare la realtà dei fatti e di nascondere le difficoltà che i Comuni stanno affrontando».
«Oggi, però, emerge un nuovo tassello – ha detto ancora – che smentisce questa narrazione: la Regione ha stanziato 45 milioni di euro per aiutare i Comuni in difficoltà. Secondo quanto comunicato dal Commissario, questa misura straordinaria, finanziata attraverso i servizi d’interesse economico generale (SIEG), dovrebbe servire a sterilizzare gli aumenti dei costi e a ridurre l’impatto degli scostamenti per gli anni pregressi.
Dove sta dunque la verità? Se davvero non ci fossero stati aumenti, perché si è reso necessario un intervento di questa portata?».
«È evidente che la Regione e Arrical non possono continuare a raccontare due versioni dei fatti a seconda della convenienza del momento. I cittadini e i sindaci – ha concluso –meritano trasparenza, non giochi di prestigio per cercare di coprire gli errori della gestione politica e amministrativa». (rrc)

Lo Schiavo e Mammoliti interrogano Occhiuto per elisoccorso senza carburante nel Crotonese

I consiglieri regionali Raffaele Mammoliti e Antonio Lo Schiavo hanno depositato una interrogazione a risposta scritta al presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, in merito ai ritardi del servizio di elisoccorso, rimasto senza carburante in località Praialonga nella provincia di Crotone.

In particolare, i consiglieri interroganti, spiegano che «nella giornata del 20 marzo, per come riportato dalle testate giornalistiche calabresi, a Cutro, in provincia di Crotone, un neonato di pochi mesi ha rischiato di non ricevere tempestivamente le cure necessarie dopo aver accusato gravi problemi respiratori, probabilmente causati da un episodio di reflusso; i familiari del neonato, notati i gravi problemi respiratori del piccolo, hanno allertato il 112 che ha immediatamente disposto l’invio di un elicottero di soccorso e di un’ambulanza mentre, al fine di agevolare l’atterraggio del velivolo, la Centrale operativa ha chiesto ai parenti di raggiungere Praialonga, località vicina a Steccato di Cutro, per facilitare l’intervento».

«Nonostante la prontezza dell’attivazione dei soccorsi – hanno aggiunto Mammoliti e Lo Schiavo –, le tempistiche si sono rivelate critiche: l’ambulanza, partita da Crotone, è giunta senza medico a bordo; l’elicottero, impegnato in un’altra emergenza, ha impiegato circa 40 minuti per arrivare sul posto, ritardando ulteriormente il trasferimento del bambino; l’elicottero di soccorso, giunto sul luogo dell’emergenza, non aveva carburante sufficiente per il ritorno, rendendolo inutilizzabile per il trasferimento del bambino; il medico a bordo del velivolo, resosi conto della situazione, ha deciso di salire sull’ambulanza per continuare le cure durante il trasporto verso l’ospedale Pugliese di Catanzaro. Nonostante le criticità e i rallentamenti, il neonato è riuscito a raggiungere l’ospedale in sicurezza, dove è stato stabilizzato».

Per i consiglieri regionali d’opposizione, l’episodio «mette in luce, ancora una volta, le criticità logistiche nelle emergenze sanitarie», pertanto interrogano il presidente della Giunta regionale per sapere «se e quali utili e tempestivi provvedimenti si intendano adottare al fine di scongiurare il ripetersi dei fatti narrati». (rrc)