L’OPINIONE / Franz Caruso: A Cosenza è nato e si è sviluppato un modello virtuoso di sinergia tra Comune e Ateneo

di FRANZ CARUSO – A Cosenza è nato e si è sviluppato, da quando sono Sindaco della città e da quando all’Università si è insediato il Rettore Nicola Leone, un modello virtuoso di sinergia tra le due istituzioni che ha prodotto sinora risultati che fino a qualche anno era impensabile poter raggiungere.

La Giornata Nazionale delle Università è una giornata che ha come obiettivo, in primis la riaffermazione del ruolo propulsivo che le Università hanno nella crescita e nello sviluppo del Paese, ma anche quello di mettere a fuoco il ruolo delle città che si rivelano sempre di più luoghi privilegiati di interazione e di interconnessione tra Università e territorio. Meccanismi di interconnessione ai quali la città di Cosenza non è certamente estranea.

Quello tra città e Università è un rapporto fondamentale per lo sviluppo del Paese, perché le Università rappresentano il luogo dove si creano e si rafforzano le competenze e le conoscenze. E in una dimensione proiettata nel futuro, dove la corsa al digitale e al cambiamento, e alle sfide alle quali già adesso siamo chiamati, sono all’ordine del giorno, le Università diventeranno sempre più importanti e il coordinamento tra città e Università rappresenta uno strumento particolarmente significativo per governare le politiche del futuro.

Come sindaci dobbiamo essere in grado di comprendere che la presenza degli atenei all’interno dei territori, rappresenta per gli stessi territori e di conseguenza anche per il Paese, un’occasione irripetibile di crescita non solo culturale, ma anche scientifica ed economica. Le Università sono in cammino, sono il futuro del Paese, che conta due milioni di ragazzi iscritti nei nostri atenei ed è attraverso di loro che le nostre comunità cambiano, si rinnovano, diventano moderne e pronte a raccogliere le sfide del futuro.

Il modello virtuoso messo in campo a Cosenza sta consentendo, grazie alla firma di una convenzione tra il Comune e l’Università della Calabria, di accogliere una nuova generazione di studenti nel cuore del nostro centro storico. Grazie all’accordo siglato, il Complesso monumentale di San Domenico, del 1400, che ha ospitato Tommaso Campanella, attratto a Cosenza da Bernardino Telesio, e che rappresenta la storia della cultura nazionale e non solo nazionale, diventerà ufficialmente il Polo delle Professioni sanitarie dell’Università della Calabria, ospitando entrambi i corsi attivati in quest’ambito dal Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione.

Infatti, l’antico edificio che da 18 mesi ospita già il corso di laurea in Infermieristica, vedrà l’arrivo anche degli studenti di Fisioterapia, superando la soglia dei 500 iscritti che frequenteranno quotidianamente le sue aule da ottobre, studenti che diventeranno più di 1.000 a regime.

A questi studenti si aggiungeranno più di 300 giovani che seguiranno le Scuole di specializzazione sanitarie dell’Unical e gli stagisti che frequentano l’incubatore di imprese realizzato dall’ateneo a Palazzo Spadafora, grazie ad un’altra concessione da parte del Comune, proprietario dello storico immobile e che si è perfezionata a settembre del 2023. È innegabile come tutto questo è, da un lato, una svolta storica che rafforza il legame tra la città di Cosenza e l’Unical, determinando un decisivo radicamento dell’Università nel nostro territorio e, dall’altro, la narrazione di un sogno che continua e del quale siamo fieri.

L’averlo realizzato, portando l’Università nel centro storico, è per noi non solo un fatto di estrema rilevanza, ma anche motivo di orgoglio, consapevoli di essere riusciti nell’impresa nella quale tanti, prima di noi, avevano fallito. Non solo siamo felici di aver accolto e di continuare ad accogliere i giovani studenti nel nostro centro storico, ma ce li vogliamo anche tenere stretti, perché loro rappresentano il tessuto vivo e vitale sul quale possiamo pensare di edificare la città, i cittadini e la classe dirigente del futuro, trattenendoli nella loro terra e non vedendoli partire alla volta di altre e lontane destinazioni accrescendo il fenomeno della fuga dei nostri cervelli che possiamo e dobbiamo invece ridurre ed arrestare.

La Calabria, infatti, ha bisogno della sua “meglio gioventù” senza la quale non avrà futuro ed è per i giovani e per i nostri ragazzi che bisogna lavorare e battersi, perché sono i ragazzi che si contamineranno con la città, dando impulso e vigore al suo sviluppo economico e sociale. (fc)

[Franz Caruso è sindaco di Cosenza]

La proposta del Consigliere RC Malara: «Un monumento in città che richiami i valori dell’Europa»

«Realizzare un monumento che possa richiamare e rinsaldare il legame della nostra città con i valori dell’Europa». È la proposta avanzata dal consigliere comunale dei Democratici e Progressisti, Marcantonino Malara, in seguito al recente dibattito avvenuto alla Camera dei deputati, dove la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso critiche nei confronti del Manifesto di Ventotene.

A rispondere, in difesa dei principi europeisti, è stato il deputato del Pd, Federico Fornaro che ha ribadito con forza l’importanza dei valori della democrazia e dell’unità europea.

Malara, in una nota, ha chiarito il suo punto di vista: «Alla luce di quanto accaduto e del dibattito che ne è seguito, è opportuno e necessario prendere posizione a riguardo».

«Dopo l’intervento del deputato Fornaro – ha aggiunto – che ha risposto fermamente alla Premier, riaffermando i principi che sono alla base dell’Unione Europea, suscitando l’emozione e l’apprezzamento di tutto il popolo democratico, non possiamo fare a meno di ribadire da che parte stiamo. La nostra città ha una visione fortemente europeista. Il valore della resistenza e dell’appartenenza all’Europa sono pilastri del presente sui quali stiamo costruendo il nostro futuro».

«Risulta importante evidenziare – ha sottolineato – l’attività della nostra Amministrazione, guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà, nel rafforzare e diffondere i valori europei e quindi il Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli. Questo impegno si traduce in azioni concrete, attraverso la presenza nella nostra città di un centro Europe Direct e le diverse attività che costantemente offre alla comunità reggina. Così come la recente presentazione del libro “Giacomo Matteotti. L’Italia migliore”, tenuta a palazzo Alvaro sede della Città Metropolitana di Reggio, che ha visto protagonista proprio il deputato Fornaro, presente in città per l’occasione. Direttrice confermata anche dalla recente partecipazione del sindaco alla manifestazioni di Roma “Una piazza per l’Europa”».

«In un momento in cui l’unità europea sembra essere messa in discussione da forze politiche che non si riconoscono nei valori fondanti dell’Unione – ha concluso – l’idea di un monumento, di un simbolo rappresenterebbe un importante segnale per riaffermare l’appartenenza della città ai principi di libertà, democrazia, solidarietà e pace che sono alla base della costruzione europea». (rrc)

L’OPINIONE / Giuseppe Dell’Aquila: La Calabria meravigliosa di Occhiuto e Ferrari ha finito il carburante

di GIUSEPPE DELL’AQUILASi è superato ogni limite di tolleranza sulla gestione della Sanità calabrese a guida Occhiuto, per molte ragioni ormai sotto gli occhi di tutti.

La notizia sull’elisoccorso intervenuto a Cutro sarà certamente in fase di verifica, ed aspettiamo dovuti chiarimenti, ma se confermata bisognerà subito chiedere le dimissioni del commissario alla sanità in Calabria. Apprendere che ieri l’eliambulanza ha lasciato a terra un bambino di 3 anni a rischio soffocamento perché privo di carburante impone categoricamente a tutti di rompere il silenzio e cercare una reazione in ogni luogo della nostra terra.

Basta far finta che tutto vada bene, parlando sui social di Calabria Meravigliosa, quando poi non siamo in grado di tutelare ogni singolo abitante di questa regione.

Da quando il Presidente Occhiuto parla di uscita dal commissariamento, al contrario da Roma arriva un nuovo commissariamento di qualche settore di cui poi lui stesso ne diventa commissario. Questo è lo stile della propaganda della destra in Italia ed il proprio modello gestionale, che ha preso il sopravvento ad ogni livello anche nella nostra regione e nella nostra provincia.

Il Presidente Ferrari continua a nascondersi sul tema della Sanità perché impegnato a fare l’influencer politico o perché non può dire una parola contro il presidente Occhiuto vista la scaletta di appuntamenti elettorali dei prossimi 18 mesi? Il suo silenzio sulle vicende che riguardano le mancanze ed i ritardi sulla sanità è imbarazzante, per il ruolo che riveste e gli incarichi che ricopre.

A Crotone è emergenza!

Bisogna unire le forze e chiedere ai Sindaci, autorità primarie e principali dell’emergenza sanitaria, di scendere in piazza a manifestare contro questo stato di cose invece di continuare a rimanere lontani dal tema ed andare avanti senza alcuna visione comune territoriale. (gdl)

[Giuseppe Dell’Aquila è della Direzione Regionale PD e già presidente f.f. della Provincia di Crotone]

Il PD presenterà una mozione per impedire chiusura Reparti Prevenzione Crimine di Cosenza e Siderno

«Chiediamo al Governo regionale di opporsi fermamente a questa decisione e di intervenire per fermare la chiusura di questi Reparti, simbolo della lotta alla ‘ndrangheta e alla criminalità». È quanto ha chiesto il PD Calabria, annunciando la presentazione di una mozione urgente, in Consiglio regionale, per bloccare la chiusura dei Reparti Prevenzione Crimine di Cosenza e Siderno, due presidi fondamentali nella lotta alla criminalità organizzata e nella tutela della sicurezza dei cittadini calabresi.

La proposta di razionalizzazione del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, che prevede la chiusura di sette Reparti Prevenzione Crimine, tra cui quelli di Cosenza e Siderno, rappresenta una minaccia gravissima alla sicurezza del nostro territorio, già fortemente provato dalla presenza di organizzazioni criminali. La Polizia di Stato, con la sua presenza capillare sul territorio, ha garantito negli anni un controllo fondamentale, e la chiusura di queste strutture indebolirebbe sensibilmente il sistema di difesa del nostro popolo.

 «Non possiamo accettare che in nome della razionalizzazione vengano sacrificati presidi essenziali di legalità e sicurezza», ha dichiarato il capogruppo Mimmo Bevacqua, dopo la presa di posizione assunta dal consigliere reggino Giovanni Muraca.

Il gruppo del Pd sottolinea inoltre che, oltre al danno alla sicurezza, la chiusura di questi Reparti comporterebbe anche un aumento dei costi di gestione e una logistica inefficiente per le forze dell’ordine. È necessario, invece, un potenziamento delle risorse destinate alla sicurezza, con un impegno concreto del Governo regionale per proteggere i calabresi. (rrc)

Le Scuole di Crotone e Provincia pioniere del Progetto “Giovani Eroi”

Le Scuole di Crotone e Provincia sono pioniere del Progetto “Giovani Eroi”, ideato dalla prof.ssa Ilenia Dell’Amico e il Dott. Daniele Ermanno, istruttori nazionali della Simeup (Società Italiana Medicina di Emergenza Urgenza Pediatrica).

Si tratta di un’iniziativa che ha come obiettivo la sensibilizzazione e la formazione dei giovani sui temi della medicina di emergenza, con l’intento di preparare i ragazzi ad affrontare situazioni di emergenza in modo tempestivo e adeguato e che ha suscitato grande interesse nelle scuole calabresi.

Le scuole di Crotone e provincia, infatti, sono state tra le pioniere nel portare avanti questa fondamentale iniziativa educativa, dimostrando un impegno concreto nel formare le future generazioni sui temi legati alla salute e alla sicurezza.

Il progetto “Giovani Eroi” si propone di insegnare ai ragazzi a riconoscere le situazioni di emergenza e a intervenire con le manovre di primo soccorso, trasmettendo loro le competenze necessarie per gestire le emergenze in maniera efficace. Si tratta di un programma formativo che non solo fornisce le basi per l’assistenza sanitaria, ma punta anche a sviluppare una cultura della prevenzione, dell’intervento immediato e del corretto comportamento in situazioni di crisi. Questi concetti sono fondamentali, poiché possono fare la differenza tra la vita e la morte in circostanze di emergenza.

Le scuole di Crotone e provincia sono state, infatti, tra le prime a comprendere l’importanza di un’iniziativa del genere, e molte di esse hanno scelto di aderire al progetto fin dalle sue prime fasi.

Queste scuole non solo hanno aderito con entusiasmo al progetto, ma sono anche state tra le prime in Calabria a dare spazio alla formazione in materia di emergenze sanitarie. La partecipazione a questa iniziativa testimonia l’impegno concreto di queste istituzioni scolastiche nel garantire ai propri studenti una formazione completa, che non si limita agli aspetti accademici, ma si estende anche alla vita quotidiana, dove la competenza e la prontezza nell’affrontare le emergenze sono fondamentali.

Il successo del progetto “Giovani Eroi” non si limita alla sola formazione dei ragazzi. Questo programma sta infatti avendo un impatto positivo anche sullecomunità locali, poiché i giovani, una volta acquisiti questi strumenti, diventano dei veri e propri moltiplicatori di conoscenza. Gli studenti, che imparano le manovre di primo soccorso e a gestire le situazioni di emergenza, portano con sé queste competenze e, con il tempo, possono diventare punti di riferimento per le proprie famiglie, amici e coetanei.

Inoltre, la partecipazione a “Giovani Eroi” promuove un forte senso di solidarietà e di civismo tra i ragazzi, insegnando loro l’importanza di intervenire in modo tempestivo e senza paura in caso di emergenza. Il progetto sta contribuendo alla creazione di una generazione di giovani più empatici, responsabili e preparati, pronti a mettersi in gioco per il bene della collettività.

Il progetto “Giovani Eroi” non si ferma qui. Gli Istruttori Simeup Crotone hanno l’intenzione di ampliare ulteriormente l’iniziativa, coinvolgendo sempre più scuole su tutto il territorio nazionale. La speranza è quella di far crescere questa rete di “giovani eroi”, affinché possano diventare un vero e proprio movimento educativo che aiuti a diffondere la cultura del primo soccorso e dell’emergenza tra le nuove generazioni.

Le scuole che desiderano aderire al progetto “Giovani Eroi” possono farlo facilmente visitando il sito web ufficiale: www.prolifekr.it. Sul sito è disponibile anche un blog intitolato “Diario dei Giovani Eroi”, dove sono raccontate storie reali di ragazzi che, grazie alla formazione ricevuta, sono riusciti a salvare delle vite. Questi articoli, testimoniano come le competenze acquisite possano fare davvero la differenza e come ogni giovane possa essere un eroe in grado di intervenire in modo efficace in situazioni di emergenza. (rkr)

Legambiente attiva un percorso di partecipazione e confronto sull’impianto eolico onshore “Bruzio”

Nei giorni scorsi il circolo Legambiente Serre Cosentine ha avviato un processo di partecipazione e confronto, organizzando a Cerisano (CS) un incontro pubblico dal titolo “Eolico Bruzio, parliamone apertamente”.

L’evento è stato introdotto dal presidente del Circolo, Andrea Azzinnaro, che ha sottolineato come Legambiente consideri essenziali le energie rinnovabili per il futuro del pianeta, senza però sostenere un impianto specifico a priori. La realizzazione degli impianti deve seguire i necessari criteri di legge e rispettare i vincoli imposti.

All’incontro hanno partecipato l’ingegnere Luigi Clausi e la dott.ssa Rosanna Tenerelli della RWE, società tedesca che ha progettato un impianto eolico onshore nei comuni di Cerisano, Marano Principato, San Lucido e San Fili, con una potenza prevista di 70 MW.

Sul tema delle energie rinnovabili, in Calabria si sta verificando una sorta di corto circuito, dovuto in gran parte alla carenza di informazioni e alla diffusione di fake news su questi argomenti. I traguardi fissati dall’Italia rischiano di non essere raggiunti entro il 2030. Come evidenziato dall’ultimo report di Legambiente “Scacco Matto alle rinnovabili”, se il nostro Paese dovesse continuare con l’attuale ritmo, raggiungerebbe l’obiettivo di 80.000 MW di potenza da fonti rinnovabili solo nel 2038, con un ritardo di otto anni.

La situazione in Calabria è ancora più critica: il Decreto Aree Idonee prevede per la nostra regione un valore complessivo di 3.173 MW al 2030, ma tra il 2021 e il 2024 ne sono stati realizzati solo 386 MW, pari al 12,2% dell’obiettivo finale, con un grave deficit di installazioni. Se la Calabria continuerà con questo ritmo, accumulerà un inaccettabile ritardo di oltre vent’anni.

Oltre ai numeri e agli obiettivi, gli impianti di energia rinnovabile sono fondamentali per contrastare la crisi climatica, i cui effetti stanno diventando sempre più evidenti nella nostra regione. La crescente alternanza tra periodi di siccità, temperature anomale e alluvioni impatta su un territorio già fragile. Inoltre, le fonti rinnovabili limitano il forte inquinamento derivante dai combustibili fossili, come petrolio e gas naturale, rendendo i territori più indipendenti dal punto di vista energetico e contribuendo a ridurre i costi dell’energia per cittadini e imprese.

Eppure, in Calabria si registrano forti opposizioni pregiudiziali agli impianti rinnovabili, alcune fondate, ma spesso prive di basi scientifiche. Mancano analisi tecniche approfondite e percorsi di confronto con amministratori, cittadini e imprese, necessari per comprendere come gli impianti possano essere realizzati, migliorati ed eventualmente portare benefici ai territori.

Davanti a un pubblico numeroso e attento, è stato illustrato nei dettagli il progetto dell’impianto “Bruzio”, mettendo in luce sia gli aspetti positivi delle energie rinnovabili sia i benefici per i comuni interessati. Inoltre, l’ingegnere Ida Felice e la dott.ssa Miriam Palacios di GaiaTech hanno presentato, attraverso slide, le diverse fasi del monitoraggio ambientale, con particolare attenzione ai dati sulle rotte migratorie e sulla flora e fauna analizzati nell’arco di un anno.

L’incontro ha lasciato ampio spazio agli interventi del pubblico, in cui sono emerse perplessità a cui i proponenti hanno risposto, ma anche la volontà di cambiare rotta e contrastare i cambiamenti climatici. All’evento ha partecipato, in collegamento, Katiuscia Eroe, responsabile Energia di Legambiente Nazionale. Tuttavia, si è registrata l’assenza dei sindaci e dei consiglieri dei comuni interessati, nonostante l’invito a partecipare.

L’evento si è concluso con l’impegno a organizzare nuovi momenti di confronto, auspicabilmente con la presenza delle amministrazioni locali. Solo attraverso il dialogo si potranno superare pregiudizi e ostacoli che spesso demonizzano le fonti rinnovabili. Inoltre, è stato sottolineato come sia fondamentale ragionare sulle opportunità che un impianto eolico può offrire alle comunità. Legambiente si impegnerà non solo a migliorare il progetto laddove vi siano criticità, ma anche a supportare i cittadini nella valorizzazione delle compensazioni, affinché l’impianto diventi un’occasione di sviluppo per il territorio.

A Roma l’evento “Art Symposium” con mons. Staglianò e Salvo Nugnes

Domani mattina, a Roma, alla Pontificia Accademia di Teologia, presieduta da mons. Antonio Staglianò, si terrà l’Art Symposium, un evento d’eccezione curato da Salvo Nugnes e dedicato all’arte come veicolo di pace, spiritualità e speranza.

L’iniziativa – che rappresenta un momento di riflessione e condivisione artistica unico nel suo genere – si inserisce nella rassegna “Artisti in Giubileo” promossa dalla PATH e dalla Chiesa degli Artisti di Roma nell’ambito dell’Anno Santo.

Ad arricchire l’evento la presenza di figure di grande rilievo del panorama culturale e spirituale: il cardinale Baldassare Reina, vicario generale della diocesi di Roma, la giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, il giornalista Paolo Liguori, direttore del Tgcom24, Rossana Potenza, soprano internazionale e diversi altri. Ci sarà, inoltre, un contributo speciale di Antonino Zichichi, fisico e divulgatore scientifico e di Riccardo Muti, direttore d’orchestra.

L’incontro, concepito come un ponte tra fede, arte e società, offre momenti di dialogo e riflessione, con interventi dei relatori che si alterneranno a performance musicali e presentazioni delle opere in esposizione.

«Gli artisti, credenti o non credenti, attraversando con il loro linguaggio simbolico il visibile, penetrano il mistero e l’invisibile», ha spiegato mons. Staglianò.

«L’evento del 21 marzo – aggiunge il Presidente della PATH – aiuterà a riflettere sulla sapienza cristiana utilizzando i linguaggi dell’immaginazione e i registri linguistici dell’arte come la musica, la cinematografia, la pittura e la scultura con l’obiettivo di mettere la teologia popolare e sapienziale a servizio dell’evangelizzazione».

Salvo Nugnes, curatore dell’evento, scrittore e giornalista, ha sottolineato l’importanza del ruolo dell’arte nel contesto attuale: «L’arte ha il potere di parlare direttamente all’anima delle persone, superando barriere linguistiche e culturali. Con l’Art Symposium vogliamo celebrare il Giubileo attraverso un linguaggio universale che unisce fede, speranza e bellezza».

L’appuntamento è un’occasione per ammirare le opere di pittura, poesia, fotografia e scultura dei talentuosi artisti selezionati che con i loro lavori aiutano a riflettere sul potere trasformativo dell’arte e riscoprire il valore della spiritualità in un mondo in continua evoluzione. (rrm)

isascat Cisl Calabria, Commercio: “Più ispettori del lavoro e meno liberalizzazione”

Fortunato Lo Papa, segretario generale di Fisascat Cisl, ha ribadito la necessità di « maggiori controlli e più Ispettori del Lavoro».

«Sono oltre 120 mila gli addetti della Grande Distribuzione (Gdo) in Calabria. E diverse sono le segnalazioni che ci arrivano di situazioni insane o ai limiti della legalità», ha detto Lo Papa spiegando come «quanto avvenuto qualche mese fa in un supermercato del catanzarese con paghe da miseria e soldi da restituire a fine mese, non è che la spia di un sottobosco di sfruttamento e ‘caporalato’, spesso non denunciato per il timore di perdere il posto di lavoro seppur sottopagato, senza diritti e scarse prospettive per il futuro, specie pensionistico».

«Serve sicuramente – ha proseguito – ripensare la liberalizzazione del mercato del lavoro. L’apertura 356 giorni l’anno degli esercizi commerciali non trova risposta se non in una logica di profitto che schiaccia il diritto del lavoratore ad una buona qualità della vita, ad avere spazi per la famiglia, la salute e lo svago”, afferma il sindacalista che spiega come “il mondo del commercio ha cambiato volto negli ultimi decenni».

«Le botteghe e il commercio e al dettaglio – ha aggiunto – hanno poco ossigeno lì dove la fanno da padrone le grandi catene e il commercio on line, con un progressivo svuotamento dei piccoli centri e una conseguente polverizzazione dei servizi».

«Alle istituzioni, le associazioni datoriali e le aziende sane – ha detto – chiediamo un maggiore coinvolgimento dei sindacati, troppo spesso chiamati solo sul letto di morte e, allo stesso tempo, esortiamo i lavoratori e le lavoratrici ad avere una maggiore fiducia, affidandosi al sindacato per migliorare le proprie condizioni lavorative. All’interno di questo sistema si inseriscono le opportunità offerte dalla Bilateralità a cui maggiormente il sistema dovrebbe fare ricorso, specie nel commercio».

«L’adesione delle imprese agli enti bilaterali comporta, infatti – ha concluso – la possibilità di fare acquisire nuove competenze ai propri dipendenti, ampliare le conoscenze su salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché accedere a piattaforme di welfare che tutelano i lavoratori e integrano il sistema statale». (rcz)

Falbo (Camera di Commercio) incontra il sindaco di Soverato

Si è parlato dello sviluppo e della competitività turistica di Soverato e dell’aria costiera di riferimento, nel corso dell’incontro svoltosi tra il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, Pietro Falbo, e il sindaco di Soverato, Daniele Vacca.

Un confronto aperto e cordiale che, partendo dalla disamina del quadro economico congiunturale dell’area di interesse, si è focalizzato sulle potenzialità di sviluppo turistico di un comprensorio dalle evidenti potenzialità, che vede in Soverato la città più importante della fascia costiera catanzarese.

Nello specifico, Falbo e Vacca hanno posto particolare attenzione al piano di sviluppo Porto Turistico della Baia di Soverato-Satriano (Sosa), predisposto dall’Amministrazione comunale con obiettivi strategici di ampio respiro e con attese di ricadute economiche e sociali tali da risultare interessanti anche in ambito regionale.  

«Un progetto importante e altamente qualificante – ha detto il Presidente Pietro Falbo – in quanto comprensivo di diversificati interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana, con potenziamento di servizi non solo nel settore della nautica ma anche dell’accoglienza e dell’ospitalità che danno valore aggiunto all’offerta turistica della Città e del territorio».

«Ridisegnare i luoghi e definire nuove formule di accoglienza  – ha sottolineato il Presidente Falbo – è la strategia vincente per valorizzare l’identità e l’attrattività dei territori in una logica di offerta turistica rispondente alle esigenze emergenti dei nuovi viaggiatori che si muovono sempre più dinamicamente verso mete diversificate e diversamente motivati per vacanze, ma anche per studio e lavoro».

«In questa direzione – ha concluso – con il sindaco Vacca c’è unitarietà di intenti e di sinergia per sostenere in modo produttivo piani di sviluppo infrastrutturale, economico e sociale, come e specificatamente del sistema  delle imprese, parte attiva e beneficiaria di questa visione».

«L’incontro con  il Presidente Falbo – ha sottolineato il sindaco Daniele Vacca – è stato proficuo per discutere sulle varie problematiche legate allo sviluppo turistico e  commerciale del territorio. Lavorando in sinergia, si possono trovare utili soluzioni e raggiungere risultati importanti. Auspico che questo sia l’inizio  di una altrettanta proficua collaborazione».

Il Presidente Falbo e il sindaco Vacca si sono quindi salutati, dandosi appuntamento a breve per verificare, in termini operativi, una comune pianificazione strategica.  (rcz)

 

I calabresi Capitolini ricordano il grande Giuseppe Berto

di PINO NANORaccontare Giuseppe Berto non è cosa facile. Di Giuseppe Berto so quello che di lui racconta la gente.

Non l’ho mai conosciuto personalmente. Ero ancora troppo giovane, quando lui viveva tra Capo Vaticano e Ricadi perché la curiosità mi spingesse a cercarlo. Oggi me ne pento. Perché so che ne sarebbe valsa la pena. 

Vi chiederete cosa c’entri Giuseppe Berto con la Calabria. Lui, che di calabrese non aveva nulla. Veneto di razza, nato a Mogliano, figlio di una cultura diversa dalla nostra, così altero, e statuario nella sua mole aristocratica, ma anche così riservato, quasi scontroso, a tratti anche diffidente. Quella diffidenza che però era ritrosia, gelosia della propria vita privata, paura di scoprirsi troppo. Eppure basta rileggere molte delle cose da lui scritte, soprattutto quelle scritte negli ultimi anni della sua vita, per capire che il suo nome sarebbe rimasto legato alla Calabria per sempre. Lui, che calabrese non era e che, a San Nicolò di Ricadi chiese invece di essere sepolto.

Bene, di tutto questo si è discusso a Roma in uno dei posti più suggestivi di Colle Oppio, in San Pietro in Vincoli, nella Sala degli affreschi della Sapienza che dà sul grande portico della facoltà di Ingegneria, e dove per iniziativa dell’avvocato Luigi Salvati Presidente della Associazione Calabresi Capitolini, lui originario di Cariati, si è appunto ricordato il ruolo fondamentale di Giuseppe Berto nel panorama della letteratura moderna italiana e non solo. 

Un vero e proprio happening letterario dove i veri protagonisti della serata sono stati lo scrittore Pierfranco Bruni che su Berto ha scritto un bellissimo saggio critico e Marco Mottolese che di Berto ha portato in sala il respiro autentico dell’uomo che “arrivato in Calabria da Mogliano Veneto quasi per caso alla fine era diventato cosi calabrese da voler essere sepolto a Capo Vaticano”.

È stato lo stesso Marco Mottolese, giornalista editore e grande amico della famiglia Berto, a regalare ai calabresi di Luigi Salvati una perla rara, e cioè la testimonianza diretta e avvolgente della figlia dello scrittore veneto, Antonia Berto, facendo ascoltare in sala (gremitissima come non mai) l’ultima intervista di Antonia alla Rai che racconta la magia del Grande Festival che oggi porta il nome di Giuseppe Berto, e che si celebra ogni estate a Capo vaticano nella casa che Berto volle costruire sul Capo.

L’altra perla della serata l’ha regalata a tutti noi lo studioso Pierfranco Bruni che, da straordinario intellettuale dei giorni nostri, ha spiegato con una semplicità disarmante ma efficacissima il valore reale di opere come La Fantarca, Il Male Oscuro, Anonimo Venziano, soprattutto La Gloria, l’opera di Berto che riceve più recensioni di tutte le altre e in cui ne viene fuori un Berto cambiato, diverso, più uomo, un libro in cui lo scrittore veneto rivede il suo rapporto con Dio, «e se prima ci credeva poco, ora dice “Non è vero che non abbiamo più bisogno di Dio». Poi aggiunge, quieto: «Siamo senza Dio, ma abbiamo bisogno di Dio».

Le conclusioni sono state del professor Saverio Vita, ricercatore universitario di grande fascino e che a Berto ha dedicato tutti i suoi anni di post laurea, e che di Berto sa davvero tutto quello che nessuno ha ancora mai raccontato. Forse lui ne sa più di Marco Mottolese, ma guai a dirlo, conoscendo il carisma e il peso di Marco Mottolese nella storia di Berto.

«Una serata bellissima, piena di freschezza e soprattutto di tantissimi amici e figli di Calabria – sottolinea Luigi Salvati che in queste occasioni non mancano mai, e che danno corpo fisico a tutte le nostre manifestazioni. “Vorrei ringraziare per tutto questo l’Associazione Inchiostro, a cui va il merito di aver messo in piedi Gli Stati Generali dell’Editoria, rassegna diretta fra gli altri da Elisa Zumpano che questa sera ci ha voluti qui in questa location cosi solenne». 

Due gli annunci ufficiali della serata, l’appello di Marco Mottolese: «in estate se avete voglia e tempo venite a Capo Vaticano al nostro festival e non ve ne pentirete». Il secondo annuncio ufficiale è invece dello stesso Luigi Salvati «il nostro prossimo incontro lo dedicheremo a Corrado Alvaro e ai suoi anni trascorsi qui a Roma, e lo faremo ancora una volta con l’aiuto di questo straordinario scrittore calabrese che risponde al nome di Pierfranco Bruni». Arrivederci dunque a presto. (pn)