A Ginevra la Festa di Primavera dell’Associazione Calabrese di Ginevra

Domani pomeriggio, a Ginevra, alle 18:30 presso la Salle des fêtes de Carouge, si terrà la Festa di Primavera organizzata dall’Associazione Calabrese di Ginevra.

La Festa di Primavera rappresenta un tributo alla cultura calabrese e un’opportunità per tutti gli emigrati calabresi di Ginevra e dintorni di riunirsi, celebrare le proprie radici e vivere una serata di musica, buon cibo e convivialità. 

Ad arricchire la manifestazione, l’esibizione del collettivo Felici & Conflenti, che vedrà protagonisti tre artisti di grande talento: Giuseppe Muraca, Alessio Bressi e Giuseppe Gallo che da oltre un decennio si occupano di promuovere e valorizzare il patrimonio culturale e coreutico della Calabria, con l’obiettivo di tramandare alle nuove generazioni tradizioni musicali e buone pratiche culturali. 

«Siamo estremamente felici di poter offrire alla nostra comunità calabrese un’opportunità di incontro e di celebrazione delle nostre tradizioni», ha detto il presidente dell’associazione, Tommasina Isabella.

«La Festa di Primavera è un momento speciale per riunirci – ha aggiunto – rafforzare i legami e trasmettere alle nuove generazioni l’amore per la nostra terra. È un’occasione per tutti noi di ricordare le radici e, allo stesso tempo, di celebrare la forza della nostra cultura, che continua a vivere ovunque noi siamo». (rrm)

Tutela ambientale, “Calabria al centro del Mediterraneo” arriva a Corigliano Rossano

«La grande partecipazione di oggi dimostra quanto sia forte la volontà di costruire una Calabria più sostenibile e attenta al proprio patrimonio ambientale». È quanto ha Evelina Viola, presidente del Circolo Legambiente Corigliano-Rossano, nel corso dell’incontro svoltosi a Corigliano Rossano, nell’ambito del progetto “Calabria al centro del Mediterraneo”, promosso da Legambiente Calabria e cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Calabria (CUP J58D22000410001).

L’iniziativa, organizzata con il supporto del Circolo Legambiente Corigliano-Rossano, ha coinvolto istituzioni, docenti, studenti, rappresentanti del mondo accademico e della società civile, con l’obiettivo di approfondire le sfide ambientali del territorio e individuare soluzioni concrete per il futuro.

«Il lavoro da fare è ancora tanto, ma iniziative come questa sono fondamentali per gettare basi solide per il futuro», ha detto la presidente Viola all’evento in cui è stata evidenziata la necessità di una collaborazione sempre più stretta tra scuola, istituzioni e mondo scientifico per affrontare con efficacia le sfide ambientali. Tra le proposte emerse, si è parlato dell’importanza di avviare studi mirati sulle dinamiche costiere, incentivare il turismo sostenibile e potenziare i percorsi educativi rivolti ai giovani.

Dopo i saluti istituzionali, i partecipanti hanno discusso temi fondamentali come l’erosione costiera, la gestione delle risorse naturali e l’educazione ambientale. Momento centrale della giornata è stata l’inaugurazione, nella città di Corigliano-Rossano, della mostra fotografica curata da Federico Grazzini, che offre uno sguardo approfondito sulle criticità e sulle potenzialità ambientali della Calabria.

Al tavolo di confronto era presente Cinzia D’Amico, dirigente scolastica dell’I.I.S. L. Palma ITI ITG Green Falcone Borsellino di Corigliano-Rossano, che nei mesi scorsi ha aderito ai percorsi didattici e di citizen science promossi da Legambiente. La dirigente ha sottolineato l’importanza della sinergia tra scuola, amministrazione, comunità scientifica, associazioni e cittadini per promuovere azioni efficaci a tutela dell’ambiente. Ha inoltre evidenziato come iniziative di questo tipo non solo stimolino il protagonismo giovanile nel cambiamento, ma arricchiscano anche il concetto di cittadinanza attiva, rafforzando la consapevolezza che ogni azione, anche la più piccola, ha un impatto sulla collettività e sul pianeta.

Il vicesindaco Giovanni Pistoia, portando i saluti del sindaco di Corigliano-Rossano, ha ribadito la necessità di affrontare i temi ambientali senza retorica, sottolineando il valore di un dibattito aperto e partecipato come quello promosso da Legambiente. Ha inoltre evidenziato l’importanza del coinvolgimento dei giovani, già molto sensibili alle tematiche ambientali e alla pace.

La consigliera Lorena Vulcano, presidente della Commissione Ambiente, ha sottolineato l’importanza del confronto con le associazioni nel lavoro della commissione, ponendo l’accento sulla responsabilità individuale nel contesto globale.

L’assessore alla Città Sostenibile ed Equa, Francesco Madeo, ha rivolto un appello ai giovani presenti, ricordando che saranno loro a subire le maggiori conseguenze della crisi climatica. Ha quindi invitato le nuove generazioni a formarsi e a impegnarsi attivamente, in quanto futura classe dirigente chiamata ad affrontare le sfide ambientali. Ha infine ribadito il ruolo cruciale dei giovani come sentinelle della comunità, in un dialogo costante con un’amministrazione aperta all’ascolto.

Di grande rilievo anche il contributo del prof. Giuseppe Mendicino, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente dell’Unical, che ha sottolineato la necessità di diffondere una solida cultura ambientale. In un contesto in cui manca ancora una piena consapevolezza del vero significato della sostenibilità, ha evidenziato come la conoscenza sia alla base di scelte responsabili e non più rimandabili.

L’incontro ha visto anche la partecipazione attiva di una rappresentanza di studenti dell’Istituto L. Palma, che ha contribuito al dibattito con riflessioni e proposte interessanti.

La mostra fotografica inaugurata l’11 marzo è stata ospitata nei plessi Green e Falcone e Borsellino dell’I.I.S. L. Palma ITI ITG Green Falcone Borsellino di Corigliano-Rossano. Sarà visitabile fino a martedì 18 marzo presso la Biblioteca Ingenio nell’area urbana di Rossano. Il calendario delle visite è disponibile sui canali social del Circolo Legambiente Corigliano-Rossano.

Il progetto “Calabria al Centro del Mediterraneo” proseguirà nei prossimi mesi con nuove iniziative in tutta la regione, coinvolgendo sempre più studenti e cittadini in percorsi di consapevolezza e azione concreta. Domani, sabato 15 marzo, alle 17.30, si terrà un momento di confronto aperto a tutti. (rcs)

Film Commission, Lo Schiavo: Eserciterò fino in fondo le funzioni di sindacato ispettivo

Il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo è intervenuto in merito alle richieste di maggior trasparenza sulla Calabria Film Commission, annunciando l’intenzione di esercitare fino in fondo le funzioni di sindacato ispettivo su Film Commission e sugli altri enti in house in tutte le forme previste dallo Stato e così come il ruolo di vicepresidente della Commissione vigilanza mi impone. Sempre nell’obiettivo di tutelare gli interessi dei calabresi nel rispetto del mandato che mi hanno attribuito».

Lo Schiavo, rimasto «molto colpito dai toni usati e dalla violenza verbale che il presidente della Regione ha riservato all’opposizione in Consiglio regionale, e in particolare al collega del M5S Davide Tavernise», al presidente Occhiuto «sento di consigliare di non perdere la lucidità – ha suggerito – e di tenere sempre ben presente la ripartizione dei poteri e delle funzioni istituzionali. Lui ha il compito di governare la Regione e più che attaccare l’opposizione o inseguire i fantasmi del passato, gli consiglierei di rispettare la divisione delle funzioni e chi, sempre nell’ambito delle sue prerogative e del suo mandato, legittimamente esercita quella del controllo».

Per il consigliere regionale: «Non può esistere una maggioranza legittimata a governare senza il contraltare di un’opposizione che faccia da pungolo e sorvegli l’operato di chi, in quel dato momento, assume l’onore e l’onere del governo della cosa pubblica. È la democrazia, bellezza! Il mandato di un’opposizione libera, intellettualmente onesta, coraggiosa e intransigente, è proprio quello di controllare il potere della maggioranza, che non può traboccare né divenire assoluto spingendosi ai limiti delle regole istituzionali e del rispetto della controparte».

«Tra le funzioni di controllo – ha spiegato – rientrano a pieno titolo le verifiche su quanto che avviene nelle società partecipate e negli enti strumentali, che negli anni si sono rivelati quasi sempre autentiche fabbriche di incarichi, default e liquidazioni. Ed è un aspetto determinante perché si tratta di verificare come vengono usati i soldi dei cittadini della regione più povera d’Italia e a cosa vengono destinati i fondi comunitari nella regione con il più alto tasso di disoccupazione in Europa».

«Quella del controllo sulla spesa – ha detto ancora – sugli incarichi e sui risultati raggiunti, è anzi la principale e indispensabile funzione alla quale un consigliere d’opposizione che voglia dirsi tale dovrebbe assolvere. Noi non indietreggeremo mai su questa battaglia di trasparenza, anzi». (rrc)

Film Commission, Occhiuto: Opposizione fa politica stracciona

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, è intervenuto in merito alla questione della Calabria Film Commission, «perché anche la sopportazione dell’ipocrisia ha un limite».

«Quasi mai rispondo all’opposizione, preferisco occuparmi di cose concrete. Questa
volta ho deciso di farlo, per Gabriele, per i ragazzi coinvolti», ha spiegato il Governatore, tornando sulla vicenda della consulenze alla Calabria film commissione oggetto di polemiche da parte del centrosinistra e di una interrogazione nel corso dell’ultima seduta del Consiglio regionale sulla presenza di persone senza i requisiti tra i quali, è stato detto dalla minoranza, uno skipper.

«Lui è Gabriele – ha detto Occhiuto nel video seduto accanto a un ragazzo – un giovane straordinario, calabrese che però la mia opposizione ha definito uno skipper e si dice scandalizzata dal fatto che Film commissione, l’agenzia che si occupa della promozione in Calabria, abbia dato una consulenza a Gabriele. Perché è stato scelto, perché è bravissimo. È un videomaker che abbiamo conosciuto proprio in rete».

«Ha fatto dei filmati straordinari – ha sottolineato – con milioni di visualizzazioni, ha fatto premiare la Calabria con un suo filmato per la regione con la spiaggia più bella d’Europa. È stato scelto per merito quindi. Mi dispiace Gabriele se a volte una politica stracciona, anche in Calabria, pensa che tutti facciano scelte come le farebbero loro».

Nel video vengono anche riproposti dei passaggi dell’intervento di Occhiuto in Consiglio regionale.

«Sotto la gestione del centrosinistra – ha detto il governatore nell’occasione – Film commissione ha stipulato dei contratti assicurativi addirittura di centinaia di migliaia di euro per fare assicurazioni sulla vita ai consulenti, non ai dipendenti, e ha dato incarichi ad un unico avvocato fino al 2020 per 500.000 euro. Sono cose che sono state inviate doverosamente alla Procura della Repubblica. Non dovete pensare che gli altri sono come voi».

Poi, rivolto a Davide Tavernise, capogruppo 5 Stelle presentatore dell’interrogazione, Occhiuto, sempre in Consiglio, ha detto, «questo skipper è un videomaker di straordinarie capacità le cui immagini, onorevole Tavernise, lei le ha condivise più volte sui suoi social. Un ragazzo che è stato in America, è tornato e che si è detto contento di essere stato selezionato per immagini apprezzate da tutti, anche da lei». (rcz)

Il sindaco Caruso non sarà domenica al “Ceravolo” per il derby Catanzaro-Cosenza

Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha annunciato che non sarà presente “Ceravolo” per seguire il derby tra giallorossi e rossoblù.

Il primo cittadino, infatti, ha espresso amarezza per la decisione della Prefettura di Catanzaro di vietare alla tifoseria cosentina la trasferta al Ceravolo e, per questo «senza i tifosi del Cosenza la mia presenza a Catanzaro sarebbe inopportuna. Pertanto, vedrò la partita in televisione», ha detto Caruso, ringraziando il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, per l’invito a partecipare alla partita.

«Quando, a parti rovesciate, fui io ad invitare Nicola Fiorita al San Vito-Marulla per il derby di andata che si disputò il giorno di Santo Stefano a Cosenza – ha ricordato Franz Caruso – fu il collega a ringraziarmi per l’invito che si vide, però, costretto a declinare per le stesse ragioni, in quanto per lui, come adesso per me, non avrebbe avuto senso assistere alla partita in assenza dei tifosi ospiti».

«Non sconfinerò mai nelle competenze e nelle funzioni altrui – ha puntualizzato Franz Caruso – ma lasciate che io provi un po’ di delusione per la decisione di non autorizzare la trasferta a Catanzaro della tifoseria rossoblù. Eppure, il derby di domenica sarebbe stata l’occasione giusta per sancire una sana pacificazione degli animi tra le due tifoserie».

«Segnali in questa direzione sono arrivati negli ultimi tempi – ha aggiunto – da una parte e dall’altra, in occasioni particolari, nel corso delle quali le tifoserie, pur mantenendo inalterato il loro sostegno incondizionato ai rispettivi colori, hanno mostrato segnali di distensione che non sono passati inosservati».

«I tempi erano maturi, per una coesistenza che consentisse di assistere ad un derby nel quale far prevalere il sano agonismo e la civile partecipazione ad un evento sportivo rilevante non solo per le due squadre in campo, ma anche per le nostre città e per l’intera Calabria. È stato un peccato – ha affermato ancora Franz Caruso – perdere questa opportunità».

«Nel rinnovare i miei ringraziamenti al sindaco di Catanzaro – ha concluso – per avere, con l’invito rivoltomi, riaffermato i sentimenti della nostra amicizia e della vicinanza tra le città che siamo onorati di guidare, auspico che domenica, in occasione del derby, possano trionfare i valori dello sport e che le rispettive compagini, sia pure dalle loro posizioni di classifica differenti, possano onorare al meglio la loro maglia». (rcz)

Film Commission, Tavernise (M5S): Il sistema Occhiuto va smantellato

Il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, ha rilevato come «Roberto Occhiuto continua a mistificare i fatti e a nascondersi dietro attacchi personali, evitando accuratamente di rispondere nel merito della mia interrogazione sulla Calabria Film Commission».

«La verità è chiara: la trasparenza è stata sacrificata sull’altare del clientelismo – ha spiegato – con un ente che non pubblica le determine di spesa e che, messo alle strette dalla mia interrogazione, ha provato a rabberciare una soluzione con un link sul sito della Fondazione che rimanda direttamente alla Banca dati nazionale dei contratti pubblici, che è il portale dell’Anac dove ci sono i contratti di tutta Italia».

«Un trucco per prendere tempo – ha aggiunto – e far finta di rispettare le regole, quando in realtà si continua a calpestare ogni principio di buona amministrazione. Perché anche la Calabria Film Commission, come ogni ente pubblico, ha l’obbligo di pubblicare tutti gli atti prodotti sul proprio sito».

«Ma si sa, Occhiuto è maestro nel cercare di distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi – ha proseguito – attaccando chi denuncia le sue mancanze. Ma la realtà è che la sua amministrazione è un disastro annunciato: mentre la Calabria affonda sotto il peso delle inefficienze e delle clientele, lui si preoccupa solo di proteggere il suo cerchio magico».
«Il caso della Calabria Film Commission è solo uno dei tanti esempi di una gestione opaca e scandalosa. Le determine di spesa restano nascoste – ha illustrato – le selezioni per nuovi incarichi si svolgono senza alcuna chiarezza e ogni richiesta di trasparenza si scontra con un muro di silenzi e rinvii. Chi gestisce le risorse pubbliche ha il dovere di rendere conto ai cittadini, ma in Calabria le regole valgono solo quando fa comodo a chi comanda».
«E poi c’è Luciano Vigna, il simbolo del potere accentrato nelle mani di pochi fedelissimi. Direttore della Film Commission, capo di Gabinetto della Giunta, commissario straordinario di Arrical: tre ruoli apicali per un solo uomo – ha detto il pentastellato – messo lì per garantire il totale controllo su settori strategici. Una gestione padronale che calpesta ogni logica istituzionale, in perfetta continuità con il sistema di potere di Occhiuto. Già anni fa si parlava di conflitto d’interessi, ma oggi la situazione è ancora più grave: la Calabria è ostaggio di un governo regionale che premia solo i fedeli e ignora i cittadini».
«Intanto, la Film Commission continua a sfornare determine oscure e a gestire selezioni su misura. Il presidente della commissione esaminatrice? Ovviamente sempre lui, Luciano Vigna. È un sistema chiuso, blindato – ha detto ancora Tavernise – dove il controllo è totale e la trasparenza inesistente. Chi prova a chiedere spiegazioni si scontra con la solita arroganza del potere, che preferisce il silenzio alle risposte».
«Occhiuto può continuare a mistificare, ma non può nascondere all’infinito la polvere sotto il tappeto. Io continuerò a denunciare ogni abuso – ha concluso –, ogni spreco, ogni inganno. La Calabria merita di più di questa amministrazione che ha ridotto la regione a un feudo personale». (rrc)

I 25 anni di Sacerdozio di Don Enzo Gabrieli

di PINO NANOCosa sono per un sacerdote 25 anni di sacerdozio? Una svolta? Un momento di riflessione su quello che si è fatto? Una pausa di silenzio per prepararsi al futuro? O forse, molto più semplicemente un’occasione di incontro e di festa con vecchi e nuovi amici di sempre? 

Da domani fino a giovedì 20 marzo la Chiesa cosentina si prepara a festeggiare le nozze d’argento di don Enzo Gabrieli, uno dei sacerdoti più effervescenti e più dinamici della Curia Arcivescovile di Cosenza. 

Vi ricordo che don Enzo Gabrieli, sacerdote e giornalista di vecchia data, è stato Vicepresidente della Federazione Italiana dei Settimanali cattolici (Fisc) e membro del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria. Oggi lui è direttore del settimanale diocesano di Cosenza-Bisignano “Parola di Vita” e dell’annessa radio Jobel InBlu. Scrittore e parroco di Mendicino, è un personaggio di grande cultura e di grande modernità.

– Don Enzo, domani saranno per lei 25 anni di sacerdozio. Come nasce la sua scelta di fare il prete?

«La mia vocazione è nata sotto Giovanni Paolo II del quale conservo sempre una grande memoria grata e una profonda devozione. Si è alimentata con gli insegnamenti di Papa Benedetto e trova una grande spinta pastorale nella testimonianza di Papa Francesco. Uno stimolo a fare meglio, a fare bene, a volgere lo sguardo alle povertà e agli ultimi. Questa tappa del mio sacerdozio è un’occasione per dire, come più volte ha detto lui, che guardando indietro rifarei la strada percorsa, tra luci e ombre, fragilità e sofferenze, fra attese e tantissimi doni di Dio, fatti di incontri, di volti e di provvidenza, perché non ricordo niente in cui non ci sia il Signore».

– Le faccio una domanda irriverente: se lei potesse tornare indietro rifarebbe il prete?

«Certamente. Ma non come mia scelta, ma perché mi sento scelto e chiamato a qualche cosa di molto più grande, ma allo stesso tempo immerso all’interno di un dono e di un mistero che mi supera, che mi sovrasta, che mi avvolge e che mi dà tanta gioia. Sono felice di essere stato chiamato a fare il sacerdote e di avere risposto, nonostante le mie fragilità, con il mio sì a Cristo nella Chiesa. Posso testimoniare che ci sia anche qualche rinuncia, qualche scelta l’ho dovuta fare, così come si fa in ogni scelta di vita, ma  ho ricevuto già il centuplo quaggiù, come ha promesso Gesù, a quanti hanno deciso di seguirlo». 

– A chi deve questa scelta?

«La mia vocazione è nata in una famiglia religiosa di emigranti calabresi rientrati con la mia nascita in Italia. Devo la mia vocazione alla fede dei miei genitori, semplice e profonda, senza fronzoli e senza troppe parole. Fatta dalla testimonianza di mio papà che oggi dal cielo continua a seguirmi, dalla mia mamma che posso dire che insieme al latte mi ha donato la fede e mi hai insegnato a pregare, a credere e a sperare, ma soprattutto a donare. La devo anche alla mia famiglia numerosa e alla mia parrocchia dove ho incontrato sacerdoti appassionati del Vangelo. Non posso dimenticare anche i due vescovi che mi hanno accompagnato all’altare. Monsignor Dino Trabalzini, che mi ha seguito negli anni di formazione e seminario, e poi monsignor Giuseppe Agostino che mi ha accolto come suo segretario e mi ha ordinato sacerdote, dandomi tanta fiducia».

– Qual è stato il suo giorno più felice da prete?

«Non voglio essere finto, oppure dare una risposta d’occasione. Ma posso testimoniarle che non c’è stato giorno al quale io non sia stato felice di essere sacerdote. Nei momenti faticosi proprio il sacerdozio mi ha permesso di fare un passo in più e di gioire. Di sentirmi amato da Dio e accompagnato dalla materna presenza di Maria. Quanti innumerevoli doni mi ha fatto il Signore! Anche quando sembrava che la vita riservasse delusioni, tradimenti e qualche momento di Croce».

– E il giorno invece più triste?

«No. Non ci sono stati giorni tristi. Ci sono stati giorni faticosi, questo sì, ma posso dire che alla sera, ogni volta che sono rientrato a casa, nella mia stanza, sono rientrato stanco ma felice. Mai prostrato e mai triste. Posso dire che qualche prova alla mia vita, dopo un piccolo quarto di secolo, c’è stata. Quando la giornata è stata un po’ più dura il Signore mi ha sempre regalato un Cielo stellato da contemplare, un sorriso incoraggiante, una parola che mi ha toccato il cuore. Gesù non mi ha mai lasciato solo, anche perché accanto al discepolo che Lui ama, ha messo la sua mamma. E Maria mi ha accompagnato e mi accompagna sempre. Sento la sua mano, sento la sua carezza, insieme a quella dei tanti santi e dei tanti testimoni della fede». 

– Leggo sul giornale che lei dirige che per il 25 esimo anniversario della sua ordinazione pregherete prima di tutto per Papa Francesco…

«Assolutamente sì, ma lo stiamo già facendo in questa fase di preparazione insieme a tutta la Chiesa sin dal primo giorno in cui è stato ricoverato al Gemelli unendoci a tutti i fratelli e sorelle di fede. Conosco bene quel grande ospedale non solo per la professionalità cercata e ricevuta, anche personalmente, ma ho avuto modo di vedere, di sperimentare, che quella cittadella di sanità e di cura sognata e realizzata da un frate, da un sacerdote, è un luogo di speranza, dove si lotta contro ogni speranza, dove tate lacrime sono asciugate. È uno dei santuari dell’umanità sofferente e oggi papa Francesco lo sta visitando non da pellegrino ma da malato e ci sta insegnando, anche da questa cattedra, a farlo per Lui, ma anche ad accompagnare con la preghiera che dona davvero forza nella malattia, a farlo per tanti che sono soli e forse un po’ dimenticati. Penso che questo sia una opera buona per questa quaresima e uno stile di vita cristiana».

– Si può dire ad un sacerdote “In bocca al lupo”?

«Se me lo dicesse le risponderei “Viva il lupo”». (pn)

 

Il ministro dell’Interno Piantedosi: 5 milioni ad Arghillà

«Il Ministero dell’Interno destinerà 5 milioni di euro della sua quota di competenza del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027 per l’avvio degli interventi di rigenerazione urbana di Arghillà, anche d’intesa con la Regione Calabria, allo scopo di rimuovere le condizioni di degrado del quartiere ed elevarne la complessiva cornice di sicurezza». E quanto ha reso noto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso del Question Time, dopo l’interrogazione da parte del deputato reggino di Forza Italia, Francesco Cannizzaro.

Cannizzaro, infatti, è riuscito a far inserire Arghillà nell’agenda di Governo e del Parlamento, facendolo diventare di fatto un caso nazionale; in secondo luogo, ma non meno importante, l’aver ottenuto ingenti somme, pari a 5 milioni di euro, per iniziare a rimuovere le condizioni di degrado ed attivare le iniziative necessarie alla riqualificazione dell’intera area.

Le interlocuzioni delle settimane scorse tra il Ministro dell’Interno Piantedosi e Cannizzaro, precedute da lettere e dossier dettagliati sull’argomento, hanno portato ad avere un’attenzione senza precedenti per il quartiere della città dello Stretto che da anni fa registrare uno stato di degrado assoluto ed una continua emergenza sociale.

Tutto ciò segue il lavoro già avviato l’anno scorso dal parlamentare di Forza Italia, quando riuscì a portare personalmente ad Arghillà il Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle Città e delle loro periferie, Alessandro Battilocchio.

«Dopo aver coinvolto la Commissione d’inchiesta, ho ritenuto poi di interessare direttamente il Ministro Piantedosi – ha spiegato il deputato – affinché potesse rendersi conto in maniera tangibile dell’enorme piaga di Reggio Calabria, e ho chiesto lui di predisporre un piano straordinario di interventi per il risanamento e la riqualificazione funzionale di quel territorio, prendendo spunto anche da quanto accaduto nel recente passato a Caivano».

«E a mio avviso, Arghillà, nostro malgrado – ha aggiunto – entra di diritto in nel quadro nazionale di aree meritevoli di particolare attenzione, al pari di Rozzano, Scampia-Secondigliano, Borgo Nuovo di Palermo e tante altre realtà d’Italia che presentano analoghe problematiche. Del resto, sempre grazie al Governo Meloni, un’altra realtà della provincia di Reggio Calabria, la tendopoli di Rosarno-San Ferdinando, ha ottenuto uno speciale intervento dello Stato».

«Pertanto, sono molto soddisfatto della risposta concreta del Ministro e del Governo – ha proseguito – perché è grazie alle interlocuzioni che siamo arrivati a questo traguardo, che è solo l’inizio di un percorso che vedrà protagonista in Calabria il Governo e tutta la squadra Stato».

«Ci vorrà del tempo, ma con oggi – ha continuato – con la presenza concreta del governo al nostro fianco, si arriverà ad una soluzione definitiva e ad un rilancio di Arghillà, che ad oggi si presenta solo come una polveriera pronta ad esplodere, a causa dello stato di disagio sociale, culturale e strutturale in cui versa da anni, anzi, direi quasi da sempre». 

«Quest’ultimo tassello – ha sottolineato – si aggiunge all’attività già in itinere da parte di tutte le forze del territorio. Infatti, ci tengo particolarmente a ringraziare chi finora ha combattuto sul campo ogni giorno questo stato di cose, vale a dire il Comando provinciale dei Carabinieri, il Comando provinciale della Guardia di Finanza, il Questore e attraverso di lui la Polizia di Stato, il Prefetto e la Procura di Reggio Calabria, per lo straordinario lavoro profuso quotidianamente anche per Arghillà».

«Assieme al Ministro Piantedosi, assieme al Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, che ha già dimostrato attenzione e particolare sensibilità a questo tipo di problematiche, con concrete attività di contrasto al disagio sociale ed alla criminalità, assieme a tutta la squadra Stato – ha concluso –lavoreremo in totale sinergia per mettere in atto, attraverso altre misure economiche e protocolli dedicati ad Arghillà, il ripristino della legalità e della normalità. Così, Forza Italia conferma ancora una volta l’imprescindibile attenzione ai territori, come da esempio del nostro leader Antonio Tajani». (rrm)

LETTERA APERTA / Giuseppe Nucera: Aiutiamo i cittadini di San Luca a scegliere i loro candidati

di GIUSEPPE NUCERA – San Luca merita una nuova stagione di crescita e sviluppo, e il cambiamento deve partire dai suoi cittadini. Non servono commissari o passerelle istituzionali, ma un impegno concreto per restituire fiducia alla comunità e favorire la partecipazione democratica. 

Capisco le diffidenze e i timori di chi teme di essere coinvolto in dinamiche complesse, ma è il momento di superare le vecchie logiche. Lo Stato e i suoi apparati devono garantire ai cittadini di San Luca la possibilità di costruire un futuro diverso, lontano dalle etichette che per troppo tempo hanno penalizzato il territorio. Serve un salto in avanti, una svolta concreta che parta dal basso.

Da presidente di Confindustria Reggio Calabria, avevo presentato un piano articolato per San Luca, con l’istituzione dello Sportello Lavoro e la proposta di 110 idee imprenditoriali per creare occupazione nel territorio. Quella proposta, condivisa all’epoca dall’allora Prefetto Michele Di Bari e da altre istituzioni locali, è ancora valida e rappresenta una strada percorribile per dare un’opportunità vera ai giovani e alle famiglie di San Luca. Non servono interventi dall’alto, ma un supporto reale per chi vuole mettersi in gioco.

L’invito-appello che rivolgo alla Commissione Antimafia, che è doveroso ringraziare per l’attenzione che sta ponendo verso la realtà complessa di San Luca, è quello di valutare il documento già presentato dal sottoscritto in passato, assieme alle migliori energie di un territorio che non vuole più sentirsi abbandonato o sconfitto in partenza.

Non servono soluzioni imposte, ma strumenti efficaci per dare ai cittadini la possibilità di costruire il proprio futuro. 

San Luca non è solo cronaca o commissariamenti. È una comunità con un grande potenziale, che merita di essere valorizzata con azioni concrete. Aiutiamo i cittadini a scegliere i loro candidati, a costruire una classe dirigente locale, a credere in un futuro diverso. Solo così si potrà voltare pagina una volta per tutte.

La Commissione Parlamentare Antimafia può dare un contributo importante e insostituibile in questo percorso di riscatto e rinascita che deve però vedere i cittadini e la gente di San Luca finalmente protagonista.

Rivolgo questo appello, oltre alla presidente della Commissione, Chiara Colosimo, anche a Federico Cafiero De Raho e Tilde Minasi, rispettivamente vice presidente e membro senatore della stessa commissione, in quanto soggetti politici che conoscono bene e in prima persona le difficoltà, i problemi e le eccellenze che la Calabria possiede. (gn)

[Giuseppe Nucera è presidente del Movimento La Calabria che vogliamo]

L’amarezza e il disappunto del sindaco di Cosenza Franz Caruso

«Ci avevamo creduto con convinzione e avevamo assicurato il nostro sostegno alla candidatura a Capitale della Cultura 2027 di Reggio Calabria, la città del mio amico e collega Giuseppe Falcomatà. Purtroppo, la commissione preposta ha scelto Pordenone. Massimo rispetto per la città friulana, ricca di cultura, musei, monumenti e palazzi storici, ma sarebbe ora di invertire una tendenza negativa che continua a penalizzare la Calabria e le sue città che, quanto a cultura, hanno tanto da offrire ed anche da insegnare”. Lo ha affermato il Sindaco di Cosenza, Franz Caruso, esprimendo il suo disappunto per la mancata affermazione della città di Reggio Calabria che era arrivata tra le dieci finaliste.

Con il verdetto odierno – afferma ancora Franz Caruso – non si arresta la corsa né di Reggio Calabria, né di Cosenza – che subì la stessa sorte lo scorso anno – verso un traguardo che – si spera – possa essere raggiunto negli anni a venire. Per quanto più direttamente ci riguarda, seguitiamo a dare corpo e consistenza al Piano Strategico che abbiamo messo in campo per una rinascita non solo socio-culturale, ma anche economica della città di Cosenza e invitiamo Reggio e il suo Sindaco Falcomatà a fare altrettanto. Se la notizia di oggi da un lato ci amareggia notevolmente, dall’altro deve dare a Reggio e a noi stessi la spinta verso un’ambizione che non solo consideriamo legittima, ma che è sorretta da una solida impalcatura che risiede nella storia, nelle eccellenze e nei giacimenti culturali delle nostre rispettive città e territori che non sono certamente secondi a nessuno. La decisione odierna non deve essere interpretata come una sconfitta, ma come il punto di partenza di una nuova strategia che deve accomunare le città calabresi affinché in futuro venga loro riconosciuto il ruolo che gli spetta, al di là delle ragioni politiche, apparenti o veritiere, che potrebbero essere sottese al verdetto finale che ha incoronato Pordenone Capitale della Cultura 2027. Sono sempre più persuaso, infatti – ha concluso Franz Caruso – che solo unendo le nostre forze, in una visione d’insieme e partecipata, le città calabresi potranno ottenere quei risultati che, in una logica individuale, tarderebbero ad arrivare o non arriverebbero affatto”. (rcs)