Il peperoncino di Calabria e la questione IGP

di BRUNELLA GIACOBBEIl peperoncino è l’oro rosso della nostra regione. Apprezzato e stimato in ogni parte del mondo, sia in purezza che come ingrediente principe di preparati come la famigerata ‘nduja, a lui dedicati eventi gastronomici e anche artistici che lo utilizzano a mo di mascotte (vedi il Peperoncino Jazz Festival).

Oltre ad essere un ingrediente fondamentale nella cucina calabrese, con una storia secolare e una grande varietà di tipologie, la sua coltivazione e successiva lavorazione rappresentano un’importante risorsa dall’indotto economico, preservando anche un importante aspetto culturale della gastronomia di regione.

In questi giorni si sta diffondendo la notizia del peperoncino rosso di Calabria verso l’acquisizione del marchio IGP. In realtà alcune varietà hanno già acquisito il marchio IGP, e queste sono:

  • Ciliegino: Dalla forma tonda e dal sapore non troppo piccante.
  • Guglia: Riconoscibile per la forma allungata, con un sapore ben specifico e piccante. 
  • Naso di cane: Dalla forma conica e il sapore intensamente piccante.
  • Sigaretta: Sottile e allungato, con un gusto molto piccante.

Il riconoscimento dell’IGP è un marchio di qualità e garanzia che tutela l’origine e la qualità (garantendo che il peperoncino provenga dalla Calabria e sia prodotto secondo un disciplinare specifico); valorizza il prodotto (aumentando la visibilità e il prestigio del peperoncino di Calabria sui mercati nazionali e internazionali); protegge dalle contraffazioni (impedendo che prodotti di altre origini vengano venduti come peperoncino di Calabria); sostiene la filiera produttiva (favorendo lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile e la creazione di posti di lavoro).

Ad occuparsi e seguire i percorsi che portano al riconoscimento IGP è  il Consorzio dei produttori della Calabria, che funge da ponte tra produttori e istituzioni ponendosi al centro anche delle operazioni finalizzate al riconoscimento IGP del peperoncino, dialogando con le istituzioni, in primis con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, una sinergia fondamentale per affrontare le trafile burocratiche.
Ovviamente il Consorzio ha redatto un disciplinare rigoroso che stabilisce le precise norme per la coltivazione, la lavorazione e il confezionamento da far applicare ai produttori e consegnare al ministero.

Quindi di quale IGP si sta parlando in questi giorni?

Il Consorzio dei produttori della Calabria ha presentato ufficialmente al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) il disciplinare per il riconoscimento dell’IGP “Peperoncino di Calabria”, un prodotto identificativo al di là delle varietà già riconosciute. Questo aprirà le porte alle commercializzazioni con l’estero e ad una migliore disciplina tra i produttori calabresi.
Un ulteriore passo in avanti dunque ad opera del Consorzio, dal punto di vista della valorizzazione di questo prodotto simbolo della regione. (bg)

Porto e Calabria: dagli industriali reggini un’idea di sviluppo

di DOMENICO VECCHIO – Parlare ancora oggi solo di Porto di Gioia Tauro diventa fortemente riduttivo per quelli che sono invece gli interessi della Calabria e più in generale del Sud.

Infatti, la nostra attenzione dovrebbe essere semmai rivolta all’Area Portuale nel suo complesso, dedicando particolare attenzione all’immensa area retroportale che dovrebbe, invece, essere sviluppata aiutando e incentivando le aziende a venire a investire nel retroporto e creare quindi posti di lavoro a vantaggio, in particolare dei nostri giovani, contribuendo in maniera determinante alla diminuzione del processo migratorio.

Il porto di Gioia Tauro è ormai una realtà riconosciuta a livello mondiale, ed è uno dei pochi, a livello europeo, dove possono entrare le “Navi più Grandi del Mondo”, e questo è ovviamente merito dei grandi investimenti fatti dalla società TIL del Gruppo Aponte a cui indubbiamente va riconosciuto questo merito, oltre ovviamente al grande lavoro svolto dall’Autorità Portuale di Gioia Tauro, sapientemente guidata dall’Ammiraglio Andrea Agostinelli, a cui va riconosciuto sicuramente il merito di aver risolto egregiamente una seria infinita di problemi che assillavano il Porto, ma che limita, ovviamente la sua attività al solo scarico dei container dalle grandi navi per poi smistarli e quindi farli ripartire su altre navi ma di ridotte dimensioni in modo da poter entrare in tutti i porti di limitate dimensioni.

Questo è assolutamente una grande conquista per Gioia Tauro ma si potrebbe fare molto di più facendo in modo che i container  scaricati al porto di Gioia Tauro  vengano aperti e le merci in essi trasportati vengano lavorate nelle aree industriali del retroporto.

Sarebbe certamente la soluzione importante per dare sviluppo al nostro territorio e contribuire in modo sostanziale a una rinascita economica e sociale di tutta la regione.

Sarebbe necessario a parere di Confindustria Reggio Calabria, che la classe politica tutta, senza schieramenti di partiti, ma avendo a cuore lo sviluppo sociale ed economico del nostro territorio collaborassero insieme per arrivare a questo risultato, mostrando amore per il proprio territorio, facendo una politica anche protezionistica delle proprie identità, dei propri interessi, tralasciando l’interesse di bottega, finendola anche la politica dell’opposizione demagogica, a ogni costo e contro ogni proposta che arriva da una delle parti, ma collaborando insieme, anche con spirito critico ma costruttivo.

Noi industriali di Confindustria Reggio Calabria ci auguriamo esattamente questo e per raggiungere questi obbiettivi ci stiamo adoperando affinché si capisca bene la ricchezza in termini di ricadute occupazionali e di conseguenza di crescita culturale ed economica del nostro territorio, che il porto con il suo retroporto rappresenta per la Calabria intera. (dv)

(Domenico Vecchio è il Presidente di Confindustria Reggio)

Europa a casa”, Princi “Online il report di marzo”

È online il report di marzo di “Europa a casa”, il servizio promosso dall’eurodeputata Giusi Princi con l’obiettivo di far conoscere al meglio le opportunità europee di finanziamento, rendendole accessibili a tutti.

Questa volta, però, ad accompagnare il report c’è una novità: per venire incontro alle esigenze dei cittadini interessati ad accedere al servizio, è stato attivato un numero dedicato sull’app di messaggistica WhatsApp.

“Europa a casa” è uno strumento innovativo che offre informazioni e supporto sui bandi europei dedicati a giovani, agricoltori, imprese, enti locali, artisti, associazioni, ordini professionali, scuole, università e cittadini. Il report, pubblicato mensilmente sulla piattaforma web www.europaacasa.eu, è suddiviso in sezioni tematiche con sintesi chiare, divise per categoria e link agli avvisi diretti (pubblicati e gestiti dall’Unione Europea) e indiretti (promossi sia a livello nazionale che nelle regioni del Sud).

Per chi necessita di chiarimenti sono previste azioni di facilitazione, accompagnamento e orientamento: tutti gli interessati possono formulare quesiti inerenti a bandi attivi o richiedere ulteriori informazioni utilizzando l’indirizzo e-mail dedicato (giusiprinci@europaacasa.eu).

Tramite esperti in europrogettazione vengono garantite risposte approfondite personalizzate alle esigenze di ciascuno. Adesso, inoltre, il servizio “Europa a casa” si arricchisce con un ulteriore strumento: il numero per i messaggi Whatsapp (+39 376 262 8177) che permetterà ai cittadini di mettersi in contatto con gli esperti in modo ancora più rapido e semplice.

«Europa a casa sta riscuotendo grande interesse – ha detto Giusi Princi –. Sono tanti i cittadini che chiedono informazioni e accompagnamento, numerose le iscrizioni al servizio e le email che ricevo. Proprio per dare un’ulteriore risposta alle tante richieste, da oggi è attivo il nuovo numero dedicato alla ricezione dei messaggi, che permetteranno un’interazione più semplice e rapida».

«Sono molto soddisfatta: ‘Europa a casa’ è un servizio pensato proprio per rendere accessibili a tutti le opportunità di finanziamento offerte dall’Unione Europea, creando un ponte concreto tra Bruxelles e la Calabria – ha concluso – e contribuendo allo sviluppo dei territori».

Il report, oltre a essere pubblicato sul sito ufficiale, è condiviso sulle pagine social dell’eurodeputata Giusi Princi (Instagram @giusi.princi; Facebook @Giusi Princi; X @giusi_princi) che richiameranno sistematicamente gli avvisi più significativi. (rrm)

Lunedì il Congresso Fai Cisl Calabria

Lunedì 17 e martedì 18 marzo, all’Hotel 501 di Vibo Valentia, alle 15, si terrà l’ottavo Congresso della Fai Cisl Calabria sul tema “Alimenta il futuro. Lavoro, partecipazione, sostenibilità. Seminare responsabilità per la centralità del lavoro agro-ambientale calabrese”.

«Il Congresso – ha dichiarato Francesco Fortunato, Segretario Generale della Fai Cisl calabrese – rappresenta un fondamentale momento di confronto, riorganizzazione e rinnovamento, per continuare ad affrontare le tante sfide che interessano i nostri settori di rappresentanza, nel territorio regionale, con ancor più protagonismo, inclusione e partecipazione, esaltando l’importanza del dialogo sociale e della contrattazione di secondo livello, in un momento di grandi cambiamenti che investono, anche in Calabria, il mondo del lavoro».

I lavori del Congresso inizieranno con la relazione del Segretario Generale della Federazione regionale Francesco Fortunato, il dibattito, i saluti istituzionali e l’intervento del Segretario Generale della Cisl calabrese Giuseppe Lavia, per poi proseguire il giorno seguente, a partire dalle ore 9.30, con le conclusioni del Segretario Generale Fai Cisl Onofrio Rota, e gli adempimenti congressuali. (rvv)

Intesa tra Regione e Inu per la pianificazione urbanistica e territoriale

Promuovere e coordinare gli studi di urbanistica ed edilizia, con il compito di diffondere e valorizzare i principi in materia e favorirne l’applicazione. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato tra la Regione Calabria e l’Istituto Nazionale di Urbanistica (Inu).

L’iniziativa fa seguito alla delibera di Giunta regionale con la quale è stato approvato nei giorni scorsi lo schema del predetto protocollo.

«L’obiettivo – ha dichiarato l’assessore Maria Stefania Caracciolo – è quello di operare sinergicamente con la sezione Calabria dell’Inu, presieduta dal professor Domenico Passarelli, e con l’Anci Calabria, presieduta dalla dott.ssa Rosaria Succurro, nelle attività di approfondimento e sensibilizzazione in materia di pianificazione urbanistica e territoriale, ove si riscontrano, tra l’altro, significative criticità da parte di diversi Enti locali calabresi nell’attuazione delle disposizioni dettate dalla Legge urbanistica regionale n. 19/2002».

«Proprio per questo – ha proseguito l’assessore Caracciolo – tra le iniziative in programma, che vanno dall’organizzazione di un laboratorio sperimentale permanente presso la cittadella regionale con auspicabili tirocini di formazione in favore dei responsabili degli uffici tecnici comunali alla promozione di attività di studio e ricerca per migliorare la conoscenza scientifica dei fenomeni relativi alla pianificazione urbanistica e territoriale, vi è anche quella di supportare le Amministrazioni comunali».

Le iniziative prenderanno il via già dal mese di aprile prossimo. con una serie di incontri decentrati ai quali saranno invitati a prendere parte, tra l’altro, i Comuni che hanno avviato l’iter di adozione del piano senza tuttavia pervenire alla sua approvazione, allo scopo di fare il punto della situazione, esaminare le eventuali problematiche esistenti e fornire gli opportuni chiarimenti.

Attivato, inoltre, su richiesta, un servizio di accompagnamento nella redazione degli strumenti urbanistici presso gli uffici regionali di settore, anche distaccati nelle varie province.

«Con questa attività, che si avvale della preziosa collaborazione dell’Inu e dell’Anci  – ha rilevato infine l’assessore Caracciolo – vogliamo supportare gli Enti che intendono proseguire celermente nell’iter di adozione degli strumenti urbanistici, di fruire di un supporto concreto, allo scopo di superare sinergicamente le difficoltà riscontrate, trattandosi di un ambito particolarmente delicato, che incide sull’ordinato e corretto sviluppo del territorio, dei tessuti urbani e del sistema produttivo, ai fini della tutela e salvaguardia ambientale, migliorando la qualità della vita». (rcz)

PILLOLE DI PREVIDENZA / Ugo Bianco: Lavori usuranti, aperte le domande per il riconoscimento

di UGO BIANCOLa pensione anticipata rappresenta un’opportunità fondamentale per i lavoratori che desiderano concludere la propria carriera prima del raggiungimento della pensione di vecchiaia, attualmente fissata a 67 anni di età e 20 anni di contribuzione.

Per i lavoratori usuranti, impegnati in mansioni particolarmente faticose e pesanti, questa possibilità assume un’importanza ancora maggiore. L’esposizione quotidiana a condizioni di lavoro gravose dà diritto a una pensione anticipata, caratterizzata da una “quota” che combina un’età minima ed almeno 35 anni di contributi. Il decreto legislativo 67/2011, modificato dalla legge 232/2016, ha definito le modalità per il riconoscimento dei lavori usuranti, suddividendoli in quattro principali categorie. Ognuna verificata e attestata dall’Inps con la richiesta di certificazione del diritto. A questo proposito, il messaggio Inps 801 del 5 marzo 2025 definisce i criteri e le scadenze da rispettare. Per approfondire l’argomento, si propone una sezione di domande e risposte con un focus sugli aspetti principali e le modalità da seguire raggiunti i requisiti obbligatori.

Quali lavoratori svolgono attività usuranti?

  1. Lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti, classificate dall’articolo 2 del decreto del Ministero del lavoro del 19 maggio 1999. Riguarda tutti quei soggetti che espletano lavori in galleria, cava o miniera; lavori con esposizione corporea ad alte temperature; lavori eseguiti in cassoni ad aria compressa; attività con esposizione all’amianto; la lavorazione del vetro cavo; i lavori svolti in spazi ristretti e le attività dei palombari. 
  2. Lavoratori notturni distinti nelle seguenti categorie: a) lavoratori soggetti a turnazione, che svolgono l’attività notturna per almeno 6 ore ed almeno 64 giorni all’anno; b) lavoratori in attività notturna per almeno 3 ore nell’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino per l’intero anno;
  3.  Lavoratori addetti alla linea di catena con compiti ripetitivi e costanti nel ciclo di produzione su parti staccate di un prodotto finale. Ad esempio la produzione di autoveicoli. Sono esclusi gli addetti alle lavorazioni accessorie alla produzione, alla manutenzione, al rifornimento dei materiali. Così come tutte le attività di regolazione e controllo computerizzato della produzione e del controllo di qualità;
  4. i conducenti di veicoli, destinati al servizio pubblico, con capienza non inferiore a 9 posti.

Tuttavia, non è sufficiente rientrare in una di queste casistiche per dire di appartenere ai lavoratori usuranti. Il riconoscimento è subordinato alla durata dell’attività svolta. Mi spiego meglio, tutte le attività usuranti devono essere svolte per un periodo minimo di 7 anni negli ultimi 10 di attività lavorativa oppure riferirsi almeno alla metà della vita lavorativa complessiva.

Qual’è l’età pensionabile?

La pensione anticipata prevede il meccanismo della “quota”, basato sulla riduzione dell’età anagrafica e del numero dei contributi, con esclusione della disoccupazione e della malattia. La determinazione dell’accesso si differenzia a seconda dell’attività svolta e dalla gestione contributiva di riferimento.

Fino al 2026 occorre un’anzianità contributiva minima di 35 anni ed un’età base per raggiungere la quota necessaria. La prestazione decorre dal primo giorno del mese successivo al perfezionamento dei requisiti. A stabilirlo è l’articolo 1 comma 206 della legge 232/2016 che ha mandato in soffitta le cosiddette “finestre mobili”. Fino al 31/12/2016, l’erogazione del primo rateo avveniva dopo un’attesa di 12 mesi per i dipendenti e 18 mesi per gli autonomi.

I requisiti per “la pensione anticipata dei lavoratori usuranti” dal 2017 al 2026

Gestione previdenziale Attività usuranti; Turni notturni più di 77 notti lavorate per anno;  Turni notturni da 72 a 77 notti lavorate per anno;  Turni notturni da 64 a 71 notti lavorate 

per anno;

Fondo pensione lavoratori dipendenti Quota 97,6 

Età 61 anni e 7 mesi

Contributi 35 anni

Quota 98,6 

Età 62 anni e 7 mesi

Contributi 35 anni

Quota 99,6 

Età 63 anni e 7 mesi

Contributi 35 anni

Lavoratori autonomi Quota 98,6 

Età 62 anni e 7 mesi

Contributi 35 anni

Quota 99,6 

Età 63 anni e 7 mesi

Contributi 35 anni

Quota 100,6 

Età 64 anni e 7 mesi

Contributi 35 anni

 

Entro quando va presentata la domanda per il riconoscimento dei requisiti?

La domanda di certificazione del diritto deve essere presentata entro il 1° maggio 2025 per chi perfeziona i requisiti tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2026, in via telematica, con il modello AP45 e la documentazione della tabella “A” del Dm 20 settembre 2011.

Quale esito può dare?

L’Inps può emettere tre diversi tipi di provvedimento:

  1. L’accoglimento della domanda, con indicazione della prima decorrenza utile del trattamento pensionistico, se i requisiti per le lavorazioni particolarmente faticose e pesanti sono verificati e la copertura finanziaria è sufficiente;
  2. L’accertamento del possesso dei requisiti, con il differimento della decorrenza della pensione in caso di copertura finanziaria insufficiente; in tal caso, la prima data utile verrà comunicata successivamente;
  3. Il rigetto della domanda, qualora non siano accertati i requisiti necessari.

Nel caso di accoglimento, per ricevere il primo rateo, è necessario inviare all’Inps la domanda di pensione anticipata. (ub)

[Ugo Bianco è presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi – Dipartimento Calabria]

 

Stato d’emergenza per il sistema ospedaliero, Occhiuto nominato Commissario

Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, è stato nominato commissario delegato per lo stato di emergenza del sistema ospedaliero in Calabria. Lo ha stabilito l’ordinanza del capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano.

Una disposizione – in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale – dopo la delibera del Consiglio dei ministri del 7 marzo 2025, con la quale è stato dichiarato, per dodici mesi, lo stato di emergenza in conseguenza della grave condizione di criticità relativa allo stato del sistema ospedaliero della Regione Calabria.

Il presidente della Regione – si legge nell’ordinanza – il 23 settembre 2024 e il 5 febbraio 2025 aveva presentato delle note in cui si rappresentava la necessità di accelerare le procedure attinenti alla realizzazione degli interventi in ambito sanitario dei nuovi Ospedali della “Sibaritide’, di “Vibo Valentia”, della “Piana di Gioia Tauro”, di “Locri”, e di quelli finanziati dall’Inail per le Aziende “Gom Reggio Calabria”, “ASP Reggio Calabria”, “AO Cosenza”, “AOU Catanzaro”, “ASP Crotone”.

Occhiuto, dunque, in veste di Commissario, potrà semplificare le procedure per realizzare gli interventi previsti grazie ai poteri e deroghe concesse.

L’Inail – si legge – «per gli interventi di propria competenza, provvede procedendo alle occorrenti anticipazioni di cassa nei confronti della Regione, in deroga alle vigenti disposizioni che disciplinano l’utilizzo delle previste risorse finanziarie».

Inoltre, con «provvedimento del Direttore generale determina il contingente di personale tecnico ed amministrativo, comunque non superiore alle 25 unità, di cui 1 unità di personale di livello dirigenziale generale e 24 unità di personale di livello non dirigenziale, da destinare all’attuazione degli interventi citati. L’Inail è autorizzato al relativo reclutamento mediante la stipula di contratti a tempo determinato, in deroga al piano dei fabbisogni e agli altri strumenti di programmazione interna».

«Al fine di garantire l’efficace integrazione del Centro protesico e riabilitativo Inail di Lametia Terme con le strutture del Servizio sanitario regionale e nazionale, l’Inail determina il contingente di personale socio-sanitario ed amministrativo da destinare alla piena funzionalità del Centro nella misura comunque non superiore alle 27 unità, di cui 1 unità di personale di livello dirigenziale generale e 26 unità di personale di livello non dirigenziale ed è altresì autorizzato al relativo reclutamento, mediante la stipula di contratti a tempo determinato, in deroga al piano dei fabbisogni e agli altri strumenti di programmazione interna. Ai relativi costi si provvede con le risorse del bilancio dell’Istituto».

Il Commissario delegato «provvede all’approvazione dei progetti ricorrendo, ove necessario, alla conferenza di servizi da indire entro sette giorni dalla disponibilità dei progetti e da concludersi entro quindici giorni dalla convocazione», mentre per quanto riguarda la copertura finanziaria, si provvede a valere dell’ex art. 20 di edilizia sanitaria.

Occhiuto, poi, dovrà trasmettere, con cadenza semestrale, al Dipartimento della Protezione Civile una relazione inerente alle attività espletate ai sensi della presente ordinanza contenente lo stato di attuazione e la previsione di ultimazione – con motivazione degli eventuali ritardi e criticità. Se si vuole chiedere una proroga, «devono essere riportate le previsioni di ultimazione degli interventi nonché le motivazioni che ne hanno impedito la conclusione entro lo stato di vigenza dell’emergenza e l’eventuale ulteriore necessità di avvalersi delle deroghe con esplicitazione di quelle ancora ritenute necessarie».

Il Commissario «può istituire una Struttura tecnico-amministrativa avente un numero massimo di 25 unità di personale di livello dirigenziale e non dirigenziale, appartenente ai ruoli della Regione Calabria o anche appartenente ad altre Amministrazioni Pubbliche, centrali o territoriali, ovvero alle Forze di Polizia e alle Forze Armate, impiegato in posizione di comando su richiesta del Commissario delegato o anche non appartenente ai ruoli della Pubblica Amministrazione, reclutato mediante la stipula di contratti a tempo determinato, in deroga al piano dei fabbisogni e agli altri strumenti di programmazione interna».

«L’incarico di Commissario per l’emergenza ospedaliera in Calabria è  la dimostrazione della grande fiducia di cui gode il presidente Roberto Occhiuto», ha detto il commissario della Lega, Filippo Mancuso.

«Fiducia dovuta, nonostante le sterili polemiche di un’opposizione – ha detto – che finge di dimenticare quali erano le condizioni comatose del Servizio sanitario regionale, all’ottimo lavoro fin qui svolto per razionalizzare e modernizzare la sanità calabrese».

«Anche nell’impegno di  accelerare le procedure per la  realizzazione degli interventi in ambito sanitario dei nuovi ospedali della Sibaritide, di Vibo Valentia, della Piana di Gioia Tauro, di Locri, e di quelli finanziati dall’Inail per le Aziende Gom Reggio Calabria, Asp Reggio Calabria, Ao Cosenza, Aou Catanzaro, Asp Crotone, la Lega è pronta a fare responsabilmente la propria parte per rendere concreto il diritto alla salute dei calabresi», ha concluso.

«Dopo aver chiuso i bilanci delle aziende sanitarie e ospedaliere, dopo aver messo in sicurezza i conti, e dopo aver ricostruito un’organizzazione per la sanità regionale – tutte evidenze che tra qualche settimana consentiranno alla Calabria di uscire dopo 15 anni dal commissariamento – adesso l’unico commissariamento che serve alla nostra Regione è quello chiesto e ottenuto dal presidente Roberto Occhiuto per le infrastrutture sanitarie», ha evidenziato il deputato di FI, Francesco Cannizzaro.

«I calabresi – e questa è una ventennale emergenza – hanno diritto ad avere a disposizione ospedali di qualità – ha aggiunto – che, per decenni, (con ogni colore politico al governo) sono rimasti solo sulla carta».

«In questi primi tre anni di governo di centrodestra – ha proseguito – i lavori per i nuovi ospedali, utilizzando i semplici poteri ordinari, sono andati avanti comunque molto più velocemente rispetto al passato, basti pensare agli ospedali della Sibaritide e a quello di Vibo Valentia; ma adesso occorre accelerare ulteriormente, utilizzando tutti gli strumenti possibili a disposizione».

«Per questo la Regione ha chiesto lo stato d’emergenza – ha ricordato – e per questo Occhiuto è stato nominato commissario dal capo della Protezione Civile Ciciliano. Grazie a questi poteri speciali (che comunque non riguarderanno i lavori finanziati con il Pnrr) avremo misure acceleratorie che consentiranno di contrarre i tempi per procedere alla realizzazione delle opere, maggiore rapidità nei processi di autorizzazione per l’ammodernamento di alcune progettazioni, procedure più veloci per la scelta degli esecutori, laddove le opere non fossero state ancora affidate. Un’ottima notizia per la Calabria».

Il deputato di FDI, Alfredo Antoniozzi, ha evidenziato come «la nomina di Roberto Occhiuto a commissario della rete ospedaliera smentisce tutte le ilazioni di quanti avevano parlato di ridimensionamento del presidente».

«E conferma – ha aggiunto – che è stato ovviamente lo stesso Occhiuto a chiedere il provvedimento per poter accelerare sulla costruzione dei nuovi ospedali».

«Purtroppo – ha concluso – il malvezzo della politica è quello di inventare problemi laddove non esistono. Complimenti e buon lavoro al presidente Occhiuto».

«La nomina di Roberto Occhiuto a commissario straordinario per la rete ospedaliera zittisce quanti avevano ipotizzato addirittura che l’esecutivo non avesse più fiducia nel lavoro del presidente della Regione», ha detto la deputata della Lega, Simona Loizzo.

«E, invece – ha concluso – conferma che il provvedimento è stato chiesto proprio da Occhiuto a cui va la nostra fiducia affinché si velocizzino gli iter per la realizzazione dei nuovi ospedali».

La consigliera regionale Pasqualina Straface ha definito la nomina di Occhiuto una «notizia positiva».

«Dopo aver restituito certezza e trasparenza ai conti di una sanità che in passato si basava su bilanci orali, dopo aver messo in campo una ristrutturazione radicale di un sistema sanitario ereditato in macerie, dopo aver investito sulle risorse umane e sulla classe medica, con oltre 4000 tra assunzioni, concorsi, turn over e medici cubani e con le facoltà di medicina a Cosenza ed a Crotone e col raddoppio delle risorse a sostegno delle borse di studio per la formazione specialistica e per gli specializzandi, dopo aver riaperto gli ospedali chiusi e con poteri ordinari aver accelerato senza precedenti i cantieri dei nuovi ospedali, serviva adesso un’ulteriore marcia per arrivare ai risultati che i calabresi si aspettano», ha detto, sottolineando come «con la stessa determinazione e visione di governo già dimostrate, il neo commissario per l’emergenza saprà interpretare questa ulteriore tappa di rinnovamento e di rilancio della sanità pubblica di una terra che non si vergogna più della propria condizione, perché non è più l’ultima di tutte le classifiche e che sa e vuole confrontarsi a testa alta non solo per continuare a portare normalità ma anche per fare scuola e diventare esempio virtuoso nazionale».

«Esattamente al contrario di quanti– ha concluso – dal Pd calabrese al Sindaco di Coriglino-Rossano, in questi ultimi giorni, non hanno perso purtroppo occasione per tentare di imbastire polveroni fondati sulla sconoscenza di atti e fatti, provando come al solito a disinformare ed a fare demagogia e populismo, i poteri speciali e le deroghe oggi formalmente concessi al Presidente Commissario, che ad esempio potrà provvedere all’approvazione dei progetti attraverso iter semplificati, gli consentiranno di intervenire su tutte le procedure, semplificandole per accelerare gli interventi previsti sui nuovi ospedali, che nell’ordinanza vengono per questo dichiarati urgenti, indifferibili e di pubblica utilità». (rmm)

Il sindaco di RC Falcomatà accoglie il console onorario del Marocco Naccari

È stata l’occasione  per esplorare le opportunità di cooperazione tra la comunità marocchina e la città metropolitana di Reggio Calabria, con particolare riferimento agli scambi culturali e alle possibili intese future, l’incontro avvenuto tra il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, e il console onorario del Regno del Marocco, Domenico Naccari a Palazzo San Giorgio.

Nel corso della discussione, il Sindaco Falcomatà ha sottolineato che «la comunità marocchina residente a Reggio Calabria è una delle più radicate e, in particolare, rappresenta un esempio di integrazione per le nuove comunità che si sono stabilite in città negli ultimi anni. È un modello di convivenza che ha saputo inserirsi armoniosamente nel tessuto sociale ed economico, un segno tangibile della nostra capacità di accogliere e includere».

«Il Mediterraneo – ha continuato Falcomatà – è per noi un comune denominatore, un legame che ci unisce. Siamo tra dieci città finaliste per la Capitale della Cultura 2027 con il progetto “Cuore del Mediterraneo”, che celebra proprio l’identità culturale e la storia millenaria di questa città. Il nostro percorso di candidatura è parte di una tradizione di oltre 3 mila anni, che ha visto la città essere un crocevia di culture diverse, dove la convivenza civile e il rispetto reciproco sono sempre stati al centro della nostra identità. Con il dialogo e la collaborazione, continueremo a essere un esempio di coesistenza pacifica tra i popoli».

Domenico Naccari, da parte sua, ha elogiato la città di Reggio Calabria e la sua provincia per l’ospitalità e l’inclusività dimostrate nei confronti della comunità marocchina.

«Reggio Calabria è una città che ha sempre mostrato un grande spirito di accoglienza – ha evidenziato il Console – e siamo certi che i legami tra la città e il Regno del Marocco possano rafforzarsi ulteriormente, dando vita a progetti di scambio culturale e sociale che arricchiranno entrambe le realtà».

L’incontro si è concluso con l’impegno a proseguire su questa strada, valorizzando il ruolo della comunità marocchina nel rafforzare il tessuto sociale e culturale della città e si concretizzerà in prossime future iniziative. (rrc)

Grande (Film Commission): Villa Romana di Casignana gioiello archeologico da valorizzare

«La Villa Romana di Casignana è un gioiello archeologico della Calabria. Si tratta di un patrimonio culturale di altissimo livello, che deve entrare ancora di più nei circuiti turistici internazionali». È quanto ha detto Anton Giulio Grande, presidente della Fondazione Calabria Film Commission a margine della visita alla Villa Romana di Casignana.

«Dopo questa visita – ha aggiunto – ritengo che la Film Commission, per quanto di sua competenza, possa contribuire a trasformare questo luogo in un vero e proprio set a cielo aperto. Qui c’è tutto: una natura straordinaria, un mare meraviglioso e una villa di epoca romana con mosaici di incredibile modernità e raffinatezza. Questo è un sito da tenere d’occhio e da valorizzare, perché potrebbe diventare un polo di attrazione per il turismo culturale».

Ad accoglierlo, il vicesindaco di Casignana Franco Crinò, la Delegata alla Cultura del Comune di Casignana Agata Mazzitelli, il capogruppo di maggioranza Rocco Micò e il Consigliere Regionale Giacomo Crinò.

Il Presidente è stato guidato alla scoperta dello straordinario complesso storico che, scoperto nel 1963 durante i lavori per la costruzione di un acquedotto, rappresenta un insediamento di grande valore, realizzato e abitato tra il I e il VII secolo d.C.. Situata lungo l’antica via che collegava Locri Epizefiri a Rhegion, la Villa Romana si distingue per la ricchezza dei suoi mosaici e per il complesso termale privato, tra cui spicca il celebre mosaico figurato del frigidarium, risalente al III secolo. La parte residenziale, ubicata oltre la Strada Statale 106, conserva ancora splendide pavimentazioni musive, come la “Sala delle Quattro Stagioni” e la “Sala Absidata”, che hanno incanto il Presidente.

Anton Giulio Grande ha infatti espresso il suo entusiasmo per la bellezza e la rilevanza storica del sito, sottolineando come meriti una maggiore valorizzazione nel panorama culturale e turistico regionale, oltre a evidenziare l’importanza degli eventi culturali per dare nuova linfa al sito, citando il Dialog Festival, che già nella sua prima edizione ha portato alla Villa Romana artisti e intellettuali di fama internazionale.

«Credo che eventi di questo tipo – ha spiegato – possano rappresentare un modello per integrare cultura, turismo e produzione audiovisiva. Dobbiamo immaginare una cultura a 360 gradi: teatro, cinema, set cinematografici, incontri culturali, presentazioni di libri».

«Oltre a promuovere il territorio – ha proseguito – questo potrebbe diventare anche un indotto economico e contribuire a dare un’immagine della Calabria che merita di essere raccontata, perché la nostra terra vanta millenni di storia e un patrimonio culturale straordinario. Il presente e il futuro non possono esistere senza la conoscenza del passato: è da qui che dobbiamo ripartire.»

La visita del Presidente Grande alla Villa Romana di Casignana rappresenta insomma un ulteriore segnale di attenzione verso il patrimonio archeologico della Locride e, come auspicato dall’Amministrazione Comunale di Casignana, apre nuove prospettive per la promozione del sito attraverso il cinema, gli eventi e le produzioni culturali. (rrc)

Il bello delle nostre tradizioni: Fiera di San Giuseppe a Cosenza

di FRANK GAGLIARDI  – Dal 15 al 19 marzo si svolgerà a Cosenza l’annuale Fiera di San Giuseppe e si concentrerà, come ha sottolineato il sindaco nella sua conferenza stampa, nell’area di Viale Mancini come negli scorsi anni.

Per giostre, piante e fiori, vasi in terracotta e vimini l’esposizione proseguirà fino a domenica 23 marzo. Non molti anni fa la Fiera si svolgeva in Piazza Amendola, in Piazza Valdesi, in Piazza Tommaso Campanella, in Via Sertorio Quattromani , nello Spirito Santo e lungo Crati Busento. Più di 500 espositori hanno fatto richiesta di partecipazione. Le scuole resteranno chiuse. Quest’anno la Fiera ritornerà in parte nel centro storico. All’Arenella ci sarà l’esposizione dei prodotti artigianali e ritornerà il San Giuseppe Rock. In Piazza Spirito Santo si svolgeranno i concerti serali. Non mancheranno gli artisti di strada.

La Fiera sarà ricca, come abbiamo detto, di numerosi espositori provenienti non solo dalle altre città calabresi ma anche da altre regioni italiane, con tantissimi prodotti: Fiori, piante, vimini, ceramiche, lampadari, pentole da cucina, biancheria, prodotti di artigianato, prodotti tipici enogastronomici, i mostaccioli di Soriano Calabro, generi alimentari, ottimi salumi e latticini (famoso il cavalluccio opera artistica destinata ai più piccini).

La Fiera di San Giuseppe è l’evento più importante della città e venne istituita, anche se poi cambiò nome, nel lontano 1241 da Federico II. Era chiamata Fiera della Maddalena poiché si svolgeva davanti il tempio consacrato alla Maddalena nel quartiere dei Rivocati. Durante i giorni della manifestazione fieristica la città di Cosenza si trasforma, sembra più bella e dai bar e dalle pasticcerie di Corso Mazzini e dintorni proviene un profumo che inebria, sono i dolci saporitissimi: Le zeppole, caratteristico simbolo della Fiera di San Giuseppe.

Il rinomato Caffè Renzelli sforna per l’occasione la ciambella tipica di Cosenza, la saporitissima e prelibatissima Varchiglia. Varchiglia perché a forma di una barca (varca). E’ un delizioso dolce a base di mandorle e cioccolato. Le sue origini risalgono al 1300 ed è stato creato dalle Carmelitane scalze, che avevano stabilito un convento a Cosenza a quei tempi. A me è sempre piaciuto andare alla Fiera e non solo per comprare qualcosa, ma per ammirare le innumerevoli bancarelle che espongono le mercanzie.

Le vie, le piazze, i vicoli sono gremiti di persone di tutte le età. I più piccini corrono festosi verso le bancarelle dello zucchero filato e delle mandorle e delle nocciole; i più grandi verso le bancarelle dei giocattoli; le donne verso le bancarelle che espongono piatti, padelle, bicchieri, vestiti, scarpe; gli uomini verso le bancarelle che espongono utensili per il giardinaggio, cinture di cuoio, scarpe da ginnastica, tute con lo stemma della squadra del cuore. Per tutti è una gran festa ed è un modo per ritornare bambini. Nei pressi della giostra e della ruota il vociare dei bambini è assordante.

Dopo due difficili anni di attesa finalmente tutti insieme alla Fiera a divertirci, tra un giro in giostra, una frittella, una ciambella, una zeppola, uno zucchero filante. C’è il sole, il tempo è bello, tutti hanno voglia di recuperare il tempo che si è perso. La musica ad alto volume dei giostrai, dei venditori di mostaccioli, dei venditori di piatti e bicchieri, riempie i silenzi di gioia dopo tanta attesa, dopo tanta sofferenza, dopo due anni bui e tristi.

Questa la Fiera di San Giuseppe oggi, ma una volta era tutto un’altra cosa quando si svolgeva ai Rivocati o nel Centro storico di Cosenza. Per le vie si potevano incontrare figure caratteristiche, ormai appartenenti ad un irrevocabile passato, come il banditore che annunciava ai ferari che in questa o quella cantina avevano spillato dalla botte un vino magnifico; o come il cantastorie che cantava le gesta di qualche personaggio famoso e poi offriva per pochi spiccioli il foglietto volante col testo della canzone; o come il sensale il quale si avvicinava agli animali e menando pacche sulle natiche ne esaltava le doti. Nelle fiere si potevano incontrare anche il venditore d’acqua, il venditore delle gassose Gallo, il venditore della famosa “Grattachecca” fatta con ghiaccio tritato e liquori vari (oggi birra, coca cola, 7up, aranciata), il venditore di dolci, di ceci abbrustoliti, di semi di zucca, di taralli, ciambelle, lupini, frittelle. I venditori ambulanti gridavano a squarciagola, l’altoparlante non c’era, e offrivano i prodotti più disparati, semplici ed anche assurdi.

Le numerose fiere che si svolgevano nei vari paesi costituivano un importante tramite commerciale: spesso le famiglie attendevano per mesi la fiera prima di fare i loro acquisti. L’occasione offriva ai giovani il pretesto di iniziare il dialogo amoroso, che, non di rado, si concludeva all’altare, come avveniva spesso negli incontri voluti o casuali tra una bancarella e l’altra delle feste paesane.

Nelle fiere la contadina barattava i prodotti agricoli con stoffe o suppellettili casalinghe, oppure vendeva il maiale, il vitellino, i polli, i tacchini, tutti animali che aveva allevato con cura ed enormi sacrifici e che costituivano gli unici introiti del magro bilancio domestico. Ma ora le Fiere degli animali sono vietate. Il giorno o i giorni della Fiera erano giorni di allegria. Le piazze, le vie, le strade, invase dalle bancarelle e dagli animali erano una festa di colore, di suoni, di scenette piene di un loro sapore paesano. Ora ci dobbiamo accontentare di roba quasi sempre contraffatta proveniente dalla Cina.