L’OPINIONE / Vincenzo Marra: Capitale della Cultura un percorso bellissimo che restituisce nuove consapevolezze

Non è andata come tutti ci aspettavamo, ma il percorso che ha visto la nostra città tra le dieci finaliste per l’aggiudicazione quale Capitale della Cultura 2027, è stato il frutto di un’unione d’intenti che ha generato grande ottimismo e nuove consapevolezze.

Come riconosciuto anche dalla giuria, il progetto ‘Cuore Mediterraneo’ è di altissimo valore, e sarà premiato, così come quelli di tutte le città giunte all’ultimo step, dal Ministero della Cultura, ovviamente in forma e misura minore, ma proprio perché, la bellezza e l’essenza della proposta non può e non deve andare dispersa.

Un riconoscimento dunque, al lavoro delle associazioni, delle istituzioni culturali e soprattutto dell’ amministrazione della nostra città, che hanno saputo racchiudere la visione e la vocazione millenaria della nostra storia, in un’idea concreta di sviluppo culturale ed economico da proporre da qui ai prossimi anni.

Non sarà certo l’esito non favorevole di oggi (ieri ndr), che siamo certi non è stato in alcun modo influenzato da logiche partitiche, ad inibire il percorso di rilancio e l’azione di investimenti previsti per la nostra città. Gli attestati di stima e di sostegno sono stati tanti ed hanno rappresentato capillarmente ed indistintamente ogni stratificazione aggregativa, istituzionale e politica.

Le opere infrastrutturali e di riqualificazione previste, ma soprattutto, la programmazione relativa ai grandi eventi culturali e agli attrattori turistici, non si esauriranno certo con la proclamazione di Pordenone, città bellissima ma alla quale, senza timore di smentita, Reggio Calabria non ha nulla da invidiare, soprattutto dal punto di vista dell’identità culturale.

Saremo ancor più motivati a proseguire in questo percorso, continuando a lasciare il segno, restituendo al territorio opere e nuovo impulso economico. (vm)

[Vincenzo Marra è presidente del Consiglio comunale di Reggio Calabria]

All’Unical nasce il nuovo corso di laurea in Scienze del Turismo

di ELIA FIORENZA – Un’importante novità si affaccia nel panorama accademico con l’istituzione del corso di laurea in Scienze del Turismo e dei Servizi Turistici, diretto dal professor Tullio Romita, esperto di turismo delle radici a livello internazionale. L’iniziativa punta a formare professionisti capaci di affrontare le nuove sfide del settore, unendo competenze economiche, giuridiche, sociologiche e tecnologiche per una gestione moderna e innovativa delle destinazioni turistiche.

 

Il percorso formativo si caratterizza per un approccio interdisciplinare che spazia dall’economia e gestione dei servizi turistici al marketing innovativo, dalla sociologia del fenomeno turistico alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Grande attenzione è riservata al turismo digitale, con lo studio di strumenti come l’e-tourism e l’hospitality 4.0, e all’apprendimento linguistico, indispensabile per operare in un contesto internazionale.

Un elemento distintivo del corso è il focus sul turismo delle radici, un fenomeno in crescita che coinvolge milioni di italiani all’estero desiderosi di riscoprire le proprie origini. Questa specializzazione, sotto la guida del professor Romita, permetterà agli studenti di progettare itinerari su misura per questo segmento, contribuendo allo sviluppo di un turismo sostenibile e alla valorizzazione delle tradizioni locali. Oltre alla teoria, il corso offre una preparazione pratica orientata alle esigenze del mercato del lavoro.

I laureati potranno inserirsi in diversi ambiti professionali, dalla gestione di strutture ricettive alla promozione di destinazioni turistiche, fino alla consulenza per enti pubblici e privati. L’uso delle nuove tecnologie, combinato con una solida preparazione economica e giuridica, garantirà loro gli strumenti necessari per affrontare le sfide di un settore in continua evoluzione.

L’istituzione di questo corso rappresenta un passo significativo verso una formazione più specializzata e moderna nel settore turistico, in grado di rispondere alle esigenze di un mercato sempre più orientato alla sostenibilità, all’innovazione e alla qualità dell’esperienza offerta ai viaggiatori. (ef)

Andrea Gentile (FI) entra alla Camera al posto di Elisa Scutellà (M5S)

Andrea Gentile (FI) rientra, ufficialmente, alla Camera dei Deputati.

L’Aula, infatti, ha approvato con 183 voti a favore e 127 contrari la relazione della Giunta delle elezioni riguardante un collegio della Calabria, segnano l’ingresso a Montecitorio come deputato dell’esponente di Forza Italia Gentile e l’uscita della pentastellata Elisa Scutellà.

Con il via libera dell’Aula, Anna Laura Orrico (M5S) si “riprenderà” il seggio che aveva ceduto a Scutellà, mentre Scutellà dovrà lasciare Montecitorio.

In apertura della discussione la Camera ha respinto a maggioranza la proposta di rinvio dell’atto in commissione avanzata, in apertura di seduta, dal M5s.

Quello che si è discusso riguardava l’esito del voto nel 2022 in un collegio della Calabria. La Giunta delle elezioni, su ricorso dell’azzurro Gentile, ha riconteggiato le schede nulle e bianche dandogli ragione. Con il riconteggio, a Gentile sono stati assegnate 240 schede in più rispetto a Orrico. La quale era stata, però, eletta anche nel collegio proporzionale, che aveva “ceduto” alla collega di partito Scutellà.
Per Gentile si tratta di «una conferma netta e limpida del mio successo elettorale che solo e unicamente per errori marchiani e gravi vizi procedurali mi era stato ingiustamente sottratto. Adempirò come sempre con umiltà, abnegazione, professionalità e competenza al ruolo di parlamentare e mi prodigherò con tutte le forze affinché la Calabria guardi sempre con maggior fiducia al futuro che merita».
«Rivendico, con orgoglio – ha concluso – di essere calabrese e osserverò con disciplina le decisioni del mio partito, Forza Italia cui sono grato. Ringrazio il vicepresidente del Consiglio e segretario nazionale del partito, Antonio Tajani, il presidente del gruppo parlamentare alla Camera, Paolo Barelli, il capogruppo della Giunta delle Elezioni, Pietro Pittalis, il vicepresidente della Camera, Giorgio Mule’, tutti i partiti e i gruppi parlamentari della coalizione di centrodestra, unitamente al gruppo parlamentare di Azione, che ha inteso anch’esso confermare l’esito del laborioso e scrupoloso lavoro svolto dalla Giunta. Un ringraziamento particolare al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto e al Coordinatore regionale, Francesco Cannizzaro, per l’amicizia e il sostegno profuso nei confronti della mia persona».
«Oggi volge al termine una vicenda fatta di soprusi e prevaricazioni, viene calpestato il diritto di voto dei calabresi», ha commentato Scutellà.
«Sono state cambiate le regole – ha aggiunto Scutellà –, la Giunta per le elezioni ha cambiato in maniera retroattiva i criteri delle votazioni, una vicenda che ha dell’oscuro di cui si sta interessando la Procura, dove c’è una percentuale altissima di schede bianche che sono diventate valide e dichiarazioni strane e anomale: oggi la maggioranza ha dimostrato per l’ennesima volta di andare avanti con una tirannia non garantendo il diritto alla democrazia».
«La cosa che ci fa più rabbia – ha concluso – è stato vedere nel plotone di esecuzione messo in atto dalla maggioranza il ministro Tajani che è rientrato appositamente ed era oggi presente in Aula per votare l’ingresso di Andrea Gentile».
«Oggi togliete questo seggio alla nostra deputata Elisa Scutellà per darlo ad Andrea Gentile per i meriti di lignaggio politico che tutti conosciamo. È riuscito ad assoggettare tutta la giunta per le elezioni per questo risultato», ha tuonato Giuseppe Conte in aula.
«Le cose potrebbero ribaltarsi e le altre forze politiche potrebbero ritrovarsi con il cambio delle regole elettorali. Non vi permettete di dire che i calabresi non hanno saputo votare, hanno seguito le istruzioni del ministero dell’Interno – ha detto Conte –. La Procura indagherà anche se siete allergici ai giudici. Avete recuperato duecento voti, una truffa».
Per il consigliere regionale Davide Tavernise (M5S) «hanno scippato ai cittadini calabresi un seggio democraticamente conquistato, un voto espresso con chiarezza, con volontà popolare, con la speranza di un cambiamento».
«Oggi la Camera dei Deputati – ha continuato – ha sancito uno stravolgimento delle regole, ha piegato la democrazia agli interessi di partito, dimostrando ancora una volta come la volontà popolare sia considerata, per alcuni, un fastidio da aggirare con artifici e manovre di palazzo».

«La vicenda che ha portato all’estromissione di Elisa Scutellà e all’ingresso di Andrea Gentile –  ha proseguito – rappresenta un’ingiustizia senza precedenti. Un ricorso pretestuoso, un riconteggio che non tiene conto delle linee guida stabilite nel 2022 dal Ministero dell’Interno e un verdetto che grida vendetta. Oggi non hanno tolto un seggio al Movimento 5 Stelle: lo hanno tolto ai cittadini calabresi, che hanno votato in maniera chiara e inequivocabile».
«Come possiamo accettare che, nel 2025, il Parlamento italiano – ha chiesto il pentastellato – permetta simili giochi di potere? Come possiamo tollerare che i voti, quelli veri, quelli contati secondo regole stabilite e accettate da tutti, vengano rimessi in discussione a posteriori, alterando la rappresentanza democratica?».
«Elisa Scutellà ha subito una decisione inaccettabile – ha detto ancora – portata avanti con la complicità di una politica che da sempre tutela se stessa e le sue dinastie, come dimostra il caso di Andrea Gentile, figlio dell’ex sottosegretario Antonio. Un sistema clientelare che il Movimento 5 Stelle combatte da anni e che oggi, ancora una volta, dimostra di essere radicato nelle stanze del potere».
«L’atteggiamento del governo, che ha blindato la decisione – ha continuato – respingendo ogni tentativo di approfondimento in commissione, è la prova di un’arroganza politica senza limiti. Tajani e la sua maggioranza hanno preferito dedicare tempo e risorse a garantire un posto sicuro a un loro uomo, invece di affrontare le emergenze che colpiscono il nostro Paese. Questa è la loro priorità: non il caro vita, non il lavoro precario, non il futuro dei giovani, ma la spartizione delle poltrone».
«Eppure, il Movimento 5 Stelle non si piega – ha concluso –. Non lo abbiamo fatto in passato e non lo faremo oggi. Elisa Scutellà esce dal Parlamento a testa alta, ma la sua battaglia non finisce qui. Continueremo a lottare contro questi giochi di potere, a difendere il voto libero e democratico dei cittadini, a denunciare un sistema che non vuole cambiare. Oggi ci buttano fuori, ma noi saremo ancora più forti. Perché dalla parte giusta della storia ci sono sempre i cittadini, e noi saremo sempre con loro».
«In una terra di ricatti e di ‘ndrangheta il Parlamento compie un delitto molto grave perché mette sotto i piedi la libertà di voto dei calabresi, commette un altro delitto, perché non prende in considerazione le 400 schede bianche trasformatesi in valide, la cui metà sono andate a favore di una “famiglia politica” che è una nuova categoria che i politologi dovranno inserire quando insegneranno nelle università scienze della politica: oggi questo Parlamento ha votato per favorire una famiglia politica» quella di Andrea Gentile, «che certamente non brilla per democraticità ma piuttosto per arroganza e prepotenza», ha commentato la deputata del M5S e coordinatrice calabrese, Anna Laura Orrico.

L’OPINIONE / Giuseppe Falcomatà: «Bellissima esperienza, per noi è comunque una vittoria»

di GIUSEPPE FALCOMATÀ – Complimenti a Pordenone e a tutte le altre città finaliste. È stata un’emozione grande, una bellissima esperienza. Per noi è comunque una vittoria, a prescindere dall’esito finale.

La nostra candidatura ha risvegliato un forte spirito identitario insieme ad un orgoglio, ad un sentimento di appartenenza e ad una capacità di elaborazione collettiva e di programmazione, che ha coinvolto l’intera comunità cittadina, con associazioni, istituzioni, anche semplici cittadini innamorati della nostra terra, che per lunghi mesi hanno lavorato fianco a fianco, realizzando il bellissimo progetto Cuore del Mediterraneo che va avanti e deve continuare più forte che mai.

Uno spirito ed un coinvolgimento generalizzato, che ha anche travalicato anche i confini geografici della nostra città, ottenendo il sostegno di tantissimi comuni dell’area metropolitana e di tutte le altre città capoluogo della Calabria, giungendo anche al di là dello Stretto con l’adesione della Città di Messina.

È stata per noi una bellissima vetrina, un’esperienza della quale siamo tutti orgogliosi. Tutta l’Italia ha avuto modo di vedere e di toccare con mano le nostre tante bellezze, le eccellenze del nostro territorio, le sue innumerevoli ricchezze culturali ed i tanti progetti realizzati o già in cantiere, ascoltando le testimonianze di autorevoli sostenitori reggini e non, che ringrazio uno per uno, e scoprendo una realtà territoriale in forte crescita che ha voglia di affermare in Italia e nel mondo, come abbiamo detto anche durante l’audizione, la sua rivoluzione gentile.

Il nostro progetto naturalmente continua, un programma di investimenti, di attività, di iniziative di carattere culturale, che coinvolgono l’intero territorio e che porteremo avanti insieme ai tanti che hanno contribuito a sostenere questo progetto, a cominciare da tutte le altre istituzioni territoriali con le quali abbiamo lavorato fianco a fianco. Come già avevamo avuto modo di affermare, a prescindere dal risultato finale, abbiamo comunque intenzione di realizzare i contenuti del dossier che ci ha portato ad un passo dalla vittoria finale.

È significativo che il Ministero abbia deciso ed affermato che sosterrà comunque, anche finanziariamente, le attività previste dal dossier. Ma per ciò che ci riguarda, la sostenibilità ma soprattutto la qualità dei progetti presentati, riuniti dal dossier Cuore del Mediterraneo, saranno comunque realizzati.

Da oggi parte un programma in crescendo che ci porterà al 2027, con un percorso a tappe che, ogni anno, proporrà una mole di iniziative culturali che faranno comunque della nostra città, una Capitale della Cultura. (gf)

[Giuseppe Falcomatà è sindaco di Reggio]

Sanità, il sindaco Caruso chiede un confronto a De Salazar

Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha chiesto al direttore generale dell’AO di Cosenza, Vitaliano De Salazar, un confronto con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Fp Cisl, Nursing Up e Fials per «ricercare ogni possibile soluzione alla problematica» della mancanza di personale.

La richiesta dell’incontro al Direttore De Salazar è frutto della riunione tenuta giovedì scorso dal sindaco Franz Caruso con i rappresentanti  delle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Fp Cisl, Nursing Up e Fials Proprio questi ultimi avevano sollecitato il Primo Cittadino di Cosenza a «farsi carico di una situazione ormai insostenibile», promuovendo un confronto con la dirigenza dell’AO.

«L’incontro, che ritengo molto importante – ha spiegato il sindaco Franz Caruso – sarà utile per chiedere, attraverso l’interlocuzione con il direttore De Salazar,  un’assunzione di responsabilità al commissario alla sanità calabrese, Roberto Occhiuto che è l’unica persona in grado di fare scelte di campo in merito».

«Ritengo verosimile, infatti – ha aggiunto – procedere a immettere nella sanità il personale necessario per poter dare risposte più concrete ai bisogni del cittadino, arginando le oggettive difficoltà che sono costrette a sopportare le carenti risorse infermieristiche in forza all’Annunziata. La situazione sanitaria calabrese è difficile, ma è possibile intervenire. Basta volerlo».

«I rappresentanti delle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Fp Cisl, Nursing Up e Fials – ha spiegato il primo cittadino nella missiva – in maniera pacata ed equilibrata, ma determinata, mi hanno espresso forti preoccupazioni rispetto alle enormi difficoltà che il personale infermieristico incontra quotidianamente nello svolgimento della loro attività».
«Criticità, a dir vero note ai più – ha continuato – che risiedono nella grave e cronica carenza di personale che sta mettendo in ginocchio l’Azienda Ospedaliera di Cosenza e che, soprattutto, pone ad altissimo rischio la qualità dell’assistenza e la sicurezza delle cure. Preoccupazioni che ho immediatamente condiviso in quanto ritengo che questo stato di cose non assicura il diritto alla salute ai cittadini, ed al contempo pone il personale infermieristico oggetto di quotidiane aggressioni verbali, che sono inaccettabili ed intollerabili».

Piano stralcio di bacino, AssoLaghi presenta osservazioni e sollecita revisioni

L’Associazione Laghi di Sibari, in qualità di soggetto portatore di interessi collettivi ha chiesto agli Enti competenti di rivedere la classificazione del rischio idrogeologico del Piano Stralcio di Bacino.

Al centro dell’attenzione, la modifica nella classificazione del rischio idrogeologico dell’area dei Laghi di Sibari, portata da P3 a R4. A tal riguardo, su proposta del presidente Luigi Guaragna, il direttivo ha deliberato la costituzione di un gruppo di lavoro composto dall’architetto Ferruccio Lione, dal professor Maurizio Aristodemo e dall’avvocato Christian Piro, autori di un’approfondita analisi tecnico-amministrativa sulle criticità emergenti dalla ventilata modifica. In primis, è stato evidenziato come il progetto Laghi di Sibari, redatto dall’architetto Gino Valle nei primi anni ’70 del Novecento, sia stato approvato da tutti gli enti territorialmente competenti, in conformità alle normative urbanistiche, ambientali e tecniche il tempo in vigore. Nel progetto originale viene definito con precisione il funzionamento idraulico delle darsene, in relazione sia al mare sia al contiguo canale Stombi.

Il sistema delle darsene, in particolare, comprende specifici dispositivi di regolazione idraulica, tra cui le porte vinciane. Inoltre, è presente una centrale di smaltimento con due pompe idrovore, il cui compito è abbassare il livello idrico delle stesse, riversando l’acqua nello Stombi. Pertanto, è stato evidenziato, l’attribuzione della nuova classe di pericolosità non ha considerato adeguatamente la specificità delle darsene portuali, idraulicamente connesse al mare.

Inoltre, negli scenari di pericolosità e rischio, non sono stati tenuti in conto i dispositivi di mitigazione associati, come le porte vinciane e le pompe idrovore, parte integrante e fondamentale del sistema. Da qui, anche in considerazione delle proroghe ottenute dalla Regione Calabria a seguito del confronto con l’Autorità di Bacino, la presentazione di osservazioni tese a evidenziare le incongruenze della nuova classificazione del rischio idrogeologico, oltre che a sollecitare la loro revisione sulla base di dati aggiornati e di uno studio approfondito della situazione dell’area, all’esclusivo fine di salvaguardare il valore del territorio e delle proprietà situate nei Laghi di Sibari, affinché vengano preservate le peculiarità ambientali e le risorse locali. (rcs)

Copagri RC chiede tavolo a Gallo per crisi bergamotto di RC

«Di fronte a questa emergenza, chiediamo l’istituzione di un tavolo tecnico con l’assessorato, le associazioni di categoria e il Consorzio del bergamotto per dichiarare lo stato di crisi e individuare soluzioni concrete a sostegno dei produttori in tempi rapidi». È quanto ha chiesto Vincenzo Lentini, presidente di Copagri Reggio Calabria all’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo.

«Si tratta – ha spiegato – di un comparto strategico per l’agricoltura calabrese, auspichiamo perciò si apra un confronto costruttivo con le istituzioni e gli attori della filiera per trovare risposte efficaci e tutelare il futuro del settore»

Giuseppe Arone, vicepresidente di Copagri RC, ha denunciato come «la mancata raccolta e commercializzazione di questo prodotto d’eccellenza sta mettendo a rischio un intero settore, con conseguenze pesanti per le aziende e per l’economia del territorio».

Di punto in bianco, infatti, le industrie che estraggono le essenze dal bergamotto hanno sospeso l’attività – a loro dire per le mancate richieste dei profumieri – e, quindi, hanno cessato il ritiro degli agrumi. Il 50% dei bergamotti rimane così invenduto, causando una perdita enorme agli agricoltori della fascia jonica reggina, che si trovano in una situazione di grave difficoltà.

«I coltivatori, infatti – ha spiegato – non solo rimangono senza introiti, ma devono anche necessariamente scaricare le piante per preparare la nuova stagione, lasciando i frutti per terra. Oltre al danno la beffa. Non possiamo permettere che un prodotto unico come il bergamotto venga abbandonato nei campi per mancanza di sbocchi commerciali o inefficienze nella filiera».

Il PD Calabria: Pieno sostegno ai lavoratori Lsu-Lpu

Il Partito Democratico della Calabria ha espresso il proprio sostegno per la vertenza degli Lsu-Lpu calabresi, «che da oltre 20 anni garantiscono servizi essenziali nei Comuni, senza il riconoscimento dei loro diritti».

«Si tratta di lavoratori che – hanno continuato i dem calabresi – permangono in una condizione di sfruttamento: contributi mai versati, monte ore ridotto e salari bassi. È un’ingiustizia intollerabile». «L’annuncio dello stato di agitazione da parte delle organizzazioni sindacali conferma che la pazienza è finita. I lavoratori hanno dato tempo alla Regione, hanno chiesto un confronto, hanno atteso risposte, ma la convocazione da parte del governo regionale tarda ad arrivare».

«Non si può più giocare sulla pelle di chi, con impegno e sacrificio, ha sostenuto le amministrazioni locali, spesso supplendo alle loro carenze strutturali. Alla Regione, chiediamo ad alta voce – hanno continuato i dem – di assumersi la responsabilità di intervenire. Basta rinvii, è il momento della concretezza e delle risposte. Il presidente della Regione Calabria non si volti dall’altra parte ma si faccia carico delle richieste di questi lavoratori e ne porti le istanze al governo nazionale».

«È ora di finirla con le promesse e le illusioni – hanno concluso – gli Lsu-Lpu calabresi e le loro famiglie meritano ascolto, rispetto e una soluzione definitiva. Ciò significa garantire loro i diritti contributivi, il corretto inquadramento contrattuale e un salario adeguato. Il Pd Calabria sarà sempre dalla parte di chi lotta per il lavoro dignitoso». (rcz)

Molinaro (Fdi): Via libera a riconoscimento contributi figurativi a chi denuncia

Il consigliere regionale Pietro Molinaro ha espresso soddisfazione per l’approvazione, da parte del Consiglio regionale, all’estensione del riconoscimento dei contributi figurativi, agli imprenditori, ai liberi professionisti e ai lavoratori autonomi resistenti alla criminalità organizzata” e della mozione per il “Riconoscimento e rimborso delle spese per i trattamento riabilitativo A.B.A.(Analisi applicata del comportamento) per le persone in condizioni di autismo”.

«Questa proposta – ha precisato Molinaro – è emersa nel corso delle audizioni nella Commissione antindrangheta da parte di persone che vivevano sulla propria pelle una situazione che mina il loro futuro e quello dei propri familiari. Il Parlamento può far fare un ulteriore salto di qualità alla legislazione antimafia, e consentire di dare certezze previdenziali a coloro che hanno avuto il coraggio di resistere e denunciare episodi estorsivi o tentativi di condizionamento dell’attività imprenditoriale».

«Il fenomeno, tra l’altro – ha aggiunto – non è solo tipicamente calabrese ma è diffuso ormai in tutto il Paese. Da qui la necessità di intervenire a livello statale per estendere il riconoscimento dei contributi figurativi, agli imprenditori, ai liberi professionisti e ai lavoratori autonomi che resistono alla criminalità organizzata e che sono costretti a non poter continuare l’attività lavorativa. Chi denuncia e non si arrende alla criminalità va messo nelle condizioni di vita migliori proprio per il valore positivo della denuncia e le ricadute che essa ha sull’interno sistema democratico e per la collettività. Chi denuncia, oltre agli strumenti di tutela assicurati dalla magistratura, deve sentirsi al sicuro anche per l’attività lavorativa».

«Spesso – ha proseguito – si è costretti ad interrompere l’attività imprenditoriale con effetti devastanti non solo a livello psicologico ma anche a livello economico, attesa l’impossibilità, per gli anni in cui non si è potuto lavorare, di contare su un trattamento pensionistico minimo. Abbiamo l’onore e l’onere di aver fatto partire questa esigenza dalla Calabria e, una volta che diventa Legge Nazionale, oltre a colmare un vuoto contribuisce ed incoraggia a denunciare con un beneficio nella lotta alla criminalità organizzata».

«La Calabria, ancora una volta – ha detto ancora – quindi si pone all’avanguardia; già con la L.R., n. 51/2023 “Premialità nelle procedure di aggiudicazione di contratti pubblici per le imprese resistenti alla criminalità organizzata”, ricorda il consigliere di Fratelli d’Italia, ha introdotto in ambito regionale la premialità per le imprese vittime di atti della criminalità, offrendo strumenti alle scelte di legalità degli imprenditori che denunciano».

Per quanto riguarda il trattamento riabilitativo Aba per persone autistiche, si tratta di una mozione che impegna «la Giunta Regionale ed il Presidente, anche nella qualità di Commissario ad Acta della Sanità calabresead adottare ogni provvedimento necessario, affinché i direttori generali e i Commissari delle Aziende Sanitarie Provinciali calabresi procedano alla ricognizione delle prestazioni del trattamento A.B.A. non ancora rimborsate. Infatti, ci sono molti ritardi e molto spesso le famiglie sono state costrette a rivolgersi alla magistratura per averle riconosciute».

«Il trattamento – ha chiarito Molinaro – rientra tra i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), ovvero, tra le prestazioni che devono essere assicurate dal Sistema Sanitario Nazionale». (rrc)