Giusi Princi nel Comitato scientifico del progetto Recapp CAL

L’europarlamentare Giusi Princi è stata designata, dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, nel Comitato scientifico del progetto sperimentale RECAPP CAL.

Si tratta di un progetto «che abbiamo ideato e fortemente voluto, quando ero vicepresidente della Regione, per superare i divari apprenditivi scolastici tra la Calabria e il resto d’Italia», ha spiegato Princi, sottolineando come sia «un progetto sperimentale molto importante per rafforzare le competenze di base in italiano e in matematica, per ridurre il fenomeno della dispersione scolastica e per preparare i nostri giovani ad affrontare le sfide del domani».

Saranno coinvolti 140 Istituti scolastici calabresi con un finanziamento di 5 milioni di euro, di cui 2.500.000 euro per l’anno scolastico 2025/2026 e 2.500.000 euro per l’anno scolastico 2026/2027. Il progetto sperimentale innovativo è promosso dalla Regione Calabria con l’importante partenariato dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR), dell’Invalsi, del Sistema accademico calabrese (Unical, Magna Graecia, Mediterranea) e dell’Università Bocconi.

«L’obiettivo operativo – ha proseguito l’europarlamentare – consiste nel miglioramento del successo formativo attraverso la sperimentazione di una metodologia didattica e di valutazione innovativa finalizzata al recupero, potenziamento, innalzamento e valutazione delle competenze chiave (italiano e matematica) degli studenti calabresi del primo e del secondo ciclo. Ciascuna delle classi coinvolte svolgerà complessivamente 200 ore di potenziamento delle competenze. Contestualmente, i docenti di italiano e matematica saranno formati attraverso appositi corsi erogati dalle università calabresi».

Il Comitato scientifico, di cui fa parte Giusi Princi, è composto da rappresentanti del Sistema universitario calabrese, dell’Usr, dell’Invalsi e della Regione Calabria. Il progetto, finanziato dal Dipartimento istruzione della Regione Calabria, verrà assunto, in accordo con l’Invalsi, come prototipo nazionale da replicare in quelle regioni caratterizzate da divari dei livelli apprenditivi degli studenti rispetto allo standard nazionale.

Il Comitato scientifico ha avviato l’iter attuativo e ha stabilito il cronoprogramma, prevedendo la presentazione del progetto nel mese di giugno, alla presenza di tutti i partner istituzionali: oltre al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, anche l’assessore regionale all’Istruzione Maria Stefania Caracciolo, Antonella Iunti (Direttore generale USR Calabria), Roberto Ricci (Presidente Invalsi), Nicola Leone (Rettore Unical), Giovanni Cuda (Rettore Università Magna Graecia), Giuseppe Zimbalatti (Rettore Università Mediterranea), Francesco Billari (Rettore Università Bocconi).

Determinante il contributo del Dipartimento Istruzione della Regione Calabria, con il Dirigente generale Francesca Gatto e il Dirigente di settore Anna Perani.

«Ringrazio il Presidente Roberto Occhiuto  – ha aggiunto l’europarlamentare Princi – per aver voluto che continuassi a seguire l’iter che avevamo già avviato in Regione. Mi impegnerò a presentare in Europa, insieme ai partner, il modello virtuoso sperimentato i Calabria».

«Proprio recentemente, infatti, con i Commissari al ramo – ha concluso – abbiamo previsto nell’agenda europea la nuova ‘Unione delle competenze’ quale motore fondamentale non solo dello sviluppo degli Stati membri ma anche della nuova competitività europea nello scenario internazionale».

Cantarella (Uilcom Calabria): Ferme trattative per rinnovo contratto telecomunicazioni

Giuseppe Cantarella, segretario generale Uilcom Caabria, ha denunciato come «le trattative per il rinnovo del contratto collettivo sembrano non voler superare il, forse troppo comodo, momento di stallo».

Per questo «serve, dunque, accelerare nelle trattative per il rinnovo dell’unico vero contratto collettivo delle Telecomunicazioni. La parte datoriale deve comprendere a pieno che i contratti collettivi rappresentano l’unica garanzia in termini di rispetto dei diritti di lavoratrici e lavoratori e di confronto con i sindacati maggiormente rappresentativi».

«Sembrerebbe quasi – ha spiegato – che il rimanere alla finestra a guardare, rappresenti una strategia comune e vincente. Nel frattempo migliaia di Lavoratrici e di Lavoratori vivono nell’incertezza di una settore in continua trasformazione. E mentre qualche noto luminare, a suon di colpi di spugna, spera di cancellare anni di lotte e di conquiste, qualche lungimirante committente attende, comodamente seduto sulla riva del fiume, che la storia faccia il suo corso».

«È la fiducia il sentimento che accomuna entrambi i casi: fiducia che la storia possa, in qualche modo, dargli ragione – ha proseguito –.
Lavoratrici e Lavoratori del settore, invece, attendono. Madri e padri di famiglia, giovani che si sono da poco affacciati al mondo del lavoro, osservano, attoniti e sfiduciati. Cercano di ripensare il loro futuro».

«Un futuro messo in seria discussione – ha continuato Cantarella –da strategie imprenditoriali che vogliono svendere il settore sulle spalle di lavoratrici e lavoratori. Ma qui, non si vende nulla.
Non è stagione di saldi. I diritti conquistati nel corso degli anni, non sono in vendita».

«E non sono sufficienti – ha continuato – le letterine che parlano di “cambiamento epocale” indirizzate a lavoratrici e lavoratori del settore da parte di incompresi strateghi che, spalleggiati da sindacalisti (ovviamente poco rappresentativi), hanno scarabocchiato un contratto collettivo. Il loro contratto. Un contratto mai condiviso con lavoratrici e lavoratori. Un contratto peggiorativo in termini economici e di diritti. Un contratto che rappresenta, più che un cambiamento epocale, un tornare indietro nel tempo quando la forza lavora rappresentava solo un numero. Niente di più che un numero».

«È necessario sensibilizzare i committenti – ha ribadito – applicare contratti che generano un dumping contrattuale oggi rappresenta un rischio per i lavoratori, domani rappresenterà il suicidio dell’intero settore». (rcz)

A Vinicio Leonetti il Premio d’eccellenza “Divinamente Donna 2025”

di PINO NANONell’austera Sala Zuccari in Senato sarà oggi assegnato il Premio Eccellenza al libro “Eroine” scritto dal giornalista e scrittore calabrese Vinicio Leonetti.

Celebrando le donne che ispirano”. Si tratta del quinto premio nazionale conquistato dall’originale spy story in cui protagoniste sono le donne. “Una grande emozione entrare al Senato col mio libro”, dichiara il giornalista calabrese, “questo riconoscimento è certamente il più desiderato. Ringrazio l’associazione VerbumlandiArt per aver assegnato l’ambito riconoscimento al mio lavoro”.

Lungo e certosino il lavoro che il Comitato di Giuria del Premio e il Comitato scientifico hanno svolto per la valutazione delle proposte di candidatura di Personalità di primo piano del mondo accademico, culturale, delle professioni e dell’imprenditoria, della Magistratura e della Pubblica Amministrazione, dell’informazione e dello sport, delle arti e e dei diritti umani, per il conferimento del Premio d’Eccellenza Divinamente Donna 2025 e dei Premi Speciali d’Eccellenza. Presidente onoraria del Premio 2025 è la dr. Marisa Manzini, Sostituto Procuratore Generale della Repubblica di Catanzaro, un magistrato che con il suo coraggio ha segnato profondamente la storia della lotta alla ndrangheta in Calabria. 

In questo premio dedicato alle “Donne che ispiranoVinicio Leonetti è l’unico autore selezionato insieme con una ventina di fantastiche autrici italiane e straniere. Alla cerimonia che si terrà nel pomeriggio a Palazzo Giustiniani ci saranno la senatrice Tilde Minasi, il suo collega Manfredi Potenti, il magistrato e scrittrice Marisa Manzini della Corte d’appello di Catanzaro e l’ex parlamentare Mirella Cristina.

Ad organizzare il premio di questa seconda edizione, condotta da Pino Nazio, la presidente di Verbumlandia Regina Regista e la vicepresidente Maria Pia Turiello.

«Viviamo in un mondo in cui la figura della donna e quella del minore spesso si trovano a fronteggiare sfide complesse, fatte di stereotipi, barriere sociali e difficoltà personali. Eppure, la loro forza e la loro resilienza rappresentano un pilastro su cui costruire una società più equa e più giusta. Parlare di donne e minori – questo il mantra ufficiale di questa bellissima manifestazione romana – oggi significa parlare di diritti, di opportunità, ma soprattutto di futuro».

«Le donne, nonostante il progresso raggiunto negli ultimi decenni, devono spesso affrontare difficili sfide per affermare la propria dignità e per trovare pieno riconoscimento. Sono esempi di coraggio e determinazione che, giorno dopo giorno, contribuiscono a trasformare la società. Le loro esperienze di vita, la loro diuturna lotta contro pregiudizi e stigmi ancora persistenti, così come il desiderio di costruire un mondo migliore per sé e per i propri figli, è una fonte d’ispirazione che arricchisce il tessuto sociale e culturale di ogni Paese». 

“Eroine” è appunto l’opera prima pubblicata da Vinicio Leonetti –giornalista che per lunghissimi anni ha scritto per Gazzetta del Sud, Sole24Ore, Rai e la tv svizzera Rsi – in cui l’autore racconta in maniera straordinariamente efficace la rocambolesca storia di una testimone di giustizia siciliana che ha attraversato alterne vicende con grande coraggio, diventando una “testa di cuoio”, un agente segreto col difficile compito di salvare ostaggi nelle mani di criminali e terroristi. 

In una delle sue “mission impossible” nel Sinai, è riuscita a liberare un’altra agente segreto, militante nel Mossad, i servizi di Gerusalemme, finita nelle mani dell’Isis. Il racconto è stato scritto prima che scoppiasse l’ultimo drammatico conflitto tra israeliani e palestinesi, ma con molte incredibili anticipazioni su quello che è successo negli ultimi due anni.

Il libro edito da Città del Sole, con la prefazione di Sergio Rizzo, ha collezionato riconoscimenti come il “Mario Luzi” a Roma, il premio “Raccontami” al Buk Festival di Modena, il “Pianeta Donna” a Santa Margherita Ligure, il premio “Italiano” a Delianuova. Altri racconti sono stati scritti dal giornalista scrittore  Vinicio Leonetti sempre da Città del Sole Edizioni, che preannuncia l’imminente pubblicazione di un nuovo romanzo nella prossima primavera. (pn)

 

Agricoltura e pesca, al via confronto in Regione per crisi col Movimento Unitario

Approfondire il confronto e verificare la praticabilità di possibili azioni da assumere a livello regionale e da prospettare alle istituzioni nazionali. È questo l’obiettivo del confronto tecnico che si terrà, nei prossimi giorni, , tra i rappresentanti del Consiglio unitario e i funzionari della Regione come concordato con l’assessore all’Agricoltura della Calabria, Gianluca Gallo, lo scorso 28 febbraio.

All’incontro, infatti, Gino Brugnano, Luana Guzzetti e Tommaso Gualtieri (allevatori e agricoltori dell’area Jonica) e Gianni Fabbris per il Gruppo di Contatto con le istituzioni del Consiglio Unitario Nazionale, hanno illustrato a Gallo gli elementi fondamentali del documento su cui si stanno sviluppando le manifestazioni degli agricoltori in diverse regioni italiane e chiarito come obiettivo principale della mobilitazione è quello di porre al Paese ed alle istituzioni la gravità della crisi delle piccole e medie imprese dell’agricoltura, dell’allevamento, della pesca, della trasformazione artigiana e della piccola distribuzione resa ancor più insopportabile dall’aumento della capacità del Made in Italy di espandere i propri guadagni.

L’assessore Gallo ha condiviso la sottolineatura che mette in evidenza la grande difficoltà delle piccole e medie imprese produttive Calabresi ed ha dato conto degli sforzi della Regione di dover fare i conti con una fase di congiuntura che investe l’intero Paese e tutta l’agricoltura mediterranea del Sud dell’Europa e che incide in maniera pericolosa per la Calabria contribuendo ad indebolirne il tessuto economico e sociale.

Sforzi che hanno portato la Regione a compiere azioni importanti intervenendo, per esempio, con iniziative sull’indebitamento delle aziende calabresi (Fondo Finagri dotato di 25 milioni di Euro con la possibilità per le piccole e medie imprese di ristrutturare la debitoria a breve ammortizzandola nel lungo periodo) o per tamponare l’emergenza sulla epidemia di bluetong su cui sono già state messe in campo diverse iniziative anche venendo incontro alle sollecitazioni della Rete degli Allevatori del Movimento Salviamo l’Allevamento.

«Certo – ha sostenuto l’Assessore  – i fattori della crisi delle piccole e medie imprese calabresi di agricoltura e pesca sono dentro il quadro nazionale ed internazionale e la Regione Calabria non può che essere interessata a partecipare e contribuire allo sforzo insieme alle altre Regioni e di concerto con le istituzioni nazionali, per concentrare, organizzare e ottimizzare gli obiettivi».

Fabbris ha chiarito ulteriormente la proposta del Movimento in campo, spiegando come «la sollecitazione alle Regioni è quella di produrre atti che documentino la realtà, oltre ogni generico e fumoso approccio, e, concretamente, forniscano uno screening realistico della situazione per sottoporlo ai livelli istituzionali sovra regionali (come la Conferenza Stato Regioni, il Governo e il Parlamento) perché si possa comporre il quadro delle crisi ed assumere, anche concertando misure in deroga contrattate in Europa, le iniziative indispensabili ad affrontare la gravissima crisi dell’acqua e della sua gestione e disponibilità e per evitare il tracollo di interi settori e di aree regionali come quelle della Calabria interessata, per esempio, da fortissime crisi nel settore dell’agrumicoltura, della cerealicoltura, dell’allevamento per le ricorrenti zoonosi che si vanno cronicizzando o di diverse marinerie costiere».

Quattro gli assi su cui concentrare il confronto e avviare la ricognizione per possibili iniziative di emergenza:

  • la messa in campo di un intervento forte e strutturale sull’indebitamento di sistema legato alle crisi di settori specifici che rafforzi e valorizzi quanto la Regione ha già messo in campo;
  • l’individuazione di quali sono i settori regionali maggiormente colpiti dal dumping di prodotti importati senza che venga garantito il rispetto degli standard ambientali, sociali e di sicurezza per la salute imposti ai produttori calabresi al fine di prospettare interventi per garantire il rispetto del principio di reciprocità;
  • una ricognizione dei costi produttivi reali delle aziende calabresi in modo da integrare le indicazioni contenute dal “Decreto Lollobrigida” di Luglio che ha opportunamente istituito la soglia minima dei costi produttivi delle aziende al di sotto dei quali i contratti commerciali sono illegittimi, anche per prospettare ad ISMEA elementi concreti su cui assolvere al mandato conferito con il decreto del Ministro e e rendere operativa l’indicazione del decreto;
  • il rafforzamento del confronto già avviato con la Rete interregionale Salviamo l’Allevamento di Territorio sulle iniziative necessarie per contrastare le epizoozie e le zoonosi in Calabria e il confronto sulle maggiori criticità delle marinerie calabresi più esposte.

Con l’impegno a tenere l’incontro tecnico e di approfondimento nei prossimi giorni, terminato l’incontro in Regione con l’Assessore Gianluca Gallo, la delegazione del Consiglio Unitario Calabrese con Gianni Fabbris si è recata a Crotone per incontrare il Presidente della Provincia di Crotone, Sergio Ferrari, cui sono stati illustrati i documenti della vertenza e per cui è stata discussa l’opportunità di convocare una iniziativa del Consiglio Provinciale cui proporre l’adozione di atti di sostegno alle richieste. Sempre presso la provincia di Crotone si è tenuto anche l’incontro con il Sindaco di Umbriatico, Pietro Greco, allevatore con cui è stato definito il percorso operativo per l’apertura di uno sportello di assistenza e ascolto degli allevatori colpiti dalle epizoozie (TBC, BRC e Blue Tong) a sostegno delle esigenze di un settore decisivo per il territorio da troppo tempo lasciato nell’incertezza. (rcz)

Lameziaeuropa presenta ricordo al Tar Lazio per riammissione progetto lametino

Lameziaeuropa,  in qualità di soggetto beneficiario, d’intesa con il Comune di Lamezia Terme, ha presentato ricorso al Tar Lazio per riammettere il progetto lametino – dal titolo Eccellenze lametine: Un distretto sostenibile – al bando nazionale Distretti del Cibo.

Il ricorso è stato presentato a seguito dell’annullamento del Decreto del Direttore Generale del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste del 30.12.2024 con il quale è stata approvata la graduatoria definitiva relativa ai Programmi presentati entro il 22.11.2024 a valere sul Bando nazionale riguardante i Distretti del Cibo avente una dotazione finanziaria di 100 milioni di euro e per la riammissione del progetto lametino e la conseguente sua valutazione ai fini dell’inserimento nella graduatoria.

Da tale graduatoria definitiva, che ha finanziato 11 programmi su 56 valutati dalla Commissione Ministeriale, sono stati esclusi in quanto non ammissibili altri 12 programmi tra cui quello Lametino per le motivazioni alla base del ricorso che sono state fino ad oggi oggetto di puntuali controdeduzioni presentate al Ministero nel periodo dicembre 2024 – febbraio 2025 e non ritenute allo stato accoglibili.

«La società Lameziaeuropa ed il Comune di Lamezia Terme – hanno detto il sindaco Paolo Mascaro ed il presidente ed il dirigente Leopoldo Chieffallo e Tullio Rispoli – nel rispetto del positivo lavoro svolto in pochissimo tempo sul territorio lametino per la elaborazione del programma di interventi presentato che prevede investimenti complessivi per 20.137.212,53 euro, il coinvolgimento diretto di 12 soggetti beneficiari con localizzazione degli interventi promossi da aziende agricole nei Comuni di Lamezia Terme, Curinga, Falerna, Maida e San Pietro a Maida, e dell’impegno profuso dal Comune di Lamezia Terme in qualità di soggetto proponente, da Confagricoltura Calabria, dalle aziende agricole coinvolte, dalle Università ed Enti scientifici calabresi, dalle associazioni che operano sul territorio, dal team tecnico di Innova Finance, dalla disponibilità manifestata dall’Assessorato Agricoltura della Regione Calabria a cofinanziare il programma,  non potevano rimanere inermi rispetto ad una decisione del Ministero che viene ritenuta ingiusta ed estremamente restrittiva nella sua interpretazione soggettiva e prettamente burocratica nei confronti del territorio lametino e calabrese».

Oltre a Lameziaeuropa, che nel Programma presentato si occupa del coordinamento e della promozione di tutte le azioni di Sistema del Distretto con un progetto di investimento coerente con il Programma di interventi e l’Accordo di Distretto presentati a valere sugli assi previsti dal bando e finalizzato a concretizzare le linee guida e gli obiettivi strategici del Distretto, sono Soggetti Beneficiari del Programma l’Ente di Ricerca nazionale Crea, Consorzio Coppi, Agricola Lenti, Società agricola Molinaro, Aziende agricole Santacroce Domenico e Santacroce Natale, Azienda agricola F.lli Galati, Società agricola Veltri, Azienda  agricola Grandinetti Fabio, Azienda agricola Davoli Maria, Azienda agrituristica Feudo delle Querce. Partecipano inoltre tra gli altri al programma di Distretto, con specifici progetti di Ricerca&Sviluppo e Formazione il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, l’Icar Cnr e l’Ente di formazione Enapra di Confagricoltura. (rcz)

Il docufilm “Cutro” di Calopresti tra i finalisti dei Nastri d’Argento

Cutro Calabria Italia, il film documentario diretto da Mimmo Calopresti è tra i finalisti dei Nastri d’Argento 2025 per la sezione Cinema del Reale.

L’opera di Calopresti  concorrerà insieme a “Lirica Ucraina” di Francesca Mannocchi, “Nel nome del silenzio-La Chiesa e l’ombra della mafia” di Antonio Bellia, “Prima della fine-Gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer” di Samuele Rossi, “Real” di Adele Tulli.

Finanziato dalla Calabria Film Commission e prodotto da Alfamultimedia, il documentario racconta la tragedia accaduta il 26 febbraio 2023 nel quale un vecchio caicco di legno con 180 migranti a bordo naufragò a Steccato di Cutro, in provincia di Crotone, provocando la morte di 91 persone, tra cui 25 fanciulli.

Il regista ha raccontato e documentato le conseguenze del naufragio e la reazione da parte delle istituzioni di Calabria e dei calabresi che hanno risposto con una forte, fattiva e calorosa mobilitazione. (rrm)

La Metrocity RC approva il Piano del Turismo

La Città Metropolitana di Reggio Calabria si dota del Piano del Turismo. Il documento, approvato nell’ultima seduta del Consiglio, nasce da una proficua sinergia con la rete di soggetti professionali del settore e che delinea la realtà turistica del territorio metropolitano e le potenzialità di sviluppo.

L’elaborazione è stata redatta dal settore Turismo e Cultura, coordinato dal consigliere delegato Giuseppe Ranuccio. È stato fondamentale per la Città metropolitana, seguendo l’indirizzo del sindaco Giuseppe Falcomatà, dotarsi di un documento nel quale tutti gli elementi fossero messi a sistema, al fine di individuare strategie ed azioni per lo sviluppo del turismo metropolitano.

Con il supporto della società Demoskopika, individuata da apposita procedura, nel corso dell’elaborazione del Piano si sono svolte diverse attività: animazione interna ed esterna che hanno coinvolto gli stakeholders, attraverso focus group con i rappresentanti degli Enti, delle istituzioni, operatori del settore turistico, associazioni, ecc., durante i quali sono emersi i fabbisogni, ma anche le prospettive di crescita sulla base delle esigenze degli operatori.

Nel Piano turistico metropolitano sono contenuti: Analisi di contesto, dove vengono indicate le principali risultanze delle attività di desk analysis della destinazione, di notorietà e popolarità della destinazione; Analisi dei mercati di riferimento con le rilevazioni dei consumi, tendenze, abitudini e aspettative di italiani e stranieri (turisti potenziali); Coinvolgimento degli stakeholder locali, in cui emergono i risultati del focus group in merito alla visione turistica della Città metropolitana di Reggio Calabria; Visione strategica di sviluppo turistico, con una sezione dedicata all’individuazione di un processo strategico consapevole per lo sviluppo turistico della destinazione.

«Il Piano Turistico Metropolitano 2024-2026 – ha detto il consigliere metropolitano Giuseppe Ranuccio – è un atto di fondamentale importanza perché, grazie ad un’analisi scientifica fornisce il quadro delle criticità, ma soprattutto delinea le potenzialità del nostro sistema turistico metropolitano. Grazie a tali elementi, infatti, saremo in grado di individuare strategie efficaci per la promozione del turismo metropolitano, in tutti i suoi aspetti».

«Partendo dai punti di forza infatti – ha aggiunto – sarà possibile valorizzare l’identità e le diversità della destinazione turistica territoriale: dal turismo balneare e del benessere a quello culturale, passando per il turismo enogastronomico, naturalistico fino a quello religioso».

«È stato un documento frutto di una progettazione partecipata e condivisa con gli stakeholder – ha proseguito – al fine di individuare e tracciare uno schema realistico relativo ai dati ed alle potenzialità delle nostre realtà turistiche, oltre che le prospettive di crescita».

«Toccherà adesso a noi, quale Città Metropolitana – ha concluso Ranuccio – mettere a frutto quanto delineato nel Piano, pianificando e realizzando iniziative e azioni concrete per incidere e contribuire a sviluppare il nostro Sistema Turismo». (rrc)

A Schiavonea un Museo del mare per promuovere storia e identità

Realizzare a Schiavonea (Corigliano Rossano) un Museo del mare per valorizzare storia e identità della tradizione marinara. È la proposta avanzata da Daniela Romano, consigliera di Fdi del Comune di Corigliano Rossano.

Per Romano «il progetto di riqualificazione dell’area del Faro di Capo Trionto è senza dubbio un’opportunità per Corigliano Rossano. La valorizzazione dei luoghi storici e delle bellezze naturali rappresenta una leva strategica per lo sviluppo turistico e la crescita economica del territorio. Tuttavia, una scelta in particolare richiede una riflessione più approfondita: la decisione di collocare proprio presso il Faro il futuro Museo del Mare e delle Attività della Pesca».

Tuttavia, per la consigliera si tratta di una scelta che rischia di mortificare la storica marineria di Schiavonea. «

Non si tratta di una battaglia legata a logiche campanilistiche, ma del riconoscimento della realtà storica, economica e culturale del territorio», ha detto Romano, sottolineando come «la scelta di collocare il Museo del Mare a Schiavonea è una scelta di coerenza storica e culturale».

«Il Quadrato Compagna, con la sua struttura e la sua posizione – ha spiegato – rappresenta la sede ideale per accogliere un’opera di questa importanza, valorizzando il patrimonio marinaro della città e offrendo un’attrazione che potrebbe diventare un punto di riferimento per visitatori e studiosi».

Schiavonea, con la sua tradizione millenaria legata alla pesca, ospita la seconda flotta peschereccia d’Italia, superata solo da Mazara del Vallo. Famiglie di pescatori come i Celi, i Curatolo e i Marghella hanno scritto la storia di questa comunità con sacrificio e dedizione, pagando anche un tributo di sangue nella tragedia del mare del dicembre 1974. Un museo che intende raccontare la storia e le attività legate alla pesca, continua la consigliera Romano, non può che trovare la sua sede naturale in questo luogo.

Fratelli d’Italia, poi, ha sottolineato che la fusione tra Corigliano e Rossano non deve trasformarsi in una competizione tra territori, ma in un percorso volto a costruire un’identità comune, rispettando le vocazioni naturali delle diverse aree. Le decisioni amministrative devono rispondere a priorità concrete, evitando soluzioni che possano generare divisioni.

«Già in passato – viene ricordato – l’idea di un Museo del Mare a Schiavonea aveva raccolto un ampio consenso tra i cittadini, ma non ha mai trovato concreta attuazione. Oggi, di fronte alla possibilità di rimediare a questa mancanza, si sceglie invece una strada che non tiene conto della storia e delle peculiarità locali».

«L’amministrazione comunale – ha concluso la Romano – ha ancora margine per rivedere questa decisione. Il progetto per il Faro di Capo Trionto può proseguire, ma la parte riguardante il Museo del Mare merita un ripensamento».

La richiesta è chiara: riconoscere Schiavonea come sede naturale del museo, valorizzando un settore strategico per l’economia locale e rafforzando il senso di appartenenza tra le comunità della città unica. Fratelli d’Italia porterà avanti questa battaglia non per difendere un interesse di parte, ma per assicurare una scelta coerente con la storia e la vocazione di un territorio che trova nel mare e nella pesca il suo cuore pulsante. (rcs)

Francesco Fortunato è il nuovo segretario di Fai Cisl Calabria

Francesco Fortunato è il nuovo segretario generale di Fai Cisl Calabria. L’elezione è avvenuta nel corso del Consiglio generale del sindacato. Fortunato succede a Michele Sapia, dimessosi a seguito dell’elezione a Segretario Generale della Ust Cisl di Cosenza.

Nella relazione di saluto, che ha aperto i lavori del Consiglio Generale, il segretario generale uscente Sapia ha tracciato un bilancio sull’attività sindacale svolta durante i quasi 9 anni alla guida della Fai regionale.

«In Calabria – ha detto Sapia – serve una nuova stagione di partecipazione per dare maggiore centralità al valore sociale del lavoro agricolo, forestale e agro-alimentare, al lavoro della bonifica, della pesca e del sistema allevatoriale».

«Sarà necessario – ha ribadito – continuare ad investire nel confronto e nella contrattazione per affrontare le prossime sfide con pragmatismo e responsabilità senza cedere al pessimismo e alla demagogia. In questi anni abbiamo sostenuto un’azione sindacale nell’interesse esclusivo dei lavoratori e delle lavoratrici, incoraggiando il concetto di fare rete, il dialogo e l’ascolto». 

Nel presentare l’opuscolo illustrato “Il lavoro forestale di Calabria”, realizzato dalla Fai Cisl Calabria in collaborazione con la Federazione nazionale, Azienda Calabria Verde, Arsac, Fondazione Fai Cisl – Studi e Ricerche e l’ausilio di docenti universitari ed esperti della materia, Sapia ha evidenziato come: «Questo nuovo progetto rappresenta un riconoscimento all’importante attività svolta dai lavoratori forestali calabresi, a sostegno dell’importanza della prevenzione e messa in sicurezza del territorio calabrese, da divulgare nelle scuole, sui luoghi di lavoro, nelle famiglie».

Intervenuto il Segretario Generale della Usr Cisl Calabria, Giuseppe Lavia che, nell’augurare buon lavoro a Francesco Fortunato, ha dichiarato: «Il sistema agro-ambientale-forestale costituisce un fattore decisivo per il futuro del territorio calabrese. Tante aree di eccellenza, cui fanno da contraltare aree grigie, di sfruttamento e caporalato che dobbiamo arginare, per promuovere il lavoro dignitoso».

«Urgente un grande Piano di cura del territorio e di difesa idrogeologica – ha evidenziato –. Serve costruire il ricambio generazionale perché la forestazione calabrese non sia un bacino ad esaurimento».

Ha concluso i lavori del Consiglio Generale Onofrio Rota, segretario Generale della Fai Cisl Nazionale. «Ringrazio di cuore l’amico Michele Sapia per il grande lavoro svolto in questi nove anni nella nostra Federazione; un impegno portato avanti con passione e competenza, che di certo proseguirà nel suo nuovo incarico sindacale nella Cisl di Cosenza».

«Auguro buon lavoro a Francesco Fortunato – ha concluso – che ben conosce la nostra organizzazione e ha il giusto profilo per affrontare le sfide e cogliere le opportunità di questo territorio». 

«Il nostro agire sindacale – ha proseguito Rota – deve saper interpretare il momento storico che stiamo vivendo, fatto di complessità e pericoli. Proprio oggi Trump ha confermato l’introduzione di dazi sulle importazioni da Cina, Canada e Messico e ha anticipato lo stesso trattamento per l’Europa. Se introdotti, oggi i dazi costerebbero complessivamente 1,6 mld al nostro export con ricadute importanti anche sul lavoro».

«Serve, quindi – ha proseguito – cooperazione, trasparenza e buoni trattati commerciali, che auspichiamo vengano messi in atto e sui quali vigileremo, anche come parti sociali. Così come manifesteremo la nostra posizione sul conflitto in Ucraina, partecipando con convinzione e responsabilità alla manifestazione di sabato 15 marzo perché, come ha dichiarato la nostra Segretaria Generale Daniela Fumarola, l’Europa non sia schiacciata da pericolose democrature che stanno violando diritti, autodeterminazione, identità dei popoli, e per chiedere una pace giusta e tempestiva».

Il neo Segretario Generale Fortunato, subito dopo essere stato eletto, ha voluto evidenziare come: «Sarà importante continuare a consolidare la rappresentanza di questa importante Federazione regionale, in sinergia con i territori. Proseguire l’attività sindacale mettendo al centro contrattazione e confronto. Fondamentale promuovere il lavoro agricolo di qualità, l’accoglienza, l’integrazione e la formazione, anche attraverso gli strumenti della bilateralità».

«Serve rilanciare il comparto della pesca – ha continuato – sostenere sistema allevatoriale e industria alimentare. Settore forestale necessità di dialogo sociale, programmazione e ricambio generazionale, contrastando, con il lavoro, abbandono delle aree interne e dissesto idrogeologico».

Nel corso del Consiglio Generale sono stati inoltre consegnati gli attestati ai partecipanti del Corso formativo regionale lungo che ha interessato delegati e operatori della Federazione regionale durante tutto l’anno 2024. (rcz)

Cgil Calabria: In Provincia di Cosenza lavoratori senza salario accessorio

«I lavoratori della Provincia di Cosenza ancora senza salario accessorio e un silenzio assordante da parte di chi è chiamato a dare risposte». È quanto ha denunciato la Fp Calabria, sottolineando come «nonostante lo stato di agitazione e gli incontri avvenuti, non solo la situazione non è sanata ma permane una vera e propria chiusura da parte dell’Ente».

«L’ultima sollecitazione del sindacato, guidato da Alessandro Iuliano, è dello scorso 10 gennaio quando il Segretario Generale ha invitato la Provincia a rimpinguare il fondo nel tentativo di evitare l’adozione di un atto unilaterale per come previsto dalle norme vigenti. Ad oggi mai nessuna risposta è pervenuta, mai nessuna spiegazione. L’Ente continua ad essere inadempiente e, ovviamente, i lavoratori non hanno visto un centesimo delle proprie spettanze. Allo stesso tempo però risulta dall’albo pretorio che sono stati affidati diversi incarichi a consulenti esterni».

«Ci chiediamo, dunque – dice il sindacato – fino a che punto possano impunemente spingersi le mancanze di un ente pubblico qual è la Provincia di Cosenza, che con i suoi silenzi e la sua chiusura ignora i lavoratori, ignora il Prefetto, ignora i sindacati. In questi giorni i dirigenti stanno preparando le cosiddette “schede di valutazione”, i pagellini di brunettiana memoria, quale contentino per la dedizione prestata dai lavoratori nello svolgimento delle mansioni quotidiane. Bene, queste schede potranno valorizzare un lavoratore, a seconda della sua resa sul posto di lavoro e il livello di soddisfazione potrà così variare in base alle circostanze. A non variare, andando avanti così, sarà la busta paga, poiché quel premio sarà pari a zero».

«Un sistema premiante degno di nota, dunque. Il tutto – prosegue la Fp Cgil – mentre al personale della Provincia di Cosenza in questi anni sono stati richiesti sacrifici importanti, nonostante il ridotto turn over.  In tutto ciò, i dipendenti in servizio, con disponibilità, professionalità, abnegazione e senso di appartenenza, hanno continuato a portare avanti le attività proprie dell’Ente, cui si sono aggiunti gli interventi del Pnrr per scuole e viabilità, con decine di cantieri attivi sul territorio e relativi procedimenti connessi».

«I lavoratori, con le determinazioni assunte dall’amministrazione, vedono lesi e negati i diritti riconosciuti dalla contrattazione nazionale. Le prossime azioni possibili, in questo quadro – ha concluso il sindacato – vanno sempre più delineandosi verso le vertenze che i dipendenti chiederanno per rivendicare i propri diritti e, non in ultimo, verso la sospensione di tutti quei servizi che gli stessi continuano ad erogare, nonostante non vengano retribuiti da quasi un anno e mezzo». (rcs)