Rhegium Julii: Enzo Romeo e il suo libro dedicato alle poesie dell’esilio a Brancaleone di Cesare Pavese

Stasera (17 agosto) a Reggio al Circolo del Tennis “Rocco Polimeni” penultimo appuntamento dei Caffè letterari del Rhegium Julii. Il giornalista Enzo Romeo parlerà  di Cesare Pavese, esiliato dal regime per lunghi mesi a Brancaleone di Reggio Calabria e delle sue poesie pressoché sconosciute..
Enzo Romeo, già vaticanista e figura di primo piano della Rai è autore del libro “Nella luce improvvisa. Le poesie della Calabria di Cesare Pavese” edito da Ancora.

Romeo ha lavorato dal 1984 come giornalista per le testate di Oggi Sud e Rai Calabria. Nel 1988 viene chiamato da Nuccio Fava al TG1 e applicato ad Uno Mattina, Rai International, quindi vaticanista e, infine, inviato del TG2. A Rai international è stato responsabile del settore esteri: Ha raccontato i pontificati di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco ed, oggi, Leone XIV.

Dal 2025 è direttore di Dialoghi, rivista dell’Azione cattolica italiana. Ha scritto numerosi saggi ecclesiali e di attualità internazionale. Romeo si era già occupato di Cesare Pavese nel 2000 con La solitudine feconda-Cesare Pavese al confino di Brancaleone. Ha al suo attivo oltre 30 libri di particolare interesse culturale e diversi approfondimenti sui temi del cattolicesimo del nostro tempo

Dopo i saluti dei responsabili dei rispettivi circoli e del Presidente dell’Aiparc Salvatore Timpano che collabora alla iniziativa converseranno con l’autore, la dirigente scolastica Anna Maria Cama, il poeta e giornalista Natale Pace e la studiosa Silvana Chirico. (rrc)

“Piccantissima sera”: musica folla e peperoncino infiammano Cropani Mare

di FRANCESCO STANIZZI – Grande soddisfazione per l’esito della XVIII° manifestazione “Piccantissima Sera”, che si è tenuta sul Lungomare di Cropani, promossa dalla ProLoco..
La serata ha registrato la presenza di una marea di persone che sono rimaste fino alla fine, un grande afflusso che conferma l’apprezzamento della comunità e dei visitatori per le iniziative avviate: “Piccantissima Sera” non è più solo una manifestazione: è un patrimonio di Cropani, una fucina di campioni che ogni anno cresce e si conferma come uno degli eventi estivi più amati della Costa Jonica Ionica.
Momento clou della serata la gara dei “mangiatori di peperoncino”. Con grande entusiasmo del pubblico la vittoria è andata a Lakhwinder Kaur “Polí”, che ha superato tutti gli avversari uomini, compreso il marito dimostrando coraggio e resistenza.
La vincitrice emozionatissima ha voluto dedicare la sua vittoria a tutte le donne.
Emozione e orgoglio nel vedere in prima fila anche il fratello del già vincitore della gara di “Piccantissima Sera” di alcuni anni fa. Dai microfoni ha voluto dichiarare che grazie al supporto della Pro Loco di Cropani, ha partecipato alle selezioni nazionali diventando Campione d’Italia per due anni consecutivi.
Grande apprezzamento anche per l’esibizione del famoso Gruppo Storico “Il Giardino dei Semplici”, che si è esibito davanti ad una piazza gremita. Il pubblico ha applaudito e cantato insieme fino all’ultima canzone dal titolo Miele. Tanta curiosità nel vedere i partecipanti assaggiare peperoncino con gradazione da 0 a 10: il grado 7,5, prodotto tipico della nostra terra e molto apprezzato anche all’estero, ha messo alla prova anche i più temerari.
La Pro Loco di Cropani esprime la più sentita gratitudine a tutti i volontari della Pro Loco di Cropani, agli espositori, al Gruppo Storico “Il Giardino dei Semplici”, alla Regione Calabria per il patrocinio, all’Amministrazione Comunale di Cropani, alla M.I.P.A. Eventi, Croce Gialla di Sersale, Guardie Ambientali,  Ranger del Mediterraneo, Polizia Municipale di Cropani e tutte le Forze dell’Ordine. E ancora:  ditta Mar Antincendio snc di Mancuso Armando & C., al geometra Paolo Colosimo che si è occupato dell’aspetto burocratico della manifestazione, al nostro Tommaso Gualtieri che ha veramente creduto nel progetto.
Un ringraziamento speciale va a tutti i partecipanti alla gara dei mangiatori di peperoncino e in particolare a Rafailov Nikolay, a Lakhvir Sing e alla vincitrice Lakhwinder Kaur “Polí”.
Ci preme però sottolineare che i fatti parlano chiaro: piazze piene, famiglie, giovani e un clima di festa e sicurezza.  Questo è il risultato di lavoro di una squadra di volontari che opera solo per il bene del paese. La Pro Loco di Cropani continuerà a lavorare con impegno, trasparenza e spirito di servizio, al di sopra di ogni polemica, con l’unico obiettivo di valorizzare Cropani e le sue tradizioni.
Nel prossimo futuro, e precisamente dal 6 al 10 ottobre 2026, la Pro Loco attuerà un importante progetto finanziato dalla Regione Calabria “Cultura 2025”, coinvolgendo le più alte cariche istituzionali e culturali, dal titolo “Arte in Movimento”. (fs)

Adesso Reggio: la città vuole cambiare. Lettera aperta al Sindaco Cannizzaro

di VITTORIO CAMINITI – Egregio signor Sindaco, cari reggini.  La mattina amo camminare per Reggio Calabria. Alla nostra età, un po’ per necessità e molto per il piacere di sentirsi ancora pienamente partecipi della vita, cerco di percorrere i miei buoni chilometri attraversando soprattutto il cuore della città.
Camminare nelle prime ore del giorno consente di osservare Reggio con occhi diversi. Prima che comincino il traffico, il rumore e il fermento caotico della quotidianità, la città mostra il suo volto più autentico. È proprio durante queste passeggiate che, negli ultimi giorni, ho notato qualcosa di nuovo e sorprendente: un desiderio diffuso di partecipare, di rendersi utili, di prendersi cura personalmente della nostra città.
Non mi riferisco soltanto agli interventi dell’Amministrazione o al lavoro degli operatori incaricati della pulizia. Parlo di qualcosa che sembra nascere spontaneamente dal basso, dalle persone comuni, dai cittadini che avvertono il bisogno di fare la propria parte.
Nella zona del Castello Aragonese ho visto due operatrici in divisa pulire accuratamente panchine e tavoli. Lo facevano con una cura particolare, quasi domestica: con la stessa attenzione che si riserva alla propria casa.
Non avevo con me lo smartphone e mi è dispiaciuto non poterle fotografare. Quella scena avrebbe meritato di diventare un’immagine simbolica: due donne intente a custodire uno spazio pubblico come se appartenesse personalmente a loro. Perché, in fondo, la città è davvero la casa di tutti noi.
Ma l’episodio che mi ha colpito ancora di più è avvenuto poco dopo, sempre nel centro di Reggio Calabria.
Passando lungo una strada, ho visto cinque signore non più giovanissime e un uomo intenti a pulire lo spazio sottostante le loro abitazioni. Non stavano compiendo un gesto frettoloso o superficiale. Pulivano con attenzione il marciapiede, la strada, i bordi e persino lo spazio sottostante il marciapiede. Lo facevano insieme, con ordine, impegno e naturalezza.
Mi sono fermato a osservare quella scena e ho provato una sensazione meravigliosa.
In tanti anni non mi era mai capitato di assistere, proprio nel centro della mia città, a una manifestazione così spontanea di responsabilità collettiva. Quelle persone non aspettavano che intervenisse qualcun altro, non si limitavano a lamentarsi e non cercavano un responsabile al quale attribuire ogni problema. Avevano semplicemente deciso di agire.
In quel momento ho immaginato ciò che Reggio Calabria potrebbe diventare se quel piccolo gruppo di cittadini fosse soltanto l’inizio di un grande movimento civico.
Ho visto, idealmente, una città nella quale ogni abitante si prende cura del proprio spazio, ogni commerciante del tratto davanti alla propria attività, ogni condominio dell’area circostante, ogni associazione di una piazza, di un giardino o di un luogo della memoria.
Ho immaginato uomini e donne, giovani e meno giovani, studenti, lavoratori, pensionati, professionisti e volontari uniti da un medesimo obiettivo: cambiare Reggio Calabria con le proprie mani, con il proprio esempio e con il proprio senso di appartenenza.
Forse è questo il fenomeno nuovo che sta nascendo nella nostra città.
Non so se sia stato il suo entusiasmo coinvolgente, signor Sindaco, il clima determinato dalla nuova Amministrazione o il grande successo di “Vinitaly and the City – Calabria in Wine”, che ha restituito a Reggio orgoglio, partecipazione e visibilità. Probabilmente tutti questi elementi hanno contribuito ad accendere una scintilla.
Ciò che conta è che quella scintilla oggi sembra essere arrivata ai cittadini.
Molti reggini appaiono galvanizzati, quasi presi da una benefica “fregola”: vogliono pulire, sistemare, abbellire, partecipare. Vogliono essere parte attiva di una nuova stagione. È come se, dopo tanti anni di rassegnazione, si stesse finalmente affermando un pensiero diverso: Reggio Calabria può cambiare, ma il cambiamento riguarda ciascuno di noi.
Questa consapevolezza possiede una forza straordinaria.
Una città non cambia soltanto perché cambiano il sindaco o l’Amministrazione. Cambia davvero quando i cittadini riscoprono l’orgoglio di appartenerle; quando smettono di considerare strade, marciapiedi, piazze e giardini come spazi di nessuno e cominciano a trattarli come un prolungamento della propria casa.
Ricordo di avere provato una sensazione simile a Milano nel 2015, in occasione dell’Expo. Dopo che alcuni facinorosi avevano devastato e imbrattato muri, vetrine e strade, tantissimi milanesi scesero spontaneamente in strada. Armati di secchi, spazzole, acqua e sapone, si misero a cancellare le scritte e a ripulire ciò che era stato danneggiato.
Quella risposta collettiva mi colpì profondamente. I cittadini non vollero lasciare che l’immagine della loro città fosse identificata con quella devastazione. Reagirono con il lavoro, con il senso civico e con l’amore per Milano, dimostrando che una comunità unita può essere più forte dell’inciviltà di pochi.
Oggi, osservando quelle cinque signore, quell’uomo e le due operatrici al lavoro nel centro di Reggio Calabria, ho rivissuto la stessa emozione. Con una differenza ancora più bella: a Reggio non si sta intervenendo soltanto per riparare i danni provocati da qualcuno, ma sembra stia nascendo spontaneamente il desiderio di prevenire il degrado, di migliorare ciò che ci circonda e di partecipare alla rinascita della città.
Se quello spirito contribuì a restituire immediatamente dignità a Milano, perché non potrebbe accadere anche qui? Perché Reggio Calabria non potrebbe trasformare questi piccoli gesti spontanei nell’inizio di un grande movimento civico?
Forse sta accadendo davvero. Forse la rivoluzione civile che abbiamo atteso per tanti anni è già cominciata, silenziosamente, con una scopa, un secchio d’acqua e alcuni cittadini che hanno deciso di non rimanere più a guardare.
La storia di Reggio Calabria ha già dimostrato che i reggini sanno unirsi quando ritengono di dover difendere qualcosa di importante.
Ancora oggi molti ricordano, con orgoglio e talvolta con enfasi, di avere partecipato alla Rivolta di Reggio. Fu una pagina complessa della nostra storia, da leggere e giudicare in tutte le sue luci e le sue ombre. Nel bene e nel male, però, rappresentò uno dei momenti nei quali una parte significativa della città si sentì unita nella difesa di qualcosa che riteneva ingiustamente sottratto.
Oggi Reggio non ha bisogno di una nuova rivolta. Ha bisogno di una grande rivoluzione civile, pacifica e costruttiva.
Non una rivolta contro qualcuno, ma una mobilitazione a favore della città.
Una rivoluzione fatta di scope, acqua e sapone; di rispetto per le strade; di rifiuti raccolti correttamente; di muri preservati; di aiuole curate; di monumenti protetti; di cittadini che non voltano lo sguardo davanti al degrado.
Una rivoluzione fondata non sulla protesta, ma sulla responsabilità.
Il nostro slogan potrebbe essere semplice, immediato e capace di parlare a tutti:
ADESSO REGGIO!
Adesso è il momento di dimostrare quanto amiamo la nostra città.
Adesso è il momento di smettere di attendere che siano sempre gli altri a intervenire.
Adesso è il momento di unirci, di partecipare e di trasformare l’entusiasmo di questi giorni in un impegno quotidiano e duraturo.
Rivolgo quindi un invito a tutti i reggini: seguiamo l’esempio di quelle cinque signore, di quell’uomo e delle due operatrici che ho incontrato durante le mie passeggiate mattutine.
Usciamo dalle nostre case e guardiamo ciò che ci circonda. Prendiamoci cura del nostro marciapiede, della nostra strada, della nostra piazza. Coinvolgiamo i vicini, i ragazzi, le scuole, le associazioni, le parrocchie e le attività commerciali.
Non servono sempre imprese straordinarie. A volte il cambiamento comincia da una scopa, da un secchio d’acqua e dalla scelta di non restare indifferenti.
Alla nuova Amministrazione rivolgo un’esortazione altrettanto forte: riconoscete, incoraggiate e organizzate questo fermento. Promuovete giornate civiche, affidate simbolicamente spazi cittadini a scuole e associazioni, valorizzate pubblicamente gli esempi virtuosi e create le condizioni affinché la partecipazione spontanea possa diventare un grande progetto collettivo.
Non lasciamo che questa energia si disperda.
Reggio Calabria possiede tutto ciò che serve per diventare la città migliore del Mediterraneo: la bellezza dello Stretto, il Lungomare, la storia, la cultura, i Bronzi di Riace, il Castello Aragonese, il bergamotto, le eccellenze enogastronomiche e, soprattutto, un popolo capace di generosità, passione e grandi slanci.
Ma nessuna bellezza può bastare se non viene amata, rispettata e custodita.
Facciamo in modo che, tra qualche anno, quando Reggio Calabria sarà diventata più pulita, più ordinata, più accogliente e finalmente consapevole del proprio valore, ciascuno di noi possa raccontare con orgoglio:
“Io c’ero. Io ne ho fatto parte. Io ho contribuito al cambiamento della mia città.”
Questa volta non per ricordare una protesta, ma per celebrare una rinascita.
Questa volta non per difendere qualcosa che ci veniva sottratto, ma per restituire insieme dignità, bellezza e futuro alla nostra Reggio.
Adesso Reggio!
Adesso tocca a tutti noi. (vc)
[Presidente Accademia del Bergamotto]

La fotografia è di Lorenzo Vazzana

Nuove risorse dal MIUR per le Università calabresi: in arrivo 110,3 milioni

Buone notizie per gli Atenei della Calabria: aumentano le risorse al sistema universitario calabrese. La Ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, recentemente in visita in Calabria, ha firmato il decreto che definisce i criteri di ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), il principale strumento di finanziamento delle università statali destinato a sostenere il funzionamento degli atenei, la didattica, la ricerca e il personale. Agli atenei statali della Calabria sono stati assegnati oltre 199,3 milioni di euro, in crescita di 3,5 milioni di euro rispetto al 2025 e del 22,3% rispetto al 2019, confermando il rafforzamento degli investimenti nel sistema universitario regionale.
“Con il Fondo di finanziamento ordinario continuiamo ad aumentare le risorse per le università italiane e calabresi. Un impegno – spiega la Ministra Bernini – che si traduce in più capacità di programmazione per gli atenei, più sostegno alla ricerca, qualità della didattica e maggiori opportunità per studenti, ricercatori e docenti. Ma non basta investire di più, serve investire meglio. La nostra visione è chiara: rendere il sistema universitario italiano sempre più attrattivo e internazionale, capace di valorizzare il merito, offrire ai giovani maggiori opportunità e fare della conoscenza uno dei principali motori della crescita economica, sociale e civile del Paese”.
Nel dettaglio, all’Università della Calabria sono destinati 110,3 milioni di euro, all’Università di Catanzaro “Magna Graecia” spettano 57,6 milioni (+5% rispetto al 2025), mentre all’Università degli Studi di Reggio Calabria “Mediterranea” vanno 31,4 milioni di euro.
A livello nazionale, il Fondo di Finanziamento Ordinario per il 2026 ammonta a 9,415 miliardi di euro, con un incremento di 25,6 milioni rispetto al 2025 e del 26% rispetto al 2019.
Tra le principali novità per il 2026, l’introduzione di una misura per il finanziamento di progetti strategici presentati dagli atenei. (rrm)

OPPIDO MAMERTINA (RC) – Stasera il Premio letterario Palazzaccio

Oggi domenica 9 agosto 2026 Oppido Mamertina ospiterà la prima edizione del Premio Letterario “Palazzaccio”, iniziativa promossa dal Circolo dei Lettori “Nostos” con il patrocinio del Consiglio Regionale della Calabria, della Città Metropolitana di Reggio Calabria, di ANCI Calabria e del Comune di Oppido Mamertina, sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura (CEPELL).

Il Premio nasce con l’intento di valorizzare opere che, attraverso la narrativa, la poesia e la saggistica, sappiano offrire una lettura rigorosa della contemporaneità, interpretando i processi storici, sociali e culturali che attraversano il nostro tempo.

L’iniziativa prende il nome dal “Palazzaccio”, l’antico Palazzo Grillo reso celebre dal romanzo “Il Previtocciolo” di don Luca Asprea (Feltrinelli, 1971), trasformando un luogo profondamente radicato nella memoria collettiva oppidese in un simbolo della ricerca culturale e della forza generativa della letteratura.

Protagonisti della serata saranno nove autori che rappresentano alcune delle voci più autorevoli della produzione letteraria italiana contemporanea: Anna Mallamo con “Col buio me la vedo io” (Einaudi, 2025), Marina Valensise con “Un cuore greco. Il ritorno ai classici del Novecento” (Neri Pozza, 2025), Marta Lamalfa con “L’isola dove volano le femmine” (Neri Pozza, 2024), Aldo Nove con “Inabissarsi” (Il Saggiatore, 2025), Enzo Ciconte con “Storia dell’altra Italia” (Laterza, 2026), Gioacchino Criaco con “Dove canta il cuculo” (Piemme, 2026), Mimmo Gangemi con “A me la gloria” (Solferino, 2025), Santo Gioffrè con “Il tempo del male” (Castelvecchi, 2026) e Daniele Pronestì con “Le ragioni dell’istinto” (Bompiani, 2025).

Il percorso culturale delineato dalle opere selezionate attraversa la memoria storica, le trasformazioni del Mezzogiorno, il rapporto tra individuo e comunità, la ricerca delle radici, la riflessione poetica e il dialogo tra tradizione e modernità, componendo un mosaico di straordinaria ricchezza intellettuale.

« Un Premio letterario, prima di essere un momento celebrativo, è un atto critico. Ogni selezione implica una precisa assunzione di responsabilità culturale. Le opere selezionate appartengono a generi differenti, ma convergono in una medesima tensione conoscitiva: interrogano la storia, l’identità, il paesaggio culturale, i processi sociali e la dimensione antropologica dell’uomo.», dichiara il prof. Antonio Roselli, segretario del Premio Letterario Palazzaccio.

La cerimonia sarà condotta dal giornalista e scrittore Arcangelo Badolati e da Ramona Barbaro e vedrà alternarsi letture sceniche, interventi musicali e momenti di confronto con gli autori. Le motivazioni elaborate dal Comitato Scientifico accompagneranno il conferimento dei riconoscimenti, offrendo al pubblico una lettura critica delle opere premiate.

Nel corso della manifestazione sarà consegnato il Premio speciale ad Arcangelo Badolati, per il suo costante impegno nella divulgazione della cultura e della storia della Calabria, e alla Barbaro Editore di Oppido Mamertina, storica realtà editoriale che da decenni contribuisce alla diffusione della cultura libraria sul territorio.

Particolare rilievo assumerà il Premio artistico, realizzato dal Maestro orafo Rocco Epifanio, concepito come un’opera capace di sintetizzare il significato simbolico dell’iniziativa e il profondo legame tra identità culturale, memoria e futuro.

Il Premio Letterario “Palazzaccio” si propone di costruire, sin dalla sua prima edizione, una rete stabile di relazioni tra istituzioni, scuola, università, editoria e mondo della ricerca, confermando la vocazione di Oppido Mamertina quale luogo di produzione culturale e di confronto intellettuale.

L’appuntamento è fissato per domenica 9 agosto 2026, alle ore 22.00, in Piazza Francesco Marino Zuco, nel cuore del centro storico di Oppido Mamertina, per una serata che intende celebrare la letteratura come patrimonio condiviso e come fondamentale strumento di interpretazione della realtà. (rrc)

Parco Marino di Amendolara: educazione ambientale e bandiera blu contro il degrado

Educazione ambientale e rispetto per la natura al parco marino di Amendolara. Una lattina non è un rifiuto se diventa consapevolezza. È materia che torna a vivere, gesto quotidiano che educa, simbolo concreto di un mare più pulito e di comunità costiere chiamate a partecipare alla tutela dell’ambiente. Con questo spirito l’Ente per i Parchi Marini Regionali (EPMR) della Calabria rilancia anche ad Amendolara, sede del Parco Marino della Secca, il progetto Ogni Lattina Vale, promosso insieme al Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio.

IL PAESE DELLA SECCA NEL CIRCUITO INSIEME A FALERNA, LOCRI E MONTEGIORDANO

Il progetto, giunto alla quinta edizione nel 2026 e sostenuto da Coca-Cola & Co., punta a rafforzare la raccolta differenziata e il riciclo delle lattine per bevande in alluminio consumate fuori casa e in spiaggia. Amendolara è tra i Comuni Bandiera Blu 2026 coinvolti nella campagna, insieme a Falerna, Locri e Montegiordano, con particolare attenzione ai territori che hanno ottenuto per la prima volta il riconoscimento.

CONTENITORI PER LA RACCOLTA DELL’ALLUMINIO A FORMA DI MAXI-LATTINE

Attraverso la sede operativa dell’EPMR ad Amendolara, coordinata dal responsabile Antonello Ciminelli,per il Comune saranno messi a disposizione i contenitori per la raccolta dell’alluminio a forma di lattina gigante, insieme a vele istituzionali, materiali informativi da banco e gadget dedicati. Sarà poi l’Amministrazione comunale a individuare i luoghi più strategici in cui collocarli: uffici pubblici, spazi di maggiore passaggio, aree frequentate da cittadini, turisti e comunità locali.

L’ALLUMINIO MATERIALE RICICLABILE AL 100% E ALL’INFINITO

Il punto di partenza è chiaro: l’alluminio è riciclabile al 100% e all’infinito, con un risparmio di materia ed energia che può arrivare fino al 95%. Ogni lattina correttamente conferita diventa così un piccolo atto di responsabilità collettiva, soprattutto nei luoghi in cui la pressione turistica e la fruizione balneare chiedono comportamenti più attenti, immediati e riconoscibili.

DA MARE DENTRO AI COMUNI, LA STESSA ROTTA EDUCATIVA

L’iniziativa è collegata anche al viaggio di MAVISU e al format Mare Dentro, attraverso il quale l’EPMR sta presentando tappa dopo tappa i contenuti del progetto nei porti e nelle comunità della costa calabrese. Da Crotone a Catanzaro, da Locri alle prossime destinazioni, Ogni Lattina Vale diventa parte della stessa narrazione: legalità, tutela del mare, educazione ambientale, inclusione, fruizione sostenibile e partecipazione attiva dei territori.

A TUTTI I COMUNI ADERENTI UNA RICICLETTA REALIZZATA CON 800 LATTINE

Ogni Comune aderente riceverà anche una Ricicletta, realizzata con l’equivalente di 800 lattine di alluminio riciclate, nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, in programma dal 16 al 22 settembre 2026. Un oggetto simbolico e concreto, pensato per parlare soprattutto alle scuole e alle nuove generazioni, collegando riciclo, mobilità ciclabile, tutela ambientale e valorizzazione della Ciclovia dei Parchi.

A FINE ANNO IL PRIMO REPORT DELL’EPMR SULLA RACCOLTA DI ALLUMINIO

La consegna dei materiali ad Amendolara sarà anche l’occasione per programmare incontri di sensibilizzazione con l’Ente Parchi Marini sui temi della sostenibilità ambientale, del riciclo e della responsabilità nei comportamenti quotidiani. A fine anno sarà elaborato un resoconto sull’andamento della raccolta, così da misurare l’efficacia della campagna e rafforzare il percorso condiviso con i Comuni.-

A Palmi grande interesse per “Il Vento di Dahkla e il sole della Calabria” del console Naccari

Esiste un ponte ideale tra la Calabria e il Marocco e ne è testimone diretto il bel libro del console onorario Domenico Naccari presentato lunedì sera a Palmi. È stata una bella e autentica serata di cultura, dialogo e partecipazione ha accompagnato la prima presentazione in Calabria del volume “Il Vento di Dakhla, il Sole della Calabria – Dal Marocco alla Calabria: una storia di relazioni e responsabilità”, scritto dal Console Onorario del Regno del Marocco per la Regione Calabria, Avv. Domenico Naccari.
L’evento, ospitato presso la Mondadori Point Palmi, ha registrato una partecipazione di pubblico ben oltre ogni previsione. L’afflusso di persone è stato tale da rendere necessario aggiungere tutte le sedie disponibili, con numerosi partecipanti che hanno seguito l’incontro in piedi fino alla conclusione della serata, a testimonianza del grande interesse suscitato dall’opera.
Il volume, impreziosito dall’autorevole introduzione di S.E. Youssef Balla, Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia, è stato accolto con grande attenzione da istituzioni, professionisti, rappresentanti del mondo associativo e cittadini, confermando anche in Calabria il successo già ottenuto al Salone Internazionale del Libro di Torino.
Ad aprire l’incontro è stata Emanuela Gioffrè, titolare della Mondadori Point Palmi. Per la Fondazione CRE Calabria Roma Europa ha portato il proprio saluto il Prof. Salvatore Panetta, componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione.
Per l’Amministrazione Comunale di Palmi sono intervenuti il Sindaco Giovanni Calabria e l’Assessore alla Cultura Carmelo Ciappina, che hanno espresso il proprio apprezzamento per un’iniziativa capace di valorizzare la città quale luogo di incontro tra culture e di promozione del dialogo internazionale, sottolineando l’importanza del ruolo svolto dal Consolato Onorario del Regno del Marocco nel rafforzare i rapporti di amicizia e collaborazione tra la Calabria e il Regno del Marocco.
Ha portato il proprio saluto anche il Kiwanis Club, testimoniando la vicinanza del mondo dell’associazionismo e del volontariato a un progetto culturale che pone al centro il dialogo tra i popoli.
L’incontro è stato moderato dall’Avv. Giuseppe Saletta, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Palmi, che ha ripercorso le numerose iniziative promosse negli ultimi anni dal Consolato Onorario del Regno del Marocco in Calabria, evidenziando il lavoro svolto per favorire relazioni istituzionali, culturali ed economiche tra la Calabria e il Regno del Marocco.
Di particolare rilievo è stato l’autorevole intervento della Dott.ssa Caterina Chiaravalloti, Presidente della Corte d’Appello di Reggio Calabria e già componente dell’Ufficio Legislativo del Ministero degli Affari Esteri, che ha offerto una riflessione di grande spessore sul valore della cooperazione internazionale. La Presidente ha evidenziato come la collaborazione tra gli Stati rappresenti uno strumento fondamentale anche nel contrasto alla criminalità transnazionale, sottolineando il ruolo della diplomazia culturale e delle relazioni tra i popoli nella costruzione di una cooperazione sempre più efficace.
Nel suo intervento, il Console Domenico Naccari ha ripercorso l’origine della propria esperienza diplomatica, raccontando come sia nato il percorso che ha portato alla realizzazione del libro e alle numerose iniziative sviluppate negli ultimi anni tra Calabria e Marocco. Ha sottolineato come la mancanza di dialogo nasca spesso dal pregiudizio e come soltanto la conoscenza reciproca possa abbattere stereotipi e diffidenze, favorendo relazioni autentiche tra persone, istituzioni e comunità.
Il Console ha illustrato il progetto della Macroregione del Mediterraneo, evidenziando il ruolo della diplomazia decentrata quale moderno ed efficace strumento di cooperazione tra territori. Ha quindi ricordato l’esperienza vissuta a Chefchaouen, la celebre “Perla Blu del Marocco”, simbolo di dialogo tra culture, di accoglienza e di valorizzazione delle identità locali, illustrando come proprio da esperienze di questo genere sia maturata la convinzione che il Mediterraneo debba essere vissuto come uno spazio di incontro e non di divisione.
Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo strategico dei grandi porti del Mediterraneo e dell’Atlantico. Il Console ha richiamato l’importanza di Tanger Med, oggi tra i principali hub logistici mondiali, e del porto di Gioia Tauro, evidenziando come la cooperazione tra queste due realtà possa rappresentare un’opportunità straordinaria per rafforzare gli scambi economici, commerciali e culturali tra Europa e Africa e contribuire alla costruzione di una vera rete euro-mediterranea.
Nel corso della serata è stato altresì ricordato il percorso istituzionale che ha portato alla storica deliberazione del Comune di Gioia Tauro, con la quale è stata concessa al Consolato Onorario del Regno del Marocco in Calabria la prestigiosa sede di Palazzo Sant’Ippolito, una decisione che ha rappresentato una tappa fondamentale nel consolidamento della presenza consolare sul territorio e nello sviluppo delle relazioni istituzionali, economiche e culturali tra la Calabria e il Regno del Marocco.
Alla manifestazione hanno preso parte numerose autorità civili, militari, religiose e politiche, tra cui il Sindaco di Mileto, Salvatore Giordano, il Sindaco di Roghudi e Consigliere della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Pierpaolo Zavettieri, la Consigliera regionale Daniela Iiriti e la Dott.ssa Giovanna Ursida, in rappresentanza della Croce Rossa Italiana, oltre a rappresentanti degli ordini professionali, delle associazioni di volontariato e di servizio e a una significativa rappresentanza della comunità marocchina residente in Calabria, a conferma del forte valore istituzionale, culturale e simbolico dell’iniziativa.
La qualificata presenza di amministratori pubblici, rappresentanti delle istituzioni, del volontariato e della società civile ha ulteriormente testimoniato il riconoscimento dell’importante attività svolta dal Consolato Onorario del Regno del Marocco in Calabria nella promozione del dialogo tra i popoli e della cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo.
Il lungo applauso conclusivo e i numerosi attestati di apprezzamento ricevuti hanno sancito il pieno successo della serata, che ha rappresentato non soltanto la presentazione di un libro, ma un importante momento di riflessione sul Mediterraneo come spazio di dialogo, cooperazione e sviluppo condiviso.
La straordinaria partecipazione registrata a Palmi costituisce un significativo riconoscimento del lavoro svolto negli anni dal Consolato Onorario del Regno del Marocco in Calabria e conferma il crescente interesse verso un modello di relazioni internazionali fondato sul dialogo, sulla diplomazia dei territori e sulla collaborazione tra i popoli. La prima presentazione calabrese de “Il Vento di Dakhla, il Sole della Calabria” si è trasformata in un importante evento culturale e istituzionale, capace di riunire magistratura, amministratori pubblici, professionisti, associazioni, rappresentanti della comunità marocchina e cittadini attorno ai valori della pace, della cooperazione e dell’amicizia tra Italia e Marocco. Un successo che rafforza il percorso avviato dal Console Domenico Naccari nel promuovere una visione del Mediterraneo come spazio di incontro, sviluppo condiviso e dialogo permanente tra le due sponde, confermando il ruolo della Calabria quale ponte naturale tra Europa e Africa.

Dal Nostos alla Tornanza: quando il ritorno diventa futuro

di TONINO BOLANO – L’arrivo nelle sale del nuovo film ispirato all’Odissea riporta al centro dell’immaginario collettivo uno dei temi più antichi ma anche più attuali della nostra civiltà: il nostos, il ritorno. Una parola greca che non indica semplicemente il rientro in un luogo, ma il viaggio dell’uomo alla ricerca della propria identità perduta.

L’Odissea è il grande poema del nostos: Ulisse affronta anni di prove, incontri e sofferenze perché il suo destino è tornare a Itaca. Ma quel ritorno non è soltanto geografico: dopo il viaggio, Ulisse non è più lo stesso uomo di quando era partito. Il viaggio lo ha trasformato.

Proprio da questa antica idea di ritorno nasce la riflessione sulla tornanza, il concetto sviluppato nel libro Oltre la Tornanza. Storia, ferite e futuro della Calabria e del Mezzogiorno. Una parola che guarda al passato, ma soprattutto al futuro: non il semplice rientro nei luoghi d’origine, ma la scelta consapevole di restituire alla propria terra esperienze, competenze, energie e visioni maturate altrove.

Attraverso la storia di Antonio, il libro racconta cosa significa, oggi, fare ritorno. Dopo anni trascorsi lontano dalla Calabria, Antonio torna nella sua terra convinto di ritrovare il luogo che aveva lasciato. Ma scopre un Mezzogiorno cambiato: paesi più vuoti, giovani partiti, opportunità perdute e una diffusa sfiducia. È proprio questo confronto con la realtà a fargli comprendere che il ritorno non può essere un semplice approdo, ma deve diventare un nuovo punto di partenza.

Antonio e’ cambiato perché al nord, in terra straniera, ha affrontato i disagi della xenia, un’ospitalità’ a lui ostile in quanto calabrese. Questa esperienza però, invece di abbatterlo, lo ha fortificato e ha contribuito alla sua crescita emotiva e culturale.

Come Rutilio Namaziano che nel De reditu suo racconta il viaggio di ritorno dalla Roma in declino alla Gallia, anche Antonio vive il suo rientro al sud come un percorso di riconquista identitaria.

Se il nostos racconta il ritorno dell’eroe alla propria casa, la tornanza racconta il ritorno delle persone alla propria comunità. Non nasce dalla nostalgia, ma dalla responsabilità. Non significa cercare un mondo che non esiste più, ma contribuire a costruirne uno nuovo.

L’eroe della tornanza non affronta mostri mitologici, ma sfide altrettanto difficili: lo spopolamento, la perdita di giovani energie, la rassegnazione, la difficoltà di creare opportunità. È il giovane che sceglie di rientrare, il professionista che mette a disposizione le proprie competenze, l’imprenditore che investe, il cittadino che decide di impegnarsi per il proprio territorio.

Come Ulisse, anche chi torna oggi è cambiato dal proprio viaggio. Ma il suo obiettivo non è soltanto ritrovare la propria Itaca: è contribuire a renderla migliore.

Per questo il nostos è il ritorno di un uomo verso la sua casa, mentre la tornanza è il ritorno di una comunità verso il proprio futuro.

Ogni epoca ha il suo Ulisse. Quello di Omero cercava la strada per tornare a Itaca. Quello di oggi cerca il coraggio di tornare nella propria terra per costruire nuove possibilità.

È questa la sfida raccontata in Oltre la Tornanza: trasformare il ritorno da esperienza individuale in progetto collettivo. Perché il futuro del Mezzogiorno non appartiene soltanto a chi resta o a chi parte, ma a chi sceglie di mettere il proprio talento al servizio della terra da cui tutto è cominciato. (tb)

Taurianova: successo dell’XI edizione del Festival dei Madonnari. Plauso del console del Marocco Naccari

Successo dell’undicesima edizione del Concorso Internazionale dei Madonnari – Città di Taurianova, prestigiosa manifestazione che ogni anno trasforma il centro cittadino in una straordinaria galleria d’arte a cielo aperto, richiamando artisti provenienti dall’Italia e dall’estero.

Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato numerose autorità civili e istituzionali, tra cui il Sindaco di Taurianova, Domenico Romeo, il Sindaco di Oppido Mamertina, Giuseppe Morizzi, Nino Spirlì, Commissario della Fondazione Regionale per i Greci di Calabria ed ex Presidente della Regione Calabria, e il Vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, Giacomo Crinò, e il consoloe onorario del Marocco in Calabria avv. Domenico Naccari, a testimonianza dell’importanza culturale e istituzionale della manifestazione.
Nel corso del suo intervento, il Console Naccari ha sottolineato come eventi culturali e religiosi di tale livello rappresentino autentici strumenti di dialogo e di pace tra i popoli.
«L’arte parla un linguaggio universale che unisce le persone al di là delle differenze. Manifestazioni come il Concorso Internazionale dei Madonnari custodiscono e valorizzano le radici spirituali del Mediterraneo, favorendo il rispetto reciproco, il dialogo tra le culture e la convivenza pacifica. La bellezza, la fede e la cultura possono diventare un ponte capace di avvicinare popoli e religioni diverse, contribuendo alla costruzione di una pace fondata sulla conoscenza e sulla fraternità.»
Il Console ha quindi rivolto un sincero ringraziamento al Presidente dell’Associazione “Amici del Palco”, Arch. Giacomo Carioti, all’Avv. Michele Ferraro, al Sindaco di Taurianova Domenico Romeo e all’Amministrazione comunale per l’eccellente organizzazione di una manifestazione che, anno dopo anno, continua a crescere, affermandosi come uno degli appuntamenti culturali e artistici più prestigiosi della Calabria e del Mezzogiorno.
La partecipazione del Console del Regno del Marocco ha rappresentato un’ulteriore occasione per ribadire il ruolo della diplomazia culturale nel rafforzare i rapporti di amicizia e collaborazione tra il Marocco, la Calabria e l’intero Mediterraneo, nella convinzione che la cultura e l’arte costituiscano strumenti privilegiati per promuovere il dialogo, la solidarietà e la pace.

Il neo sindaco Cannizzaro incontra il prefetto di Reggio Clara Vaccaro

Il neo sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, si è recato presso l’Ufficio territoriale del Governo per incontrare S.E. il Prefetto, Clara Vaccaro.

«Doveroso da parte mia incontrare il Prefetto prima di ogni altra istituzione, sebbene il dialogo tra noi non sia mai mancato in questi anni, durante i quali ho esercitato il ruolo di parlamentare. Come in tutte le altre occasioni, si è trattato di uno scambio di idee cordiale e schietto – spiega Cannizzaro – ma questa volta sicuramente più prolungato, nel corso del quale ci siamo confrontati su numerose tematiche che riguardano la Città, approfondendo questioni strategiche per il suo sviluppo e miglioramento, con attenzione particolare ai servizi primari, alla vivibilità, a legalità e sicurezza, alle prospettive di crescita economica ed alle politiche sociali, a tutela delle fasce più fragili».

«L’obiettivo è affrontare con efficacia e celerità le questioni più rilevanti, nella consapevolezza che soltanto attraverso il confronto costante e la collaborazione sinergica sia possibile individuare soluzioni concrete ed efficaci», ha aggiunto.

«L’intenzione è quella di mantenere costantemente aperto un dialogo proficuo, nell’interesse collettivo – ha proseguito il nuovo primo cittadino reggino – in linea con l’impegno che ho assunto con i cittadini di costruire una Reggio più vicina ai bisogni delle persone, guardando al futuro con visione, equilibrio istituzionale e senso di responsabilità. Per raggiungere questi obiettivi so di poter contare quotidianamente sul fondamentale apporto della Prefettura di Reggio Calabria e quindi di Sua Eccellenza, Clara Vaccaro, alla quale ho rinnovato i miei complimenti per lo stile e l’efficacia con cui ha sempre svolto il proprio ruolo, in maniera costruttiva e rassicurante, diventando un punto di riferimento per tutti i reggini, non solo per le autorità, concorrendo ad avvicinare le istituzioni alla cittadinanza».