A Locri s’inaugura MitiCu 2026

Al via domani, a Locri, a Palazzo Nieddu del Rio, la terza edizione di “MitiCu”, il Festival del Mito e della cultura greca, che si svolgerà fino al 7 settembre 2026, realizzato dal Gal Terre Locridee, con il patrocinio del Comune di Locri, e curato da un comitato scientifico di alto profilo.

Il programma

3 settembre

18:00 Saluti istituzionali

18:30 Mare di speranza, mare di pauraDalla Grecia antica ad oggi

Filippomaria Pontani (Università Ca’ Foscari Venezia) e Silvia Bigai (Aletheia – Università Ca’ Foscari Venezia) Azioni, letture e musiche progettate da Classici Contro e da studenti e studentesse del Polo Liceale di Locri Introduce Giulia Fiore (Università di Strasburgo)

21:30 Intorno alle Argonautiche

Francesco Morosi (Università di Udine) e Cristina Pace (Università di Roma Tor Vergata)

Le Argonautiche, I Sacchi di Sabbia (con Silvio Castiglioni)

Dopo lo spettacolo, Francesco Morosi, Cristina Pace, il regista Giovanni Guerrieri e Silvio Castiglioni dialogheranno con il pubblico

 

4 settembre

18:30 Odissee sulla scena: viaggio e ritorno, Maddalena Giovannelli (Università della Svizzera Italiana) Modera Isacco Bianchini (Università di Barcellona)

19:15 Isole, mare, oceano: capire l’Odissea, lettura pubblica da Omero, introduce e commenta Filippo Maria Pontani (Università Ca’ Foscari Venezia)

21:30 To kruma ton logo, il suono delle parole, letture in greko di Calabria a cura dell’associazione ellenofona ‘Ismìa greka Jalò tu Vua’

5 settembre

18:30 Umanità e divinità del Mediterraneo antico

Antonella Bellantuono (Università Cattolica di Lovanio), Carmelo Nicolò Benvenuto (Università della Basilicata), Francesco Massa (Università di Torino), Arianna Rotondo (Università di Catania)

Modera Laura Bigoni (Università di Friburgo)

21:30 Nella distensione del tempo. Parole, musica e gesti teatrali, di e con Achille Fulfaro

6 settembre

17:30 Le nostre rotte. Laboratorio teatrale di storie e memorie, a cura del collettivo TRA.tTe

19:00 Eroi, dèi e una maga sulle onde del Mediterraneo

Gianfranco Adornato (Scuola Normale Superiore di Pisa) e Maurizio Paoletti (Università della Calabria) Modera Elena Trunfio (Direttrice del Museo e del Parco Archeologico di Locri)

21:30 Pangea – Quando arriva il mare, di e con il collettivo TRA.tTe

7 settembre

18:00 Pontos capovolto. Il Mediterraneo da spazio di incontro a confine liquido

Gabriele Montalbano (Università di Messina), Vincenzo Romania (Università di Padova), Vittorio Zito (sindaco di Roccella)

Moderano Laura Bigoni (Università di Friburgo) e Giulia Fiore (Università di Strasburgo)

19:00 Proiezione del film documentario Cutro, 94…and more

Prima della proiezione, il regista Angelo Resta dialoga con Carlo Fanelli (Università della Calabria)

21:30 Il risveglio della cicala, di e con Margherita Monti e Sofia Novello Gergen, RISALAT con il supporto di Cantieri Meticci.

A Bova e a Locri il progetto “Epic” di Mana Chuma Teatro

Da domani all’11 settembre a Bova arriva il progetto di Mana Chuma TeatroEPIC – Esperienze Performative di Impegno Civile”.

Lo sguardo sulle radici culturali del Mediterraneo, come patrimonio vivo da cui partire per immaginare il futuro: un obiettivo che è già nel titolo, “Arghìa”, che si rifà ad “archè”, il principio, appunto, l’origine. Radici culturali che rivivono attraverso il teatro, la musica, la danza, la poesia, che si intrecciano con il paesaggio e le comunità: l’esperienza artistica che diviene occasione di incontro e condivisione. 

Tante iniziative, dunque, che – oltre alle performance teatrali – includono altre attività collaterali che avranno inizio il 3 settembre, a Bova.

Il programma degli spettacoli partirà, sempre a Bova, venerdì 4 settembre, al Parco delle rimembranze, alle 20,30, con uno dei testi più belli della letteratura contemporanea, proposto in una nuova versione scenica da Ciro Masella, anche regista insieme a Salvatore Arena: “Novecento” di Alessandro Baricco, l’affascinante e coinvolgente storia del “più grande pianista che abbia mai solcato l’oceano”, racconto universale che, al di là dei tempi e dei luoghi narrati, parla a tutti.

Sabato 5 settembre, sempre al Parco delle rimembranze, l’apertura, alle 20,15, sarà riservata alla striscia di poesia performativa a cura di Elizabeth Grech, mentre, alle 20,30, spazio ad uno dei testi più intensi di Mana Chuma Teatro, “Longa è a jurnata”, di Salvatore Arena, anche co-regista e interprete insieme a Massimo Barilla. Un viaggio lungo un giorno nelle vite di due personaggi – Vanni (quasi recluso, dopo un incidente sul lavoro, ma desideroso di tornare ad una vita migliore) e Peppe (precario, non riesce a sbarcare il lunario, passando da una piccola occupazione all’altra) – condivise nello spazio di una cantina, tra umanità, sogni e ricerca di un riscatto. 

Sarà Piazza Roma ad ospitare, domenica 6 settembre, alle 20,15, la striscia di poesia performativa a cura di Elizabeth Grech, seguita, alle 20,30, da “Sfumature sonore capitolo II”, lo spettacolo con cui Mana Chuma prosegue nel dialogo tra linguaggi diversi, unendo musica, poesia performativa e danza. Un percorso tra materia, suono e spirito che si intrecciano, con le note di Luigi Polimeni che incontrano il testo poetico e le canzoni in dialetto reggino di Massimo Barilla, e le coreografie di Sarah Lanza, che prendono vita grazie alla danza di Aurora Galteri.

Sempre a Bova, ma al Museo della Lingua Greco-Calabra Gerhard Rohlfs, giovedì 10 settembre, alle 18,30, appuntamento con “Il segreto del bosco”, di Eleonora Cecconi e Claudio Massimo Paternò, anche regista, e interprete con Ladislava Laura Dujsikova e Ingrid Monacelli. Tra toni delicati, leggeri ed ironici, si dipana la vicenda che vede protagonisti una civetta e un pipistrello, animali spesso visti in modo negativo, ma che si rivelano creature timide, sognatrici, portatrici di valori e sentimenti universali come amore, tenacia, amicizia. 

A seguire, alle 20,30, al Parco delle rimembranze, “Magarìa –  Elegia di un mondo perduto”, con Francesco Gallelli, anche regista e autore della scrittura di scena, mentre la drammaturgia e i costumi sono di Eliana Iorfida. Un percorso che esplora la dimensione uomo-natura, sacro-profano, in un mondo fatto di ritualità più che di superstizione, sopravvissuto in diverse province mediterranee. L’uomo di oggi, privato del sacro e dell’istinto, accostato ad archetipi ancestrali, in una riconciliazione con una consapevolezza necessaria. 

Venerdì 11 settembre la tappa di Bova si conclude con due appuntamenti: alle 18,30, in Piazza Roma, “Circo Show”, di e con Matteo Magro, con la regia di Pierpaolo Bonaccurso, prodotto da TeatroP. Uno spettacolo di teatro di strada non verbale che unisce giocoleria, funambolismo e clownerie in un linguaggio universale fatto di musica, ritmo e relazione diretta con il pubblico. 

Alle 20,30, al Parco delle Rimembranze, la produzione di Mana Chuma “Tre piccole ombre”, testo di Massimo Barilla, anche regista e interprete insieme a Salvatore Arena. Il reading, tratto dal racconto “Tre ombre piccole davanti al mare” di Massimo Barilla – pubblicato nella raccolta “Dentro, più dentro, dove il mare è mare” (Historica Edizioni, 2021) e proposto nel cinquantesimo anniversario della pubblicazione del romanzo “Horcynus Orca” di Stefano D’Arrigo – conduce il pubblico nell’ultima lunga notte d’infanzia di D’Arrigo, in compagnia dei due amici di sempre: un confronto con il mare, la terra e il proprio destino, intrecciando ricordi, silenzi e sogni.

Il 12 e 13 settembre Epic Arghìa si sposta, quindi, a Locri, per altri due momenti teatrali di grande rilievo: a partire da “Un’altra Iliade”, di Mana Chuma Teatro che andrà in scena, appunto, sabato 12 settembre, al Museo e Parco archeologico, alle 20,30. Il testo e la regia di Massimo Barilla e Salvatore Arena ci trasportano all’interno dell’Iliade, ma letta da un’altra prospettiva, inedita, ovvero quella di due personaggi marginali – interpretati da Arena – che la guerra la subiscono. Allo stesso tempo è uno sguardo universale su tutte le guerre, sulle sopraffazioni, sulle storture che i conflitti continuano a produrre. 

A chiudere “Epic Arghìa” sarà – al Museo e Parco Archeologico, domenica 13 settembre, alle ore 20,30 – uno degli spettacoli più interessanti delle ultime stagioni, vincitore del Premio Anct 2024 e del Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2024 per il Miglior interprete di monologhi: in scena  Peppino Mazzotta, con il testo di Igor Esposito, “Radio Argo Suite”, nuova versione – prodotta da Rossosimona – del lavoro proposto nel 2011. L’attore incarna con straordinaria forza scenica i personaggi dell’Orestea, traportando il pubblico in una performance di parole e musica, attraverso una densa partitura che evoca lo scontro tra il potere e chi lo rifugge.

Dopo “Epic Arghìa”, il progetto proseguirà con “Epic Reggio 2026”, che si svolgerà dal 24 al 26 settembre, con un programma di laboratori, performance e concerti. (rrc)

REGGIO – Domani al Museo Archeologico Nazionale J’oòutamà in un concerto

Domani sera al Museo Archeologico Nazionale di Reggio, alle 21, si terrà il concerto del J’oòutamà duo, formato da Silvana Urso e Carmelo Geraci che, per l’occasione, ospiterà per la prima volta il violinista Gianandrea Caruso, dando vita a un concerto inedito.

L’evento chiude la rassegna musicale organizzata dalla Fondazione Horcynus Orca, con la direzione artistica di Giacomo Farina, su affidamento del Museo, in occasione dell’acquisizione dell’opera di Piero Pizzi Cannella “La Fontana Ferma”.

La partecipazione di Gianandrea Caruso amplia per la prima volta l’orizzonte sonoro del duo. Il violino si inserisce nel tessuto musicale senza rinunciare alla propria voce, in un incontro nel quale tradizione e ricerca, memoria e invenzione, radici popolari e sensibilità contemporanea convivono.
Silvana Urso, arpista e docente, porta nel progetto la propria esperienza concertistica e didattica e una ricerca rivolta al dialogo tra strumenti. Carmelo Geraci, polistrumentista autodidatta, attinge alle tradizioni popolari e mediterranee attraverso strumenti quali fisarmonica, chitarra, mandolino, mandoloncello e organetto diatonico. Gianandrea Caruso, regista e montatore cinematografico, affianca al lavoro con le immagini un percorso musicale che attraversa linguaggi differenti, dalla musica classica a quella tradizionale, elettronica e punk. (rrc)

REGGIO / Alla Chiesa degli Artisti il libro di Surace e Marino sui portatori della Vara

Appuntamento oggi (mercoledì 2 settembre) alle 21 al Chiostro della Chiesa degli Artisti di Reggio (San Giorgio al Corso) con Gaetano SUrace e Antonio Marino, autori del libro Un viaggio tra le stanghe della Vara con Maria Consolatrice. 

L’evento è organizzato dal Cis Centro Internazionale Scrittori della Calabria presieduto da Loreley Rosita Borruto che sarà presente unitamente a don Antonio Cannizzaro, Caterina Marra, padre Pietro Amendola e Santo Strati. Modera lo scrittore Giovanni Suraci.

È un libro affascinante a metà tra il romanzo e il saggio che racconta la vita dei portatori della Vara della Madonna della Consolazione e di alcuni protagonisti, negli anni, di una devozione che non conosce declino. Gaetano Surace – presidente dell’Associazione die Portatori – narra con garbo meticolosità la sua storia lasciando cogliere l’intensità di una fede cristiana autentica, pura e coinvolgente. Un catalogo di emozioni che i reggini – ogni anno – vivono in prima persona durante le Feste di Settembre , la celebre “Festa ‘i Maronna“. (rrc)

A Gioia Tauro il 5 settembre il Premio Internazionale “Calabria-America”

Il 5 settembre a Gioia Tauro si terrà la XXVII edizione del Premio Internazionale “Calabria-America”, manifestazione promossa dal Centro d’Arte e Cultura Bruzio e ideata da Mimmo Morogallo, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Gioia Tauro – Assessorato alla Cultura e la collaborazione del Rotary Club Gioia Tauro, Nicotera Medma e Polistena.

Il tema scelto per l’edizione 2026 è “La Calabria che vive nel mondo”, un filo conduttore che intende valorizzare il legame profondo tra la Calabria e le comunità calabresi presenti nei diversi Paesi del mondo, attraverso le radici, la cultura, il lavoro e le eccellenze che continuano a rappresentare la regione oltre i suoi confini.

Il Premio si propone ancora una volta come ponte tra la Calabria e il mondo, dando riconoscimento a personalità, realtà imprenditoriali e istituzionali che si sono distinte nei rispettivi ambiti e che contribuiscono a promuovere valori, professionalità e identità del territorio.

I premiati

Nel corso della serata saranno conferiti i riconoscimenti a:

Domenico Amuso

Distilleria Caffo

Gianni Crea

Amm.ne Comunale di Gioia Tauro – Valentina Correnti

Ernesto Madeo

Menotti Mazuca

Francesco Petrolo

Giusy Staropoli Calafati

Gloria Tenuta

Franco Anastasio

La presidenza del Premio è affidata all’avv. Giacomo Francesco Saccomanno, mentre presidente della Giuria è Pietro Melia, già giornalista Rai.

A condurre la serata saranno Domenico Gareri e Annalisa Insardà, attrice, che accompagneranno il pubblico attraverso i momenti dedicati alle premiazioni e agli interventi della manifestazione.

Non mancheranno gli intermezzi musicali, affidati al Conservatorio Statale di Musica “Saverio Arlia”, con la partecipazione della soprano Miriana Screnci, sotto la direzione del maestro Cettina Nicolosi.

La serata sarà inoltre impreziosita dall’opera “Calabria, Radici nel Mondo”, realizzata a olio su tela dall’artista Mimmo Morogallo, ideatore e promotore del Premio.

Il Premio Internazionale Calabria-America si conferma così un appuntamento volto a rafforzare il rapporto tra la Calabria e le tante comunità che, nel mondo, ne custodiscono e tramandano identità e valori, offrendo al contempo un momento di incontro, cultura e valorizzazione delle eccellenze.

Il maestro Mimmo Morogallo e il Presidente del Premio Giacomo Saccomanno, con tutti gli organizzatori e partecipanti, ritengono che questa manifestazione sia un momento importante per la Calabria intera e per la Città di Gioia Tauro, che viene proiettata nel mondo e dimostra di come le idee considerevoli e la gestione oculata delle manifestazioni possano durare nel tempo e consentire un percorso di successi e di valorizzazione del territorio. Un rilevante ringraziamento all’Amministrazione Comunale di Gioia Tauro ed al Sindaco, Simona Scarcella, per aver voluto patrocinare l’evento, con la speranza che possa divenire una iniziativa istituzionalizzata nel tempo.  (rrc)

Il 3 settembre torna a Reggio Calabria il festival dedicato alla grecità di Calabria

A Reggio dal 3 al 25 settembre si terrà la seconda edizione di Agape, il festival dedicato a Le sfumature dell’Amore, che attraverso il linguaggio delle arti sceniche riscopre l’identità greca della Calabria e stimola una riflessione sul rapporto tra le persone e la terra d’origine. 

L’iniziativa è promossa dal Comune di Reggio Calabria nell’ambito del progetto “ReggioFest2026: cultura diffusa”, finanziata a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura e presentata dalla Compagnia Teatrale BA17, con la direzione artistica di Angelica Artemisia Pedatella e la supervisione organizzativa di Silvana Esposito. 

Il festival è intitolato a Salvino Nucera, poeta e scrittore scomparso il 10 luglio 2025, traduttore e appassionato divulgatore della lingua greca di Calabria, che, nella prima edizione, avrebbe dovuto inaugurare le attività laboratoriali dedicate alla lingua grecanica.  

Anche questa seconda edizione – realizzata anche grazie al supporto di partner come il Circolo Culturale Apodiafazzi, GALBATIR, P.I.C. CASSIODORO, il Liceo Campanella-Preti-Frangipane, l’Associazione Muricello, l’Associazione FATA MORGANA, il Museo d’Arte Frangipane e il Comitato di quartiere Reggio Calabria Sud – esplorerà la lingua grecanica come espressione di estetica artistica in grado di unire l’anima contemporanea del teatro con le sue radici storiche e identitarie. 

In diversi luoghi del quadrante sud della Città Metropolitana di Reggio Calabria, in particolar modo nella piazza Leopoldo Trieste e presso il Museo Frangipane e il Liceo Campanella-Preti-Frangipane, si snoderà un percorso che, intrecciando teatro, danza, drammaturgia e arti visive, riporta al centro il patrimonio culturale della Calabria greca e la lingua grecanica come materia viva di creazione artistica, grazie anche al contributo del Circolo Culturale Apodiafazzi e della cantante e interprete Marinella Rodà.

«AGAPE nasce dal desiderio di tornare a interrogare il rapporto tra le persone e la terra, fatto di appartenenza, amore, ma anche conflitto e trasformazione – spiega il direttore artistico Pedatella. – In questa seconda edizione abbiamo scelto di partire dalle radici non come qualcosa di immobile, ma come una materia viva, capace di generare linguaggi, relazioni e nuove forme artistiche. Dedicare il festival a Salvino Nucera significa anche riconoscere il valore di una persona che ha lavorato con passione affinché il greco di Calabria potesse tornare a essere percepito come una grande lingua d’arte. Così il teatro, la danza e la poesia diventano strumenti per mantenere viva una memoria e, nello stesso tempo, immaginare il futuro».

Il tema delle radici attraversa l’intero programma e si inserisce nel più ampio progetto culturale “Rinascimento calabrese”, ideato da Pedatella e sviluppato con il gruppo operativo della Compagnia BA17, lo staff di artisti, tecnici ed esperti impegnati nella valorizzazione della Calabria, della cultura e dell’arte mediterranea nonché nella costruzione di una narrazione regionale fondata sulla complessa identità mediterranea.

Tre gli spettacoli teatrali in programma, tutti in piazza Leopoldo Trieste, già spazio all’aperto della prima edizione. Si parte il 3 settembre con “Zaleuco e Nosside. La prossemica dell’amore”, produzione della Compagnia Teatrale BA17 con Angelica Artemisia Pedatella e Gianluca Sapio. Il 4 settembre sarà la volta di “ASP – Armata Spaccamattoni”, di e con Angelo Colosimo per Wobinda produzioni, mentre il 5 settembre andrà in scena “KALI HOPE. L’urlo di Calliope”, di e con Gabriele Naccarato, produzione Associazione Calabria Tribù.

Accanto agli spettacoli, AGAPE propone tre laboratori dedicati a differenti linguaggi della scena. Il 4 settembre, al Museo d’Arte “A. Frangipane”, si terrà “Storie di un treno locale”, laboratorio di drammaturgia e narrazione sull’interpretazione teatrale condotto dalla stessa Angelica Artemisia Pedatella. Il treno diventa metafora del viaggio e delle connessioni tra persone e territorio, mentre la parola si trasforma in materia narrativa capace di raccontare geografie, identità e differenze linguistiche.

Il 6 settembre, presso la palestra del Liceo “Campanella-Preti-Frangipane”, è in programma “Danzare il grecanico”, laboratorio di teatrodanza contemporanea condotto dal coreografo e danzatore internazionale Gabriele Naccarato insieme alla coreografa e danzatrice Giada Guzzo. La musicalità delle voci grecaniche registrate diventa tessuto sonoro per una ricerca sul rapporto tra corpo, gesto e parola.

A suggellare il percorso formativo sarà il laboratorio di scenografia teatrale “Pietre sociali”, in programma il 25 settembre al Museo d’Arte “A. Frangipane”, a cura della scenografa e costumista Silvana Esposito. Pietre e materiali naturali diventano elementi di una scenografia capace di raccontare la Calabria greca, trasformandosi in strumenti espressivi attraverso parole ed emozioni anche in lingua grecanica.

Novità importante è la performance di teatrodanza “I agricì piszilìa” fruibile con i visori multimediali, il 5 e 25 settembre, a turnazione e ingresso libero, presso il Museo d’arte “A. Frangipane”.

Il 25 settembre, giornata conclusiva del festival, sempre al Museo Frangipane, sarà presentata la performance di poesia visiva “Theòrema”, in lingua grecanica, con il poeta Gianfranco D’Aguì. La serata si concluderà con l’esposizione scenografica dei lavori realizzati durante il laboratorio “Pietre sociali”.

Attraverso spettacoli, laboratori e attività immersive, la seconda edizione di AGAPE costruisce così un dialogo tra memoria e contemporaneità, mettendo in relazione il patrimonio della Calabria greca con i linguaggi della scena contemporanea. Un viaggio nelle radici che non guarda soltanto al passato, ma prova a trasformare lingua, territorio e identità in strumenti di creazione e partecipazione. (rrc)

A Taurianova successo per la festa della Madonna della Montagna

Il 29 agosto a Taurianova è stato il  fuoco di U ’Mbitu ad aprire, anche quest’anno, i festeggiamenti in onore della Madonna della Montagna, patrona della città.

Una tradizione antica che ha nuovamente riunito la comunità in piazza Macrì, rinnovando il rito che da generazioni segna l’inizio della novena.

Dopo la Santa Messa solenne, il parroco don Mino Ciano e il sindaco Domenico Romeo hanno acceso il tradizionale falò alimentato dagli steli di «luppinazzi». Un gesto con il quale Taurianova rinnova ogni anno il proprio legame con la Madonna della Montagna e con una delle sue tradizioni più identitarie.

Il fuoco, ancora una volta, ha fatto da richiamo alla comunità. Attorno alle fiamme si sono ritrovati cittadini, famiglie, associazioni, visitatori ed emigrati rientrati in città per i giorni della festa. Una partecipazione numerosa che ha trasformato piazza Macrì nel cuore dell’avvio dei festeggiamenti patronali.

Alla serata hanno preso parte anche il vicepresidente del Consiglio regionale Giacomo Crinò e i consiglieri della Città Metropolitana Marco Caruso e Chiara Luccisano.

«U ’Mbitu è un momento che appartiene alla storia e alla memoria della nostra città – ha sottolineato il sindaco Domenico Romeo – e avere la responsabilità di rinnovarlo significa custodire una tradizione che non è soltanto un rito, ma un patrimonio che appartiene a tutta la comunità. Abbiamo voluto inoltre che questo momento fosse anche un’occasione per parlare di solidarietà, prevenzione e attenzione agli altri».

Accanto alla tradizione, infatti, quest’anno l’apertura dei festeggiamenti ha portato in piazza anche un importante messaggio dedicato alla prevenzione. Il fiocco rosa, insieme ai lupini della tradizione, è diventato il simbolo di una serata nella quale festa e impegno sociale si sono incontrati.

Dopo l’accensione del falò e i fuochi pirotecnici, la serata è proseguita con «Polvere di Stelle», un momento di riflessione e musica dedicato al tema della malattia e della cura, con la partecipazione della professoressa Patrizia Alessio. A seguire, il concerto di Silvia Salemi ha regalato al pubblico un live strepitoso.

La cantautrice, da tempo impegnata anche sui temi della sensibilizzazione e della prevenzione, ha portato sul palco la sua musica, contribuendo a una serata nella quale spettacolo, tradizione e impegno hanno trovato un punto d’incontro.

Grande partecipazione anche allo stand dedicato alla raccolta fondi, promossa da diverse associazioni cittadine, con la vendita dei lupini e dei fiocchi rosa. Il ricavato sarà destinato a sostenere la prevenzione oncologica, attraverso l’offerta di Pap test alle donne che non rientrano nei programmi di screening convenzionati con l’Asp, e all’acquisto di un defibrillatore da destinare a una scuola della città. (rrc)

Dal 3 settembre a Siderno i festeggiamenti per Maria Santissima di Portosalvo

Dal 3 settembre a Siderno prendono il via i festeggiamenti per Maria Santissima di Portosalvo.

Un grande lavoro di squadra, seguito e supervisionato dal primo cittadino, che ha visto l’assessore Pietro Sgarlato impegnato nel coordinamento organizzativo dei festeggiamenti e, al suo fianco, gli assessori Alessandro Archinà e Salvatore Pellegrino, che hanno seguito con altrettanto impegno i diversi aspetti di propria competenza, in un’azione condivisa che ha coinvolto l’intera macchina comunale.

L’attesissima Fiera di Portosalvo, dunque, quest’anno inizia con un giorno di anticipo rispetto al consueto calendario, nel quadro dell’importante sforzo economico e organizzativo profuso dall’Amministrazione Comunale, che fin dal proprio insediamento ha puntato sulla valorizzazione di un evento che ogni anno a settembre richiama in Città decine di migliaia di visitatori da tutta la Calabria e anche da fuori regione.

Un’attività che per il quinto anno consecutivo, grazie a una efficiente pianificazione a monte e all’ottimo lavoro del personale dell’Ente, si traduce in una delimitazione chiara degli spazi espositivi e una migliore razionalizzazione delle aree riservate, oltre che alle bancarelle, alle giostre e all’area food, sfruttando nel migliore dei modi il lungomare e le altre vie cittadine.

Il programma dei festeggiamenti prevede, nella mattinata di giovedì 3l’apertura della bicentenaria Fiera di Portosalvo, istituita con Regio Decreto da Ferdinando I di Borbone nel 1819, mentre la serata sarà allietata dal concerto dell’Associazione Giovani Musicisti di Mammola.

Domenica 6, sul palco di Piazza Portosalvo si esibirà la Khatmandu, tribute band di Rino Gaetano attiva da quasi un quarto di secolo. Lunedì 7 si aprirà alle 8:30 col tradizionale Ballo dei Giganti lungo le vie della Città, mentre alle 16 la sfilata del complesso bandistico “Città di Siderno”, precederà la solenne processione della Madonna a mare. Dopo le 22 tutti in piazza a rivivere le atmosfere coinvolgenti della musica che sarà eseguita dal gruppo “Viva gli anni ‘90”.

Medesimo programma mattutino per martedì 8 settembre, mentre la serata prevede alle 22 il concerto di Noemi, la cantante della gettonatissima hit estiva “Tu cosa fai questa sera?”, al quale farà seguito lo spettacolo pirotecnico a cura della Vaccaluzzo Srl di Belpasso, che ha rappresentato l’Italia ai campionati del Mondo di fuochi d’artificio di Vancouver in Canada.

Insomma, sarà una Festa di Portosalvo che certamente non tradirà le attese dei tanti che ogni anno affollano la Città di Siderno per una piacevolissima coda dell’estate.  (rrc)

REGGIO / Al Maarc inaugurata la mostra Rara Avis dello scultore Antonio Affidato

Inaugurata lunedì 31 al Museo Archeologico Nazionale della suggestiva mostra dello scultore Antonio Affidato Rara Avis. Ritratti in bronzo dalla Magna Grecia al contemporaneo. La mostra resterà aperta fino al 18 settembre.

La mostra di Antonio Affidato al Museo Archeologico di reggio

L’esposizione era già stata presentata al pubblico reggino riscuotendo un larghissimo successo. Antonio Affidato, cui si deve la maestosa statua di Hera Lacinia eretta a Crotone, è docente all’Accademia di Belle arti di Reggio e di Catanzaro. (rrc)