REGGIO, ORARI IMPOSSIBILI DELL’AEROPORTO
ECCO GLI SCOMODI VOLI PER ROMA E MILANO

di SANTO STRATI – C’è dell’irrazionale negli orari dei voli dell’Aeroporto dello Stretto: penalizzano i passeggeri di Reggio e Messina e mortificano qualsiasi idea di traffico. Per quale motivo l’aeroporto di Reggio è l’unico scalo italiano che non collega Milano Linate al mattino e costringe al pernottamento chiunque abbia necessità di andare nel capoluogo lombardo e sbrigare in giornata i propri impegni?

˘Una delle tante storture che affliggono lo scalo reggino, destinato, di questo passo, a chiudere definitivamente. Non si tratta di essere pessimisti, ma realisti. Come segnalatoci da Pino Franco, prima c’erano due voli per Milano e uno per Roma programmati fino al 26 marzo scorso. Poi – fa notare Franco – Ita Airways ha fatto finta di togliere e lasciare solo il volo per Roma per poi ripristinare tutto all’ultimo minuto , facendo passare la cosa come una vittoria e una concessione alle richieste dei reggini. In realtà i voli per Milano hanno cambiato gli orari (il primo alle 12.05, l’altro alle 17.15) eliminando quello del mattino (ore 6,20) che permetteva il rientro alle 23.30. Sono rimasti due voli per Milano, ma gli orari non incentivano il traffico, dirottando i passeggeri su Lamezia.

Ecco, Lamezia, un aeroporto nato con vocazione internazionale, e diventato per la Sacal – attuale società di gestione da poco tornata a maggioranza pubblica (dopo la disastrosa rinuncia dell’estate scorsa della Regione), unico scalo calabrese da coltivare, sviluppare, rilanciare. Come se gli altri due scali calabresi, il Sant’Anna di Crotone e il Tito Minniti di Reggio, fossero al più una fastidiosa incombenza, una presenza di disturbo allo sviluppo di Lamezia. Prima dell’avvento della Sacal lo scalo reggino contava 12 tratte, ora sono rimasti appena due, con orari impossibili che c costringono inevitabilmente almeno a un pernottamento. Invece va considerata l’idea essenziale di fare rete con tutt’e tre gli aeroporti, guardando alle esigenze e alle prerogative del territorio, anche tenendo conto delle possibilità offerte dalla continuità territoriale (fino ad oggi mai richiesta) che permetterebbe importanti agevolazioni di viaggio per i calabresi.

Si è creata insomma una sorta di stupida rivalità tra Lamezia e gli altri due scali, ma soprattutto nei confronti di Reggio si continuano a registrare inspiegabili strategie volte a far declassare ancora di più lo scalo dello Stretto. Un esempio facile facile: se prendo oggi da Reggio il volo delle 12.05 arrivo a Linate alle 13.45; con un taxi sono in centro intorno alle 14.30. E spendo (tariffa e-dreams scontata 231,07 euro). Non ho voli di rientro in serata, il primo utile è alle 9.40 di domani  al “modico” prezzo di 167,65 euro (oppure alle 14.50, con qualche euro in meno di spesa, sempre con le tariffe scontate attraverso il portale e-dreams). Per sbrigare affari ho tutto il pomeriggio e se non mi basta i pernottamenti diventano due. Se, invece, mi lascio incantare dall’occhiolino che mi fa lo scalo di Lamezia, scopro che posso partire alle 8.25 per arrivare a Linate alle 10.25, spendendo “appena” 104,48 euro (tariffa prime e-dreams), con la possibilità di rientrare alle 22.10 con arrivo a Lamezia alle 23.50 con 135,90. Facendo due conti, se scelgo Reggio spendo solo di volo quasi 400 euro (a cui dovrò aggiungere almeno un pernottamento: 100 euro?), quindi circa 500 euro (per risparmiare salterò la cena…), invece se do la preferenza a Lamezia spenderò circa 240 euro, cioè quasi la metà (e mi viene persino voglia di una bella cotoletta alla milanese…). Purtroppo c’è poco da sorridere: con questa situazione quale traffico può attrarre lo scalo di Reggio? Non solo pe ri reggini ma anche he per i dirimpettai messinesi che evidentemente non sono più (come capitava un tempo con grande frequenza) ospiti graditi della compagnia di bandiera.

Il sospetto, più volte espresso, è che la “vecchia” Sacal avesse un obiettivo ben celato: chiudere i due scali di Reggio e Crotone e farli diventare dei terminal per Lamezia, con collegamenti bus veloci (si fa per dire, viste le condizioni dell’Autostrada del Mediterraneo che è un cantiere sempre aperto). Con buona pace dei lavoratori dei due scali e di quelli dell’indotto (ma chi apre uno shop in un aeroporto a mezzo servizio?). A chi serve un aeroporto così?

È una domanda da girare direttamente alla Città Metropolitana che dovrebbe puntare ad avere uno scalo non solo efficiente mai funzionale ai progetti di crescita e sviluppo del territorio, non solo in termini turistici ma anche imprenditoriali. Il Presidente Occhiuto ha scoperto per tempo la “privatizzazione” della Sacal avvenuta per espressa rinunzia della Regione (qualcuno dovrà pur spiegare chi ha deciso così o, peggio, ha ignorato le mire di privatizzazione dei soci non istituzionali) e ha bloccato tutto, riportando a proprietà pubblica la società. Occhiuto sa bene cosa significa fare rete e che così si potranno avere in piena efficienza i tre scali per far arrivare gli ospiti che una indovinata campagna promozionale potrebbe attrarre, ma gli apprezzabili intenti del Presidente si scontrano con la totale insensibilità di una terra avara di iniziative (soprattutto in campo turistico). La vicenda della promozione (?) a scoppio ritardato del 50° anniversario del ritrovamento dei Bronzi la dice lunga su come ancora una volta si rischia di perdere il treno. Quel treno dei desideri che in Calabria all’incontrario va (come scriveva Paolo Conte per Celentano). In un confronto in diretta ieri sera su Telemia, l’on. Francesco Cannizzaro ha annunciato il raddoppio dei voli e nuove importanti iniziative che riguardano soprattutto l’Aeroporto dello Stretto. Saremo felici di constatarne gli sviluppi. (s)

 

Aeroporto dello Stretto, tavolo tecnico tra task force e sindacati per una strategia gestionale

Importante tavolo tecnico si è svolto, a Palazzo San Giorgio, tra la task force dell’Aeroporto dello Stretto e le rappresentanze delle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil per fare il punto della situazione ed illustrare da vicino il percorso operativo e le iniziative che la task force, di concerto con l’amministrazione comunale, sta portando avanti nelle varie sedi istituzionali, ormai da oltre un anno, per il rilancio dello scalo aeroportuale reggino.

Sul tavolo sono stati posti, in particolare, alcuni temi considerati di rilevanza strategica quali, innanzitutto, la rimozione delle restrizioni operative che limiterebbero le potenzialità e le capacità volative dell’aeroporto dello Stretto. Un punto quest’ultimo, è stato annunciato nel corso dei lavori, su cui la task force ha attivato un tavolo tecnico con Enac composto da figure tecniche di settore, altamente qualificate, a cui sarà affidato il compito di avviare un’approfondita verifica delle reali limitazioni che graverebbero sullo scalo e, nel contempo, indicare in tempi brevi le soluzioni migliori per superarle.

Dalle questioni tecniche il confronto si è poi spostato sul tema più generale riguardante la strategia commerciale, nel medio e lungo periodo, su cui occorre lavorare per aumentare l’offerta volativa da e per Reggio Calabria e rendere finalmente il “Tito Minniti” uno snodo funzionale alle esigenze del territorio e complementare rispetto al sistema aeroportuale regionale. Temi su quali il tavolo comunale ha registrato una convinta condivisione da parte dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali, anche nell’ottica dell’attività di interlocuzione che è tutt’ora in corso con la Regione Calabria nel quadro delle dinamiche legate ai nuovi assetti gestionali che stanno interessando il sistema di governance degli aeroporti calabresi. 

L’aeroporto di Reggio Calabria, è stato inoltre ribadito a più riprese, non è in concorrenza con Lamezia e Crotone, «al contrario – hanno chiarito il Sindaco f.f. Brunetti e il responsabile della task force comunale, Chindemi – il nostro scalo deve fare il tifo anche per una crescita degli altri aeroporti regionali nell’ambito delle diverse peculiarità operative che li caratterizzano. Ciò a cui occorre guardare e su cui bisogna investire per il rilancio di Reggio Calabria, è un bacino d’utenza ben più ampio del solo contesto metropolitano reggino, comprendendo anche l’intera Area dello Stretto e dunque il messinese».

«Senza mai dimenticare, inoltre, le enormi potenzialità che l’aeroporto di Reggio Calabria possiede in chiave turistica con riferimento alle tratte legate alle vicine Isole Eolie. Il lavoro che stiamo portando avanti, – hanno poi concluso i rappresentanti di Palazzo San Giorgio – di concerto anche con le organizzazioni sindacali che ringraziamo per il fondamentale contributo che stanno offrendo, non punta dunque ad una mera rivendicazione di voli e collegamenti, attivati peraltro con una programmazione di corto respiro e con cadenza bisettimanale, quanto semmai alla definizione di una strategia gestionale, commerciale e industriale di ampia prospettiva che consenta all’aeroporto di Reggio di essere finalmente competitivo e attrattivo». (rrc)

Aeroporto Reggio, Russo (Cisl RC): Ripristinare volo del mattino per Roma e di rientro alla sera

«È urgente  il volo del mattino per la Capitale e il volo di rientro alla sera». È quanto ha chiesto il segretario generale di Cisl Calabria e reggente di Cisl Reggio Calabria, Tonino Russo, perché «la mobilità nel trasporto aereo Reggio Calabria-Roma rappresenta, anche per la città di Messina, un aspetto fondamentale in un processo di sviluppo».

«Si tratta – ha spiegato – di un investimento la cui sostenibilità sarà senza dubbio garantita dalle esigenze del territorio. Altrettanto urgente è assicurare la piena efficienza della struttura aeroportuale. Ciò sosterremo nella riunione dei sindacati confederali con la task force comunale per l’Aeroporto dello Stretto, fissata per venerdì 18 marzo». (rrc)

 

Task Force dell’Aeroporto di Reggio: Lavorare per il superamento delle restrizioni sullo scalo

Lavorare per il superamento delle restrizioni sullo scalo dell’aeroporto di Reggio Calabria. È quanto ha ribadito la Task Force comunale Aeroporto dello Stretto, che si è riunita per fare il punto della situazione in merito alle novità che, in questi giorni, stanno interessando il comparto aereo calabrese e, in particolare, quelle relative allo scalo reggino.

 Ai lavori, coordinati dal responsabile della task force, Salvatore Chindemi, hanno preso parte il sindaco facente funzioni, Paolo Brunetti, e gli esperti che compongono lo stesso organismo operativo istituito dall’amministrazione comunale presso Palazzo San Giorgio. Il confronto si è aperto con i ringraziamenti al Governatore, Roberto Occhiuto, per le iniziative recentemente intraprese con la compagnia ITA e che hanno consentito, in attesa di conoscere gli orari ufficiali, di ripristinare il vecchio volo da e per Milano. 

La task force ha, quindi, ribadito la centralità del “Tito Minniti” nell’ambito delle dinamiche di crescita di un territorio che abbraccia, sullo Stretto, due importanti aree metropolitane come Reggio Calabria e Messina che, complessivamente, superano il milione di abitanti. Anche per questo, sono state vagliate alcune ipotesi di rilancio dell’importante infrastruttura aeroportuale attraverso il coinvolgimento di altri vettori diversi da ITA.

Per la task force, infine, fra i nodi più importante da sciogliere resta quello delle restrizioni che relegano l’aeroporto di Reggio in terza fascia, unico fra tutti gli aeroscali italiani e fra i pochi in Europa che devono scontare pesanti e decisive limitazioni ad un concreto sviluppo.

«L’aeroporto “Tito Minniti” – è stato, ancora una volta, ribadito –deve essere messo nelle condizioni di poter giocare un ruolo chiave in termini di miglioramento della mobilità e, soprattutto, in un’ottica di rilancio turistico, economico, sociale e produttivo anche attraverso una gestione autonoma». (rrc)

 

Aeroporto di Reggio: Giovannini finanzia lo studio per la nuova aerostazione

Mai darsi per sconfitti: i reggini non credevano ai propri occhi appena si è diffusa la notizia del finanziamento deliberato dal ministro della Mobilità e dei Trasporti Enrico Giovannini per la realizzazione dello studio di fattibilità di una nuova aerostazione per l’Aeroporto dello Stretto. FInalmente si è capito che il famoso stanziamento della finanziaria 2019, ottenuto abilmente dal deputato reggino Francesco Cannizzaro, potrebbe essere utilizzato in modo diverso da semplici interventi di restauro e ristrutturazione: c’è la possibilità di impiegare quei fondi per dotare l’aeroporto della Città metropolitana di una moderna e funzionale aerostazione, collegata anche per via ferroviaria alla città.

Dal Mit, in sostanza, arrivano 1,3 milioni di euro per gli studi di fattibilità per due importanti progetti nel comparto dei trasporti. Secondo il vicesindaco ff Carmelo Versace: «Il Governo promuove la macchina amministrativa dell’Ente. Progetti attesi da anni e che ora possono essere realizzati». E dall’aula si è levato un appello alla Regione: «Reggio Calabria abbia lo spazio che merita in Sacal»

Durante la riunione del Consiglio Metropolitano di Reggio Calabria si è discusso sulla variazione di bilancio che permetterà all’Ente di istituire i capitoli dove allocare le risorse necessarie alla realizzazione degli studi di fattibilità per la “Realizzazione di una nuova aerostazione ed infrastrutture per il potenziamento e la cooperazione del sistema intermodale dell’area Metropolitana” e per la “Progettazione della ricollocazione del Porto di Villa San Giovanni e della realizzazione delle infrastrutture per l’intermodalità”. Si tratta, complessivamente, di una somma di 1.378.802,59 euro che arriverà nelle casse di Palazzo Alvaro grazie a due distinti bandi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti cui la Città Metropolitana ha partecipato nella programmazione dei mesi scorsi. Idee che il Governo ha promosso e che, per il vicesindaco Carmelo Versace, rappresentano «l’affidabilità della macchina amministrativa della Città Metropolitana».

«Corre l’obbligo di ringraziare – ha detto Versace nel corso del suo intervento – il dirigente del settore Viabilità, Lorenzo Benestare, e tutti i funzionari di settore, così come il Direttore generale, Umberto Nucara, per la celerità con la quale ha saputo accogliere le esigenze dell’aula. È segno, evidentemente, che quando l’apparato burocratico funziona anche i grandi progetti non hanno alcuna difficoltà ad essere condotti in porto. A proposito di porto, quello di Villa San Giovanni aspettava questo momento dal lontano 1989. Appare, dunque, quasi pleonastico sottolineare la portata dell’odierna discussione. Anche per questo, i miei ringraziamenti sono rivolti a tutti i consiglieri, a prescindere dal gruppo politico di appartenenza, perché hanno dimostrato grande unità ed una forte maturità di fronte ai temi trattati ad appena 24 ore dall’ultima riunione di consiglio ed in una giornata prefestiva».

Nel corso del dibattito, il consigliere Giovanni Latella ha specificato «il valore indiscusso dell’iter avviato che porta il nome di Giuseppe Falcomatà e di Carmelo Versace e che getta le basi per una rivoluzione nel settore trasportistico locale». «Gli interventi che interesseranno l’aeroporto dello Stretto – ha aggiunto – appaiono fondamentali per lo sviluppo complessivo dell’infrastruttura e di un territorio che potrà contare su un’infrastruttura adeguata alle necessità dei tempi ed alle esigenze dell’utenza messinese. Finalmente, anche Reggio potrà finalmente contare su un aeroporto all’altezza della sua storia e delle sue bellezze. Adesso, ci aspettiamo che la Città Metropolitana possa trovare spazio all’interno di Sacal, la società di gestione degli aeroporti calabresi». Non meno importante, per Latella, «appare l’attività che interesserà l’area di Bolano ed un nuovo porto che libererà il centro di Villa San Giovanni dal traffico gommato».

Tutti aspetti sottolineati positivamente anche dal consigliere Rudi Lizzi che, per il suo intervento in aula, ha raccolto i favori della maggioranza e del consigliere Filippo Quartuccio: «La soddisfazione della minoranza è segno del grande lavoro portato avanti da questa amministrazione. L’augurio è che, anche nel prossimo anno, si possa continuare ad operare nella concordia e nella sinergia per ottenere grandi risultati».

Quindi, il consigliere Giuseppe Giordano, ragionando sul finanziamento dello studio di fattibilità dell’aerostazione reggina, ha parlato di «una tappa che possa fungere da viatico affinché la Città Metropolitana torni, da protagonista, nel dibattito con la Regione Calabria per riconquistare il posto che le spetta all’interno di Sacal, tornata ad essere una società a maggioranza pubblica». «Questo finanziamento – ha concluso Giordano – consente di potenziare lo scalo, di rinnovare l’aerostazione, di riattualizzare la questione strategica dei collegamenti verso il “Tito Minniti” con l’obiettivo di tornare ad essere il polo principale dei trasporti dell’aerea dello Stretto». (rrc)

 

 

 

 

 

 

REGALO DI NATALE: SACAL TORNA PUBBLICA
ORA SERVE FARE RETE CON GLI AEROPORTI

di SANTO STRATI – Regalo di Natale ai calabresi: la Sacal, società che ha in gestione i tre aeroporti regionali, torna pubblica, dopo il blitz che l’aveva fatta diventare un’azienda privata. Una buona notizia per i viaggiatori degli aeroporti calabresi, ma soprattutto un anelito di speranza per gli scali di Reggio e Crotone, fino a oggi trascuranti, dimenticati, destinati quasi inevitabilmente alla chiusura. 

Il Consiglio regionale, nell’ultima seduta dell’anno (la quarta, per l’esattezza dalle elezioni di settembre)  ha approvato la delibera che autorizza la Fincalabra, società in house della Regione, ad acquisire le quote che con estrema disinvoltura (da parte dei privati) e molta leggerezza e disattenzione (da parte pubblica) avevano trasformato la Sacal in una società a capitale privato. 

Un’operazione che lo stesso Presidente Occhiuto aveva “scoperto” allarmando l’Enac (l’ente erogatore delle concessioni degli aeroporti) portando la stessa a ventilare la pressoché certa revoca della licenza alla società lametina. 

Il ritorno al pubblico può significare molto, ma anche risolversi in una gattopardesca ammuina: cambiare tutto perché nulla cambi. Il problema principale da affrontare per Roberto Occhiuto riguarda, difatti, la necessità di avviare una vera e propria rivoluzione nella policy aziendale della Sacal con una governance che abbia un unico, irrinunciabile obiettivo: fare rete fra i tre aeroporti calabresi. Valorizzando ogni scalo, con una mutualità di intenti, per favorire crescita e sviluppo della mobilità aerea, a tutto favore dei cittadini calabresi che, con esclusione dello scalo lametino, hanno dovuto, in gran parte rinunciare a servirsi degli aeroporti di S. Anna (a Crotone) e dello Stretto (a Reggio).

Quest’ultimo è quello messo peggio e la cosa più incredibile e che, a distanza di tre anni dallo stanziamento “inaspettato” di 25 milioni dalla finanziaria 2019 (grazie a un accorto e abilissimo colpo di mano dell’on. reggino Francesco Cannizzaro), e l’aggiunta di altri tre milioni di fondi dalla coesione territoriale, ancora non sia stato piantato un chiodo per la ristrutturazione dello scalo. 

Ristrutturazione, peraltro, contestatissima – nonostante i grandi annunci e le slide illustrative presentate con grande enfasi nell’agosto 2019 – e criticata anche dal viceministro alla Mobilità e alle Infrastrutture Alessandro Morelli, oltre che dal Comitato per l’Aeroporto e privati imprenditori. Si tratta, a parere di chi se ne intende, di interventi inutili e di scarso rilievo, visto l’entità del finanziamento. Con la stessa somma – secondo un progetto presentato da una società privata che fa riferimento all’imprenditore reggino Pino Falduto (già assessore della primavera reggina con Italo Falcomatà) si può realizzare un aeroporto completamente nuovo, innovativo e funzionale, che faccia uso dello scalo ferroviario mai utilizzato e metta l’aerostazione al centro degli interessi del quadrante sud della città dello Stretto. E, non dimentichiamolo, riapra la funzionale attività con soluzioni di mobilità che vadano incontro alle esigenze di volo dei dirimpettai messinesi, ai quali farebbe comodo rinunciare a partire da Catania Fontanarossa e utilizzare lo scalo reggino.

È di qualche giorno fa l’imbarazzante episodio di un cane a zonzo lungo la pista dello scalo di Reggio che ha impedito il regolare atterraggio del volo da Milano. Se non fosse drammatica la situazione, si potrebbe anche indulgere al sorriso, ma la verità è che non con una rete da pollaio che si risolvono i problemi dell’Aeroporto dello Stretto, occorre finalizzare gli interventi perché lo scalo riprenda la sua piena operatività, con orari ragionevoli e prezzi ugualmente non criminali (perché il volo da Lamezia costa un terzo di quello da Reggio?) e, soprattutto mettere mano alla cosiddetta continuità territoriale che permetterebbe ai reggini (e probabilmente anche ai messinesi) di godere di tariffe agevolate, visto il disagio della regione rispetto al resto d’Italia. La continuità territoriale è applicata, con buon successo, in Sardegna e in Sicilia, con tariffazione per i residenti che agevola la mobilità e attenua le difficoltà di spostamento, ma – incredibilmente – nessuno provvede a mettere mano a un provvedimento che possa attuare questa facilitazione anche per la Calabria. 

Senza dimenticare che tuttora permangono limitazioni di volo sullo scalo reggino che non sarebbe difficile superare. Ne riparleremo.

Il Consiglio regionale ha votato l’acquisizione delle quote Sacal, ma non sono mancate aspre critiche da parte dei consiglieri della Lista De Magistris. Lo Schiavo è stato perentorio nel motivare il suo no: «Oggi, votando sull’autorizzazione a Fincalabra per l’acquisto delle quote private di Sacal, occorre porsi alcune domande preliminari: perché Sacal si trova in questa situazione? Qual è la via d’uscita considerato lo stato fortemente debitorio della società?»

Secondo Lo Schiavo «Fincalabra, da statuto, ha finalità diverse rispetto alla gestione di interessi strategici per la Regione ed ha, su di sé, la spada di Damocle del divieto di aiuti di Stato a soggetti di diritto privato. Si tratta, a mio avviso, di perplessità che non possono essere colmate dalla richiesta che oggi mira all’acquisizione delle quote private. Ma anche le quote pubbliche andrebbero razionalizzate meglio. La riorganizzazione del capitale deve viaggiare su un duplice orientamento, acquisto delle quote dei privati e regolamentazione della parte pubblica. I vari soci pubblici, presenti all’assemblea che ha sancito l’acquisizione della maggioranza del capitale sociale da parte del privato, non potevano non sapere che si stava aumentando a dismisura, addirittura dal 29 al 51 per cento, la quota del socio privato. Gli enti pubblici erano dunque presenti e consapevoli di quello a cui andavano incontro. Non basta quindi oggi dire “rimediamo agli errori riacquistando le quote private”, bisogna capire se Fincalabra è lo strumento giusto per farlo, sapere come si affronta il problema di un enorme debito accumulato, prevedere come si risolve il problema della governance, come si gestiscono i rapporti con tutti gli altri soci pubblici. Il mio voto è contrario – ha concluso Lo Schiavo – non tanto per l’intenzione di correggere una scelta politica sbagliata, quanto per i dubbi su come questo si realizzerà concretamente e su come si renderà la società sostenibile sul mercato».

Un interrogativo legittimo, ma il passo del ritorno al pubblico merita attenzione e non scoraggia l’ottimismo. Staremo a vedere le prossime mosse della “nuova” Sacal. (s)

L’OPINIONE/ Pasquale Amato: Liberare Reggio dalla gestione “distratta” della Sacal

di PASQUALE AMATO – Corre voce che il Presidente Roberto Occhiuto si stia adoperando per l’acquisto da parte di Fincalabra, finanziaria della Regione, delle quote del privato. Ciò significherebbe che la Sacal tornerebbe a maggioranza pubblica, interrompendo la procedura di revoca della concessione avviata dall’Enac.

Ma permarrebbe il nodo fondamentale della politica svolta sinora dalla Sacal nei confronti degli altri due Aeroporti. Nonostante fosse a maggioranza pubblica, la Sacal ha continuato ad agire come se fosse ancora il gestore di Lamezia, destinando tutte le attenzioni e risorse a quel solo Aeroporto e sotterrando giorno dopo giorno Reggio e Crotone.
È arrivata, addirittura, a togliere a Reggio voli che da anni erano punti fermi come i voli quotidiani mattina-sera con Roma e Milano; non ha fatto arrivare altre compagnie e rotte; ha esternalizzato servizi licenziando chi lavorava nello scalo reggino; ha svuotato e reso un deserto l’Aerostazione; ha favorito e finanziato tariffe agevolate su Lamezia e ha consentito su Reggio tariffe da voli internazionali per voli nazionali; ha agevolato orari assurdi per dare il colpo di grazia all’Aeroporto reggino.
Ha, insomma, portato avanti una strategia demolitrice col chiaro risultato di spingere l’utenza messinese ad andare verso Catania e una parte dell’utenza di Reggio Metropolitana a orientarsi verso Lamezia.
Il Presidente Occhiuto dovrà, quindi, affrontare e sciogliere questo nodo realizzando ciò che egli stesso ha dichiarato: l’accordo con la Regione Sicilia con il coinvolgimento delle due Città Metropolitane e le energie private dello Stretto per liberare Reggio dalla morsa mortifera della Sacal.
È il cammino che dal 2016 il Movimento per l’Aeroporto dello Stretto, Strategico e Internazionale, ha indicato accompagnandolo con un progetto dettagliato e di ampio respiro (redatto da un gruppo di esperti coordinato dal prof. Domenico Gattuso) offerto gratuitamente (con i tempi che corrono vero punto debole che abbiamo noi stessi riconosciuto): una nuova società pubblica a partecipazione privata che gestisca l’Aeroporto dello Stretto e gli faccia recuperare il suo ruolo fondamentale di nodo aeroportuale della vasta area interregionale tra Scilla e Cariddi.
Se, viceversa, l’intervento sarà solo quello di ripristinare il controllo pubblico azionario della società, si sarà risolto il problema tutto interno del rapporto tra le due parti, ma resterà aperto il groviglio di una gestione Sacal che continuerà l’opera di killeraggio contro gli altri scali. E Reggio e Crotone continueranno a sprofondare sino alla chiusura.
Il Presidente Occhiuto pare intenzionato a cambiare strada. L’augurio sincero è di proseguire nella direzione di una visione che tenga conto della pluralità di un territorio complesso, rispettandone le peculiarità. E l’area dello Stretto è una peculiarità che è figlia della geografia e di una storia plurimillenaria che non si può cancellare. La Sardegna ha meno abitanti della Calabria. Eppure ha tre Aeroporti con voli nazionali e internazionali, trattati alla pari. (rrc)
In copertina, Amato e Gattuso

Pasquale Amato: l’Aeroporto di Reggio deve sganciarsi dalla gestione della Sacal

Lo storico reggino Pasquale Amato, autorevole voce del Movimento per l’Aeroporto dello Stretto Strategico e Internazionale, alla luce degli ultimi eventi che riguardano la società di gestione dei tre aeroporti calabresi, insiste sulla necessità di staccare Reggio dalla Sacal.

Pasquale Amato
Il prof. Pasquale Amato

«È ormai palese – ha dichiarato il prof. Amato – la strada involutiva imboccata dal “caso Sacal”. Anche le recenti interrogazioni parlamentari al Governo per chiedere un intervento normalizzatore hanno come capifila gli stessi deputati che hanno sempre sostenuto il primato di Lamezia Airport sugli Aeroporti dello Stretto e di Crotone, considerati alla stregua di colonie. A costoro non interessa affatto l’insieme degli altri Aeroporti (come viceversa avviene in Sardegna, Sicilia e Puglia). A costoro interessa la competizione su chi deve “contare” e “decidere” nella Sacal a favore del solo Aeroporto di Lamezia. È in corso quindi una lotta di potere tra il privato lametino e i suoi partners pubblici di sempre. Una lotta tutta interna e non finalizzata al bene comune dell’intero sistema aeroportuale.

«E i deputati reggini? Ignorati ed emarginati, come l’Aeroporto dello Stretto che dovrebbero difendere a spada tratta, per tutelare gli interessi dei Cittadini elettori cui hanno chiesto il voto.

«E il Comune di Reggio e la Città Metropolitana? Muti e assenti o diciamo meglio distratti. Dopo la sentenza sul caso Miramare sono in corso trattative frenetiche tra i Partiti su Assessori Comunali e Delegati Metropolitani.

«Ma Brunetti e Versace sono comunque in carica entrambi. E tocca a loro  puntare i piedi e sostenere con risolutezza la richiesta che viene dai cittadini elettori: rilancino la “task force Aeroporto”, che non deve essere solo comunale ma metropolitana (era partita bene ma poi è stata fulmineamente zittita) e chiedano con vigore al Governo, al Presidente Occhiuto e all’Enac la liberazione dell’Aeroporto dello Stretto dalla gestione disastrosa della Sacal.

«Una richiesta che deve essere perentoria – ha concluso il prof. Amato –, senza piegarsi a compromessi al ribasso. È fondata su dati che nessuno può contestare sino a rendere superflua l’insistenza sulla richiesta della pubblicazione del Piano Industriale. Quel fantomatico piano non è stato mai reso pubblico perché era ed è campanilisticamente distruttivo, avulso da qualsiasi visione ampia e paritaria della mobilità e finalizzato ad una visione miope: potenziare sempre più Lamezia e nel contempo depredare e svuotare gli altri due scali sino alla loro chiusura.  Atteggiamento in evidente contraddizione con quello di Sardegna, Sicilia e Puglia, che hanno una visione d’insieme equilibrata e non in senso unilaterale del sistema aeroportuale regionale. Una visione in cui prevale il rispetto delle vocazioni dei differenti territori rappresentati dagli scali e la pari dignità tra essi». (rrc)

L’OPINIONE / Emilio Errigo: La Calabria merita porti e aeroporti sicuri

di EMILIO ERRIGO – La Calabria viene considerata un Porto Sicuro solo dai poveri migranti, i quali sempre più numerosi approdano stremati a rischio vita, sulle coste o nei Porti della Calabria, oppure da quanti cercando di eludere la normativa antimmigrazione in vigore, ricorrono alle ben collaudate tecniche tese a ottenere il visto turistico, religioso e necessario per l’iscrizioni a corsi universitari da monitorare attentamente, arrivano in Calabria via aerea.
I Porti e gli Aeroporti della Calabria, credo che siamo tutti oramai convinti e d’accordo, non me ne voglia la “perduta gente migrante”, meritino ben altro trattamento e considerazione pubblica interna e internazionale.
I Porti e gli Aeroporti della Calabria , devono essere considerati (sicuri) non solo per consentire il soccorso e salvataggio da morte sicura dei migranti in fuga dalle loro miserie e pericoli per la stessa vita, ma anche e in particolare, per garantire il sacrosanto diritto alla mobilità sostenibile da e per la Calabria.
Non sono rari i casi in cui si constatano ancora oggi a un mese dal 2022, porti e aeroporti, costruiti con enorme impiego di risorse pubbliche, lasciati incompleti, in stato di dimenticanza operativa nell’indifferenza quasi assoluta.
Mi è stato raccontato che in Calabria esistono Porti da dragare per approfondire adeguatamente i fondali (Porto Commerciale di Reggio Calabria) o bloccati dalla sabbia che limita o addirittura blocca (Porto di Saline Ioniche) l’accesso in porto e la sicura navigabilità. Quanto sarebbe bello vedere navi da crociera e mercantili con maggiore tonnellaggio e quindi bisognevoli di profondi sicuri fondali, ormeggiate in luminosa mostra nel Porto della Città Metropolitana della Fata Morgana, Reggio Calabria, a pochi centinaia di metri del chilometro più bello d’Italia, Lungomare unico al mondo, dal quale si possono ammirare le luci scintillanti delle coste della vicinissima bellissima e incantevole terra di Sicilia, intitolato all’indimenticabile sindaco e a me carissimo compianto prof. Italo Falcomatà.
Occorrerebbero solo banchine più idonee e attrezzate al fine turistico e ampie, un porto con la vicina rete ferrovia manutenzionata (adiacente la Stazione di Santa Caterina) ripulita dalle inguardabili erbacce e alberi cresciuti, libere da navi oramai veri e propri relitti, da inutili occupazioni demaniali portuali o con opere e manufatti giacenti in loco eventualmente sine titulo.
So bene che il bravo ing. Mario Mega, ha manifestato in più occasioni le Sue buoni e costruttive intenzioni in tal senso.
Importante che lo lascino lavorare e fare il bene pubblico.
Non voglio approfondire ed entrare a gamba tesa esprimendo il mio negativo pensiero su quello che fu uno degli Aeroporti Militari più importanti del Sud Italia, intitolato all’Ufficiale Pilota Militare dell’Aeronatica Italiana, Eroe di Guerra Reggino, Medaglia d’Oro al Valor Militare Tito Minniti, e tanto denigrato Aeroporto dello Stretto.
Per chi si volesse immergere nella nobile storia militare di questo importante Aeroporto, ritenuto a ragione strategico sotto ogni profilo civile, commerciale e militare, può navigare sul web alla ricerca di quella che fu una delle più centrate scelte strategiche di localizzare nel 1935 un Aeroporto militare in una vasta area agricola fertile di Reggio Calabria. Ora chi si dovesse trovare a transitare da quelle parti proveniendo dal centro città, noterebbe le vecchie e abbandonate e forse anche pericolanti ex Caserme, gli alloggi dei giovani Avieri, i quali allietavano le serate della bella vita di Calabria. Ricordo che mia madre che abitava da ragazza da quelle parti, mi diceva che nel mentre passeggiava con le sue amiche erano in molti i giovani aviatori militari che le facevano. garbati ed educati complimenti.
Allora mi veniva da ridere molto e ora mi viene solo da piangere nel vedere quanta solitudine e tristezza, regna in quei luoghi, dove a due passi dalla piccola e pure brutta Aerostazione per contorno e profumo allora di bergamotto ora di…. , è stato costruito un grande depuratore e trattamento delle acque reflue al centro dell’abitato di Ravagnese e dintorni. (ee)

(Emilio Errigo è nato a Reggio Calabria, docente universitario di diritto internazionale e del Mare, Generale in ausiliaria della Guardia di Finanza)

Sacal: il Consiglio comunale di Reggio chiede chiarezza sulla privatizzazione

Prime reazioni, abbastanza vivaci per il caso della privatizzazione della Sacal, la società di gestione degli aeroporti calabresi. Il consiglio comunale di Reggio, riunitosi oggi pomeriggio, ha discusso una mozione, presentata all’aula dal consigliere Carmelo Versace, che impegna il sindaco, Giuseppe Falcomatà, e la giunta «ad attivarsi, nelle sedi opportune, per la verifica della corrispondenza del piano industriale della Sacal, la società di gestione degli aeroporti calabresi, a quelli che erano stati i vincoli previsti da Enac all’atto della concessione e, in ipotesi diverse, qualora emergesse l’incongruità del piano industriale approvato, addivenire alla revoca della concessione e mettere in campo tutte le ulteriori e necessarie azioni al fine di garantire l’operatività dei tre scali calabresi».

Nelle ultime ore – è spiegato nel documento – «i calabresi sono venuti a conoscenza di una gravissima situazione che riguarda Sacal. Notizie di stampa, infatti, riprendendo le dichiarazioni del neogovernatore Roberto Occhiuto, hanno descritto una circostanza gravissima che, se confermata, sarebbe un atto da stigmatizzare con forza, un affronto all’intera Calabria e alla comunità reggina”. Nello specifico, ciò che viene riferito, “richiama a possibili violazioni e irregolarità nell’ambito delle operazioni per l’aumento di capitale dalla Società di gestione degli aeroporti nel luglio 2021».

«Dalle verifiche eseguite – continua la mozione illustrata da Versace – abbiamo rilevato, dal Registro Pubblico, come la parte dei soci privati abbia superato la soglia del 50% delle azioni e che pertanto detengano un pacchetto azionario di controllo nell’ambito dell’assemblea dei soci.
Circostanza che, da quello che si desume dalle informazioni ad oggi disponibili, è in violazione della vigente concessione fra la Sacal e l’Enac”. Da quanto appreso, sembrerebbe che l’Enac “abbia già contestato tale situazione alla Sacal, giungendo addirittura a denunciare alcune condotte poste in essere dalla governance della società di gestione degli aeroporti calabresi presso la Procura della Repubblica, nonché a ventilare la revoca della concessione vigente con conseguente commissariamento degli Aeroporti calabresi.

«Al riguardo – si legge ancora – è notizia delle ultime ore che l’Enac ha preannunciato a Sacal l’avvio della revoca della concessione per l’aeroporto di Lamezia e una richiesta di maggiori approfondimenti per gli Aeroporti di Reggio Calabria e Crotone, in ragione della diversa procedura di affidamento, nonché la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica con relative segnalazioni ad Anac e Antitrust. Circostanze, queste ultime, che rilevano una situazione gravissima, una pesantissima battuta d’arresto per l’intero sistema aeroportuale calabrese, per la quale risulta quantomai urgente attivare tutte le iniziative necessarie a verificare eventuali responsabilità, sia in termini politici che giudiziari, di ciò che è avvenuto”.

«Appare chiaro – secondo il testo illustrato in aula – come la Città Metropolitana di Reggio Calabria, che da tempo ha manifestato un interesse istituzionale, comunicato anche ufficialmente ed in più occasioni, sull’andamento della Società di gestione degli aeroporti calabresi, al punto da proporre anche formalmente una propria partecipazione nella compagine societaria, prenda atto delle informazioni a mezzo stampa, nonché delle dichiarazioni del Presidente Occhiuto, con particolare apprensione e interesse. E’ utile rilevare, infatti, che l’ipotetico aumento di capitale che ha determinato l’acquisizione di quote da parte di società private, fino a ribaltare in favore di queste ultime l’equilibrio vigente nella compagine societaria, avrà inevitabilmente effetti sulla governance del sistema aeroportuale calabrese del quale anche l’Aeroporto Tito Minniti fa parte”.
“L’aeroporto dello Stretto – spiega la mozione – costituisce ad oggi la principale infrastruttura trasportistica del territorio della Città Metropolitana di Reggio Calabria, principale porta di accesso all’area dello Stretto, nonchè strumento imprescindibile per i collegamenti veloci tra Reggio Calabria e il resto d’Italia e d’Europa. L’aeroporto risulta, infatti, un’infrastruttura strategica per il territorio comunale di Reggio Calabria, nonchè per l’intera area metropolitana e per l’area dello Stretto, non solo in termini turistici, ma anche per ciò che riguarda gli scambi commerciali, le attività professionali di molti cittadini che operano direttamente o intrattengono relazioni fuori dal contesto territoriale, la possibilità di rientro per molti studenti e lavoratori fuori sede nonchè la principale via di trasporto per gli spostamenti motivati da ragioni sanitarie”.

«Sarebbe quindi del tutto incomprensibile – prosegue – la scelta della governance di Sacal di lasciare la guida della società di gestione a società private, che inevitabilmente finirebbero per far prevalere meri calcoli economici all’interesse pubblico nonchè alle attività in grado di generare sviluppo e crescita socioeconomica per il territorio. A tale riguardo, si ritiene urgente e imprescindibile attivare una interlocuzione istituzionale con il Presidente Occhiuto al fine di rappresentare l’intenzione di collaborare con la Regione Calabria con l’obiettivo di verificare il reale stato dell’arte all’interno della società di gestione, individuare eventuali condotte illecite poste in essere nell’interesse di privati nell’ambito della gestione di un servizio pubblico, così da ripristinare legalità ed efficienza di servizio”.
«Inoltre – conclude la mozione – si intende qui richiamare l’interesse già espresso e manifestato formalmente e pubblicamente dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria e dal sindaco Giuseppe Falcomatà, ribadendo la propria disponibilità nel sostenere l’attività della Regione Calabria e degli altri Enti Pubblici coinvolti, anche mediante l’ingresso della stessa Città Metropolitana nel capitale della Sacal”.

La mozione Versace risponde, di fatto, alle necessità emerse dall’intervento del sindaco Giuseppe Falcomatà che, nelle fasi preliminari dei lavori, ha aperto una riflessione proprio sulle recenti dichiarazioni del governatore Roberto Occhiuto ed ha ripercorso i tentativi della Città Metropolitana di entrare in Sacal e salvare l’aeroporto dello Stretto: “Non sono state sufficienti tutte le richieste di interlocuzione e volontà di portare avanti un percorso istituzionale nel reciproco rispetto delle cariche che ognuno di noi ha, del territorio e dei cittadini che rappresentiamo. Siamo stati presi in giro. Non è stato sufficiente istituire task force, incontrare più volte il presidente Cosimo Giulio De Metrio, chiedere l’approvazione del piano industriale senza avere accesso a quei documenti. Abbiamo assistito a conferenze stampa, definite da altri, tecnico-politiche che avevano poco di tecnico, nulla di istituzionale e tanto di politico”.

«Il neo presidente Occhiuto ci dice, oggi, che vuole vederci chiaro – ha detto il sindaco aggiungendo: «Siamo noi per primi a volere andare in fondo a questa situazione che, se fosse confermata, avrebbe delle evidenti e chiare responsabilità politiche».

«Dobbiamo verificare – ha affermato Falcomatà – se ci sono state anche responsabilità giudiziarie perché non è banalmente il problema di una società che diventa a capitale di maggioranza privato rispetto al pubblico; Sacal non è una società qualsiasi, ma la società del trasporto aereo regionale che dovrebbe connettere la Calabria con altri paesi. Per questo è fondamentale comprendere se si siano svendute ai privati le aspettative di cittadini che hanno il diritto di muoversi e non possono farlo. Se, come leggiamo sui giornali, si andrà incontro ad un terremoto all’interno di Sacal, questo andrà a cascata su tutto: sono a rischio i finanziamenti previsti e finanche quelli del Pnrr. Tutto sulla pelle di una comunità. Questo è quello su cui ci dobbiamo interrogare e pretendere che venga chiarito. Dobbiamo interloquire con il neopresidente Occhiuto per capire bene, in un tavolo di confronto, cosa sta succedendo e capire perché si è arrivato a questo e quali sono le responsabilità politiche».

«Se accertate responsabilità – ha concluso il sindaco – bisogna avere la forza di chiedere la revoca della concessione a Sacal da parte di Enac e fare un esposto alla Procura, ad Anac ed all’Antitrust per verificare se siano state violate delle norme del nostro ordinamento e sulla concorrenza. Bisogna arrivare a conoscere quali sono stati i motivi ed i soggetti e cosa abbia portato, per anni, a giocare sulla pelle dei cittadini». (rrc)