Reggio accoglie la Patrona in Duomo: è la festa settembrina della devozione mariana

Una grande suggestione, con una folla straboccante che ha accompagnato in processione la Sacra Effigie della Madonna della Consolazione dall’Eremo alla Cattedrale, dove vi rimarrà fino al 22 novembre. SI rinnova la festa settembrina della devozione mariana dei reggini che ha origini antichissime (il quadro venerato è del 1547).

Folta la partecipazione delle autorità cittadine dietro la Vara. Il Presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo ha espresso la sua commozione: «Vedere la Sacra Effigie rivolta verso Palazzo Campanella – ha detto il Presidente Cirillo – è stato un momento di profonda emozione. In quello sguardo abbiamo sentito l’abbraccio della Madonna della Consolazione alla casa di tutti i calabresi».

L'Arcivescovo Morrone tra il Presidente Cirillo e il sindaco Cannizzaro«La festa della Madonna della Consolazione è il momento in cui Reggio ritrova la parte più profonda della propria identità e rinnova un legame di fede, affidamento e speranza che attraversa i secoli e le generazioni. Al passaggio della Vara, la città si riconosce in un unico abbraccio, portando ai piedi della Madre preghiere, gratitudine, ferite e attese. Palazzo Campanella sorge lungo lo storico percorso che conduce la Patrona dall’Eremo verso il cuore della città: per questo abbiamo voluto che il Consiglio regionale partecipasse pienamente alle celebrazioni insieme alla città di Reggio Calabria.
Da qui la scelta di aprire il Palazzo ai cittadini e ai fedeli con la mostra “Consolazione, culti, devozione, memoria e comunità”, di illuminare d’azzurro la sede e proiettare sulla facciata i volti della Madonna e del Bambino raffigurati nel venerato Quadro. Un percorso che proseguirà con la presentazione della nuova sezione mariana del Polo culturale “Mattia Preti”, per custodire e trasmettere questo patrimonio anche alle nuove generazioni.
Consolare significa non lasciare solo chi soffre, ascoltare e trasformare la solidarietà in responsabilità concreta. È un messaggio che interpella anche le istituzioni, chiamate a prendersi cura dei più fragili e a difendere la dignità di ciascuno. La Madonna protegga Reggio, i calabresi vicini e lontani e quanti lavorano per il bene comune. Il suo sguardo ci aiuti a costruire una Calabria più unita, solidale e giusta».
Il sindaco Cannizzaro ha iniziato la giornata salendo sul pullman che conduceva i portatori all’Eremo e non ha nascosto la sua emozione: «Quest’anno essere qui, per me, desta un’emozione ancora più forte perché per la prima volta indosso la fascia di primo cittadino. Oggi la città consegna le speranze, le raccomandazioni alla Madonna. Di conseguenza è una società che spera e spera che la sua classe dirigente sia all’altezza della città». Per il tragico luttuoso incidente sulla bretella del Calopinace, il sindaco Cannizzaro ha annullato i concerti di sabato sera: un gesto di partecipata sofferenza di tutta la città verso una giovane vita.
L’eurodeputata Giusi Princi ha voluto sottolineare il senso di profonda fede che avvolge le feste di settembre: «Viviamo – ha detto – una fase importante per la città che si lega alla fede e richiama migliaia di reggini attorno al momento liturgico. Coniughiamo fede, gradizione e identità di una comunità».
La processione del 12 settembre 2026 a Reggio

Una folla immensa e i portatori della Vara veri interpreti della devozione popolare. Il loro presidente Gaetano Surace ha voluto ringraziare gli organi di stampa e le tv per il servizio reso. In particolare Surace ha voluto sottolineare il servizio reso alla città da RTV: «Grazie a una programmazione ricca di servizi approfonditi e, soprattutto, alla impeccabile e prolungata diretta televisiva della solenne processione, RTV ha svolto una funzione sociale e spirituale di inestimabile valore. Il network ha saputo abbattere ogni distanza geografica e fisica, portando le immagini, i suoni e l’emozione della nostra festa identitaria direttamente nelle case di chi non ha potuto scendere in piazza.

Il pensiero dei portatori e la loro gratitudine vanno alla cura con cui è stata data la possibilità a tutti gli anziani e agli ammalati di vivere questi momenti di profonda devozione dal proprio letto o dalle proprie case, sentendosi parte integrante della comunità orante.

Al contempo, il prezioso lavoro di RTV ha gettato un ponte ideale verso i tantissimi reggini lontani, residenti in altre regioni d’Italia e all’estero».

Anche il neo-Presidente del Consiglio comunale di Reggio Federico Milia ha voluto evidenziare il fortissimo legame della città con la Madonna dlel’Eremo: «La fede e la devozione del popolo reggino si rinnovano ogni anno con una forza straordinaria, dimostrando quanto sia solido e indissolubile il legame tra la nostra comunità e la Venerata Effigie della Madonna della Consolazione. È nei momenti come questo che Reggio ritrova il senso più autentico del proprio essere unita, stringendosi attorno ai propri valori religiosi, culturali e identitari,

Infine, la sen. Tilde Minasi – ricordando il tragico incidente in cui ha perso la vita Anthea Ranieri – ha detto «Si rinnova un rito secolare, che si ripete ogni anno identico a se stesso e tiene insieme un’intera città, stretta con affetto attorno alla sua patrona, la Madonna della Consolazione. Un’emozione che si manifesta con la stessa straordinaria forza ogni volta e che riempie i cuori di tutti noi – continua Minasi – cuori che quest’anno sono tuttavia particolarmente addolorati per la tragica vicenda che ha colpito i giovani Anthea e Giovanni. La devozione per la Madonna della Consolazione è innanzitutto l’occasione per unirsi, ritrovare il senso di comunità e sostenersi a vicenda – conclude – e più che mai dev’essere così quest’anno».   (rrc)

REGGIO – Presentati gli eventi per i 25 anni dell’Associazione dei Portatori della Vara

È un programma ricco che coinvolgerà tutta la città di Reggio, quello organizzato dall’Associazione dei Portatori della Vara, in occasione dei suoi 25 anni dalla fondazione.

La manifestazione, in programma dal 25 febbraio al 20 marzo, è stato presentato nella sala convegni “Mons. Ferro” dell’Arcidiocesi, non nasce per festeggiare l’anniversario – se pur importante – ma per celebrare e rendere omaggio alla Madonna della Consolazione patrona della città. 

 A presentare il ricco programma  il presidente dell’Associazione dei Portatori della Vara, Gaetano Surace e il direttore culturale Luciano Maria Schepis.

Insieme a loro anche padre Pietro Ammendola, guardiano del convento dei cappuccini dell’Eremo e don Pasqualino Catanese, vicario generale della diocesi di Reggio Calabria-Bova, ospite a sorpresa – che ha commosso il presidente Surace – monsignor Salvatore Nunnari, arcivescovo emerito di Cosenza-Bisignano e presidente onorario dei Portatori della Vara.

Presenti anche l’assessore all’istruzione del comune di Reggio Calabria, Anna Briante, la dirigente scolastica del liceo artistico Preti-Frangipane, Lucia Zavettieri e il vicepreside Antonio Barbera, che hanno donato alcune tavole realizzate dagli studenti del liceo dedicati proprio alla storia della Madonna della Consolazione. 

Ad aprire l’incontro don Pasqualino Catanese, vicario generale della diocesi di Reggio Calabria-Bova, che ha ringraziato il presidente e tutti i portatori: «Una realità significativa non solo per la nostra Chiesa ma per la città».

«Questo programma  ci aiuterà a fare memoria di tante cose e rilanciare un impegno di tutti quanti noi, sia come chiesa che come realtà cittadina», ha spiegato don Catanese, ricordando l’importanza della sacra Effige custodita nella Basilica dell’Eremo sotto la custodia dei frati Cappuccini ai quali va il suo «ringraziamento, in particolare ad uno di loro: Fra Gesualdo Malacrinò che ha fatto molto per la città, e speriamo che si possa arrivare al riconoscimento ufficiale della sua beatificazione»

Ad illustrare il programma di appuntamenti è il presidente Gaetano Surace, ma prima di farlo ripercorre in breve la storia, non solo dell’Associazione ma anche della figura dei Portatori: «L’Associazione Portatori della Vara “Madonna della Consolazione” nasce negli anni ’50 da una geniale intuizione di don Italo Calabrò, perfezionata da mons. Salvatore Nunnari, oggi arcivescovo emerito. Inizialmente  chiamata “Pia Associazione dei Portatori”,  si formalizza con apposito atto costitutivo il 24 febbraio del 2000, prendendo il nome di “Associazione portatori della Vara Madonna della Consolazione”».

«In realtà – ha spiegato il presidente Surace – i portatori esistono già dalla metà del ‘500, i primi portatori furono i frati cappuccini, a cui seguirono per voto i marinai. L’associazione, attraverso i soci portatori, continua a promuovere quel ruolo, di testimonianza e custodia, della più antica tradizione, ormai plurisecolare, esistente in città».

«I portatori con il loro servizio di trasporto della Vara – ha proseguito – ove fosse necessario, rinnovano e rammentano l’attaccamento alla Protettrice della città, ed il giorno della scesa della Sacra Effige in città, da secoli è l’unico giorno in cui tutti i reggini si ritrovano accomunati, indossando un’unica maglia. Di fatto – ha sottolineato il presidente – è un giorno identitario, tant’è che tra i portatori si trovano uomini appartenenti a tutte le condizioni sociali cittadine, anche perché è considerato un altissimo onore avere il privilegio di sorreggere l’Immagine miracolosa di Maria Madre della Consolazione». 

Dopo questo breve excursus storico, il presidente Surace ha illustrato il programma di eventi.

Si parte il 25 febbraio ospiti del Museo Archeologico di Reggio Calabria, con il “Convegno di studi” incentrato sui temi iconografici, contenuti religiosi nelle icone; i portatori: intenti religiosi, valenze antropologiche e le processioni nella Calabria bizantina. 

Si proseguirà poi il 2 marzo presso la Basilica santuario Santa Maria della Consolazione si terrà la Celebrazione eucaristica”, presieduta da Sua eccellenza Monsignor Fortunano Morrone

Il 10 marzo, presso la Basilica Santa Maria Madre della Consolazione con l’edizione speciale de Il salotto dell’editore in Basilica”, riflessioni ospiti d’eccezione sugli eventi del XXV° anniversario dei Portatori della Vara a cura del dott. Eduardo Lamberti Castronuovo. 

Si prosegue poi il 17 marzo con la presentazione del libroNostra Donna del Consuolo. La Madonna dei Reggini. Pensieri, parole, opere e miracoli” presso il Seminario Arcivescovile;  sempre ospiti del Seminario Arcivescovile l’ultimo appuntamento che si terrà il 20 marzo con l’evento “Il Cantastorie”, una rappresentazione in vernacolo sull’assalto dei turchi al santuario di nostra donna del Consuolo. 

Al termine dell’intervento la parola passa a monsignor Salvatore Nunnari che regala un momento fatto di ricordi e nostalgia che intreccia il suo cammino di fede, la città e la figura dei portatori. Ricorda che «la storia di Reggio è la storia di Maria. Un vescovo di origini cosentine, mons. Lanza scrisse che le due storie camminano insieme» e riallacciandosi al termine “consuolo”, monsignor Nunnari ricorda «che Maria ha consolato spesso Reggio durante i momenti difficili”. Ricordi il “cuore buono dei Portatori” che ringrazia “per l’esempio che date e che continuate a dare»

Dopo questo prezioso spaccato di storia, l’assessore all’istruzione del Comune di Reggio Calabria, Anna Briante intervenuta per un saluto, riallacciandosi alle parole di don Nunnari, ha ricordato proprio che: «La memoria è un esercizio che non va mai messo da parte. Faccio i complimenti all’associazione dei Portatori per il programma diversificato molto significativo di eventi che continuano a mettere al centro la Madonna della Consolazione; è importante –ha concluso – far conosce soprattutto ai bambini far conoscere a loro la storia della Madonna della Consolazione». 

Anche Mimmo Praticò, coinvolto dal presidente Surace ha sottolineato «il valore inestimabile dei portatori della Vara. Io ho avuto l’onore di portare in spalla la Vara e, al solo pensiero, mi commuovo». 

A ricordare invece la stretta connessione tra i portatori e i frati cappuccini custodi della Basilica dell’Eremo che ospita proprio il quadro della Patrona è padre Pietro Amendola che ricorda che “i primi portatori” furono proprio i padri cappuccini; proprio a due frati cappuccini, ricorda padre Amendola «la Madonna ha parlato nella nostra città. Vorrei ricordare un fraticello che ha goduto della visione della Madonna che ha parlato a Reggio: il primo è fra Antonino Tripodi al quale la Madonna rivelò la cessazione della peste; il secondo frate, era padre Gesualdo. Lui fu il frate che riportò la sacra Effige all’Eremo dopo il terremoto del 1783, facendo ritornare la Madonna nella sua casa».

«Altro importante pensiero che vorrei condividere con voi – ha concluso padre Amendola – e che nonostante tecnicamente la Madonna viene portata in spalla, è lei che conduce la città, è lei che guida e i portatori, che praticamente la sostengono, sono la parte visibile di questo legame e di questo sostegno che la Madonna da a tutti noi». 

Una storia importante e ricca che è possibile ripercorre attraverso il volume “Nostra Donna del Consuolo. La Madonna dei Reggini. Pensieri, parole, opere e miracoli”, il cui contenuto è stato illustrato in breve da Luciano Maria Schepis che ha ricordato il prezioso contributo del maestro Stellario Baccellieri, da poco scomparso e del maestro Michele Prestipino. Prima di chiudere l’incontro il presidente Gaetano Surace ha voluto però fare alcune precisazioni in merito alla mancata realizzazione di uno degli eventi più significativi  e che, purtroppo oggi, non figura tra gli appuntamenti in calendario. 

«Mi preme fare una precisazione – ha detto Surace – il programma appena presentato non è completo, all’appello manca l’evento più significativo ed espressivo: la mostra “Nostra Donna del Consuolo – La Madonna di Reggio – Culto, cultura e pietà popolare”. Questa mostra, si compone da più di 700 pezzi da esporre».

«Questo primo evento – ha spiegato – che avrebbe aperto il programma, si sarebbe dovuta tenere nei locali del Castello Aragonese e inaugurata il 28 dicembre 2024 e rimanere aperta fino al 26 di febbraio. Nel mese di giugno (2024), la regolare richiesta avanzata dall’Associazione affinché l’Ente cittadino partecipasse come partner nelle celebrazioni per la Patrona della città, veniva accettata dal Comune di Reggio Calabria con una delibera di giunta che accoglieva anche la richiesta di utilizzo dei locali del Castello Aragonese. Purtroppo, nonostante le numerose interlocuzioni, nei mesi successivi (la delibera di giugno), presso il settore amministrativo competente, la mostra, prevista come detto alla data del 28 dicembre, come avrete potuto constatare non è stata organizzata».

«Non solo, non si è riusciti a realizzarla nemmeno il 15 febbraio 2025 – ha proseguito – data convenuta pro bono pacis. Alla luce di quanto accaduto, con profonda amarezza, noi portatori rileviamo, con la mancata esecuzione della delibera di giunta, la poca attenzione del settore competente, non nei confronti dei portatori sia ben chiaro, ma nei confronti della Patrona della città e nella considerazione che l’evento in questione, e tutti quelli a seguire che celebrano sempre e comunque la Madonna della Consolazione».

«Aggiungo, anche – ha detto ancora – che la poca attenzione nei confronti della Patrona è stata rilevata nella stesura del dossier Progetto per la candidatura di Reggio Calabria a Capitale italiana della Cultura 2027: “Cuore del Mediterraneo”. Un documento che consta di circa 60 pagine e di cui però precisiamo, non conosciamo l’autore, al cui interno vi sono elencati diversi Enti ed associazioni; ebbene, in nessuna di queste 60 pagina viene menzionata la Madonna della Consolazione o i Frati Cappuccini.»

«Eppure se la storia è cultura – ha concluso – non possono essere cancellati cinquecento anni di storia della Madonna della Consolazione; che peraltro, si intersecano con la storia della città. Come si può non fare cenno al fatto che Reggio Calabria è la città nella quale p sorto l’ordine dei Frati Minori Cappuccini grazie a due reggini cofondatori? Detto questo, vorrei solo rassicurare quanti hanno partecipato alla preparazione della mostra, alla quale teniamo in modo particolare, sarà comunque realizzata entro il 2025 in un luogo consono ad ospitare la storia della nostra Patrona»(rrc)