La Giunta regione prende atto dell’accordo per Sviluppo e Coesione Meloni-Occhiuto

La Giunta regionale, presieduta dal presidente Roberto Occhiuto, ha preso atto dell’Accordo per lo sviluppo e la coesione della Regione Calabria, sottoscritto lo scorso 16 febbraio a Gioia Tauro dalla presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, e dal presidente Occhiuto.

Nel corso della seduta inoltre, su indicazione dell’assessore regionale Emma Staine, sono state deliberate le modifiche all’allegato 1 alla Dgr n.503/2019 nel merito della riorganizzazione dell’assetto istituzione del sistema integrato in materia di servizi e politiche sociali. Lo scopo di quest’ultima modifica, voluta dall’assessore Staine in accordo con il Terzo settore, è quello di migliorare e favorire l’accesso ai servizi socio assistenziali ai soggetti disabili.

Le modifiche apportate, su cui si era già intervenuti in maniera più strutturale il 29 settembre 2023 con la deliberazione n. 512, aumentano in maniera considerevole la possibilità di accesso dei soggetti fragili non autosufficienti in considerazione che, attraverso l’Isee socio sanitario e la soglia di accesso per la compartecipazione alla retta dei servizi determinata in 9.360 euro, gli utenti, che rientrano in detti parametri, potranno fruire dei servizi di assistenza semi residenziale in forma gratuita, consentendo così alle fasce più deboli la possibilità di percorsi riabilitativi sociali a totale carico dell’Ente pubblico.

Congiuntamente, anche per i servizi domiciliari, da erogare a favore di soggetti disabili, è stata prevista la possibilità dell’utilizzo dell’Isee di riferimento per i fruitori dei servizi, quindi con la possibilità dell’utilizzo dell’Isee sociosanitario per i soggetti disabili che diversamente avrebbero dovuto accedere ai servizi tramite quello familiare.

Con queste modifiche la Regione Calabria continua a tracciare il percorso che vede l’utente/cittadino quale centro dei servizi e i servizi quale mezzo per raggiungere lo scopo di supporto, sostegno e accompagnamento alla vita quotidiana dei soggetti fragili.

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore Staine, sottolineando come «diventa ulteriormente chiaro il modello di welfare a cui mi riferisco, e che prende in carico tutte le situazioni di crisi e fragilità».

«Per questo continuiamo a costruire un servizio sociale in continuo dialogo con il Terzo settore e tutti gli Ambiti – ha concluso – che sia attento ai bisogni del territorio e che, soprattutto, porta a compimento gli obiettivi».

Infine, su proposta congiunta dell’assessore al lavoro, Giovanni Calabrese, e dell’assessore all’organizzazione e alle risorse umane, Filippo Pietropaolo, la Giunta ha approvato l’atto d’indirizzo per il trasferimento delle risorse (quantificate dal dipartimento organizzazione e risorse umane previa acquisizione dei dati forniti dall’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro) non ancora utilizzate nel quadro dell’applicazione della Legge n. 15/2022 per finanziare il superamento del precariato, mediante la stabilizzazione con contratto di lavoro a tempo indeterminato e part time al 50%, del personale a tempo determinato in servizio presso la medesima Arpal Calabria e Azienda Calabria lavoro. (rcz)

L’OPINIONE / Aldo Ferrara: Bene firma Fsc, ora investimenti in aree industriali e infrastrutture

di ALDO FERRARAI 2,5mld di euro destinati alla nostra regione attraverso il Fondo rappresentano una potente leva finanziaria capace di attivare importanti investimenti in settori strategici per la Calabria: interventi sul sistema di trasporto stradale, su trasporto marittimo, logistica e portualità, a favore della prevenzione in materia idrogeologica, gestione dei rifiuti e depurazione rappresentano un’opportunità da non perdere e anzi da cogliere nel più breve tempo possibile

Parimenti, auspichiamo che una parte di queste risorse siano destinate alla riqualificazione delle aree industriali calabresi: da tempo, infatti, sosteniamo pubblicamente come l’investimento in questo ambito si traduca in un moltiplicatore di opportunità, in una spinta alla capacità dell’intera regione di essere attrattiva rispetto alle intenzioni di investimento da parte di imprese italiane e straniere.

Questo, è forse superfluo sottolinearlo, si tradurrebbe in azioni concrete per la riduzione delle distanze sociali ed economiche della Calabria rispetto al resto del Paese e dell’Europa: esattamente le finalità per le quali è nato il Fondo di Sviluppo e Coesione. Questi temi sono stati al centro dei più recenti incontri con il presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto, il quale ha manifestato sensibilità e attenzione: ora c’è la concreta opportunità di tradurre in azioni concrete gli intendimenti forti e particolareggiati di cui abbiamo fin qui discusso. Siamo fiduciosi che ciò possa avvenire rapidamente così da consegnare alla Calabria lo strumento che, assieme alle infrastrutture, più di altri sarà capace di determinare lo sviluppo sociale ed economico della regione. (af)

[Aldo Ferrara è presidente di Unindustria Calabria]

Occhiuto e Meloni firmano i Fsc: Calabria prima regione del Sud per consistenza dei fondi

«Sono contento che la Calabria, oggi, sia la prima regione del Sud per importanza delle risorse, perché l’accordo di coesione vale 2 miliardi e mezzo a firmare col Governo questo patto». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, nel corso della conferenza stampa a margine della firma dei Fondi Sviluppo e Coesione con la presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni.

Presente, anche, il ministro Raffaele Fitto.

«Un frutto di lavoro intenso – ha ribadito Occhiuto – per arrivare a un accordo che fosse reciprocamente impegnativo. Quando mi sono insediato giacevano due miliardi di fondi europei non spesi. In due anni li abbiamo spesi tuttie ciò dimostra il recupero dei ritardi e dell’efficacia della spesa».

«La spesa delle risorse del Fsc, così come del Por, non ha mai creato un aumento del Pil delle Regioni del Sud. Quindi, era evidente che qualcosa non funzionava. Per questo penso che la riforma più importante fatta da questo Governo, in questo anno, sia proprio la riforma di queste strumenti di spesa delle risorse che servono a determinare sviluppo nelle regioni e, soprattutto, nelle regioni del Mezzogiorno».

Occhiuto, poi, ha ribadito come «la Calabria sarà all’altezza della sfida perché ha già dimostrato, in questi anni, di poter recuperare anche il ritardo che si era accumulato nelle stagioni precedenti».

La Calabria è una regione che può dare tanto. Per Occhiuto il Governo ha avuto il merito di qualificare come opera strategica il rigassificatore di Gioia Tauro. Qui abbiamo tutte le autorizzazioni per fare qui un rigassificatore che produrrebbe più della metà del gas che prima importavamo dalla Russia. Perché lo voglio? Perché, da italiano, credo che un’opera del genere sia utile per creare l’indipendenza economica del nostro paese, dal punto di vista energetico».

«Ma lo voglio, in qualità di presidente della Regione Calabria, perché connesso al processo di rigassificazione, è la costruzione della piastra del freddo. E se avessimo qui a Gioia Tauro, a ridosso del più grande porto d’Italia, di uno dei più grandi porti del Mediterraneo, con un’area retroportuale tra le più grandi d’Europa, una grande piastra del freddo, qui si potrebbero surgelare tutti i prodotti dell’agroindustria del Sud».

Tuttavia, il porto di Gioia Tauro non produce ricchezza per la Calabria, perché è un porto solo di transhipment, ha ricordato Occhiuto, sottolineando come se il Porto avesse, anche, la piastra del freddo, «potremmo allocare grandi imprese nell’ottica di grandi investimenti. Per questo chiedo al Governo di farsi promotore con le imprese internazionali».

«Credo che la Calabria e le regioni del Sud oggi possono vivere quello che hanno vissuto in passato le regioni del Nord. Oggi, nel nuovo paradigma dell’economia europea, il Mediterraneo sta diventando sempre più importante. E se ci saranno risorse che si aggiungeranno a quelle del Piano Mattei, diventerà ancora più importante allora quale migliore occasione per il Paese, se non investire  in una regione che può essere una piattaforma verso il Mediterraneo».

E da qui la decisione di firmare l’Accordo di Coesione a Gioia Tauro: «per dare l’evidenza di quanto può essere importante la Calabria».

Una regione con tanti problemi, ha ricordato Occhiuto, sottolineando la sua volontà di valorizzare le risorse di cui dispone. Da qui l’appello alla presidente Meloni: «dare la giusta attenzione a questa regione che in passato non ha avuto grande attenzione dai Governi passati».

Il governatore, poi, ha parlato del Ponte sullo Stretto: «una quota di 300 milioni andrà all’infrastruttura, sono contento che la Calabria a fronte di questa cifra, il 2% dell’intero finanziamento del ponte, abbia avuto 3,5 miliardi per la strada statale ionica e circa un miliardo per rifare dei tratti di autostrada che negli anni passati furono inaugurati senza che fossero rifatti». (rrc)

 

L’OPINIONE / Daniela Palaia e Vincenzo Capellupo: La Calabria è d’accordo sui fondi destinati al Ponte?

di DANIELA PALAIA E VINCENZO CAPELLUPO – Il ministro Salvini si rassegni: la sua sgangherata campagna elettorale europea, tutta giocata sull’ormai famigerato ponte sullo Stretto, continuando di questo passo è destinata a fallire. Lo dimostra l’incidente di percorso in cui è incappato in queste ore il capo della Lega con il presidente della regione Sicilia, che lo ha sconfessato clamorosamente, negando di avere dato il suo assenso all’emendamento alla legge di bilancio sulla rimodulazione delle risorse del fondo di sviluppo e coesione, che Salvini vorrebbe in parte utilizzare per un’opera il cui destino è tutt’altro che certo.

E se i toni ufficiali sono stati fermi ma garbati, i retroscenisti raccontano di uno Renato Schifani imbufalito con il segretario di Forza Italia e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, per gli atteggiamenti ricattatori del leader del Carroccio, tanto che il presidente siciliano avrebbe addirittura minacciato le dimissioni.

Da questo lato dello Stretto, al contrario, tutto tace. Tranne qualche presa di posizione, a cominciare da quella assunta dal sindaco Nicola Fiorita, che ha invitato Salvini a trovarsi altrove i soldi per il suo ponte e lanciato la proposta di attivare il referendum per verificare il reale consenso dei calabresi verso l’opera, ai piani alti della Cittadella regionale la questione sembra non interessare. Eppure Salvini è stato perentorio: sull’emendamento alla legge di bilancio che rimodula il fondo di sviluppo e coesione, Calabria e Sicilia sono d’accordo, ha affermato. Schifani ha smentito, il presidente Occhiuto cosa farà? Per il momento, appunto, tace. Dobbiamo dedurne che Salvini abbia detto il vero?

Rimodulare un fondo che è di importanza cruciale per lo sviluppo della Calabria, ipotecarne oggi una grossa fetta per qualcosa di futuribile, incerto e molto controverso, non è decisione che possa essere assunta a quattr’occhi o riservatamente nel segreto di una stanza. Il presidente Occhiuto è un politico di lungo corso, governa con piglio ma senza assumere, almeno in apparenza, atteggiamenti padronali. Ha esperienza sufficiente per sapere che certe decisioni che riguardano il destino di tutti i cittadini e non di una sola parte vanno condivise. Non vogliamo credere, quindi, che abbia dato il via libera della Calabria e dei calabresi a uno scippo che sarebbe intollerabile. Noi non lo vogliamo credere, ma solo Occhiuto può dire se siamo nel giusto o no. (dp e vc)

[Daniela Palaia e Vincenzo Capellupo sono consiglieri comunali di Catanzaro]

L’OPINIONE / Nicola Fiorita: Giù le mani dai Fondi di Sviluppo e Coesione destinati alla Calabria

di NICOLA FIORITA – Come i faraoni dell’antico Egitto, che impegnavano risorse economiche immani per costruire le ambiziose piramidi, il leader della Lega Salvini rastrella con ogni mezzo i soldi per finanziare un’opera –  il ponte sullo Stretto – che la Calabria non ha mai voluto e cercato. La smania di passare alla storia come il realizzatore del ponte sta portando il vicepremier leghista a rastrellare tutte le risorse disponibili, anche a costo di privare la già debole Calabria degli strumenti finanziari per programmare il suo sviluppo.

L’emendamento, con cui parte dei soldi che serviranno per il ponte – se mai si farà – saranno presi dalla riduzione del Fondo Sviluppo e Coesione destinato alla Calabria fino al 2027, è inaccettabile nel metodo e nella sostanza. La Calabria diventa più povera sull’altare di un’opera della cui utilità è legittimo serbare dubbio. Ma poiché Salvini agisce come se il ponte sia sostenuto e apprezzato dalla popolazione calabrese, è forse venuto il momento di fare chiarezza su questo punto. Si indica, come prevede lo Statuto della Regione Calabria, un referendum consultivo su questa opera e sulla sua obiettiva utilità.

Si pronunci il corpo elettorale calabrese se effettivamente vale la pena sacrificare tutto per una sola opera. Ho la sensazione piuttosto netta che l’opinione pubblica calabrese sia molto indifferente o, in molti casi, molto scettica su questa opera. Io resto dell’idea che un potenziamento delle infrastrutture a terra e dei trasporti marittimi tra Calabria e Sicilia, associato a un ammodernamento delle flotte sotto il profilo tecnologico, risulterebbe una scelta più coerente, più economica, più eco sostenibile. Ma se proprio questo Governo vuole realizzare il ponte non lo faccia con i soldi della Calabria. Salvini si costruisca il suo giocattolo con i soldi della Padania. (nf)

Bevacqua (PD): Scippo da 1,6 mld al Fondo Sviluppo e Coesione per dirottarli verso il Ponte

Il consigliere regionale del Pd, Mimmo Bevacqua, ha denunciato come «è arrivato l’ennesimo furto sulle risorse europee destinate a Calabria e Sicilia messo in atto per finanziare il Ponte sullo Stretto e consentire al Carroccio di continuare a sventolare la bandiera della propria campagna elettorale al Sud».

«Siamo davanti al governo nazionale più antimeridionalista della storia», ha detto Bevacqua dopo l’approvazione a Roma dell’emendamento alla manovra di bilancio che rimodula i fondi stanziati per il Ponte sullo Stretto. Rimodulazione che prevede una riduzione degli oneri a carico dello Stato di 2,3 miliardi su un totale di circa 11,6 miliardi fino al 2032. In particolare la somma recuperata dallo Stato arriva direttamente dal Fondo di sviluppo e coesione: 718 milioni arrivano dalla quota del fondo destinata alle amministrazioni centrali e addirittura un miliardo e seicentomila dalla quota destinata alle regioni Calabria e Sicilia.

«Il governo torna a mettere le mani direttamente nelle tasche dei cittadini calabresi – ha proseguito – andando a diminuire fondi già stanziati per la Calabria e per la Sicilia. Fondi che rappresentavano una boccata di ossigeno per realizzare opere basilari per i territori che versano ancora in grado di profonda arretratezza rispetto al resto del Paese, anche per quel che riguarda infrastrutture e trasporti».

«E così  – ha aggiunto – il governo per consentire a Salvini di continuare a nascondersi dietro il bluff del Ponte sullo Stretto non ha trovato nessuna risorsa aggiuntiva da destinare alla mega opera, ma soltanto risorse già esistente e destinati alla Regioni per altri investimenti. Davvero un gioco delle tre carte penoso che non può lasciare indifferente neanche il governatore Occhiuto dal quale ci aspettiamo una ferma presa di posizione a tutela della Regione che presiede». 

«Appena lunedì scorso – ha detto ancora – avevamo denunciato il bluff del governo su un’altra alchimia contabile relativa ai presunti fondi stanziati per Rfi nella nostra Regione, quando è chiaro che l’alta velocità al momento si fermerà al confine della nostra Regione. Ed allora a cosa e a chi servirebbe un’opera come il Ponte che sottrarre risorse fondamentali e si inserisce in una rete di trasporti fatiscente e non all’altezza?».

«I cittadini calabresi e meridionali sono stanchi di essere presi in giro da questo centrodestra che ogni giorno continua a isolare il Meridione e renderlo sempre più povero – ha concluso il capogruppo dem – Serve una ferma presa di posizione dell’intera classe dirigente del Meridione per fermare la deriva del governo Meloni per bloccare lo scippo di risorse in atto e il progetto di autonomia differenziata che dividerà in modo insanabile il Paese». (rcz)