Gioia Tauro: 140 milioni di investimenti, ma occorre vigilare sulla ZES del Porto

C’è grande aspettativa e un discreto ottimismo dopo la notizia dell’imponente investimento di MSC sul Porto di Gioia Tauro (140 milioni di euro), anche se l’operatività della ZES, la Zona Economica Speciale, procede con lentezza. Il 2 luglio scorso il Comitato di indirizzo ha approvato la nota informativa sulle procedure di accesso al credito d’imposta per le imprese già operative nella ZES e per quelle che si insedieranno nell’area. L’operatività del credito d’imposta per le imprese del Meridione ha subito un significativo ampliamento con l’art. 7-quater della legge di conversione del D.L. n. 243/2016 (Decreto Sud), recante “Interventi urgenti per la coesione sociale e territoriale, con particolare riferimento a situazioni critiche in alcune aree del Mezzogiorno”. L’attuale formulazione prevede un credito di imposta “potenziato”, in quanto lo stesso è attribuito nella misura massima consentita dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020, la cui percentuale varia a seconda della Regione e delle dimensioni aziendali: il 45% per le piccole imprese, il 35% per le medie imprese e il 25% per le grandi imprese, commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquistati nel limite massino di 3 milioni per le piccole imprese, 10 milioni per le medie imprese e 15 milioni per le grandi imprese. Il credito d’imposta sarà operativo agli investimenti effettuati nella ZES entro il 31 dicembre 2010.

Rosy Perrone, segretario generale UST Cisl di Reggio ha commentato positivamente il piano di investimenti previsti da MSC: «Accogliamo con grande soddisfazione la notizia degli investimenti concretamente avviati da MSC, azionista di riferimento del terminalista MCT, che da qualche mese ha assunto il controllo dell’infrastruttura calabrese. Anche il raddoppio dei container – afferma la Perrone – è un aspetto che genera ottimismo e fa ben sperare in considerazione di un effettivo e quanto mai necessario rilancio del Porto di Gioia Tauro. Le belle notizie vanno accolte senza riserve, perché siamo fermamente convinti che ciò che di buono si produce in questo territorio è giusto vada raccontato e venga posto al centro della ribalta mediatica. Il Commissario Agostinelli afferma che il “peggio è passato”, e noi – come Cisl Metropolitana – diamo credito alle sue parole e al suo operato, certi che tali investimenti e il nuovo corso ad essi riferiti, garantiscano un futuro stabile al livello occupazione, per troppi anni in balìa di piani di sviluppo a medio termine. Da oggi, grazie agli interventi che si stanno attuando, e quelli che si stanno predisponendo, si può intravedere una stagione di grandi prospettive di investimenti in questa infrastruttura strategica».

«Occorre dunque, – ha detto il segretario generale UST Cisl –  contestualmente non abbassare la guardia sulla Zes. Fin troppe volte è stata sottolineata la sua importanza strategica per lo sviluppo non solo dell’area della Piana di Gioia Tauro, ma per l’intera Calabria. Strumento fondamentale per le regioni del Sud. Lo dimostra la scommessa del Primo Ministro Conte, di puntare su una Zes Adriatica interregionale tra Puglia e Molise (che va ad aggiungersi alla Zes ionica tra Puglia e Basilicata). In altre parole, dopo solamente qualche settimana dall’istituzione della ZES Jonica, questo nuovo decreto, consentirà di rendere la Puglia l’unica regione italiana ad avere sul proprio territorio due ZES interregionali, mirate a riqualificare economicamente e commercialmente i 5 poli pugliesi Manfredonia, Barletta, Bari, Monopoli e Brindisi. Ed è in quest’ottica che Regione Calabria e Città Metropolitana devono ragionare. Sinergicamente, devono puntare sulle infrastrutture portuali, aeroportuali e di collegamento che possano dare l’impulso adeguato alla ‘movimentazione’ prolificata al Porto di Gioia Tauro. Ora ci sono tutte le condizioni, affinché il sistema istituzionale, produttivo e imprenditoriale della Metrocity possa cogliere la grande opportunità – finora inespressa – del rilancio del Porto più importante del Sud Italia, consentendo di generare, nel vasto territorio perimetrato della ZES un pieno sviluppo in termini di crescita economica e occupazionale».  (re)

GIOIA TAURO (RC) – Consegnati i premi Calabria-America

Si è chiusa, con successo, al Palazzo Baldari di Gioia Tauro, la 22esima edizione del Premio Calabria-America.

Promosso e organizzato dal Centro d’Arte e Cultura Bruzio, guidato da Mimmo Morogallo e patrocinato dal Consiglio Regionale e dal Comune di Gioia Tauro, il Premio «si propone il fine di recuperare quei legami fra i calabresi residenti all’estero e quelli residenti nella terra d’origine e, in questa direzione, la finalità è anche quella di favorire processi di scambio capaci veramente di rafforzare i legami tra i calabresi di ogni parte del mondo».

Dopo i saluti del sindaco, Aldo Alessio e dell’Assessore alla Cultura, Carmen Moliterno, la cerimonia di premiazione, condotta dai giornalisti Antonella ChiricoFrancesco Chindemi, è entrata nel vivo.

Premiati il dott. Carlo Romeo, ambasciatore d’Italia a Skopje, il prof. Angelo Carmona, ordinario di Diritto Penale alla Luiss di Roma, il prof. Luigi Bonavita, direttore dell’Unità di Chirurgia Generale al Policlinico San Donato Milanese, il prof. Leonardo Montuoro, giornalista vaticanista, Mons. Francesco Milito, Vescovo della Diocesi Oppido-Palmi e il soprano Caterina Francese.

Al fisarmonicista Tommaso Arena e ai pianisti Domenico PizziGiuseppe Stillitano, è stato assegnato un Premio speciale. L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta e spazio al chiuso

Il trio, insieme a Caterina Francese, dopo la premiazione, si sono esibiti in un concerto in omaggio ad Astor Piazzolla. (rrc)

GIOIA TAURO (RC) – Al via il Gioia Tauro Film Festival

È in corso, a Gioia Tauro, al Piano delle Fosse, la quarta edizione del Gioia Tauro Film Festival.

Una cinque giorni di proiezioni, eventi collaterali e incontri tematici sul cinema promossi dall’Associazione culturale “Gioia 3.0” e patrocinati dalla Fondazione Calabria Film Commission con la direzione artistica di Jonas Carpignano.

Nella giornata di ieri, è stato proiettato il film Divorzio all’italiana di P. Germi (1962), a cui è seguito l’incontro con il direttore artistico Carpignano e il regista Benh Zeitlin.

Questa sera, alle 21.00, a Palazzo Silipigni, la proiezione del thriller Acusada di Gonzalo Tobal (2018). A seguire, l’incontro con Jonas Carpignano e il produttore argentino Benjamin Domenech; domani, venerdì 23 agosto,  sarà la volta di Troppa Grazia di Gianni Zanasi (2018). A seguire, il dibattito con l’attrice protagonista Alba Rohrwacher.

Sabato 24 agosto, si aprirà con il tavolo tecnico con la Calabria Film Commission e il Presidente Giuseppe Citrigno. A seguire, sarà proiettato Monos di Alejandro Landes e Christopher Soren Kelly (2019). Seguirà l’incontro con la produttrice Katrin Pors. Domenica 25 agosto sarà proiettato El abrazo de la serpiente di Ciro Guerra (2016), candidato all’Oscar. Seguirà l’incontro con il regista e sceneggiatore colombiano.

Nella giuria Karel Och, direttore artistico del Karlovy Vary International Film. Dal 2016 si occupa del programma 28 Times Cinema per la Biennale di Venezia; Gaston Solnicki, regista argentino il suo ersordio con il lungometraggio Kekszakallu proiettato nel 2016 nella sezione Orizzonti del Festival di Venezia e Paz Lazaro curatrice della sezione Panorama”del festival internazionale del cinema di Berlino. (rrc)

GIOIA TAURO (RC) – Il concerto della Schola Cantorum Madonna del Rosario

Stasera, a Gioia Tauro, alle 21.00, presso il Duomo Sant’Ippolito Martire, il concerto della Schola Cantorum Madonna del Rosario di Vibo Marina.

La manifestazione rientra fra gli eventi promossi da AMA Calabria con il sostegno del Fondo Unico dello Spettacolo del MiBAC Direzione Generale dello Spettacolo con il cofinanziamento della Regione Calabria Assessorato alla Cultura nell’ambito del piano di Azione e Coesione 2014/2020 Asse 6.7.1 TRIENNIO 2017/2019 Azione 1° Grandi Festival ed Eventi Internazionali e della Città metropolitana di Reggio Calabria.

La Schola Cantorum sarà diretta dal Maestro Lucia Quattrocchi, e vedrà la partecipazione, in qualità di organista, di Caterina Timpano. (rrc)

GIOIA TAURO – La mostra fotografica “FotografiAMO la Piana”

Oggi pomeriggio, a Gioia Tauro, alle 18.30, alle Cisterne a Piazza dell’Incontro, s’inaugura la mostra fotografica FotografiAMO la Piana del Club Fotoamatori Gioiesi.

La mostra, giunta alla quinta edizione, raccoglie tutti gli scatti migliori delle varie uscite del club e dei soci, che hanno immortalato paesaggi urbani, personaggi tipici, Chiese, monumenti, particolari, volti, sapori, strade.

All’interno dell’esposizione, inoltre, ci saranno tre personali: il documentario fotografico Città senza stato di Giuseppe TripodiLa gioia di una volta di Pino Mangione, Salvatore GenoveseMichelangelo Marino, e Gente di mare di Francesca D’Agostino.

Durante la cerimonia di inaugurazione, interviene l’antropologo Matteo Enia che parlerà della Fotografia nelle discipline demoetnoantropologiche.

Sabato 13, invece, a Le Cisterne, alle 17.30, è in programma il seminario Fotografia: progetto, ingegno, opportunità a cura di Saverio Langianni.

La mostra si potrà visitare fino al 14 luglio.(rrc)

A Taurianova La Calabria che vuole cambiare passo puntando sui sindaci

Ha registrato molta attenzione a Taurianova il nuovo evento del tour La calabria cambia passo promosso dal presidente della Regione Mario Oliverio per incontrare i Comuni, le parti sociali, gli amministratori locali, le imprese e i cittadini, comprensorio per comprensorio. La manifestazione si è svolta a Villa Zerbi.

«È la continuazione di un percorso avviato a Soverato nelle scorse settimane insieme a tantissimi sindaci e amministratori di tutta la Calabria e che vogliamo proseguire anche per il futuro. – ha detto Oliverio – Siamo qui a Taurianova per incontrare i principali attori del comprensorio della Piana di Gioia Tauro e perché riteniamo importante che il lavoro messo in campo e la sua proiezione siano al centro di un confronto ampio. In questi anni, dopo aver lavorato sodo per recuperare i ritardi enormi soprattutto nell’utilizzo dei fondi europei per la cui spesa oggi siamo tra le regioni più virtuose d’Italia, abbiamo scelto di liberare la Regione delle funzioni gestionali e di avere i Comuni come soggetti attuatori delle politiche che abbiamo messo in campo, dei programmi e delle risorse comunitarie. I Comuni, quindi, sono stati e continuano ad essere i soggetti centrali della nostra azione di governo. In questi anni abbiamo prodotto un volume importante di risorse che sono state investite in direzioni diverse per affrontare le tantissime problematiche che si sono accumulate in Calabria nel corso di un lungo periodo. Abbiamo investito risorse notevoli per la messa in sicurezza delle scuole, per la raccolta differenziata, il risparmio energetico, la sistemazione idrogeologica, la cultura, il diritto alla studio, le scuole, le università, i beni culturali, il turismo, ecc. Ora, attraverso queste iniziative nei territori, vogliamo confrontarci con i Comuni per ascoltarli e per verificare lo stato dell’arte degli investimenti, molti dei quali sono già diventati cantieri e opere tangibili, fatti concreti, che si vedono e si toccano con mano. Una cosa, però, deve essere chiara: non abbiamo certamente risolto tutti i problemi.

I numeri del turismo in crescita

«C’è ancora altro lavoro da fare -ha rimarcato Oliverio-. Il cambiamento è fatica e ci si deve misurare con le difficoltà e i problemi. Rispetto alla fatica da fare non abbiamo mai arretrato o avuto paura e il nostro lavoro ha prodotto un serio cambiamento di passo: è cresciuto l’export nell’agroalimentare e nel manifatturiero. E ciò è stato possibile grazie alla nostra presenza sui mercati internazionali. Cresce il turismo. Nel 2017 abbiamo registrato il record di presenze, nel 2018 c’è stato un ulteriore incremento e quest’anno le presenze turistiche, soprattutto quelle internazionali e quelle spalmate nell’arco di tutta la stagione e che riguardano il turismo di nicchia, slow, lento, crescono ancora. Cresce e si rinnova l’agricoltura attraverso un ricambio generazionale epocale che ci ha visti insediare oltre 1350 giovani in questo settore, che diventeranno oltre 2000 nei prossimi mesi. Abbiamo rilanciato gli aeroporti calabresi, i collegamenti internazionali da 8 del 2014 sono diventati 54 a cui si sommano i collegamenti con le città più importanti del Paese. Potrei continuare ancora con altre decine di esempi. Tutto ciò è frutto di una visione che ha abbandonato vecchi modelli importati da altre realtà e guarda al territorio e alle valorizzazione delle sue potenzialità per crescere e svilupparsi. In questi anni non abbiamo mai guardato alle appartenenze o alle casacche, ma ai bisogni dei territori e al merito. Nuovi obiettivi, nuovi traguardi ci attendono. Intanto, stiamo già pensando alla programmazione 2021-2027. Il contrario di quanto avveniva nel passato, quando si era in ritardo di anni e, per spendere le risorse, si ricorreva all’ultimo minuto ai cosiddetti “progetti sponda” che non servivano a nulla».

La ZES di Gioia Tauro

«A Gioia Tauro – ha aggiunto Oliverio – grazie alla nostra azione di governo abbiamo definito strumenti importanti anche per lo sviluppo più complessivo della Regione. Penso alla istituzione della Zona Economica Speciale. Grazie ad un accordo con il Governo precedente abbiamo destinato risorse in direzione dell’ammodernamento e del completamento infrastrutturale della nostra regione. Per quanto riguarda la Zes, finalmente è stato approvato il regolamento ed è stata accolta una nostra proposta perché si assumesse come pratica di governo non già quella della mediazione, ma  dell’automatismo in rapporto alle imprese. Siamo la prima Zes nelle condizioni di partire operativamente e le imprese possono accedere alle risorse. L’approvazione del Regolamento, avvenuta la settimana scorsa, ci consente tutto questo. Il fatto che siamo la prima Zes a partire ci mette nelle condizioni di essere i primi anche nella utilizzazione delle risorse da parte del sistema delle imprese. È importante, perché è la prima volta che un progetto come questo si sperimenta in Italia ed in un Paese dell’Occidente europeo. Per quanto riguarda la sanità la mia opinione è arcinota. Anche qui, nella Piana di Gioia Tauro come nel resto della Calabria – ha aggiunto Oliverio – si è determinata una situazione difficile a causa dell’affidamento della sanità ad un Commissario esterno alla Regione. Sono dieci anni che la Calabria è commissariata ed i risultati sono assolutamente al di sotto delle necessità. I risultati generati dall’azione dei commissari in questi anni sono stati oltremodo negativi.

Il decreto Sanità Calabria

«Anche il cosiddetto “Decreto Calabria”, che è stato approvato di recente e che è stato presentato dal Ministro della Salute come un decreto straordinario per affrontare i problemi della sanità in Calabria, si è rivelato assolutamente privo di contenuti in direzione dei problemi che bisognava e bisogna affrontare. La sanità, quindi, è totalmente in mano al Governo centrale e la situazione è estremamente difficile. Nella Piana di Gioia Tauro è ancora più difficile. Purtroppo, per quanto riguarda gli ospedali, compreso l’ospedale della Piana di Gioia Tauro, abbiamo trovato già esperite le gare che sono partite male, in ritardo e hanno complicato le cose. Adesso finalmente si è chiusa la telenovela della Tecnis, l’impresa che è stata oggetto prima di interdittiva antimafia e poi è incorsa in amministrazione controllata. C’è stato l’affidamento ad una nuova impresa. In attesa della sottoscrizione definitiva davanti al notaio del rogito, abbiamo già organizzato un tavolo la settimana scorsa con la presenza del sindaco di Palmi e delle organizzazioni sindacali, perché è mostro intendimento riprendere rapidamente il percorso. Si tratta di affrontare l’ultimo miglio prima della progettazione, che è già in stato avanzato per poter aprire il cantiere».

Contro la ‘ndrangheta

«Se vogliamo continuare nel percorso intrapreso  – ha concluso Oliverio – è necessario, però, avere fiducia e l’orgoglio di essere figli di questa terra, senza mai nascondere a noi stessi e agli altri che in Calabria ci sono ancora tanti problemi da affrontare e risolvere e c’è la ‘ndrangheta che dobbiamo combattere a viso aperto,  senza paura e con ogni mezzo, senza però affastellare o confondere tutti e tutto in un unico fascio. Quando passa l’idea che tutto è ‘ndrangheta e tutto fa schifo, cresce la sfiducia e i giovani scappano dalla nostra terra e una terra senza giovani non ha alcun futuro. Dobbiamo affermare con forza, invece, che c’è in Calabria una maggioranza positiva di uomini e donne che vogliono continuare a crescere e a misurarsi con i problemi, anche con quelli più difficili da risolvere, mettendosi insieme e costruendo una forte ed efficace rete di cooperazione. Solo così possiamo vincere la sfida con noi stessi e con il futuro. In Calabria qualcosa si muove e sta cambiando. Ora, tutti insieme, dobbiamo sostenere e aiutare il cambiamento». (gsp)

Giornata storica per il Porto di Gioia Tauro, Toninelli benedice la nuova gestione unica

Una giornata storica per il Porto di Gioia Tauro. Sembrava tutto perduto, cambierà tutto. Nuove gru, nuovi carrelli, obiettivo 4 milioni di Teu (container). Il nuovo gestore unico MSC del Gruppo Aponte ha voglia di investire e far tornare il Porto ad essere strategico e importante per tutti i traffici del Mediterraneo. Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli è stato, quindi, oggi a Gioia per “benedire” l’accordo di cessione siglato tra Contship Italia e MSC del Gruppo Aponte, che assegna a quest’ultima la futura gestione del transhipment del Porto. In tale occasione Toninelli ha anche annunciato, ufficialmente, che una delle prossime riunioni del Consiglio dei Ministri – come anticipato dal Presidente Giuseppe Conte che voleva tenere una seduta speciale in Calabria – si terrà proprio a Gioia Tauro.

«Da domani – ha detto Toninelli – questo porto può riprendere la china arrivando a movimentare quattro milioni di teu»: questi sono gli impegni del nuovo concessionario unico MSC. Il che significa – ha sottolineato il ministro – stabilità occupazionale per tutti i portuali di Gioia Tauro.

A proposito della cessione, Toninelli ha specificato di aver «dovuto avviare una mediazione non semplice perché le parti non si parlavano da tempo e noi non potevamo permettere che la crisi del porto si prolungasse ancora». Toninelli si è mostrato particolarmente felice: «È una grande emozione e una grande soddisfazione – ha detto – perché la notizia di oggi, non è del salvataggio ma del rilancio del Porto di Gioia Tauro».

Il ministro ha insistito  sul significato della giornata odierna: «Sono profondamente felice che oggi la Calabria non debba sopportare una tragedia sociale a cui si stava avvicinando, perché il decremento, il calo di questo porto se non veniva in fretta bloccato, non l’avremmo potuto riprendere. E oggi, con l’accordo firmato, abbiamo gli investitori che si impegnano a investire fin da subito, già da oggi, decine di milioni di euro in nuove gru che vedrete presto montate nelle prossime settimane, in nuovi carrelli. E la cosa più bella è che è un successo di tutti. Prima di tutti di voi lavoratori – ha detto rivolgendosi alle maestranze del Porto – perché quando vi ho ricevuto a Roma vi ho detto fidatevi di noi perché siamo dalla vostra parte».

Parlando con i giornalisti, il ministro Toninelli ha anche anticipato che il suo Ministero si occuperà, a partire dalla prossima settimana, dell’ammodernamento della rete ferroviaria tra San Ferdinando e Bari, che passa per Rosarno, Paola, Metaponto e Taranto per il definitivo avvio dell’intermodalità dal Porto di Gioia. «Mi auguro – ha detto Toninelli – che Regione e Corap si assumano anch’essi la responsabilità nel definire questo percorso. Per quello che mi riguarda, proporrò che RFI diventi proprietaria della tratta da ammodernare perché non c’è un attimo da perdere.

Andrea Agostinelli, Danilo Toninelli, Nicola di Bari e Nicola Morra
Andrea Agostinelli, Danilo Toninelli, Nicola di Bari e Nicola Morra

All’incontro che ha sancito la gestione unica da parte di MSC hanno presenziato il presidente della Commissione Antimafia sen. Nicola Morra,  il prefetto di Reggio Michele di Bari, il commissario straordinario dell’Autorità portuale di Gioia, contrammiraglio Andrea Agostinelli e numerosi rappresentanti sindacali. Toninelli ha ringraziato pubblicamente il prefetto di Reggio e il commissario Agostinelli «che hanno lavorato per mantenere la pace sociale, cosa che non era affatto facile».

Numerosi i commenti sull’accordo di oggi. Il deputato calabrese dell’USEI, Eugenio Sangregorio ha detto che «L’accordo tra Contship Italia e Terminal Investment Ltd sul porto di Gioia Tauro è una ottima notizia che permette di ridare sicurezza ai lavoratori calabresi e offrire una nuova prospettiva al rilancio dello scalo come hub commerciale primario del Mediterraneo. Interverrò sul Mit con altri parlamentari calabresi per accelerare al massimo l’iter del piano di investimenti che permetta di avviare i lavori sulla intermodalità a servizio dello scalo container di Gioia Tauro e sulla creazione di infrastrutture di supporto».
«L’accordo – ha osservato il parlamentare italo-argentino – offre una nuova chance al porto di Gioia Tauro per  riaprire i giochi sulla Via della Seta, facendo dello scalo lo snodo logistico primario dei traffici da e verso l’Estremo Oriente».

Secondo l’on. Domenico Furgiuele (Lega) «L’accordo tra Contship e Msc rappresenta un sicuro punto di svolta sulla strada del rilancio di una infrastruttura cruciale per la Calabria e per il Mediterraneo intero quale è il porto di Gioia Tauro. Tale operazione che, nei fatti, consentirà al Gruppo Aponte, proprietario della seconda flotta container più grande del mondo, di acquisire il controllo della società di gestione del porto non sarà priva di conseguenze oltremodo positive per la regione e per l’area della piana vittima negli ultimi anni di un doloroso processo di declino e anche di una inaccettabile esclusione dalle agende dei governi del passato.

«Esecutivi – ha detto l’on. leghista – che hanno sempre considerato Gioia come un problema e non invece come una risorsa straordinaria. Ora però le cose stanno cambiando: l’immobilismo che si trascinava da tempo è stato finalmente sbloccato da una intesa che, ovviamente, non dovrà rimanere un fatto isolato. Bisogna, infatti, ripensare lo sviluppo dell’intera area attraverso la valorizzazione del retro porto e l’attuazione di un piano di investimenti che permetta nel breve di incardinare il porto tra le principali rotte dello sviluppo». (rp)

 

Tra delusione e speranze ora decolla la ZES. Da Gioia Tauro riparte davvero la Calabria?

di SANTO STRATI – Con l’insediamento del Comitato d’indirizzo (che dovrà amministrarla) parte ufficialmente la Zona Economica Speciale (ZES) della Calabria. Un’area che da Gioia Tauro fino a Reggio offrirà incentivi e agevolazioni straordinarie per chi vorrà investire e creare insediamenti produttivi che si traducano in nuova occupazione e, soprattutto, sviluppo e crescita del territorio. La ZES rappresenta l’ultima spiaggia, l’ultimo treno da non perdere per la crescita e lo sviluppo di un territorio sottoutilizzato, pur ricchissimo di risorse umane e di opportunità industriali. C’è, purtroppo, il rischio che, come gran parte delle cose destinate a far crescere industrialmente questa regione, anche la ZES possa diventare un’ottima idea lasciata morire non oltre le buone intenzioni. E qui occorre che i calabresi tutti siano attenti e vigili che non finisca, come al solito, in farsa: buoni propositi e zero realizzazioni. Occorre una forte pressione su chi ci governa sia a livello nazionale che regionale, sui parlamentari, sui consiglieri comunali, persino sugli amministratori locali, perché questa grande, grandissima, opportunità abbia l’attenzione necessaria e l’impegno di tutti per diventare il volano della rinascita, della crescita, della ripartenza verso uno sviluppo non più rinviabile.

La mancata indicazione del Porto di Gioia Tauro come referente per la Via della Sera è una delusione che ancora brucia (anche se non è detta l’ultima parola), quindi è lecito immaginare che l’esecuzione di tutti gli adempimenti necessari perché tutto funzioni adeguatamente possa subire rallentamenti, rinvii, e lungaggini burocratiche che ne assicurerebbero il fallimento. Non si tratta di essere pessimisti, ma realisti, se è vero che anche i fondi europei destinati alla Calabria tornano indietro inutilizzati, se è vero che per dare il via ai progetti di qualsiasi attività industriale o manifatturiera in Calabria ci sono tempi di attesa in grado di scoraggiare il più volenteroso degli imprenditori.

Per chi non lo sapesse le Zone Economiche Speciali vengono individuate in aree depresse che devono attrarre investimenti, motivando le imprese attraverso uno speciale regime fiscale e con incentivi vari, tra cui la semplificazione amministrativa e sgravi contributivi. In poche parole, chi investe nella ZES paga meno tasse e gode di numerose agevolazioni se crea occupazione. La ZES calabrese dell’area di Gioia Tauro ha solo in parte le infrastrutture necessarie a garantire gli insediamenti produttivi (porti, aeroporti, logistica, ecc), quindi c’è anche l’opportunità di un grande progetto infrastrutturale che si tradurrebbe in occupazione e lavoro per la popolazione residente. Il Piano di Sviluppo Strategico della regione Calabria è stato approvato col il DGR 100 il 29 marzo dello scorso anno: c’è voluto, però, un anno per la prima riunione del Comitato di indirizzo che amministrerà la ZES.

Insediato il Comitato d'Indirizzo della Zes Calabria
Insediato il Comitato d’Indirizzo della ZES Calabria

Il Comitato di indirizzo insediatosi ieri (con l’attuale commissario dell’Autorità portuale di Gioia Andrea Agostinelli, la dott.ssa Bianca Maria Scalet, che rappresenta il Consiglio dei Ministri, il prof. Francesco Aiello dell’Unical, in rappresentanza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e il dott. Tommaso Calabrò dirigente generale della Struttura di coordinamento della programmazione nazionale della Regione Calabria) si è già dato una prima scadenza a metà aprile per mettere in atto le necessarie attività per il corretto funzionamento della Zes. È già un buon segnale che non si vuol perdere tempo prezioso: le aziende interessate devono capire subito quanto vale in termini fiscali il vantaggio di investire nella Zes, serve individuare le procedure per gli insediamenti produttivi, occorre che ci sia chiarezza sui diritti e i doveri derivanti dalla cosiddetta “fiscalità di vantaggio”.

Di fatto, il credito d’imposta che la ZES propone agli investitori non è ancora uno strumento funzionante e le risorse stanziate (già dal Governo Gentiloni) appaiono troppo scarse per permettere la creazione di aree industriali di grande respiro. «È anche auspicabile – sostiene a questo proposito il prof. Aiello – che il Governo Conte concretizzi il proprio impegno verso il Sud, aumentando i fondi nazionali per la fiscalità di vantaggio delle aree ZES: i 210 milioni di euro stanziati per il triennio 2018-2020 (e non ancora utilizzati) dal precedente governo Gentiloni sono poca cosa per consentire di creare nelle ZES del Mezzogiorno serie agglomerazioni spaziali di attività industriali. Se il Governo pensa che le ZES siano uno strumento adeguato per promuovere l’industrializzazione del Sud, è necessario aumentare significativamente i fondi per la fiscalità di vantaggio. La proposta al Governo non può che essere avanzata dal Ministro del Sud Barbara Lezzi».

Soddisfatto il Presidente della Regione Mario Oliverio: «Si apre, finalmente, – ha dichiarato – la fase attuativa del piano, che saluto con particolare gioia poiché da oggi diventano concrete le prospettive di sviluppo in esso contenute. La ZES farà crescere l’economia globale della regione ed i suoi livelli occupazionali attraverso un incremento degli investimenti anche esteri ed un aumento delle esportazioni, grazie alla semplificazione amministrativa, alla disponibilità di infrastrutture messe nelle aree industriali, portuali e aeroportuali, agli incentivi fiscali previsti dal decreto istitutivo e agli ulteriori incentivi regionali per investimenti delle imprese che si vorranno allocare nelle aree di riferimento, ben 2400 ettari».

Secondo il prof. Aiello c’è l’esigenza immediata «di conoscere i modi e i tempi per l’avvio delle procedure insediative nella ZES. Il Decreto Semplificazioni ha fissato le regole generali sulla sburocratizzazione delle procedure, ma ora, su base regionale, è necessario declinarle in atti concreti prevedendo, come primo atto, l’istituzione di uno Sportello ZES. Esiste, inoltre, – sottolinea Aiello – una domanda di sicurezza e di protezione che dovrà necessariamente essere soddisfatta anch’essa in modo celere al fine di non vanificare tutti gli sforzi che si stanno facendo in questi mesi.  La questione è di competenza del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, i cui immediati provvedimenti potrebbero essere complementari alla progettualità prevista dalla Regione Calabria in tema di sicurezza».

Un altro aspetto da non sottostimare riguarda i collegamenti ferroviari (quasi inesistenti) tra il Porto di Gioia e il resto del Paese. La rete ferroviaria rappresenta non solo un elemento di valorizzazione delle attività portuali ma un’opportunità straordinaria per lo sviluppo della ZES mediante collegamenti che abbatterebbero i costi distribuitivi. La ZES può dunque diventare l’elemento trainante di tutta l’economia calabrese, anche di quella non legata all’intermodalità (auspicabile) del Porto di Gioia. I trasporti in Calabria sono in uno stato pietoso, la rete ferroviaria va completamente ripensata, e, se da un lato, l’Autostrada del Mediterraneo, l’A2, gestita dall’ANAS, mostra i segni di un adeguamento da troppo tempo atteso, rimane aperto il nodo della strada della morte, la Statale 106, di cui si parla sempre, contando ogni giorno nuove vittime, ma su cui non si vedono interventi risolutivi. C’è fin troppo lavoro per i ministri Danilo Toninelli (Infrastrutture) e Barbara Lezzi (Sud). Incrociamo le dita e auguriamoci che i titolari dei due dicasteri si sveglino dal loro improvvido torpore su tutto ciò che riguarda il Mezzogiorno. (s)

La Stampa e i bambini calabresi da terzo mondo tra Arghillà e la Ciambra

La Stampa di oggi dedica un impietoso reportage di Nadia Ferrigo ai bambini di Arghillà (periferia alta di Reggio) e della Ciambra, il quartiere di Gioia Tauro diventato famoso dopo il film di Jonas Carpignano candidato agli Oscar. Il servizio fa parte di un più ampio reportage sull’infanzia. La pagina dedicata alla Calabria sembra scritta oltre sessant’anni fa, quando la miseria e la disperazione erano ordinaria amministrazione nei paesini dell’Aspromonte e nelle periferie calabresi: oggi, amaramente, ci si chiede come sia possibile questo drammatico ritorno al passato.

«Ai bambini di Arghillà, – scrive la giornalista – quartiere popolare di Reggio Calabria, non è rimasta nemmeno la fantasia per sognare un futuro migliore. Mille alloggi popolari, più della metà occupati. I cumuli di immondizia, che ingombrano la fermata del bus, marciapiedi e giardinetti, non riescono a rovinare il meraviglioso panorama dello Stretto che si gode dalla parte più alta del quartiere»

«…a Ciambra, quartiere di Gioia Tauro. Negli Anni Ottanta – scrive la Ferrigo – sono state occupate una manciata di case popolari, ancora da finire. Le strade sono di terra e rifiuti, e solo in quetsi giorni sono iniziati i lavori per asfaltarne almeno una. Sono le dieci del mattino, i bimbi stanno a osservare, in braccio alle mamme, giocano con un cagnolino, uno ha una biciletta e continua a fare su e giù… »

Purtroppo, è così. E dobbiamo dire grazie a questi reportage amari che fotografano una realtà che è impossibile nascondere, ma che viene bellamente ignorata da chi dovrebbe quanto meno vergognarsi. E non basta l’impegno dei volontari e della chiesa che pure fanno tantissimo, servirebbe una decisa presa di posizione delle istituzioni, che ovviamente è sempre mancata.

L’indignazione resta, ma la vergogna – caso mai albergasse un sentimento simile – vola via il giorno dopo ogni pubblicazione. (rrm)

CANNIZZARO (FI): La risposta parziale del Governo su Gioia Tauro

Con una nota, l’on. azzurro Francesco Cannizzaro, dà conto delle risposte parziali del Governo alla sua interpellanza urgente su Gioia Tauro. «Il Governo – dice l’on. Cannizzaro – oggi ha risposto solo parzialmente in Aula alla mia interpellanza sulla paradossale vicenda del Porto di Gioia Tauro. Attraverso il Sottosegretario all’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, on. Salvatore Micillo, l’esecutivo nazionale ha dichiarato di prestare particolare attenzione alla vicenda e di aver fatto sue, almeno sulla carta, alcune delle rimostranze che nell’istanza parlamentare avevo ben chiarito e che stamane, durante la relazione espositiva, ho avuto modo di ribadire con ferma determinazione. Non si discute che l’intenzione generale è di preservare i livelli occupazionali attraverso un incremento dei volumi di traffico operativi del porto e che, chiaramente, devono essere consequenziali ad investimenti mirati e ad una politica di crescita commerciale lungimirante. Purtroppo, però, già dal tavolo ministeriale della scorsa settimana, l’elemento di maggiore preoccupazione che è emerso è il fattore tempo: non si può dare un solo giorno di più a chi non si presenta neanche ad un incontro fondamentale per la vita di cinquecento famiglie, evitando, di fatto, il confronto diretto e la ricerca di una soluzione.

«La mia interpellanza – si legge nella nota – ha chiaramente fornito un input importante al ministro Danilo Toninelli che, opportunamente, e come confermato in Aula dal on. Micillo, ha avviato nei confronti dei due azionisti del Terminal calabrese per il tramite dell’autorità portuale, il procedimento di decadenza della relativa concessione demaniale delle banchine del porto di Gioia Tauro. Un’azione che ho inteso precisare non sia solo formale, mi auguro, proprio per tutelare i lavoratori ma anche per garantire la continuità operativa della struttura che, per rimanere nella rete “core”, necessita del volume di traffico container previsti dalla normativa europea. Il Sottosegretario però, nella replica garbata e solo per pochi aspetti positiva, non ha chiarito come attivare una gestione strategica maggiormente supportata dal Governo proprio in virtù di quanto ho fatto notare più volte, e cioè che i porti stranieri del Mediterraneo di concorrenza diretta per grandezza e capacità di trasbordo, godono di attenzioni costanti dagli stati di appartenenza. Avevo anche chiesto di manifestare subito le caratteristiche di un eventuale “Piano B”, se la situazione dovesse volgere al peggio, ma anche su questo, tranne espressioni di buona volontà, di concreto nulla. Dunque, il Governo ha ascoltato ma non ha risposto completamente, ed il tempo non è sicuramente nostro alleato. Da parte mia posso solo ribadire quanto in Aula ho espresso, dando seguito alle mie richieste fino a quando non finirà la vergognosa consuetudine di anteporre gli interessi economici di società private alla vita reale dei calabresi». (rp)