Alla Casa Circondariale di Castrovillari il progetto di pedagogia teatrale

Prende il via mercoledì 12 febbraio, alla Casa Circondariale di Castrovillari, Draghe e Principesse: viaggio nel mondo magico delle fiabe calabresi, il progetto di pedagogia teatrale dedicato alle detenute finanziato dall’8 per Mille della Chiesa Evangelica Valdese, promosso dall’associazione Hermit Crab, in collaborazione con Associazione I Frati (Ex Convento), e la Casa Circondariale di Castrovillari.

Il progetto ha l’obiettivo di  creare una connessione tra teatro e fiaba, promuovendo l’inclusione e la partecipazione all’interno del carcere femminile.

Prendendo ispirazione dagli studi dello psicanalista Bruno Bettelheim, durante il percorso le allieve saranno guidate alla scoperta delle fiabe di tradizione popolare calabrese, partendo dalla raccolta dello studioso Letterio di Francia, in un percorso di ricerca attraverso la scrittura scenica del corpo-voce. Dopo una prima esplorazione, le fiabe che risulteranno più attrattive, sulla base del sentire individuale e collettivo delle allieve, saranno indagate più approfonditamente, per tracciare una mappatura emozionale, culturale ed evolutiva del gruppo di ricerca, supportato dalle tecniche di pedagogia teatrale.

«Le attività del laboratorio seguiranno un approccio innovativo e multidisciplinare, combinando diverse metodologie teatrali che passeranno dall’analisi del testo, alla poetica del clown, al vocal coaching, al teatro degli oggetti e teatro delle ombre. Le donne che parteciperanno si scopriranno così autrici, costruttrici, attrici e spettatrici di una messa in scena, attraverso le potenzialità espressive e le tecniche basilari del teatro. Sviluppando in questo modo il proprio benessere psico-fisico per ridurre gli episodi di stress, ansia e depressione, e apprendendo una corretta gestione delle emozioni e del contenimento della reattività e degli impulsi», hanno dichiarato Ester Tatangelo e Stefano Cuzzocrea, pedagoghi del progetto.

Il ciclo di incontri terminerà con una dimostrazione di lavoro finale presso il teatro della Casa Circondariale di Castrovillari, momento in cui le detenute potranno condividere il loro percorso con il pubblico interno alla struttura.

Ma non saranno solo le detenute ad usufruire del progetto e dei suoi benefici, che si estenderanno invece anche a tutta la comunità penitenziaria, tra operatori, educatori e professionisti che interagiscono quotidianamente con le donne. Il teatro diventa così un ponte tra quello che c’è all’interno e quello che si svolge all’esterno, contribuendo a un cambiamento culturale e sociale che parte dal riconoscimento del valore di ogni individuo, a dimostrazione che l’arte può portare speranza anche in contesti difficili. (rcs)

REGGIO – Inaugurata la mostra “SalvArti”

Fino al 27 aprile, al Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi” di Reggio Calabria, è possibile visitare “SalvArti, dalle confische alle collezioni pubbliche’, la mostra composta da 80 opere tra dipinti, grafica e sculture di artisti quali Giorgio de Chirico, Mario Sironi, Lucio Fontana, Massimo Campigli, Salvador Dalí, Andy Warhol, Mario Schifano, Robert Rauschenberg, Christo e altri, confiscate alla criminalità.

Alla presentazione della mostra sono intervenuti il sindaco metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro con delega all’Agenzia nazionale dei beni sequestrati, la direttrice dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati Maria Rosaria Laganà, il Dirigente del Sistema museale nazionale e valorizzazione del patrimonio culturale della Direzione generale Musei del Ministero della Cultura Roberto Vannata, il direttore Cultura e area mostre e musei del Comune di Milano, Domenico Piraina.

Il Palazzo della Cultura ‘Pasquino Crupi’ di Reggio Calabria ospita una mostra di grande portata culturale e sociale che vuole sottolineare e riaffermare, soprattutto tra le giovani generazioni, il fondamentale valore della legalità. Si tratta di un patrimonio artistico frutto di confische da parte dello Stato alla criminalità organizzata e che ora appartengono al patrimonio pubblico e che restituiscono una serie di opere d’arte contemporanea, tra dipinti, grafica e sculture di artisti quali Giorgio de Chirico, Mario Sironi, Lucio Fontana, Massimo Campigli, Salvador Dalí, Andy Warhol, Mario Schifano, Robert Rauschenberg, Christo.

L’esposizione è parte del progetto Arte per la cultura della legalità, a cura della Direzione generale Musei del Ministero della Cultura, dell’Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), del Comune di Milano e della Città Metropolitana di Reggio Calabria, in collaborazione con il Ministero dell’Interno.

Oltre a presentare un patrimonio culturale in parte rimasto ancora inaccessibile alla collettività, l’iniziativa mette in risalto il ruolo e l’impegno delle istituzioni coinvolte nel lungo e virtuoso processo che è stato necessario per recuperarle, fra queste, il Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio culturale e la Guardia di finanza e per verificarne l’autenticità e l’interesse culturale.

Le oltre 80 opere che compongono il percorso espositivo, ordinato secondo un criterio cronologico e tematico, provengono da due differenti procedimenti. Il primo è scaturito da due indagini incrociate, svolte dal R.O.S. dei Carabinieri e dal Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, per una maxi-frode fiscale legata a una rete internazionale di riciclaggio. Il secondo è frutto di una confisca a carico di un soggetto pienamente inserito nel circuito della criminalità organizzata e stabilmente dedito ad attività economiche illecite.

La mostra consente di ripercorrere gli sviluppi dell’arte dalla prima metà del Novecento fino ai primi anni Duemila, in particolare l’evoluzione dei linguaggi espressivi e delle correnti artistiche del tempo. Tra queste, s’incontra il gruppo Novecento con Mario Sironi (Composizione astratta – Scena urbana con carrozza, Moltiplicazione II, prima metà del XX secolo), la Metafisica con autori quali Giorgio de Chirico (Piazza d’Italia, prima metà del XX secolo) e Carlo Carrà (Capanno sulla riva, 1955), la Transavanguardia di Sandro Chia (Ossa Fossa Cassa, 1990; Cupido, 1996), Enzo Cucchi (Autostrada del Pensiero, 1997), Mimmo Paladino e la Nuova Scuola Romana con Bruno Ceccobelli, Piero Pizzi Cannella, Gianni Dessì, Nunzio Di Stefano, insieme a esperienze, quali l’astrattismo geometrico e informale, l’arte murale di Keith Haring (Kh Mural, 1989), la land art di Christo e il genere del libro d’artista, come Cantata Bluia Libro Dore di Pier Paolo Calzolari.

In mostra anche alcune opere scultoree: accanto al piccolo bronzo di Arnaldo Pomodoro (Disco – Con Sfera, 1986-2003), artista di fama internazionale per l’arte monumentale pubblica, vengono proposte sperimentazioni più contemporanee, come i lavori di Michele Savini (Anello, 2008; Coniglio, 2009) realizzati con materiali inusuali come la gomma da masticare.
Dopo le rassegne di Milano e Reggio Calabria, il primo gruppo di lavori, provenienti da una confisca divenuta definitiva nel 2018, sarà consegnato a diversi istituti museali del MiC selezionati dal direttore generale Musei Massimo Osanna su tutto il territorio nazionale: a Milano (Pinacoteca di Brera – Palazzo Citterio), Roma (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Museo delle Civiltà e Istituto centrale per la grafica), Napoli (Castel Sant’Elmo e Museo del Novecento) e Cosenza (Galleria nazionale di Cosenza). Il secondo gruppo di 22 opere rimarrà a Reggio Calabria, presso il Palazzo della Cultura ‘Pasquino Crupi’ della Città Metropolitana, dove, sin dal 2016, sono permanentemente esposte oltre 100 opere d’arte, tutte facenti parte di un’unica confisca.

«È un percorso – ha detto Falcomatà – che non ha la pretesa di istruire, ma l’ambizione di educare alla bellezza, alla cultura, alla legalità. Tre termini che sono uniti in un modo inscindibile e indissolubile, soprattutto nella nostra città. Questo è un percorso che completa l’attività iniziata dalla magistratura, dalle forze dell’ordine, che continua con il sequestro e la confisca dei patrimoni mafiosi e si completa con la restituzione dei beni illecitamente accumulati e sottratti alla collettività. In questo caso si tratta di opere d’arte».

«È bello ed importante, non è scontato – ha proseguito – che la nostra città sia protagonista di questo momento di altissima cultura e di straordinaria qualità. Anche questo lo consideriamo un percorso, nell’ambito dell’investimento straordinario che, sia il Comune che la Città metropolitana, stanno facendo nel settore Cultura, inteso come elemento indispensabile nel percorso di crescita economica sociale e turistica del nostro territorio. Lo riteniamo un altro tassello che ci accompagna nella marcia di avvicinamento alle audizioni finali per la scelta di Capitale italiana della Cultura 2027. Un percorso che stiamo portando avanti a tappe serrate e naturalmente questa mostra rappresenterà un elemento distintivo, una peculiarità, un qualcosa di unico rispetto anche alle altre candidate».

«Il mio sincero ringraziamento – ha detto il Sottosegretario Ferro – va a tutti i partner, istituzionali e privati, che hanno contribuito alla realizzazione della mostra ‘SalvArti. Dalle confische alle collezioni pubbliche’, realizzata nell’ambito del progetto ‘Arte per la cultura della legalità’, condiviso con il Ministero della Cultura, il Palazzo Reale del Comune di Milano e il Palazzo della Cultura ‘Pasquino Crupi’ della Città Metropolitana di Reggio Calabria».

«La scelta di esporre queste opere a Reggio Calabria – ha proseguito – al termine di una mostra itinerante che ha interessato l’intero territorio nazionale, non è casuale: qui resteranno 22 delle opere esposte, provenienti da una confisca avvenuta in questo territorio, altre 28 andranno a Cosenza. Ciò ha un forte valore simbolico, perché i beni delle cosche, che si sono arricchite a danno di questo territorio, vengono restituiti ai cittadini. Con questa esposizione, unica nel suo genere, celebriamo non solo la bellezza di opere d’arte straordinarie, ma intendiamo ribadire che ancora una volta lo Stato è presente e vince nella lotta al crimine organizzato».

«Siamo di fronte – ha continuato – ad un patrimonio il cui passato è stato adombrato dalla macchia dell’illecita appartenenza alle organizzazioni criminali e che oggi è stato finalmente restituito al perimetro della legalità, grazie al prezioso lavoro svolto dalla Magistratura e dalle Forze dell’ordine e alla proficua collaborazione tra diverse istituzioni. I quadri di oggi, e l’arte che essi rappresentano, costituiscono quindi validi veicoli per diffondere una cultura della legalità».

Maria Rosaria Laganà, Direttore Agenzia nazionale dei Beni sequestrati e confiscati ha evidenziato come «forse non tutti sono consapevoli della vastità e della varietà del patrimonio confiscato alla criminalità organizzata. Si pensa spesso oggettivamente che i numeri maggiori siano quelli riferibili ai beni immobili, ai terreni o alle aziende; in realtà esistono altre categorie di beni, quali opere d’arte, oggetti preziosi o di design che rappresentano ulteriori modalità di riciclaggio di denaro».

«Ci riesce difficile pensare – ha continuato – che tali persone facciano acquisti di questo genere per spirito artistico, per circondarsi del bello. Il patrimonio oggetto di sequestro può avere, dunque, molteplici sfaccettature che rendono complesse le attività di restituzione dei beni, ognuno dei quali può presentare criticità più o meno evidenti. In tale ottica fondamentale è la creazione di una rete di collaborazioni con altre istituzioni e con la società civile al fine di realizzare la vera mission di chi ha immaginato questa normativa».

«Si tratta, pertanto – ha aggiunto – non soltanto di sottrarre alla criminalità il patrimonio accumulato illecitamente, ma restituire ai territori le ricchezze di cui sono stati privati, sia in termini di bellezza che di prospettive di sviluppo. Attraverso questa mostra, con effetto immediato, possiamo realizzare una condivisione di tutti gli obiettivi».

«L’importanza di questa mostra – ha sottolineato Vannata – sta nella cooperazione sinergica tra varie Istituzioni che si sono unite e che hanno, dall’inizio di quest’operazione, restituito il grande patrimonio storico artistico alla collettività, alla fruizione pubblica».

«C’è un altro aspetto da non sottovalutare – ha aggiunto – ossia questo grande patrimonio culturale entrerà ufficialmente e definitivamente a far parte delle collezioni pubbliche in alcuni degli istituti più prestigiosi del sistema museale nazionale. Parliamo ad esempio del Museo di Napoli, il Museo del ‘900, la Galleria nazionale di Cosenza, la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma, la Pinacoteca di Brera e diversi altri istituti. Quindi c’è un significato profondo che va oltre il valore intrinseco di questa esposizione, ossia il voler riportare alla collettività qualcosa che è stato implicitamente e illegalmente sottratto e per decenni mantenuto nelle mani della criminalità organizzata».

«I valori civili e culturali della mostra ‘SalvArti’ e del più ampio progetto di opere d’arte confiscate alla criminalità organizzata – ha spiegato Piraina – con il conseguente affidamento alle istituzioni e alle comunità, sono indubbiamente fonte di soddisfazione e di gratitudine. Esprimiamo infatti riconoscenza per lo straordinario lavoro svolto a più livelli dall’autorità giudiziaria, dalle forze dell’ordine e dai colleghi dei Ministeri competenti e delle città, unite nell’esemplare rappresentazione di un costante e coraggioso sforzo di contrasto all’illegalità, capace, in questo specifico caso, di tramutarsi anche in un’occasione di riscatto e di proposta a beneficio dell’interesse pubblico».

«Le mostre di Roma, Milano e Reggio Calabria – ha concluso – segnano così le tappe di un percorso che trova evidenza nell’esposizione di alcuni tra i più significativi quadri recuperati, di sculture e, in qualche caso, anche di più complesse, per tecnica e materiali, creazioni contemporanee». (rrc)

Le manifestazioni culturali aiutano i giovani studenti alla lettura

di ARISTIDE BAVABisogna stimolare gli studenti a leggere di più e, in questa direzione, è molto importante che si occupino delle manifestazioni letterarie che si svolgono sul territorio.

È questo il senso che Il Dirigente scolastico del Polo Tecnico Professionale “Marconi IPSIA”, Gaetano Pedullà, ha inteso dare, parlando dell’attività dei suoi ragazzi che recentemente hanno partecipato attivamente al Premio letterario “Città di Siderno” e ad  altri eventi del genere che aiutano  efficacemente alla lettura.

«In questo modo – ha detto il Dirigente Pedullà in perfetta sintonia con la sua collaboratrice Rita Commisso, già assessore alla cultura di Siderno- giovani lettori crescono».

L’affermazione, venuta proprio dopo alcune importanti manifestazioni del genere deriva dal fatto che anche quest’anno una speciale giuria di studenti, partner del Premio Letterario Città di Siderno, è stata impegnata nella lettura dei romanzi finalisti, ed ha decretato il “Premio dei ragazzi”. Questa giuria era composta da cinque allievi della classe V M, Ilenia Fioravante, Rocco Iervasi, Rocco Rao, Maria Grazia Sansalone Femia e Fortunata Stilo, e da un’allieva della classe I B, Jessica Moro.

Questa speciale giuria ha assegnato il premio speciale della scuola al romanzo “L’idea che ci univa” di Pietro Criaco, che è stato eloquentemente illustrato nel corso della cerimonia di premiazione.

Tra l’altro lo scrittore – viene ricordato in una nota diffusa dalla scuola – la sera della premiazione, particolarmente colpito dall’entusiasmo dei giovani e dalla loro straordinaria capacità di presentare al pubblico i punti cruciali del romanzo  con intensità espressiva, analisi critica e forte senso di appartenenza, ha promesso di tornare in Calabria entro l’anno scolastico per incontrare tutti gli allievi dell’Istituto sidernese nell’ambito di un Incontro con l’Autore.

L’intento è quello di approfondire una parte della storia del nostro territorio, poco conosciuta e quasi dimenticata, che ha letteralmente appassionato i nostri studenti: i fatti di Africo, l’alluvione del ‘51, le lotte, le sconfitte, il riscatto. Rimanendo in tema letterario, un altro evento degno di nota per l’Istituto Tecnico “G. Marconi”, ricordatro da Pedullà e dalla prof.ssa Commisso,  è stato il recente premio assegnato dall’Associazione Fidapa di Siderno, presieduta da Silvana Ferraro, alla studentessa della classe seconda A CAT, Sabrina Minici, che ha partecipato al Concorso Letterario “Patrizia  Pelle, una Fidapina al servizio dei Diritti delle Donne e della Legalità”.

L’allieva, accompagnata dalla referente, prof.ssa Teresa Napoli, ha presentato una poesia dal titolo “Nata Donna” e con un linguaggio evocativo e universale, è riuscita in pochi versi a trasmettere il senso profondo e antico della donna che «nasconde le sue forme da creature perfide, sofferenze angoscianti e cicatrici indelebili…» proiettandola nel futuro, fregio di libertà e dignità. Anche per questo il Dirigente Scolastico Gaetano Pedullà, presente in entrambi gli eventi a fianco dei ragazzi, ha voluto esprimere, adesso, la sua condivisione esprimendo la sua soddisfazione per questi che indica come «momenti di crescita culturale che suggellano il ruolo formativo ed informativo della scuola e stimolano la lettura». (ab)

A Siderno vertice al Comune per la problematica dello Stadio comunale

di ARISTIDE BAVATiene banco in città la problematica dello stadio comunale che sta interessando anche i vertici regionali dello Sport. Nei giorni scorsi si è tenuto, infatti, nel Palazzo municipale un confronto aperto coi massimi esponenti delle federazioni sportive regionali, incentrato proprio  sul futuro dello stadio comunale “Filippo Raciti” in vista dell’avvio dei lavori di manutenzione straordinaria annunciati dall’amministrazione comunale ma che hanno avuto, però, un’accoglienza poco positiva da parte deiu rappresentanti delle associazioni calcistiche.

Per l’Amministrazione Comunale, hanno preso parte all’incontro la sindaca Mariateresa Fragomeni, il suo vice Salvatore Pellegrino, l’assessore agli Impianti Sportivi Carlo Fuda, gli assessori ai lavori pubblici e al bilancio Maria Teresa Floccari e Pietro Sgarlato e i consiglieri Fabrizio Figliomeni e Davide Lurasco, quest’ultimo delegato allo sport. Era anche presente  il dirigente dell’Area 3 Lorenzo Surace.

Insieme a loro, il presidente del Comitato Regionale Calabria-Lega Nazionale Dilettanti della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Saverio Mirarchi e il delegato del comitato locale della Locride, Carmine Barbaro, che avevano chiesto  un incontro con l’amministrazione comunale,  il presidente regionale della Federazione Italiana di Atletica Leggera, Vincenzo Caira e il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano – Calabria, Maurizio Condipodero.

In ossequio ai principi di rappresentatività dei propri tesserati, i vertici della Figc hanno esternato la necessità di realizzare un campo di calcio con terreno di giuoco in erba sintetica, per evitare di sovraccaricare il campo del “Raciti”, sul quale attualmente giocano e si allenano diverse squadre cittadine.

Una prospettiva, questa, della quale l’Amministrazione Comunale aveva già discusso insieme ai dirigenti delle società di calcio (anche giovanile) incontrati nella stessa sede lo scorso 23 gennaio. In quella occasione era stata  manifestata  l’intenzione di partecipare a futuri avvisi pubblici per l’erogazione di nuovi finanziamenti per l’impiantistica sportiva, al fine di reperire le risorse tali da dotare lo stadio “Gianluca Congiusta” di contrada Mirto (prossimo all’inaugurazione) di un manto di giuoco in erba sintetica.

Dal canto suo, il presidente regionale della Fidal Caira ha ribadito l’assoluta necessità di rispettare i criteri fissati dai regolamenti vigenti, in virtù dei quali l’omologazione totale dello stadio (una volta conclusi i lavori) verrebbe concessa solo mantenendo un rettangolo di giuoco in erba naturale. Questa sarebbe  una precondizione essenziale per poter prevedere, nella principale struttura di Siderno, l’organizzazione di manifestazioni di rango nazionale e internazionale. 

Questi eventi  sarebbero «capaci anche  di attrarre  flussi di turismo sportivo che hanno generato, secondo l’amministrazione comunale, un considerevole indotto nei precedenti tre anni, grazie ai grandi eventi che hanno avuto luogo al palasport “Kennedy Shriver”, e come certamente avverrà per quelli futuri e in via di svolgimento».

Il Presidente del Coni Condipodero, dal canto suo,  ha sottolineato l’importanza di garantire l’osservanza delle norme di sicurezza degli impianti, che verrebbero ampiamente rispettate coi lavori progettati dal Comune di Siderno, e la necessità di tutelare le differenti esigenze delle 49 federazioni sportive rappresentate, chiarendo, a specifica domanda, che un’ipotetica diversa collocazione delle pedane dei lanci al di fuori del rettangolo di giuoco non sarebbe compatibile con l’omologazione Coni – diversa da quella Fidal – dello stadio e raccomandando, quindi, la permanenza del terreno in erba naturale.

Quanto sopra fa parte di un comunicato stampa dell’amministrazione comunale che ricorda che «il progetto in via di realizzazione (per complessivi € 840.000, di cui € 700.000 finanziati col bando governativo “Sport e Periferie” e i restanti € 140.000 con cofinanziamento comunale) è teso a valorizzare la polivalenza dell’impianto – l’unico nel Sud Italia dotato di una pista di atletica leggera a otto corsie, più tutte le pedane dei lanci e le postazioni dei salti – e prevede, tra l’altro, la messa in sicurezza della gradinata, la ripresa del terreno di giuoco in erba naturale e della pista di atletica leggera, l’efficientamento della pubblica illuminazione e degli impianti di irrigazione e raccolta acque piovane, l’impianto solare termico per gli spogliatoi e i servizi igienici».

Traendo le conclusioni dell’incontro, il sindaco Mariateresa Fragomeni ha rimarcato che, in fase progettuale e in ossequio ai principi del bando, si è puntato sulle grandi priorità della struttura, mirando quindi a riportare in condizioni ottimali gli spalti (aumentandone la capienza massima), gli spogliatoi, la pista e lo stesso rettangolo di giuoco, oltre a realizzare un’illuminazione, un’irrigazione e un drenaggio più efficienti». 

È stato, anche, evidenziato che «la presenza,  delle massime istituzioni sportive regionali,  testimonia ancora una volta la centralità della Città di Siderno nel panorama dell’impiantistica dell’intero Sud Italia e, nell’interesse comune di sostenere la pratica di tutte le discipline sportive». 

L’occasione è stata propizia anche  per compiere un sopralluogo congiunto allo stadio “Congiusta” di contrada Mirto, del quale i vertici della Figc hanno riconosciuto le grandi potenzialità, auspicando una sua implementazione con un terreno di gioco in erba sintetica tale da renderlo struttura di riferimento per le società di calcio giovanile e per gli allenamenti delle squadre principali, preservando così la polivalenza e l’unicità del “Filippo Raciti”, che verrebbe utilizzato solo per le partite di calcio ufficiali e gli allenamenti di rifinitura.

Nella foto   Il vertice tra amministratori e rappresentanti dello sport  che si è tenuto nel palazzo municipale. (rrc)

 

A Castrovillari una tavola rotonda su bullismo e cyberbullismo

Si è parlato del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo e delle loro conseguenze, nel corso della tavola rotonda “Non cadere nella rete ma tessi una rete”, svoltosi nei giorni al Teatro Sybaris di Castrovillari e promossa dal Polo Professionale Ipseoa Ipsia Da Vinci.

All’iniziativa, patrocinata da Comune di Castrovillari, dal Movimento per la Difesa del Cittadino e dalla Commissione regionale per le Pari opportunità, sono intervenuti diversi esponenti delle istituzioni, nonché esperti della materia.

Ad aprire l’incontro, moderato dal giornalista Vincenzo Alvaro, è stata la dirigente scolastica, dott.ssa Immacolata Cosentino, la quale ha sottolineato come l’Ipseoa Ipsia da Vinci sia da sempre una scuola molto attenta nell’affrontare questi fenomeni. Ha aggiunto, inoltre, quanto sia fondamentale che genitori, insegnanti, studenti e istituzioni la vorino in sinergia per creare un ambiente scolastico e sociale sicuro, rispettoso di tutte le identità ed inclusivo.

In particolare, ha voluto evidenziare uno dei problemi maggiori riscontrati dalle scuole, legato alla difficoltà dei genitori di comunicare con i propri figli e di dedicarsi integralmente alla loro educazione, che troppo spesso viene delegata alla scuola: «Nella scuola – ha aggiunto – può verificarsi, a volte, di non riuscire ad essere inclusivi nei confronti dei bulli, poiché, in alcuni casi, è determinante il supporto delle famiglie e delle istituzioni, per avere successo».

La parola è, poi, passata al sindaco di Castrovillari, Mimmo Lo Polito, il quale ha evidenziato come il problema del bullismo sia molto diffuso fra i giovani. «L’Amministrazione di Castrovillari – ha ricordato Lo Polito – ha inteso attivare uno sportello di ascolto: “Eco non ha più voce”».

«Il progetto “Eco non ha più voce” – ha spiegato la consigliera comunale, Pina Grillo – persegue l’obiettivo di creare una rete tra i ragazzi, le famiglie e le istituzioni. Crediamo che, in questa fase della vita dei giovani, sia indispensabile l’ascolto. Ritengo che la violenza sia un segnale della distorta capacità di gestire le proprie emozioni».

«All’interno delle scuole  – ha proseguito – sono state poste delle cassette, all’interno delle quali è possibile depositare, in forma anonima, delle richieste di aiuto».

«Il bullo – ha spiegato nel suo intervento la dott.ssa Rosa Cerchiara, Dirigente psicologa del Serd di Castrovillari – è una persona da prendere in carico, come la vittima. Il bullismo, infatti, è spesso espressione di un odio interiore».

Sui dettagli tecnici dell’argomento si è, invece, soffermato l’ispettore della Polizia postale della Questura di Cosenza, Fabio Ferraro.

«Siamo un corpo speciale della Polizia di Stato – ha detto Ferraro – e ci occupiamo di rendere più sicure le vostre vite virtuali. In quest’ottica ci interessa molto la tutela dei minori».

Secondo Ferraro, «non serve reprimere, ma fare prevenzione, ed quello di cui ci occupiamo nelle scuole. Dobbiamo essere noi adulti a dare, comunque l’esempio ai ragazzi. Il supporto che noi diamo alle famiglie è l’ascolto e cerchiamo di arginare la diffusione di contenuti multimediali all’interno della rete».

A collaborare a stretto contatto con la Polizia postale è il Movimento Difesa del Cittadino.

«Il tema del cyberbullismo – ha affermato il coordinatore regionale, dott. Giorgio Durante – viene affrontato dal Movimento insieme alla Polizia postale ormai da anni. Il bullismo che esisteva tanti anni fa aveva rilevanza all’interno del proprio quartiere. Oggi si è amplificato con l’avvento della tecnologia e questo rappresenta un problema».

«Per quanto riguarda il cyberbullismo, dal punto di vista legislativo, il nostro compito – ha continuato Durante – è quello di monitorare e sollecitare le istituzioni preposte a trovare soluzioni. Le istituzioni, però, non sono sempre presenti, a livello di supporto psicologico. Il mito della prepotenza è molto diffuso fra i ragazzi».

«Tutto questo si risolve – ha concluso – se si lavora insieme tutti quanti».

«Bisogna spezzare – ha dichiarato il direttore della Casa Circondariale “R.Sisca” di Castrovillari, dott. Giuseppe Carrà – il silenzio su questi fenomeni, perché l’omertà rende complici. Non pensate che ciò che fate, a livello di bullismo e cyberbullismo, rimarrà impunito. Bulli non si nasce, ma si diventa per il condizionamento dell’ambiente e per la carenza di valori culturali. È importante che ognuno di noi si impegni per contrastare questo fenomeno».

Carrà ha, poi, ricordato come il bullismo non sia una forma diffusa in carcere.

«Tra detenuti si sviluppa, invece – ha detto – la solidarietà, che tende ad aiutare i più bisognosi».

Alla tavola rotonda non era presente, per impegni, la presidente regionale della Commissione Pari opportunità, prof.ssa Anna De Gaio, che ha comunque inviato un messaggio: «Ritengo – ha scritto la De Gaio – che il dialogo su questi temi debba essere fondamentale. Il nostro compito, come commissione pari opportunità, è lavorare insieme per costruire una società inclusiva».

Particolarmente significativo è stato poi un passaggio dell’intervento del Procuratore capo presso il Tribunale di Castrovillari, dott. Alessandro D’Alessio, il quale, parlando agli studenti, ha detto: «Ogni fenomeno di prevaricazione si regge sul silenzio, sulla connivenza e sulla complicità. È necessario riacquistare, dunque, il concetto di cittadino».

«I primi bulli – ha concluso – sono le istituzioni quando non fanno il loro lavoro; i primi bulli siamo noi quando non abbiamo la capacità di indignarci. Bisogna recuperare il rispetto delle regole». 

Si è trattato, dunque, di un’iniziativa di grande valenza sociale e culturale, a testimonianza della forte sinergia esistente tra il mondo della scuola e le istituzioni, che insieme contribuiscono a formare le future generazioni. (rcs)

ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) – Lunedì il convegno su bullismo e cyberbullismo

Lunedì mattina, nelle scuole elementari di San Rocco e Via Libertà di Isola Capo Rizzuto, si terrò il convegno “Bullismo e cyberbullismo – Conoscere, prevenire, agire”.

L’evento, organizzato dall’Amministrazione Comunale attraverso l’Ufficio Servizi Sociali, guidato dall’assessore Andrea Liò, in collaborazione con le scuole del territorio e con il coinvolgimento della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, vuole essere un momento  di ascolto, confronto e prevenzione, con il supporto delle forze dell’ordine e degli esperti del settore. Educare i giovani a un uso consapevole della rete e a relazioni basate sul rispetto reciproco è fondamentale per contrastare questa piaga sociale.

L’incontro, che sarà aperto dai Saluti Istituzionali del sindaco Maria Grazia Vittimberga e dalla dirigente d.ssa Anna Iannone, rappresenta un’occasione per affrontare insieme agli studenti temi fondamentali come il rispetto, l’uso consapevole dei social media e la prevenzione della violenza tra i giovani.

L’obiettivo è fornire strumenti per riconoscere e contrastare questi fenomeni, che stanno assumendo proporzioni sempre più preoccupanti. I dati recenti mostrano come bullismo e cyberbullismo siano sempre più diffusi tra i giovani. Uno studio EspadItalia 2024, realizzato dal CNR di Pisa, evidenzia che il 32% degli studenti (oltre 800mila ragazzi) ha ammesso di aver commesso atti di cyberbullismo, con una percentuale maggiore tra i ragazzi (35%) rispetto alle ragazze (29%).

Le modalità di aggressione variano: Il metodo più comune è l’invio di insulti in chat di gruppo. I ragazzi tendono a usare minacce dirette e insulti pubblici sui social, esponendo la vittima a un pubblico più ampio. Le ragazze preferiscono forme di bullismo più indirette, come l’esclusione dai gruppi online e la diffusione di contenuti personali senza consenso.

Particolarmente allarmante è il dato che indica come il 23% degli studenti (circa 600.000 ragazzi) abbia vissuto entrambe le esperienze: sia come vittima che come autore di atti di cyberbullismo. (rkr)

La modernità del Liceo Classico Campanella di Reggio

La scelta della scuola superiore rappresenta una decisione fondamentale di ogni studente per il proprio percorso di formazione. Il Liceo Classico si contraddistingue come percorso educativo che non solo fornisce solide competenze culturali, ma prepara in modo eccellente alle sfide del mondo moderno, combinando l’approfondimento umanistico con una solida base scientifica e tecnologica.

Il Liceo “Tommaso Campanella” coniuga tradizione umanistica, saperi scientifici, internazionalizzazione dei saperi e innovazione, garantendo un’offerta formativa ampia e moderna. Secondo Eduscopio il Liceo “Tommaso Campanella”, che da sempre tutela la formazione umanistica abbracciando l’innovazione in tutti gli ambiti, si distingue in ambito provinciale.

Il Liceo Classico d’ordinamento fornisce agli studenti un bagaglio culturale ricco e trasversale con un approccio interdisciplinare che garantisce una solida preparazione per affrontare l’apprendimento delle diverse materie con metodo analitico e logico. Lo studio del Latino e del Greco non è solo un approfondimento linguistico e letterario, ma un vero e proprio allenamento del pensiero logico e critico, competenze indispensabili anche per le discipline scientifiche che nel Liceo “Tommaso Campanella” hanno un’attenzione specifica: matematica è integrata con Informatica e i seminari di scienze tenuti da docenti universitari consentono agli studenti di approfondire tematiche attuali in ambito medico, biologico e geologico.

In più, per realizzare gli obiettivi della “dimensione europea”, il curriculum tradizionale è arricchito dallo studio della lingua inglese con docente madrelingua in compresenza con i docenti curricolari e dall’insegnamento della Geostoria secondo la metodologia CLIL.

A rafforzare questo connubio tra sapere umanistico e scientifico, il Liceo “Campanella” propone anche l’indirizzo Stem, che unisce la solida preparazione classica con le nuove frontiere della tecnologia digitale. L’obiettivo è quello di formare studenti in grado di analizzare le informazioni con pensiero critico, sviluppare creatività e innovazione, acquisire competenze digitali fondamentali per il mondo del lavoro di oggi e di domani. Questa collaborazione rappresenta una testimonianza concreta di didattica integrata, in un dialogo proficuo tra studia humanitatis e mondo digitale.

L’apertura verso il mondo è un altro elemento chiave della proposta formativa del Liceo “Tommaso Campanella”, che investe in percorsi internazionali e di bilinguismo.

Dal 2025/2026, l’offerta si arricchirà con un percorso bilingue che unirà lo studio delle lingue classiche e moderne, includendo il latino, il greco, l’inglese e lo spagnolo. L’obiettivo è potenziare le competenze linguistiche e preparare gli studenti a un contesto globale, in linea con i livelli del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER). L’iter  offrirà agli studenti la possibilità di apprendere la seconda lingua comunitaria più diffusa (Spagnolo).

Del resto il Liceo da anni lavora per porre al centro l’internazionalizzazione dei saperi. Gli studenti che frequentano il Liceo Classico – Indirizzo Internazionale Cambidge Igcse acquisiscono in un triennio un livello di certificazione C1 della lingua inglese. Dal report del Cambridge International Education si rilevano gli eccellenti risultati che gli alunni dell’Istituto ottengono ogni anno: prendendo in considerazione le tre materie adottate (Matematica, Latino ed Inglese), la media dei voti degli studenti è superiore a quella nazionale.

La novità significativa è che tutti gli indirizzi di studio proposti dal Liceo (Ordinamento, Stem, Diritto ed Economia Politica) sono connessi alla mobilità Erasmus+ che consente agli studenti di vivere un’esperienza all’estero (Irlanda, Spagna e Portogallo) e di acquisire competenze tali da renderli cittadini del mondo, capaci di orientarsi in contesti culturali e linguistici diversi.

L’indirizzo Diritto ed Economia Politica amplia l’offerta formativa integrando il sapere umanistico con le conoscenze giuridiche ed economiche. Sono sviluppati moduli tematici che hanno come obiettivo promuovere e incentivare competenze specifiche linguistico-lessicali, sociali, economiche e giuridiche, con focus su temi quali la cittadinanza attiva, gli ordinamenti politico-istituzionali, la Costituzione e i fondamenti della Legislazione. Le attività sono svolte in rete con l’Università Mediterranea e il Tribunale.

Il Liceo Classico non si limita alla tradizione, ma evolve per rispondere alle variegate esigenze della società contemporanea.

Scegliere il Liceo Classico “T. Campanella” significa garantire ai propri figli una preparazione solida, capace di coniugare sapere e metodo, pensiero critico e competenze applicabili in qualsiasi ambito professionale. È un investimento sicuro per il loro futuro, un percorso che apre le porte a una formazione universitaria di successo e a una carriera brillante in qualsiasi settore. (pll)

“Libere Donne” di Crotone e “InOltre” insieme per i bambini africani

di CATERINA VILLIRILLO – Quattro donazioni già portate a termine a fine 2024, più una quinta i primi giorni dell’anno, nonostante da noi si fosse ancora in pieno periodo festività natalizie.

Non in Gabon però, dove si è continuato a portare avanti la mission della rete umanitaria calabrese, per aiutare e sostenere i bambini del posto senza mai fermarsi.  Nonostante mille difficoltà logistiche e burocratiche legate al lungo ed insidioso trasporto, il nostro impegno sociale in favore dei bambini dell’Africa prosegue, bisognosi di aiuti di ogni genere, (pannolini, vestiti, giocattoli, mascherine e materiale scolastico), destinati ad ospedali, orfanotrofi e associazioni operanti sul posto.
Un’attività essenziale e molto importante, che Libere Donne sostiene insieme all’associazione “InOltre” di Catanzaro, con la quale è nata una concreta collaborazione, che ha permesso che la mia associazione varcasse i confini italiani ed europei. È infatti partito da poco l’ennesimo carico di beni di prima necessità, e altri, nello specifico alimentari, seguiranno molto presto. A Libreville in Gabon, in questi giorni sono state avviate le fasi di smistamento dei beni raccolti dall’Associazione InOltre, e distribuiti grazie alla fattiva collaborazione con il Rotary Club del Gabon.
È stata ufficializzata alla presenza dell’ambasciatore italiano Stefano Moscatelli e del presidente del Rotary Club Libreville Sud Herménégile Bussa-Bussambe, una donazione di beni al Centro universitario ospedaliero di Libreville, riportata anche dai notiziari della GGT, Groupe Gabon Télévisions.
Si tratta di materiali sanitari, di mascherine, disinfettanti, pannoloni ma anche vestiti per adulti, frutto della raccolta solidale avvenuta nei mesi scorsi in Calabria ad opera dell’associazione presieduta da Vincenzo Ranieri, con la collaborazione di altre realtà attive sul territorio regionale, InOltre di Catanzaro, le Associazioni Libere Donne di Crotone, Acquamarina di Catanzaro, Comitato Donne Città di Cutro e V.E.S.C.A. di Longobucco. La distribuzione dei beni raccolti in Calabria, fra cui zainetti, capi d’abbigliamento per diverse fasce d’età, giocattoli, culle da campeggio, ha raggiunto tre orfanotrofi di Libreville prima della conclusione della campagna, attraverso la donazione di un albero di Natale all’ospedale della città con la partecipazione dei bambini dei reparti di Pediatria.
Da due anni e mezzo nel direttivo dell’Associazione In’Oltre, Nisticò nel corso della sua missione a Libreville, ha potuto toccare con mano la reale situazione umanitaria in Gabon e comprendere le difficoltà del far raggiungere questi territori dalla solidarietà proveniente dalle nostre parti.
«C’è molto scetticismo attorno a queste operazioni – ha spiegato – è per questo che con In’Oltre non raccogliamo fondi, bensì materiali e beni che qui possono fare la differenza.  Ci tengo molto a che passi questo messaggio e che anche i più scettici si ricredano e vedano come le cose si svolgono e che realmente tutto arriva a destinazione».
È per questo che è intervenuto anche il Rotary Club gabonese che si è fatto carico non solo delle spedizioni ma anche dello sdoganamento, quindi svolgendo quella parte burocratica che generalmente è il tallone d’Achille di tutte le operazioni umanitarie.
Molto spesso capita infatti che questi pacchi con derrate alimentari e non che arrivano in quei Paesi dove c’è maggiore bisogno, spesso poi non vengano distribuiti a chi sono realmente destinati proprio per questioni burocratiche di Dogana, qui invece prontamente affrontate e risolte dal Rotary Club.
Il mio sogno è quello di estendere la mia opera sociale anche in Africa è divenuto possibile grazie all’ambasciatore di Libreville Cesare Nisticò, che ci ha fatto conoscere e apprezzare questa grande umanità e semplicità. Spero di cuore trovare il tempo per raggiungerlo, e fare questa esperienza nei villaggi africani.
Un grazie di cuore per il loro prezioso contributo anche al Comitato Donne di Cutro e all’associazione Vesca di Longobucco.
«L’associazione Donne Città di Cutro è stata coinvolta da Libere Donne nella raccolta di indumenti e vari per la missione in Africa – aggiunge Rosanna Nardo – perché come spesso abbiamo fatto, siamo al fianco di tutte quelle associazioni che si occupano del concreto e delle necessità reali e, Libere Donne in particolare, ci affianca e ci coinvolge ormai da anni in una molteplicità di iniziative. In particolare, siamo attente alla partecipazione e al coinvolgimento del mondo femminile in questo tipo di iniziative sia come parte attiva che come destinatari delle nostre azioni: le donne per le donne e quindi per l’umanità».
«Pertanto abbiamo risposto subito e con un proficuo contributo – ha aggiunto – a questa “chiamata” e siamo davvero soddisfatte nel vedere il risultato del nostro impegno. Siamo sempre disponibili ad implementare ulteriormente azioni che vanno in questa direzione”. “Siamo stati parte attiva del progetto Gabon, abbiamo donato 62 pacchi contenenti generi di prima necessità, abbiamo coinvolto la fascia ionica da Rossano fino a Cariati per arrivare fino a Longobucco dove noi operiamo».
«Come associazione, di cui onoro di essere il presidente – ha detto – operiamo nel nostro territorio giornalmente, assistendo e dando supporto materiale e legale alle famiglie bisognose».
«Abbiamo subito accolto l’idea di partecipare a questo progetto, abbiamo chiesto, selezionato tutto il materiale che ci è stato donato e siamo venuti personalmente a Crotone a consegnare i nostri pacchi. Essere arrivati in questi posti – aggiunge Pino Flotta, Presidente associazione V.E.S.C.A di Longobucco – dove l’inessenziale diventa bene primario ci inorgoglisce, per cui stiamo pensando assieme ad altre realtà presenti sul territorio di riproporre il progetto anche nel cosentino, dove sono certo che la generosità delle persone la farà da padroni». (cv)
[Caterina Villirillo è presidente di Libere Donne Crotone]

REGGIO – L’assessore Costantino: I lavori all’ex cinema Orchidea procedono

«Nessun sequestro e nemmeno nessuno stop del cantiere, anzi i lavori all’ex cinema Orchidea procedono senza interruzioni». È quanto ha detto l’assessore ai Lavori pubblici, Franco Costantino, facendo chiarezza sulla situazione del cantiere per la realizzazione del Mediterranean cultural Gate nell’area prospiciente il Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria.

«La Soprintendenza – ha aggiunto l’assessore – non ha mai bloccato i lavori, né adottato provvedimenti dopo l’avvio dei lavori del cantiere. Ha solo prescritto, preliminarmente, in fase di approvazione del progetto, che venissero conservati i paramenti di facciata che sono rimasti in piedi dopo le demolizioni. Dunque le demolizioni residue ancora in corso di ultimazione risultano essere particolarmente delicate, in quanto da realizzare sotto il livello stradale per raggiungere il piano d’imposta del nuovo fabbricato».
In conclusione, l’assessore ha rassicurato la cittadinanza sul «buon andamento del cantiere nella situazione data, che si inserisce nell’ambizioso progetto di realizzare il Mediterranean Cultural Gate, un’altra moderna struttura che promette di essere un importante punto di riferimento culturale per la città». (rrc)

REGGIO – Il Centro d’ Ascolto Ariel avvia il progetto “Lavoro in rosa”

Il Centro d’Ascolto Ariel di Gallico (RC) avvierà un tirocinio extracurriculare presso un soggetto ospitante privato del territorio, come misura di politica attiva finalizzata a promuovere l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Obiettivo primario sarà arricchire il bagaglio esperienziale della donna vittima coinvolta nell’iniziativa. 

Ciò è sttao possibile grazie al progetto “Lavoro in rosa”, finanziato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, a valere sull’Avviso Pubblico n°225- Anno 2024.

Molto spesso le donne che concludono il percorso di fuoriuscita dalla violenza e dalle conseguenze da essa prodotta, vivono la difficoltà di inserirsi o reinserirsi nel mercato del lavoro. La difficoltà determinata dai seguenti fattori ricorrenti: la bassa scolarizzazione, le poche esperienze lavorative pregresse, i problemi di conciliabilità dei tempi di lavoro con quelli legati alle responsabilità di cura da parte di quelle donne che hanno figli minori a carico.

Attraverso l’iniziativa ammessa a finanziamento dalla Città Metropolitana, il Centro offrirà ad una donna vittima di violenza delle opportunità formative e lavorative, consentendole di instaurare delle relazioni significative nel mondo del lavoro. Il tirocinio avrà durata di 6 mesi e sarà regolarmente registrato al CPI, essendo prevista una corresponsione economica sotto forma di borsa lavoro. (rrc)