LAMEZIA – Al via il Festival Trame

Prende il via oggi, a Lamezia Terme, la 13esima edizione di Trame, il Festival dei libri sulle mafie, promosso da Fondazione Trame Ets e Associazione Lamezia Antiracket.

Il festival, che mira a sensibilizzare il pubblico sui temi della legalità e della lotta alle mafie attraverso la cultura, inizia con un’intensa giornata di apertura. Alle ore 18, presso il Complesso monumentale di San Domenico, avrà luogo l’inaugurazione ufficiale.

Nuccio Iovene, Presidente della Fondazione Trame, Giovanni Tizian, direttore del Festival Trame.13, daranno il benvenuto ai partecipanti: Lorenzo Canova e Pietro Folena dell’Associazione Metamorfosi, Simona Bruni, direttrice del Museo Archeologico Lametino, Wanda Ferro, Sottosegretario del Ministero degli Interni, Bruno Corda, Direttore dell’Agenzia dei Beni Confiscati, Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria, Paolo Mascaro, sindaco di Lamezia Terme, e Claudio Quaternato, Project Manager della Fondazione CDP.

Taglio del nastro per la mostra Visioni Civiche. L’arte restituita al il Museo Archeologico Lametino. La mostra, promossa dalla Fondazione Trame in collaborazione con l’Associazione Culturale MetaMorfosi e curata dal Professor Lorenzo Canova, che espone fino al 28 luglio opere confiscate alle mafie e restituite alla collettività.

Sempre nel Complesso Monumentale di San Domenico, sarà possibile visitare, per tutta la durata del festival, la mostra fotografica “Il caso ‘Africo’” prodotta da Cortona On The Move in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia, a cura di Paolo Woods con la supervisione scientifica di Barbara Costa e la ricerca iconografica di Serena Berno e Silvia Cerri.

Alle 19, il Chiostro San Domenico ospiterà il dibattito “Il coraggio di ogni giorno”, con Michele Abbaticchio, vicepresidente di Avviso Pubblico, Giuseppe Politanò di Avviso Pubblico Calabria, e Giusy Caminiti, sindaca di Villa San Giovanni, moderato da Massimo Razzi del Quotidiano del Sud.

Mentre una nuova strage di migranti, questa volta a largo di Roccella jonica, tinge di sangue le coste calabresi, il palco di Trame ospiterà l’incontro “Umanità e accoglienza nell’epoca del cinismo” con Don Giacomo Panizza, Comunità Progetto Sud, Filippo Miraglia di Arci Nazionale, Enzo Infantino di Resq Calabria e Leonardo Palmisano. Federica Margaritora di Radio Inblu modererà l’incontro, durante il quale verrà presentato il libro “ItaliApartheid” di Leonardo Palmisano. L’evento è organizzato in collaborazione con il Movimento Umanità In Ricerca e altre associazioni locali. Successivamente, il teatro interculturale “FILI” presenterà “Prendete e mangiatene tutti” di Erri De Luca, a cura dell’Associazione Comunità Progetto Sud e InRete Cooperativa Sociale.

Alle 21, nel Chiostro San Domenico, il magistrato Giuseppe Spadaro discuterà di “Caivano, Italia: Tra repressione e prevenzione” con Giovanni Tizian, direttore artistico di Trame13.

La serata si concluderà alle 22 nella Piazzetta San Domenico con “Trame in musica”. Roberto Occhiuto, Presidente della Regione Calabria, e Antonino De Masi, imprenditore, dialogheranno con il giornalista Pietro Comito. Seguirà un’esibizione musicale di Francesca Prestia insieme all’Orchestra Giovanile di Fiati “G. Scerra” di Delianuova (RC) diretta da Gaetano Pisano(rcz)

LAMEZIA – Successo per la presentazione di “Un paese felice” di Carmine Abate

È stata la presentazione del libro Un paese felice di Carmine Abate ad inaugurare, a Lamezia Terme, la rassegna Caudex. Visioni letterarie, con la direzione artistica di Sabrina Pugliese.

L’evento è inserito nel progetto “Vacantiandu 2024”, direzione artistica di Nico Morelli e Enrico Palmieri, è candidato all’avviso “Eventi di promozione culturale 2024” finanziato con risorse Pac 2014/2020 – AZ. 6.8.3 dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura.

Il protagonista assoluto di questo innovativo progetto è il libro, percepito come Anima Mundi, che nelle performance dei diversi stili d’arte sintetizza, impatta ed emoziona lo spettatore, rendendo la presentazione del libro una vera e propria esperienza multisensoriale. Una sorta di idilli, piccoli quadri teatrali, animati, questa sera, dagli attori Angela Gaetano, Eugenio Pino, Walter Vasta, dal musicista Luigi Morello e dalla voce appassionata di Francesca Salerno.

La presentazione si è sviluppata in modo molto originale lungo diversi piani di lettura. Sabrina Pugliese ha coordinato l’evento, abbracciando più ruoli, quello di moderatrice, di narratrice, di sintesi del poliedrico senso dell’opera. Antonio Pagliuso ha dialogato a ritmo serrato con l’autore, rimarcando la prospettiva etica, morale e di protesta sociale del romanzo. 

Il “pamphlet” che attraversa l’opera, non è solo una cornice della storia d’amore narrata da Carmine Abate, ma fa parte della trama del romanzo. La distruzione di Eranova viene raccontata attraverso gli occhi dei due innamorati, protagonisti del libro – Lina e Lorenzo – e delle donne del paese, simbolo di azione, resistenza e lotta pacifica.

L’esperimento della lettura a più voci e da diversi punti di visuale è stato sapientemente accostato ad una scelta scenografica e multimediale emotivamente coinvolgente. Il dialogo tra Carmine Abate, Sabrina Pugliese e Antonio Pagliuso è stato accompagnato dalla proiezione di filmati che hanno fatto vedere ai numerosi spettatori presenti in sala, il senso profondo del “messaggio” dell’opera di Carmine Abate. Sono stati infatti proiettati immagini d’epoca, che sintetizzavano in maniera efficace quello che era accaduto – anzi – quello che non era accaduto.

La voce potente della cantante Francesca Salerno, accompagnata dalla chitarra di Luigi Morello, ha emozionato il pubblico con la struggente drammaturgia dei versi delle sue canzoni. Carmine Abate ha trovato un terreno fertile nella stimolante organizzazione dell’incontro, regalando un contributo di altissimo valore all’illustrazione della profonda anima del suo romanzo. L’autore ci ha raccontato di Eranova, di questo paese felice, ricco di alberi da frutto e vigneti, inondato dal profumo di zagara, adagiato lungo la pianura di Gioia Tauro fino alle spiagge del mare, che improvvisamente, è stato spazzato via in nome di un progresso che era solo una falsa promessa. 

Carmine Abate ha “rivendicato” la sua ispirazione pasoliniana nella scrittura del romanzo. La profezia di Pierpaolo Pasolini, oggi, nel 2024, si è avverata in tutta la sua tragicità. Il mondo perduto, nel nostro caso Eranova, il paese felice non c’è più, né mai più ci sarà. La mancanza di coraggio nel non opporsi all’ingiustizia è un peccato capitale dal quale non si può scampare. La pacatezza con la quale l’autore ha ribadito questa terribile verità è stato forse l’aspetto più disarmante della serata. Perché il dibattito ha affrontato anche quel destino di nuove Eranova che potrebbe nascere dalla costruzione del ponte sullo Stretto. Non c’è stato fatalismo o rassegnazione nelle parole dette nella presentazione di “Un paese felice”, ma c’è stata forse, la consapevolezza che, se gli eventi dipendono dal congiungimento improvviso di cause che li rendono quasi inesorabili, dall’altro lato c’è forte un richiamo morale, che ha ben sintetizzato Sabrina Pugliese: “dobbiamo essere forti e legati alla nostra terra come gli alberi”. (rcz)

LAMEZIA – La Caritas aderisce all’iniziativa “È più bello insieme”

La Caritas di Lamezia Terme ha aderito all’iniziativa È più bello insieme, un programma di vacanze solidali per minori e accompagnatori provenienti da contesti di guerra.

Nel prossimo mese di luglio, infatti, arriveranno 42 tra bambini e bambine con otto accompagnatori, che, provenienti da Nikopol, trascorreranno 15 giorni di spensieratezza lontano da quel territorio dilaniato dalla guerra. Proprio per questo si è svolto, nel salone della Parrocchia di San Giuseppe Artigiano, alla presenza del direttore della Caritas, don Fabio Stanizzo, un incontro in cui è stato fatto il punto dal punto di vista organizzativo e logistico pensando ad attività ricreative e di intrattenimento per tutti i bambini, gli adolescenti e gli adulti che li accompagnano, in sinergia con tutti i religiosi, gli operatori e i volontari disponibili e coinvolgendo le comunità locali.

Le esperienze di accoglienza vissute l’anno passato sono state estremamente positive e intense e hanno permesso di aiutare bambini e ragazzi nell’elaborazione del trauma della guerra, offrendo loro luoghi sicuri in cui confrontarsi e crescere avendo fiducia in un futuro di pace. È così che il valore umano e sociale che si è sviluppato in questi anni è immenso e può essere sintetizzato negli effetti che ha prodotto in passato sugli accompagnatori, che si trovavano in una condizione delicata e con ruoli sovrapponibili in quanto educatrici, operatrici, ma anche profughe; sui minori, che hanno potuto vivere una vacanza in serenità, e sulle comunità accoglienti che hanno sperimentato la solidarietà e la gratuità, in un processo di condivisione inestimabile.

Il programma, avviato nel 2022, subito dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, e sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana ha permesso di accogliere fino ad oggi, in Italia, più di 700 tra minori e adulti accompagnatori che anche quest’anno, dal 15 giugno al 30 agosto consentirà ad altrettanti minori, con i loro accompagnatori, in periodi e luoghi diversi, di trascorrere una vacanza in Italia lontani dalla guerra e dalla difficile condizione che vivono oramai da più di due anni.

Il progetto “È più bello insieme” non è solo un progetto di accoglienza ma è una straordinaria occasione di animazione di comunità. Partendo da noi stessi, dalle nostre equipe, dalle nostre delegazioni, siamo chiamati a coinvolgere e a mettere in rete le diverse realtà territoriali: la comunità cittadina, le scuole, i comuni, le associazioni, la comunità ecclesiale (parrocchie, gruppi, movimenti), i giovani e tutte le singole persone intercettate dalle diocesi accoglienti. Il desiderio è che, attraverso la preparazione e poi l’incontro con i bambini e ragazzi, si accompagni la comunità a costruire una fraternità solidale che abbia a cuore il tema della pace, che sappia custodire quel senso profondo dell’umano, che è espressione di carità.

Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, lo scorso 20 maggio, di fronte all’Assemblea generale dei Vescovi, aveva auspicato la promozione di “azioni solidali” e la definizione di “soluzioni inclusive e realmente incisive, in grado di rafforzare il senso di comunità e di reciproca cura, affinché nessuno sia tagliato fuori o venga lasciato indietro” e che le comunità divengano “luoghi di accoglienza per tutti” perché “è l’accoglienza che allarga anche il cuore e diventa testimonianza di una rinnovata cultura di pace: in questo senso accoglieremo i minori provenienti dall’Ucraina per un’estate di solidarietà”. (rcz)

LAMEZIA – Al Sistema Bibliotecario al via il progetto “Giovani in Biblioteca”

Si intitola Giovani in Biblioteca – Lamezia Youth Library, il nuovo progetto del Sistema Bibliotecario Lametino, sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le politiche giovanili e Servizio civile universale.

“Lamezia Youth Library” potenzierà le  attività di educazione alla lettura del Sistema e darà nuova linfa a iniziative di promozione della cittadinanza attiva, alla libera espressione artistica, alla digitalizzazione culturale, tematiche da sempre vive nella mission del SBL.  Diversi, poi, sono i partner coinvolti nei 18 mesi di durata del progetto: Comune di Lamezia Terme , Fondazione Trame, Chiostro Caffè Letterario, Lucky Friends,, Cooperativa InRete, Associazione Una.

Le attività previste dal progetto sono: Honoris Causa, Cinema in Biblioteca, Scuola di Formazione alla cittadinanza attiva, Back to the Future, Banca della Memoria, Bibliobus sull’interno territorio della città. Alcune di queste le riscopriremo rinnovate altre sono da scoprire e motivo di assoluta novità culturale. 

Tra i tanti momenti da vivere hanno già preso vita “Honoris Causa” pensato per i giovani laureati a cui viene offerta la possibilità di presentare in biblioteca la propria tesi di laurea, in un clima rilassato di festa e di condivisione, in particolare per quei ragazzi che, conseguendo la laurea fuori regione, non hanno avuto la possibilità di esporre il proprio lavoro a parenti e amici.

La Banca della Memoria nasce per conservare, fissare e custodire testimonianze, tradizioni, racconti e storie orali attraverso una serie di interviste audio/video che riportano alla luce, tramite le parole stesse degli intervistati, frammenti di vita vissuta del territorio. Si vuole creare uno strumento per la conservazione e valorizzazione della memoria collettiva; sono già visibili sui social del Sistema (facebook Sistema Bibliotecario Lametino – Instagram sblametino – sito web https://www.sblametino.it/news/giovani-in-biblioteca-lamezia-youth-library_70) le prime interviste realizzate che stanno riscuotendo grande interesse di pubblico.

Altra attività già avviata è il “Cinema in Biblioteca” rassegna gratuita di film in lingua originale con sottotitoli in italiano, realizzata con la collaborazione dell’Associazione Una. Il prossimo appuntamento in programma è previsto domani, domenica 9 giugno alle ore 21,00 presso il Chiostro Caffè Letterario in Piazza San Domenico di Lamezia Terme  con il film Un divano a Tunisi di Manele Labidi Labbè (Tunisia, Francia, 2019).

Uno sguardo teso al futuro, la voglia di “lasciare il nostro mondo un pò migliore di come lo abbiamo trovato”, l’amore per la lettura e la sua divulgazione per ogni fascia d’età ed essere umano, rappresentano il  patrimonio di idealità che caratterizzano non solo le attività proposte per questa lunga stagione del SBL ma  lo spirito stesso degli operatori culturali che offrono il loro servizio con passione e professionalità.

LAMEZIA – La lectio di mons. Serafino Parisi su “La figura della donna in alcuni testi biblici”

Venerdì 6 giugno, a Lamezia, alle 17.30, nella Sala Conferenze “Giovanni Paolo II”, si terrà la lectio del vescovo di Lamezia, mons. Serafino Parisi, su La figura della donna in alcuni testi biblici e nel contesto del vicino oriente antico. Un’analisi del passato per il nostro presente.

L’evento è stato organizzato dalla Fidapa Bpw Italy – Distretto Sud Ovest Sezione Lamezia Terme assieme alla Diocesi di Lamezia. Si parte con i saluti istituzionali di Paola Stilo, presidente della Fidapa di Lamezia. Modera Saveria Maria Gigliotti, direttore Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Lamezia. (rcz)

LAMEZIA – L’incontro pubblico di FI “Un’altra Calabria… L’Europa che vorremmo”

Domani pomeriggio, a Lamezia, alle 18, al Teatro Grandinetti, si terrà l’incontro pubblico UN’altra Calabria… L’Europa che vorremmo, promosso da Forza Italia.

All’incontro saranno presenti il presidente della regione Calabria, Roberto Occhiuto, il coordinatore regionale, Francesco Cannizzaro, l’assessore regionale, Gianluca Gallo, la vice Presidente della regione Giusi Princi, candidata per la Calabria in Europa, il sindaco della città di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, il coordinatore Provinciale, Marco Polimeni, il coordinatore cittadino, Salvatore De Biase.

«Crediamo fermamente nell’importanza di investire in questo settore vitale, quale è l’agricoltura – si legge in una nota – sostenendo l’industria agroalimentare con il Made in Italy al 100%. Il nostro impegno si concentra sull’aumento del reddito agricolo e sulla promozione della produzione di materie prime strategiche come grano, orzo, mais e soia, fondamentali per la catena alimentare umana e zootecnica».

«Ridurre la dipendenza da Paesi importatori scarsamente sicuri è una priorità – viene evidenziato –. Spesso, queste nazioni utilizzano materie prime agricole di dubbia provenienza, mettendo a rischio la nostra sicurezza alimentare. Per questo, vogliamo garantire che le nostre produzioni siano sicure e di alta qualità».

«La tutela dell’ambiente è una responsabilità che ci prendiamo molto a cuore. Il nostro pianeta, il “giardino di Dio”, deve essere protetto e salvaguardato. Per questo, proponiamo misure per ridurre l’uso della plastica monouso e promuovere l’utilizzo di prodotti riutilizzabili, realizzati con materiali riciclati e facilmente riparabili – conclude la nota – contribuendo così a ridurre gli impatti ambientali estremamente dannosi. Infine, intendiamo favorire interventi contro il dissesto idrogeologico, una questione sempre più urgente che necessita di soluzioni immediate e sostenibili». (rcz)

LAMEZIA – Il 14 giugno il concerto del Trio De Luca, Mendicino e Mirabelli

Il 14 giugno, a Lamezia Terme, al Vecchio Mattatoio Tabacchi, si terrà il concerto del trio composto da Eugenio De Luca (voce e chitarra), Corrado Mendicino (organo) e Maurizio Mirabelli (batteria).

L’evento rientra nell’ambito della rassegna Jazz Today, con la direzione artistica del Maestro Andrea Brissa, una vetrina concertistica, che si presenta come una forma di riflessione sistematica ed innovativa sul jazz come forma di linguaggio artistico e musiche affini a questa forma, come sintesi di culture, fenomeno sociale che ha condizionato e suggestionato le coscienze collettive, non solo di tante generazioni di musicisti ma anche di tanta gente comune.

Il trio jazz/blues composto da Eugenio De Luca alla chitarra e voce, Corrado Mendicino all’organo e Maurizio Mirabelli alla batteria è un gruppo di talentuosi musicisti che si sono uniti per creare un’esperienza musicale unica. Eugenio De Luca, laureato in chitarra jazz con il massimo dei voti, è un virtuoso della chitarra e un cantante appassionato. La sua tecnica impeccabile e la sua voce calda e coinvolgente donano al trio un suono distintivo e coinvolgente. Corrado Mendicino, musicista diplomato in piano jazz, porta al trio la sua esperienza nel suonare l’organo. Con il suo tocco virtuoso, Mendicino crea atmosfere suggestive e contribuisce ad arricchire il sound del gruppo. Maurizio Mirabelli, batterista jazz, completa il trio con il suo talento e la sua sensibilità ritmica. La sua abilità nel creare groove e improvvisare dà al gruppo una solida base ritmica e una grande energia. Il trio si esibisce regolarmente in locali e manifestazioni culturali, portando il loro repertorio di jazz e blues in modo coinvolgente e appassionato. La loro musica è caratterizzata da improvvisazioni emozionanti, arrangiamenti originali e un mix di brani classici e composizioni originali. Eugenio De Luca trio Jazz/blues è un gruppo che non manca di affascinare il pubblico con la loro abilità strumentale e la loro passione per la musica. (rcz)

LAMEZIA – L’IC Nicotera-Costabile celebra la Festa di Primavera con i versi di Costabile

È stata una Festa di Primavera nel segno di Franco Costabile, quella svoltasi all’IC Nicotera-Costabile, svoltasi nei giorni scorsi e organizzata dall’Associazione culturale San Nicola in collaborazione con l’I. C. Nicotera Costabile nell’ambito delle iniziative per il Centenario del poeta sambiasino.

L’evento ha visto protagonisti gli alunni delle classi V del plesso Costabile di Savutano e l’orchestra composta dagli studenti della scuola secondaria di primo grado, diretta dal M° Fabio Sirianni, coadiuvato dai professori di strumento dell’Istituto Sergio Sirianni (sassofono), Anna Russo (violino) e Manuela Grenci (pianoforte). Alla magia dei pezzi classici e moderni, eseguiti dai giovani musicisti, si sono alternate le suggestioni evocative dei versi di alcune poesie di Franco Costabile, declamate dagli alunni delle classi V. Un incontro di liriche e musiche che ha incantato il pubblico che gremiva piazzetta Santa Sofia, nel centro storico di Sambiase.

«Quest’evento è da considerarsi il momento conclusivo di un percorso formativo-didattico sulla figura e sull’opera poetica di Franco Costabile, che ha coinvolto tutti gli alunni dei tre ordini dell’Istituto», ha sottolineato la docente Fatima Palmieri, nell’introdurre la serata e nel porgere i saluti della D.S., prof.ssa Maria Angela Bilotti.

La docente Palmieri ha ringraziato per l’importante opportunità il presidente dell’associazione culturale “San Nicola” Pino Morabito, che si è congratulato con tutti i docenti, che con entusiasmo e professionalità hanno contribuito alla realizzazione della serata e, soprattutto, con la docente F.S., incaricata della gestione del Ptof d’Istituto, per l’essenziale attività di coordinamento svolta.

All’interno del percorso formativo-didattico che le insegnanti delle classi quarte e quinte della scuola primaria hanno proposto ai propri alunni, si è ben inserito il significativo apporto educativo di Fiore Isabella, maestro di scuola primaria, da qualche anno in quiescenza, che ha incuriosito i piccoli presentando un’attività originale e coinvolgente: partendo dalla riflessione su alcune poesie di F. Costabile, accuratamente selezionate, ha invitato gli alunni a guardarsi dentro e ad esprimere idee, sentimenti e impressioni suscitate dalle parole del Poeta, stimolandoli e sostenendoli nell’elaborazione di nuovi versi poetici. Il maestro Fiore, insieme alle colleghe di scuola primaria, ha guidato il corteo degli alunni fino alla piazzetta Santa Sofia e ha condotto la serata, destando, attraverso le sue parole, emozioni intense nei presenti.

Amabili sono stati i versi in vernacolo dei poeti Salvatore De Biase e Francesco Davoli, dedicati al Costabile. Gli alunni della classe V A hanno commosso il pubblico recitando “Vana Attesa”, “Rosaria lava”, “Tutti gli anni una storia” e “Calabria Infame”.  Poesie queste che, prendendo in prestito una riflessione di Giovanni Mazzei, presidente dell’Associazione “Dorian”, contengono gli elementi fondamentali dell’opera costabiliana: l’abbandono, l’agricoltura e l’amore.

L’abbandono del padre, di cui invano il poeta attende il ritorno, ma anche l’abbandono della terra natìa dei tanti emigranti, alla ricerca di una vita migliore, più dignitosa, certo, ma, lontana dagli affetti più cari; l’amore per persone e luoghi sempre cari e l’amore per la terra, unica risorsa di intere famiglie, croce e delizia, perché il duro lavoro dei campi, non sempre è ricompensato da un buon raccolto.

Gli alunni della classe V B, con gli abiti dell’antica tradizione sambiasina, hanno contrapposto alla delicatezza delle immagini, evocate attraverso i versi delle poesie “Fra I Pini” e “È Prigione”, la durezza della realtà dei braccianti delle poesie “È del Padrone” e “Il Gallo Canta”, leggendo le proprie riflessioni in merito ai temi trattati.

Il dramma dell’emigrazione, la solitudine e l’inquietudine dell’emigrante, il suo desiderio di ribellarsi ad una sorte avvertita come profondamente ingiusta, sono stati ripresi dagli alunni della V C, che si sono cimentati ne “Il Canto Dei Nuovi Migranti” in versione RAP, perché questo genere musicale è vicino ai giovani ed è una forma espressiva di denuncia e di ribellione.

Alla serata hanno preso parte anche il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro e le assessore Vaccaro e Spinelli, che hanno espresso parole di lode e di incoraggiamento per i ragazzi dell’orchestra, per i piccoli alunni di V e per tutti i docenti.

Infine, sulle note suggestive di “Pirati dei Caraibi” la serata si è conclusa. (rcz)

LAMEZIA – Il Vescovo Parisi ha presieduto la Santa Messa e Processione per il Corpus Domini

«Il senso della vita di Gesù è proprio quello di essere donata agli altri, essere per gli altri». Con queste parole il vescovo, monsignor Serafino Parisi, nella Messa del Corpus Domini, celebrata ieri sera in una cattedrale assiepata di fedeli, si è soffermato sulla forza dell’amore «che ha guidato la vita di Gesù. Cioè, quell’amore – ha detto – che è capace di amare chi, non solo è irriconoscente, ma anche chi è ingrato».

«L’esistenza ha un senso – ha aggiunto il Vescovo – se è un’esistenza donata, quella che con una parola viene detta l’agape, cioè l’amore oblativo, l’amore che si dona, che si consegna, che non aspetta il contraccambio, ricompense e nemmeno i ringraziamenti, l’amore che sa essere amore anche per quelli come Giuda che l’hanno tradito, come gli apostoli che l’hanno abbandonato, come Pietro che lo ha rinnegato».

«Il messaggio del brano del Vangelo di oggi – ha detto monsignor Parisi – è quello dell’ultima cena, del pane spezzato, che è il corpo di Gesù, e del sangue versato, che è il sangue di Gesù, che viene presentato all’interno del testo come dono d’amore. Cioè, la scelta del figlio di Dio è quella di donare la sua vita per amore” ed “il dono d’amore dell’Eucarestia, il corpo consegnato di Gesù, insegna a noi credenti, a noi cristiani che il modello dell’amore, della consegna, della donazione, di questa oblatività, cioè diventare dono per l’altro, la mia vita diventa vita per te anche se devo sacrificarla e tu non lo meriti, diventa ancora più forte se collocato all’interno di questo contesto di peccato, di fragilità umana, di limite. Dentro questo limite accade l’amore di Dio. Anzi è questo limite dell’umanità che dice a Dio che proprio questo baratro deve essere abitato, proprio questa frattura deve essere riempita dal suo amore. Questa è la forza dell’Eucarestia. Allora, quando noi celebriamo l’Eucarestia, entriamo dentro questo legame di una fraternità che certamente è costruita sul sangue».

“Abbiamo ascoltato tutti all’interno della ricca parola di Dio di oggi il brano del Vangelo – ha aggiunto il Vescovo – ed abbiamo avuto la possibilità di riconoscere facilmente che questo testo del Vangelo viene riproposto nel cuore dell’anno liturgico, cioè nella Settimana Santa. Tra le righe di questo testo, l’evangelista Marco, dal quale è stato tratto il brano di questa sera, ci tiene a dare una immediata comunicazione. Lo dice subito: Gesù sa a cosa va incontro, conosce bene che l’arrivo a Gerusalemme per lui sarebbe stato l’incontro con la morte, sarebbe stato il giorno decisivo, il giorno definitivo».

«Quel momento talmente atteso e pure talmente alto, – ha detto ancora – che avrebbe costituito la svolta della sua esistenza e anche della vita di tutti quelli che lo avrebbero seguito. Momento che l’evangelista Giovanni, sottolineando in modo molto forte la portata di questo accadimento, parla dell’ora decisiva di Gesù, l’ora della crocifissione, della esaltazione, della glorificazione» e «ci fa comprendere che quello che è accaduto a Gesù, non solo nel Venerdì Santo ma tutto quello che è accaduto dentro quei tre giorni del mistero Pasquale racchiusi nel nostro anno liturgico tra il giovedì, il venerdì, il sabato e poi la domenica – primo giorno della settimana –, il giorno della Resurrezione era stato scelto dal Signore: non è stato un incidente di percorso, non è stato un evento estemporaneo, un accadimento, cioè, che era semplicemente così, imprevedibile. Era, invece da Gesù, scelto, voluto e vissuto dall’inizio». 

«Questa – ha concluso monsignor Parisi – è la prima grande comunicazione che noi percepiamo nelle parole del brano del Vangelo di questa sera e tutto questo è detto nella preparazione minuziosa che Gesù ha in mente, che comunica ai suoi discepoli affinché la cena venisse vissuta con partecipazione e non venisse interpretata come qualcosa di imprevisto, ma come la scelta. Cioè, la volontà precisa di Gesù di vivere quell’ora. Ed è questo che rende ancora più potente il messaggio del brano del Vangelo di oggi».

Al termine della Santa Messa, il Vescovo ha presieduto la processione del Corpus Domini che si è conclusa sul sagrato della Cattedrale. (smg)

LAMEZIA – Concluso il progetto “In ascolto. Connessi con sè stessi, con la realtà, con gli altri”

Con la consegna di una targa ricordo per la scuola e la premiazione delle classi vincitrici (la III C dell’Istituto comprensivo “Pietro Ardito”, per gli Istituti di istruzione secondaria di I grado, e la I A dell’Istituto tecnico economico “Valentino De Fazio per gli Istituti di istruzione secondaria di II grado), si è concluso In ascolto. ‘Connessi’ con sé stessi, con la realtà, con gli altri, il progetto educativo Vivere in 2023-2024.

Nella consapevolezza che l’educazione delle nuove generazioni è un impegno prioritario per l’intera società, il Movimento Vivere In, propone ogni anno alle scuole di ogni ordine e grado un progetto, al fine di farsi promotore di azioni miranti a realizzare sinergia fra scuola, famiglia e altri soggetti educativi del territorio. 

Se nella Parola e nell’Eucaristia, si trovano i pilastri fondanti di tutta la nostra azione, non possiamo, come associazione di laici, non inserire pienamente i due risvolti che più sentiamo nostri: quelli della socialità e della relazionalità.

Impegnati individualmente e comunitariamente ad amare Dio e l’uomo, attraverso il dinamismo della vita che ci porta quotidianamente a dover scrivere la nostra piccola storia, nella certezza che ogni vita è un dono che va difesa salvaguardandone la dignità, ci adoperiamo per diffondere la mentalità del dono, del sapersi costruire come dono.

Quest’anno, in sintonia con i ripetuti appelli di Papa Francesco, si è scelto di porre al centro del Progetto educativo il tema dell’ascolto, considerando il clima culturale contemporaneo, che esalta l’individualismo e l’autoreferenzialità, e ponendo attenzione al mondo dei ragazzi e dei giovani, in particolare all’impatto che il progresso scientifico e tecnologico determina sui loro comportamenti, distogliendoli dalla vita reale e isolandoli dal mondo circostante e dalle relazioni con gli altri.

Il percorso didattico li ha indirizzati ad una partecipazione attiva al Concorso “Intelligenza Artificiale: algocrazia e algoretica”, con la finalità di approfondire temi su cui ancora c’è scarsa consapevolezza sociale, sul loro potere di influenzare le scelte, esaminando, anche, tutti i relativi problemi etici e di senso che ne scaturiscono.

Nativi digitali proiettati in un oggi che è già futuro, con il compito di saper salvaguardare il primato che spetta all’essere umano, in quanto creatura chiamata, a sua volta, a partecipare al continuo atto creativo mediato che Dio opera nel tempo. L’urgenza che sentiamo è quella di adoperarsi per cercare di costruire armonia e dare corpo ad una spiritualità che rimane schiacciata da montagne di materialismo.

Gli istituti che hanno aderito all’iniziativa didattica hanno avuto il sostegno dell’associazione, attraverso la strutturazione di incontri informativi e formativi che hanno permesso la pianificazione di un percorso didattico assistito con i docenti tutor. L’obiettivo è stato quello di stimolarli alla riflessione, per sottrarli alla suggestione e alla manipolazione di abitudini e modi di ragionare. L’imitazione e la rassegnazione (fanno tutti così… Il mondo va così…) sono campanelli di allarme che non devono essere sottovalutati.

La fase successiva è stata quella della produzione.

Ogni classe, tenendo conto  delle note concorsuali, ha avuto la possibilità di esprimersi secondo le proprie scelte. 

Al concorso hanno partecipato quattro Istituti scolastici: Ite “De Fazio” (tutor Patrizia Calidonna; “Ardito-Don Bosco” (tutor Tommaso Cozzitorto e Pina Mantello); “Perri-Pitagora” (tutor Ivana Giannini); “Nicotera-Costabile” (tutor Raffaella Barberio e Elisa Astorino).

Nel corso della manifestazione di premiazione, alla quale, tra gli altri, hanno presenziato don Francesco Benvenuto e don Giuseppe D’Apa, i ragazzi delle varie classi hanno avuto modo di esporre i propri elaborati e motivare le loro scelte. (Maria Rita di Cello)