LAMEZIA – L’11 gennaio in scena “La Locandiera” di Goldoni

L’11 gennaio, a Lamezia, al Teatro Grandinetti, alle 21, andrà in scena “La Locandiera” di Carlo Goldoni, nell’edizione cult di Torino Spettacoli.

L’allestimento vede protagonista Miriam Mesturino, accreditata interprete goldoniana, affiancata da Luciano Caratto, con Alessandro Marrapodi, diretti da Enrico Fasella. Completano l’affiatato cast: Barbara Cinquatti, Sebastiano Gavasso, Maria Elvira Rao e Stefano Bianco. Accanto a loro, i giovani talenti del Liceo Germana Erba: Mattia Tarantino, e Mario Barbato.

Questo brillantissimo capolavoro goldoniano, andato in scena al teatro Sant’Angelo di Venezia il 26 dicembre 1752, narra l’avventura di Mirandolina, serva e padrona al tempo stesso di una locanda fiorentina. Mirandolina è un’ottima locandiera; oggi la definiremmo una capace donna-manager. Intorno a lei personaggi spassosissimi: il Conte parvenu e spendaccione; il Marchese spocchioso visionario d’una antica ricchezza e d’una presente, inutile nobiltà; il Cavaliere misogino ma più di ogni altro ingenuo e Fabrizio, sinceramente innamorato.

«La storia di una donna che rifiuta Conti, Marchesi e Cavalieri, per impalmare Fabrizio, umile borghese quanto lei, al fine – neanche troppo dissimulato – di governare meglio la locanda, non può che essere una tipica allusione alla novità dei rapporti tra borghesia e nobiltà, nel particolare momento storico in cui l’intrigante vicenda si sviluppa. In Mirandolina, si visualizza, attraverso l’artificio scenico, quel mutamento, già ampiamente in atto nella vita reale, che vede la borghesia conquistare maggior spazio a danno della nobiltà veneziana e non solo (non dimentichiamoci che la commedia è ambientata a Firenze), dapprima quasi pacificamente coesistendo, per poi acquisire un primato che andrà via via consolidandosi negli anni successivi. L’immagine che Mirandolina mostra di sé, ammiccando con il pubblico e con la «storia», zittisce ogni commento critico sul suo personaggio: la locandiera, più che onesta o crudele, più che infida o virtuosa, è un’efficiente donna d’affari, che pone la locanda al centro della sua vita e che al suo buon andamento, subordinerà sempre e oltre qualsiasi apparenza, ogni motteggio ed ogni lusinga. In questo forse, è riconoscibile uno dei primi veri ritratti di donna «moderna» che il teatro ci ha offerto». (rcz)

A Lamezia concluse le celebrazioni per il Centenario di Franco Costabile

Si sono concluse, lo scorso 29 dicembre, a Lamezia Terme, le celebrazioni per il Centenario del poeta Franco Costabile.

Quella di sabato 28 dicembre, infatti, è stata una piacevolissima Convention – usando un termine anglofono in omaggio ad Alfredo Costabile, importante imprenditore italo-canadese, parente del Poeta – che ha finanziato totalmente, e con grande generosità, la statua dedicata a Franco Costabile, che oggi, grazie alla generosa disponibilità e talento dell’artista Maurizio Carnevali, ed alla certosina supervisione di Filippo D’Andrea, ideatore e coordinatore delle Giornate Costabiliane e studioso del Poeta, è diventata realtà.

Alla vigilia dell’inaugurazione del monumento la terza Giornata Costabiliana ha preso avvio con l’accogliente presentazione di Giacinto Gaetano, direttore del Sistema Bibliotecario Lametino. L’introduzione agli argomenti è stata poi definita da Filippo D’Andrea, che ha marcato la metodologia corale delle Quatto Giornate in riferimento ai temi ed alle discipline ermeneutiche e delle interpretazioni degli studiosi impegnati. 

Il primo intervento del dirigente Domenico Maria Mete, autore di un Vocabolario dialettale e massimo esperto di etimologia e ricerca storica nel vernacolo nostrano, ha esposto l’argomento su “Tracce di dialetto nella poetica del Costabile”, in cui ha spiegato come mai il poeta, pur così profondamente radicato nella vita del paese e del quartiere Miraglia, non abbia usato il dialetto nella sua produzione letteraria.

Ma non mancano tuttavia, dei termini che non sono da considerarsi “contaminatio” e neanche solecismi, bensì la cifra di ciò che il dialetto rappresenta. Bellissima l’esegesi di un termine: “Binidittella”, che Costabile usa in una sua poesia nella esatta accezione di prematura morte di un infante, la cui anima è certamente Benedetta in Paradiso! Sono stati citati altri vocaboli come: “catoi”, “cridenza”.

L’intervento di Maurizio Carnevali è stato illuminato dal suo sincero ringraziamento al benefattore Alfredo Costabile che, grazie alla concertazione di Filippo D’Andrea, si è impegnato economicamente nell’impresa. L’artista Carnevali ha condiviso con i presenti l’emozione creativa, oltre la tecnica della fusione a cera persa, richiamo alla classicità di cui siamo eredi. Ha ricordato le ragioni per cui, lui lametino adottivo, ha scelto di vivere a Lamezia, sentendosi “a casa” per la gente, la rete solidale, il tessuto veramente “connettivo”.

Lo Scultore ha affermato che la statua non ha un basamento ma posa direttamente nel terreno: il poeta è rappresentato, più che in un ritratto, in un gesto: quello del seminatore che prende le sue pagine-poesie di semenze e sparge con gesto etereo, ciò che sarà un raccolto vitale per i posteri, un lascito perenne.

Sono stati apprezzati intermezzi musicali con la marimba, suonata dall’allievo Francesco Vaccaro, del Liceo Musicale.

L’intervento di Francesco Polopoli, docente di latino e greco, filologo che da tempo collabora con Università e l’Enciclopedia Treccani, ha trattato il tema “Costabile tra il didattico e il divulgativo”  con l’impegno dei suoi allievi realizzando un breve docufilm “La rosa nel bicchiere” e toccando corde del verismo Costabiliano, soprattutto girando le scene proprio nei luoghi della giovinezza del poeta.

L’intervento di Cesare Perri, stimato psichiatra e poeta dialettale, sul tema “Costabile una personalità multiedrica: tratti psicologici”, con una psicoanalisi retroattiva che ha convinto, in quanto il tratto della malinconia, più che della depressione, è per statistiche cliniche, quasi sempre legato a condizioni di fitness cioè di quel “benessere complessivo” in cui è vissuto il Poeta. La assenza del padre prima, la sua assenza da padre nei confronti delle due figlie, la malinconia e la solitudine del bambino e dell’adulto, assommate sono implose nel gesto estremo.

Per salutare i convenuti, l’imprenditore Alfredo Costabile ha voluto sottolineare che partendo adolescente da Sambiase, come una tenera pianta ha potuto imparare un’altra lingua, altre usanze, un mestiere gratificante, ma niente avrebbe intaccato la forza delle sue radici, tanto più profonde oggi in cui la sua tenacia ha potuto realizzare una importante operazione che racchiude Arte, Cultura, Memoria, consegnando il monumento ai nuovi corsi della Storia.

Tina Mancuso ha declamato alcune poesie di Costabile, forti, toccanti come “lame di coltelli”.

Il 29 dicembre è stato inaugurato il monumento “Il Poeta seminatore” realizzato dal Maurizio Carnevali e finanziato totalmente dal’impresario Alfredo Costabile, con la consulenza letteraria e l’idea progettuale di Filippo D’Andrea, i quali sono intervenuti al momento storico con la presenza del vicesindaco Antonello Bevilacqua e l’assessore alla Cultura Annalisa Spinella, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale.

A completare gli atti del centenario della nascita di Costabile, nel quarto incontro si è seguita la traccia dell’ultimo saggio di Filippo D’Andrea dal titolo emblematico: “Franco Costabile, il poeta intellettuale della verità ferita”(Edizione Cantagalli, Siena). L’intervento di Giacinto Gaetano, ha lumeggiato l’espansione dei Programmi e delle attività del Sistema Bibliotecario Lametino che dirige.

È seguita la presentazione dei relatori da parte di Filippo D’Andrea, per poi continuare con l’introduzione di Luigi Mariano Guzzi che ha trattato “La poetica di Costabile: appunti  per una teodicea”  disegnando l’ipotesi di una visione marcatamente religiosa del Poeta sambiasino, e proponendo anche cenni di devozione popolare legate a san Francesco da Paola, “ Sole” per noi calabresi nonché per la devozione mariana , colta un’immagine diffusa nella sue poesie: “sud spilla d’oro alla Madonna di Pompei”.

Queste “narratio” appena tratteggiate , trovano immediato il riscontro nel lettore meridiano. Da chiedersi se un lettore di altre latitudini ne potrebbe avvertire la pienezza, la suggestione emozionale che deriva dall’appartenenza!

Ancora: lo sguardo critico del poeta “all’aragosta” nel piatto del cardinale, contrapposto a “le alici “nel piatto del contadino. Come sperare che si possano colmare queste paradossali distanze, che si possa inverare il senso religioso più autentico in una Chiesa opulenta e appariscente?

La teodicea in Costabile è già nel suo senso civico profondo, nella sua tagliente visione di quella realtà rurale deprivata e violata. In quel sofferto , inevitabile sradicamento; nel dipanare il fitto intreccio del bene e del male che della sua Terra costituisce l’anima.

L’intervento del professor Carmine Matarazzo, “La visione antropologia di Franco Costabile”, ha rintracciato con cura e forza espressiva alcuni frammenti di scritti Costabiliani, nei quali l’affanno del poeta, culminato nel gesto estremo, non è da considerarsi coraggio ne’ codardia ma Scelta! Al contrario di Leopardi che nel suo logorio ha scelto di vivere ed è rimasto compiuto dentro la propria infelicità . Costabile in quel suo errare interrogandosi sul senso della vita, di “quella condizione di vita”, ha scelto di stare con la schiena dritta, di non chinare il capo, di non alienarsi ma di trovare una propria via di fuga. Definitiva. Una libera scelta in contrasto con i riconoscimenti professionali, i traguardi raggiunti, le frequentazioni giuste. La sua Calabria “Rosa nel bicchiere” del resto è un fiore reciso, sradicato, colto nella bellezza struggente un attimo prima della fine.

È qui la stringente coerenza di un Uomo che si è fatto strada consumandosi nell’amore incondizionato immodificabile verso la sua Terra.

Letture di brani del libro “Franco Costabile. Il poeta intellettuale della verità ferita” è stata affidata alla interpretazione significativa di Franca Maria Mete, docente.

Il Coordinatore generale Filippo D’Andrea, ha espresso ringraziamenti, in chiusura, per l’impegno profuso, mai bastevole, in questo anno di ricerca-azione plurale sul poeta calabrese Franco Costabile. (rcz)

 

LAMEZIA – Al via il progetto “Ti leggo… Ti ascolto”

È partito, nelle scuole di Lamezia Terme, il progetto Ti leggo… Ti ascolto, promosso dalla Fondazione Treccani Cultura e dal Centro per il Libro e la Lettura.

Il progetto si inserisce nel consolidato programma di #trameascuola, percorso laboratoriale di educazione alla legalità della Fondazione Trame Ets.

Destinata alle scuole superiori, l’iniziativa rappresenta l’opportunità per gli studenti di approfondire autori del Novecento italiano e di sperimentare nuove forme di lettura, unendo formazione accademica e creatività, grazie al bando “Ad alta voce” 2023 “Bando per la promozione di progetti di lettura ad alta voce”, indetto dal Cepell.

Le lezioni toccheranno, Roma, Napoli, Lecce, oltre a Lamezia Terme, e si avvarranno di docenti di indubbio valore. Il progetto sarà realizzato in collaborazione con l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, sotto la guida di Gianluca Genovese e l’Università La Sapienza con Chiara Faggiolani, che monitorerà tutte le fasi.

Il progetto ha preso ufficialmente il via il 18 dicembre. L’incontro inaugurale è stato guidato dal prof. Luca Zipoli, attualmente Assistant Professor in Letteratura Italiana presso il Bryn Mawr College negli Stati Uniti.

“Ti leggo… Ti ascolto” prevede, fino giugno 2025, laboratori di lettura ad alta voce guidati da attori e registi e la realizzazione di un podcast, che permetterà agli studenti di dare voce alle proprie riflessioni e ai testi affrontati.

Nella città di Lamezia Terme il progetto coinvolge il Polo Liceale “T. Campanella – Fiorentino”, con la classe 4a del Liceo Classico, che affronterà la lettura de “Il deserto dei Tartari” di Dino Buzzati e la 5D che esplorerà “Lettera a un bambino mai nato” di Oriana Fallaci, e il Polo Tecnologico “Rambaldi-De Fazio”, con la 4csia dell’Istituto De Fazio che leggerà “Marcovaldo” di Italo Calvino.

Fin dal 2016, #trameascuola porta nelle aule tematiche cruciali come legalità, democrazia e responsabilità collettiva, combinando percorsi di lettura con incontri su memoria, giustizia e impegno civile. Ogni anno, circa 900 studenti partecipano con entusiasmo, incontrando autori, imprenditori e testimoni di legalità. In passato, la Fondazione ha ospitato nomi come Gherardo Colombo e Luciano Violante, trattando opere di rilevante impatto sociale. Il progetto promuove una riflessione attiva che trasforma gli studenti in protagonisti della memoria collettiva, attraverso elaborati creativi e momenti di confronto.

La sinergia consolidata tra Fondazione Treccani Cultura e Fondazione Trame Ets, che ha visto negli ultimi due anni scolastici anche la partecipazione della Fondazione Vittorio Occorsio, arricchisce il progetto con nuove prospettive, confermando il potenziale educativo della collaborazione tra istituzioni, creando spazi di approfondimento su temi storici e sociali di grande rilevanza, e ampliando il raggio d’azione per educare i giovani al valore dell’impegno sociale.

L’ulteriore passo in avanti di #trameascuola con il progetto “Ti leggo…Ti ascolto”, di cui Fondazione Treccani Cultura è ente capofila, amplia il focus, rappresentando un approfondimento naturale del suo obiettivo educativo: stimolare il pensiero critico e la consapevolezza civica attraverso il potere delle parole.

La letteratura, infatti, non è solo uno strumento per evadere dalla realtà, ma è anche una guida per comprenderla in tutta la sua complessità, leggendola in modi che spesso sfuggono ai linguaggi quotidiani. Con il nuovo percorso proposto, l’approccio ai libri si arricchisce di nuove dimensioni. Non si tratta solo di analizzare i testi, ma di dare loro voce incarnandone i significati. Le storie, le parole e le idee possono essere un atto di resistenza e di responsabilità, un modo per riscoprire se stessi e il mondo. Integrando questa lente, gli studenti diventano protagonisti di questa narrazione, chiamati a leggere, ascoltare e, infine, agire. (rcz)

LAMEZIA – Successo per il libro “Democristiani” di Nunnari

Ha riscosso grande partecipazione la presentazione del libro “Democristiani” di Mimmo Nunnari, avvenuta al Chiostro Caffè Letterario di Lamezia.

L’evento politico-letterario organizzato da Giancarlo Nicotera, presidente del Consiglio Comunale di Lamezia e segretario regionale del Nuovo CDU, e da Ruggero Pegna, consigliere comunale e neo segretario lametino dell’ UdC, ha visto gli interventi di varie figure politiche e di intellettuali  di caratura nazionale, dall’onorevole Mario Tassone, segretario nazionale del CDU, al senatore Gino Trematerra dell’ UdC, ed ancora quelli del professore Giulio Nicola Nardo dell’Università della Calabria, di Alessio Filippone di Patto Sociale, Salvatore Bolzumì, segretario regionale dell’Udc, Pasquale Matarazzo ex sindaco democristiano e dell’attuale sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro, presente insieme al suo vice Antonello Bevilacqua e all’assessore ai Servizi Sociali Tonia Rizzo.

La presentazione dell’opera di Nunnari, edita da Pellegrini, è stata introdotta dagli organizzatori, che hanno sottolineato valori, importanza e cultura di un Centro Cristiano e Democratico, antifascista, capace di ricostruire l’Italia a pezzi del dopoguerra fino a portarla tra i Paesi più industrializzati al mondo. È seguito, poi, l’intervento dello storico giornalista di origini reggine, che ha emozionato tutti i presenti con il suo racconto affascinante di uno spaccato della storia del nostro Paese, riaprendo il dibattito su quello che è stata la Democrazia Cristiana, ma anche su quello che potrebbe essere il futuro, con la rinascita di un partito che ha lasciato un vuoto fino ad oggi mai colmato. Sullo sfondo dell’incontro, l’idea di Nicotera e Pegna di sperimentare in città, in vista delle prossime comunali,  l’avvicinamento di alcuni dei “pezzi” in cui si è frantumato il partito dopo tangentopoli, portando avanti il progetto di un nuovo Centro Cristiano. (rcz)

LAMEZIA – Martedì l’iniziativa “Nessun esclus*” di Cgil

Martedì 17 dicembre, a Lamezia, alle 18, nel Chiostro di San Domenico, si terrà l’iniziativa Nessun esclus* – iniziativa di riflessione ascolto e sostegno promossa da Filcamcs Cgil Calabria.

A partire dal libro di Manuel Sirianni “Fantasie… e non solo”, si discuterà con Pinuccia Cosmano e Giuseppe Valentino, Filcams Cgil Calabria, Barbara Rosanò, Aps Kinema, Annamaria Bavaro, Comunità Progetto Sud, Rosario Cortese, Apd Lucky Friends, Gianmario Foti, Studio Psico Educativo “Legame”, Daniela Cittadino, dottoressa in Pedagogia, Amalia Bruni, consigliera regionale Pd Calabria, un dirigente dell’Assessorato al Lavoro Regione Calabria.

Verranno ascoltate le testimonianze delle famiglie e dei ragazzi con disabilità. Concluderà i lavori il Segretario Generale Cgil Calabria Gianfranco Trotta. Modererà l’iniziativa la giornalista Tiziana Bagnato.

LAMEZIA – Al Museo Lametino due laboratori creativi

Questo weekend, al Museo Archeologico Lametino si terranno due laboratori creativi, per grandi e piccini, a cura di Marco Matarazzo e del personale del Museo.

Sabato 14 dicembre alle 16.30, riservato a adulti fra i 20 e i 40 anni, si svolgerà il laboratorio “Trova il confronto: ceramica a vernice nera per tutti”. Alla prima fase di accoglienza e di didattica in cui verrà illustrata la ceramica a vernice nera rinvenuta nel corso degli scavi archeologici di Terina, seguirà il laboratorio creativo in cui i partecipanti dovranno trovare il confronto dei frammenti ceramici in esame.
Domenica 15 dicembre, sempre alle 16.30, sarà il momento del laboratorio ludico-didattico dal titolo “Il disegno archeologico delle anfore di Terina”, riservato a giovani utenti dai 10 ai 15 anni.
Anche nel laboratorio per i più piccoli, alla prima fase didattica seguirà il laboratorio ludico-creativo in cui i giovani partecipanti saranno chiamati a cimentarsi nel disegno archeologico di orli e puntali di anfore, come dei veri studiosi di ceramica antica.
Per entrambi i laboratori si richiede di portare con sé il materiale da disegno (fogli, matite, forbici, squadrette ecc.).
L’accesso ai laboratori è gratuito ed è richiesta la prenotazione ai seguenti contatti: all’indirizzo e-mail del Museo drm-cal.lametino@cultura.gov.it o al numero di telefono 3351732323. (rcz)

LAMEZIA – Sabato si presenta il libro “Delia”

Sabato 14 dicembre, a Lamezia, alle 17.30, al Chiostro Caffè Letterario, sarà presentato il libro Delia – Amore, Distruzione, Eros di Giuseppe Perrotti.

La presentazione sarà accompagnata da una discussione sul tema
“Relazionarsi nell’era della comunicazione” e dall’esposizione di una
raccolta di illustrazioni a tema realizzate dallo stesso Perrotti.

In questo nuovo libro, edito da Santelli Editore, Poe, diminutivo di
Poeta, si trova a dover affrontare l’insonnia. Ma anziché lasciarsi
abbattere, decide di trasformare questo tormento in un’opportunità,
rinominandolo “Ispirazione”. Convinto di non essere insonne ma ispirato, Poe parte alla ricerca della sua musa personale e del messaggio che desidera condividere con il mondo. Questa avventura, però, è tutt’altro che semplice. Poe si trova a navigare tra le imprevedibili maree delle emozioni e i complessi rapporti interpersonali. Ogni pagina offre al lettore strumenti preziosi per crescere nei propri rapporti attraverso l’esperienza di Poe e della sua musa, Delia.

Giuseppe Perrotti, laureato in Medicina Veterinaria, specializzato in
Etologia Applicata e Benessere Animale e laureando in Psicologia
Strategica, è già autore dei libri “Smite il più piccolo dei giganti”
(2018) e “Unseeliest ed altri racconti liminali” (2020). È nato a
Napoli nel 1987 ma, dopo neanche un anno di vita, i genitori si
trasferiscono a Soverato, dove trascorre i primi 10 anni della sua vita.

Da lì un viaggio di due anni negli Stati uniti (Montgomery County) e
l’acquisizione della lingua inglese diventano un tassello
importantissimo per l’evoluzione della sua vita. È in questi anni che
si appassiona alla scrittura, al fantasy, alla fantascienza e
all’horror. Inizia a praticare scherma che successivamente evolverà in un interesse per la scherma storica europea e le arti marziali
tradizionali cinesi (WU-Shu). Si appassiona poi alle relazioni
interpersonali partendo dal binomio uomo-animale. Diventa veterinario esperto in comportamento ed esercita per quasi sei anni. Diventa inoltre esperto in Mindfulness presso l’Istituto europeo di psicologia positiva. (rcz)

LAMEZIA – Gaetano Savatteri presenta “La Magna Via”

Domani sera, a Lamezia, alle 21, al Teatro Grandinetti, Gaetano Savatteri presenta il libro La Magna Via.

L’evento, che rientra nell’ambito della rassegna Caudex – Visioni Letterarie, è organizzato in collaborazione con la Fondazione Trame, presieduta da Nuccio Iovene, ed è inserito nel progetto “Vacantiandu 2024”, la cui direzione artistica è affidata a Enrico Palmieri e Nicola Morelli, è inserito negli “Eventi di promozione Culturale 2024” finanziato con Risorse Pac 2014/2020 – Az. 6.8.3 dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura.

A dialogare con lo scrittore sarà Marco Stefano Gallo, mentre a coordinare l’evento è Sabrina Pugliese direttore artistico di “Caudex – Visioni letterarie”. A far “vivere” l’opera di Savatteri saranno  Antonio Fortuna, Walter Vasta, Angela Gaetano, Gaetano Santorelli, Vincenzo Muraca, Fedora Cacciatore e Cristina Pertosa.

Saverio Lamanna e Peppe Piccionello, la coppia Stanlio e Ollio del giallo italiano, protagonista della fortunata serie TV Màkari, sfidano la Sicilia interna lungo l’antica “magna via Francigena” che collega per sentieri e strade provinciali, Palermo ad Agrigento. Ma sulla loro scia si verificano alcune morti violente e misteriose da decifrare.

2020 e attualmente è membro del comitato scientifico della Fondazione Trame ETS. Ha contribuito alla crescita e al consolidamento della manifestazione, aprendola ai linguaggi del cinema, del teatro e dell’arte. Per ogni edizione, ha individuato una cornice tematica per mettere a fuoco i contenuti e approfondire le proposte di riflessione, una tradizione che ancora continua.

Sul palco di Trame ha presentato alcuni dei suoi lavori, come il libro “Mafia Capitale” e spettacoli come “L’inganno delle parole” letture di Lina Sastri, testo di Gaetano Savatteri musiche originali di Francesco Scaramuzzino regia di Giuseppe Dipasquale produzione originale per Trame Festival in collaborazione con l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, in occasione di Trame.7; “Intervista impossibile a Don Mariano” con David Coco e Gaetano Savatteri, sassofono di Alberto La Neve, regia di Giuseppe Dipasquale per Trame.8; Piazza Dante Girone 41 bis di Francesco D’Ayala e Gaetano Savatteri, regia di Marcello Mazzarella musiche di Riccardo Manzi con Marcello Mazzarella, Anna Attademo, Riccardo Manzi, Francesco D’Ayala e Gaetano Savatteri per Trame.10; il live painting di Marck Art “Vissi d’arte” con Carmelo Sardo per Trame.9, che ha dato vita all’opera La bellezza di una città pulita. (rcz)

LAMEZIA – Giovedì lo spettacolo “Dimenticare Costabile”

Giovedì 12, a Lamezia, alle 17.30, al Teatro Politeama Costabile, in scena “Dimenticare Costabile. Ciao, mi chiamo Franco. E sono un poeta” con Daniel Cundari e i musicisti Enzo Campagna Salvatore Cauteruccio.

L’evento è organizzato dal Comitato Centenario Franco Costabile – Costabile 100 nell’ambito del calendario di eventi dedicato alle celebrazioni del centenario della nascita del poeta Franco Costabile.

L’appuntamento, introdotto da Antonio Pagliuso, membro fondatore del Comitato Costabile 100, è aperto a tutti e a ingresso gratuito.

Attraverso il realismo onirico che contraddistingue la sua continua ricerca teatrale, lungi dalle tendenze del momento, Daniel Cundari suona lo strumento di pietra della sua lingua antidiluviana, intrisa di terra e di Sud, accompagnato dai Maestri Enzo Campagna alla chitarra e Salvatore Cauteruccio alla fisarmonica.

Come le esili trame del filo minacciato dal rasoio, spesso un sottile destino unisce i cuori troppo cantastorie dei grandi poeti nati in provincia: essere dimenticati. (rcz)

LAMEZIA – Presentato il libro “A vicchizza è ‘nna ricchizza” di Ciccio Scalise

Successo, a Lamezia Terme, per la presentazione del libro “A vicchizza è ‘nna ricchizza”, l’ultima opera del poeta in vernacolo Ciccio Scalise, pubblicata alla vigilia del suo ottantesimo compleanno.

Un pubblico numeroso e caloroso ha accolto l’evento con entusiasmo, trasformando la serata in un momento sospeso tra memoria e presente, tra realtà e quella dolce malinconia che dipinge i ricordi come cartoline natalizie intrise di calore. 

Il libro, edito da Grafichè di Antonio Perri, è molto più che una raccolta di poesie: è un tributo alla saggezza popolare e un viaggio tra le radici culturali calabresi, narrato con il linguaggio genuino e vibrante di un testimone del tempo.

L’incontro è stato arricchito dagli interventi di personalità illustri, che hanno saputo sottolineare il valore dell’opera di Scalise non solo come omaggio alla tradizione, ma anche come guida per riscoprire l’autenticità della vita comunitaria. Il direttore Domenico Mete ha intrattenuto il pubblico con aneddoti e riflessioni sulla lingua vernacolare, evidenziando come Ciccio Scalise, per tutti semplicemente “Ciccio”, abbia saputo trasformare il dialetto in uno strumento di poesia universale. Mete ha definito l’autore un “custode della memoria collettiva”, capace di far dialogare passato e presente con la forza delle parole.

Il professor Filippo D’Andrea, nel suo appassionato intervento, ha aggiunto che Scalise merita di essere inserito in una sorta di “geografia libresca del cuore”, un pantheon ideale di autori che con la loro penna e il loro cuore tengono viva l’anima di una comunità.

«La sua poesia – ha detto – è un ponte tra generazioni, un invito a non smarrire il senso profondo delle nostre radici».

Non sono mancati i saluti istituzionali: il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, ha sottolineato l’importanza di un libro come strumento di memoria, ma soprattutto come stimolo per il futuro.

«Un’opera come questa – ha detto – non è solo un tributo al passato, ma un monito a costruire il presente con la stessa forza e autenticità che ritroviamo nei versi di Scalise. Ogni poesia è una piccola luce che illumina la strada della nostra identità».

A rendere ancora più significativa la serata, l’intervento del sindaco di Conflenti, D’assisi Francesco Emilio, che ha ricordato il legame profondo tra Scalise e il suggestivo borgo montano.

«Ciccio Scalise – ha detto – è un poeta che ha dato voce alle nostre radici, proprio come fece il grande Vittorio Butera. La sua opera è una testimonianza preziosa che guarda avanti, senza mai dimenticare da dove veniamo».

L’intera serata è stata accompagnata dalle dolci note della lira calabrese, suonata dal maestro Claudio Fittante, che ha saputo creare un’atmosfera intima e avvolgente, amplificando l’emozione delle letture affidate alla voce di Pino Mete e degli interventi.

A chiudere la serata, un momento di grande commozione: la poesia “A 80 anni”, composta dallo stesso Scalise, che ha celebrato con ironia e tenerezza l’ingresso in una nuova fase della vita. Il poeta, con il sorriso di chi ha vissuto pienamente, ha dedicato la serata alla sua amata moglie, alla famiglia e a tutti i presenti. Un monito a vivere ogni emozione con intensità, ricordando che la malinconia può essere sconfitta dall’amicizia e dalla condivisione.

I saluti finali sono stati affidati a Nella Fragale, in rappresentanza della casa editrice Grafichè, che ha espresso grande soddisfazione per il successo dell’evento, guardando già al prossimo libro come una promessa per il futuro.

«Ogni pagina – ha detto – è un seme di memoria piantato nel cuore della nostra comunità».

La serata si è conclusa tra applausi e abbracci, in un’atmosfera carica di gratitudine e orgoglio. 

Con “A vicchizza è ‘nna ricchizza”, Ciccio Scalise ha saputo dimostrare ancora una volta che la poesia non è solo parola scritta, ma una forza viva che unisce e ispira. (rcz)