LOCRI (RC) – “L’asino d’oro” di Apuleio

Il 3 settembre, a Locri, alle 21.30, alla Corte del Palazzo di Città, in scena L’asino d’oro di Apuleio.

Lo spettacolo, prodotto da Fondamenta Teatro e Teatri e adattamento di Sergio Basile, rientra nell’ambito della 29esima Stagione Teatrale della Locride a cura del Centro Teatrale Meridionali con la direzione artistica di Domenico Pantano.

Sul palco, Sergio Basile e Alisia Pizzonia.

L’Asino d’Oro, dal quale è tratto lo spettacolo, è unico romanzo della letteratura latina pervenuto interamente fino a oggi e, insieme al frammentario Satyricon di Petronio, unica testimonianza del romanzo antico in lingua latina.

Protagonista principale del racconto è Lucio, vittima di una metamorfosi in asino a seguito di una pratica magica non andata a buon fine. La sua disavventura è l’episodio-chiave del romanzo che muove il resto dell’intreccio riguardante le peripezie dell’animale. Nell’attesa di riassumere sembianze umane, l’asino passa di mano in mano, mantenendo però sempre un pieno raziocinio che lo rende conscio di ciò che via via gli accade.

La narrazione è intervallata dal racconto di altre vicende degne di nota relative alla storia del protagonista o raccontate da altri personaggi. Tra queste, la celebre favola di Amore e Psiche.

L’appassionante avventura si rivela quindi allegoria del percorso spirituale dell’uomo, da bestia ad angelo, con la metamorfosi di Apuleio che viene affrontata con tutti i personaggi che girano intorno alla storia in uno spettacolo piacevole e multiforme. (rrc)

 

LOCRI (RC) – Lo spettacolo “L’Infinito Giacomo”

Domani sera, a Locri, alle 21.30, alla Corte del Palazzo di Città, in scena L’Infinito Giacomo con Giuseppe Pambieri.

L’evento rientra nell’ambito della 29esima Stagione Teatrale della Locride del Centro Teatrale Meridionale diretto da Domenico Pantano.

Lo spettacolo, con la regia di Giuseppe Agirò, dà vita a un monologo in cui le opere di Leopardi, che tanto lo hanno fatto amare, diventano spunto e approdo, un’occasione per conoscere l’artista, l’uomo irriverente, il poeta nella e della vita, in tutte le sue debolezze e virtù del quotidiano e che lo identificano come un profondo esaminatore della verità dell’anima nelle sue più crude e dolorose sfaccettature. 

Argirò riesce quindi a impressionarci profondamente grazie alla sua capacità di guardare dentro l’animo del protagonista di questo spettacolo prodotto dal Centro Teatrale Meridionale, colmo di riflessione e arricchito dalla musica (Mozart, Bach, Chopin) sapientemente scelta come parte integrante dell’opera teatrale. (rrc)

LOCRI (RC) – Il libro “Qualcosa di superiore” di Danila Santagata

Domani sera, a Locri, alle 21.00, alla Corte di Palazzo di Città, la presentazione del libro Qualcosa di superiore di Daniela Santagata.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione Culturale Leggendo tra le Righe con il patrocinio della Città di Locri.

Dopo i saluti di Domenica Bumbaca, assessore alle Politiche Sociali, dialoga con l’autrice Marisa Larosa, presidente Associazione Culturale “Leggendo tra le righe”. (rrc)

LOCRI (RC) – Lo spettacolo “Statale 106” con Giuseppe Argirò

Questa sera, a Locri, alle 21.30, alla Corte del Palazzo di Città, in scena Statale 106 – La strada delle storie tra mito e satira con Giuseppe Argirò.

Lo spettacolo rientra nell’ambito della 29esima stagione teatrale della Locride messa a punto dal Centro Teatrale Meridionale, diretto da Domenico Pantano.

Lo spettacolo è un viaggio verbale che narra la Calabria come una terra segreta, arcana, in cui convivono figure e personaggi senza tempo. La narrazione scenica, scelta da Argirò, diventa allo stesso tempo mito classico e storia contemporanea. Un testo drammaturgicamente forte, dove passato e presente si confrontano e si fondono in una rappresentazione magistrale della condizione umana.

«Per me la 106 Ionica – dice Argirò – conosciuta come la strada della morte, è un pretesto per raccontare il potere e i suoi abusi, di cui ognuno di noi è vittima: dal mito a oggi, il teatro è l’unica forma d’arte veramente democratica perché è un evento dal vivo che non può incorrere in una censura preventiva». (rrc)

LOCRI (RC) – Consegnato il Premio Talento delle donne 2020

A Locri, nella suggestiva cornice del Circolo del Tennis “Giulio Riccio”, si è svolta la cerimonia di consegna del Premio Talento delle Donne, organizzato dal Cenacolo della Cultura e delle Scienze.

Il Premio, a cura del prof. Lorenzo Calò, direttore della Scuola di Specializzazione in Nefrologia all’Università di Padova e direttore dell’ Uoc Nefrologia Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, intende dare il giusto riconoscimento alle donne che con il loro esempio, contribuiscono a diffondere nella società di ieri e di oggi una migliore comprensione dei valori della solidarietà.

Nel corso dell’evento, inoltre, si è svolta una tavola rotonda a cui hanno partecipato Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria, Annarita Trotta, Claudia Salvatore, l’avv. Vincenzo Ferrari, il presidente e coordinatore scientifico dell’Università Federico II di Napoli, Francesco Salvatore, la prof.ssa Marianna Mauro, docente di economia aziendale e il Rettore dell’Università di Napoli, Arturo De Vivo.

Premiate Emmida Multari, cardiologo dell’Ospedale di Locri, Laura Giurato, endocrinologa e docente di diabetologia presso il Policlinico Universitario “Tor Vergata” di Roma, Maria Baccilieri, imprenditrice di Bianco, Giulia Arcuri, del Lions Club di Locri, Mariella Costa, scultrice, Mariella Russo, funzionario dell’Inps e Giovanna Lanza, medico di Locri.

Premiate, come eccellenze esterne, Enrica Capelli e Enza Maria Valente dell’Università di Pavia, Antonia Domenica Cappellini dell’Università di Milano, Claudia Salvatore dell’Università del Molise, Annalisa Capuano, Lucia Altucci e Marina Beatrice Melone dell’Università Luigi Vanvitelli di Napoli, Francesca Pentimalli dell’Istituto dei tumori Pascale di Napoli, Amalia Vizzo de Santo dell’Università Federico II di Napoli, Francesca Mallamaci dell’Ospedale di Reggio Calabria, Marianna Alesssi, nefrologa dell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova, Paola Helzel dell’Università della Calabria, Cecilia Perri del Museo Diocesano di Rossano Calabro, Claudia Rossi, coordinatore di cure primarie e medico di Bologna, Angela Costabile, Pro Rettore dell’Università della Calabria, Marianna Gensabella e Rosa Musolino dell’Università di Messina, Annarita Trotta dell’Università di Catanzaro, Paola Salvatore dell’Università Federico II di Napoli, Marianna Mauro dell’Università di Catanzaro, Stefania Muzzi, ing. informatico di Catanzaro, Maria Luisa Panno dell’Università della Calabria, Lucia Cascavilla dell’Ospedale San Raffaele di Milano, Adriana Villamena, interprete e traduttrice di Napoli, e Giselda Stella, magistrato presso il tribunale di Paola. (rrc)

In copertina, momento di premiazione di Giulia Arcuri, premiata dal presidente del Cenacolo, Giovanni Filocamo. Foto di Aristide Bava

LOCRI (RC) – In scena “Elena tradita”

Questa sera, a Locri, alle 21.30, alla Corte del Palazzo di Città, lo spettacolo Elena tradita di Luca Cedrola.

L’evento rientra nell’ambito della 29esima edizione della Stagione Teatrale della Locride, messa a punto dal Centro Teatrale Meridionale, per la direzione artistica di Domenico Pantano.

Lo spettacolo, con Viola GraziosiGraziano Piazza – che cura la regia – «riesce a reinterpretare la figura di Elena sotto l’aspetto più profondo e vero, scevro dai pregiudizi tramandati, scardinando così la classica visione di donna colpevole e vittima di una sconfinata bellezza, per dare spazio alla libertà, come scelta di vita per raggiungere la vera e piena consapevolezza di sé. Come sottolinea Graziano Piazza: «L’immagine esteriore della bellezza e della giovinezza rimane immutata e immutabile, mentre emerge l’interiorità di una Elena cambiata, evoluta che finge anche di essere altra da sé. Una Elena sempre bella, ma mai uguale a se stessa» ha spiegato Viola Graziosi. 

LOCRI (RC) – “Coppia aperta quasi spalancata” con Salines e Bianco

Questa sera, a Locri, alle 21.30, nella Corte del Palazzo Città, in scena la commedia Coppia aperta quasi spalancata con Antonio SalinesFrancesca Bianco.

Lo spettacolo, di Dario FoFranca Rame e con la regia di Carlo Emilio Lerici, è il terzo appuntamento del cartellone della 29esima Stagione Teatrale della Locride organizzata dal Centro Teatrale Meridionale con la direzione artistica di Domenico Pantano.

Il testo, scritto nel 1983, è la storia grottesca di due coniugi alle prese con un matrimonio che sta andando allo sfascio e che decidono di sperimentare la formula della “coppia aperta” per risolvere i problemi della loro relazione. Ma la “coppia aperta” in realtà è un’invenzione del marito per giustificare le sue infedeltà di immaturo, vanaglorioso Don Giovanni. Infatti, fino a che di questa libertà ne fruisce il maschio va tutto bene, ma cosa succede quando anche la donna, superate le iniziali ritrosie, decide di prendersi la sua parte di libertà trovandosi un altro uomo? I ruoli si invertono: il marito strilla, va in crisi, vuole la mamma e minaccia il suicidio, salvo poi ringalluzzire precipitosamente non appena la moglie, impietosita, confessa di avere inscenato una situazione del tutto inventata. Naturalmente, a quel punto, non potrà mancare il classico colpo di scena.

Un testo straordinario sulle relazioni di coppia, una commedia imperdibile, dunque, per la coinvolgente rassegna teatrale del Ctm, che si conferma uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi della regione. (rrc)

LOCRI (RC) – Il libro “L’esilio del flautista. Hijra” di Nour Edinne Fatty

Questa sera, a Locri, alle 19.30, a “Casa Ilenia”, la presentazione del libro L’esilio del flautista. Hijra di Nour Eddine Fatty.

Ilenia Caccamo, che ha collaborato alla pubblicazione del libro, ha deciso di condividere il progetto del recital, i cui contenuti convergono in qualche modo con quelli di Casa Ilenia: «promuovere, organizzare e diffondere la conoscenza e la cultura fra popoli. Per festeggiare il proprio compleanno l’associazione regalerà ai soci la prima calabrese dell’evento.  Sul terrazzo allestito come un ambiente berbero, accogliente ed essenziale, degustando un tè à la mente e un buffet originale marocchino, i partecipanti, opportunamente distanziati, potranno accogliere tutta l’emozione delle melodie di Fatty».

Il libro è edito da Maison Des Maitres(rrc)

L’AMBIZIOSA LOCRIDE CHE VUOLE ESSERE
CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2025

di ANTONIETTA MARIA STRATI – Indipendentemente da come andrà a finire, la candidatura della Locride a Capitale della Cultura Italiana 2025 va salutata con entusiasmo e orgoglio. È l’indicazione di un percorso che coinvolge il territorio, ma in realtà fa da collante per l’intera Regione. Non si tratta di una medaglia virtuale da appendere nella sala del sindaco, è, invece, un obiettivo che va verso il riconoscimento di un’idea identitaria di cultura e tradizione. E quale migliore esperienza ci può essere di quella tramandata dai territori della Magna Grecia? Da dove è nata la civiltà occidentale e dove il popolo calabrese ha forgiato il suo carattere forte e indomito, quello che gli permette di affrontare qualunque avversità e, naturalmente, qualunque fortuna. In questo caso non si tratterà solo di fortuna, perché ci sono procedure e modalità da rispettare, ma la sfida è intrigante e merita l’attenzione di tutta la Calabria, a partire dalla Regione.

«Ce l’ha fatta Matera, ce l’ha fatta la Basilicata, penso che ce la possa fare anche la Locride». Si è aperto così l’incontro di presentazione del progetto, avvenuto giovedì a Locri alla presenza di sindaci, del mondo delle imprese, delle Associazioni, per capire bene i punti su cui lavorare per riuscire a coordinare i territori e valorizzare la partecipazione dal basso e delle comunità locali, e questo perché è ambiziosa la candidatura della Locride a Capitale della Cultura Italiana 2025, ma anche quasi una necessità e «un peccato perdere un’occasione del genere», come ha dichiarato Francesco Macrì, presidente del Gal Terre Locridee, che ha lanciato la candidatura.

Una vera e propria sfida che deve essere colta e sviluppata per un territorio che custodisce un patrimonio culturale inestimabile e che merita una valorizzazione di ampio respiro, sia nazionale che internazionale. Ma, per farlo, come ha ribadito il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, «servono investimenti importanti. Bisogna trascinare in questo percorso la Regione Calabria, la Città Metropolitana e la Curia, che vanta un patrimonio culturale non indifferente e lavorare tutti insieme per vincere questa sfida».

«È un obiettivo straordinario – ha dichiarato Natale Capello a Telemia – per cui saranno, credo, tutti i i Gal calabresi a sostegno di questa iniziativa perché si valorizza la Calabria, si valorizza la Magna Grecia, si valorizza tutto il territorio calabrese. Quindi, un apprezzamento, e noi saremo al vostro fianco, sempre, per questa battaglia, che spero sia vinta».

«Finalmente il territorio, i sindaci, i 42 comuni della Locride possono essere protagonisti – ha dichiarato il sindaco di Portigliola, Rocco Luglio, a Telemia –. Protagonisti non solo passivi: nel senso che fino a adesso noi abbiamo avuto sempre delle proposte “di sviluppo” che sono sempre calate dall’alto, senza mai essere noi protagonisti quelli della base. Il percorso che mi auguro porti all’indicazione della Locride come capitale della cultura italiana prevede una serie di iniziative e sopratutto una preparazione».

«Abbiamo avuto l’esperienza positiva di Matera – ha proseguito il sindaco di Portigliola – come Capitale della Cultura Europea, quindi una città del Sud che fino a qualche anno fa era la “vergogna” del Sud, come diceva anche Primo Levi in Cristo si è fermato a Eboli oggi, invece, è il nostro orgoglio. Quindi, sulla scia di Matera, del grande successo di Matera e mi auguro che anche noi possiamo fare questo percorso insieme, dettato da questa sfida perché siamo tutti amministratori, oramai, di una generazione dotata di ottime capacità, perciò basta mettersi d’accordo».

Ma cosa significa diventare Capitale della Cultura? Introdotta con la Legge Art Bonus dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, l’iniziativa – che seleziona ogni anno la “Capitale Italiana della Cultura – mira a sostenere, incoraggiare e valorizzare la autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la conservazione delle identità, la creatività, l’innovazione, la crescita e infine lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo.

Come dichiarato dal ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, «dal 2014, da quando abbiamo avuto l’idea di istituire anche in Italia il titolo di Capitale della Cultura, ogni edizione ha avuto effetti concreti e positivi sullo sviluppo turistico e sulla fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale dei territori e delle città vincitrici».

Per la Locride, dunque, vincere il titolo comporterebbe non solo l’ottenimento di 1 milione di euro – che non sono pochi – ma anche effetti positivi e concreti su turismo e fruizione del patrimonio culturale e ambientale. Tutto molto bello, se non fosse che quello che il Comune in gara spende, non viene “ricompensato” con la somma ottenuta con il titolo di Capitale della Cultura, necessitando perciò di aiuti esterni che permettano la piena realizzazione di una serie delle iniziative da attuare per la riuscita e il successo del progetto.

Il progetto di far diventare la Locrice un grande laboratorio aperto, per accogliere idee, dare vitalità alle comunità e alle culture locali, ricomporre la mappa del paesaggio storico dell’area è bellissimo, certo, ma si riusciranno a trovare le risorse necessarie? È anche questa una sfida per tutta la Calabria e il mondo dell’impresa che non può farsi sfuggire un’opportunità straordinaria e stimolante non solo per il territorio, ma per tutta la regione. (ams)

LOCRI (RC) – Il concorso fotografico “Scatta Locri”

Al via, a Locri, il concorso fotografico Scatta Locri, promosso dall’Associazione Culturale “Locri Patria Nostra” in collaborazione con l’agenzia di comunicazione “ComuniKal”.

L’iniziativa, che terminerà il 22 agosto 2020, è volta a favorire la realizzazione e la raccolta di foto che caratterizzino Locri nei suoi molteplici aspetti (storico, artistico, naturalistico, culturale, enogastronomico) e raccontare attraverso la fotografia: paesaggi, scorci, volti, oggetti, momenti di vita quotidiana e comunitaria di Locri. Inoltre, il concorso intende premiare la creatività dei partecipanti con una mostra fotografica Locri in primo piano, che sarà allestita presso il Cactus Club – Lungomare Lato Nord – Locri, nella prima decade del mese di settembre con le opere dei concorrenti selezionati, con l’obiettivo di valorizzare l’immagine di Locri e premiare la creatività dei concorre

Le foto saranno valutate da una commissione che, a proprio insindacabile giudizio, selezionerà le foto che parteciperanno alla mostra ed inoltre, attribuirà tre premi alle foto giudicate migliori e si riserva la possibilità di premiare foto ritenute meritevoli con premi speciali. Le foto partecipanti al concorso potranno essere riprodotte e utilizzate dagli organizzatori per realizzare mostre, raccolte fotografiche, pubblicazioni, così come per ogni tipo di uso a carattere promozionale e culturale. (rrc)