Il Rotary di Locri presenta alla Santelli uno studio sullo stato della Sanità nella Locride

Qual è lo stato della Sanità nella Locride? A spiegarlo, è lo studio condotto dal Rotary Club di Locri che, lunedì 6 luglio, è stato presentato alla presidente della Regione Calabria, Jole Santelli.

La rappresentanza del Rotary, composta dal presidente Giovanni Pascale e dal presidente della Commissione Sanità del Club, Giuseppe Bonavita, che ha avuto il compito di coordinare lo studio, ha presentato il lavoro, che ha richiesto diverso tempo,che  si è svolto sopratutto ascoltando tanti cittadini della Locride, impegnati in varie attività lavorative, professionisti, artigiani, commercianti, imprenditori in vari settori, che hanno avuto necessità di rivolgersi alle strutture sanitarie del territorio locrideo.

Hanno collaborato, con opportuni suggerimenti, Rotariani che hanno avuto ruoli di responsabilità dirigenziale di Aziende Sanitarie di Regioni cosiddette virtuose e medici specialisti in varie discipline.

È emerso un quadro poco confortante in quanto, le esperienze riportate dalle persone intervistate non sempre sono state concordi con le aspettative riposte.

Preoccupante il ricorso alle strutture sanitarie di Regioni del centro-nord del Paese o verso altri presidi sanitari della Regione Calabria, nella fattispecie verso l’Azienda Ospedaliera “Mater Domini” dell’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro (Campus di Germaneto).

Oltre alle già note criticità che affliggono il Presidio Ospedaliero di Locri, sono state evidenziate quelle che si registrano sul territorio e che penalizzano sopratutto i meno abbienti e gli anziani. 

I risultati dello studio hanno prodotto proposte per la riorganizzazione dei servizi sanitari territoriali ed ospedalieri, presentate come già detto alla Presidente Santelli, che ha manifestato grande interesse per il lavoro svolto.

 Al momento del commiato il Rotary ha espresso l’augurio che importanti decisioni in merito non vengano ulteriormente procrastinate. (rrc)

L’AMBIZIOSA LOCRIDE CHE VUOLE ESSERE
CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2025

di ANTONIETTA MARIA STRATI – Indipendentemente da come andrà a finire, la candidatura della Locride a Capitale della Cultura Italiana 2025 va salutata con entusiasmo e orgoglio. È l’indicazione di un percorso che coinvolge il territorio, ma in realtà fa da collante per l’intera Regione. Non si tratta di una medaglia virtuale da appendere nella sala del sindaco, è, invece, un obiettivo che va verso il riconoscimento di un’idea identitaria di cultura e tradizione. E quale migliore esperienza ci può essere di quella tramandata dai territori della Magna Grecia? Da dove è nata la civiltà occidentale e dove il popolo calabrese ha forgiato il suo carattere forte e indomito, quello che gli permette di affrontare qualunque avversità e, naturalmente, qualunque fortuna. In questo caso non si tratterà solo di fortuna, perché ci sono procedure e modalità da rispettare, ma la sfida è intrigante e merita l’attenzione di tutta la Calabria, a partire dalla Regione.

«Ce l’ha fatta Matera, ce l’ha fatta la Basilicata, penso che ce la possa fare anche la Locride». Si è aperto così l’incontro di presentazione del progetto, avvenuto giovedì a Locri alla presenza di sindaci, del mondo delle imprese, delle Associazioni, per capire bene i punti su cui lavorare per riuscire a coordinare i territori e valorizzare la partecipazione dal basso e delle comunità locali, e questo perché è ambiziosa la candidatura della Locride a Capitale della Cultura Italiana 2025, ma anche quasi una necessità e «un peccato perdere un’occasione del genere», come ha dichiarato Francesco Macrì, presidente del Gal Terre Locridee, che ha lanciato la candidatura.

Una vera e propria sfida che deve essere colta e sviluppata per un territorio che custodisce un patrimonio culturale inestimabile e che merita una valorizzazione di ampio respiro, sia nazionale che internazionale. Ma, per farlo, come ha ribadito il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, «servono investimenti importanti. Bisogna trascinare in questo percorso la Regione Calabria, la Città Metropolitana e la Curia, che vanta un patrimonio culturale non indifferente e lavorare tutti insieme per vincere questa sfida».

«È un obiettivo straordinario – ha dichiarato Natale Capello a Telemia – per cui saranno, credo, tutti i i Gal calabresi a sostegno di questa iniziativa perché si valorizza la Calabria, si valorizza la Magna Grecia, si valorizza tutto il territorio calabrese. Quindi, un apprezzamento, e noi saremo al vostro fianco, sempre, per questa battaglia, che spero sia vinta».

«Finalmente il territorio, i sindaci, i 42 comuni della Locride possono essere protagonisti – ha dichiarato il sindaco di Portigliola, Rocco Luglio, a Telemia –. Protagonisti non solo passivi: nel senso che fino a adesso noi abbiamo avuto sempre delle proposte “di sviluppo” che sono sempre calate dall’alto, senza mai essere noi protagonisti quelli della base. Il percorso che mi auguro porti all’indicazione della Locride come capitale della cultura italiana prevede una serie di iniziative e sopratutto una preparazione».

«Abbiamo avuto l’esperienza positiva di Matera – ha proseguito il sindaco di Portigliola – come Capitale della Cultura Europea, quindi una città del Sud che fino a qualche anno fa era la “vergogna” del Sud, come diceva anche Primo Levi in Cristo si è fermato a Eboli oggi, invece, è il nostro orgoglio. Quindi, sulla scia di Matera, del grande successo di Matera e mi auguro che anche noi possiamo fare questo percorso insieme, dettato da questa sfida perché siamo tutti amministratori, oramai, di una generazione dotata di ottime capacità, perciò basta mettersi d’accordo».

Ma cosa significa diventare Capitale della Cultura? Introdotta con la Legge Art Bonus dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, l’iniziativa – che seleziona ogni anno la “Capitale Italiana della Cultura – mira a sostenere, incoraggiare e valorizzare la autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la conservazione delle identità, la creatività, l’innovazione, la crescita e infine lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo.

Come dichiarato dal ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, «dal 2014, da quando abbiamo avuto l’idea di istituire anche in Italia il titolo di Capitale della Cultura, ogni edizione ha avuto effetti concreti e positivi sullo sviluppo turistico e sulla fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale dei territori e delle città vincitrici».

Per la Locride, dunque, vincere il titolo comporterebbe non solo l’ottenimento di 1 milione di euro – che non sono pochi – ma anche effetti positivi e concreti su turismo e fruizione del patrimonio culturale e ambientale. Tutto molto bello, se non fosse che quello che il Comune in gara spende, non viene “ricompensato” con la somma ottenuta con il titolo di Capitale della Cultura, necessitando perciò di aiuti esterni che permettano la piena realizzazione di una serie delle iniziative da attuare per la riuscita e il successo del progetto.

Il progetto di far diventare la Locrice un grande laboratorio aperto, per accogliere idee, dare vitalità alle comunità e alle culture locali, ricomporre la mappa del paesaggio storico dell’area è bellissimo, certo, ma si riusciranno a trovare le risorse necessarie? È anche questa una sfida per tutta la Calabria e il mondo dell’impresa che non può farsi sfuggire un’opportunità straordinaria e stimolante non solo per il territorio, ma per tutta la regione. (ams)

LOCRI (RC) – La presentazione della Locride “Capitale della Cultura Italiana 2025”

Questo pomeriggio, alle 18.00, a Locri, all’ingresso del Teatro del Parco Archeologico Nazionale, il Gal Terre Locridee presenta la candidatura della Locride a Capitale della Cultura Italiana 2025.

Intanto, il Gal Terre Locridee registra le reazioni positive registrate in questa settimana, dove molti hanno contattato la struttura per avere maggiori informazioni.

«In questi giorni – si legge in una nota – ci è stato ricordato l’enorme patrimonio che rende questa terra un raro contenitore di bellezze, molti ci hanno ricordato anche i progetti di valorizzazione. Forse il più impegnativo fu quello richiesto da Rutelli ministro dei beni culturali nel 2008, cioè il Distretto turistico culturale della Locride, realizzato da Civita. In questo studio si affermava che l’Italia è il paese con più beni culturali del mondo, la Calabria la regione con più bellezze archeologiche del paese, ed in Calabria la Locride è sicuramente il territorio più ricco di reperti storico culturali».

«Il Gal Terre Locridee – prosegue la nota – si avvarrà della preziosa collaborazione di Officine delle Idee, cooperativa calabrese con elevate competenze ed esperienze nel campo della comunicazione e della creatività culturale, il cui contributo sarà determinante per potenziare il profilo internazionale del territorio e valorizzarne l’immagine. Il lavoro per attivare tutta la macchina organizzativa è notevole, ma potrebbe diventare egli stesso uno strumento importante di sviluppo di una nuova consapevolezza degli abitanti della Locride del sapere e dei valori che possiede».

«In questo primo incontro – conclude la nota – di presentazione e organizzativo, alla presenza dei sindaci del territorio, del mondo delle imprese, delle associazioni, si presenterà un modello di lavoro, che attiverà una forte spinta dal basso, dai centri storici, e porti molte adesioni al progetto per capire bene i punti su cui lavorare per riuscire a coordinare i territori e valorizzare la partecipazione dal basso e delle comuntà locali. La Locride si appresta, per i prossimi anni, a diventare un grande laboratorio aperto, per accogliere idee, dare vitalità alle comunità e alle culture locali, ricomporre la mappa del paesaggio storico dell’area». (rrc)

 

La Locride si candida a Capitale Italiana della Cultura 2025

La locride si candida a Capitale della Cultura 2025. L’ iniziativa è stata promossa dal Gal Terre Locridee, presieduta da Francesco Macrì, nella convinzione della dimensione internazionale del territorio e della presenza di un patrimonio dalle componenti uniche ed emergenti, in un contesto omogeneo e vitale, nel quale il principio della diversità è al centro dei processi di sviluppo.

È stata avviata la definizione di un programma articolato di azione, che coinvolge la gente e tutte le comunità dell’area, che prevede una fitta opera di partecipazione, di sensibilizzazione, di studio e riconsiderazione dei propri valori, secondo modalità capaci di garantire un impatto a lungo termine delle attività, anche in termini di ricaduta nella crescita sociale e culturale del territorio.

Il lavoro che impegnerà per i prossimi anni ha l’obiettivo di mettere in luce la ricchezza e la diversità nella cultura di un lembo di Calabria, attraversato da genti ed eventi che hanno lasciato tracce indelebili nella natura, negli uomini e nelle donne della Locride. Servirà per accrescere il senso di appartenenza ad una terra, a comprendere meglio le proprie radici, a catapultarsi oltre per abbracciare culture e paesi altri.

Il Gal Terre Locridee si avvarrà della preziosa collaborazione di Officine delle Idee, cooperativa calabrese con elevate competenze ed esperienze nel campo della comunicazione e della creatività culturale, il cui contributo sarà determinante per potenziare il profilo internazionale del territorio e valorizzarne l’immagine.

La Locride si appresta, per i prossimi anni, a diventare un grande laboratorio aperto, per accogliere idee, dare vitalità alle comunità e alle culture locali, ricomporre la mappa del paesaggio storico dell’area. Un laboratorio inclusivo per fondere esperienze e saperi e per restituire conoscenza. Un laboratorio sociale che vedrà la partecipazione di tutte le realtà operative del territorio, che accoglierà influenze dall’esterno, instaurerà relazioni e si aprirà al mondo.

Il 15 giugno, alle ore 18.00, nel Parco Archeologico Nazionale di Locri, si terrà il primo incontro di presentazione e organizzativo, alla presenza dei Sindaci del territorio, del mondo delle imprese, delle associazioni. L’incontro sancisce l’avvio dei lavori per la candidatura della Locride a Capitale Italiana della Cultura 2025. (rrc)

Il dono di Papa Francesco alla Locride. Il presidente Tallini ringrazia

Sono 4mila le mascherine, 400 le tute e gli occhiali che Papa Francesco ha donato all’Ospedale di Locri per il personale sanitario.

Il materiale è stato inviato tramite l’Elemosiniere card. Konrad Krajewski al vescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva, che, a sua volta, ha fatto sapere che, oltre alle sette scatole di materiale sanitario ricevuto, sono in arrivo anche due respiratori per il reparto di terapia intensiva.

Un gesto, quello del Pontefice, che non è passato inosservato, e che ha raccolto il plauso e tanta riconoscenza di Mimmo Tallini, presidente del Consiglio regionale della Calabria.

«La solidarietà manifestata alla Calabria da Papa Francesco – ha dichiarato il presidente Tallini – donando – attraverso l’Elemosiniere card. Konrad Krajewski ed il vescovo di Locri-Gerace mons. Francesco Oliva – all’Ospedale di Locri 4mila mascherine e 400 tute dotate di occhiali di protezione, mi induce a porgergli i ringraziamenti più sinceri a nome mio personale e del  Consiglio regionale che mi onoro di rappresentare».

«L’attenzione preziosissima che Papa Francesco ha riservato alla Calabria – ha proseguito il presidente Tallini – spinge  tutti noi che rivestiamo cariche pubbliche a prenderci cura della nostra comunità e dei nostri concittadini con ulteriore impegno, dando maggiore impulso al dovere della solidarietà individuale e collettiva verso le fasce sociali più svantaggiate. E insieme a  fare di più e meglio, nell’azione pubblica finalizzata a dare una mano significativa alle famiglie in difficoltà in questo periodo di acuta crisi economica e di paura per il futuro».

«In secondo luogo – ha aggiunto il presidente Tallini – questa donazione riservata ad un Ospedale che insiste in una delle aree più in difficoltà della Calabria e del Mezzogiorno italiano, ci consente di fare una riflessione sull’urgenza che lo Stato italiano raccordi, all’insegna della coesione territoriale Nord-Sud e per un ‘welfare di giustizia’ e di opportunità per tutti (come ha auspicato il vescovo di Cassano alla Jonio mons. Francesco Savino), più coerentemente le politiche pubbliche con i bisogni delle aree storicamente svantaggiate del Paese».

«Mi permetto – ha concluso il presidente Tallini – di sperare che Papa Francesco, compatibilmente con i suoi programmi e una volta cessata la pandemia, possa tornare nella nostra regione, perché i calabresi, disponibili ad andare oltre le legittime rimostranze verso le criticità e a diventare protagonisti del cambiamento, possano, ancora di più, beneficiare dei suoi insegnamenti e della sua parola». (rrc)