L’OPINIONE / Giusy Iemma: C’è una deriva di sistema che la politica non può più ignorare

di GIUSY IEMMA – La decisione di inviare la commissione d’accesso al comune di Bari costituisce un vulnus di non poco conto, alla luce del rischio che l’amministrazione di una grande città, democraticamente eletta e che si è distinta per l’impegno sul fronte della legalità e della lotta al malaffare, venga liquidata con un colpo di penna. Ecco perché la solidarietà verso il sindaco e presidente di Anci nazionale, Antonio Decaro, non sarà mai abbastanza. Così come non bisognerà stancarsi di ripetere che l’iniziativa sollecitata al ministro dell’Interno, per quanto ancorata a un impianto normativo vigente, è fin troppo al di sotto di ogni sospetto di strumentalità a fini politici.

Ma è proprio il clamore che la vicenda sta suscitando che può e deve trasformarsi in un’occasione per riflettere su una deriva di sistema che, a mio avviso, la politica non può più ignorare, pena la paralisi. Non è immaginabile, infatti, un’amministrazione difensiva com’è avvenuto per la medicina. Un’amministrazione cioè che rinunci al suo dovere di lavorare in favore dei cittadini perché prigioniera della paura di sbagliare o, peggio ancora, di finire nel mirino delle ritorsioni degli avversari politici.

Allora è venuto il momento di assumersi la responsabilità di dire che fermo restando l’obiettivo irrinunciabile di difendere sempre la legalità, vi sono tuttavia norme che devono essere riviste se non addirittura radicalmente riformate. Lo impone la civiltà del diritto, di cui il nostro Paese è stato lungamente riconosciuto culla.

Non c’è alcuna proporzione, nessuna ragionevolezza, nessun rispetto dei principi fondanti lo Stato moderno, se l’espressione massima della democrazia, rappresentata dal voto popolare, può essere cancellata da un meccanismo che si attiva sulla base di elementi aleatori e arriva alle sue estreme conseguenze senza mai prevedere un reale contraddittorio. Senza contare che spesso, in questi anni, i fatti ipotizzati si sono rivelati, nell’appropriata sede processuale, del tutto infondati senza che nessuno abbia avvertito il dovere di chiedere scusa agli amministratori e agli elettori.

La città di Bari, la stessa che ieri abbiamo visto presente massicciamente in piazza per difendere la sua onorabilità e le sue istituzioni, è stata un esempio per chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica. Soprattutto per noi amministratrici e amministratori del Sud, schierati dalla parte della legalità eppure  guardati spesso con sospetto, gravati dal pregiudizio che ci vorrebbe espressione di una terra a vocazione criminale. E invece il malaffare si combatte tutti assieme; non si possono inserire strumentalmente elementi di dubbio perché si rischia di indebolire, fino a renderlo vano, lo sforzo di chi ha scelto di combattere la mafia con gli strumenti istituzionali disponibili; si rischia di provocare un pericoloso effetto disincentivante che paradossalmente finirebbe per rafforzare chi delinque.

L’auspicio è che la vicenda di Bari si traduca in un epilogo senza traumi per la città. Resta comunque l’opportunità che abbiamo di avviare fin da subito una riflessione seria e concreta affinché fatti come questi non abbiano mai più a ripetersi. (gi)

[Giusy Iemma è vicesindaca di Catanzaro]

L’OPINIONE / Rubens Curia: Diciamo basta ai gravi ritardi negli acquisti

di RUBENS CURIA – Basta con gli incredibili ritardi che la Regione Calabria sta accumulando nello spendere i finanziamenti previsti dal Decreto Legge 30 aprile 2019, convertito nella Legge 5 giugno 2019, n°60 il cui titolo molto significativo era: Misure Emergenziali per il Servizio Sanitario della Regione Calabria!

Il Parlamento decideva di anticipare al Servizio Sanitario della nostra Regione 82 milioni e 205 mila euro dell’ex articolo 20 della legge n°67 del 1988 per acquistare tecnologie sanitarie (Tac, risonanze magnetiche, accelleratori lineari, sistemi robotizzati per la chirurgia endoscopica,Sistemi Tac/Pet, gamma camera, mammografi); infatti nella relazione tecnica di accompagnamento alla legge testualmente era scritto: «Si anticipa il riparto dei fondi in ragione delle peculiari condizioni di degrado, nonché dell’esigenza di una azione tempestiva  a favore del Servizio Sanitario della Regione Calabria».
Inoltre, si stabiliva che 44 milioni e 454 mila euro fossero utilizzati per la sostituzione delle apparecchiature medicali obsolete e gli altri 37 milioni e 710 mila euro per il potenziamento del Parco Tecnologico. Per rispettare la volontà del Parlamento, in merito allo “stato emergenziale” della  sanità calabrese il Cipe, tempestivamente, con Delibera del 21 luglio 2019 assegnava i finanziamenti alla Regione.
A mettere il dito nella piaga ci pensava la Corte dei Conti che nella Relazione del primo dicembre 2022 c’informava che in Calabria erano attive 36 Risonanze Magnetiche private e 19 Risonanze pubbliche di cui solo il 19% non obsolete! Purtroppo, ad oggi, dobbiamo affermare che sono state attivate gare per 27 milioni e 606 mila euro contro gli oltre 82 milioni assegnati alla Calabria.
Più volte abbiamo chiesto, come Comunità Competente, al presidente di potenziare i Settori preposti del Dipartimento Tutela della salute con l’assunzione di ingegneri ed altro personale (vedi il documento consegnato nel febbraio 2022), ma siamo stati inascoltati e facili profeti di questi gravi ritardi che incidono sulla spesa sanitaria, sulle Liste d’attesa e aggravano il malessere dei nostri operatori sanitari che continuano ad operare in situazioni difficili. (rc)
[Rubens Curia è portavoce di Comunità Competente]

L’OPINIONE / Saccomanno: Da Elly Schlein dichiarazioni senza alcun senso

di GIACOMO SACCOMANNO – Afferma la segretaria del PD, Elly Schlein, sul ponte: «Un progetto dannoso, sbagliato, anacronistico, che non risponde alle vere esigenze di chi vive in questo bellissimo territorio. Un progetto voluto egoisticamente solo dal ministro Salvini»… «Questo territorio ha già pagato un prezzo altissimo per le tante scelte sbagliate, e io sono venuta qui per confermare come tutto il Partito Democratico sia schierato senza se e senza ma contro questa idea di ponte, che presenta costi esosi e che drena risorse già stanziate per opere molto più urgenti, sia sul versante calabrese che su quello siciliano dello Stretto. Calabresi e siciliani non sono cittadini di serie b, a questo territorio servono strade, ospedali e lavoro, non un inutile ponte».

Dichiarazioni senza senso! Basta chiedere alla Schlein di indicare cosa ha fatto la sinistra in oltre 10 anni di governo per il Sud? Nulla! Solo chiacchiere. Oggi mancano, secondo Lei, strade, ospedali, lavoro… e, questa è, sicuramente, una eredità lasciata dal PD. Invece di, solamente e malamente, criticare chi sta cercando di dare, seriamente, al Sud opere e risorse dovrebbe guardarsi indietro e fare il mea culpa! Se mancano strade, ospedali e lavoro questo è, indubbiamente, un pesante demerito della sinistra.

Il Sud e la Calabria, grazie a Matteo Salvini e Roberto Occhiuto, sta, sensatamente, voltando pagina e, finalmente, ha la possibilità di riprendersi quello che la sinistra ha tolto in moltissimi anni di cattiva gestione sia dell’Italia che della nostra regione. Un PD che vorrebbe, scientemente, lasciare il Sud nella povertà sociale e culturale per meglio imbonire la gente di slogan vuoti e senza senso. Una opposizione seria e responsabile dovrebbe offrire ai cittadini una alternativa credibile e con proposte concrete e non, invece, criticare e ribadire dei no senza alcun senso.

Come possono i cittadini credere alla segretaria del PD che non ha apportato nulla di concreto e nemmeno qualche idea per far crescere il Sud, limitandosi a delle critiche – immotivate e sterili – e senza alcun senso. Specialmente dopo aver lasciato la Calabria in una situazione di estremo disagio e degrado! Una questione meridionale che non è stata mai risolta e che, questo governo, sta cercando di affrontare con serietà ed impegno. Non sto qui ad elencare le tantissime opere in corso e quelle che a breve partiranno, grazie e ripeto a Matteo Salvini. Dovremmo vergognarci di una politica così bassa e senza alcuna programmazione!

Agli spot vuoti ed inconcludenti della sinistra la Lega risponde con atti concreti e con studi certi che comprovano che con il ponte vi sarà uno sviluppo incredibile, con aumento di Pil e straordinaria occupazione. Non solo questo! Basti pensare a quello che sarà questa eccezionale opera: un’attrazione di turisti, un faro di luce per l’intero mediterraneo. Che la Schlein si dia un momento di pace ed offra ai calabresi ed al mezzogiorno idee concrete e non vuoti slogan. (gs)

[Giacomo Saccomanno è commissario della Lega]

L’OPINIONE / Elena Hoo: Ogni maggiore forma di autonomia deve essere collocata nei principi della Costituzione

di ELENA HOOL’autonomia differenziata permetterà alle Regioni di trattenere un maggior gettito fiscale anziché  versarlo allo Stato per perequare i trasferimenti Stato/Regioni. 

Così le regioni più ricche (tutte al Nord), che hanno già maggiori risorse rispetto a quelle del Sud, avranno anche ulteriori risorse per implementare i servizi e prevedere prestazioni sociali e  sanitarie aggiuntive per i loro cittadini. In questo modo l’esercizio dei diritti e perfino la tutela  della salute saranno tutelate in funzione al reddito e alla residenza. 

Se guardiamo, ad esempio, la tutela della salute, già esistono fortissime disuguaglianze tra Nord e  Sud del nostro Paese. Le conseguenze già le tocchiamo con mano: l’aspettativa di vita al Sud è  inferiore al quella del Nord di ben 4 anni; a Sud c’è una maggior mortalità e una enorme mobilità  sanitaria che ha fatto diminuire le risorse del Fondo Sanitario Nazionale destinate alle regioni del Sud. 

Le regioni in virtù dell’autonomia differenziata potranno gestire in modo libero le ulteriori risorse con l’evidente possibilità di uno spostamento dei servizi verso il privato. 

I diritti civili e sociali assicurati garantiti dalla Costituzione resteranno assicurati solo a livello  formale e anche una definizione precisa dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) per garantire i  diritti uguali in tutte le regioni, verrebbe vanificata dall’impossibilità dello Stato a colmare la  differenza della spesa tra Nord e Sud che già ora, ad esempio in campo sanitario, è del 25%. 

È chiaro che si sta procedendo a disegnare il futuro del paese seguendo un puro calcolo di  convenienze delle regioni e dei poteri forti, mettendo a serio rischio l’unità del paese e la coesione  sociale. L’autonomia differenziata non solo non diminuirà le disuguaglianze territoriali, come ci ha invitato a fare l’Europa attraverso i fondi del Pnrr, ma paradossalmente le aumenterà in modo  notevole. 

Auser, a livello nazionale, ha assunto una posizione ben precisa: ogni maggiore forma di autonomia deve essere collocata nel solco dei principi e valori della nostra Costituzione. Questo vuol dire che  alcune materie come la salute, l’istruzione, il lavoro devono restare al centro dell’intervento  pubblico e devono garantire i diritti alla persone in modo universale, su tutto il territorio  nazionale, indipendentemente da dove si nasce e si vive. (eh)

[Elena Hoo è presidente dell’Auser di Rende]

L’OPINIONE / Orlandino Greco: La Grande Cosenza una manovra di palazzo sulla pelle dei cittadini

di ORLANDINO GRECO –  La Prima Commissione – Affari Istituzionali del Consiglio Regionale della Calabria ha approvato la proposta di legge sulla fusione dei comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero, unitamente alla bozza dei quesiti referendari. Una forzatura istituzionale, questa, che sta suscitando indignazione in tutta la Calabria e non solo.

Quella di ieri, infatti, atteso che la Regione non ha decretato uno studio di fattibilità terzo, imparziale e quindi condiviso con tutte le parti sociali ed istituzionali, è stata l’ennesima manovra di palazzo che dovrebbe sfociare, una volta approvato il deliberato in Consiglio Regionale, ad un decreto del presidente della Giunta in cui si fissi una data sul referendum per la città unica, sulla pelle dei cittadini dell’area urbana e di tutte le sue classi dirigenti.

Ricordo a me stesso, pertanto, che l’iter di un progetto di fusione dovrebbe provenire dai consigli comunali, i quali possono essere chiamati a decidere anche sulla spinta popolare, ma restano i consigli stessi a deliberare singolarmente sulla fusione.

Tutto ciò non solo non è avvenuto ma si cerca demagogicamente di scaricare la patata bollente ai cittadini con un referendum antidemocratico che, con il meccanismo proposto del quorum unico, non terrà conto della volontà popolare dei singoli comuni e resterà comunque consultivo.

La domanda, allora, sorge spontanea: dato che alcuni consiglieri regionali hanno così a cuore il parere dei cittadini dell’area urbana cosentina, perché non iniziare un dialogo costruttivo con i rappresentanti comunali votati da quegli stessi cittadini? Perché non consultare le tante professionalità dei territori, le associazioni di categoria o l’associazione nazionale sulle fusioni dei comuni? È ciò che d’altronde è già successo nel recente passato, basti pensare ai casi di Corigliano-Rossano o di Casali del Manco, dove quantomeno i consigli comunali di erano pronunciati a favore della fusione ed era stata rispettata una programmazione dal basso anche se molto scadente.

Purtroppo tocca registrare che ancora una volta, a fronte di tali legittimi interrogativi, l’unica argomentazione utilizzata contro chi, come me, vorrebbe discutere nel merito della vicenda, è quella inerente un’improbabile difesa di rendite di posizione personali. Questione risibile, almeno se si parla del sottoscritto, non solo perché la mia città mi ha dato l’onore di amministrarla già per oltre 25 anni ma perché la verità è che le rendite le vuole difendere proprio chi propina questa avventata legge di fusione, in previsione di nuove ricollocazioni istituzionali e partitiche e visto l’incerto futuro del quadro politico nazionale e locale. Non ho mai avuto paura del confronto nelle urne, lo dice la mia storia, quanto piuttosto dei provvedimenti che non mirano alla tutela del bene comune.

Sono tanti, purtroppo, i quesiti tecnici nei quali bisognerebbe entrare fino in fondo, affinché non saranno sempre i più indifesi a pagarne le conseguenze. Inoltre, ciò che resta intollerabile, è l’attentato alla democrazia perché si sta sovvertendo il principio ispiratore e legislativo delle fusioni.

Se a breve il Consiglio Regionale approvasse l’indizione del referendum, a queste condizioni, affronteremmo a settembre una consultazione elettorale paragonabile a quella avvenuta pochi giorni fa in Russia. Solo che qui non ci sarà Putin a tentare di decidere gli esiti, bensì qualche consigliere regionale, dalla modesta statura politica, insieme alla sua cerchia magica.

Altro che concretezza, alla faccia della democrazia! Io, come tanti, ero e sono pronto a dare battaglia politica in difesa della libertà dei cittadini e del rispetto delle istituzioni. Comune per comune, contrada per contrada, spiegheremo ai cittadini il pericolo che correremmo qualora avallassimo quello che sta diventando, di fatto, un centralismo regionale che rievoca il corporativismo medievale. (og)

[Orlandino Greco è sindaco di Castrolibero]

L’OPINIONE / Franco Rossi: La Calabria che non c’è

di FRANCO ROSSI –  Ho provato a documentarmi su i programmi politici messi in essere dai “Partiti” in occasione della prossima votazione nel Sud del Paese. Il deserto del pensiero. Nessuna riflessione politica, neanche un finto tentativo per porre l’attenzione su il futuro possibile.

Un banale elenco delle città che tentano di mettere su una compagine che dovrebbe candidarsi al Governo dei Capoluoghi. Non una riflessione su quanto ci lasciamo alle spalle, proponendo in alternativa di opere che dovrebbero rendere le città più moderne e belle. Ma per fare cosa? Intercettare risorse per opere che non troveranno nessuna relazione sul tessuto urbano esistente. Ma quale futuro potrebbero determinare tali opere se non esiste una idea di città. Una idea che potrebbe caratterizzare i luoghi fornendo una qualità urbana attrattiva di attività commerciali, innovazione di servizi e qualità della vita.

Riflettiamoci un po’ su e proviamo a non perdere questa nuova occasione, per non trovarci ancora a discutere sulla bravura di Mancini e della sua capacità di pensare ad un futuro moderno. (fr)

[Franco Rossi è ex assessore regionale all’Urbanistica della Giunta Oliverio]

L’OPINIONE / Franz Caruso: Impianto normativo di scioglimento dei Comuni da rivedere e da riformare

di FRANZ CARUSO –  Tutti i sindaci d’Italia devono stringersi attorno al sindaco di Bari Antonio De Caro che ci rappresenta al vertice dell’Anci, l’associazione di tutti i primi cittadini. L’invio della commissione d’accesso Antimafia a Bari rappresenta una linea di frontiera oltre la quale non si può più andare e che anzi deve servire a noi tutti per indurre alla riflessione ponendo un argine al più presto.

L’impianto normativo che fa da genesi allo strumento dell’avvio delle procedure di accertamento e scioglimento antimafia è assolutamente da rivedere e necessita di riforme urgenti.

Non è più tollerabile che indistinti indizi probatori preliminari, confusi e generici, finiscano senza contraddittorio in una richiesta di commissione d’accesso e da qui, sempre senza contraddittorio e conoscenza stratificata di atti completi e acclarati, in un comitato per l’ordine e la sicurezza che quasi sempre chiede e decreta di fatto lo scioglimento dei Comuni per mafia. È accaduto e accade sempre più spesso in Calabria, con destini giudicanti che poi smentiscono quasi sempre lo stesso scioglimento, e stavolta accade e mette a rischio una grande città del Mezzogiorno come Bari. Un faro per tutto il Sud.

Non si conoscono carte e retroscena dell’inchiesta della Dda di Bari, ma è appena il caso di ricordare che anche la procura distrettuale di Bari ha tenuto a precisare che l’attività del sindaco ha anzi eventualmente posto un argine alle possibili derive criminali, così lasciando intendere di esserne estranea se non parte lesa rispetto ad eventuali reati. Noi sindaci siamo quotidianamente in prima linea contro le infiltrazioni mafiose, questo è, al contrario, il vero tema. E un rivisitato e onesto impianto normativo dovrebbe semmai fornire più poteri e strumenti di difesa ad un primo cittadino piuttosto che lasciarlo in balìa di norme ambigue spesso e volentieri rese muscolari da questa o quella parte politica in Parlamento.

Generando ulteriori ambiguità e pensieri maliziosi. Noi siamo convinti, invece, che oggi quello che De Caro definisce “attacco” è frutto di un impianto normativo che si presta alle degenerazioni. Non vogliamo nemmeno immaginare che un governo e dei ministri si prestino alla parte politica in commedia colpendo un bravo sindaco, prossimo candidato alle Europee, mettendo a repentaglio una grande città come Bari. (fc)

[Franz Caruso è sindaco di Cosenza]

L’OPINIONE / Nicola Fiorita: E ora scioglieteci tutti, se avete coraggio

di NICOLA FIORITA – E  ora scioglieteci tutti, se avete coraggio. Le ombre gettate su un sindaco bravo e onesto come Antonio De Caro, non sono un attacco alla sola città di Bari, ma a tutti i sindaci del Meridione che cercano di opporsi allo strapotere della criminalità.

Ma nessuno mi toglie dalla testa che De Caro sia stato colpito perché è l’alfiere dalla battaglia che stiamo conducendo contro l’insensata proposta di autonomia differenziata. A pensare male si fa peccato, ma spesso si indovina.

Sono orgoglioso dell’amicizia che mi lega a ad Antonio De Caro che, peraltro, ho avuto modo recentemente di ospitare a Catanzaro proprio per un dibattito sul disegno Calderoli. Se qualcuno pensa di indebolire l’onda meridionale, che si oppone alla divisione dell’Italia, sbaglia di grosso. (nf)

[Nicola Fiorita è sindaco di Catanzaro]

L’OPINIONE / Giovanni Giordano: Abusivismo, non se ne esce più

di GIOVANNI GIORDANO – Raccolgo, un giorno sì e l’altro pure, le grida disperate di tanti colleghi che lottano senza tregua per portare avanti la propria attività di promozione turistica, messa incessantemente a rischio dagli allegri, proliferati e indisturbati super imprenditori dell’abusivismo.

Non solo le difficoltà di tutti i giorni, i rischi, le innumerevoli e spesso inique tasse ma ancora – e più di prima della pandemia – resta presente l’abusivismo come minaccia alle attività produttive regolari e in particolare quelle del settore dei viaggi.

I clienti viaggiatori, a volte ignari di aver a che fare con un abusivo, abbindolati dinanzi ad ipotetici risparmi economici, sbandierati tramite locandine improbabili e anonime, ci cascano! Diventano complici di un’illegalità diffusa che si presenta così visibile ed esente da verifiche e controlli da trasformarsi nel giudizio collettivo, automaticamente, in un’attività regolare.

Tutto ciò con l’inadempiente, indecente e complice sguardo delle istituzioni che, sulla questione dell’abusivismo nel settore dei viaggi, sono ridotti alla stregua di un pugile intontito e pronto a crollare sul ring. O peggio: come dei fantasmi vaganti nell’etere pronti a dissolversi.

Certo è che la situazione è insostenibile ed è scandaloso che nel contempo, a fronte di tanto abusivismo indisturbato, le attività legali pagano ogni tipo di tasse e tributi. Tasse, come più volte evidenziato, oltre misura.

Dunque, mentre con la mano sinistra si tollera l’abusivismo con la mano destra si chiede sempre di più, ai soliti noti.

Alle istituzioni chiediamo, dunque, di porre le basi per una lotta serrata all’abusivismo. Diversamente, le stesse rischiano di presentarsi non certo come paladine delle imprese legali che purtroppo sono costrette a registrare l’ennesima duplicità tra Paese legale e illegale. (gg)

[Giovanni Giordano è vicepresidente Nazionale Confapi Turismo e Cultura, pesidente Confapi Turismo e Cultura Calabria e delegato Regionale Maavi  (Movimento Autonomo Agenzie di Viaggio Italiane]

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Apertura cantieri del Ponte avrà impatto positivo su economia e occupazione

di GIACOMO SACCOMANNO – I lavori per il Ponte sullo Stretto partiranno tra pochi mesi nell’estate 2024, portando con sé decine di migliaia di posti di lavoro e un impatto significativo sul Pil nazionale. Secondo le ultime dichiarazioni del governo e del Direttore tecnico della società Stretto di Messina, Valerio Mele, non ci sono ritardi previsti sulla tabella di marcia e i cantieri inizieranno come programmato. Questa notizia positiva è stata confermata dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il quale ha sottolineato che l’apertura dei cantieri porterà a un’impennata del Pil nazionale e alla creazione di 37mila nuovi posti di lavoro.

Secondo le stime, l’indotto positivo generato dalla costruzione del Ponte sullo Stretto ammonta a circa 23 miliardi di euro, con significativi benefici economici e occupazionali. L’opera è stata descritta come sicura e adeguata, con la garanzia che eventuali nuove tecnologie o materiali saranno prontamente adottati, mantenendo un’attenzione particolare all’ambiente.

Il ministro Salvini ha sottolineato che l’impatto positivo sull’economia sarà notevole, con 23 miliardi di contributo al Pil e 37.000 posti di lavoro a tempo pieno. Inoltre, altre regioni, oltre a Sicilia e Calabria, beneficeranno dell’opera, tra cui Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna e Veneto. Si prevede che la costruzione del Ponte sullo Stretto porterà a uno sviluppo economico diffuso in tutto il Paese, rappresentando una risposta positiva alle critiche dei detrattori.

Durante gli otto anni previsti per la costruzione, si prevede un aumento significativo degli occupati stabili, un aumento del Pil nazionale e un incremento del gettito fiscale per lo Stato. L’analisi costi-benefici mostra che vi saranno notevoli contributi ai redditi delle famiglie, redditi da capitale, redditi da lavoro e imposte indirette.

Questa opera non rappresenta solo un grande progetto a livello locale, ma un’importante iniziativa nazionale e internazionale. Le varie regioni beneficeranno dell’indotto e dell’indiretto generati dalla costruzione, con la Lombardia in testa per il contributo più elevato, seguita da Lazio, Sicilia, Emilia-Romagna, Veneto e Calabria.

La costruzione del Ponte sullo Stretto si presenta come un’opportunità per lo sviluppo economico e per la creazione di nuovi posti di lavoro su vasta scala, contribuendo in modo significativo alla crescita del Paese e alla prosperità delle regioni coinvolte. (gs)

[Giacomo Saccomanno è commissario regionale della Lega]