L’OPINIONE / Giuseppe Falcomatà: Ponte sullo Stretto sia integrato in un sistema intermodale

di GIUSEPPE FALCOMATÀ – Siamo di fronte ad un percorso che entra nel vivo. Adesso, come non mai, servono le risposte necessarie a comprendere appieno come e cosa cambierà il progetto del Ponte sullo Stretto».

«Abbiamo sempre detto che il Ponte deve essere il tassello di un puzzle di un percorso più ampio di intermodalità, di come, cioè, i nostri territori e la Sicilia vengano connessi tra di loro con il resto del Paese. Il Ponte non può essere un’infrastruttura a sé stante o indipendente, ma elemento intorno al quale ragionare su un sistema di mobilità integrata. Per questo servono chiarimenti agli interrogativi avanzati anche dai nostri tecnici. Interrogativi che hanno, necessariamente, bisogno di una risposta.

Con la sindaca Giusy Caminiti abbiamo ragionato su come intervenire per creare un supporto tecnico comune. Il senso è quello di congiungere i nostri uffici, quelli della di Città Metropolitana, dei Comuni di Villa San Giovanni, di Campo Calabro e degli altri territori individuati dalla “Stretto di Messina spa”, per costituire un pool di specialisti che segua la situazione relativa al progetto. In questa sede, abbiamo appreso con favore, dall’assessora regionale Emma Staine, che identico supporto arriverà dal Ministero dei Trasporti, una grandissima novità perché, fino ad oggi, la Città Metropolitana non ha mai avuto alcun tipo di coinvolgimento da parte delle strutture tecniche del dicastero.
L’appuntamento svoltosi conferma la voglia della Città Metropolitana e degli enti locali di affrontare questo percorso con la massima serietà, forte senso responsabilità ed un protagonismo positivo. Quello che nasce da questo dibattito è un’animazione territoriale che deve indubbiamente essere parte integrante della fase esecutiva. (gf)

[Giuseppe Falcomatà è sindaco di Reggio Calabria]

L’OPINIONE / Enzo Comerci: Istituire a Vibo una sede Universitaria

di ENZO COMERCIDopo Cosenza, Reggio Calabria e Catanzaro ora anche Crotone avrà la sua università. Dei capoluogo di provincia della Calabria manca solo Vibo Valentia, nonostante la città per la sua storia millenaria, per la sua posizione geografica avrebbe tutti i requisiti per essere sede universitaria quantomeno su alcune tematiche delle quali la Provincia Vibonese eccelle, ovvero: Turismo, con la Costa degli Dei, Alimentazione, con la Dieta Mediterranea di riferimento di Nicotera, Beni Culturali.

Lasciamo stare le gravi responsabilità in capo alla classe dirigente dell’intera provincia, costituita da parlamentari, consiglieri regionali e provinciali, che negli ultimi trent’anni è sembrata avulsa del proprio contesto, per chiedere l’intervento dei sindaci dell’intera provincia i quali, superando sterili campanilisti, attraverso la Conferenza dei sindaci, pongano, con forza, all’attenzione dell’opinione pubblica, ai rappresentati parlamentari e del consiglio  regionale, eletti nella Provincia, al Presidente della Provincia e quindi, tutti insieme, si chieda alla Giunta Regione e al Ministro dell’Università e della Ricerca l’istituzione, a Vibo Valentia, di una sede Universitaria Statale per le facoltà, perlomeno, di Scienze Turistiche, Scienze dell’Alimentazione, Beni Culturali ed Archeologia.

L’università a Vibo Valentia, per la sua ubicazione al centro della Calabria, potrebbe dare risposte agli studenti interessati di un ampio territorio, che va ben oltre ai confini della Provincia Vibonese per interessare anche i giovani del Lametino e della Piana di Gioia Tauro. La massima istituzione negli studi in un territorio, oltre a dare risposte ai giovani in loco senza bisogno di andare in altre località – più o meno lontane – per chi se lo può permettere, innesca dei meccanismi virtuosi con grande ricaduta economica e sociale per tutta la Provincia.

Per questa nobile iniziativa, che da un po’ di tempo se ne parla nella città che fu di Vito Capialbi, di Luigi Razza, di Antonino Murmura, solo per indicare alcuni degli uomini più rappresentativi, il Movimento dell’Indipendenza Nazionale certamente darà il suo sostegno con gli organismi Provinciali, Regionali e Nazionali.  (ec)

L’OPINIONE / Ezio Pizzi: Basta litigi, il territorio sia unito per riconoscimento Dop a Bergamotto di Reggio

di EZIO PIZZI – Se andremo tutti uniti per ottenere questo riconoscimento Dop ci riusciremo in pochi mesi perché ne abbiamo la possibilità e abbiamo anche la volontà politica espressa dalla Regione Calabria. Il territorio ci aiuti, stiamo tutti dalla stessa parte, senza ulteriori prese di posizione che non servono.

Voglio ringraziare, pubblicamente, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per l’illuminata e coraggiosa interpretazione della dinamica di riconoscimento del marchio di tutela del Bergamotto di Reggio Calabria e perché, come ogni buon padre di famiglia ha deciso, senza remore, la strada migliore per tutti. Chi oggi deve gestire le sorti della nostra terra non può avere tentennamenti o dubbi. Nel caso del bergamotto, Occhiuto ma anche l’assessore Gianluca Gallo e tutta la governance amministrativa regionale, hanno sinceramente voluto incidere con un contributo fondamentale per portare a termine il percorso istituzionale più lineare e più veloce, oltre che quello più significativo per il prodotto.

Il Consorzio che, negli ultimi mesi, aveva scelto la strada del silenzio per non assecondare ulteriori polemiche, nonostante sia “forte” anche nei numeri degli iscritti (ben oltre 500), si ritiene estremamente soddisfatto per i tanti interventi che stanno pubblicamente appoggiando il cammino della Dop. Oltre ad Occhiuto, alla politica regionale ed ai parlamentari calabresi, forte è il consenso del Presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria Antonino Tramontana, del Rettore dell’Università “Mediterranea” Giuseppe Zimbalatti, dei Presidenti delle Confederazioni agricole Borruto (Cia), Basile (Coldiretti), Canale (Confagricoltura) e Lentini (Copagri) che hanno ribadito, in modo unitario, l’auspicio che il frutto fresco di bergamotto sia insignito del marchio Dop.

Ma anche tutto il resto del mondo agricolo e chi, come ad esempio il professore Vincenzo Montemurro che, negli ultimi 12 anni, è stato un protagonista ed autorevole divulgatore scientifico delle proprietà salutistiche del bergamotto di Reggio Calabria.

Senza dimenticare il compianto professore Franco Romeo che mi ha introdotto come relatore a diversi convegni nazionali e internazionali di cardiologia ad illustrare le proprietà del nostro agrume strettamente legato al territori. E ancora, l’associazione ambientalista “Fare Verde” che ha qualificato l’attuale azione.

Siamo di fronte ad un “risveglio delle coscienze” con la società civile, i tantissimi produttori che non hanno mai smesso di dare forza alle nostre scelte, le Istituzioni e moltissimi cittadini che, oggi più di ieri, devono (e dobbiamo) unirci, senza altre polemiche, tutti insieme per raggiungere un grande, enorme, risultato per il nostro amato e identitario agrume. (ep)

[Ezio Pizzi è presidente del Consorzio del Bergamotto di Reggio Calabria]

L’OPINIONE / Guido Greco: Castrolibero non pagherà i debiti di Cosenza

di GUIDO GRECO – C’è nell’aria, all’interno del territorio di Castrolibero, una sensazione forte di unione e spirito di aggregazione che porta, moltissimi cittadini, a combattere per un obiettivo comune: il no alla città unica fra Cosenza, Rende e Castrolibero.

Un’idea scellerata, messa su in modo approssimativo e senza una logica razionale che è tutto tranne che una visione politica che possa migliorare il quotidiano dei cittadini. La città unica non dovrà mai essere un’imposizione calata dall’alto da alcuni consiglieri regionali e in tal senso, c’è da dire anche, che non può esserci fusione senza un vero studio di fattibilità adeguato. Quello attuale è semplicemente un riferimento geografico che unisce sommariamente tre territori. Manca la verifica della compatibilità finanziaria; manca la verifica della compatibilità urbanistica; mancano le certezze per garantire a tutti i cittadini che che miglioreranno le loro condizioni.
Infatti, si possono fare tutti i ragionamenti possibili ma la volontà del popolo è sovrana, solo ad essi spetta la decisione di fondersi  con altri Comuni. Ecco perché, faccio appello a tutti i castroliberesi per firmare la legge che stabilisce che il sì definitivo alla fusione, avviene solo se il parere a favore alla città unica prevale singolarmente nei Comuni, altrimenti si blocca: così come stanno le cose, infatti, i voti provenienti da Castrolibero sarebbero inutili, in quanto, un Comune di 9000 abitanti rispetto ad un Comune di 66.000, come quello di Cosenza, non ha voce in capitolo nel computo totale dei voti.
La fusione completerà il suo iter solo se  prevarrà il sì, singolarmente in ogni Comune. In caso contrario, ci troveremmo davanti ad un atto dittatoriale e in un’ottica anticostituzionale che potrebbe essere un precedente pericoloso e distruttivo per un paese democratico come il nostro.
Il referendum, per questo, è l’unico modo per districare questo dedalo di riflessioni e decisioni: ogni Comune, in modo distinto, l’uno dall’altro, deve decidere in autonomia il proprio futuro. Castrolibero non si estingue sia chiaro. (gg)
[Guido Greco è capogruppo di Rinascita Civica]

L’OPINIONE / Gianmichele Bosco: Situazione dei lavoratori Abramo CC emergenza che non può essere trascurata

di GIANMICHELE BOSCO – La situazione attuale dei lavoratori della Abramo Customer Care è un’emergenza che non può essere trascurata. La crisi che colpisce oltre mille lavoratori e le loro famiglie in termini di incertezza economica e preoccupazione per il futuro richiede una risposta immediata che preoccupa seriamente.

Esprimo la mia solidarietà a tutte le lavoratrici e i lavori coinvolti nella vicenda, riconoscendo il loro diritto a un lavoro dignitoso e sicuro. Per questo motivo, mi unisco alla battaglia dei dipendenti che domani mattina saranno in piazza dalle ore 10:30 davanti alla Prefettura di Catanzaro.

Questa manifestazione di solidarietà è cruciale per evidenziare l’importanza della questione e per spingere verso soluzioni rapide ed efficaci che rispettino i diritti dei lavoratori: la dignità del lavoro e il diritto a condizioni eque sono imprescindibili. La situazione attuale, con stipendi che faticano ad arrivare e la cassa integrazione in ritardo, mette a dura prova la resistenza di chi, ogni giorno, lotta non solo per mantenere il proprio posto di lavoro, ma per garantire un futuro ai propri cari. (gb)

[Gianmichele Bosco è presidente del Consiglio comunale di Catanzaro]

L’OPINIONE / Enzo Musolino: Progetto sul Ponte è lacunoso

di ENZO MUSOLINO – Dopo gli ultimi avvenimenti non ci sono più scuse.  I documenti e i pareri raccolti dalla stessa Società Stretto di Messina lo confermano: il progetto è lacunoso, mancano gli studi aggiornati, l’incertezza regna sovrana.

Non serve più interloquire e ascoltare la narrazione farlocca  dei “padroni del vapore”, è necessario reagire al sostanziale commissariamento dello Stretto.  Non è giusto organizzare nuove occasioni di propaganda per chi promette “ricchi premi e cotillon” a chi accetterà senza protestare ciò che e’ stato già deciso a Milano, dal Capitano Salvini.
Il Partito Democratico, Circolo di Villa SG si rivolge oggi ai consiglieri comunali della Città, a tutti i consiglieri, anche a quelli di minoranza chiamati ad un sussulto di orgoglio per tutelare la Comunità. Presentino una mozione specifica in consiglio comunale, impegnino l’Ente – con il voto – a rispettare il sacro principio di precauzione, a bloccare una procedura viziata, erronea.
La stessa cosa, in questi giorni, è stata realizzata a Reggio dal consigliere de “La Strada”, Saverio Pazzano. Il voto in Consiglio Comunale, stimolato dai consiglieri davvero al servizio di Villa, dovrà impegnare il sindaco e Giunta a intervenire in tutte le sedi di competenza, anche attraverso l’Anci, per sospendere, in attesa dell’accoglimento delle raccomandazioni da ultimo formulate  e dell’assolvimento delle prescrizioni tecniche e ambientali da tempo  emerse (ben oltre 68!), ogni attività e iniziativa complementare o propedeutica all’apertura dei primi cantieri del Ponte.
Inoltre, sindaco e Giunta, attraverso questa “mozione di buon senso”, saranno impegnati a chiedere al Governo la costituzione di un tavolo di consultazione ove si possano rappresentare gli interessi delle comunità locali e si indichino le necessità reali dei territori dello Stretto, per un impiego davvero strategico delle risorse economiche. L’approvazione di questa “mozione per Villa”, ancora,
 impegnerà il sindaco e il Presidente del Consiglio ad inviare il documento votato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, alle Istituzioni regionali, a tutti i gruppi parlamentari, in modo da chiedere agli attori politici di intervenire responsabilmente su questo tema.
Questa mozione, il voto in Consiglio, misurerà il valore politico dei nostri amministratori, formalizzerà le diverse posizioni finora nascoste e simulate da molti. Il giudizio storico sui tristi eventi  dell’accelerazione salviniana sul Ponte discriminerà tra coraggiosi, pavidi e simulatori.
A ciascuno il suo. (em)
[Enzo Musolino è segretario del Partito Democratico Villa San Giovanni]

L’OPINIONE / Bianca Rende: Su prossimo bilancio di previsione rimpinguare capitoli su welfare e istruzione

di BIANCA RENDELa riduzione dei trasferimenti statali agli Enti Locali, insieme alla situazione debitoria del comune di Cosenza, ha determinato nel corso degli anni una riduzione di servizi essenziali offerti alla cittadinanza: asili nido, servizi per la non autosufficienza e per la disabilità, servizi educativi per minori, trasporti, centri diurni per anziani, interventi di sostegno al reddito, progetti di housing sociale.

Le necessità e le difficoltà dei cittadini si manifestano e rivolgono con maggiore intensità ed urgenza proprio a livello locale: al municipio, alle associazioni di volontariato, ai centri antiviolenza, alle organizzazioni sociali o ad altri soggetti presenti sul territorio con cui bisogna collaborare mettendo in campo un confronto, una contaminazione, attraverso una idea culturale fondata sulla solidarietà ed integrazione.
Sono quanto mai urgenti nuovi interventi sul welfare, in un momento di grande crisi economica tra due guerre e le conseguenze ancora brucianti della pandemia, in una Città che da tempo si limita a gestire le risorse, sempre più scarse, provenienti dagli enti superiori.

Costituisce, dunque, un’opportunità da cogliere l’audizione del dirigente al bilancio, arch Bruno, tenutasi nei giorni scorsi all’interno della competente commissione consiliare, che ha riferito della disponibilità di una cospicua somma derivata dalla vendita dell’immobile di via degli Stati all’Asp e dal ricalcolo degli importi delle entrate legate all’Irap. Si parla di circa 3,5 milioni di euro per quest’anno e di altrettanti per il prossimo.

Una buona notizia che proprio per la ristrettezza complessiva di risorse deve far si che questo “tesoretto” venga utilizzato per dare risposte alle fasce deboli della popolazione.
A Cosenza ci sono più di 13000 famiglie con un reddito al di sotto dei 10000 euro e molte altre che avendo più di un componente in età scolare, fanno fatica a fronteggiare bisogni essenziali, come asilo e mensa scolstica: a questi nuclei dobbiamo dare risposte partendo dai servizi educativi e di Welfare.

Troppo spesso, inoltre ci limitiamo ad esprimere orrore verso i casi di violenza sulle donne, senza offrire loro un rifugio o un’alterntiva di vita protetta. È tempo di costruire in questa Città, sensibile e solidale, una iniziativa di aiuto concreto a chi di loro decida di denunciare maltrattamenti e abusi.

Ecco perché, in vista dell’approvazione del nuovo bilancio di previsione, che avverrà in Consiglio comunale nei prossimi giorni, vorrei avanzare formalmente all’amministrazione ed ai colleghi consiglieri di entrambi gli schieramenti, la richiesta di includere tra le poste nel bilancio di previsione alcune misure che finora non hanno trovato disponibilità nella gestione finanziaria: l’istituzione di un capitolo bilancio atto a sostenere, insieme ad altri soggetti pubblici e no-profit, e attraverso procedure di evidenza pubblica e nel rispetto delle leggi sovranazionali (es. convenzione di Istanbul), per la selezione del soggetto gestore, la realizzazione di una casa rifugio per donne che hanno bisogno di allontanarsi da situazioni di violenza e di pericolo per la sicurezza personale e dei propri figli; l’abbassamento delle tariffe per il servizio di asilo nido, di mensa scolastica e la reintroduzione dell’esenzione totale per le fasce di reddito da zero a 6000 € per i servizi a domanda individuale.

Il finanziamento di una politica misurabile di efficace contrasto alla dispersione scolastica, che presenta ancora numeri altissimi, specie tra la popolazione straniera, denunciati delle associazioni dedicate e figlia di un povertà educativa e materiale persistente in consistenti fasce della popolazione, incompatibile con il nostro grado di civiltà;
l’ampliamento dei servizi di trasporto scolastico, senza costi aggiuntivi, da destinare alle scuole più periferiche, così da consentire a tutti gli studenti di partecipare alle attività extra curricolari (cinema, musei, teatri), allo stesso modo di coloro che frequentano altre scuole del centro, avvantaggiati dal fatto di poter raggiungere a piedi i siti di interesse culturale.

Il sostegno del diritto all’abitare delle famiglie che a causa delle limitazioni dei fondi nazionali hanno subito ulteriori negazioni di cittadinanza.

La istituzione di alcune borse di studio per la frequenza del convitto Nazionale in modo da poter offrire ai ragazzi di famiglie disagiate, specie residenti nel centro storico, la possibilità di frequentare gratuitamente un prestigioso istituto che per molti anni ha assicurato un valido servizio sociale e che in mancanza di contributi pubblici, previsti per legge, è diventato proibitivo per i figli delle famiglie svantaggiate e dunque, di fatto, non inclusivo.

“Il Comune è l’Ente Locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo”. Così recita il testo unico degli enti locali. Penso sia giunto il momento per questa amministrazione di cogliere la sfida per il miglioramento della qualità della vita di un gran numero di persone attraverso scelte di campo e la costruzione una vera comunità solidale, incoraggiando proprio le famiglie più giovani e numerose ad insediarsi nella nostra città, anche per l’accessibilità dei servizi offerti, e a non alimentare un preoccupante e continuo flusso migratorio(br)

[Bianca Rende è capogruppo Brs nel Consiglio comunale di Cosenza]

L’OPINIONE / Gianluca Gaetano: Bisogna perseverare nelle azioni di tutela della natura e del paesaggio

di GIANLUCA GAETANOSe questa fosse una storia di fantasia, si potrebbero derubricare a bizzarra circostanza gli annunci contemporanei  della nascita della riserva regionale Foce del Mesima e le misure cautelari inflitte ai responsabili degli sversamenti di percolato nello stesso fiume.

La storia, però, non è di fantasia e il fiume come ricettacolo di liquami infetti e l’altipiano delle Serre come gigantesca discarica abusiva sono solo le ultime evidenze di condotte molto gravi che potrebbero ingenerare rassegnazione in chi, quotidianamente, subisce i costi dell’inquinamento e si ingegna come può per trovare soluzioni.

Nonostante le continue evidenze di mala gestione, tuttavia, non è consentito arrendersi alla frustrazione:  l’ancora di salvezza, la scialuppa di salvataggio deve giungere, in primis, dalla magistratura e dalle forze di P.G. grazie a cui, tassello dopo tassello, vengono svelate le malefatte perpetrate a danno dell’ambiente e della salute pubblica ma è altrettanto chiaro che, senza uno sforzo corale, ogni ipotesi di cambiamento risulta velleitaria.

Si può definire encomiabile l’attenzione delle Procure verso i crimini ambientali, la gravità dei quali è assimilabile a quella dei reati associativi ma su temi del genere, tuttavia, non si può agire solo per delega: è necessario affiancare gli organi dello Stato con quelle azioni civiche di vigilanza, sensibilizzazione e impegno sociale utili a evitare ogni arretramento sul contrasto all’inquinamento.

L’amministrazione comunale di San Ferdinando, già impegnata nel risanamento ambientale, rivolge sentimenti di sincera gratitudine alle forze dell’ordine e tutte le autorità coinvolte nella repressione degli illeciti ambientali ed è determinata a proseguire l’opera di tutela del territorio con attività di controllo e azioni legali anche collettive.

La cura dell’ambiente è un valore in sé ma è anche lo strumento per garantire sviluppo economico e sicurezza dei cittadini; esiste una relazione diretta tra salute e ambiente, così come tra tutela ecologica ed economia locale. Molte comunità, in Calabria, subiscono le gravi conseguenze della mala gestio  relativa al trattamento dei rifiuti e di quei comportamenti che, in nome del profitto senza scrupoli, uccidono i sogni e le speranze di intere popolazioni.

La protezione dell’ambiente, la salvaguardia dei corsi d’acqua e l’uso appropriato delle infrastrutture idriche e depurative sono priorità fondamentali per il Comune di San Ferdinando che rivolge un duplice appello a perseverare nelle azioni di tutela della natura e del paesaggio: agli organi inquirenti per il contrasto ai reati e alla società civile per promuovere la partecipazione spontanea e la cura condivisa dei beni comuni. 

Questi eventi e queste notizie di reato, se da un lato preoccupano perché svelano l’indifferenza e l’arroganza di molti operatori ecologici, dall’altro rassicurano perché evidenziano lo sforzo repressivo degli inquirenti e indicano che si va nella giusta direzione,  richiamando l’importanza di una vigilanza costante e di azioni incisive per preservare la natura e la sicurezza dei cittadini.

La legalità non è un concetto astratto, ma un sistema di regole ben definito entro il quale organizzare la convivenza civile che si protegge a partire dai piccoli gesti della quotidianità ed è con questo convincimento che il Comune di San Ferdinando, di recente riconosciuto come “Plastic Free”, coadiuva il WWF nella gestione della Riserva “Foce del Mesima” ed è impegnato in una importante opera di riqualificazione della fascia costiera.

La città di San Ferdinando continuerà a fare la sua parte e si impegna a collaborare attivamente con le autorità competenti per individuare i responsabili di illeciti ambientali e ad adottare tutte le misure necessarie per proteggere l’habitat naturale e la bellezza del paesaggio. (gg)

[Gianluca Gaetano è sindaco di San Ferdinando]

L’OPINIONE / Amalia Bruni: Emergenza abitativa crisi che richiede risposta urgente e solidale

di AMALIA BRUNI –L’emergenza abitativa è una crisi umanitaria che richiede una risposta urgente e solidale da parte di tutti noi. Dobbiamo unire le nostre forze e lavorare insieme per costruire un futuro in cui ogni individuo abbia un tetto sopra la testa e la speranza nel cuore.

Apprezzo il protocollo protocollo interistituzionale firmato l’otto marzo tra la Regione Calabria e l’Aterp, focalizzato sulla prevenzione e il contrasto alla violenza di genere e sull’autonomia abitativa delle donne. La Calabria si pone in prima linea. Ci piacerebbe anche che venissero attivate le procedure per individuare un direttore generale e che venisse abbandonata la stagione dei commissariamenti.

Nonostante il parere favorevole del revisore dei Conti sulla correttezza delle risultanze contabili, ci sono diverse criticità nel rendiconto di esercizio di Aterp, in particolare la costante difficoltà nella riscossione dei canoni di locazione degli immobili, molto probabilmente anche a causa della crisi economica dovuta alla pandemia Covid 19, posto che la percentuale di potenziale inesigibilità degli stessi si attesta al ragguardevole valore del 96,81%. Rilevante è, poi, il profilo degli effetti dannosi correlati alla occupazione abusiva o alla detenzione sine titulo degli alloggi che impedisce la legittima riassegnazione e penalizza i titolari della aspettativa ad essere nuovi assegnatari.

Ci troviamo di fronte a una sfida urgente e imperativa che è quella dell’emergenza abitativa, acuita dalla crisi economica, che affligge le fasce più deboli della nostra comunità. 836.00 alloggi di edilizia popolare per un totale di 2.500.000 famiglie ma 650.000 famiglie che hanno fatto domanda e 90.000 case vuote non assegnate. È un dovere morale e politico garantire a ogni individuo il diritto fondamentale all’abitazione dignitosa e sicura. E per farlo, dobbiamo agire con determinazione e compassione – ha detto ancora ricordando il Nuovo piano nazionale per il diritto alla casa redatto dal Pd -. Il punto di partenza è quello di investire nuovamente sulla edilizia residenziale pubblica e sociale passando dalla scelta della rigenerazione urbana e di un ambiente sostenibile. Dobbiamo assicurarci che le nuove abitazioni siano accessibili, inclusive e rispettose dell’ambiente. La creazione di nuove abitazioni non è solo una necessità, ma anche un investimento nel futuro della nostra comunità: dobbiamo rompere questo ciclo e offrire alle persone l’opportunità di vivere in condizioni dignitose e sicure, in cui potere prosperare e contribuire positivamente alla nostra società.

La costruzione di nuove abitazioni deve essere progettata in modo da affrontare le diverse esigenze delle fasce più deboli della nostra comunità: anziani, famiglie monoparentali, persone con disabilità, giovani coppie, gli studenti, le persone senza fissa dimora e tutti coloro che vivono in situazioni di precarietà economica. In molte parti del mondo sono attuati i cohousing a partire dalle abitazioni di residenza pubblica. È nostro dovere assicurare che il sistema di locazione residenziale pubblica funzioni in modo efficace, equo e trasparente, garantendo nel contempo il diritto fondamentale all’abitazione per tutti i cittadini – conclude la consigliera Bruni -. Siamo disponibili ad un discorso serio quindi, non solo numeri e approvazioni di bilanci ma presenza attiva su un tema che riguarda moltissimo la nostra regione. (ab)

L’OPINIONE / Giovanni Cugliari: Scomparsa del credito d’imposta ennesimo colpo di mannaia al Sud

di GIOVANNI CUGLIARI – Con la scomparsa nel silenzio più assoluto del credito d’imposta viene dato un ennesimo colpo di mannaia al Sud che ne va ad azzoppare la possibilità di investire e di crescita per il futuro.

La promessa di confermarlo anche per il 2024 è stata disattesa, lasciando gli imprenditori del Sud a bocca asciutta. Se, infatti, è stato formalmente travasato nelle Zone Economiche Speciali (Zes) e dal 1° marzo 2024 le regioni interessate (Campania, Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) dovrebbero accedere al sito del ministero Affari Europei, Sud (Zes Sud), per presentare le relative istanze, la realtà è cosa ben diversa.

Al momento possono essere presentati solo studi di fattibilità, non vere e proprie istanze di contributi. Le modalità di presentazione delle pratiche e i tempi di accoglimento saranno comunicati in futuro, ma ciò che è certo è che a richiedere il contributo potranno essere solo le aziende che possono investire cifre comprese dai 200mila euro ai 100 milioni di euro.

Cifre ingombranti per il tessuto della piccola imprenditoria che da anni investe in innovazione alimentando il circolo virtuoso di crescita e produttività e che ora verrà a tavolino escluso, essendo di fatto estremamente difficile sborsare oltre 200mila euro per un solo progetto”, denuncia il presidente che chiarisce come al danno si aggiunga la beffa essendo il fondo anche limitato.

È un duro colpo per il Sud e la Calabria, che meritano opportunità concrete per crescere e prosperare. Ma al momento, sembra che i marinai delle promesse abbiano fatto naufragio. (gc)

[Giovanni Cugliari è presidente di Cna Calabria]