L’OPINIONE / Giusy Iemma: Unire le forze per riportare il PD a primo partito

di GIUSY IEMMA – Nel cammino politico, è imperativo riconoscere quando è giunto il momento di riflettere, rigenerarsi e prepararsi per le sfide che ci attendono. È quello che deve fare ora il Partito Democratico, pilastro fondamentale del centrosinistra.

Guardando alla scena politica, è evidente che la destra rappresenta il nostro avversario. In questa competizione politica, l’ obiettivo deve essere quello di creare le condizioni necessarie per riportare il Partito Democratico al ruolo di primo partito nelle prossime elezioni europee e per ottenere vittorie decisive nelle elezioni amministrative.
Questo compito richiede coesione e spirito d’appartenenza, il partito ha sofferto abbastanza a causa delle divisioni e delle contese interne.
E’ il momento di unire le nostre forze e tenere saldamente insieme il partito, soprattutto per coloro che occupano ruoli a livello nazionale. È ciò che gli iscritti del Partito Democratico si aspettano da noi. È quello che si aspettano quanti “osservano” il PD dall’esterno prima di tesserarsi.

Un passo fondamentale in questa direzione è unirsi per contribuire al bene del nostro Paese. Servono grandi iniziative di mobilitazione a sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), vista l’iniqua rimodulazione dei fondi da parte del governo nazionale ai danni della Calabria, focalizzandoci sulla lotta contro l’autonomia di Calderoli, sul rafforzamento delle regioni del Mezzogiorno e sulla promozione di un salario minimo dignitoso. È il momento di tornare nelle piazze, nei circoli, nei bar, e di comunicare in modo accessibile e comprensibile. Dobbiamo raggiungere le periferie dimenticate delle città, dove insistono diseguaglianze e povertà, che vanno affrontate e risolte da noi, che siamo una forza politica con una storia collettiva.

Un elemento chiave di questa rinnovazione è definire chiaramente il nostro profilo politico, partendo dal nostro passato. La segretaria Nazionale ha inaugurato un nuovo corso, un segnale che dobbiamo seguire con spirito costruttivo. Siamo un partito, e non un movimento, plurale si, ma con regole statutarie ben definite, strutture dirigenziali e organi decisionali. Questi elementi devono essere rispettati, così come dobbiamo riconoscere e rispettare il lavoro svolto finora da coloro che hanno contribuito al nostro percorso.

Le dimissioni del segretario cittadino Celia hanno inevitabilmente creato un vuoto politico, che la sinistra dovrà impegnarsi a colmare con contenuti politici concreti. Onestà intellettuale deve portare tutti a riconoscere pubblicamente l’arduo lavoro svolto da Celia durante il suo anno e mezzo di guida del Partito Democratico della città capoluogo. Ha dedicato impegno costante e lavoro onesto per restituire visibilità e rappresentanza a un partito che era stato emarginato dalla scena politica cittadina per troppo tempo.

Durante il mandato di Fabio Celia come segretario, il PD ha ottenuto un successo elettorale non scontato, portando all’elezione del sindaco Nicola Fiorita e al rafforzamento della presenza del partito all’interno del consesso cittadino, che ha eletto due consiglieri comunali già al primo turno. La lista dei candidati messa in campo con grande sacrificio, soprattutto da parte di chi si è immolato per il bene della città, e’ stata autorevole e dignitosa.
Nessuno dica il contrario.
Io stessa ho accettato di candidarmi, ultima dei 32 eroi, rispondendo ad un’esplicita richiesta del partito nazionale, regionale e locale. Per il bene della città, per il bene del partito.

Questa fase politica, da qualcuno ingiustamente denigrata, è stata caratterizzata da un impegno intenso, mirato a rimettere in moto l’azione politica dei circoli e delle varie anime che costituiscono il Partito Democratico. Non si possono dire cose diverse, non può dirle soprattutto chi non c’era.
Celia ha ricostruito dalle macerie, il partito andava incontro ad un’emorragia, che non accennava ad arrestarsi.

Oggi, in questa particolare situazione politica, è essenziale mantenere a livello locale equilibrio e serenità di giudizio tra tutti i dirigenti e gli iscritti, inclusi quelli con una lunga storia nel partito, da cui ci aspettiamo, nel rispetto di un patto generazionale, un contributo alla crescita di una nuova classe dirigente. Le nostre esperienze devono essere messe al servizio di un progetto politico ambizioso, integrando anche le critiche, ma solo se costruttive.

Sono fiduciosa che il progresso fino ad oggi realizzato da chi ci ha messo la faccia all’interno del partito non andrà disperso, ma troverà nuovi impulsi e strumenti per crescere e progredire. La nostra principale aspirazione è rafforzare l’azione politica del Partito Democratico nella città. Per questo motivo, chiediamo a Celia di coadiuvare questa complessa fase di transizione, che auspichiamo culmini in un congresso unitario, in grado di valorizzare le diverse sensibilità che animano il nostro partito.

Dobbiamo collaborare, rimetterci in contatto con la base, rinnovare il nostro profilo e prepararci per le sfide future. Con impegno e unità, rispettando il lavoro fatto finora, possiamo costruire un Partito Democratico forte e coeso, in grado di rappresentare al meglio gli interessi dei cittadini e del nostro Paese. C’è bisogno di tutti. (gi)

[Giusy Iemma è presidente dell’Assemblea regionale del PD]

L’OPINIONE / Orlandino Greco: La coerenza del ministro Matteo Salvini

di ORLANDINO GRECO – Cosa c’è di più coerente per un ministro leghista, nato a Milano, cresciuto nella Lega di Bossi ed oggi leader del Carroccio? Semplice: tagliare i fondi del Pnrr destinati al Sud!

In sintesi, una rimodulazione al Pnrr da 2,5 miliardi di euro che verranno ovviamente dirottati per opere del Nord: 1,1 miliardi di euro per la linea ad Alta velocità Verona-Padova e per l’attraversamento di Vicenza, 462 milioni per il nodo Terzo Valico di Genova, 563 milioni per coprire cantieri e gare in corso nel 2023 e i restanti 500 milioni per il nodo di Bolzano, per la linea Torino-Padova, per l’Alta velocità di Firenze e per i sottopassi della Merano-Bolzano.
Ed il Sud? I diritti negati dei suoi cittadini? I suoi ritardi strutturali che hanno ispirato il Pnrr stesso? Il principio di coesione territoriale previsto da quella stessa Costituzione sulla quale il Vicepresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana ha giurato? Ma chi se ne frega!
Viva la coerenza che porta dritti dritti ai principi secessionisti del maestro Bossi. Non c’è che dire, su questo terreno il Ministro Salvini è imbattibile: bravo!
Perdonerete l’ilarità ma solo chi come me, da quasi trent’anni impegnato nelle istituzioni, dopo aver giurato più volte sulla nostra Repubblica, unica e indivisibile, ed aver difeso in lungo e in largo le ragioni di un sud che non vuol essere la cenerentola di nessuno, sa bene quanto la situazione sia grave ma non seria: al di là del goffo tentativo di difesa da parte di qualche cooptato parlamentare locale, prontamente genuflesso ai diktat romani per assicurarsi un posto al sole nelle prossime elezioni politiche, abbia la classe politica tutta un sussulto di coscienza perché, in casi come questo, il silenzio è assenzo, è complicità. Allora si rompano gli indugi: Salvini è parte della maggioranza di governo e, coerentemente, fa il leghista.
La parte moderata del centrodestra, che rappresenta nei numeri la maggioranza della coalizione, fermi questo ennesimo e scriteriato tentativo di scippo.
Il Sud ed il Paese tutto, ve ne saranno grati. (og)

L’OPINIONE / Don Silvio Misiti: Ripartire dagli ultimi per far ripartire la società

di DON SILVIO MISITI – All’inizio della novena per la festa della Madonna della Lettera, abbiamo pregato per i carcerati e le loro famiglie, soprattutto presenti nella nostra città.

Credo sia importante capire chi sono le persone recluse e che di che tipo di reati sono accusati, la maggior parte, in attesa di giudizio, o condannati con sentenza definitiva. Omicidi, rapine ed altri reati molto gravi e mafiosi veri o falsi. Reati meno gravi per i quali si chiede la depenalizzazione. Extra comunitari e gente morta di fame. Persone che attendono da anni il processo, con grande dispendio di denaro per la loro difesa.si esce in ogni caso più poveri. E poi persone innocenti arrestati per errore. Gente disperata che tenta il suicidio. Ed altre categorie che sono riflesso della comunità civile, sociale e religiosa nella quale maturano gli eventuali reati e nella quale devono rientrare, dopo avere scontato, anche se colpevoli , la loro pena, ma che non trovano lavoro.
Penso che gli ultimi, siano proprio coloro che hanno commesso i reati più gravi, e quindi sono completamente privi di dignità. Poveretti!
Da questi, secondo me, bisogna partire, perché migliorando loro, si migliorerebbe la nostra società.  Non tutti coloro che sono dentro meritano di essere dentro, e non tutti coloro che sono fuori meritano di essere fuori.
Vi invito a pregare per le persone recluse di Palmi e per, e loro famiglie, affidandole alla Madonna, patrona della nostra città. Delle mamme, delle spose e dei figli, ho avuto sempre modo di vedere nei loro occhi, le lacrime! Vi propongo, se avete tempo e voglia, anche se meno lunga di una giornata di galera, laPreghiera di Paolo sesto nella sua visita ai carcerati, ma pregando veramente, senza tamburi, bande litanie, con processioni veramente penitenziali e senza chiacchierare o esibizioni!
Signore mi dicono che devo pregare, ma come posso io pregare che sono stanco e infelice, come posso io parlare con te nelle condizioni in cui mi trovo? Sono triste sono sdegnato. Alcune volte sono disperato, avrei voglia di imprecare piuttosto che di pregare. Soffro profondamente perché tutti sono contro di me e mi giudicano male perché sono qui lontano dai miei, tolto dalle mie occupazioni, senza libertà e senza onore e senza pace.
Come posso io pregare o Signore! Ora guardo a te che fosti in croce, anche tu signore fosti nel dolore. Sì e quale dolore lo so, tu eri buono, Tu eri Saggio, tu eri innocente e ti hanno calunniato, ti hanno disonorato ti hanno flagellato, ti hanno processato ,ti hanno crocifisso ti hanno ucciso ma perché? Dov’è la giustizia? E tu sei stato capace di perdonare a chi ti ha trattato così ingiustamente e così crudelmente!
Sei stato capace di pregare per loro! Anzi, mi dicono, che tu ti sei lasciato ammazzare a quel modo per salvare i tuoi carnefici,per salvare noi uomini peccatori: anche per salvare me? Se è così, Signore, è segno che si può essere uomini nel cuore, anche quando pesa sulle spalle una condanna dei tribunali degIi uomini.
Anche io, Signore, in fondo al mio animo mi sento migliore di quanto altri non credano: So anche io cosa è la giustizia, che cosa è l’onestà
Che cos’è l’onore, che cos’è La bontà. Davanti a te mi sorgono dentro questi pensieri, tu lo vedi che sono disgustato delle mie miserie, vedi che avrei voglia di gridare e di piangere tu mi comprendi, o signore, e questa la mia preghiera?
Si questa è la mia preghiera! Dal fondo della mia amarezza io innalzo a te la mia voce.
Non la respingere, almeno tu, che hai patito come me più di me per me, almeno tu o signore ascoltami ho tante cose da chiederti dammi o signore la pace del cuore. Dammi la coscienza tranquilla, una coscienza nuova capace di buoni pensieri. è bene o signore, a te lo dico, se ho mancato perdonami. Tutti abbiamo bisogno di perdono e di Misericordia Io ti prego per me e poi signore, ti prego per i miei cari che mi sono ancora tanto cari, signore assistili, Signore, consolali signore di a loro che mi ricordino che ancora mi vogliano bene . Ho tanto bisogno di sapere che qualcuno ancora pensa a me e mi vuole bene ed anche per questi compagni di sventura e di afflizione associati in questa casa di pena, signore, abbi misericordia!
Misericordia di tutti sì Anche di quelli che ci fanno soffrire soffrire. Di tutti, siamo tutti esseri umani di questo mondo infelice ma siamo, signore, tue creature tuoi simili tuoi fratelli o Cristo abbi pietà di noi. Alla nostra povera voce aggiungeremo quella dolce e innocente della Madonna, quella Maria santissima che è la tua madre e che anche per noi è una madre di intercessione e di consolazione
O signore dà a noi la tua pace a noi la tua speranza e così sia! (sm)

L’OPINIONE / Franco Recupero: Ferragosto con i falò (e i chiodi) che deturpano la spiaggia di Gallico

di FRANCO RECUPERO – Voglio raccontare l’esperienza che ho vissuto in prima persona nel giorno di Ferragosto. Mi trovavo al mare con la mia famiglia, nel primo tratto della spiaggia di Gallico. Per tutto il pomeriggio ho assistito a un viavai di ragazzi e mezzi che hanno portato in spiaggia quantità significative di legna e pedane per accendere i falò, attrezzati di pale hanno fatto tante buche nella sabbia molto ampie, sollevando tantissima polvere; tutto questo mentre ancora i bagnanti si trovavano in spiaggia, con bambini e ragazzi a godersi un ferragosto in serenità.

Incuranti e con atteggiamento tipico di chi non rispetta nessuno, dalle auto parteggiate in doppia fila scaricavano legname di vario tipo e pedane, caricandoli sui carrelli dei supermercati (spariti evidentemente) per portarli fino in spiaggia, tutto questo sotto gli occhi di tutti i bagnanti. Mi sono sentito in dovere da cittadino di avvisare la polizia locale. Faccio una prima chiamata e vengo dirottato ad un altro numero della centrale operativa. Compongo il secondo numero e spiego all’interlocutrice che stavo chiamando da cittadino per denunciare una situazione di grave degrado relativa alla spiaggia. Ho, anche, specificato di essere comunque il segretario provinciale della Lega. L’interlocutrice, a quel punto, mi ha risposto dicendomi «questo per me lascia il tempo che trova, lei é un privato cittadino».

Ho faticato ancora qualche altro minuto per spiegare la gravità di ciò che stava succedendo, e mi è stato risposto che la polizia locale aveva già ricevuto altre segnalazioni. In ogni caso quelle persone hanno concluso la serata, come da intenzioni, con dei grandi falò. Il risultato è che i falò hanno sporcato e deturpato la spiaggia.

Inoltre, sul posto sono stati abbandonati grandi chiodi che reggevano le cataste di legna, ormai bruciate e col pericolo che i bagnanti possano, nei prossimi giorni, ferirsi. Mi chiedo che, forse, un po’ di controllo da parte dei genitori sui propri ragazzi sarebbe cosa buona e giusta, dato che molti di loro erano minorenni.

Quei ragazzi devono comprendere fin dove possono spingersi e dove fermarsi. Dispiace veramente. Il senso civico, le regole, il rispetto verso i cittadini e per la propria città che é di tutti noi, non puó venir meno. Chi ripulirà la spiaggia? Aspetteremo la prossima mareggiata per poi sporcare il mare. Reggio ha bisogno più controllo e di ordine e soprattutto di gente che l’ama e non di chi la distrugge. (fre)

[Francesco Recupero è referente provinciale di Reggio della Lega Calabria]

L’OPINIONE / Flavio Stasi: Il silenzio totale di Rapani e Straface sui miliardi tagliati alla Calabria

di FLAVIO STASI – Questi giorni estivi saranno stati piuttosto difficili da digerire politicamente per molti, per cui ad un certo punto, per tentare di sviare l’attenzione da tutto ciò che si sta facendo, dai lavori agli eventi, qualcuno avrà pensato: proviamo a inventarci qualcosa per distogliere l’attenzione.

Così all’improvviso, subito prima di ferragosto, il problema principale di un senatore della repubblica e di un consigliere regionale è diventato fare una tinteggiata all’edificio dell’ex tribunale.

La cosa incredibile è che mentre le nostre più importanti rappresentanze territoriali si occupavano della decisiva “pittata di ferragosto”, non hanno detto nemmeno una parola, nemmeno una vocale a bassa voce, sul fatto che il loro Governo sta letteralmente devastando, a suon di tagli miliardari, la Calabria ed in particolare – nel rispetto della loro tradizione – il nostro territorio.

Nelle ultime settimane, infatti, il Governo ha deciso di tagliare quasi un miliardo di fondi Pnrr destinati agli enti locali calabresi, e dalle nostre rappresentanze istituzionali nemmeno una parola.

Poi il nuovo management Enel scelto dal nuovo Governo ha deciso di rinunciare a 28 milioni di euro di finanziamenti per il rilancio di due centrali con l’idrogeno verde, Corigliano-Rossano e La Spezia, giudicandole “poco redditizie”. In pratica, rilanciare in chiave sostenibile due siti presso i quali Enel ha speculato per decenni non ha alcun valore per il nuovo management che pensa solo ai profitti, e per questo fa perdere alla nostra città altri 14 milioni di euro a valere sul Pnrr.

Anche in questo caso tutto normale, tutti allineati e coperti, tutti zitti tranne Rapani, che addirittura ha tentato il tutto per tutto con una tesi tipo: «Il mio Governo taglia i fondi all’idrogeno per colpa di Stasi». In pratica ad influenzare le politiche energetiche del governo italiano (forse del mondo?) non sarebbero più le sette sorelle del petrolio battezzate da Enrico Mattei, ma sarei io, senza rendersi conto che – nel tentativo ridicolo di attaccare me – ha attaccato anche il sindaco di La Spezia, appoggiato da Fratelli d’Italia. Un capolavoro.

Infine è notizia di ieri, confermata da una informativa che il Ministero delle Infrastrutture ha inviato al Dipartimento di Programmazione e Politica Economica, che il governo ha tagliato qualcosa come 3 miliardi di euro ad opere ferroviarie al Sud ed in Calabria, tra cui anche la Sibari – Porto Salvo.

Anche in questo caso, nemmeno una parola. In pratica più che una rappresentanza del territorio nei confronti del Governo, abbiamo una rappresentanza del Governo nei confronti del territorio.

Del resto è rispettata la tradizione storica di questi tipi di esecutivi: non a caso la soppressione del Tribunale che ora si deve riaprire è stata votata, trasversalmente, anche da PdL, UdC e FLI, ovvero gli antenati dei partiti di maggioranza attuali.

Per quanto riguarda i richiamati “lavori” all’ex palazzo del Tribunale, ho già avuto modo di dire nel corso delle rarissime riunioni istituzionali tenute (i parlamentari preferiscono di gran lunga le note stampa ed i post sui social) che il Comune procederà a rendere presentabile un immobile che – dal 2013 al 2022, ovvero fin quando la nostra Amministrazione non ha costretto il Ministero a restituirlo alla città – è stato colpevolmente abbandonato e lasciato degradare proprio dal Ministero della Giustizia, che in pratica lo ha reso uno sgabuzzino. L’anno scorso, dopo averlo trovato completamente invaso di volatili e sporcizia, siamo già intervenuti in una prima pulizia grazie all’utilizzo dei percettori di Reddito di Cittadinanza.

L’impegno del Comune, ovviamente e giusto per essere chiaro nei confronti dei cittadini ai quali spesso si tende a raccontare altro, riguarda piccoli interventi di presentabilità di un immobile che comunque è strutturato come Palazzo di Giustizia perché è nato con questo scopo, ha questa destinazione ed ha sicuramente tutte le caratteristiche per continuare a svolgere questa funzione: un impegno che il Comune, ovviamente, onorerà come sempre.

Nel caso in cui, invece, dovessero essere opportuno in futuro realizzare dei lavori di maggiore consistenza, sono molto confortato dal fatto che la Deliberazione del Consiglio Regionale della Calabria n. 66 stabilisce che le spese di gestione e manutenzione dell’immobile saranno prese in carico dalla Regione Calabria, ovviamente con la totale disponibilità del Comune sotto il profilo tecnico ed amministrativo.

Continuo a manifestare la massima disponibilità politica, istituzionale e personale nei confronti di tutte le nostre rappresentanze del territorio, in Regione ed in Parlamento, senza alcuna distinzione di schieramento, per il raggiungimento degli obiettivi del territorio e della città, ed in particolare su temi come Giustizia, Infrastrutture, Sanità, ovviamente nel rispetto reciproco dei ruoli.

Fiducioso del contrario, se invece si intende continuare a tentare di utilizzare le proprie postazioni, piuttosto che per rappresentare e rafforzare la città, solo per fare una sciocca guerra al Comune in virtù delle prossime amministrative, credo che si tratti di una attività che non ha nemmeno bisogno di commenti e sono certo che sarà ottimamente valutata dalla nostra comunità. (fs)

[Flavio Stasi è sindaco di Corigliano Rossano]

 

L’OPINIONE / Vincenzo Capellupo: Calabria e Catanzaro tradite dal Carroccio

di VINCENZO CAPELLUPO – È un triste spettacolo quello che sta mettendo in scena la Lega guidata da Matteo Salvini, mentre tradisce le promesse fatte alla Calabria e alle sue città, tra cui Catanzaro. Mentre il ministero delle Infrastrutture, sotto la guida leghista, avrebbe dovuto garantire i fondi necessari per realizzare opere cruciali inserite nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e nei contratti di programma, assistiamo invece a un’indecente manovra di rimodulazione degli stanziamenti, che favorisce regioni del Nord a discapito del Sud.

Senza alcun clamore, è stato dato il via libera a uno scippo di 2,5 miliardi di euro, un atto deliberato che risponde più a logiche politiche che all’interesse collettivo del Paese. Opere indispensabili in Calabria, già sofferente a causa di anni di abbandono e sottosviluppo, vengono spogliate dei finanziamenti necessari per garantire alcune grandi realizzazioni nel Piemonte, in Lombardia e in Veneto. Evidentemente, il benessere delle regioni settentrionali è stato giudicato più importante rispetto al diritto della Calabria di vedere finalmente realizzate le proprie necessità infrastrutturali. Tutto questo avviene nel silenzio più totale e assordante dei consiglieri comunali e regionali della Lega, che dovrebbero tutelare gli interessi della città e della regione. Tuttavia, sembra che questi rappresentanti abbiano perso di vista il loro ruolo principale e abbiano scelto di seguire la linea di partito, abbandonando l’obiettivo di portare avanti le richieste e le necessità del territorio che dovrebbero rappresentare.
Le opere nel settore ferroviario, essenziali per collegare in modo efficiente e moderno il Sud al resto del Paese, sembrano essere state sacrificate a vantaggio di interessi politici ed elettorali immediati. E accade proprio sul nostro territorio, con tagli che interessano la velocizzazione della linea Catanzaro – Lamezia Terme. Un fatto gravissimo, un violento al turismo e alle sue potenzialità che, con un schiaffo del genere, rischiano di essere seriamente compromesse.
Mentre la Calabria si ritrova a dover fare i conti con una continua fuga di talenti e risorse a causa della mancanza di infrastrutture adeguate, il governo di centrodestra si dimostra ancora una volta indifferente alle realtà del Mezzogiorno, lasciando svanire le speranze di un riscatto economico e sociale.
È ora che i cittadini calabresi e catanzaresi aprano gli occhi e si rendano conto della vera natura delle promesse fatte dalla Lega. Non possiamo permettere che il nostro futuro venga sacrificate a vantaggio di calcoli politici, mentre altre regioni godono di benefici finanziari che spettano di diritto a noi.
È tempo di alzare la voce, di lottare per i diritti e le opportunità che ci spettano. La Calabria e Catanzaro meritano molto di più di un destino di abbandono e di mancati investimenti. È il momento di chiedere conto alla Lega delle sue azioni e di esigere il rispetto dei compromessi presi con il Sud. Solo così potremo sperare in un futuro migliore, in cui le promesse non saranno solo parole vuote, ma realtà tangibili per il nostro territorio. (vc)
[Vincenzo Capellupo è consigliere comunale di Catanzaro]
 

L’OPINIONE / Giusy Iemma: Rimanere uniti nel perseguire il salario minimo

di GIUSY IEMMA – In un’epoca in cui la tutela dei diritti dei lavoratori è fondamentale, è cruciale affrontare la questione del salario minimo con fermezza e determinazione.  Come ribadito con molta forza dal Partito Democratico, il salario minimo non può scendere al di sotto di 9 euro l’ora. Per questo motivo ho firmato la petizione online sul salario minimo promossa da PD, Movimento 5 Stelle, Verdi, SI e altri soggetti politici.

Questa soglia garantisce un livello minimo di retribuzione che consenta a ogni lavoratore di vivere con dignità.
Partire dal fatto che un salario al di sotto del minimo si traduce in sfruttamento è un dovere morale. Lo sfruttamento non è solo una violazione dei diritti umani fondamentali, ma mina anche alla base l’idea stessa di lavoro equo e dignitoso. Lavoratori sottopagati sono costretti a lottare per sopravvivere, creando un circolo vizioso di precarietà e povertà che rischia di favorire il malaffare. Quando i lavoratori sono costretti ad accettare retribuzioni inique per sbarcare il lunario, la porta è spalancata per forme di sfruttamento più insidiose.
La relazione tra sfruttamento, precarietà e povertà è ormai chiara e incontestabile.
E’ imperativo affrontare con decisione questo argomento, con politiche che mirino a eradicare l’ingiustizia, la miseria, l’oppressione, garantendo condizioni lavorative dignitose a tutti i cittadini.
La soglia di 9 euro l’ora non può essere abbassata nemmeno nelle negoziazioni contrattuali. Questo significa che nessun accordo o trattativa dovrebbe prevedere una retribuzione inferiore a tale livello. L’obiettivo è garantire una giusta retribuzione ovunque la contrattazione sia assente o distorta da pratiche illecite.
La lotta per un salario minimo dignitoso è una lotta per la giustizia e per la promozione di coesione sociale.  Con il salario minimo a 9 euro, il livello retributivo italiano diverrebbe uno dei più elevati della Ue: i lavoratori coinvolti sarebbero 2,9 milioni, con un aumento retributivo medio annuo di 1,073 euro.
Dunque, solo attraverso sforzi congiunti e politiche coraggiose possiamo sperare di realizzare un futuro in cui il lavoro sia davvero una fonte di realizzazione del lavoratore e crescita della comunità.
In questa sfida, non possiamo permetterci di esitare. Dobbiamo rimanere uniti nel perseguire un salario minimo di 9 euro all’ora, non solo per proteggere i diritti dei lavoratori di oggi, ma anche per costruire un domani più equo e umano per tutti. (gi)
[Giusy Iemma è vicesindaco di Catanzaro e presidente dell’Assemblea regionale del Partito Democratico]
 

L’OPINIONE / Luigi Sbarra: Colmare i divari che frenano la crescita del Sud e di tutto il Paese

di LUIGI SBARRACome mai in passato, la partita dello sviluppo si vince al Sud, nel riscatto delle nostre aree interne e sottoutilizzate, nella capacità di colmare quei divari occupazionali, economici e infrastrutturali che feriscono la giustizia sociale e frenano la crescita non solo del Mezzogiorno, ma del Paese e dell’intero continente.

Le grandi priorità che oggi abbiamo davanti possiamo sintetizzarle nella necessità di aumentare retribuzioni e pensioni per fronteggiare il carovita e l’inflazione, rinnovare tutti i contratti pubblici e privati, tagliare le tasse sul lavoro, cambiare le pensioni, rafforzare l’occupazione, investire sulla sanità pubblica, darsi un grande piano nazionale per la formazione e la crescita delle competenze. Oggi abbiamo un’opportunità decisiva e imperdibile: quella del Pnrr, che va ‘messo a terra’ in modo completo e veloce per spezzare le diseconomie delle nostre aree deboli.

Dobbiamo lavorare coesi, pancia a terra, per realizzare infrastrutture materiali, digitali e sociali, per connettere la nostra Calabria, il nostro Mezzogiorno, al continente e renderlo finalmente uno strategico ‘collettore’ euro- mediterraneo di interscambio culturale, commerciale, economico.  

La parola d’ordine è ‘insieme’. Come è stato negli anni della Programmazione negoziata. Come deve essere oggi, di fronte a opportunità irripetibili che devono vederci tutti remare nella stessa direzione. (ls)

[Luigi Sbarra è segretario nazionale di Cisl]

L’OPINIONE / Piernicola Pedicini: La nuova guerra ai cittadini del Sud

di PIERNICOLA PEDICINIÈ una guerra fredda, non dichiarata, quella che il Sud sta subendo ogni giorno da anni. 

L’autonomia differenziata è solo uno dei temi nell’agenda di questo Governo, nell’ambito di una strategia tesa a indebolire il Mezzogiorno a vantaggio delle regioni del Nord. Una guerra fatta di atti e iniziative, spesso nascosti tra le righe di un provvedimento o di un disegno di legge.  

Ecco cosa sta succedendo: Il Pnrr, ottenuto per eliminare le diseguaglianze territoriali, di giorno in giorno viene sempre più dirottato dal Sud verso l’industria del Nord Italia. La prova più recente sono i 16 miliardi che il ministro contro il Sud Raffaele Fitto ha spostato dai Comuni alle grandi imprese del Nord Italia. Il reddito di cittadinanza avrebbe dovuto essere perfezionato per farne una misura di inserimento nel mercato del lavoro. 

Ma lo hanno volutamente eliminato, lasciando centinaia di migliaia di famiglie del Meridione in stato di povertà e senza prospettive occupazionali.

Hanno fatto saltare il progetto per la costruzione di 2.190 asili nido per 264 mila bambini. Un diritto essenziale negato, oltre che un danno per tantissime mamme lavoratrici al Sud e un’opportunità di #lavoro mancata per insegnanti, personale scolastico e addetti ai trasporti. 

È appena stato rinviato di 60 giorni (meglio godersi l’estate) il dibattito sul salario minimo, che coinvolge tre milioni e mezzo di lavoratori con stipendi da fame, oltre un milione dei quali vive e lavora in regioni del Mezzogiorno.

A Milano inaugurano le linee metro più veloci d’Europa, mentre in Basilicata chiude ogni tipo di trasporto su rotaia, il nuovo treno “veloce” Bari-Napoli è più lento di quello vecchio e in Sicilia per andare da Siracusa e Trapani (266 chilometri) si impiegano 11 ore e 21 minuti.

Sono solo alcuni degli esempi di una guerra di logoramento ai danni del Mezzogiorno, combattuta grazie e soprattutto alla complicità di donne e uomini nati al Sud ed eletti al Sud.

Solo chi non vuol vedere non vede quello che sta accadendo e in che modo, ogni giorno, ai cittadini meridionali e ai propri figli stanno sottraendo il futuro un pezzo dopo l’altro. (pp)

[Piernicola Pedicini è europarlamentare Greens/Efa e segretario del Movimento Equità Territoriale]

L’OPINIONE / Rubens Curia: Attuiamo il Pnrr per garantire una democrazia delle cure

di RUBENS CURIA – Il Pnrr ha reso, finalmente, attuale un nuovo lessico sanitario con termini quali: “Territorio, Prossimità, Reti, Medicina Proattiva, Continuità, Digitalizzazione, Casa come primo luogo di cura”. La valorizzazione della medicina territoriale garantisce la “democrazia delle Cure” implementando l’eguaglianza nell’accesso alla prevenzione e alle terapie che è obiettivo primario del Pnrr il cui strumento principale sono le Case della Comunità (C.d.C.), le Cot e gli Ospedali di Comunità (O.d,C.).

L’ultimo monitoraggio del Pnrr del 15 luglio da parte del ministero della Salute e della Regione Calabria e le notizie in merito ad un corposo ridimensionamento, da parte del Governo nazionale, dei fondi del Pnrr che interesserebbero le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità non possono lasciarsi tranquilli perché ciò potrebbe comportare, a breve, la riduzione delle 61 C.d.C. e dei 20 O.d.C. programmati per la Calabria. La verifica del 15 di luglio ci dice che “permangono criticità significative per 41 C.d.C.e per 11 O.d.C.” molti dei quali previsti, giustamente, nei Comuni delle Aree Interne che in Calabria sono 326 su 404.

La mancata o rinviata costruzione degli O.d.C. e delle C.d.C., che sono il luogo dove operano le équipes multiprofessionali composte dai mmg/Pediatri di libera scelta/ Infermieri di comunità e Specialisti ambulatoriali interni e del raccordo operativo (Transitional Care) tra Ospedale e Territorio e dell’integrazione sociosanitaria tra Azienda Sanitaria ed Ente Locale, sarebbe un fatto grave perché isolerebbe ulteriormente queste Aree, alcune delle quali subiscono già un grave ritardo nell’utilizzazione, da parte della nostra Regione, dei fondi della Strategia Nazionale Aree Interne (Snai) finanziati da molti anni!

Ci permettiamo di invitare il presidente Occhiuto a: A) sollecitare gli uffici tecnici preposti delle Aziende Sanitarie Provinciali a lavorare, senza interruzione, per superare le criticità evidenziate nel rapporto Regis del 15 luglio, specialmente per le Strutture delle Aree Interne; B) non tagliare nel nuovo programma le C.d.C.e gli O.d.C. utilizzando i fondi non spesi dell’articolo 20 della legge 67/88; C) attuare un cambio di passo nell’ utilizzazione dei finanziamenti Snai che interessano l’Area Grecanica, il Versante Ionico Serre, la Sila- Pre Sila Crotonese e Cosentina ed il Reventino Savuto. Attuiamo pienamente in Calabria la 833/78 che ha trasformato la tutela della salute da diritto dei lavoratori a diritto dei cittadinI. (rc)

[Rubens Curia è portavoce di Comunità Competente]