di RUBENS CURIA – Si è svolta a Lamezia Terme presso la sala Sintonia della Comunità Progetto Sud la terza Assemblea Regionale di Comunità Competente; un intenso e partecipato incontro che abbiamo fatto alla presenza del subcommissario Ernesto Esposito.
Marina Galati e Rosellina Brancati nei loro interventi hanno proposto che si faccia la nostra Seconda Conferenza Regionale sulla salute mentale il 10 ottobre o, ancora, Rosalbino Cerra di dare forza all’Accordo decentrato regionale dei MMG per sviluppare la sanità d’iniziativa con un forte ruolo delle cure primarie.
L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Il Polo infrastrutture di Rfi impedirà a mafie di operare nei cantieri
di GIACOMO SACCOMANNO – Nel tempo la sinistra sembrava fosse il baluardo dell’antimafia… poi nei fatti è risultato, invece, che ha saputo sfruttare le parole ed anche, a volte, le risorse, in barba agli annunci! La Lega, invece, a trazione Salvini, non annuncia, ma opera ed a volte non riesce nemmeno a dare comunicazione della concreta azione, essendo queste tante che possono anche sfuggire. E di qualche giorno orsono un provvedimento importante che chiude le porte alla criminalità organizzata nei cantieri e nei lavori di movimento terra che erano nelle mani delle mafie.
È stato approvato l’atto di “direzione e coordinamento” del Polo Infrastrutture, presieduto dal prof. Dario Lo Bosco, per delega del CdA di Rfi, che ne è “capofila” e che comprende Anas, Italferr e Ferrovie del Sud Est. La disposizione serve ad evitare che le terre scavate dalle gallerie vengano messe nei camion e portati a discarica e poi per costruire i rilevati stradali e ferroviari si comprano i materiali dalle cave. Finalmente, questo atto, da oggi, evita sprechi enormi, impatti ambientali rilevanti e poi, soprattutto, contrasta le mafie e le illegalità che si infiltrano proprio nei movimenti terre, discariche e cave.
Un successo di tutto il gruppo e, in particolare, del Ministro Salvini, che si batte per la lotta alle mafie ed agli sprechi, nel silenzio operativo e senza vuoti annunci, ma con atti ed azioni concrete, che impediranno, seriamente, quelle “infiltrazioni” che finora sono state, stranamente, consentite da chi ha sempre portato il cappello dell’antimafia soltanto parlata. (gs)
[Giacomo Saccomanno è commissario regionale della Lega]
L’OPINIONE / Angelina De Salvo: Lo spettacolo indecente del tapis roulant a Reggio
di ANGELINA DE SALVO – Reggio Calabria è una città di mare e dovrebbe avere anche una vocazione turistica. Io non mi spiego come i reggini possano sporcare un loro bene e come oltre a tenere chiuso un tapis roulant in centro città, l’amministrazione comunale lo tenga così sporco e proprio quel tratto più vicino al mare e nella stagione più importante per il turismo.
Ma non vi vergognate di presentare ai cittadini e ai turisti questo luridume circondato da una rete arancione? Ma se non avete la possibilità di aprirlo perché almeno non tenerlo pulito? Perché al posto di quelle orribili reti arancioni non mettete dei pannelli illustrativi? Se io fossi dentro l’amministrazione o fossi sindaco pagherei anche di tasca mia per chiamare qualcuno per pulirlo o lo pulirei io stessa. Darei l’esempio.
L’OPINIONE / Giuseppe Neri: il Sud ha un ruolo strategico per l’Italia, per l’Europa e il governo Meloni,
di GIUSEPPE NERI – Il Sud ha un ruolo strategico per l’Italia, per l’Europa e il governo Meloni, in questi 10 mesi, ha dimostrato massima attenzione al Meridione.
La Zes (zona economica speciale) è la dimostrazione di ciò e per la nostra Regione è sicuramente, una grande opportunità di crescita in quanto può attrarre nuovi investitori, anche esteri.
La Calabria, terra che vanta una storia millenaria, ricca di risorse naturali, un inestimabile patrimonio architettonico, talentuose professionalità da impegnare in questa difficile ma possibile crescita economica, culturale, sociale e tutto il Sud, possono avviare una nuova stagione di investimenti con ricadute rilevanti sull’occupazione. Tra le priorità della giunta Occhiuto in piena sinergia con il governo Meloni, rientrano i trasporti, le infrastrutture, un masterplan per la SS106 Jonica, la riprogettazione per la statale 18, occupazione, sanità, servizi, Pnrr.
E ancora, l’alta velocità fino a Reggio Calabria che, assieme al rilancio dell’aeroporto “Tito Minniti”, costituiscono le infrastrutture connesse alla realizzazione del ponte sullo Stretto. Peraltro, la completa valorizzazione delle enormi potenzialità dei porti di Gioia Tauro e il potenziamento di quello di Reggio e di Saline Joniche, possono costituire uno strumento di sviluppo e crescita. In tale contesto proseguiremo l’attività istituzionale nell’ambito dell’Area dello Stretto, che rappresenta la vera sfida per il futuro di Reggio. Sfide che dobbiamo portare a termine per dare finalmente, un futuro più stabile ai nostri cittadini. Non sono ammessi errori, andiamo avanti con impegno e idee progettuali da realizzare in tempi brevi.
Per Fratelli d’Italia e per tutto il centro destra regionale e nazionale, gli obiettivi da raggiungere sono tanti e volontà del partito è di organizzare su tutto il territorio calabrese, giornate di studio e confronto con la comunità, le istituzioni, il mondo associazionistico, i giovani, gli ordini professionali per avviare un dialogo costruttivo. Insieme possiamo creare sviluppo non solo per il Mezzogiorno, ma per l’intero Paese. (gn)
[Giuseppe Neri è consigliere regionale di Fdi]
L’OPINIONE / Enzo Scalese: Serve una riforma della rete dell’emergenza-urgenza in Calabria
di ENZO SCALESE – La prematura scomparsa di una ragazza di 23 anni, morta nei giorni scorsi per un malore nella propria abitazione a Montepaone, continua a suscitare una profonda commozione, e anche la nostra sincera vicinanza alla famiglia per questo dolore indescrivibile. E nel dramma che ha sconvolto tutta la comunità, continuano a riaffiorare domande all’apparenza scontate: questa splendida ragazza, con una vita davanti, si poteva salvare?
Se l’ambulanza che ha impiegato quasi 20 minuti per arrivare, magari anche perché intrappolata nel traffico infernale della Statale 106 in estate, fosse arrivata prima, avremmo potuto raccontare un altro finale? Se non fosse dovuta arrivare da Isca un’ambulanza medicalizzata perché quella di Montepaone era senza medico a bordo, il cuore di questa giovane donna avrebbe continuato a battere? Non abbiamo risposte, ma solo la certezza che qualunque sia la verità da accertare in questa drammatica vicenda bisogna intervenire sul servizio dell’emergenza urgenza dell’Asp di Catanzaro. E non solo.
La rete dell’emergenza-urgenza va riformata in tutta la Calabria. Si tratta di uno delle tante conseguenze nefaste di una politica di razionalizzazione che ha caratterizzato sanità calabrese ci ha consegnato la realtà in cui viviamo con Pronto soccorsi inaccessibili, liste d’attesa infinite, quindi che non garantisce il diritto alla salute dei cittadini, e nello stesso tempo racconta di professionisti costretti a turni massacranti e condizioni di lavoro critiche.
Nell’ambito dell’Asp di Catanzaro, ma anche delle Aziende di Crotone e Vibo Valentia, nel corso degli anni, il servizio è stato depotenziato dall’abbandono di decine di medici per cui continuiamo ad imbatterci in ambulanze demedicalizzate che a causa della carenza di medici, e dei turni massacrati sopportati dai reduci di questa emorragia, restano solo con un autista e un infermiere a bordo. E per questo auspichiamo l’avvio di una proficua collaborazione sinergica perché anche gli operatori del 118, quindi, diventano vittime di questo sistema. Una sanità sempre più aziendalizzata e ospedalo-centrica ha depauperato un settore essenziale quale quello della medicina territoriale: bisogna ripartire da qui. Riorganizzare percorsi diagnostici terapeutici assistenziali fuori dall’ospedale, affrontare questioni legate all’assistenza domiciliare, alle Case della Salute, e soprattutto una più efficace gestione dei processi di integrazione ospedale-medicina territoriale. Servono più medici: questo scontato.
E non solo nel senso che vanno assunti medici: vanno formati. Bisogna dare l’opportunità ai nostri giovani di iscriversi alla facoltà di medicina: serve un aumento progressivo degli accessi a medicina che dovrà coincidere con un aumento di accessi alle scuole di specializzazione. E, quindi, definire il fabbisogno dei medici e adeguare le capacità e l’offerta potenziale del sistema universitario, al fine di rivedere i meccanismi di programmazione degli accessi. Non abbiamo soluzioni, ma queste possibili azioni di intervento che vengono periodicamente rilanciate e sbandierate anche dal commissario ad acta alla sanità, il presidente Roberto Occhiuto, devono confluire concretamente in un progetto di rilancio del sistema sanitario calabrese adeguatamente articolato e condiviso. Perché con le parole e i proclami non si salvano vite umane. (es)
[Enzo Scalese è segretario generale di Cgil Area Vasta CZ, Kr, VV]
L’OPINIONE / Giusi Princi: Insieme lotteremo affinché la scuola torni a essere luogo di apprendimento positivo
di GIUSI PRINCI – Esprimo alla comunità di Bovalino tutta, in particolare al Dirigente scolastico Rosalba Zurzolo, al personale docente e Ata, alle famiglie, ma soprattutto agli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Mario La Cava”, la mia più profonda vicinanza riguardo al recente furto perpetrato ai danni della scuola. È difficile trovare le parole giuste per esprimere l’indignazione e la delusione che provo di fronte a un atto così ignobile.
Sono profondamente turbata per un’azione vandalica che attraverso questo gesto così deplorevole e meschino ha colpito tutta la comunità e non solo l’istituzione scolastica. Mi unisco a voi nel condannare fermamente questo gesto vile e nell’esprimere solidarietà a tutta la comunità educante danneggiata da questa azione criminale. La scuola è uno spazio sacro, un santuario per l’apprendimento, dove i giovani dovrebbero sentirsi al sicuro e protetti; il furto subito rappresenta un’offesa a chi si impegna quotidianamente nel garantire un’istruzione di qualità.
Sappiate che non siete e non sarete soli in questo momento, insieme lotteremo con forza e determinazione affinché la scuola torni ad essere un luogo di apprendimento positivo per i nostri giovani, dimostrando a chiunque sia responsabile di questo spregevole gesto che la comunità è capace di reagire alle avversità dimostrando una volta di più la resilienza e la determinazione nel superare qualsiasi ostacolo.
Affronteremo insieme questo momento difficile ripristinando la sicurezza e l’integrità della scuola, per continuare a fornire un’educazione di qualità ai vostri ragazzi, trasformando questo episodio riprovevole in un’opportunità per fortificare ancora di più il legame tra tutti coloro che credono nell’importanza dell’istruzione. L’essenza della nostra comunità va preservata ed è in momenti come questi che la vera forza di una cittadinanza emerge andando oltre la condanna, stando uniti per la ricostruzione e la difesa della nostra ricchezza educativa, rafforzando il senso di appartenenza alla comunità. Gli atti vandalici non devono avere il potere di piegare la parte sana del nostro territorio: solo in questo modo possiamo costruire un muro di protezione intorno alle nostre scuole.
Inoltre, desidero rivolgere un sentito ringraziamento a tutte le forze dell’ordine e alle autorità competenti, impegnate in prima linea a portare alla luce la verità, ed a tutti coloro che, in qualche modo, si sono mobilitati per sostenere la scuola in questo momento difficile. Insieme, possiamo vincere questa battaglia a difesa della legalità ed a salvaguardia del diritto allo studio dei nostri ragazzi. (gs)
[Giusi Princi è vicepresidente della Regione]
L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: La questione Reggina mortifica tutta la città e la Calabria intera
di GIACOMO SACCOMANNO – La esclusione della Reggina dal campionato di serie B è stata una evidente porcheria e si spera che il Consiglio di Stato voglia rimediare, con la emissione di un provvedimento che faccia, veramente, giustizia. A parte quanto si è già detto e, in particolare, sulla evidente sovranità della giustizia ordinaria rispetto a quella sportiva, qui vi è un altro ed evidente vulnus: può quest’ultima e poi il Giudice amministrativo affermare, solamente ed esclusivamente, che era stato dato un termine e questo non è stato rispettato e, quindi, la squadra non può essere iscritta al campionato, pur essendo in regola al momento della data per tale adempimento?
E poi può essere penalizzata una squadra e tutto il settore sportivo sottostante, come i tanti giovani, oltre che alle aspettative di una intera città, di un’intera regione, per un eventuale errore del presidente della società? Si badi bene, non si tratta di una omissione, ma soltanto di un ritardo, di appena qualche giorno, nel pagamento di alcune somme, per il quale adempimento il Tribunale Ordinario aveva fissato altra data, entro la quale ciò è regolarmente avvenuto! La decisione del Tar sul punto appare, veramente, carente e non spiega, assolutamente, perché debba darsi valenza ad un deliberato sportivo rispetto a quello della giustizia ordinaria. Non è sufficiente dire che la giustizia sportiva è autonoma e non spiegare le ragioni della scelta operata rispetto, appunto, ad una decisione di altro potere – maggiore – dello Stato.
Quindi, sul punto il giudice superiore dovrà, veramente, fare giustizia. Ma non è finita qui! Nel momento in cui si dovesse mantenere la decisione anomala del Tar, non solo la Reggina non potrebbe iscriversi al campionato di B, ma verrebbe a scomparire la società, la squadra, i settori giovanili ed i creditori verrebbero totalmente a perdere ogni possibile speranza e diritto di recupero. In sostanza, il provvedimento del Tribunale Ordinario, Sezione Fallimentare, verrebbe ad essere totalmente annullato e si perderebbe tutto.
È possibile una cosa del genere? Razionalmente e giuridicamente ciò non è possibile e, quindi, si aprirebbero anche le porte per un ricorso alla Cedu, per l’evidente violazione della normativa europea e dei palesi diritti dei creditori e dei soci. Ed in tale contesto si potrebbe anche ipotizzare ed auspicare un’azione collettiva di tutti i tifosi, della città, della regione, dei creditori, ecc., per i danni causati per una strana “interpretazione” che appare fuor di luogo e forse dettata da interessi diversi e da poteri più forti, rispetto a quelli di una piccola regione del sud. Nessuno può cancellare il sospetto che si sia voluto, anche involontariamente, sostenere posizioni di maggiore forza ed abbattere definitivamente lo sport nella piccola Reggio Calabria.
Sul punto, il Consiglio di Stato dovrà riflettere non trattandosi di decidere se il versamento è stato o meno eseguito adeguatamente, ma dovrà determinare o meno la morte sportiva e non di una città storicamente importante, ma debole economicamente e politicamente. (gs)
[Giacomo Saccomanno è commissario regionale della Lega]
L’OPINIONE / Nicola Fiorita: Ok della Lega a stadio Ceravolo atto di buon senso
di NICOLA FIORITA – Lo stadio “Nicola Ceravolo” è pronto per ospitare le partite casalinghe dell’US Catanzaro, grazie allo sforzo straordinario prodotto in meno di tre mesi per adeguare alle normative della Lega un impianto vetusto e dove erano stati effettuati nel recente passato discutibili, costosi e parzialmente inutili interventi. Il parere positivo espresso ieri dalla Commissione provinciale di vigilanza e dall’ ingegnere Carlo Longhi è l’attestato del lavoro svolto su tre fronti: il rifacimento totale del manto erboso e del suo sistema di irrigazione; la creazione di nuovi spazi e servizi, nonché la riqualificazione di quelli esistenti; il sistema di illuminazione. Un impegno notevole, ai limiti del proibitivo, che l’Amministrazione ha affrontato con il massimo della determinazione, mettendo a disposizione tutte le risorse disponibili.
Se il completamento delle opere è arrivato non a metà settembre come molti tecnici pronosticavano, ma a fine agosto e prima dell’esordio casalingo delle Aquile, lo si deve a imprese, maestranze e professionisti che non si sono risparmiati nemmeno un secondo, lavorando nelle giornate torride della più calda estate degli ultimi decenni e in una fase dell’anno in cui le forniture dei materiali sono certamente più problematiche. Ogni ostacolo – e ce ne sono stati tanti – è stato superato con la forza della volontà e con sacrifici davvero notevoli.
Abbiamo fatto il nostro dovere, non abbiamo nulla da rimproverarci, ci abbiamo messo passione e amore per la Città e per la nostra squadra di calcio. Abbiamo lavorato in perfetta sintonia con la Società giallorossa perché il “Ceravolo” è un bene collettivo che appartiene ai cittadini e al popolo dei tifosi.
Ora attendiamo le decisioni che adotterà la Lega di serie B alla quale abbiamo inviato già ieri sera i verbali della Commissione di vigilanza ad integrazione di tutta la restante documentazione inviata non appena terminati gli ultimi lavori.
Rispettiamo ovviamente le regole burocratiche imposte dalla Lega, ma riteniamo che autorizzare l’esordio casalingo del Catanzaro in uno stadio che ormai rispetta perfettamente tutti i parametri rappresenterebbe un atto di giustizia e di buon senso che può fare solo bene al calcio italiano. (nf)
[Nicola Fiorita è sindaco di Catanzaro]
L’OPINIONE / Gregorio Corigliano: Le buste da lasciare ai parroci un dovere
di GREGORIO CORIGLIANO – Don Gerlando Argento, parroco e missionario calabrese, ha voluto e dovuto essere chiaro. La busta è indispensabile anche in Chiesa. Naturalmente non parlava delle bustarelle che una volta (o ancora oggi?) venivano consegnate per ottenere favori ovviamente illeciti. Non lo avrebbe mai pensato, il sacerdote. Ha voluto far capire – chiedendo pubblicamente un’offerta – che il dono in una busta consegnato in Chiesa è un atto di fede. C’era e c’è gente che non voleva capirlo.
Si va ad un matrimonio e non si porta la busta? Certo che sì, piuttosto non si va e agli sposi si manda un telegramma o al ritorno del viaggio di nozze un galletto di campagna come buon augurio. Se invece si va al ricevimento perchè invitati, da sempre si porta una busta. Domani non venire a trovarmi diceva mio nonno perché sono al matrimonio di un figlio del mio compare che quando mi sono sposato io mi ha portato la busta con diecimila lire. Ed io devo ricambiare andando al ricevimento con la busta della mia famiglia. Questa era l’occasione classica della busta. Don Gerlando ha tirato, giustamente, fuori l’offerta dell’obolo, chiamandola busta, perché in occasione di battesimi, matrimoni e funerali al prete è giusto che si consegni proprio una busta.
Il battesimo non presuppone l’impegno della Chiesa, con preparativi speciali per la funzione, specialmente se si tratta di battesimo privato, cioè di un solo neonato? Se poi si chiede anche la celebrazione della Messa, l’impegno è almeno raddoppiato. Normalmente al rito partecipano genitori, nonni, zii, fratelli ed amici. Ed il matrimonio? Anche questo sacramento prevede un’adeguata preparazione che dura non meno di due-tre settimane per i due nubendi ed una mezza giornata il giorno della celebrazione. Se poi si chiedono pure i pueri cantores col coro e con il suono dell’organo, l’impegno è notevole. E la pulizia della Chiesa dove la mettiamo, visto che sui banchi rimangono fiori e riso da lanciare, dopo il sacro rito in faccia agli sposi come augurio? Ed i funerali perché non dovrebbero prevedere una busta? Già nel momento in cui si comunica al sacerdote la scomparsa del congiunto, preceduta dall’estrema unzione, c’è il ruolo, affatto secondario, della Chiesa.
E se un tempo al defunto si dava una semplice benedizione, oggi nessuno fa a meno del funerale, con Messa, spesso cantata con organista e coro. Anche quando, al trigesimo o all’anno ci si rivolge al sacerdote per il ricordo, non è giusto porgere, dopo il rito, andando in sacrestia, la busta? Perchè ha destato meraviglia la presa di posizione di don Gerlando che, sui social più accorsati, ha rilevato la necessità della busta? Perchè non c’è un adeguato impegno nella parrocchia di Santa Maria Le Grotte a San Martino di Finita, nel cosentino? Ed inoltre non è una busta che finisce in tasca al sacerdote, ma va a rendere meno supplichevoli le casse, sempre pressocché vuote di tutte le Chiese. D’altro canto la famiglia del de cuius non spende tanti soldi per fiori, manifesti, qualche volta la banda di paese? E perché, per il sostentamento della Chiesa, non si deve pensare ad una busta? Per il matrimonio non ci sono spese? Eccome se ci sono. E non sono solo i confetti! E per il Battesimo? La stessa cosa. Solo che si spende e si spande ma quando si va in Chiesa tutto dovrebbe essere dovuto. Lo è, ma aggiungere, ai tanti soldi programmati anche quelli destinati alle funzioni religiose perchè mena scandalo?
Chi non adempie a ciò viene meno ad uno dei Cinque precetti generali della Chiesa che dice “soccorrere alle necessità della Chiesa secondo le leggi e le usanze”! E giustamente, don Gerlando, che non conosco, ed a cui deve andare tutta intera la nostra stima e la nostra solidarietà, ha voluto rilevare: “non dite che i preti cercano sempre soldi, spendete centinaia(?) di euro per fiori, fotografi, pranzi e cene, perchè non un pensiero in busta per le necessità della Chiesa?” Non ci sono spese in Chiesa? Don Gerlando, una volta, aveva lasciato una Chiesa senza adeguata illuminazione perché non aveva potuto pagare le bollette della luce. E le spese per i ventilatori o i riscaldamenti non sono da tenere presenti? Basta riflettere e mettersi la mano sulla coscienza. Perché deve suscitare scandalo e indignazione una presa di posizione come questa del prete del cosentino? Basta solo pensare un po’ per capire, se si vuole capire… (gc)
L’OPINIONE / Raffaella Perri: La visione unitaria delle aree interne
di RAFFAELLA PERRI – Dobbiamo tendere tutti ad una visione unitaria delle aree interne. Da sempre radicata nella mia mente è l’idea che lo sviluppo dei nostri paesi deve venire da un movimento di tutto il territorio all’unisono. Non possiamo ritagliare i confini territoriali, ma ragionare come se fossimo un unico soggetto.
È difficile, lo capisco, ma lo sviluppo dei nostri paesi va perseguito insieme, ognuno conservando le proprie peculiarità. Lavorare insieme è più semplice, veloce e duraturo che di un solo borgo. Tra i colleghi amministratori del comprensorio sto scoprendo una grande apertura per diverse attività da svolgere insieme.
Nell’accogliere l’assessore regionale alle politiche sociali, avvocato Emma Staine, ritroviamo in lei un senso di vicinanza e di sensibilità politica da parte di chi conoscendo le nostre difficoltà, sostiene il territorio e rende tangibile il sostegno degli amministratori regionali, la sua presenza alla manifestazione “Premio dei Due Mari” per le Eccellenze Calabresi onora Decollatura e ci inorgoglisce. Come tutti i paesi delle aree interne, anche Decollatura presenta numerose peculiarità uniche e attrattive. Spesso le stesse tipicità non sono sapientemente messe in evidenza e non sufficientemente sviluppate perché possano permettere a chi vorrebbe vivere della produzione dei nostri prodotti di restare e vivere in questi nostri territori. Dobbiamo riconoscere che i servizi nei nostri paesi non sono ottimali e rendono spesso complessa la vita, penalizzando il territorio.
Un doveroso ringraziamento ed un plauso va a tutti coloro che decidono di investire sul territorio, che credono nelle potenzialità delle nostre aree e che, nonostante le difficoltà, hanno deciso di creare qui in Calabria la loro attività. Non siamo agevolati da infrastrutture efficienti (strade e ferrovie), ma sono convinta che solo rendendo più sicuro ed efficiente ciò che già c’è, tutto diventerebbe più facile. Bisogna essere un po’ spericolati e tanto innamorati per decidere di investire in questo comprensorio. Però ci sono tanti esempi di imprese dedite all’agricoltura, così come all’artigianato, alla piccola industria alimentare e non, così come al commercio che sono riuscite a brillare. Siamo fieri di poter ospitare la presidente Pina Amarelli, il prof. Florindo Rubbettino e l’ingegnere Pietro Federico, segno tangibile di una perseveranza e di un impegno, che danno i loro frutti e tanta soddisfazione anche nei nostri paesi. A loro il riconoscimento di un grande merito, da condividere anche con tutti quelli che con il lavoro mantengono vive le nostre economie.
Sono certa che le peculiarità del territorio potranno emergere con gli interventi del professore Pierluigi Grandinetti sui borghi della Calabria; della dottoressa Rosa Pulerà sull’imprenditoria femminile; e del prof. Elia Fiorenza sull’evoluzione storica delle attività produttive a Decollatura.
Stimoli culturali significativi per un valido spunto di riflessione e di discussione anche tra i nuovi imprenditori per una potenzialità economica e sociale delle aree interne. Vorrei lanciare un appello alle giovani e ai giovani ad amare questi nostri piccoli paesi, dove alta è la qualità della vita, a rimanere e ad investire sul territorio. Con loro coltiviamo una grande speranza che ha fatto emergere negli ultimi anni giovani imprese, avviate da ragazzi, desiderosi di realizzare attività sperimentali, che mirano alla qualità dei prodotti e al rispetto del territorio. (rp)
[Raffaella Perri è sindaca di Decollatura]






