L’OPINIONE / Nicola Fiorita: Non tralasceremo nessuna pista per i possibili finanziamenti per lo stadio

di NICOLA FIORITA – Sto seguendo con particolare attenzione la vicenda del finanziamento inserito nel Pnrr per la ristrutturazione dello stadio “Franchi” di Firenze (55 milioni) e per la costruzione del nuovo stadio di Venezia (95 milioni). La Commissione Europea ha sollevato pesanti dubbi tecnici e burocratici circa l’ammissibilità dei finanziamenti per cui molti ipotizzano che questi due interventi saranno probabilmente cancellati dal Pnrr.

Se la Commissione Europea, dopo il confronto che avrà con il governo Meloni, deciderà di ammettere i finanziamenti per gli stadi per i Capoluoghi di Toscana e Veneto, vorrò verificare con la Regione Calabria se esiste uno spiraglio per chiedere di inserire nelle future tranche del Pnrr un congruo finanziamento di almeno 30 milioni di euro da destinare al Capoluogo per realizzare un nuovo impianto oppure per trasformare radicalmente quello esistente. Purtroppo, la vecchia amministrazione non ha pensato di richiedere che nel programma iniziale del Pnrr fosse inserito un finanziamento per il nuovo stadio di Catanzaro – così come invece hanno fatto i Comuni di Firenze e Venezia, uno di centrosinistra, l’altro di centrodestra –, limitandosi alle sole risorse necessarie all’efficientamento energetico con copertura della tribuna.

Capisco che non stiamo parlando di operazioni politiche e burocratiche molto semplici e che spesso, anche con una carica retorica eccessiva, viene detto che i soldi per gli stadi sono un lusso e che i finanziamenti possono essere utilizzati per altro. Io credo che per una città come Catanzaro – ma il ragionamento vale anche per Firenze e Venezia, evidentemente – lo stadio non sia solo un simbolo o la casa della squadra di calcio, ma può trasformarsi in un formidabile volano per l’economia, la cultura, il tempo libero. Noi saremo vigili anche rispetto a questa purtroppo remota prospettiva.

Ovviamente non tralasceremo nessuna pista, nessun canale di finanziamento europeo, nazionale e regionale per ottenere le risorse necessarie per dotare la città di un impianto adeguato alle ambizioni del nostro glorioso club e alle esigenze della nostra impareggiabile tifoseria. Verosimilmente ci sarà bisogno anche dell’apporto economico dei privati e anche su questo verificheremo le disponibilità.

Per intanto, andremo avanti speditamente nei lavori di adeguamento del “Ceravolo” per assicurarne l’agibilità e la regolarità in vista del campionato di serie B, ma anche per salvaguardarne l’immagine di “tempio della tifoseria giallorossa”. Posso anche assicurare che ogni decisione dell’Amministrazione, che coinvolgerà ovviamente l’intero Consiglio comunale, sarà assunta in piena sintonia con la società e con il suo presidente Floriano Noto, al cui straordinario impegno si deve il ritorno delle Aquile nel grande calcio italiano. (nf)

[Nicola Fiorita è sindaco di Catanzaro]

L’OPINIONE / Giuseppe Nucera: Il destino della Calabria sia dato in mano ai calabresi

di GIUSEPPE NUCERAL’invito di governare in Calabria fatto da Roberto Occhiuto a Giuseppe Sala, anche se provocatorio, non sarebbe strano o incredibile vederlo tramutato in realtà. Da diversi anni infatti, numerosi ruoli chiave e incarichi di spessore, dove si determina lo sviluppo della Calabria, vengono assegnati a persone che vengono da altre regioni.

È una moda tristemente in aumento, del tutto incomprensibile e offensiva per la Calabria. Nelle regioni del centro-nord e all’estero, i professionisti calabresi sono stimati e riconosciuti per le loro capacità, tanto da rivestire ruoli di prestigio in tutti i settori della politica e dell’economia. Soltanto in Calabria, proprio nella loro terra madre, stranamente le possibilità di emergere per i calabresi si riducono al lumicino.

Evidentemente a pesare sono più le amicizie influenti nei salotti romani, piuttosto che le competenze e l’attaccamento verso il territorio. Il caso della Zes è emblematico: nulla da eccepire sulle competenze del Commissario Romano, il quale però riveste lo stesso ruolo anche per la Regione Campania, con un evidente conflitto di interessi che rischia di danneggiare lo sviluppo della Zes calabrese. 

In merito ai tanto discussi fondi del Pnrr, la mia domanda è la seguente: come mai sono stati destinati miliardi di euro per infrastrutture strategiche del nord come il Porto di Trieste, il Porto di Genova o la metropolitana di Torino e nemmeno un euro per il Porto di Gioia Tauro, la S.S. 106 o la strada Bovalino-Bagnara? 

Il compito non credo spettasse al sindaco di Milano o ai governatori del nord, bensì alla classe politica calabrese o (nella fattispecie del Porto di Gioia Tauro) al Presidente dell’Autorità Portuale, tra i tanti soggetti provenienti da altre regioni e che ricoprono ruoli chiave.

Il destino della Calabria sia dato in mano ai calabresi. Siamo capaci di difenderci da soli e affrontare nel migliore dei modi le sfide attuali, fondamentali per superare il complesso momento storico che viviamo e costruire prospettive migliori per le generazioni future. (gn)

[Giuseppe Nucera è presidente del movimento La Calabria che vogliamo]

L’OPINIONE / Francesco Costantino: L’Università per Stranieri Dante Alighieri e il progetto Federativo con la Mediterranea

di FRANCESCO COSTANTINOLe cronache di questi giorni ci informano che il CdA dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” ha ritenuto di poter superare l’attuale crisi gestionale attraverso lo strumento della Federazione tra Atenei contemplato dalla legge 30/12/2010, n. 240, meglio nota come Legge Gelmini, con particolare riferimento all’art. 3 della stessa legge.

Nella situazione data, a molti è sembrato che questa potesse essere la soluzione migliore e pertanto tutti si sono premurati a manifestare piena soddisfazione per lo sbocco prefigurato.

In molti casi, forse, per liberarsi dal dovere di rendere conto di eventuali gradate inadempienze che quella crisi avevano contribuito a determinare.

Una lettura attenta  della norma suggerirebbe di frenare gli entusiasmi perché il meccanismo della federazione tra atenei è ancora poco collaudato e, soprattutto, richiede passaggi formali importanti tra i quali quello, non reso noto ma spero esistente, della predisposizione di un progetto contenente,  in  forma  analitica,  le motivazioni, gli obiettivi, le compatibilità finanziarie e logistiche, le proposte di riallocazione dell’organico e delle strutture  in  coerenza  con  gli obiettivi di cui al comma 1 dell’articolo 3 della legge prima menzionata che richiede venga accertato preliminarmente il miglioramento  della qualità,  efficienza ed efficacia dell’attività didattica, di ricerca e gestionale.

La conoscenza del progetto predisposto, dunque, consentirebbe un giudizio maggiormente ragionato.

Non ho alcun interesse ad alimentare polemiche riproponendo gli accadimenti che nel corso dell’anno 2017 hanno generato le pressoché contestuali dimissioni del Presidente del C.d.A. dott. Pino Bova e del Rettore prof. Salvatore Berlingò, pur avendoli vissuti dall’interno del C.d.A. e ben conoscendoli, né ad assegnare responsabilità ad alcuno. 

Gli atti e i verbali del C.d.A. di quel periodo ricostruiscono, per chi ne avesse interesse, la portata e i contenuti di quelle vicende e, soprattutto, lasciano intravedere le conseguenze che ne sono poi derivate.

Una cosa però è per me certa e mi piacerebbe che tutti ne tenessero conto: l’università è nata e ha avuto ragione di esistere, nel rispetto della volontà dell’On.le Giuseppe Reale, solo agganciando la propria esistenza  a quella del  Comitato locale della Società Dante Alighieri.

Aver determinato la perdita dell’affiliazione con il Comitato Centrale della stessa Società, a prescindere dalle motivazioni che l’anno determinata, ha avuto come conseguenza la perdita della ragione fondamentale per cui era nata la stessa Università,  la cui mission naturale  prevedeva il collegamento con i comitati sparsi in tutto il mondo per la diffusione e la tutela della lingua italiana e quindi processi attivi di internalizzazione.

Nessun artificio, quand’anche consentito dal diritto civile ed amministrativo, avrebbe dovuto consentire la sostituzione del Comitato locale con un surrogato perché questa sostituzione, era evidente, avrebbe rappresentato un tradimento della mission tracciata dal benemerito fondatore.

Lo spartiacque per le sorti dell’ateneo reggino è stato quello.

A tal fine ripropongo il solo Art. 3  dello Statuto che ha regolato e indirizzato nel tempo le attività dell’Ateneo. 

Finalità 

  1. L’Università ha lo scopo di diffondere, con le proprie attività di insegnamento e di ricerca, la conoscenza della lingua, della letteratura, dell’arte, della cultura e delle istituzioni politiche, sociali, giuridiche ed economiche dell’Italia in tutte le loro forme di espressione. A tal fine aggiorna costantemente la propria azione alle mutevoli condizioni socioeconomiche del Paese ed alle sue esigenze di internazionalizzazione. 
  2. In modo particolare, l’Università, cooperando anche con i Comitati italiani ed esteri della Società “Dante Alighieri” e con le altre istituzioni culturali italiane operanti all’estero, si propone di:
  1. promuovere ed agevolare scambi e confronti culturali con le civiltà che nel mondo traggono origine ed alimento dal bacino del Mediterraneo, rivolgendo una peculiare attenzione alle problematiche suscitate dagli insediamenti sul territorio italiano degli immigrati provenienti in ispecie dai Balcani, dall’Oriente e dall’Africa; 
  2. tenere vive, con specifiche iniziative, le tradizioni linguistiche e la memoria storica del Paese d’origine presso le comunità e le varie generazioni degli Italiani emigrati all’estero;
  3.  tutelare e valorizzare le istanze socio-culturali delle minoranze linguistiche albanesi, grecaniche e occitane insediate sul territorio calabrese, anche mediante la loro riscoperta e diffusione presso gli oriundi, altrove trasferiti, che ad esse appartengono; d) favorire, con opportune collaborazioni nazionali e internazionali, la costituzione di poli formativi e scientifici o di centri di eccellenza nel quadro di una sempre maggiore integrazione dell’Europa con i Paesi delle rive meridionali e orientali del Mediterraneo.

Dunque, rispettare la volontà del Suo fondatore, fa diventare fattore imprescindibile delle finalità dell’Ateneo reggino il mantenimento della cooperazione con i Comitati italiani ed esteri della Società “Dante Alighieri”.

Oggi però è il tempo dell’agire ed è bene che ognuno metta da parte il proprio egoismo e i propri convincimenti e che si riacquisti finalmente il senso del crescere insieme.

È un altro il tempo della ricerca delle responsabilità.

L’Università per Stranieri Dante Alighieri è un’agenzia formativa di primaria importanza sia per la crescita culturale del territorio,  sia per garantire occupazione a chi all’interno di essa opera da anni,  sia per mantenere il legame che da sempre l’ha collegata con i paesi della sponda occidentale del mediterraneo, dei balcani e del sudamerica ed  ha bisogno delle Istituzioni così come le Istituzioni hanno bisogno di essa.

Si parla da qualche tempo di una Università del Mediterraneo. Può essere questa la strada alternativa alla federazione tra Atenei?

Nessuno si tiri indietro allora altrimenti nessuno potrà  credersi del tutto assolto. Saremo tutti lo stesso coinvolti. (fc)

[Francesco Costantino è già componente del Direttivo del Comitato Locale della Società Dante Alighieri e già componente del comitato ordinatore dell’Università]

L’OPINIONE / Franz Caruso: Il riscatto del Sud passa anche dal terzo settore

di FRANZ CARUSO – Il riscatto del Sud passa anche dal terzo settore che mette in gioco quotidianamente risorse, generosità e competenze necessarie alla cura e rigenerazione delle comunità. Ed è con questa consapevolezza che, con orgoglio, ma anche con grande responsabilità, Cosenza ha accolto la designazione di Capitale del Volontariato 2023 che porterà sull’intero territorio una serie di iniziative volte a promuovere i valori del volontariato.

Cosenza ha una storia antica e prestigiosa, scritta da un popolo  che ha sempre affrontato i momenti di criticità con prontezza, coraggio e solidarietà sedimentando un forte  impegno civico e sociale attraverso  una rete di associazioni di volontariato e di assistenza ai più fragili, agli ultimi, di cui sono particolarmente fiero ed orgoglioso.

Ed è per questa ragione che a Cosenza, è stato assegnato il titolo di  Capitale italiana del volontariato 2023. Si tratta di un riconoscimento importante per tutte le associazioni che lavorano nel terzo settore e che si spendono quotidianamente per sostenere chi è meno fortunato di altri, ma rappresenta anche   uno stimolo ad andare oltre ed a fare in modo che le circa 1200 associazioni ed gli oltre 10.000 volontari presenti sul territorio, possano aumentare. Per quanto mi riguarda, ho sempre ritenuto il mondo dell’associazionismo e del volontariato fondamentale per la crescita complessiva della nostra città.

Quanti operano nel Terzo Settore, in particolare, ricoprono un ruolo strategico, reso ancora più evidente nel periodo della pandemia durante il quale spesso le associazioni si sono sostituite alle Istituzioni nell’affiancare e sostenere quanti avevano pressanti necessità. Il contributo che i volontari offrono quotidianamente è di inestimabile e riconosciuto valore, certamente perché indirizzato al sostegno di coloro che nella nostra società sono rimasti indietro, ma anche perché è volto a costruire una comunità sempre più coesa e resiliente, fondata sul contributo di ciascuno per il bene collettivo.

Cosenza Capitale del Volontariato 2023 rilancerà il ruolo positivo della nostra città nel Terzo Settore che, per come spesso ho avuto modo di affermare, è aperta, inclusiva, tollerante e solidale per storia e tradizione. (fc)

[Franz Caruso è sindaco di Cosenza]

L’OPINIONE / Saccomanno: Mentre gli altri parlano Salvini opera per il bene della Calabria

di GIACOMO SACCOMANNOTante chiacchiere, tante polemiche, tante discussioni inutili: questa è l’attuale politica di chi vive da anni sulle spalle dei cittadini. Tanti attacchi al Ministro Salvini su migranti, sul presunto mancato intervento della Guardia Costiera, sulle ONG, su qualsiasi cosa che possa anche sfiorare il suo operato.

Eppure, Salvini è uno dei pochi ministri che sta lavorando alacremente, che sta veramente correndo, che sta bruciando le tappe, che sta operando in modo concreto. Il ponte dello Stretto ha ripreso la sua corsa, la 106 ha già avuto ingenti finanziamenti, la trasversale delle Serre ha riaperto i cantieri, lo svincolo dell’Autostrada a Rosarno è stata finanziato e sono partiti gli espropri, ecc. Ma, come si può dire che la Lega non guarda al Sud?

Ed, ora anche, il finanziamento di 13 milioni per l’aeroporto di Crotone che consentirà di garantire ai cittadini di quell’area di poter raggiungere Roma velocemente. Anni di battaglie che non avevano portato a nulla. In poche settimane si sono sbloccate opere ferme da decenni, pur essendoci stati per circa 10 anni Governi di sinistra!

A questo punto una domanda è d’obbligo: troppo bravo Salvini o inermi gli altri? Sta di fatto, comunque, che grazie alla Lega ed al Ministro Salvini la Calabria ha ripreso a correre ed a sperare che qualcosa possa cambiare. Un plauso forte al nostro Matteo Salvini. (gs)

L’OPINIONE / Giusy Staropoli Calafati: L’Agenda Calabria è qui

di GIUSY STAROPOLI CALAFATILa Calabria è carica. Vuole ripartire. Farsi strada in Italia e in Europa. Aprire strade che dall’Europa e dal resto del mondo portino fino a qui. Nei suoi paesi, sulle sue bianche spiagge e le sue verdi montagne. Per piacere e per lavoro. Per un soggiorno turistico e per un investimento economico.

Nel cuore del Mediterraneo, dove nasce uno dei porti più grandi d’Europa e dove in Sila si respira l’aria più pulita del mondo. 

La Calabria pullula di convinzioni da sempre, ma spesso ha temuto di non riuscire a renderle piani di sviluppo, vittima della sua storia sommersa, ritraendosi nel suo guscio come la lumaca. Oggi non intende più ritrarsi come una volta, piuttosto vuol fare l’esperienza di illuminarsi d’ogni lampo di genio dei calabresi.

Alla definizione di “perduta e irrecuperabile” lancia un’idea, scrive il progetto e dà il via ad una sua agenda reale, dove non intende solo riempire i giorni di cose possibili, ma di fatti e di effetti speciali. Situazioni strategiche per tutto il Mezzogiorno.

Un vero genius loci, la cui associazione tra genio e luogo fisico parte dagli industriali calabresi, dal desiderio delle loro aziende, allocate sul territorio, di scandire il tempo a disposizione con un ritmo diverso rispetto al passato, senza pause d’esercizio, ma con una successione di suoni dal senso compiuto. Una composizione polifonica che la regione sposa con l’entusiasmo di un amore a prima vista, e al cui rito di nozze i calabresi intendono partecipare festanti, in regime di condivisione.

Insomma il “wow” che tutti aspettavamo per ripartire.

Unindustria Calabria ragiona su un piano di sviluppo a lungo termine che, se ben maturato, è certa, andrà a risultare non soltanto gradevole, ma essenziale per raggiungere l’obietto dell’agenda: avanzare verso l’Europa, ridurre i gap tra le cinque province, raggiungere uno stato di perequazione con il resto del paese. 

La Calabria non è una definita area industriale, non ha filiere come le regioni del Centro-Nord, ma ha potenzialità di sviluppo tali che se programmate vedrebbero aderire alla sua crescita il mondo interno, ma se non programmate, e proprio secondo il modello degli appuntamenti di un’agenda, non verranno mai espresse, e l’essere relegata alla punta estrema della penisola italiana non sarà che l’eterno alibi di uno stato di sottosviluppo che per quanto intercettato e discusso, è destinato a rimanere consapevolmente irrisolto.

Unindustria gioca la carta: Calabria vince, Calabria perde. E non è azzardo, ma coscienza; non si tratta di rischio, ma di responsabilità. Non di un semplice investimento sul futuro, ma di una messa in discussione totale del presente indicativo.

Una prima agenda regionale italiana che parte dal Sud, consolida alla Calabria la sua forza e mostra all’Italia una Calabria inesauribile: turismo, industria, agricoltura ed enogastronomia.

Un perfetto Pcrr: Piano Calabrese di ripresa e resilienza per una Cilicon Calabria possibile.

Non una Calabria visionaria, ma una visione di Calabria che gli industriali lanciano di proprio conto, e che fa canestro in un sistema che mira dritto alla rigenerazione culturale, sociale, civile, politica ed economica di questa regione. 

Un cambiamento possibile? Basta aprire l’agenda e ricordarsi come fare, dove è previsto arrivare. (gsc)

L’OPINIONE / Pietro Molinaro: usura e racket vanno affrontati con risolutezza

di PIETRO MOLINARI – Raccolgo  e condivido l’appello del presidente Klaus Algieri, che ha reso noti i dati di un’indagine di Confcommercio relativi al fenomeno dell’usura e del racket. Sono dati allarmanti che hanno assunto negli anni le dimensioni di una vera e propria emergenza sociale e da presidente della Commissione consiliare contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa che, in base alla legge si occupa anche di usura e racket non mi voglio limitare solo ad analizzarli.

In questi giorni, proprio rendendomi conto della vastità del fenomeno, sto incontrando le Fondazioni antiusura e le Associazioni antiracket  della Calabria, per avere da loro, che svolgono un grande lavoro di prevenzione e aiuto,  utili suggerimenti per modificare la legge istitutiva della Commissione per renderla più incisiva e far sentire la vicinanza fattiva delle Istituzioni al disagio delle persone, famiglie e imprenditori.

Chi è strangolato dai debiti non è libero, non è libero chi è costretto a subire tempi infiniti in attesa della concessione di un finanziamento o per la ristrutturazione di un mutuo così come non è libero chi cerca una soluzione perché non ha più accesso al credito bancario. Non è sicuramente possibile che, approfittando di situazioni di difficoltà economiche in cui versano le piccole e medie imprese queste devono ricorrere a linee di credito non convenzionali per  poi alla fine essere strangolate e di fatto si immette nell’economia legale, economia illegale.

Fin d’ora mi rendo disponibile nei confronti del Presidente Algieri e della Confcommercio per contribuire a far operare le imprese con maggiore sicurezza individuando strumenti rapidi ed efficaci. (pm)

L’OPINIONE / Franco Cimino: E brava Wanda, la donna calabrese al Governo di destracentro del Paese

di FRANCO CIMINO – Metti Un giorno da pecora, la trasmissione cult di Radio Uno, quella delle dure a divertenti ironie e delle fervide provocazioni, con gli agguati dialettici dietro il microfono, metti che invitino un politico di Fratelli d’Italia, metti pure che sia donna e anche sottosegretario di Stato e che abbia un’antica solida amicizia con Giorgia Meloni, la comandante vera e assoluta di quel partito e del governo che presiede, metti che all’improvviso, dopo che si è trattato di migranti e morti in mare, ti infilino la domandina di quelle che hanno sempre fatto venire i brividi ai più accorti, e ti trovi una Wanda Ferro che molti non si aspettavano (non io tra questi).

Una donna spaventata e superdisciplinata, per non dire bigotta, per non dire soldatessa dell’ortodossia di partito, l’ideologista fanatica di una vecchia destra, similarfascista, tutta patria, Dio, (quello terreno, per interderci) e famiglia (quella della donna in casa a cucinare e a far figli, se non soltanto a soddisfar le maschili voglie). Questa donna, molti si attendevano. Da lei, una calabrese, per giunta.

Invece, Wanda li sorprende tutti. Alla domanda su cosa pensasse della dichiarazione dell’onorevole Mollicone, suo collega di partito, nella quale considerava “l’utero in affitto” un crimine peggiore della pedofilia”, lei risponde testualmente: «Non sono assolutamente d’accordo, la pedofilia è uno dei crimini peggiori in assoluto. Nessuno tocchi i bambini».

Quanto alle parole dell’altro suo compagno di Fratelli d’Italia sulle coppie gay, dice:«Anche questo è stato detto in modo sicuramente maldestro. Non è stata un’espressione consona al dibattito». Possiamo dirlo, senza che si sia “maleinterpretati” politicamente, sebbene io sia certo di non poter subire fraintendimento alcuno? Sì, direi di sì, considerate le due cose note a quanti mi conoscono.

La prima è il coraggio di dire sempre ciò che penso, e di fare ciò che sento come necessario e giusto, senza badare alle convenienze e sempre incurante dei rischi. La mia storia politica, così magra apparentemente di risultati “utili” alla persona, è ferma lì a dimostrarlo. E quando si muove, come nelle mie recenti battaglia, si muove per confermarsi. La seconda cosa, risiede nella distanza immodificata tra le nostre idee e posizioni politiche, e in qualche fatto, specialmente quello lontano, per il quale molti amici mi vorrebbero rancoroso verso di lei, che invece mi è sempre stata personalmente pure simpatica.

E con affetto apertamente manifestato, nella stima personale che la leader calabrese di Fratelli d’Italia si è conquistata sul campo della dura fatica della Politica. Ecco, adesso posso dirlo: Wanda è stata brava. Intelligente e coraggiosa. Onesta e innovativa verso un mondo e una cultura ancora troppo chiusi rispetto non ai diritti genericamente o largamente intesi, e talune volte fraintesi, ma alle sofferenze delle persone. Delle donne e dei bambini, in particolare, che dalle feroci polemiche politiche vengono travolti quando non strumentalizzati a fini partitici.

Aggiungo, Wanda Ferro ha mostrato anche sensibilità sul piano personale, ritenendo, come ritengono quanti la conoscono più da vicino, che lei sui temi sensibili sia attenta e solidale con i portatori di questi. Sul piano politico, poi, ha fatto un servizio straordinario a tutti. Al suo partito, che spinge ad uscire dall’angolo, dove vorrebbero tenerlo i fideisti e gli avversari nel contempo.

Ferro fa chiaramente intendere loro che un partito di governo, largamente sostenuto da quel consenso popolare che l’ha portato al governo, e che per giunta è alla guida dello stesso attraverso la propria leader, che è una donna, non può restare all’angolo, pena la sua emarginazione. Soprattutto, da un’Europa avanzata e che cerca una destra nuova, democratica, di stampo europeo. Una destra che possa rassicurare non solo i mercati, ma le democrazie. Quelle, che, affacciandosi alla modernità, trovano problemi vecchi e diritti nuovi su cui misurarsi. Per confermarsi democrazia.

Agli avversari più sinceri e onesti, alla sinistra che vedrà sempre più affermarsi la forza e la determinazione di Elly Schlein, irriducibile campionessa dei diritti, vecchi e nuovi, ha offerto una buona sponda per avviare un dibattito serio e responsabile. Una discussione, la più profonda, che, rifiutando lo scontro ideologico, vada a conciliare il sentire delle minoranze con gli equilibri della società e taluni bisogni, fossero anche desideri, delle persone con i principi fondamentali della nostra Costituzione.

Per tutti questi motivi, dico «brava Wanda, continua su questo terreno senza indugio alcuno». (fc)

L’OPINIONE / Nicola Fiorita: Lavoriamo tutti insieme per l’ex Cinema Orso

di NICOLA FIORITA –L’ordinanza con cui il Tar ha rigettato il ricorso del privato contro il decreto che ha dichiarato l’ex cinema Orso “di interesse particolarmente importante” rappresenta un punto fermo nel percorso che porterà il Comune ad acquisire la proprietà dell’immobile e a destinarlo alla fruizione della comunità.

La lettura attenta dell’ordinanza mette in luce un aspetto estremamente significativo: i giudici amministrativi hanno ritenuto che l’avvio della procedura di apposizione del vincolo sull’immobile si è mosso rispettosamente all’interno delle disposizioni dell’art. 14 del Decreto Legislativo n. 42/2004.

E ancora, scrivono i giudici nell’ordinanza, citando una sentenza del Consiglio di Stato del 2015, “la valutazione discrezionale circa l’interesse culturale dell’immobile non appare irragionevole, pur a fronte della circostanza che il medesimo versi nello stato di rudere”. Si rafforza pertanto il buon diritto del Comune ad esercitare il diritto di prelazione sull’immobile. L’Amministrazione accantonerà la cifra occorrente per l’acquisto già nel bilancio di previsione 2023 e successivamente procederà a deliberare in Consiglio Comunale l’acquisto dell’ex Orso.
Nessuno canta vittoria per il pronunciamento del Tar, si canterà semmai vittoria solo quando l’ex Orso entrerà nella piena disponibilità patrimoniale del Comune e si avvierà una progettazione di qualità per trasformarlo in un contenitore culturale polivalente. Sento di lanciare un appello all’unità a tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale, sia quelle che hanno condiviso il nostro percorso sia quelle che hanno espresso perplessità sulla procedura.
Ora si remi tutti assieme dalla stessa parte per consentire al Comune di esercitare il suo legittimo diritto di prelazione e procedere speditamente all’acquisizione del bene. Non ci saranno vincitori o sconfitti in questa vicenda, ma sarà la città – e in particolare il quartiere Lido – a vincere una battaglia di civiltà e di promozione della cultura. (nf)

L’OPINIONE / Emilio Errigo: Il mare è di tutti i calabresi

di EMILIO ERRIGO – La superficie della terra è complessivamente circa 510 milioni di Kmq, di questi grandi numeri, ben 364 milioni di chilometri quadrati, sono coperti dalla acque degli oceani, mari, laghi, fiumi, paludi, torrenti ed altre risorse idriche. Il volume totale delle acque delle terre sottomarine, chiamati fondi e sottofondi marini è di circa 1,5 miliardi di chilometri cubi. Di questo patrimonio naturalistico il 97% è costituito dall’acqua degli oceani e dei mari, mentre il restante 3% è acqua dolce. Il Mare Mediterraneo ha una ampiezza complessiva di oltre 2.5 milioni di Kmq.

Il biologo americano, William Crome, dopo aver studiato, analizzato e approfondito con ricerche scientifiche comparate, ha lasciato ai posteri questo risultato descrittivo del bene mare. «L’acqua del mare e il sangue sono straordinariamente simili. Il liquido organico delle meduse, dei granchi, degli squali, dei pesci, dei rospi, dei cani, degli uomini ( e donne)contiene gli stessi sali dell’acqua del mare e quasi nello stesso rapporto. Alcuni invertebrati marini, come gli echinodermi, possono addirittura sostituire momentaneamente il loro sangue con acqua di mare. In altre parole: il nostro sangue e quello degli animali non è altro che acqua di mare trasformata. Poiché tutti gli esseri viventi derivano dal mare e sono tutti lontanamente imparentati, ciò non può sorprendere».

La nostra Italia ha un territorio di oltre 302 mila Kmq, mentre il mare territoriale che bagna la penisola italiana è pari a circa 120 mila chilometri quadrati, di queste terre emerse la Calabria ne occupa ben 15.222 Kmq, che vanno ad aggiungersi ai quasi 800 km lineari di lunghezza delle coste, per una estensione/ampiezza, pari o superiori ai 12 miglia ( 1 mgl marini =1862 metri), misurate a partire dalle linee di base, sono costituite da acque marine della Regione Calabria.

Il mare della Calabria è di tutti i cittadini residenti o presenti in questa bellissima e ricchissima Regione Calabria. Che la Calabria fosse riconosciuta universalmente bella dal mare ai monti, non è una novità, tanto che sono in tanti gli scrittori e viaggiatori stranieri, che nel corso dei secoli, hanno scritto e narrato in molti testi pure di pregio scientifico e letterario, dei paesaggi, borghi, alimenti, profumi, gente, carattere, forza, orgoglio smisurato e intelligenza creativa, quest’ultime caratteristiche naturali di chi nato o è figlio di uno dei genitori nati in Calabria.
Il buon sangue non mente si dice!

Non ancora tanto è dato sapere delle vere e ancora non tutte conosciute e valorizzare materie prime presenti in Calabria.
Mi riferisco alle tre più importanti di queste risorse naturali: l’Ambiente, la Biodiversità e gli Ecosistemi.
Eppure non sarebbe dovuto essere sfuggita agli studiosi delle tantissime cose belle esistenti in Calabria, che questi citati beni hanno meritato una tutela , valorizzazione e riconoscimento giuridico, pensate e riflettete brava Gente di Calabria, che negli articoli 9, 41 e 117, della Costituzione della Repubblica Italiana.

Lo sapevate? Ecco allora, che occorra essere consapevoli che le nostre materie prime, vere ricchezze della Calabria, vanno e devono, essere protette, valorizzate, salvaguardare, custodite, godute, difese, diffuse, utilizzate con la stessa intelligenza creativa della quale non difetta il Popolo della Calabria.

Chi scrive questi pensieri notturni, grato a un nobile figlio di questa comune madre terra chiamata Calabria, mi ha voluto far ritornare dopo oltre ben 45 anni vissuti da migrante professionale, affidandomi proprio queste ricchezze, nominandomi per Decreto a firma del Presidente della Regione Calabria, On. Roberto Occhiuto, Commissario Straordinario dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria, a tutti nota con l’acronimo di Arpacal.

Da oltre due mesi vivo con intensità emotiva, alto senso del dovere, spirito di sacrificio, entusiasmo e orgoglio, questo importante incarico professionale, dimorando in un contesto paesaggistico-ambientale da visitare e godere, scrivo della location di Catanzaro Lido o Marina.

Lavoro psicofisicamente tantissimo e non avverto la fatica, respiro aria pura, mangio bene pesce, crostacei e molluschi freschissimi, pescati dai gentilissimi e simpatici pescatori praticanti la piccola pesca artigianale costiera, la frutta e le verdure fresche non mancano mai e sono alla portata di tutti per qualità e prezzo, il dialogo è assicurato dai commercianti sempre disponibili a venirti incontro, visito durante i we i borghi e palazzi storici della città alta o superiore in altezza, di Catanzaro città, cammino molto con mia moglie (Calabrese), la sera tardi quando gli impegni di lavoro me lo permettono, sul lunghissimo pluri-chilometrico e affascinante Lungomare, di tanto in tanto leggo libri di storia della Calabria e consulto con viva curiosità, le guide e itinerari turistici da programmare per la prossima settimana, assieme agli amici che da ogni parte d’Italia mi vengono puntualmente a trovare per non perdere il contatto relazionale di vera e sincera amicizia.

Ora sul mio dire e scrivere, non me ne vogliono i miei carissimi amici, di Cosenza, Vibo Valentia, Crotone e soprattutto i miei concittadini di Reggio Calabria, ma quando devi esprimere un pensiero, devi essere onesto. Catanzaro lido migliora da anno in anno, da giorno a giorno e da ora in ora. Palazzi moderni e ben rifiniti, centri commerciali che non hanno nulla da invidiare alle altre Cittá del centro e nord Italia, il verde pubblico curato, piste ciclabili, pineta frequentabile, che dire ? Non è che non ci sia sempre qualcosa da fare e perfezionare, ma chi si accontenta…. gode delle bellezze dei territori e del mare.

Scrivere e raccontare la verità delle meravigli emerse e sommerse della Calabria, occorrerebbero enciclopedie ambientali, che dire della biodiversità presente nelle terre sommerse e grotte marine, dei 5 Parchi Marini Regionali, dell’Area Marina Protetta Nazionale di Capo Rizzuto a pochi passi o miglia dalla seconda Patria di Pitagora?

La Calabria è veramente bella tutta, dal confine Nord al Sud, dal Pollino, alla Sila, fino ai boschi sempre verdi dell’Aspromonte e delle Serre, da Tortora, Scalea, da Tropea, a Scilla, proseguendo verso Catona, Gallico, Reggio Calabria , Punta Sant’Agata, Ravagnese, San Gregorio, San Leo, Punta Pellaro, Bocale, Lazzaro, da Saline Joniche a Crotone e giù di li, il Tirreno e lo Jonio, accarezzano le coste lunghe, ampie, sabbiose e incontaminate, non mancano i laghi, fiumi, torrenti e le fiumare, l’acqua portabilissima abbonda e qualche volta si spreca inconsapevolmente.

Certo occorrerebbe più amore verso queste materie prime, da parte di tutti, nessuno escluso ed esclusa, inquinare le acque dei laghi, dei fiumi, il mare, il territorio non è un bel gesto di civiltà, anche perché la nostra vera ricchezza è proprio questo grandissimo dono che ci ha fatti madre natura, l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi della Calabria, il tutto a totale beneficio della salute e qualità della vita, delle presenti e future generazioni. (ee)

(Emilio Errigo è nato a Reggio Calabria, docente universitario, generale della GdiF in riserva, studioso del diritto all’ambiente e dell’ambiente, attualmente Commissario Straordinario di Arpacal)