REGGIO CALABRIA – La testimonianza: «Per una ecografia al Gom ci vuole dicembre»

di CARLO RANIERI – Come molti anziani devo controllare la prostata e per farlo serve un’ecografia transrettale. Unico posto a Reggio dove la fanno in convenzione è il reparto urologia del Gom.

Munito di prenotazione il 19 aprile (cioè ieri) mi collego con il sistema di prenotazione online Cup regionale. Prima data utile lunedì 23/12/2024 a Palmi. Altro appuntamento accettato, dopo sette giorni in urologia del Gom di Rc per martedì 31 dicembre 2024.

Forse nessuno intuisce che per persone anziane, ammalati (esenti per patologia), dare prenotazioni distanti decine di km crea molti problemi e in ogni caso sempre dopo otto mesi.

Serve implementare da subito il sistema e dare la precedenza per esami e visite a malati esenti per patologia da fare in città. Un esame celere può salvare una vita ed evitare costosi interventi, in maggioranza fatti fuori regione, come i dati sulla mobilità oncologica calabrese del 2022 dimostrano: il 58% dei malati oncologici fa gli interventi fuori regione (ma a chi interessa)?

Nel 2022 dei pazienti oncologici necessari di ricovero: il 42,9% in mobilità a grande distanza, il 9,1% mobilita in regioni vicine e solo il 48% viene ricoverato nella Regione Calabria.

Sentiti ringraziamenti alla Sanità pubblica reggina del Grande Ospedale Metropolitano.
A voi lettori le considerazioni. (cr)

REGGIO CALABRIA – Il consigliere comunale Neri: «Bilancio senza coraggio»

di ARMANDO NERI – È un bilancio senza coraggio. Che benefici percepiranno i cittadini e le imprese da questo bilancio? Nessuno. Siamo usciti dal piano di riequilibrio, ma non se n’è accorto nessuno.

In questo bilancio non si allenta la pressione fiscale, non si adottano agevolazioni per gli imprenditori, non si apre alcuna sanatoria per aiutare le persone a mettersi in regola coi tributi, non si aiutano le famiglie con le mense, non si premiano i cittadini che pagano le tasse.

Eppure stavolta – considerata l’uscita dal piano di riequilibrio – si poteva fare, la Città lo avrebbe meritato. È un bilancio senza visione, che mantiene i parcheggi a 2€, le tasse alle stelle, senza investimenti sul futuro della Città, Si naviga a vista, su tutto.

Siamo dinanzi ad una maggioranza che ormai è solo impegnata a mantenere i propri privilegi politici, disinteressandosi del tutto alle sorti di chi vive quotidianamente la Città. (an)

[Armando Neri è consigliere comunale a Reggio Calabria]

REGGIO CALABRIA – Domani il Circolo Reggiosud presenta il libro di Rocco Bellantone

Il Circolo Reggiosud presenta domani, sabato 20 aprile alle ore 18, il libro di Rocco Bellantone dal titolo Il centravanti e La Mecca: calcio, Islam e petroldollari.

I discussi Mondiali in Qatar, l’acquisto di Manchester City e Psg da parte degli sceicchi del Golfo, la tratta dei talenti africani, l’oscurantismo dei Talebani, le proteste in Iran: storie, curiosità e aspetti poco noti del calcio contemporaneo e del suo forte legame con la politica nel mondo islamico. Un saggio a cura di Rocco Bellantone, con il contributo di Marco Cochi, Beniamino Franceschini, Stefano Piazza, Marco Spiridigliozzi e Davide Vannucci. Prefazione di Roberto Tottoli, rettore dell’Università L’Orientale di Napoli

Prima di darsi alla politica Erdogan è stato per anni uno spietato attaccante nelle serie minori turche, guadagnandosi in campo il soprannome di «Imam Beckenbauer». Una delle passioni segrete del leader di Al Qaeda Osama Bin Laden era il tifo per la squadra londinese dell’Arsenal. Saddam Hussein sognava di vedere la nazionale irachena ai Mondiali di Messico ’86. Per riuscire nell’impresa assoldò quattro allenatori brasiliani, passati poi alla storia come i «Califfi di Baghdad». Questi e altri aspetti poco noti del calcio contemporaneo e del suo forte legame con la politica nel mondo islamico sono racchiusi ne Il centravanti e La Mecca. Calcio, Islam e petroldollari.

Il libro inchiesta svela il rapporto tra calcio e mondo islamico: dall’oscurantismo dei Talebani agli attentati jihadisti, dalla tratta dei talenti africani agli stadi vietati alle donne in Iran, dall’acquisto di Manchester City e Paris Saint-Germain da parte degli sceicchi del Golfo ai discussi Mondiali in Qatar.

In teoria, ma solo in teoria, il calcio è uno sport ateo. «La verità, però, è ben altra – scrive Rocco Bellantone nell’introduzione. I credi religiosi, infatti, si sono ormai posizionati da tempo in pianta stabile sui terreni di gioco. E se fino a qualche anno fa si trattava per lo più di un affare tutto cristiano, con il proverbiale segno della croce ad accompagnare puntualmente il fischio d’inizio di ogni partita, oggi anche i calciatori musulmani non fanno più mistero della loro fede. E l’aumento della loro esposizione mediatica sta andando di pari passo con la crescita del peso – politico e soprattutto economico – di sceicchi e businessman del Golfo Persico e dell’Asia sul calcio internazionale. La Premier League, la lega più ricca e spettacolare del pianeta, non poteva che fare da apripista a questa tendenza. Negli ultimi anni calciatori del calibro di Mohamed Salah, stella del Liverpool, Sadio Mané, passato dai Reds ai tedeschi del Bayern Monaco, e Paul Pogba, tornato alla Juventus dopo un’esperienza poco esaltante al Manchester United, hanno trascinato nel rettangolo verde la loro fede in Allah. Il resto lo hanno fatto i loro profili social, seguiti in tutto il mondo da decine di milioni di follower».

Edito da Paesi Edizioni, Il centravanti e La Mecca. Calcio, Islam e petroldollari di Rocco Bellantone è disponibile in libreria e negli store online, anche in versione ebook. (rrc)

REGGIO CALABRIA – Atene e Reggio si incontrano al liceo classico “Tommaso Campanella”

Una mattina all’insegna dell’interculturalità quella svoltasi presso il liceo classico “Tommaso Campanella” di Reggio Calabria. Grazie alla mediazione del Centro di Lingua e Cultura Ellenica “Ellinomatheia” due classi (1^D e 3^A) hanno incontrato 18 alunni e due docenti, Foteini Sitara e Symeon Nikitas, dell’ΕΡΑΣΜΕΙΟΣ ΕΛΛΗΝΟΓΕΡΜΑΝΙΚΗ ΣΧΟΛΗ.

L’iniziativa, ampiamente sostenuta dalla dirigente Carmen Lucisano, ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso avviato online nei mesi precedenti. Attraverso incontri virtuali i ragazzi hanno lavorato su temi di interesse comune quali la colonizzazione greca in Occidente e la permanenza in Italia di tradizioni di chiara matrice ellenica.

Queste le parole della dirigente «Indagare le comuni radici equivale a costruire dei ponti, a rafforzare il dialogo tra i popoli».

Al centro dell’incontro uno scambio di esperienze didattiche presentate dagli studenti di entrambe le scuole in lingua inglese. Gli studenti greci sono poi stati accompagnati dai rispettivi docenti e dai ragazzi del Liceo, che hanno svolto il ruolo di ciceroni, presso il Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia.

L’esperienza, profondamente ricca sotto il profilo umano e culturale, ha evidenziato che la Lingua e la Cultura Greca continuano ad avere un ruolo universale e salvifico e a essere portanti in un percorso di formazione culturale. (rrc)

REGGIO CALABRIA – Escursione di “Gente in Aspromonte” alla Fortezza di Calanna

L’associazione escursionistica “Gente in Aspromonte” propone, per domenica 21 aprile, un itinerario che riguarda la Fortezza di Calanna.

L’antico toponimo di Calanna, dal greco Kale-amuna (bel riparo), disvela da subito l’origine strategico militare del sito. Oggi il moderno centro di Calanna si distingue per la particolare suggestione legata alla natura del terreno, che lo fa avvicinare all’antica regione turca della Cappadocia.

Infatti, il territorio è caratterizzato dalla presenza di pietre arenarie, chiamate “tafoni“, plasmate per millenni dagli agenti atmosferici, un calcare conchiglifero corroso dall’azione eolica modellato proprio come è accaduto nell’antica zona dell’Asia minore.

Ma Calanna fu soprattutto al centro di forti interessi militari; ne è testimonianza il castello di età normanna edificato su un preesistente nucleo bizantino. Nel 1283 al termine della guerra del vespro, il borgo cade in mano aragonese, salvo poi ritornare nel 1302, con la pace di Caltabellotta, agli angioini. In epoca moderna viene elevato a Baronia con tutti i casali e assegnato a Fulcone Ruffo, conte di Sinopoli.

Si costeggia per un breve tratto il torrente di Gallico, e dopo averlo attraversato, si inizia il sentiero, in salita, che dopo circa 50 m. ci porta sul crinale della collina.

Si prosegue poi su terreno pianeggiante per altri 30 m. circa. Proseguiamo su strada asfaltata fino alla contrada Rosaniti di Calanna, attraversandola e subito dopo si riprende il sentiero che porta alla fontana Rinizzi, da qui si prosegue, per circa 20 m. fino a giungere alla contrada Bruca.

Si continua da qui su strada asfaltata fino alla contrada Ronzo dove troviamo i resti di una Necropoli Protostorica risalente al X- IX secolo a C. (Possibile visita al museo).

Si riprende il cammino in discesa, sempre su strada asfaltata, e si arriva a Calanna, si attraverserà il centro abitato fino ad arrivare alla piazza Belvedere, sita sotto al Castello Normanno.

Inoltre dalla piazza si può ammirare un bellissimo panorama che va dalla costa siciliana a quella calabra. Si riprende il cammino in salita, e si giunge al castello dove si possono visitare i ruderi e le vecchie mura.
Sosta per il pranzo alla piazzetta Belvedere.

Finito il pranzo si riprende la strada del ritorno, la prima parte su strada asfaltata e poi su sentiero sterrato. Dopo circa 1 h e 10 m. si giunge alle auto. (rrc)

ROSARNO (RC) – Le realtà sociali preoccupate per «un’altra stagione di sfruttamento»

Realtà sociali preoccupate per «un’altra stagione di sfruttamento» a Rosarno. A sottoscrivere un documento di preoccupazione sono Cric – Centro Regionale d’Intervento per la Cooperazione, Medici per i Diritti Umani (Medu), Recosol – Rete delle comunità solidali, Nuvola Rossa Aps, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali – Università della Calabria e Arci Samarcanda Reggio Calabria.

«Le proteste degli agricoltori delle ultime settimane hanno agitato anche il territorio della Piana di Gioia Tauro e della città metropolitana di Reggio Calabria, dove le comunità, le aziende e i lavoratori della terra hanno sofferto, nel corso degli anni, gli effetti di politiche ingiuste e di interventi inefficaci e inefficienti, che sprecano risorse, alimentano divisioni e tensioni, ma senza rispondere ai bisogni in modo sostenibile. Per questo oggi le riforme per la transizione ecologica appaiono a molti insostenibili – scrivono nella nota – Al contempo, nei giorni scorsi, a Rosarno è stato inaugurato il Villaggio della Solidarietà (16 unità abitative per 96 persone), dove sono stati trasferiti 24 braccianti stranieri dal campo container, ridotto a baraccopoli, di contrada Testa dell’Acqua. Tuttavia, restano ancora inutilizzati i 36 alloggi in contrada Serricella, come anche il borgo Solidale di Taurianova, mentre si discute della costruzione di una nuova struttura, con un investimento di 12 milioni di euro. A oltre dieci anni dalla rivolta di Rosarno, l’ingente spesa sostenuta dalle istituzioni per rispondere ai bisogni abitativi dei lavoratori stagionali costretti a vivere in insediamenti informali non ha prodotto soluzioni sostenibili ed ha anzi alimentato situazioni di degrado, ghettizzazione e divisione a livello sociale. Tra il 2011 e il 2019 i campi container (due) e le tendopoli (tre) installati hanno avuto sempre la stessa parabola: prima si mette in piedi e istituzionalizza un campo, poi, esauriti i fondi necessari per la gestione e la manutenzione, si procede allo sgombero e alla spesa per una nuova struttura destinata, a sua volta, a tramutarsi in un nuovo insediamento informale col passare del tempo. L’ultima tendopoli ministeriale, allestita a San Ferdinando nel 2019, si è convertita come in passato in una baraccopoli dove oggi circa 400 lavoratori stranieri vivono senza elettricità e acqua corrente, in condizioni di marginalità spaziale e sociale».

Continua la nota: «Chi vive negli insediamenti informali incontra ostacoli nell’esercizio di diritti fondamentali come l’iscrizione anagrafica, indispensabile per l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale e il rinnovo dei documenti di soggiorno, oltre a ledere il benessere psicofisico e gli equilibri di convivenza con la comunità locale. Il modello alloggiativo di tipo emergenziale promosso in questi anni, oltre a risultare dispendioso e inefficace, mina anche le opportunità di rigenerazione urbana e sociale e la sostenibilità del sistema agroalimentare locale. Le aziende agricole locali, alla ricerca di strategie di risposta alla crisi e alle nuove richieste di consumatori critici, evidenziano la necessità di manodopera regolare, stabile, formata e tutelata nei propri diritti, ma le attuali politiche non rispondono a queste esigenze. Tuttavia, nella Piana di Gioia Tauro, non mancano esperienze di accoglienza e inserimento abitativo a bassa soglia e di tipo diffuso nei centri urbani, in grado di garantire ai lavoratori condizioni dignitose a costi contenuti. Nella località di Drosi, una frazione del Comune di Rizziconi, nel corso di oltre dieci anni, grazie all’azione di intermediazione e garanzia della Caritas locale, è stato possibile dare vita ad un’esperienza di abitare diffuso che ha permesso l’inserimento abitativo in autonomia di più di 200 lavoratori, con evidente beneficio per un territorio ormai spopolato. L’ostello Dambe so (casa della dignità), aperto a San Ferdinando dal progetto Mediterranean Hope della Federazione Chiese Evangeliche In Italia, accoglie oggi 40 lavoratori, sostenendosi attraverso donazioni di chiese protestanti e il contributo economico dei lavoratori che vi risiedono in modo stagionale o stabile e la devoluzione, daparte della cooperativa Mani e Terra, di una quota sociale derivante dalle vendite di arance a gruppi di consumo critico in Italia e in Germania».

«Questa forma innovativa di responsabilità sociale d’impresa – conclude il comunicato congiunto – sorretta da filiere alternative, può essere amplificata attraverso il coinvolgimento di più aziende del comparto, ma anche della grande distribuzione organizzata, responsabile in ultima istanza degli squilibri all’interno della filiera. Un meccanismo di contrattazione sociale di filiera che solleciti il pagamento di un centesimo su ogni chilo di agrumi, in aggiunta al prezzo sorgente corrisposto in modo giusto e trasparente ai produttori, può rappresentare un’importante leva con cui finanziare il miglioramento delle condizioni di tutti i lavoratori della Piana, sostenendo anche l’inclusione abitativa, i trasporti, la formazione, a beneficio dell’intera popolazione locale. L’impegno in questa direzione, anche da parte delle istituzioni, rappresenterebbe un segnale di svolta importante per produttori, lavoratori e per il territorio tutto, andando oltre approcci particolaristici o separatisti, inutilmente dispendiosi e del tutto inefficaci sul lungo termine. La transizione ecologica in agricoltura deve essere giusta, deve cioè garantire il reddito e le condizioni di lavoro degli attori della filiera, condizioni di benessere per la comunità locale, un cibo di qualità per tutti. Pertanto, insieme al rafforzamento delle azioni di educazione antirazzista, formazione e informazione, dei servizi legali e sanitari, anche supportati dalla mediazione culturale, chiediamo con forza un impegno collettivo per una trasformazione dei rapporti produttivi e commerciali orientata alla giustizia sociale». (rrc)

REGGIO CALABRIA – Alla Pinacoteca civica presentato il bando Onore al merito

Di fronte ad una sala gremita si è parlato dell’importanza dell’orientamento scolastico in occasione della presentazione del suddetto bando giunto alla sua VI° edizione che prevede l’erogazione di borse di studio a studenti meritevoli, per intraprendere percorsi per la preparazione ai concorsi militari.

L’evento organizzato dalla dott.ssa Marilisa Panuccio e patrocinato dal Comune di Reggio Calabria insieme a numerose autorità del mondo giudiziario e dell’istruzione. Sono intervenuti il dott. Luciano Gerardis già presidente della Corte d’Appello di Reggio Calabria, dott. Carrà Giuseppe direttore della casa circondariale di Reggio Calabria, alla dott.ssa Anna Briante, assessore all’Istruzione, pari opportunità e Università, la dott.ssa Anna Maria Cama, dirigente scolastico dell’Istituto BocconiFermi e il presidente del Club Rotary Reggio Calabria Nord dott. Mimmo Chindemi.

Ad intervenire ed esprimere soddisfazione il consigliere comunale avv Mario Cardia: «Motivo di orgoglio la presenza di tanti giovani qui in Pinacoteca, il mio grazie va alla dott.ssa Marilisa Panuccio da anni impegnata a valorizzare e soprattutto “formare” i nostri ragazzi e alla sua splendida squadra che la supporta. Credo che sia doveroso per chi fa politica sostenere iniziative meritevoli come questa che mirano a formare i giovani ed a inserirli nel mondo del lavoro. La dott ssa Panuccio merita tutto il sostegno delle Istituzioni e da parte mia troverà sempre il massimo supporto», così Mario Cardia.

Durante l’evento sono stati premiati i ragazzi reggini vincitori delle borse di studio, che sono già idonei ai concorsi e fra pochi mesi indosseranno la divisa. Il concorso “Onore al merito”, quest’anno alla sua sesta edizione, è promosso da Assorienta – Associazione Orientatori Italiani, impegnata da anni nel settore dell’orientamento ed al lavoro presso le scuole secondarie di secondo grado.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con Nissolino Corsi, scuola leader in Italia per la preparazione ai concorsi nelle Forze Armate e nelle Forze di Polizia. (rrc)

REGGIO CALABRIA – OK al bilancio di previsione, Democratici progressisti soddisfatti per le stabilizzazioni

«È una promessa che oggi possiamo dire di essere riusciti a mantenere: una stabilizzazione che i lavoratori del Comune aspettavano da anni». Così in una nota il gruppo di maggioranza dei Democratici progressisti dopo l’approvazione del bilancio di previsione 2024/2026 in consiglio comunale.

«In questo che è il primo bilancio dopo l’uscita dal Piano di rientro, l’amministrazione Falcomatà ha mostrato coi fatti di mantenere fede alle proprie linee guida. In questa fase i beneficiari delle novità saranno i più fragili, grazie alla pubblicazione dell’avviso pubblico per contributi economici straordinari sulla Tari per il 2024. Un primo tassello di un puzzle che col tempo si arricchirà di ulteriori fondi per tutto il welfare cittadino».

A proposito della stabilizzazione di oltre 100 lavoratori comunali: «Sin dalla creazione di questo gruppo in consiglio quella delle stabilizzazioni è stata una battaglia di dignità che abbiamo portato avanti con coraggio e mai mollato – hanno spiegato i Dp – fino ad ottenere i preziosi risultati odierni. Un lavoro frutto della nostra costante attenzione i temi del lavoro, del precariato e della tutela delle fasce più deboli della cittadinanza».

«Un obiettivo – hanno puntualizzato i Dp – che ha richiesto una decisa azione politica volta a trovare una soluzione immediata per aumentare le ore di lavoro di queste madri e padri di famiglia, precari ora stabilizzati. In questo momento in cui tanti lavoratori e lavoratrici si trovano per scelte scellerate senza occupazione, l’impiego di queste figure a 36 ore settimanali li equipara in tutto, anche dal punto di vista retributivo, ai dipendenti comunale. Un ringraziamento va a chi ha sostenuto la nostra lotta, al sindaco Giuseppe Falcomatà, agli altri consiglieri di maggioranza, ai dirigenti, agli assessori Gangemi e Battaglia, a tutti coloro che hanno manifestato attenzione e sensibilità ai temi del lavoro e della tutela dei lavoratori». (rrc)

CINQUEFRONDI (RC) – Lunedì si presenta il libro di don Marcello Cozzi

Nell’ambito della rassegna “Festival dei libri e della lettura”, lunedì 22 aprile, alle 18, presso la Mediateca comunale “Pasquale Creazzo” di Cinquefrondi, sarà presentato il libro “Lupare rosa” di don Marcello Cozzi, ex vicepresidente di Libera e oggi coordinatore (sempre in Libera) del tavolo di confronto interreligioso, presidente della Fondazione nazionale antiusura “Interesse uomo”, vicepresidente della Federazione italiana delle associazioni antiracket e antiusura, coordinatore Irfi (Istituto di ricerca e formazione interdisciplinare sui fenomeni della mafia e della corruzione) che nasce all’interno del Dipartimento di Diritto canonico della Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale.

Dialogherà con l’autore il giornalista Antonino Raso e interverrà Antonio Napoli, vicepresidente Valle del Marro, Libera Terra.

Don Marcello Cozzi è autore di numerose fortunate pubblicazioni: Quando la mafia non esiste. Malaffare e affari della mala in Basilicata” (2008); “Poteri invisibili. Viaggio in Basilicata tra affari, mafie, omicidi e verità negate” (2014); “Ho incontrato Caino. Pentiti. Storie e tormenti di vite confiscate alle mafie” (2016); Dio ha le mani sporche. Il grido degli innocenti, le angosce dei carnefici, l’arroganza dei boss (2022).

“Lupare Rosa”, con prefazione di Federica Sciarelli e introduzione di Giancarlo Caselli, è dedicato alle donne che cercano di sfuggire all’oppressione dei mariti boss di ‘ndrangheta. Don Marcello Cozzi, sacerdote impegnato da decenni sul versante del disagio sociale, nell’educazione alla legalità e alla giustizia, nel contrasto alle mafie e nell’accompagnamento ai pentiti di mafia e ai testimoni di giustizia, ci racconta una pagina diversa della mafia: quella delle donne, delle mogli dei boss, di Cetta, Angela, Tita, Annunziata, Rossella che sognano una vita diversa e che hanno cercato di scappare da quella gabbia fatta di violenza e paura che le teneva prigioniere.

Cresce sempre di più il numero delle donne, soprattutto madri, che chiedono una mano per fuggire dalle mafie. dal loro mondo di menzogna e di morte. Ma se per i collaboratori e i testimoni di giustizia è previsto il cambio anagrafico queste donne e questi bambini non sono considerati né collaboratori di giustizia né testimoni, non hanno alcuna tutela. Ad aiutare e accogliere donne e minori che vogliono uscire dal circuito mafioso e promuovere una rete di protezione e di sostegno è stato siglato “Liberi di scegliere”: un protocollo di intesa tra Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, Tribunale per i Minorenni, Procura per i Minorenni e Procura Distrettuale di Reggio Calabria. Procura Nazionale Antimafia e Libera ed è sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Lo scorso 30 settembre Papa Francesco, in un incontro reso noto solo successivamente per motivi di sicurezza e incolumità delle partecipanti, ha incontrato le donne uscite da mafia e ‘ndrangheta, accompagnate da don Luigi Ciotti. che hanno deciso di infrangere codici millenari fondati sulla violenza e sulla minaccia. Il sindaco e consigliere della città metropolitana di Reggio Calabria con delega ai Beni Confiscati, periferie, Politiche giovanili e Immigrazione e Politiche di pace, Michele Conia, colpito in passato da gravi e inquietanti attacchi intimidatori, spiega, con la coerenza di un uomo politico che è sempre rimasto ancorato ai suoi valori di riferimento, che «la lotta alle mafie è intesa come riscatto sociale e impegno civile, che parta dal basso, dai territori, per una migliore convivenza tra le persone e per la partecipazione democratica alla vita della propria comunità, nel rispetto delle regole attraverso una cultura della legalità, diffusa nella società e nelle scuole e grazie all’operato quotidiano di sindaci e sindache impegnati/e in prima linea con straordinario spirito di servizio. Questo evento letterario vuole narrare storie al femminile, donne che si alzano dal silenzio dell’omertà e della violenza per costruire un cambiamento, vittime di un sistema criminale che ha condizionato la loro esistenza. Tante altre storie ancora aspettano di essere conosciute e lette provando a scrivere un finale differente». (rrc)

REGGIO CALABRIA – Al Cedir un confronto contro violenza e maltrattamenti

Il sindaco Giuseppe Falcomatà e l’assessora comunale al Welfare, Lucia Nucera, sono intervenuti al convegno conclusivo del progetto “Smart – Servizio maltrattanti: ascolto, recupero, trattamento” promosso dal Dipartimento per la Giustizia minorile di comunità del Ministero della Giustizia – Ufficio distrettuale di Esecuzione penale esterna di Reggio Calabria” – rivolto alle scuole per sensibilizzare e prevenire la violenza di genere.

Presso la Sala “Gianni Versace” del Cedir, di fronte a tanti studenti, il sindaco Giuseppe Falcomatà, nel ringraziare il Ministero ed il dipartimento per la Giustizia minorile, ha ricordato «l’impegno che, da anni, l’Ente porta avanti rispetto al tema del contrasto alla violenza e, in particolare, a quella di genere». «Questo progetto – ha detto – è uno dei tasselli che si inserisce in un mosaico più ampio che ha l’obiettivo di far comprendere quanto questi argomenti siano tremendamente attuali. L’errore che spesso facciamo, però, è quello di sentirli distanti, lontani da noi, come se la cosa riguardasse soltanto gli altri: il nostro compagno di scuola, l’amico che viaggia insieme a noi sul bus, l’avversario che incontriamo in una partita di calco, basket o pallavolo. Nel sottovalutare questi aspetti, purtroppo, succede che quella violenza ci arrivi addosso all’improvviso, cogliendoci di sorpresa e impreparati. Quello che dobbiamo comprendere, quindi, è che la violenza e le fragilità di chi la subisce sta intorno a noi e, per questo, ci riguarda».

«Spesso – ha continuato il sindaco rivolgendosi alle studentesse ed agli studenti – queste violenze non sono visibili ai nostri occhi. Ci sono vittime che subiscono i torti di un mondo che li respinge perché, magari, non corrispondono ai canoni di bellezza imposti dai social o hanno diversi orientamenti sessuali. Piano piano, queste violenze subite, generano sempre una maggiore fragilità in chi non ha la forza di reagire o non ha gli strumenti per farlo e, ahimè, le reazioni possono essere anche le più drammatiche. Percorsi come questo progetto, quindi, sono importanti perché ci insegnano a metterci nei panni di chi abbiamo di fronte. Ciò che dobbiamo fare è costruire la giusta empatia con gli altri sapendo che, ognuno di noi, combatte la propria battaglia interiore». «Dobbiamo farlo noi per primi – ha proseguito Falcomatà – che abbiamo l’onore di rappresentare le istituzioni. La violenza, non soltanto verbale, è diventata comune, purtroppo, anche all’interno dei luoghi in cui le istituzioni operano. L’impegno che, anche le istituzioni, devono assumere è quello di tornare a dare l’esempio. Se noi, con il nostro linguaggio e non solo, inneggiamo alla guerra, alla violenza, individuando sempre un nemico, allora è un fallimento per tutti. Il compito della comunità educante, come questo progetto insegna, è lavorare affinché ognuno di noi abbia la cultura di abbracciare i disagi che abbiamo intorno e comportarsi di conseguenza come cittadini degni della comunità che vivono».

Per l’assessora Lucia Nucera, quella del contrasto ad ogni forma di violenza, «è un’attività che vede fortemente impegnata l’amministrazione, soprattutto in un contesto di collaborazione e condivisione dei programmi con le associazioni del territorio specializzate in un settore così delicato e complesso». Dal “Mandela office”, «pronto ad essere riattivato», al protocollo con il carcere che «ha visto diversi detenuti coinvolti in specifici percorsi all’interno dell’amministrazione stessa», l’assessora Nucera ha ribadito «l’attivismo dell’Ente nello stare al fianco dei cittadini sia in forma di sostegno e accompagnamento al superamento del dramma, sia in una funzione rieducativa affinché si eviti la reiterazione di reati speciosi».

«Stiamo lavorando al nuovo Piano di zona – ha affermato, in conclusione, la delegata alle Politiche sociali – rivolgendoci al territorio ed a quanti hanno la volontà di impegnarsi in questo percorso che già riconosce il protagonismo e l’efficienza di associazioni che possono davvero darci indicazioni per avviare nuovi programmi e attività». (rrc)