La sottosegretaria Nesci: Serve soluzione strutturale per l’assunzione di nuovi medici

La sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, ha ribadito che serve una soluzione strutturale per l’assunzione di nuovi medici, e che «il ministero della Salute sta lavorando da tempo ad una soluzione alla carenza di medici e di altre figure professionali, tanto per la Calabria quanto per le altre regioni».

«Credo che si possa ragionare su norme che, tramite incentivi economici e un inquadramento di garanzia – ha aggiunto – favoriscano le assunzioni di lungo periodo dei sanitari disposti a prestare servizio nelle aree disagiate o a bassa densità abitativa. Avevamo già varato una misura simile per le zone montane. In Italia ci sono territori poco popolati, come la Calabria, che richiedono ulteriori interventi strutturali in tempi brevi, sia per potenziare l’assistenza ospedaliera e territoriale, sia per evitare le fratture che si sono registrate sulla vicenda dei medici cubani, in merito alla quale auspico che prosegua il dialogo tra il presidente Roberto Occhiuto, gli Ordini dei medici e i sindacati di categoria».

«Ai malati – ha ammonito Nesci – servono risposte concrete. Sto spingendo per la riferita soluzione, che, con un governo ed un Parlamento coesi, potrebbe addirittura determinare una più ampia riforma del diritto alla salute che renda giustizia alle regioni, specie del Mezzogiorno, con meno abitanti e tanti piccoli Comuni, spesso isolati».

«Non bastano le iniziative dello Stato, però, se – ha avvertito la sottosegretaria per il Sud – il management sanitario calabrese non dà evidenze di un cambio di passo radicale. Infatti, la sanità della Calabria paga un prezzo altissimo a causa di una reputazione che tiene lontani i medici, pure quelli calabresi, operanti al Nord e altrove, i quali a ragione si rifiutano di sottostare a vecchie e persistenti logiche che, a Vibo Valentia come nelle vicine province, rappresentano – ha concluso Nesci – il muro di gomma dell’assistenza sanitaria». (rrm)

Sanità, Tavernise (M5S): Il bando su specializzandi doveva essere fatto prima

Il capogruppo in Consiglio regionale del M5SDavide Tavernise, pur esprimendo soddisfazione per il bando sugli specializzandi volto alla formazione di elenchi di medici in formazione specialistica, ha evidenziato come questo avviso pubblico doveva essere fatto prima.

«Il provvedimento arriva a distanza di oltre un mese  – ha spiegato – dall’interrogazione che insieme ai colleghi Amalia Bruni e Domenico Bevacqua ho rivolto al presidente Occhiuto, in ragione dell’importante possibilità offerta dal decreto Calabria. Una norma di assoluta novità quella contenuta nel decreto Calabria che consente entro il 31 dicembre 2022 di assumere i medici specializzandi al terzo anno. Norma poi estesa a tutto il territorio nazionale, a fronte della grave carenza di medici nel sistema sanitario nazionale».

«Meglio tardi che mai – ha aggiunto – è il caso di dire. Anzi no. Perché è dal conferimento dell’incarico al presidente Occhiuto, quale commissario ad acta della sanità calabrese, che denuncio e sollecito l’assunzione di personale medico data la gravissima carenza nella nostra regione, aggravata da dieci anni di commissariamento».

«Certo i problemi della nostra sanità – ha proseguito Tavernise – sono tali e tanti che in via eccezionale, e in risposta ad un’emergenza che pregiudica il diritto alla salute dei calabresi, non può non condividersi il ricorso a medici qualificati di altri Paesi, specie se la prospettiva immediata è quella di chiudere reparti o strutture sanitarie. Ma se solo dopo nove mesi si coglie l’opportunità data dal decreto Calabria significa che si poteva e doveva fare di più sul fronte assunzioni».

«Del resto – ha concluso – i dati sugli ultimi concorsi banditi dalle nostre Asp ci raccontano una sanità che arranca: appena 2 concorsi a tempo indeterminato e 10 manifestazioni per incarichi temporanei o inserimenti nelle short list da utilizzare è quanto bandito da una delle nostre Asp». (rrc)

A San Giovanni in Fiore in arrivo nuovi medici

A San Giovanni in Fiore sono in arrivo nuovi medici. Lo ha reso noto la sindaca Rosaria Succurro, che ha ringraziato il commissario dell’Asp di Cosenza, Antonello Graziano, per la «prontezza che ha dato seguito alle nostre richieste e che ringrazio per la vicinanza ai sangiovannesi, l’ospedale di San Giovanni in Fiore inizia ad avere più personale, al contrario degli anni scorsi».

«Per il locale reparto di Medicina – ha spiegato il commissario dell’Asp di Cosenza – abbiamo garantito due nuovi medici: uno ha già preso servizio, l’altro lo farà subito dopo Ferragosto. Pertanto, l’organico del reparto, che da tempo aveva due medici soltanto, conta adesso quattro medici. È un raddoppio di personale, una prima risposta concreta in una fase di difficoltà, determinata dalle travagliate vicende del passato e dall’incremento dell’utenza, legato anche all’arrivo di numerosi turisti. Affrontiamo questo periodo con la massima attenzione per i malati e i cittadini, con la nostra presenza quotidiana e un diverso rapporto con il personale, che ascoltiamo e incoraggiamo senza sosta».

«Ancora, ho interessato il referente della Direzione sanitaria, dottore Antonio Nicoletti, al fine – ha anticipato il commissario Graziano – di assicurare un anestesista, una volta a settimana, per gli interventi del multidisciplinare chirurgico, già riattivato su richiesta della sindaca Succurro. Invieremo anche un tecnico per il Laboratorio analisi, che è un servizio particolarmente attivo ed efficace del presidio ospedaliero di San Giovanni in Fiore, nonché una dottoressa per i turni aggiuntivi in Pronto soccorso. Con questi necessari rinforzi, Medicina, Anestesia e Pronto soccorso, possono dare da subito risposte migliori. Stiamo invertendo la tendenza. Con caparbietà e spirito di squadra, siamo riusciti ad evitare la chiusura di servizi essenziali, nonostante l’elevata diffusione del Covid».

«Continuiamo a lavorare insieme all’Asp di Cosenza, perché – ha concluso la sindaca Succurro – è con la collaborazione e l’impegno costanti che si affrontano e risolvono i problemi. Siamo favoriti dal cambiamento organizzativo e gestionale impresso dal commissario del governo e presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto». (rrc)

Occhiuto: Se vince Centrodestra chiederò di realizzare il rigassificatore di Gioia Tauro

«Se il centrodestra dovesse vincere le elezioni chiederò al prossimo ministro competente di puntare sul rigassificatore che Sorgenia e Iren sono pronti a costruire, facendola diventare un’opera strategica per il Paese». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, in una intervista a Il Giornale.

«Dentro l’area di Gioia Tauro – ha ricordato il Governatore – diventata una Zona economica speciale, realizzeremo anche una piastra del freddo per un grande polo dell’agroalimentare e raddoppieremo le capacità dell’attuale termovalorizzatore”, sottolinea il governatore azzurro. “Non ci sono opere strategiche in Calabria previste dal Pnrr».

«Ho chiesto alle Ferrovie di accelerare sulla dotazione infrastrutturale – ha informato Occhiuto –. Sul tavolo ci sono 30 miliardi, ma sono interventi che non si faranno entro il 2026. Ma qui nel Mezzogiorno il paradigma dello sviluppo è cambiato. I Paesi del Mediterraneo cresceranno più di quelli dell’Europa, e la Calabria non vuole essere da meno».

Sulla depurazione, Occhiuto ha ribadito il suo impegno sul tema, ricordando come si è iniziato a lavorare «a novembre e non a giugno come si faceva gli scorsi anni».

«Su questo tolleranza zero – ha ribadito – ma il problema del trattamento dei fanghi non si supera in sei mesi. Ci saranno sempre meno rifiuti per strada, ogni calabrese spendeva 320 euro per spedirli in Svezia, la gestione accentrata ci porterà un risparmio consistente, dimezzando i costi. E anche sugli incendi boschivi, dopo la brutta esperienza degli anni scorsi, abbiamo messo in campo una task force, tra droni, Protezione civile, forestali e associazioni: adesso i piromani li becchiamo con le mani nella marmellata».

Questione sanità. «In nove mesi – ha spiegato Occhiuo – abbiamo riaperto tre ospedali – Cariati, Trebisacce e Praia a Mare – ripreso ad assumere, avviato l’efficientamento dell’emergenza-urgenza, approvato una riforma grazie alla quale adesso anche in Calabria abbiamo, come in tante altre realtà, un’azienda sanitaria unica regionale che gestisce e coordina il lavoro delle Asp e delle Ao».

«Abbiamo tanti problemi da risolvere – ha concluso – ma anche tante eccellenze: medici e infermieri che quotidianamente fanno i salti mortali per assicurare i servizi ai cittadini». (rrm)

Il presidente Occhiuto aggiorna su Sorical, aeroporti, incendi, depurazione e sanità

È inarrestabile l’attività del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per sistemare le tante criticità della Calabria. Tantissimi i campi in cui opera: dalla sanità alle infrastrutture, fino ad arrivare alla depurazione alla Sorical e, proprio quest’ultima, è uscita dalla liquidazione dopo 10 anni.

Lo ha reso noto il governatore in un lungo video in cui aggiorna i calabresi sulla sua attività, spiegando che è stata convocata in seduta straordinaria l’assemblea dei soci di Sorical, con socio unico la Regione, che ha deliberato l’uscita dallo stato di liquidazione della società su proposta del commissario liquidatore, Cataldo Calabretta.

All’assemblea, per conto della Regione, ha partecipato il capo di gabinetto, Luciano Vigna. Presenti i componenti del collegio sindacale e lo stesso Calabretta, che ha presieduto l’assemblea.

«Nella relazione il commissario liquidatore – si legge in una nota della Regione –  posto che ci sono le condizioni di continuità aziendale, ha proposto l’uscita dalla liquidazione e la remissione in bonis della Società con una gestione completamente pubblica, finalizzata al rilancio degli investimenti nel settore idrico. L’uscita dallo stato di liquidazione volontaria rientra nel percorso di pubblicizzazione sostenuto dal presidente Roberto Occhiuto ed è propedeutica alla predisposizione e all’affidamento in house di tutto il servizio idrico integrato nella Regione Calabria».

«Il socio Regione – conclude la nota – ha accolto la proposta del commissario e ha deliberato per l’uscita dalla liquidazione che, come previsto dalla legge, sarà efficace al termine dei 60 giorni a partire da oggi».

Per il Governatore si tratta di una gigantesca notizia, «quella di aver posto oggi fuori dalla liquidazione, dopo dieci anni, Sorical, la società regionale che si occupa degli acquedotti e dei grandi adduttori. È una questione sulla quale abbiamo lavorato per mesi, con la società multinazionale francese che abbiamo fatto uscire dalla società, con un fondo governativo tedesco, e infine siamo riusciti a porre Sorical fuori dalla liquidazione. Quindi, il nostro sistema idrico potrà essere governato da una società che non è più in liquidazione e che potrà attrarre così le risorse del Pnrr che sono necessarie al sistema regionale».

Sulla questione rifiuti, Occhiuto ha riferito che i rifiuti non saranno più spediti all’estero.

«Sui rifiuti, vi ricordate? – ha detto Occhiuto –. Ogni anno in Calabria ad agosto, per le strade, insieme ai turisti, c’erano i rifiuti. Facevamo una figura meschina, e tra l’altro i calabresi spendevano 320 euro a tonnellata per migliaia di tonnellate che venivano inviate, ogni settimana, dalla Calabria in Svezia, o in Norvegia, perché non si riusciva a smaltirli».

«Abbiamo riformato il sistema dell’ambiente e dell’idrico, facendo una legge, quella contestatissima in Consiglio regionale – ha proseguito –. L’abbiamo fatta lo stesso e oggi tutti i Comuni sanno come smaltire i rifiuti. Non stiamo spedendo un solo chilo di rifiuti fuori dalla Calabria. Ora tutte le amministrazioni comunali sanno dove smaltire i rifiuti. C’è qualche problema in qualche Comune, che evidentemente è indietro con i pagamenti con la società di raccolta dei rifiuti, ma non abbiamo i rifiuti per strada come ogni anno d’estate».

Sul tema della depurazione e mare pulito, Occhiuto ha riferito che sono state risolte il 60% delle criticità, mentre per quanto riguarda il reclutamento dei medici, il governatore ha ribadito che si sta lavorando al reclutamento dei medici, che è un problema nazionale. Infatti, ha spiegato Occhiuto, le Regioni stanno cercando di stipulare accordi anche con l’estero per far venire medici in Italia, e che «anche io ci sto provando, spero di avere qualche risultato nelle prossime settimane».

«Ma, il problema della sanità, è un problema sopratutto di personale sanitario e para-sanitario che nella nostra regionale manca. ma sono convinto che risolveremo anche questo problema, come abbiamo risolto tutti gli altri problemi. Ci vuole forse più tempo e più pazienza. Ci vuole certo tanto lavoro, ma sono abituato a lavorare», ha chiosato Occhiuto. (rcz)

 

Sapia (Alt) contesta la convenzione tra Regione e ospedale Bambino Gesù

Il deputato de L’AlternativaFrancesco Sapia, ha contestato il recente accordo stipulato tra la Regione e l’ospedale Bambino Gesù di Roma, spiegando che «conferma il comportamento rinunciatario, la mancanza di visione e la debolezza politica dell’intera maggioranza di governo regionale».

«Nel contempo, l’accordo conferma la necessità che ancora una volta le voci politiche indipendenti richiamino ai propri doveri l’ospedale dell’ateneo catanzarese, sulla cui produttività bisogna aprire una discussione seria e obiettiva» ha detto Sapia, spiegando che «il problema dell’abbandono sanitario dei minori nel territorio calabrese non si risolve con una soluzione che nel diffuso silenzio già sperimentò, con largo insuccesso, Giuseppe Scopelliti, da commissario del governo e presidente della Regione. Servono, invece, assunzioni, investimenti e formazione nel territorio calabrese».

«L’assistenza pediatrica va organizzata in Calabria – ha detto ancora –. Per questo bisogna trovare le risorse occorrenti e, soprattutto, deve esserci la volontà politica di risolvere una carenza gravissima che pesa sulle spalle delle famiglie e continuerà a gravare sui loro bilanci».

«Avrei anche capito – ha sottolineato il deputato della commissione Sanità – la convenzione con l’ospedale pediatrico Bambino Gesù, se fosse stata inserita all’interno di un progetto complessivo di riqualificazione dei servizi sanitari per i minori calabresi, con un piano di assunzioni, con investimenti a favore delle cure e con percorsi riconoscibili di formazione e valorizzazione delle risorse umane».

«Purtroppo, si è perpetuata – ha concluso Sapia – una vecchia prassi, che negli anni non ha diminuito affatto la migrazione sanitaria. Sull’utilità dell’accordo in questione mi aspetto una censura netta dei consiglieri regionali. Dobbiamo chiederci una volta per tutte se i bambini calabresi e le loro famiglie siano persone senza diritti oppure se, nell’epoca della democrazia sbandierata da ogni parte, debbano cessare i loro viaggi della speranza, che dovrebbero far vergognare tutto il sistema politico e pubblico della Calabria». (rp)

 

Sanità, al via accordo tra Regione e l’Ospedale Bambino Gesù di Roma per potenziare rete pediatrica

Potenziare la rete pediatrica e contenere la migrazione sanitaria. Sono questi gli obiettivi dell’accordo firmato a Roma, al ministero della Salute, tra la Regione Calabria e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

L’accordo, firmato dal presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto e la presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Mariella Enoc, è avvenuto alla presenza del ministro Roberto Speranza e, tra gli obiettivi, vuole potenziare la rete pediatrica regionale per migliorare la capacità di risposta sul territorio, recuperare la fiducia delle famiglie e contenere la migrazione sanitaria, limitandola alle patologie di elevata complessità.

Nell’ultimo anno sono stati oltre 7500 i bambini calabresi a raggiungere il Bambino Gesù di Roma per cure mediche, ma solo il 15% di questi pazienti – poco più di 1000 – ha avuto fortunatamente bisogno di un ricovero. La stragrande maggioranza delle prestazioni (12.049 su 13.195) ha riguardato visite ambulatoriali, esami diagnostici o day hospital.

Per la trasferta a Roma, il viaggio, il vitto, la permanenza, i giorni di lavoro persi, la stima della spesa per le famiglie ammonta complessivamente a circa 5 milioni di euro. Su questi dati vuole incidere l’accordo, che avrà durata triennale e prevede una serie di attività che verranno realizzate dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con le strutture, gli specialisti e i pediatri della Regione Calabria.

Nello specifico, l’accordo prevede: Assistenza specialistica ai pazienti pediatrici della Regione attraverso l’invio di medici, infermieri e tecnici presso gli ambulatori dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Gli specialisti del Bambino Gesù programmeranno un’attività settimanale con i colleghi della Regione per le specialità maggiormente coinvolte nel fenomeno della migrazione sanitaria: neurologia, neuropsichiatria, cardiologia, malattie metaboliche, epatogastroenterologia, nefrologia, endocrinologia e diabetologia, reumatologia e allergologia, otorinolaringoiatria, oculistica, ortopedia, urologia, dermatologia, malattie rare e genetica medica.

Telemedicina: Il progetto prevede attività di teleconsulto con i pediatri della Regione, televisite di follow-up e telemonitoraggio dei pazienti calabresi effettuate congiuntamente dagli specialisti del Bambino Gesù e dai pediatri ospedalieri e territoriali della Regione Calabria, con particolare attenzione ai bambini in cura per patologie complesse che prevedono un piano assistenziale integrato.

Presa in carico presso il Bambino Gesù dei pazienti della Regione Calabria con patologie di elevata complessità, anche attraverso la definizione di percorsi dedicati che assicurino cure altamente specialistiche caratterizzate dalla forte integrazione tra attività assistenziale e attività di ricerca.

Partnership medico-infermieristica nell’ambito della formazione e dell’aggiornamento del personale. I programmi di formazione riguarderanno in particolare la risposta all’emergenza e il supporto delle funzioni vitali per i medici e gli infermieri che lavorano nel Centro pediatrico regionale e per il personale del 118; la gestione medica e infermieristica di ambiti altamente specialistici come l’ECMO respiratorio e cardiorespiratorio, la tecnica di circolazione extracorporea in grado di salvare la vita di bambini con una grave insufficienza del cuore o dei polmoni; i protocolli clinico-assistenziali per patologie ad alta complessità. Le attività di formazione si svolgeranno sia nell’Ospedale romano che nelle strutture regionali.

Fondamentale, poi, l’informazione e la formazione per le famiglie: su questo fronte, l’ospedale realizzerà, insieme alla Regione Calabria, attraverso l’Istituto della Salute, una serie di prodotti e contenuti digitali dedicati all’educazione sanitaria coinvolgendo specialisti e famiglie in webinar e dirette multicanale per rispondere alle domande di salute più ricorrenti che riguardano bambini e adolescenti.

«Dobbiamo lavorare per accrescere ogni giorno il livello di cura e assistenza in ogni angolo del Paese. Per questo il protocollo di collaborazione in ambito pediatrico firmato oggi tra Regione Calabria e Ospedale Bambino Gesù va nella direzione giusta», ha affermato il ministro Roberto Speranza.

«La Calabria ha oggettive difficoltà, e stiamo lavorando per superarle, ma anche tante professionalità d’eccellenza. Con l’accordo firmato oggi mettiamo in rete i nostri operatori sanitari con quelli dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma – ha sottolineato il presidente Roberto Occhiuto –. Puntiamo a dare ai calabresi servizi sempre migliori e un’assistenza di prossimità di qualità. Con questa intesa vogliamo aggiornare i nostri protocolli, formare il nostro personale sanitario e garantire servizi adeguati ai bisogni della popolazione».

«Siamo particolarmente contenti di questo progetto di collaborazione che premia il profilo altamente specialistico del Bambino Gesù, nell’ottica della condivisione del sapere e del servizio alle famiglie», il commento della presidente Mariella Enoc.

«L’auspicio è che possano essere valorizzate le tante professionalità in campo pediatrico del territorio calabrese – ha concluso – in un fecondo scambio con i medici e gli infermieri del nostro ospedale, a beneficio dei bambini e delle famiglie della Regione». (rrm)

Sanità, Curia: Alla Calabria 7 mln per acquistare dispositivi diagnostici

«Per la Calabria sono stati stanziati 7.627.552,24 milioni di euro per acquistare dispositivi diagnostici di primo livello come gli ecografi o gli elettrocardiografi e altre attrezzature che potranno ridurre le Liste d’attesa o potenziare gli studi medici sviluppando o potenziando la “Rete di Telemedicina». Lo ha reso noto Rubens Curia, portavoce di Comunità Competente.

Curia, infatti, ha spiegato che «finalmente, dopo due anni di ritardi da parte delle Regioni, il 29 luglio scorso il Ministro della Salute ha firmato il Decreto che assegna alle Regioni 235.834.000 milioni di euro per far fronte al fabbisogno di apparecchiature Sanitarie finalizzate a garantire l’espletamento delle prestazioni dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di libera scelta presso i propri studi, le Case di Comunità già attive, le AFT e le UCCP; questo processo virtuoso migliorerà la presa in carico dei pazienti fragili».

«Inoltre – ha proseguito Curia – il D.M. raccomanda che queste attrezzature medicali debbano ridurre, tra l’altro, le diseguaglianze territoriali e favorire le “Aree Interne ” di cui la nostra Regione è ricca».

«In questi anni – ha spiegato – Comunità Competente si è battuta insieme ai Sindacati dei MMG perché fossero attive in tutta la Calabria le AFT h 12 e le UCCP h 24; con questo Decreto viene data più forza alla nostra visione per l’affermarsi di una sanità di prossimità e d’ ‘iniziativa».

«Adesso – ha concluso – la Regione intervenga perché le AFT e le UCCP siano attive in tutte le Aziende Sanitarie (vedi l’assenza su Reggio) e che, come prescrive il Decreto, entro 180 giorni la Calabria abbia fatto i compiti a casa. Purtroppo, in passato, siamo stati spesso inadempienti per questo ci appelliamo al Presidente Occhiuto». (rcz)

Il commissario Profiti: Nella Sanità calabrese carenza di regole, non di qualità di risorse umane

In Calabria c’è più «un problema di carenza di metodo, regole e organizzazione che di qualità delle risorse umane», ha dichiarato il commissario alla Sanità in Calabria, Giuseppe Profiti, all’Adnkronos.

«Ora bisogna concentrarsi sull’innalzamento della quantità e della qualità dei servizi – ha evidenziato –. A partire assolutamente dalla medicina del territorio, non perché non ci siano problemi in quella ospedaliera, ma perché buona parte di quella ospedaliera è condizionata dalla capacità di risolvere i nodi sul territorio. Una buona risposta “di prossimità” riduce i problemi negli ospedali, che a loro volta diventano più efficienti, potendo offrire prestazioni più appropriate».

Profiti, infatti, ha spiegato che quello calabrese «è un sistema che viene fuori da 10 anni di Commissariamento che credo avrebbe annichilito qualsiasi sistema sanitario. Un commissariamento che ha avuto i suoi effetti positivi nel ridurre il disavanzo ma, ora, serve un cambio di logica e di passo nella prosecuzione di questa attività commissariale. Ora bisogna concentrarsi, più che sulla spesa, sulla “buona spesa” in un’ottica completamente diversa».

Si «tratta di lavorare per l’innalzamento della quantità e della qualità dei servizi. Essere concentrati su questa necessità e aver scelto una serie di persone con esperienze manageriali in campo sanitario va attribuito al presidente della Regione, in un’ottica che non è più quella dei tagli ma della qualità dei servizi». (rrm)

Sanità, Occhiuto: Finiti i primi lavori al Pronto Soccorso di Polistena

Il commissario ad acta alla sanità, Roberto Occhiuto, ha reso noto che sono finiti i primi lavori al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Polistena.

«Opere, iniziate lo scorso 4 luglio – ha spiegato Occhiuto – su iniziativa del commissario dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, Lucia Di Furia – che ringrazio per il suo determinato impegno -, e che avevano l’obiettivo – raggiunto in poche settimane – di ridare dignità a tanti spazi dedicati alla salute dei cittadini nei momenti di emergenza, e di consentire agli operatori sanitari, che trascorrono presso questa sede gran parte della propria giornata, di lavorare nelle migliori condizioni possibili».

«L’azione di ammodernamento continuerà – ha proseguito – con interventi mirati, nei prossimi mesi. Adesso la nostra attenzione continua ad essere proiettata al problema della carenza di medici e infermieri presso questa struttura sanitaria. Già nei prossimi giorni contiamo di poter avere novità positive per l’Ospedale di Polistena e per i cittadini delle aree limitrofe». (rcz)