Biondo (Uil): L’accordo con i medici cubani va verificato in tutti i suoi aspetti

Il segretario generale della Uil CalabriaSanto Biondo, ha evidenziato come «l’accordo siglato dal presidente Roberto Occhiuto, va verificato in tutti i suoi aspetti, da quello contrattuale a quello delle garanzie di sicurezza, per verificare il pieno rispetto delle regole, avendo chiara consapevolezza che rispetto alla condizione di emergenza sanitaria che vive la Calabria».

Una condizione, per il segretario generale «che va ben oltre la pandemia, la responsabilità sul rilancio del Servizio sanitario regionale è in capo soprattutto al Commissario ad acta e all’intera struttura commissariale che, per Costituzione, rappresentano nel settore della sanità le funzioni del governo in Calabria».

Biondo, ai lavori del congresso regionale della Uil Fpl a Montalto Uffugo, ha evidenziato come «l’intervento straordinario che il presidente Occhiuto ha messo in campo per la sanità calabrese, in ordine alla venuta dei medici cubani non va enfatizzato né demonizzato. La Calabria necessità di essere aiutata, pertanto, occorre essere aperti nei confronti di quanti offrono una mano alla risalita della nostra regione».

«Diciamo questo, ferma restando – ha aggiunto Biondo – la nostra convinzione che vadano messe in campo tutte le azioni dirette a irrobustire il personale sanitario in Calabria, una insufficienza numerica e professionale quest’ultima che noi riteniamo essere il problema principale che assilla il nostro Servizio sanitario regionale. Carenza di personale nel settore della sanità, che non attiene solo a medici, infermieri e personale socio sanitario, ma anche al personale burocratico/amministrativo, la cui esiguità, incide fortemente sulla capacità amministrativa del Servizio sanitario regionale».

«Riteniamo indispensabile – ha sostenuto il segretario generale della Uil Calabria – avviare tutti i concorsi necessari a rinfoltire gli organici dei medici e del personale sanitario, prevedendo di rendere queste assunzioni attrattive sotto l’aspetto contrattuale. Nella situazione di emergenza sanitaria in cui versa, poi, la Calabria deve rispondere con prontezza alla carenza di personale che mette in crisi diversi reparti e porta alla chiusura di alcuni di questi per la grave carenza di personale medico e sanitario, amplificato dalla mancanza di nuove assunzioni».

«La Calabria, in materia sanitaria – ha concluso – non può recitare il ruolo di prima della classe perché palesa una situazione di grave inciviltà negli ospedali che sono incapaci di rispondere pienamente alla richiesta di cure dei calabresi». (rcs)

Sanità, Irto e Guccione (PD): Occhiuto porti le carte in Procura

Carlo GuccioneNicola Irto, del Partito Democratico, hanno dichiarato che «se Occhiuto  vuole essere coerente con le cose che dice porti le carte in Procura, invece di fare solo propaganda elettorale e scelte spot. Sulle cooperative di medici perché non è intervenuto prima, visto che non poteva non essere a conoscenza di delibere e convenzioni già stipulate da mesi da Asp e Aziende ospedaliere calabresi?».

Come succede spesso in politica – hanno detto – le cose accadono all’insaputa di qualcuno. Il commissario-presidente ha chiesto alla magistratura di indagare sulle cooperative incaricate di occuparsi del reperimento di medici e operatori che offrono le loro prestazioni a 100/150 euro l’ora, ciò vuol dire che per un turno giornaliero di 12 ore in una struttura sanitaria si devono sborsare dai 1000 ai 1500 euro».

«Occhiuto, però, non sa o non vuole sapere – hanno proseguito – che le Asp e Aziende ospedaliere calabresi, hanno stipulato convenzioni con società cooperative di medici e operatori sanitari dell’Emilia-Romagna, della Campania e della Toscana (con capitale sociale di 10mila euro)».

«L’Asp di Cosenza, ad esempio, con delibera 1982 del 29 dicembre 2021 ha stipulato una convenzione con “Nuova Hypnos Srl TP” di Aversa (con capitale sociale di 2500 euro) esternalizzando il servizio di Guardia medica anestesiologica e rianimatoria, per un periodo che va dall’1-02-2022 al 31-01-2023. Inoltre, con delibera 1297 del 2 agosto 2022 è stata indetta – hanno detto ancora Irto e Guccione – una procedura di gara per l’acquisizione di servizi medici specialisti e nelle more dell’espletamento della nuova procedura di gara è stata prevista – con la medesima società (Nuova Hypnos Srl TP) – la proroga del servizio di Guardia medica anestesiologica e rianimatoria in alcuni presidi ospedalieri della provincia di Cosenza, impegnando 392 mila euro per un servizio complessivo di 4000 ore».  (rrm)

PER LA SANITÀ IN CALABRIA OCCHIUTO
FACCIA CANCELLARE IL PIANO DI RIENTRO

di GIACINTO NANCIL’estemporanea iniziativa del governatore Roberto Occhiuto, nonché commissario ad acta del piano di rientro sanitario calabrese, di assumere 500 medici cubani, va segnalata non tanto per la sua improbabile utilità alla sanità calabrese ma per il fatto che denota, proprio da chi dovrebbe averne maggiore contezza, l’ignoranza sui veri problemi della sanità calabrese, o che è peggio, la mancanza di coraggio ad affrontarli.

Infatti ci sarebbero altre cose da fare, e da fare subito, da parte del governatore Occhiuto per salvare la sanità calabrese. Egli dovrebbe, invece di fare il commissario, chiedere immediatamente al Governo la chiusura del piano di rientro sanitario calabrese e la modifica del criterio di riparto dei fondi sanitari alle regioni. Sono questi i due macigni che stanno affossando la sanità calabrese.

La Calabria è la regione che a causa dei criteri di riparto dei fondi sanitari alle regioni è quella che riceve meno fondi pro-capite pur essendo la regione con il più alto numero di persone affette da patologie croniche e il piano di rientro sanitario con i suoi tagli ha impedito ai molti malati cronici calabresi di potersi curare.  Il governatore-commissario Occhiuto intanto si dovrebbe chiedere come mai, dopo 12 anni di piano di rientro, imposto alla Calabria proprio per ripianare il nostro presunto deficit sanitario, questo presunto deficit annuale invece di azzerarsi è raddoppiato e la spesa sanitaria fuori regione è perfino triplicata. Se pensa di risolvere il problema con i 500 medici cubani vuol dire che non ha capito i veri motivi del disastro sanitario calabrese.

E allora gli diciamo che il vero motivo del presunto (nel senso che non c’è) deficit sanitario calabrese è dovuto al fatto che dal 1998, da quando è stato varato il criterio di riparto dei fondi sanitari alle regioni basato sul calcolo della popolazione pesata, la Calabria è la regione che in assoluto ha ricevuto meno fondi pro capite in sanità nonostante che in Calabria ci sono molti più malati cronici del resto d’Italia. I pochi fondi arrivati non sono potuti bastare proprio perché in Calabria ci sono molti malati cronici e quindi si è dovuto sforare.

Il Governo invece di capire questa evidente causa, nel dicembre 2009 ha imposto alla Calabria il piano di rientro sanitario con il fine di fare tagli alla spesa sanitaria per recuperare il deficit facendo un puro calcolo economico. Ma il malato cronico calabrese che non si poteva curare bene per i fondi insufficienti, con i tagli del piano di rientro si è potuto curare ancora di meno ed è risaputo che il malato cronico che non si cura poi per potersi curare costa molto di più e si complica a tal punto che poi per curarsi deve recarsi nei centri di eccellenza fuori regione. E sono questi i motivi per cui dopo 12 anni di piano di rientro il presunto deficit annuale è raddoppiato e la spesa sanitaria dei calabresi fuori regione è arrivata alla stratosferica cifra di 329 milioni di euro.

Ed è per questo che se non si interrompono questi due cicli infernali (fondi insufficienti e piano di rientro) la sanità calabrese andrà sempre peggio. Quanto fin qui detto è certificato dai dati della Conferenza Stato-Regioni che nell’ultimo riparto ha assegnato alla Calabria ben 400,5 euro pro capite in meno per ogni calabrese  rispetto alla Emilia Romagna e visto che in Calabria ci sono 1.947.000 residenti se avessimo avuto i fondi come l’Emilia Romagna (ma ne avremmo dovuti avere molti di più per i molti malati cronici in più presenti in Calabria) avremmo avuto ben 779 milioni di euro in più e visto che la costruzione di un centro di eccellenza  costa al massimo 50 milioni di euro ne potremmo costruire più di 12 all’anno ed evitare la sproporzionata spesa dei viaggi della salute e magari permetterci anche il centro di eccellenza per lo studio della neurofisiopatologia del canto del grillo.

Per quanto riguarda il numero dei malati cronici presenti in più, in Calabria è stato certificato nientemeno che dal commissario alla sanità calabrese Scura con il suo DCA n. 103 del 30/09/2015 che con tanto di tabelle ha quantificato in 287.000 i malati cronici presenti in più in Calabria rispetto ad altri due milioni circa di altri italiani.

E visto che il DCA n. 103 per poter essere pubblicato sul BUR è stato vidimato prima dal Ministero dell’Economia e poi da quello della Salute, del fatto che in Calabria ci sono molti  malati cronici in più sono tutti al corrente e dovrebbero sapere che dove ci sono più malati necessitano più fondi e non meno fondi  e il piano di rientro con i suoi tagli peggiora il tutto. Il fatto che ogni decreto sulla sanità calabrese per essere valido debba essere vidimato prima dal Ministero dell’Economia e poi da quello della Salute denota le finalità punitiva del piano di rientro sanitario verso la Calabria. Infatti deve essere prima il del Ministero dell’Economia a valutare i decreti per controllare che la spesa non sia eccessiva e solo poi quello della Salute può verificare se è utile ai malati calabresi.

Quindi, se un decreto sanitario calabrese è utile ai malati calabresi ma non è in linea con i criteri economici del piano di rientro neanche arriva al Ministero della Salute perché è bloccato da quello dell’Economia perché contano prima i conti e poi la salute dei calabresi.  A certificare che questi problemi non sono insorti oggi basta rileggere la dichiarazione del 13/12/2013 (sì 2013) dell’allora vicepresidente alla regione Calabria Antonella Stasi che all’uscita della seduta della Conferenza Stato-Regioni ha dichiarato.

“A penalizzare la Calabria è soprattutto il calcolo della popolazione pesata, diatriba storica con alcune regioni del nord, che purtroppo è applicata anche nei costi standard ma che per il futuro dovrà essere rinnovata”. E allora cosa deve fare il governatore Occhiuto per salvare la sanità calabrese?. Invece di fare il commissario alla sanità deve chiedere immediatamente la chiusura del piano di rientro e contemporaneamente chiedere alla imminente prossima riunione della Conferenza Stato-Regioni la modifica de criteri di riparto dei fondi sanitari alle regioni che deve essere fatto non più sul calcolo della popolazione pesata e costi standard ma sulla numerosità delle malattie più fondi dove ci sono più malati cronici come in Calabria.

Oggi abbiamo i dati di quanti e che tipo di malati cronici ci sono in ogni regione, sappiamo quanto costa curare ogni anno ogni tipo di patologia cronica e quindi possiamo ripartire i fondi in base ai reali bisogni delle popolazioni. Il governatore Occhiuto può fare tutto ciò visto che alla Conferenza Stato-Regioni vige la regola della unanimità del voto finale e basterebbe il suo voto contrario per bloccare i riparti dei fondi sanitari a tutte le regioni ed essendo egli commissario alla sanità dimettendosi metterebbe il governo in condizione di chiudere il piano di rientro.

Ecco perché la folkloristica iniziativa dell’assunzione dei medici cubani è lontana dai problemi della sanità calabrese e denota il fatto che pur conoscendo il governatore Occhiuto queste verità fino ad ora non ha avuto il coraggio di mettersi contro i governati nazionali e regionali del proprio partito che governano le regioni premiate dall’attuale criterio di riparto. La drammatica situazione della sanità calabrese e la prospettiva di un ulteriore suo peggioramento rimanendo la situazione attuale imporrebbe al governatore di agire. (gn)

Battaglia (PD): Su sanità e rifiuti Occhiuto ha perduto la bussola

Il candidato reggino alla Camera dei Deputati, Domenico Battaglia, ha dichiarato che «non è chiaro se il Presidente Occhiuto abbia definitivamente spostato la sua residenza a Roma e quindi non viva la Calabria reale, o se invece abbia preso un po’ troppo sole in questo periodo di ferragosto».

«Le sue affermazioni degli ultimi giorni sono di una gravità inaudita» per Battaglia, che ha ricordato che «nel presentare la candidatura di Cannizzaro, il Presidente parla del problema rifiuti come di una questione reggina, dovuta, a suo dire, al fatto che il Comune non paga. Il Presidente evidentemente non sa di che parla, primo perché Reggio Calabria risulta assolutamente in linea con tutti i pagamenti, e secondo perché ignora la condizione generalizzata che sta investendo la maggior parte dei comuni calabresi alle prese con una stringente emergenza rifiuti. Basta vedere le immagini delle principali città della nostra regione per rendersi conto di come Occhiuto non conosca minimamente le esigenze del territorio».

«D’altra parte – ha proseguito Battaglia – sul tema della sanità davvero il Governatore sembra aver perso il lume della ragione. Parlando in Consiglio Regionale, in una sede ufficiale dunque, Occhiuto ha esortato le procure ad indagare sulle cooperative dei camici bianchi, gettando pesanti ombre e non meglio precisate accuse sull’operato dei medici calabresi. Ha già dimenticato forse il Presidente l’attività straordinaria di servizio che i nostri medici hanno compiuto durante l’emergenza Covid, reggendo sulle loro spalle un sistema sanitario alla deriva proprio a causa delle mancanze della politica».

«Se proprio non sa cosa dire per giustificare il suo spericolato malgoverno regionale – ha detto ancora – Occhiuto eviti di attaccare chi quotidianamente suda il proprio camice, lottando in prima linea per la salute dei calabresi, e vada a cercare i problemi tra i suoi sodali politici che hanno messo in ginocchio la sanità regionale, spogliando la Calabria di una rete territoriale che avrebbe evitato il congestionamento delle grandi strutture».

«Sempre più spesso, infatti – ha concluso – i cittadini calabresi sono costretti a curarsi, ed i medici ad operare, in locali fatiscenti, privi di spazi e strumentazioni adeguate, rischiando letteralmente la pelle a causa di reparti sempre più ingolfati ed interminabili liste d’attesa. Se in una situazione come questa il Presidente della Regione ha il coraggio di prendersela con i medici, suscitando peraltro l’ira degli Ordini professionali, è evidente che il centrodestra calabrese, dopo nemmeno un anno di governo, abbia già perso totalmente la bussola». (rrc)

Baldino (M5S): Dare a Regioni possibilità di assumere gli specializzandi oltre il 31 dicembre

La deputata del Movimento 5 StelleVittoria Baldino, ha chiesto di dare alle Regioni la possibilità di assumere gli specializzandi anche oltre il 31 dicembre 2022», in quanto mancano 18.500 medici, a fare la voce grossa soprattutto i pronto soccorso, in cui secondo Anaao Assomed ne mancherebbero circa 4.500.

«Sono numeri enormi – ha spiegato – che mostrano la loro drammaticità soprattutto nella sanità calabrese. Su questo è intervenuto nel 2019 il decreto Calabria bis consentendo alla Calabria, e alle altre regioni,  di assumere gli specializzandi al terzo anno. Una norma questa sfruttata però solo in ristrettissima parte dalla Calabria che oggi conta appena 10 specializzandi assunti contro i 1.100 dell’Emilia Romagna e i 1.000 del Veneto».

«Il contesto e il diritto alla salute – ha concluso – impongono oggi di non fissare termini per l’assunzione degli specializzandi, come imponevano in passato, e oggi, di aumentare le borse di studio a loro dedicate. La ministra Grillo le ha raddoppiate, rispetto agli anni passati. Per questo sosterrò con forza una modifica al decreto Calabria bis». (rp)

Comunità Competente incontra Di Furia (Asp RC): Attivare ambulatori H12 e H24

È stato proficuo l’incontro tra una delegazione di Comunità Competente, con la commissaria Asp RC Lucia Di Furia, nel corso del quale sono state avanzate una serie di proposte-richieste alla luce di dati sullo status quo ampiamente condivisi.

La delegazione, composta da Rubens Curia, Francesco Costantino, Paola Infortuna, Francesco Mammì, Stefania Marino, Domenica Mollica, Paolo Morabito, Adele Murace e Natale Pirrottina, ha sollecitato l’attivazione dei 26 Ambulatori H12 (AFT) e dei 4 ambulatori H24 (UCCP) gestiti dai MMG, dagli Specialisti ambulatoriali interni e dagli Infermieri di Comunità.

Si è parlato del necessario potenziamento dei Consultori familiari con l’assunzione di psicologi, assistenti sociali e ostetriche di cui c’è già disponibilità, nonché di utilizzare gli specialisti ambulatoriali interni, laddove questa mancasse. È stato chiesto, inoltre, di attivare la Consulta dei Consultori familiari costituita dalle Associazioni che da anni sono impegnate in questo importante settore.

È stata rimarcata l’assenza, oltre che in provincia, anche su tutto il territorio regionale, di comunità terapeutiche per le dipendenze patologiche a doppia diagnosi, situazione questa che costringe i pazienti a ricoveri presso strutture di carattere esclusivamente psichiatrico, poco adatte ai percorsi di terapia e cura delle dipendenze con comorbilità. È stata, anche, sottolineata l’assenza di Centri diurni psichiatrici, malgrado ne siano previsti in provincia almeno cinque, la necessità di riorganizzare un lavoro di rete attorno a queste patologie e di potenziare il servizio di assistenza domiciliare presso i CSM.

«La dottoressa Di Furia, che ringraziamo per la sua notevole disponibilità – si legge in una nota – ha affermato che, non solo si è già attivata con i Sindacati per le AFT e gli UCCP, ma, essendo fortemente motivata alla risoluzione delle problematiche attinenti i giovani affetti da dipendenze patologiche che presentano situazioni di comorbilità psichiatriche, credendo fermamente nel valore aggiunto della partecipazione delle Associazioni organizzate dei cittadini, si adopererà nel merito, a partire dalla attivazione delle Consulte, non solo dei Consultori familiari, ma anche della Salute mentale, quali volano per affrontare insieme proficuamente le criticità evidenziate. L’attenzione è stata poi rivolta alla opportunità di potenziare o attivare gli screening oncologici e le Cure Domiciliari, tenuto conto anche dei molti pazienti fragili che risiedono in provincia e per i quali sarebbe opportuno valorizzare alcune figure professionali, quali infermieri, fisiatri e fisioterapisti di Comunità».

La Di Furia ha comunicato, nel merito, di avere già riattivato i percorsi per gli screening dei tumori femminili e del carcinoma del colon-retto, cosa che in questa Azienda non era mai stato fatto e ha chiesto agli uffici competenti di procedere affinché vengano attivati presso gli ospedali servizi specifici per i casi di violenze di genere e sui minori.

Particolare attenzione è stata data al Laboratorio di Patologia Clinica di via Willermin che sta operando, in modo ottimale, ma tra molte difficoltà, e necessita di mirate e immediate azioni di potenziamento. La discussione si è quindi spostata su una problematica trasversale a tutto, ossia quella concernente il personale che va assolutamente potenziato, di certo attivando i concorsi, dando però precedenza alla mobilità regionale e interregionale.

La Commissaria Di Furia ha precisato che sta attuando il completamento orario e la mobilità degli specialisti ambulatoriali interni ed è fortemente impegnata sia per l’avvio dei concorsi a tempo indeterminato, sia per l’espletamento delle procedure di mobilità.
Si è sottolineata la necessità di cambiare passo nel settore dell’Edilizia Sanitaria, in special modo per quanto attiene il presidio ospedaliero di Locri, il Poliambulatorio di Caulonia, le Case della salute di Siderno e Scilla, il Nuovo Ospedale della Piana e l’acquisto delle Attrezzature medicali, le quali o mancano del tutto o sono oramai obsolete. A tal proposito è stato dato risalto specifico alla necessaria attivazione sia dell’Emodinamica presso il Presidio Ospedaliero di Polistena, sia dei 65 posti letto presso l’Ospedale di Gioia Tauro come previsto dal dca del Commissario Scura 6 anni orsono.

La dottoressa Di Furia ha tenuto a precisare che si è già attivata per l’acquisto di attrezzature medicali per 2,5 milioni di euro sui 5 milioni a disposizione, nonché per utilizzare i finanziamenti di Edilizia Sanitaria previsti negli anni precedenti e quelli previsti dal Pnrr

«La delegazione di Comunità Competente, nell’apprezzare il clima costruttivo che ha caratterizzato tutta la durata della riunione – conclude la nota – ha dato la propria disponibilità per ulteriori incontri che la stessa dottoressa Di Furia ritiene sia opportuno istituire periodicamente, dal momento che ritiene indispensabile e proficuo lo scambio di informazioni tra Istituzione e territorio». (rrc)

Sanità, Occhiuto: Soluzione medici cubani non è alternativa ai concorsi

Quella di reclutare i medici cubani, per il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, è stata una soluzione «per evitare la chiusura degli ospedali», e non come «alternativa ai concorsi che, anzi, stiamo facendo,  anche più di prima, però alcuni ospedali hanno carenza di medici».

Il Governatore, infatti, ha informato il Consiglio regionale in una seduta che il presidente Filippo Mancuso ha definito «particolare», dicendosi d’accordo sulla convocazione di una che parli complessivamente della sanità», oltre che «un dovere e perché ho grande rispetto del Consiglio che lei magistralmente presiede».

«Auspico anche io, che ci sia nelle prossime settimane l’occasione per un dibattito più generale sui temi della sanità, del Governo della Sanità» ha detto Occhiuto, prima di iniziare a riferire all’Aula del tema della seduta, spiegando che «l’accordo è frutto di mesi di trattative con una società di stato del Governo Cubano che ha già offerto medici alla sanità italiana all’epoca della gestione della fase più acuta dell’emergenza Covid e in alcune Regioni senza che ci fosse un protocollo di inserimento».

«L’iniziativa – ha evidenziato – non  in alcun modo alternativa alle attività di reclutamento che stiamo facendo. Da quando mi sono insediato ho dato mandato di svolgerle quanto più possibile attraverso procedure di selezione a tempo indeterminato. A volte, la scelta di fare procedure di selezione a tempo determinato si fa perché una proceduta del genere ha tempi di realizzazione molto più brevi per affrontare l’emergenza rispetto a quella di tempo indeterminato, per cui basta che si dimetta un componente di una commissione».

Occhiuto, nel suo intervento, ha riferito di aver detto ai Commissari delle Asp di fare le procedure a tempo indeterminato «perché se c’è nel Paese questa difficoltà a reclutare medici, c’è ancor di più in Calabria perché il nostro sistema sanitario non è attrattivo e c’è ancor di più se si fanno concorsi a tempo determinato».

«Nella prossima settimana – ha detto Occhiuto – incontreremo di nuovo l’Ordine dei medici e i sindacati, in quanto «è stato preparato un altro pacchetto complessivo  di azioni per reclutare medici nei nostri ospedali. Vorrei segnalare che questo Consiglio regionale ha approvato, prima che si avviasse questa misura che riguarda i medici cubani, una legge che ci doveva dare la possibilità di mettere negli ospedali medici non specializzati».

Una legge che.è stata impugnata dal Governo e che «ci avrebbe dato la possibilità di mettere medici non specializzati ma, in una fase di emergenza e in Calabria c’è una fase strutturale di emergenza nei nostri ospedali, sarebbe stato meglio un medico non specializzato piuttosto che un reparto chiuso perché non c’è il medico».

Per Occhiuto il tema del reclutamento dei medici «è un tema che sta investendo tutto il paese, perché è mancata una programmazione delle necessità del sistema sanitario e perché c’è stata una distorsione nel mercato del lavoro dei medici negli ultimi anni a causa del Covid. Quando servivano più medici sono nate queste cooperative di medici e c’è stato un aumento della domanda che vedeva un’offerta incapace di realizzarla. Queste Cooperative, poi, sono rimaste anche dopo. E oggi sta succedendo che tantissimi medici si dimettono dal pubblico e vanno a lavorare lì. Pensate: un giovane anestesista passa, con questa scelta, da 2.300 al mese a 2.300 euro li guadagna in due giorni».

«Quello che sta succedendo in Calabria – ha spiegato – ha avuto una ribalta nazionale perché la nostra Regione sta diventando apripista rispetto a quello che probabilmente anche nelle altre Regioni nel corso degli anni. Per questo ci sono queste polemiche così violente. Si stanno toccando interessi straordinari. Fate il conto di quanto costa reclutare medici a prezzi di 1.000-1.800 euro al giorno: un medico può costare 50mila euro al mese rispetto ai 6.700 euro di spesa per un medico assunto dal pubblico. È facile fare il conto: con le cooperative si sottraggono 43mila euro alla cura dei cittadini».

«È una distorsione – dice ancora Occhiuto – che mette in ginocchio i sistemi sanitari regionali. Vorrei scoprire se ci sono medici che fanno i procacciatori di affari per società interinali e cooperative. La nostra iniziativa può toccare il fatturato di queste cooperative private nell’ordine di centinaia di milioni di euro. Per questo c’è questa violenza nel contrastare iniziativa che non è sostitutiva del reclutamento dei medici».

Nella replica, Occhiuto ha ricordato come gli Ordini dei Medici «hanno avuto un atteggiamento ignobile soprattutto l’Ordine dei medici di Cosenza dove c’è un presidente che, in vent’anni, non ha mai attaccato nessun commissario con toni così violenti. La verità è che stiamo toccando interessi milionari».

Infine, il commissario ha ricordato che tutti i nostri concorsi sono aperti agli specializzandi. Ma hanno difficoltà ad andare a Locri e Polistena, mentre sono disponibili ad andare al Mater Domini, al Gom, nelle città. L’associazione degli specializzandi mi ha chiesto di realizzare una manifestazione interesse, io ho accolto la proposta ma chiedo che manifestino interesse non solo per gli Hub ma anche per gli ospedali che sono più in difficoltà».

Occhiuto ha evidenziato come «stiamo facendo di tutto per evitare la chiusura degli ospedali» e che «non starò con le mani in mano,  mentre gli ospedali chiudono, non mi interessano le polemiche quando leggo che si muore nei nostri ospedali». (rrc)

Il presidente Mancuso: Impegno per tenere un dibattito su questione sanità

«Assumo l’impegno di sottoporre alla Conferenza dei capigruppo che convocherò appena possibile, la proposta di tenere un dibattito in Aula sull’intera questione sanità». È quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, in apertura della seduta a Palazzo Campanella.

Una seduta che lo stesso Mancuso ha definito «particolare non solo perché si svolge nel mese di agosto, ma perché cade nella fase della campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento che dovrà esprimere il nuovo Governo del Paese», ma necessaria «per l’espletamento di alcune necessarie incombenze contabili e di bilancio che richiedono l’intervento tempestivo del Consiglio, ma siamo tutti consapevoli che occorra, come giustamente esige anche la legislazione vigente, non disturbare lo svolgimento sereno della competizione che ci porterà al voto del 25 settembre. Per cui, sono sicuro che ciascuno di noi, responsabilmente, saprà evitare in questa occasione pubblica, riferimenti al dibattito elettorale in corso nel Paese».

«In tal senso, pur avendo inserito all’ordine del giorno l’informativa al Consiglio – ha proseguito – che ritengo doverosa, da parte del presidente e commissario della sanità on. Occhiuto, sulla vicenda dei medici cubani cui si è fatto ricorso per fronteggiare la grave emergenza di mancanza di medici nelle nostre strutture sanitarie, mi pare logico, ma soprattutto politicamente e istituzionalmente corretto, limitare la discussione sull’argomento».

«Solo di striscio, voglio ricordare che, proprio per evitare anche il sospetto che il Consiglio voglia incidere sulla serenità dello svolgimento della campagna elettorale in corso – ha spiegato il presidente Mancuso – sono state rinviate a dopo il 25 settembre l’insieme delle nomine di competenza del Consiglio. Persino -proprio ieri- ho inteso rinviare, per le stesse ragioni, la nomina della nuova governance della società in house ‘Portanova’. Mi riferisco all’amministratore, al revisore dei conti e al collegio sindacale, per quanto si trattasse soltanto di assicurare il rispetto delle norme del codice civile in materia».

Tornando alla questione Sanità, il presidente Mancuso ha sottolineato che la «nostra intenzione interpretando la volontà di tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale – conoscendo i disastri ereditati da oltre un decennio di commissariamenti fallimentari nella sanità – non è di acuire le tensioni nella società calabrese su una questione che tocca la vita delle persone, né di trasformare la sanità in un’arena di polemiche infinite».

«Ma di comprendere, assieme al Commissario e al Presidente della Giunta regionale – ha sottolineato – a che punto siamo con le importanti innovazioni legislative introdotte, quali altri decisioni occorre assumere e cosa, tutti assieme e nell’interesse generale, possiamo e dobbiamo fare per garantire il diritto alla salute dei cittadini calabresi».

Infine, il presidente Mancuso ha espresso solidarietà «all’on. Francesco Cannizzaro, per la grave intimidazione subita. E a Sergio Ferrari, sindaco di Cirò Marina e presidente della Provincia di Crotone, da qualche giorno protetto da una scorta, a seguito di minacce ricevute. Una solidarietà che, come purtroppo per tanti altri casi di intimidazione ai danni di amministratori locali, imprenditori e cittadini calabresi, ci induce a chiedere, da quest’Aula legislativa, che sia fatta piena luce sui due specifici episodi e sulle tante altre vicende simili».

«Qui non c’è solo da tutelare l’integrità di chi subisce questi gesti insani – ha concluso – ma il ruolo di rappresentanti istituzionali che debbono poter svolgere in libertà le loro prerogative. Sono atti da condannare severamente, perché mentre toccano la serenità delle vittime, influiscono negativamente sulla qualità della nostra democrazia». (rrc)

 

Guccione (PD): Occhiuto non ha ancora chiarito su come affrontare emergenza sanitaria

Il responsabile PD Sanità per il Mezzogiorno, Carlo Guccione, ha evidenziato come «il Commissario Occhiuto ancora non ha fatto chiarezza su come affrontare concretamente e operativamente la situazione emergenziale in cui si trova la sanità calabrese».

Nel corso dell’iniziativa organizzata dal PD a Cosenza, Guccione ha spiegato che «in una recente intervista ha detto che “il problema della sanità è che ci sono nelle Aziende centri di potere amministrativo che si sono consolidati e che è difficile sradicarli e, più precisamente, a volte nelle aziende sanitarie ci sono capi del personale, direttori del personale che magari fanno non i concorsi che interessano ai cittadini ma quelli che interessano a loro”».

«Bene, anche Occhiuto finalmente – ha evidenziato – si è accorto che la questione dei “centri di potere” ha paralizzato il sistema: non solo non portano avanti i concorsi per migliaia di assunzioni autorizzati attraverso l’approvazione di tutti i Piani del fabbisogno del personale, ma non effettuano neanche le gare e ci troviamo, ad esempio, con proroghe di beni e servizi di Asp e Aziende ospedaliere di oltre 15 anni. La cosa più grave è che la mole del debito sanitario continua a crescere a dismisura e a schiacciare il sistema sanitario calabrese».

«È ora di voltare pagina – ha ribadito – se Occhiuto è in grado di rompere questi meccanismi e le ingerenze non solo della politica ma anche del sistema criminale, noi ci siamo. È una battaglia che combattiamo da dodici anni».

«La vicenda dei medici cubani – ha proseguito nel suo intervento – dimostra che le scorciatoie non portano da nessuna parte, l’emergenza sanitaria c’è, è reale e datata nel tempo ma ci sono gli strumenti per affrontarla. Ecco perché, prima di siglare l’accordo per l’arrivo dei medici cubani, andava bandita ad esempio, così come il presidente commissario ha fatto solo qualche giorno fa (25 agosto), la manifestazione pubblica per gli specializzandi».

«O bisognava – ha sostenuto Carlo Guccione – imporre ad Asp e Aziende ospedaliere di bandire tutti i concorsi autorizzati, a tempo indeterminato, per l’assunzione di personale per il triennio 2019-2021. Inoltre, bastava accelerare l’approvazione del nuovo Piano operativo 2022-2024 per far scattare la norma del Decreto Calabria che prevede un piano assunzionale di medici e di operatori del comparto sanitario. Questa alternativa, non presa in considerazione in tempo utile, ha ritardato la possibilità di avere già in servizio medici e specializzandi nei reparti degli ospedali calabresi».

«Mi chiedo, qual è la reale garanzia sulla qualità e appropriatezza delle cure che possono garantire i 500 medici che provengono da un contesto formativo e organizzativo così diverso dal nostro? – ha concluso –. A cui bisogna, tra l’altro, aggiungere una notevole difficoltà di integrazione? Un conto è averli avuti in piena emergenza pandemica svolgendo un ruolo specifico di contrasto al Covid, altro è metterli in una corsia di ospedale da soli, di turno di notte, in un Pronto soccorso o in una sala operatoria».

La deputata Enza Bruno Bossio, nel suo intervento ha constatato che il commissario Occhiuto «preferisce utilizzare agenzie interinali per assumere medici cubani. Così facendo però non allontana l’emergenza, anzi l’aggrava, mortificando allo stesso tempo le professionalità calabresi».

Per Bruno Bossio, infatti, la soluzione all’emergenza sanitaria in Calabria trova risposta «con concorsi pubblici, non con accordi con società interinali non accreditate presso il Ministero del Lavoro. Non siamo noi a dirlo, sono le parti sociali, i medici e i cittadini calabresi che chiedono cure, non demagogia».

Vittorio Pecoraro,  segretario PD – Federazione di Cosenza, invece, ha evidenziato come «la sanità calabrese non può essere affidata a soluzioni precarie e di fantasia, ma necessita di risposte strutturali». (rcs)

 

COSENZA – Lunedì l’incontro del PD “Calabria: Emergenza sanità”

Lunedì 29 agosto, a Cosenza, alle 18.30, nella Terrazza Caffè Top Flight, è in programma l’incontro Calabria: Emergenza Sanità organizzato dal Partito Democratico Calabria.

A introdurre i lavori il presidente della Commissione Sanità del Comune di Cosenza, Giuseppe Ciacco. Saranno presenti: Francesco Masotti (Fp Cgil Medici Calabria), Francesco Esposito (Segretario nazionale FISMU), Roberto Pititto (Consigliere nazionale SMI). Interverranno il segretario provinciale del Partito Democratico di Cosenza, Vittorio Pecoraro, e la deputata Enza Bruna Bossio. Concluderà il responsabile Pd Sanità per il Mezzogiorno, Carlo Guccione(rcs)