La questione Terme Luigiane nelle mani del Prefetto di Cosenza

di FRANCO BARTUCCI – Interrotta la trattativa tra la Sateca e i Comuni di Aquappesa e Guardia Piemontese per completare la definizione dell’iter di restituzione volontaria dei beni del compendio termale delle Terme Luigiane, si è immediatamente aperta una vertenza dei lavoratori, supportati dal sindacato provinciale di categoria del settore della Cisl e dall’Associazione “Comitato dei lavoratori delle Terme Luigiane” che hanno chiesto al Prefetto di  Cosenza un nuovo incontro chiarificatore.

Come noto, la trattativa si è interrotta lo scorso 21 gennaio 2021,  quando i Sindaci dei due Comuni hanno chiesto che nell’atto venisse specificata la data del 30 novembre 2021 come data di chiusura del rapporto con l’attuale gestore delle Terme Luigiane, Sateca. spa.

Un mutamento di comportamento che non è stato accettato dalla Sateca, in quanto non corrispondente a quanto stabilito nell’accordo sottoscritto dalle parti l’8 febbraio 2019, presso la Prefettura di Cosenza, che stabiliva e riconosceva il diritto alla Società termale di erogare i servizi alla popolazione curante fino all’effettivo subentro del nuovo soggetto gestore, questo per evitare soluzioni di continuità e perdita di posti di lavoro.

Ad una simile pretesa la Sateca ha puntualizzato in un comunicato: «non ha potuto aderire, rilevando che, con una tale formulazione, qualora alla scadenza del 30 novembre 2021 non dovesse essersi conclusa l’articolata procedura di individuazione e subentro del nuovo gestore, l’attività termale si interromperebbe automaticamente, con gravissime ripercussioni sulla certezza dei posti di lavoro e con drammatici effetti sulla sopravvivenza stessa dell’azienda e dell’indotto di tutto il territorio».

Per i due sindaci, la frase «fino all’effettivo subentro del nuovo soggetto gestore» è puramente aleatoria e non precisa circa la restituzione dei beni oggetto di riassegnazione e, quindi, la necessità di riaverli indietro alla data del 30 novembre 2021.

«Questo a tutela degli interessi della Pubblica Amministrazione – hanno dichiarato in un loro comunicato – pur restando la tutela dei livelli occupazionali e l’erogazione delle prestazioni sanitarie».

Tale posizione delle due Amministrazioni comunali mette l’azienda nelle condizioni di rinunciare a siglare importanti accordi con diversi tour operator e bloccare la programmazione della stagione 2021; mentre mantenendo la formulazione in precedenza condivisa tra i Comuni e Sateca nell’ambito degli accordi siglati nel 2019 in Prefettura si sarebbe potuto assicurare il servizio termale, garantendo e rispettando i diritti e gli interessi di tutte le parti in causa, in primo luogo i lavoratori. La stessa società termale ha dichiarato di voler mantenere  fede all’impegno di restituzione volontariamente assunto, riconsegnando anche lo stabilimento San Francesco.

Non è tardata la presa di posizione del sindacato Cisl provinciale del settore con il suo segretario, Gerardo Calabria, che ha subito chiesto, attraverso una  regolare istanza, inviata al Prefetto Cinzia Guercio e per conoscenza al Questore Giovanna Petracca di Cosenza, un incontro chiarificatore su quanto accaduto.

«Le amministrazioni comunali – si afferma nella lettera – nonostante impegni assunti e cioè di cedere in comodato gratuito gli immobili che occorrono a Sateca per il funzionamento e quindi la riapertura delle Terme fino all’effettivo subentro del nuovo concessionario, non ritengono più onorare gli impegni assunti».

Per il sindacato, conclude la lettera, «Quanto sta accadendo in queste ore è un fatto gravissimo e non tiene conto degli accordi assunti tra le parti presso la Prefettura di Cosenza che salvaguardava la continuità occupazionale nelle more dell’espletamento delle procedure di gara».

Anche l’Associazione “Comitato lavoratori Terme Luigiane”, con presidente Giuseppe Tucci, che ha una composizione di circa 1.500 aderenti, tra cui tutti i lavoratori in servizio oltre a vari curanti delle stesse Terme Luigiane, ha inteso denunciare uno stato di forte preoccupazione per lo strano concetto che i due sindaci si sono fatti sul compendio termale, come se fosse di esclusiva proprietà delle due amministrazioni e non un bene che appartiene alle comunità residenti nei due comuni e poi a tutti quei curanti (circa 22mila) che, negli ultimi anni, sono giunti  in tale luogo dalla Calabria e da altre regioni italiane e dall’estero.

Sarebbe opportuno riflettere seriamente su questo aspetto, portando a conoscenza dell’opinione pubblica locale e non quanto sta accadendo per volontà delle due amministrazioni comunali (sindaci e consiglieri di maggioranza), prima che questo bene venga distrutto.

«Questo conferma – ha sostenuto il presidente dell’Associazione – non solo il totale ed eclatante disinteresse da parte delle amministrazioni comunali rispetto alla garanzia di continuità del servizio termale e dei  posti di lavoro, ma anche il nostro sospetto secondo il quale tutta la manovra è tesa solo ed esclusivamente all’estromissione della Sateca S,p.a.».

In attesa che il Prefetto di Cosenza comunichi la data dell’incontro chiesto dal segretario del Sindacato Cisl, la dirigenza della Sateca  ha convocato, per mercoledì 27 gennaio, dalle ore 10 alle 13, un incontro presso le Terme, aperto ai lavoratori ed agli organi d’informazione, per una comunicazione sullo stato della vicenda. Resta, comunque, il dato negativo del silenzio totale e dell’indifferenza della Regione Calabria, soggetto titolare delle acque termali, che ha l’obbligo e il dovere di intervenire per un esame accurato su quanto i due comuni stanno predisponendo, a cominciare dai contenuti del regolamento di distribuzione dell’acqua termale, prima ancora che questi procedano nell’espletamento della selezione per la ricerca del nuovo concessionario.

Ma, in questo momento, si chiedono i lavoratori: «Esiste una Regione? Purtroppo la competizione elettorale del prossimo mese di aprile li porta a pensare ad altro».

Dato lo stato delle cose, nel rispetto delle regole e del buon governo, i due sindaci non dovrebbero attendere la composizione del nuovo governo regionale? Lo faranno? È quanto si chiedono i lavoratori. (rcs)

Interrotta trattativa per definizione iter di restituzione volontaria dei beni delle Terme Luigiane

di FRANCO BARTUCCI – L’incontro fra i sindaci dei Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese, e l’azienda Sateca S.p.a., gestore delle Terme Luigiane, programmato per ieri, giovedì 21 gennaio, al fine di concludere il concordato iter di restituzione volontaria dei beni del compendio termale e procedere alla definizione dell’accordo per il prosieguo dell’attività, da parte della società termale, non è giunto a conclusione.

Un’attività lavorativa che la Sateca, per evitare soluzioni di continuità e perdita di posti di lavoro, si sarebbe fatta carico fino all’effettivo subentro del nuovo soggetto gestore.

«I sindaci, però, mutando la linea di ragionevolezza sin qui tenuta – spiega la Sateca in un comunicato stampa – ed espressa ripetutamente nei precedenti accordi siglati dinanzi al Prefetto di Cosenza, secondo cui la gestione temporanea chiesta a Sateca avrebbe dovuto proseguire fino alla definitiva conclusione della procedura di selezione e subentro del nuovo soggetto gestore, nella fase contrattuale e di confronto di stamani, si sono presentati imponendo per la stesura dell’accordo una data ultimativa fissata inderogabilmente al 30 novembre 2021, indipendentemente dall’effettivo subentro del nuovo concessionario».

«Ad una simile pretesa la Sateca – si puntualizza nel comunicato – non ha potuto aderire, rilevando che, con una tale formulazione, qualora alla scadenza del 30 novembre 2021 non dovesse essersi conclusa l’articolata procedura di individuazione e subentro del nuovo gestore, l’attività termale si interromperebbe automaticamente, con gravissime ripercussioni sulla certezza dei posti di lavoro e con drammatici effetti sulla sopravvivenza stessa dell’azienda e dell’indotto di tutto il territorio».

«Stando così le cose – prosegue la nota della Sateca – siamo costretti a rinunciare a siglare importanti accordi con diversi tour operator, e bloccare la programmazione della stagione 2021. Al contrario, mantenendo la formulazione in precedenza condivisa tra i Comuni e Sateca, nell’ambito degli accordi siglati in Prefettura – ordinariamente utilizzata in qualunque cambio di gestione di servizi in concessione, appunto per evitare soluzioni di continuità e garantire i livelli occupazionali – si sarebbe potuto assicurare il servizio termale, garantendo e rispettando i diritti e gli interessi di tutte le parti in causa, in primo luogo i lavoratori».

La Sateca manterrà, comunque, fede all’impegno di restituzione volontariamente assunto, riconsegnando anche lo stabilimento San Francesco.

«A questo punto – conclude la nota –  l’azienda, prendendo atto della irragionevole ed irremovibile  pretesa dei sindaci dei Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese, i quali dovranno assumersi la responsabilità dei gravissimi pregiudizi che ciò comporta in termini sociali ed economici, non può che auspicare l’immediato intervento del soggetto titolare delle acque termali,  cioè la Regione Calabria, sinora apparsa silente ed indifferente». (rcs) 

Terme Luigiane: la saga continua oggi, con quali risultati dall’incontro tra i due sindaci?

Dopo il primo incontro svoltosi nella giornata di lunedì 7 gennaio tornano a riunirsi oggi (lunedì 11 gennaio) i due sindaci di Acquappesa e Guardia Piemontese con i dirigenti della SATECA, accompagnati dai rispettivi legali, per completare la restituzione dei beni di proprietà dei due comuni e detenuti  in questi anni dalla stessa Società. Contestualmente nella stessa riunione verranno riassegnati dai due comuni alla SATECA gli immobili utili a salvaguardare  l’erogazione dei servizi termali  per la nuova stagione e i posti di lavoro. “E’ l’inizio di una  complessa operazione – ha dichiarato l’avv. Enzo Paolini, uno dei legali dell’azienda –  ma sicuramente le parti al momento del non ritorno hanno mostrato responsabilità e senso istituzionale; i sindaci hanno ritirato la diffida con l’avvertimento di una esecuzione coatta e la Sateca ha manifestato l’intenzione di restituire i beni”.

Un incontro iniziato male qualche giorno prima con una ordinanza  di inibizione all’accesso di persone e mezzi nell’area del compendio termale di proprietà dei due comuni, emanata rispettivamente dai due sindaci, per i giorni del 7 e 8 gennaio, a tutela delle persone e della sicurezza nell’area durante la fase di esecuzione coattiva  di acquisizione degli immobili comunali, in caso di mancata presentazione dei rappresentanti della Società  SATECA. Addirittura si è finanche proceduto con regolare ordinanza a  recintare l’area del compendio termale per evitare l’accesso a persone e veicoli non addetti alle operazioni di restituzione dei beni.

Ma come si è visto l’incontro nella mattinata del sette gennaio tra la dirigenza della SATECA e i due sindaci si è svolto regolarmente avendo stabilito la volontà di restituzione dei beni con la riconsegna di alcuni di essi alla società in modo da dare corso alle attività lavorative in preparazione della nuova stagione termale.

I lavoratori, preso atto del risultato dell’incontro, sono stati convocati in assemblea, venerdì  8 gennaio, nella piazzuola d’ingresso dello stabilimento “Terme Novae”, dal segretario del Sindacato CISL, Gerardo Calabria, e dal presidente dell’Associazione “Comitato lavoratori Terme Luigiane”,  Giuseppe Tucci, per fare il punto sull’accordo raggiunto.

Parole di soddisfazione sono state espresse in primo luogo sul fatto che finalmente si è realizzato un tavolo di lavoro e confronto diretto tra i rappresentanti dei due comuni e la società SATECA, superando i soliti canali di reciproca corrispondenza cartacea con  diffide continue che hanno caratterizzato la vicenda  in questi  ultimi quattro anni.

L’occasione del nuovo incontro fissato per lunedì 11 gennaio – è stato affermato dai lavoratori-  costituisca ancora una volta  uno spazio utile  alle parti per chiarire meglio, oltre alla riconsegna  degli edifici necessari al prosieguo delle attività lavorative, in preparazione della nuova stagione termale,  anche e soprattutto la questione della gestione  e distribuzione delle acque termali , che come indicato nel regolamento di distribuzione delle acque della sorgente, approvato dai due consigli comunali con la bocciatura dei consiglieri di minoranza, assegna allo stabilimento “Terme Novae” soltanto il 12% dell’acqua, che in base alle cure erogate (circa cinquecentomila per una media di 22 mila curanti con riferimento al 2019) diviene irrisoria, creando nei lavoratori delle grosse perplessità sul loro stato occupazionale in futuro.

Durante i lavori dell’assemblea  c’è stato un “fuori onda” con l’arrivo del conduttore della trasmissione televisiva “Articolo 21”, Lino Polimeni, che ha ravvivato la discussione coinvolgendo diversi lavoratori partecipanti all’incontro, ponendo loro delle domande e ricevendo delle risposte sullo stato della vicenda delle Terme ormai abbastanza nota e come questa può essere risolta. Per i lavoratori il regolamento di distribuzione delle acque è da annullare in quanto non tiene conto della reale portata dell’acqua termale appena sufficiente a garantire i servizi termali che vengono erogati nell’ambito dei due stabilimenti nel periodo maggio/novembre con una massa media di ventiduemila curanti.  I lavoratori hanno messo sotto accusa la relazione tecnica sulla portata delle acque termali che non può essere rilevata alla sorgente in due periodi determinati di un anno, bensì costantemente in modo continuo per almeno due anni se non cinque per effetto della variazione climatica che crea i periodi di abbondanza  come  di secche. Le acque non possono essere “spacchettate” e distribuite sul territorio secondo logiche di interessi vari ed in  logiche percentuali, come se da quell’ unica sorgente potrebbe nascere un sistema tipo distribuzione benzina. Pesantemente critici sono stati i lavoratori nei confronti della Regione che non ha risposto alle loro richieste di intervento – ben cinque hanno detto –  ai fini  strettamente legati ad una valutazione attenta e professionale  del regolamento da parte dell’Ente regionale in quanto  proprietaria dell’acqua.

Sollecitato dallo stesso Polimeni si è presentato all’incontro assembleare dei lavoratori il sindaco di Acquappesa, Francesco Tripicchio, accolto con l’applauso da parte dei partecipanti, trattandosi di una prima volta. “Più volte richiesto un incontro e mai concesso”, così gli hanno gridato. Ma il confronto alle richieste dei lavoratori non ha prodotto alcun esito soddisfacente e di superamento delle posizioni in termini di rivisitazione del regolamento distributivo delle acque termali. Per il Sindaco Tripicchio la parola d’ordine di questa vertenza e lavoro è il futuro delle Terme Luigiane secondo un nuovo rilancio avendo all’ordine del giorno un concetto chiaro: “La fine di un monopolio”, che “la legge glielo impone”, così ha detto, mettendo i lavoratori sul”piede di guerra”, come di solito si dice quando ci sono delle posizioni che contrastano tra di loro.  (Franco Bartucci)

Terme Luigiane: prevale il buon senso, raggiunto l’accordo per continuare

Annullata dai due Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese la diffida fatta alla SATECA per
l’esecuzione coattiva degli immobili comunali, detenuti dalla stessa società nell’area del compendio
termale, in programma nella giornata di domani, venerdì 8 gennaio. Ciò è accaduto a seguito di un
incontro svoltosi quest’oggi tra la SATECA e le due Amministrazioni comunali. È prevalso il buon senso per
addivenire ad un accordo mirato a garantire ai lavoratori una prosecuzione delle attività lavorative in vista
della stagione termale 2021, che dovrebbe partire con il prossimo mese di maggio, coronavirus
permettendo.
Le parti hanno infatti concordato che la SATECA avrà dai Comuni la restituzione di quei beni di loro
proprietà necessari per il prosieguo dell’attività termale e per la definizione delle condizioni contrattuali
che ne disciplineranno l’utilizzo fino al subentro del nuovo sub-concessionario. Le parti torneranno ad
incontrarsi il prossimo 11 gennaio per la definizione concordata della restituzione di dette strutture che
come noto sono: l’edificio sede degli uffici amministrativi e di accettazione dei curanti, le vasche
preparatorie dei fanghi e delle alghe ubicati nella corte dello stabilimento San Francesco, il capannone
attiguo al San Francesco, dove sono operative le varie strumentazioni ed apparecchiature di erogazione
delle acque.
Sull’incontro e sul risultato raggiunto i lavoratori, attraverso un loro comunicato, hanno espresso la loro
viva soddisfazione per il risultato ottenuto ed hanno rivolto un plauso all’azienda, «che con grande senso
di responsabilità nei nostri confronti e in quello dei curanti ha deciso di procedere spontaneamente alla
restituzione degli immobili in concessione.
«Siamo ovviamente fiduciosi – concludono i lavoratori nel loro documento – che questo possa essere l’inizio
di un dialogo proficuo tra azienda e amministrazioni comunali, finalizzato alla risoluzione di questa
situazione così complessa, a cominciare dal problema della percentuale di acqua del 12% destinata nel
regolamento allo stabilimento “Terme Novae” che in base alle cure erogate per una media annuale di 22
mila curanti diviene irrisoria; ma non possiamo che restare molto preoccupati per le nostre sorti lavorative
che restano indissolubilmente legate a quelle della Sateca, proprietaria delle strutture termali e ricettive
dell’area che garantiscono il nostro impiego. Qualora l’azienda non potesse effettivamente disporre di un
quantitativo adeguato di acqua termale nel prossimo futuro, non potrà garantire la riapertura di tutti gli
impianti di sua proprietà e, di conseguenza, il mantenimento dei livelli occupazionali finora assicurati».
(Franco Bartucci)

Molinaro (Lega) scrive a Spirlì per intervenire a tutela delle Terme Luigiane

Il consigliere regionale della LegaPietro Molinaro, ha riferito di aver chiesto, tramite missiva, al presidente ff. della Regione Calabria, Nino Spirlì, di intervenire per tutelare il patrimonio delle Terme Luigiane.

«Caro Nino – si legge – la recente vicenda delle Terme Luigiane ti è certamente nota, e credo che stia evolvendo in modo negativo per tutti, compresa la Regione Calabria che è proprietaria delle acque termali. Purtroppo, nel corso dell’ultima riunione convocata dal Prefetto di Cosenza per il 29 dicembre, la Regione Calabria, pur convocata, non si è presentata al tavolo di discussione per svolgere il suo doveroso ruolo istituzionale di interlocuzione tra le parti attualmente contrapposte: comuni da un lato e società sub-concessionaria dall’altra (Sateca Spa)».

«Tutto ciò – continua la nota –ha determinato preoccupazione nei lavoratori interessati, che vedono a rischio la continuità del proprio lavoro, e lascia sbigottita l’opinione pubblica che non trova spiegazione al disinteresse manifestato dalla Regione Calabria. Essendo andata a vuoto la riunione del 29 dicembre, il contrasto è proseguito e preannuncia sviluppi drammatici ed assurdi. Da un lato i Comuni hanno annunciato un’azione di forza per il prossimo 8 gennaio per rientrare in possesso degli immobili comunali utilizzati dalla sub-concessionaria e dall’altro Sateca Spa ha denunciato a tutte le istituzioni civili e giudiziarie che i comuni non avrebbero titolo per pretendere la restituzione immediata degli immobili».

«È – conclude la missiva – chiaro che questa situazione rischia di pregiudicare il prezioso valore delle Terme Luigiane: tutto ciò la Regione Calabria non può consentirlo, perché verrebbe meno ai propri doveri istituzionali, in quanto proprietaria delle acque termali». (rcz)

Che Befana sarà per i lavoratori delle Terme Luigiane?

di FRANCO BARTUCCI – Dopo avere celebrato il primo dell’anno la giornata della Pace, con le sublime parole di speranza e fiducia pronunciate da Papa Francesco, spingendo nel  credere nella bontà degli uomini e dei rappresentanti delle istituzioni, i lavoratori delle Terme Luigiane si chiedono “Che Befana avremo per il nostro futuro?”.

Per domani, infatti, giovedì 7 gennaio, dai sindaci dei Comuni di Acquappesa, Francesco Tripicchio, e Guardia Piemontese, Vincenzo Rocchetti, è stato fissato il termine alla Sateca per la consegna delle strutture del compendio termale di proprietà comunale e non utilizzate dalla stessa società. Qualora nessuno si presenti a regolarizzare tale pratica, i due sindaci si sono riservati il diritto di procedere nella giornata di venerdì 8 gennaio ad una esecuzione coattiva in maniera unilaterale come previsto dalla legge in presenza dei vigili urbani e delle forze dell’ordine.

L’incontro in Prefettura del 29 dicembre ha registrato un nulla di fatto, anche perché i rappresentanti della Regione Calabria non si sono presentati ed ha  portato i due sindaci ad emanare una nuova nota ponendo l’ultimatum di cui sopra.

Eppure la Sateca  al termine dell’incontro aveva affidato ad un comunicato stampa la loro posizione ed una certa disponibilità ad aprire un confronto serio pronta a restituire gli immobili di proprietà comunale entro il prossimo mese di marzo: «Da parte nostra – sono le parole del comunicato della Sateca – abbiamo posto il tema in termini strategici e di prospettiva di medio-lungo termine per lo sviluppo della risorsa termale, confermando la disponibilità, già formalizzata, alla restituzione degli immobili di proprietà comunale non utilizzati entro i primi di marzo 2021. Non siamo contrari alla logica dei bandi, anche perché abbiamo le competenze per poter riaffermare anche in quella sede la qualità del lavoro sinora svolto. (….) L’azienda rimane comunque disponibile ad approfondire ogni utile proposta finalizzata a creare i presupposti per la continuità dell’attività, evitando danni gravi ed irreparabili, sia economici che occupazionali, al territorio già duramente provato in questi mesi dalle ricadute della pandemia». 

 Anche i due sindaci, da parte loro, sempre attraverso gli organi d’informazione, si sono espressi: «Abbiamo già deciso di inserire nel redigendo bando una clausola a tutela dei lavoratori. Abbiamo preteso la prosecuzione delle attività termali (nonostante il contratto scaduto), al fine di salvaguardare i livelli occupazionali. Se i posti di lavoro risultano a rischio, le responsabilità sono da attribuire a Sateca. (….) Restiamo fiduciosi in una piena collaborazione da parte di Sateca, affinché si gestisca questa importantissima fase storica di transizione, con spirito costruttivo e nell’esclusivo interesse dei territori e dei lavoratori». 

Sulla questione del personale il rappresentante del sindacato Cisl, Gerardo Bianco, ha chiesto di essere coinvolto a loro tutela durante la fase di impostazione del bando, oltre che garantire la prosecuzione delle attività termali.  Altrettanto ha fatto il direttore di Federterme: «Le Terme Luigiane devono continuare ad operare. Siamo molti preoccupati per la sorte delle Terme Luigiane nel Cosentino perché è un’azienda tra le più importanti sul territorio calabrese ma anche italiano. Riteniamo che debbano continuare ad operare e che, chi le gestisce adesso o in futuro, dovrà essere messo in condizione di pianificare e programmare l’attività avendo delle certezze di base».

 Fatto sta che i due sindaci, anziché sedersi a un tavolo ed affrontare serenamente tra le parti, i vari aspetti del problema hanno posto la nuova scadenza di consegna dei beni alla Sateca per domani, giovedì 7 gennaio,  mettendo in agitazione i lavoratori che guardano alla tutela del loro posto di lavoro. Qualcuno di loro ci fa notare, comunque, che il Sindaco di Acquappesa, Francesco Tripicchio, il 19 dicembre 2020 aveva rilasciato al giornalista del Quotidiano del Sud una dichiarazione che al momento può essere considerata, se vera, un modo serio per conquistare il loro diritto al lavoro ed avviare così tutte le procedure lavorative per la prossima stagione termale 2021. 

Ed allora è il caso di leggerle queste parole: «Il nostro comune, insieme a Guardia Piemontese, sta lottando per la trasparenza e per porre fine al monopolio sulla gestione delle Terme, dando spazio alla libera concorrenza ed al bando per la nuova concessione. Il resto sono le solite litanie, di chi, per troppo tempo, ha accentrato tutto a sé, bloccando i processi di crescita e di sviluppo del nostro territorio».

(…..) «Oltre a ribadire l’assoluta necessità della prosecuzione delle attività termali, che le Amministrazioni comunali di Acquappesa e di Guardia Piemontese hanno già dichiarato di volere di pretendere che, laddove ci dovessero essere strutture, tra quelle da restituire, ritenute indispensabili per la prosecuzione delle attività, le stesse Amministrazioni non avrebbero alcun motivo ostativo a concederne l’uso momentaneo, sino all’individuazione del nuovo soggetto gestore». 

Sono queste ultime parole che danno al personale delle terme una certa tranquillità: «Laddove ci dovessero essere strutture, tra quelle da restituire, ritenute indispensabili per la prosecuzione delle attività, le stesse Amministrazioni non avrebbero alcun motivo ostativo a concederne l’uso momentaneo, sino all’individuazione del nuovo soggetto gestore».

Nel compendio termale ci sono delle strutture di proprietà comunale che sono necessarie per l’espletamento delle attività lavorative delle Terme Luigiane che debbono trovare una loro disponibilità immediata per la predisposizione della  nuova stagione. Queste sono: la palazzina sede amministrativa e di prima accoglienza dei curanti, le vasche di lavorazione dei fanghi e delle alghe, collocate nella corte del vecchio stabilimento San Francesco, e tutte le strumentazioni ubicate nella vecchia segheria accanto al  vecchio stabilimento. Spetta ai due sindaci prendere atto di questa richiesta dei lavoratori e concordare con la Sateca quanto necessario in modo che non si comprometta la loro continuità occupazionale. Stiamo a vedere cosa succederà domani, se sarà pace, come auspicato da Papa Francesco, o altro ancora di diverso. (rcs)

Per la questione Terme Luigiane si è registrato un nulla di fatto in Prefettura

di FRANCO BARTUCCI – Dopo oltre un’ora di colloquio, a tratti anche teso, non  si è registrato alcun passo in avanti durante l’incontro che si è svolto stamani nella sede istituzionale della Prefettura di Cosenza, appositamente convocato per risolvere la controversia sorta tra i comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese con la società Sateca che, per ottant’anni, ha gestito le Terme Luigiane.

Deluso Dante Ferrari, consigliere  delegato della Sateca, presente all’incontro, e molto arrabbiati i lavoratori delle Terme Luigiane che, durante l’incontro, hanno presidiato Piazza 11 Settembre con la speranza che avrebbe potuto uscire una fumata bianca per la vicenda che sta loro a cuore: la tutela del posto di lavoro. Così non è stato, e molti si sono espressi in termini duri parlando dell’adozione di possibili azioni di protesta nei prossimi giorni.

Nella Prefettura di Cosenza non si sono presentati né il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, e neanche l’assessore alle attività produttive Fausto Orsomarso, impegnato  a Paola, nel Santuario di San Francesco, a presenziare una cerimonia di consegna di un presepe elaborato dalla Scuola Partonopea, dato in dono dalla Regione Campania alla Regione Calabria.

L’incontro  è  stato presieduto dal viceprefetto Turco, ed ha visto la partecipazione, oltre che del rappresentante della Sateca, Dante Ferrari, dei sindaci di Acquappesa e Guardia Piemontese, del direttore di Federterme, Aurelio  Crudeli e del rappresentante del sindacato Cisl,  Gerardo Calabria.

Intanto, dalla direzione dell’azienda Sateca è stato diramato il seguente comunicato: «Da parte nostra abbiamo posto il tema in termini strategici e di prospettiva di medio-lungo termine per lo sviluppo della risorsa termale, confermando la disponibilità, già formalizzata, alla restituzione degli immobili di proprietà comunale non utilizzati entro i primi di marzo 2021. Non siamo contrari alla logica dei bandi, anche perché abbiamo le competenze per poter riaffermare anche in quella sede la qualità del lavoro sinora svolto. Nutriamo, però, forti perplessità sui contenuti del Regolamento approvato dai Comuni alla base del futuro bando. Infatti, esso appare non tenere nella giusta considerazione aspetti strategici dell’attività termale, arrivando addirittura ad ipotizzare un uso distorto e non pienamente conforme alla normativa della risorsa acqua termale».

«L’azienda – conclude la nota – rimane comunque disponibile ad approfondire ogni utile proposta finalizzata a creare i presupposti per la continuità dell’attività, evitando danni gravi ed irreparabili, sia economici che occupazionali, al territorio già duramente provato in questi mesi dalle ricadute della pandemia».  

Una vicenda che registra, da parte della Regione, spazi di irresponsabilità e negligenza causa, in questo momento così delicato, di non garantire almeno una forma di vicinanza e solidarietà ad uomini e donne lavoratrici, al di là degli impegni istituzionali, nel garantire un ruolo di tutela di quei posti di lavoro, contribuendo a trovare la giusta soluzione pacifica  rispettosa dell’accordo raggiunto dalle parti nel mese di febbraio del 2019, che fino a quando non sarà trovato un nuovo sub concessionario, attraverso la gara, le Terme Luigiane dovranno continuare ad essere funzionanti per la vasta clientela legata a questa struttura termale dislocata in Calabria e in altre regioni del nostro Paese.

Giunge, a proposito, anche una dichiarazione del direttore di Federterme, Aurelio Crudeli, che dichiara: «Le Terme Luigiane devono continuare ad operare. Purtroppo, l’incontro di questa mattina si è concluso con un nulla di fatto. Siamo molti preoccupati per la sorte delle Terme Luigiane nel Cosentino, perché è un’azienda tra le più importanti sul territorio calabrese ma anche italiano. Riteniamo che debbano continuare ad operare e che, chi le gestisce adesso o in futuro, dovrà essere messo in condizione di pianificare e programmare l’attività avendo delle certezze di base». (rcs)      

In copertina, il presidio dei lavoratori delle Terme Luigiane in piazza 11 settembre Cosenza

Terme Luigiane: l’incontro domani in Prefettura dei due sindaci interessati

di FRANCO BARTUCCI – Ci siamo e speriamo che l’incontro per le Terme Luigiane dia buoni frutti. Stiamo parlando della convocazione fatta dal Prefetto di Cosenza, Cinzia Guercio, per domani, martedì 29 dicembre,ai due Sindaci di Acquappesa e Guardia Piemontese, ad un rappresentante della Regione Calabria,  della S.A.TE.CA. spa (l’attuale gestore delle terme), al sindacato Cisl e Federterme, per trovare la giusta soluzione alla vicenda relativa alla concessione per le acque delle Terme Luigiane, dopo l’annuncio della chiusura dell’attività da parte della S.A.TE.CA. Vicenda che sta mettendo a rischio l’apertura della prossima stagione termale 2021, a causa principalmente del regolamento per l’utilizzo delle acque termali, approvato dai due Consigli comunali.

Come noto il Regolamento, e non il bando di gara non ancora predisposto, guarda non più alla ricerca di un solo sub concessionario, ma a più figure tanto che si parla di “spacchettamento” dell’erogazione dell’acqua termale. Ciò sottovaluta i rischi e la pericolosità dell’acqua sulfurea delle Terme Luigiane. Infatti, essa ha una composizione chimico-fisico e biologica di particolare efficacia in medicina termale. Classificate come acque ipertermali (43-47°C) solfuree salso bromo iodiche e, in riferimento all’elemento zolfo, come solfuree forti, queste acque hanno un grado solfidrometrico di 168-175 mg/L, che le caratterizza come quelle a più alta concentrazione di zolfo in Italia. Nelle acque sono presenti sostanze organiche di natura planctonica, denominate “bioglee”. L’elevato grado solfidometrico e la presenza di bioglee possono rappresentare un pericolo se non gestite in modo corretto e con impianti e protocolli adeguati, come fa da anni la S.A.TE.CA. spa.

Per quanto riguarda il rapporto fra le Amministrazioni comunali e la Società Sateca, sub concessionaria del compendio idrotermale delle Terme Luigiane, narriamo quanto segue. Siamo nel 1935 quando  viene data al Comune di Guardia Piemontese, in seguito diviso nei Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese, la concessione perpetua per lo sfruttamento delle acque. Nel 1936 i due comuni affidano l’uso e l’esercizio del compendio idrotermale in subconcessione alla Società Anonima Terme Luigiane  (diventata poi S.A.TE.CA. S.p.A.) per un periodo di  40 anni, modificato in seguito in 80 anni, e quindi con scadenza nel 2016.

Nel 2006 viene pubblicato il Decreto legislativo n° 152/06 (Testo Unico Ambiente) che sopprime le concessioni perpetue e ne consente la trasformazione in temporanee per un periodo massimo di trent’anni. Nel frattempo nel 2009, viste le evidenti inadempienze contrattuali da parte dei due comuni, la SATECA promuove un arbitrato per l’ottenimento (previsto in contratto) dei terreni dove ha costruito tutte le strutture ricettive. Il giudizio entra nel merito di tutto il rapporto di subconcessione e gli arbitri impongono all’unanimità ai  due comuni il rispetto di quanto previsto in contratto.

La Regione Calabria con l’art.9 della legge regionale n.40/2009 prende atto della necessità di trasformazione delle abrogate concessioni perpetue in concessioni temporanee, stabilendo che i due Comuni presentino un progetto di sviluppo della stazione termale. Nel 2015 la legge regionale 27 aprile n.11 apporta ulteriori modifiche all’art. 9 della legge di cui sopra, con un forte interessamento del consigliere regionale Carlo Guccione, che soddisfa le attese dei sindaci dell’epoca dei due Comuni. Nel 2016, visto che l’iter di trasformazione della concessione per l’uso delle acque delle Terme Luigiane da parte dei due Comuni non è stato completato e vista la scadenza imminente del contratto di subconcessione, al fine di non interrompere le attività, la Regione Calabria, i due Comuni, le parti sociali e la SATECA, con la collaborazione della Prefettura di Cosenza, firmano un Protocollo d’intesa che prevede il differimento della scadenza della subconcessione al 2018. Nel febbraio del 2019, visto che la trasformazione non risulta ancora completata, sempre in Prefettura a Cosenza viene raggiunto un nuovo accordo che prevede la prosecuzione delle attività fino al 31 dicembre 2020 e che comunque la SATECA è chiamata  a  continuare a gestire fino all’effettivo subentro del nuovo subconcessionario. Nello stesso accordo viene previsto che i comuni entro il 30 giugno 2020 predispongano le procedure per l’individuazione del nuovo subconcessionario.

Il progetto presentato dai Comuni per ottenere la trasformazione della concessione è stato oggetto di vari esposti alla magistratura da parte dei lavoratori e di svariate inchieste giornalistiche, in quanto non rispecchia minimamente la realtà delle Terme Luigiane e prevede delle incongruenze, come una forte riduzione del numero dei lavoratori, un enorme incremento del fatturato. Pertanto, l’associazione dei lavoratori delle terme, denominata “Comitato lavoratori Terme Luigiane”, ne ha dato un giudizio estremamente negativo.

La Regione Calabria, dopo avere più volte sostenuto la non conformità della documentazione progettuale presentata dai Comuni, ha trasformato la concessione da perpetua in temporanea con il provvedimento N. 16199 del 18/12/2019, concedendo quindi ai due comuni la concessione per 30 anni a partire dall’entrata in vigore del d.lgs. 152/2006. In sostanza il nuovo sub concessionario avrebbe a disposizione soltanto 15 anni circa di gestione prima del ritorno definitivo della concessione alla Regione. Un tempo troppo breve per rendere interessante la stazione termale per eventuali investitori.

Tuttavia, in maniera del tutto incomprensibile, dopo aver ottenuto la concessione, i due comuni hanno fatto ricorso al TAR chiedendo l’annullamento del provvedimento di concessione. Anche la SATECA, in conseguenza del ricorso al TAR fatto dai due comuni, convinta del fatto che tutto l’iter seguito sia viziato da errori, dal non totale rispetto della normativa e che la legge presenta aspetti incostituzionali, ha fatto ricorso al TAR chiedendo l’annullamento del provvedimento di concessione. I  due comuni hanno fatto pure opposizione alla richiesta avanzata al TAR da parte della SATECA e quindi da una parte chiedono l’annullamento del provvedimento al TAR e dall’altra si oppongono alla richiesta di annullamento del provvedimento fatta da SATECA.

A questo punto si innestano tutte le vicende relative all’approvazione del Regolamento per la distribuzione delle acque termali e le relative diffide fatte dai due comuni sulla consegna delle strutture di proprietà comunale entro il prossimo 7 gennaio 2021. Fra esse si ricordano il centro commerciale “Il triangolo”, la palazzina di accoglienza ed uffici amministrativi, nonché lo stabilimento San Francesco, nella cui corte si trovano le vasche di lavorazione dei fanghi e delle alghe utilizzate per le cure termali, che assicurano la funzionalità dei servizi termali per la nuova stagione 2021. Già questo costituisce il vincolo primario nell’assicurare alle Terme Luigiane una continuità del servizio alla sua clientela, focalizzata attorno alle ventiduemila unità prima del coronavirus. L’incontro di domani dovrà servire a chiarire molte cose, dando certezze ai lavoratori e all’azienda che in data 4 dicembre ha annunciato di essere costretta a chiedere la propria attività a causa delle iniziative dei Comuni che impediscono di fatto la futura gestione delle terme. Inoltre, dovrà garantire che, al di là dei potenziali interessi comunali, non ci sia danno per le migliaia di curandi italiani e stranieri che ogni anno vedono nelle Terme Luigiane uno strumento valido nella cura del loro stato di salute.

Le  Terme Luigiane sono un patrimonio per la salute e il benessere, che non appartiene solo ai due comuni, bensì all’intera regione, al paese ed al mondo. Il loro futuro va valutato tenendo conto di questo, delle prospettive occupazionali, del futuro sviluppo sostenibile  e degli investimenti effettuati nei decenni passati da imprese locali e piccoli investitori, che, quali soci delle S.A.TE.CA, hanno creduto in un uso corretto delle risorse del territorio. (fb)

 

 

 

 

 

Terme Luigiane, il sindacato nazionale Simmas si rivolge al Governo per tutelare i posti di lavoro

di FRANCO BARTUCCI – Sulla questione Terme Luigiane interviene, con una dichiarazione, il direttivo del sindacato Italiano masso fisioterapisti e massaggiatori sportivi (Simmas), nella quale si afferma: «Le Terme Luigiane rischiano di non riaprire più!».

«La Sateca,ì – prosegue la nota – la S.p.a che gestisce le Terme, nonostante i continui sforzi per continuare una gestione difficile, è costretta ad annunciare la chiusura. Alla base di tutto ci sarebbero dei provvedimenti emanati dai Comuni di Guardia Piemontese e Acquappesa, provvedimenti che secondo l’azienda, impediscono di fatto la prosecuzione dell’attività».

«Ciò determinerà – si puntualizza nella nota – l’impossibilità di soddisfare la richiesta di quasi 20.000 curanti e l’erogazione di 500.000 prestazioni sanitarie annue, ma soprattutto la disoccupazione di 250 persone (senza calcolare tutto l’indotto) che dal 2021 non avranno più un lavoro. Tra queste 250 persone si contano 15 dipendenti del settore riabilitativo, fisioterapisti e massofisioterapisti, che svolgono regolarmente da anni la loro attività».

«In un periodo così delicato in cui si perdono quotidianamente posti di lavoro, una realtà che continua ad investire da anni sul nostro territorio e che continua a far lavorare centinaia di persone, è comunque ostacolata dalla burocrazia. E’ una questione puramente politica e ci appelliamo  – conclude la dichiarazione del sindacato Simmas – al Presidente Giuseppe Conte, al ministro Luigi Di Maio e al ministro Roberto Speranza per trovare presto la soluzione al problema». (rcs)

Terme Luigiane, il prefetto Guercio convoca i sindaci di Acquappesa e Guardia Piemontese

di FRANCO BARTUCCI – Finalmente, dopo tante richieste fatte da più giorni, arriva la convocazione del Prefetto di Cosenza con l’auspicio che l’incontro possa essere una valida opportunità per dare alle Terme Luigiane una sua continuità di servizio e soddisfare le attese di quelle oltre 22mila persone, che fino al 2019 hanno usufruito di questo bene inestimabile per la salute fisica acquisita attraverso oltre cinquecentomila  cure inalatorie, fisiatriche e di fanghi. 

Un incontro che imbatterà nei contenuti abbastanza forti e minacciosi espressi dall’ultima diffida notificata alla direzione della Sateca avente per oggetto la “Restituzione dei beni del Compendio Termale di proprietà dei Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese”, con una convocazione stabilita per il 7 gennaio 2021 ed in caso di inottemperanza per il giorno successivo alla presenza  della Forza Pubblica (Polizia Municipale o Carabinieri). Nella missiva si chiede la restituzione degli immobili, liberi e sgombri da persone e cose.

Sui contenuti di questa ultima missiva si registra un intervento del Sindacato Cisl, tramite il suo rappresentante, Gerardo Calabria, che stigmatizza la strategia adottata dai due Comuni in quanto «Non contribuisce – afferma nella nota – a rasserenare il clima, già abbastanza teso. Era proprio il caso di inviare questa lettera di diffida ora, se da poco era stato convocato il vertice con il Prefetto?».

«Ogni richiesta o chiarimento, i due Comuni avrebbero potuto certamente sottoporlo ai soggetti partecipanti all’incontro fissato dal Prefetto. C’è bisogno – è l’invito del sindacalista – di confronto e serenità».

A proposito di un giusto confronto e serenità progettuale leggiamo il pensiero espresso in materia dal Presidente dell’Unpli Cosenza, Antonello Grosso Lavalle, che raccoglie oltre cento associazioni Pro Loco dislocati in altrettanti Comuni della Provincia di Cosenza, impegnate a promuovere e valorizzare il turismo mediante un’azione dedita allo sviluppo locale: «La  nostra azione è rivolta a valorizzare il turismo locale e in questo caso il fondamentale segmento dedicato al termalismo e quindi alle Terme Luigiane che rappresentano  un unicum di qualità e benefici delle cure termali, efficacia terapeutica dello zolfo, acque termali sulfuree, fango termale, alghe bianche. Non possiamo trascurare questo segmento che diventa sempre di più vitale alla riorganizzazione turistica dove tutte le componenti, vale a dire pubblica amministrazione, imprenditoria e organismo di categoria devono necessariamente condividere una programmazione unitaria con lo scopo di salvaguardare questo importante patrimonio e l’economia che esso produce con la tutela dei lavoratori e dell’indotto, economico – sociale, collegato».

«Una cooperazione che guardi, appunto, al patrimonio delle acque termali quindi al turismo e con essa alla costruzione di un tavolo al fine d superare le difficoltà con la logica del bene comune e dello sviluppo, e pertanto siamo fortemente preoccupati per il futuro delle Terme Luigiane dopo l’annuncio di chiusura reso pubblico nei giorni scorsi dalla società Sateca che, per ottant’anni, ne ha curato la gestione con notevoli risultati». 

«Riscontriamo sicuramente – continua l’intervento del Presidente dell’Unpli Cosenza, Antonello Grosso Lavalle – visioni che non collegano tanti aspetti  che necessitano per la programmazione con  tutti gli attori territoriali e l’Unpli chiede con forza di salvaguardare questa risorsa. Un’azione pubblica che deve attenzionare e sviluppare un programma di investimenti attraverso  la continuità lavorativa e soprattutto per i tantissimi curanti che in tutti questi anni , residenti in Calabria e in altre regioni italiane, hanno instaurato un rapporto fiduciario con le cure termali erogate presso le stesse Terme Luigiane. Non possiamo permettere l’interruzione delle cure termali ma anzi dobbiamo pensare alla pianificazione delle cure e quindi del turismo termale per tutto l’anno e con diversi servizi – collegati con altri territori e quindi segmenti turistici come determinato negli anni  scorsi anche con l’azione dell’Unpli Provinciale».

«Sarebbe opportuno – conclude il Presidente dell’Unpli Cosenza – prima di procedere all’indizione del bando, da parte dei due sindaci di Acquappesa e Guardia Piemontese, provvedere con indirizzo preliminare a raccogliere delle manifestazioni di interesse, e poi, sarebbe necessario sottoporre il documento – Regolamento ad un ulteriore approfondimento attraverso la costituzione di un tavolo pubblico – privato, come anche suggerito dal Presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, in attesa anche di trovare l’attenzione della Regione Calabria essendo proprietaria dell’acqua termale». (rcs)

In copertina, Presidente Unpli Cosenza, Antonello Grosso Lavalle