Il primato dell’Unical: la prima facoltà di Ingegneria Gestionale nacque lì nel 1972

di FRANCO BARTUCCI – Il corso di laurea che oggi viene denominato “Ingegneria Gestionale” fu istituito per la prima volta in Italia all’Università della Calabria nel 1972, con Rettore il prof. Beniamino Andreatta, consigliere economico di Aldo Moro, e nasce con la denominazione di Ingegneria delle tecnologie industriali ad indirizzo economico-organizzativo.

Il prof. Beniamino Andreatta arrivò a Cosenza dalla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna nel mese di maggio 1971, dove insegnava Economia, quale componente del Comitato Ordinatore della Facoltà di Scienze Economiche e Sociali, nominato dal Ministro della Pubblica Istruzione, Riccardo Misasi, con i Comitati Ordinatori inoltre delle Facoltà di Ingegneria, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, nonché di Lettere e Filosofia.

Eletto nello stesso mese di maggio 1971 dal Corpo Accademico Rettore dell’Università della Calabria, a norma della legge istitutiva 12 marzo 1968 n°442, si occupò, attraverso un’apposita commissione, presieduta dal prof. Adriano Vanzetti, della scrittura dello Statuto dell’Università, che venne approvato con il DPR 1° dicembre 1971 n° 1329, firmato d’ordine del Presidente della Repubblica, dal Ministro della Pubblica Istruzione Riccardo Misasi, al cui interno venne predisposto il piano organizzativo e di studio dei corsi di laurea suddivisi per Facoltà e relativi dipartimenti, unitamente agli indirizzi e relative forme amministrative e gestionali della nascente Università con il suo Centro Residenziale, anch’esso unico in Italia nel sistema universitario del nostro Paese.

Gli insegnamenti di questo specifico corso di laurea in Ingegneria vennero inseriti nell’organizzazione dei dipartimenti di Organizzazione aziendale e di amministrazione pubblica; nonché di Sistemi afferenti alla Facoltà di Ingegneria. Per il corso di laurea in Ingegneria delle tecnologie industriali vennero inseriti gli indirizzi: meccanico, chimico, elettrico ed economico organizzativo. Veniva a costituirsi per la prima volta in Italia, proprio all’Università della Calabria, in base a quest’ultimo indirizzo, il cosiddetto corso di laurea in “Ingegneria gestionale”.

Mentre per l’altro corso di laurea denominato Ingegneria civile per la difesa del suolo e la pianificazione territoriale vennero attivati i seguenti indirizzi: idraulico, geotecnico, strutture e trasporti.

Dopo cinque anni di sperimentazione e precisamente nell’anno accademico 1976/1977, nella prima decade del mese di giugno, il preside della Facoltà di Ingegneria, prof. Sergio De Julio, con il sostegno dei Dipartimenti di Organizzazione Aziendale e Amministrazione Pubblica, nonché di Sistemi, promosse nell’edificio polifunzionale di Arcavacata una tavola rotonda con la partecipazione dei rappresentanti dell’Eni ( Paolo Bonfanti), dell’Olivetti (Giancarlo Lunati), dell’Iri (Ettore Massacesi), della Fiat (Cesare Palenzona), della Montedison (Giorgio Petroni), della Confapi (Massimo Romita), del Formez (Sergio Zoppi), per una profonda riflessione sulle figure professionali e sull’individuazione di nuovi ruoli dell’ingegnere, con particolare riferimento all’ingegnere economico organizzativo. Cosicché da quel dibattito nacque la nuova denominazione del corso di laurea in “Ingegneria gestionale” per una maggiore tutela di queste figure negli sbocchi professionali e del loro inserimento nel mondo del lavoro. Un percorso formativo che avrebbe creato nuovi professionisti per il loro utilizzo non solo nell’industria quanto in quello della produzione.

Dall’ esperienza dell’Università della Calabria nel 1978 tale corso di laurea venne attivato dopo presso l’Università di Udine e nel 1983 al Politecnico di Milano; quindi successivamente nelle Università di Padova, Pisa, Palermo, Napoli Federico II e così via in altre sedi universitarie.

La nascita del Cies e il nuovo ordinamento dei corsi di laurea della Facoltà d’Ingegneria 

Dopo dieci anni, a metà dicembre del 1988, l’Università della Calabria aderisce al Consorzio di Ingegneria Economica e Sociale (Cies), con presidente il prof. Francesco Del Monte, docente di Economia ed organizzazione aziendale, presso la Facoltà di Ingegneria, con preside il prof, Jacques Guenot, fin dal primo anno accademico 1972/1973, su invito del Rettore Beniamino Andreatta.

Il prof. Del Monte, su mandato e delega poi del Rettore Pietro Bucci, assunse all’inizio degli anni ottanta la carica di dirigere il Settore Orientamento Laureati ed il loro inserimento nel mondo del lavoro, organizzando e pubblicando quattro numeri del Notiziario della stessa Università, con l’obiettivo primario di segnalare alle Istituzioni ed al mondo delle imprese locali e nazionali i nomi dei laureati dell’UniCal per una possibile considerazione di assunzione ed inserimento nel mondo del lavoro.

Il Cies, che fu istituito grazie alla legge n.64/1986 che disciplinava il nuovo intervento straordinario nel Mezzogiorno, per l’Università era un punto di riferimento per l’attrazione di docenti e ricercatori da impiegare nell’area dell’innovazione nell’ambito delle Facoltà di Ingegneria e Scienze Economiche e Sociali, quanto per dare maggiore valore al corso di laurea in “Ingegneria Gestionale” ed ai suoi laureati che nel frattempo venivano a costituirsi in buon numero.

Intanto il Consiglio della Facoltà di Ingegneria, con preside il prof. Jacques Guenot, nella seduta del 2 marzo 1990 riordina l’offerta didattica, suddividendo i due corsi di laurea e relativi indirizzi previsti per la Facoltà di Ingegneria, fin dalle origini dal Suo Statuto, nei seguenti corsi di laurea: Ingegneria Civile, Ingegneria Chimica, Ingegneria Gestionale, Ingegneria Meccanica, Ingegneria Informatica, Ingegneria per l’Ambiente e il territorio.

Per una conoscenza ampia del nuovo corso di laurea in Ingegneria Gestionale il Consiglio di Facoltà delibera di conferire al Cavaliere Silvio Berlusconi la laurea “Honoris Causa” in Ingegneria Gestionale

Nel frattempo lo stesso Consiglio, su proposta del Preside, nella seduta del 16 ottobre 1991, delibera a maggioranza di conferire all’imprenditore, Silvio Berlusconi, la laurea “Honoris Causa” in Ingegneria gestionale, la cui Università della Calabria deteneva in Italia, per questo corso di laurea, un primato assoluto di attivazione, avvenuto, a partire dal primo anno accademico 1972/73, come corso di laurea in Ingegneria delle tecnologie industriali ad indirizzo economico-organizzativo, così come ricordato ad inizio del servizio.

Una decisione che venne presa nell’ambito della programmazione dei festeggiamenti per il ventennale della nascita dell’Ateneo, in riferimento soprattutto alla nomina ed insediamento dei Comitati Ordinatori e del Comitato Tecnico Amministrativo, ad opera del Ministro della Pubblica Istruzione, Riccardo Misasi, che portò all’elezione del primo Rettore, nella persona del prof. Beniamino Andreatta, tra i mesi di aprile e maggio 1971.

Una decisione che guardava anche ad una maggiore visibilità in campo nazionale del corso di laurea in questione, data la figura d’imprenditore di successo, quale Berlusconi era nei vari campi dell’editoria, della pubblicità, della televisione, dell’edilizia, delle assicurazioni, del cinema, per finire alla grande distribuzione, alla ricerca di una sua identità e richiamo per tanti giovani.

Poi c’era un secondo motivo dovuto al fatto che l’UniCal era alle prese per un programma di rilancio in campo nazionale della sua immagine positiva, dopo l’offuscamento creatosi alla fine degli anni settanta ed inizio degli anni ottanta per le accuse che le arrivavano addosso, attraverso i media, di essere un covo di terroristi, criminalizzando ingiustamente la comunità universitaria, incidendo peraltro in negativo sulla realizzazione del suo Centro Residenziale.

La funzione dell’Ufficio Stampa dell’UniCal

Nella decisione di conferimento della laurea “Honoris Causa” all’imprenditore Silvio Berlusconi, giocò un ruolo di stimolo anche l’ufficio stampa dell’Università della Calabria, che guardava con grande attenzione al valore della comunicazione ed informazione istituzionale per farne dell’Ateneo una “casa di vetro”, come la definiva il Rettore Pietro Bucci alla fine degli anni settanta portandolo ad istituire il 1° aprile 1980, per prima in Italia tra gli Atenei statali, l’ufficio stampa per adempiere a quanto prevedeva l’art.10 dello Statuto (DPR 1° dicembre 1971 n° 1329) sul diritto d’informazione agli atti amministrativi dell’Università.

Quello dell’ufficio stampa dell’Università era un lavoro costante e giornaliero di comunicazione ed informazione sui vari eventi ed accadimenti che avvenivano nell’Ateneo in rapporto ai media (giornali, radio, televisioni ed agenzie stampa) ed in Calabria vi erano due emittenti televisive: Telespazio su Catanzaro, che curava l’emittenza di Canale cinque e Rete quattro; mentre su Crotone era operativa Video Calabria che si occupava di Italia uno. Con entrambe si instaurò un rapporto di collaborazione mirato a promuovere eventi e storie dell’UniCal.

Le motivazioni della scelta del Consiglio della Facoltà d’Ingegneria

La delibera del Consiglio della Facoltà di Ingegneria, con preside il prof. Jaques Guenot, stabiliva che la laurea al dott. Silvio Berlusconi veniva conferita per le numerose attività imprenditoriali che spaziavano, come già evidenziato in precedenza, dalla televisione alla pubblicità, dall’edilizia alle assicurazioni, dal cinema alla grande distribuzione; un gruppo collocato al terzo posto tra quelli privati italiani. Con la delibera venivano, altresì, riconosciute grandi capacità organizzative in grado di anticipare le più moderne concezioni organizzative e manageriali. Come anche gli veniva riconosciuta la visione strategica per lo sviluppo dell’emittenza televisiva privata, che andava assumendo anche nel settore formativo ed educativo delle nuove generazioni una forte valenza di progettualità. Qualità che lo ponevano all’attenzione del mondo del lavoro, sia nazionale che internazionale.

Per il preside Guenot il conferimento della laurea ”honoris causa” a Berlusconi era l’occasione per approfondire il rapporto di una rete regionale di ingegneria, il cui progetto era strettamente legato per gli anni duemila alla fase di crescita e di sviluppo della regione. L’obiettivo era quello di favorire l’inserimento dei giovani laureati nel mondo produttivo, garantire un migliore utilizzo delle professionalità disponibili, cogliere maggiormente le opportunità territoriali, contribuire alla soluzione dei gravi problemi culturali, sociali ed economici della Regione.

Una cerimonia sobria e festosa in un clima pure di dissidenza 

Quel 27 novembre 1991, l’Università della Calabria celebrava esattamente il suo ventesimo compleanno e il Rettore, prof. Giuseppe Frega, nell’aprire la cerimonia di conferimento della laurea “Honoris Causa” in Ingegneria gestionale al cavaliere Silvio Berlusconi, ebbe a dire: «I giovani che qui si formano sono il nostro migliore biglietto da visita e stanno già modificando il “paesaggio” culturale. Nell’Università della Calabria non è presente il lamento di un sudismo di accatto, ma la volontà ferma di “battere il pugno” di un Mezzogiorno che non chiede più giustizia storica, ma una moderna visione unificatrice dell’economia e della società italiana.

«L’istituzione dell’Università della Calabri – precisò ancora il rettore Frega – fu frutto di una lungimirante visione unificatrice della cultura italiana e può presentarsi oggi come realtà viva protesa verso nuovi traguardi».

Ancora più nette furono le parole del preside Guenot che disse in apertura del suo intervento: «Con questa manifestazione abbiamo inteso creare collegamenti tra Nord e Sud che sotto alcuni aspetti rappresentano il passaggio, una prima tappa: cercare di rafforzare e stabilire collegamenti forti tra pubblici e privato; cercare di  fare uscire la Calabria e il Mezzogiorno dall’isolamento nel quale si trova confinato».

Fu una giornata intensa e particolare in cui nell’aula “A” del cubo della Facoltà di Ingegneria di fresca costruzione, oggi intitolata alla memoria del magistrato Paolo Borsellino, confluirono in tanti, accademici e studenti, ma soprattutto autorità politiche locali e regionali, dirigenti Fininvest e due stretti consulenti collaboratori del presidente Berlusconi, Gianni Letta e Fedele Confalonieri.

Le relazioni di presentazione dei professori del Monte e Borghesi

A presentare la figura imprenditoriale del neo candidato alla laurea “Honoris Causa” in Ingegneria gestionale e la sua vasta produzione in vari settori lavorativi nel nostro Paese e le motivazioni del conferimento del titolo accademico di onorificenza è stato il prof. Francesco  Del Monte, docente di Economia e Organizzazione Aziendale, non omettendo di spiegare prima i contenuti forativi e le finalità del corso di laurea in questione, attivato pe prima in Italia proprio all’UniCal con l’anno accademico 1972/1973, per come già riportato in precedenza.

«Il corso di laurea in Ingegneria gestionale si prefigge di rispondere – ha sottolineato il prof. Francesco Del Monte, riprendendo un documento concordato con il Politecnico di Milano di fresca costituzione del corso –   alla necessità di formare ingegneri preparati a svolgere funzioni di progettazione e gestione di sistemi complessi e dotati di una visione d’insieme che assicuri la coerenza delle scelte tecnologiche con la strategia aziendale e con il contesto del settore industriale di appartenenza. L’Ingegnere gestionale tende quindi a caratterizzarsi per la capacità di comprendere tutti i differenti elementi che interagiscono nelle decisioni d’impresa in particolare per quelle imprese per le quali la tecnologia rappresenta un fattore critico di competizione.

«In tale quadro di riferimento – ha precisato ancora il prof. Del Monte – la storia personale e professionale del candidato Silvio Berlusconi non è solo la storia di un successo imprenditoriale. E’ ancor prima, la storia di una tendenza ad intuire velocemente le complessità evolutive dei sistemi produttivi: in tal senso, il candidato progetta sistemi complessi nei quali tecnologia e strategia consentono quella visione d’insieme che nel curriculum dell’ingegnere gestionale sono la componente più pura».

Una seconda relazione viene svolta a giustificazione del conferimento del titolo accademico di onorificenza dal prof. Antonio Borghesi, docente di Finanza Aziendale presso la stessa Facoltà di Ingegneria dell’UniCal, che nel suo intervento chiarisce il concetto tra “Economia Manageriale” e “Scienza delle Realizzazioni”. «Il contributo che Silvio Berlusconi ha dato alla Scienza Economica Manageriale, quale archetipo dell’imprenditore innovatore – ha sostenuto il prof. Borghesi – è straordinariamente vasto. Dai comportamenti imprenditoriali di Silvio Berlusconi emerge in termini anticipatori l’idea di un ruolo non semplicemente adattivo dell’impresa, bensì quello di agente modificatore del contesto ambientale».

Concludendo il suo intervento il prof. Borghesi sottolineò: «Resta la consapevolezza che lo studio del “caso Berlusconi” ha fornito e potrà ancora fornire in futuro spunti di grande stimolo ai ricercatori, i quali dall’osservazione dei suoi reali comportamenti potranno trarre rinnovate basi di teorizzazione».

Un pensiero profetico alla luce degli eventi che hanno visto Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio e uomo politico italiano 

Una frase che assume oggi, a distanza di 33 anni dal conferimento del titolo accademico onorario in “Ingegneria Gestionale” al presidente Silvio Berlusconi, una sua valenza quasi profetica, alla luce di quanto accaduto nel nostro Paese, a partire dal 1994, da quando, costituendo il partito di “Forza Italia” decise di scendere in campo politico direttamente, aprendo un nuovo capitolo nel sistema politico italiano,  dando credibilità anzitutto, mediante rapporti di alleanze, a quelle figure e soggetti che non appartenevano all’area dell’arco costituzionale, collocati in una posizione di destra come il Movimento Sociale e l’ emergente Lega di Bossi, che aveva all’ordine del giorno e nell’impegno politico la “secessione”, che significava una spaccatura dell’Italia.

Già la delibera del conferimento del titolo accademico onorario al presidente Berlusconi fu adottata dal Consiglio della Facoltà di Ingegneria a maggioranza denotando una spaccatura e di questo se ne parlò molto prima, durante e dopo, sia all’interno dell’Università che fuori, addirittura con interrogazioni parlamentari.

La lezione dottorale del neo ingegnere gestionale Berlusconi 

Di questo il cavaliere, neo ingegnere gestionale dell’UniCal, n’era cosciente tanto che nella “Lection Doctoralis”, tenuta subito dopo la lettura del testo e la consegna della pergamena di laurea, ad opera del Rettore Giuseppe Frega, intrattenendosi in una conversazione con gli studenti presenti in aula, ne sottolineò l’aspetto nel momento in cui sentì il bisogno di estendere i suoi ringraziamenti alle varie autorità accademiche ed al Corpo Accademico. Rivolto a questi disse di sapere della decisione registratasi di voto non unanime assunto sul conferimento del titolo accademico onorario: «Mi dispiace – confessò durante la sua conversazione – che questo fatto abbia potuto creare un minimo di divisione, anche perché normalmente sono convinto uomo di concordia. Di solito, quando arrivo io e c’è gente che litiga, li metto d’accordo. Speriamo che succeda anche stavolta».

Chissà quale sarebbe stata la sua posizione, il suo giudizio e la posizione politica che avrebbe assunto di fronte a quanto sta accadendo in questi momenti nel nostro Paese in materia della legge sull’autonomia amministrativa ed altro ancora, che mettono a rischio la buona governabilità e la democrazia stessa vigente in questo momento. Sarebbe una gran cosa approfondirne la situazione per come si è arrivati a questa situazione ed ecco che la profezia del prof. Antonio Borghesi ci sembra opportuna approfondirla magari con dei lavori di tesi di laurea specifiche nella stessa Università della Calabria. Chiedersi soprattutto se ancora oggi la sua posizione sarebbe stata  ferma nel fare da spalla e sostegno a due componenti politiche di destra che collocano il Paese Italia in un contesto europeo non certamente di serena governabilità quanto di contrapposizione e di equilibri che portano verso l’incognito. Eppure in origine prima di impegnarsi attivamente in politica la sua posizione gravitava attorno al Partito Socialista. Questo è quanto si ricorda ed è giusto verificarne la validità o meno.

Per ritornare all’evento del 27 novembre 1991 prendono corpo e valore le nove domande che  furono  poste dagli studenti al neo laureato in ingegneria gestionale Berlusconi, dalle quali emersero posizioni riguardanti il suo futuro rapporto con l’UniCal, del trattamento della figura dell’ingegnere in Italia rispetto ad altri Paesi europei, del rapporto tra mondo accademico e delle scienze con il mondo della produzione pura, dello stato sociale e del rapporto con il mondo dell’informazione, delle possibilità dei giovani di entrare nel mondo del lavoro come in Italia quanto in Calabria, delle potenzialità sperimentali dell’UniCal nel rapporto con il mondo industriale in modo da favorirne investimenti, della particolare attenzione verso i laureati dell’UniCal in generale ed in particolare dei laureati in ingegneria, della concorrenza imprenditoriale di fronte alle posizioni extracomunitari emergenti.

Per ogni domanda diede una risposta e con due pensieri finali che rimangono validi ancora oggi e stimolanti, sia per l’UniCal che per i suoi giovani studenti e laureati: «Queste opere vanno fatte vedere, vanno portate all’attenzione nazionale in primo piano. Sono stupito e felice. Complimenti. Auguri Calabria”; mentre agli studenti: “Preparatevi bene, non temete di osare e battervi per raggiungere quel che sembra impossibile raggiungere. Provate, riprovate, lavorate anche quando gli altri riposano e vedrete che il successo sarà vostro. Io, da oggi, vi sarò più vicino, sarò più vicino a questa Università del profondo Sud. La materia uomo qui non manca, la vostra intelligenza, la vostra cultura saranno le armi vincenti di questa bellissima terra di Calabria».

I benefici che l’Unical ricevette dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

Il conferimento della laurea onorifica al Presidente Berlusconi in Ingegneria gestionale fa parte della storia ultra cinquantenaria del corso di laurea in questione, che nel frattempo è cresciuto di molto per come diremo in avanti; mentre è un dato di fatto che l’evento stesso fa parte della storia complessiva ultra cinquantenaria della stessa Università, per il ruolo che ha svolto come Presidente del Consiglio nel 1994, impegnandosi a fare assegnare un contributo di 234 miliardi di lire, con delibera Cipe, che saranno destinati alla realizzazione dei cubi del progetto Gregotti.

Tutto ha avuto inizio con una lettera inviata dal Rettore, prof. Giuseppe Frega, e dal presidente della concessionaria Bonifati S.p.A., Aldo Bonifati, al sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta, nel mese di giugno 1994, con la quale lo si informava di intervenire sul presidente Berlusconi per fare in modo che all’UniCal, insieme all’Università di Reggio Calabria, venissero assegnati dei consistenti contributi sui fondi strutturali, già individuati dal Cipe con delibera del 28 dicembre 1993,  revocati alle regioni meridionali per mancata utilizzazione nei tempi previsti dalla normativa. Si chiedeva, altresì, un intervento urgente sul Ministro dell’Università, Stefano Podestà, e sul Ministro del Bilancio, Giancarlo Pagliarini, affinché la richiesta avanzata venisse accolta.

Il 3 agosto 1994 il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe) approvava il programma di edilizia universitaria della Regione Calabria prevedendo per l’Università della Calabria un contributo di 234 miliardi di lire, che saranno destinati alla realizzazione di diversi cubi del progetto Gregotti, utilizzati per le attività didattiche e scientifiche dei dipartimenti afferenti alle Facoltà di Ingegneria e Scienze.

L’Università e il presidente della Concessionaria Bonifati S.p.A. vengono informati della delibera Cipe in data 5 agosto 1994 tramite una missiva del capo della Segreteria del Presidente del Consiglio dei Ministri, dott. Giampiero Massolo.

Sono trascorsi esattamente trent’anni da quella delibera Cipe e dalla comunicazione del Presidente Berlusconi e bisogna ricordare all’attuale dirigenza, come all’intera comunità universitaria, composta da studenti, docenti e non docenti, che quel contributo rimane il più alto ricevuto dall’Università della Calabria da parte degli organismi statali del nostro paese ed il penultimo erogato in ordine di tempo della sua storia ultra cinquantenaria.

Grazie a quel finanziamento l’UniCal ha potuto realizzare e mostrare le opere che oggi si vedono e si utilizzano tranne che il complesso edilizio finale di piazzale Vermicelli che si è potuto realizzare grazie ad un finanziamento finale di circa cento miliardi di lire, gestito dalla concessionaria Bonifati S.p.A.

Dall’evento Berlusconi all’attualità dei nostri giorni che hanno portato all’affermazione del corso di laurea in Ingegneria Gestionale

Dall’evento Berlusconi sono trascorsi 33 anni ed il corso di laurea in “Ingegneria gestionale” a oggi è cresciuto molto apportando dei cambiamenti nell’approccio e nella organizzazione formativa, dalla laurea triennale a quella specialistica.

Della vecchia generazione di docenti che hanno portato il loro contributo all’affermazione di tale corso di laurea, oltre al prof Francesco Del Monte e al prof. Antonio Borghesi, sento con stima ed affetto il dovere di ricordare pure il prof. Manlio Gaudioso ed il prof. Lucio Grandinetti, tra l’altro Pro Rettore dell’UniCal nel periodo di rettorato del prof. Giovanni Latorre, e a livello femminile un ricordo per la prof.ssa Antonella Reitano. Si ricordano nel periodo storico iniziale pure il prof. Piero Migliarese e Antonio Volpentesta.

Nel frattempo è maturata una nuova generazione di docenti in tale corso di laurea, il cui ricordo è flebile dal momento che ho lasciato la presenza attiva nell’Unical da ben quindici anni e comunque sono da ricordare per i miei tempi: il prof. Luigino Filice, che si è occupato pure della dirigenza del Centro Residenziale, quale delegato del Rettore Gino Crisci; il prof. Roberto Musmanno,  che tra l’altro, fuori dall’UniCal, si è occupato di infrastrutture, in qualità di assessore regionale con il Presidente della Giunta Mario Oliverio, per finire con il prof. Saverino Verteramo, che insegna Strategia e Organizzazione.         

Da quando è nato tale corso di laurea si presume che oltre 1500 studenti hanno conseguito la laurea quinquennale o magistrale in ingegneria gestionale, con l’aggiunta a questi degli innumerevoli studenti che negli ultimi venti anni hanno conseguito il titolo della laurea breve triennale.

Al momento ci sono circa 900 studenti iscritti tra laurea triennale e magistrale all’Università della Calabria. I corsi sono tenuti da 20 docenti afferenti principalmente al Dipartimento DIMEG (Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale) diretto dalla prof.ssa Francesca Guerriero.

Il corso di laurea è molto dinamico e propone ai suoi studenti numerose attività da svolgere anche all’estero, con esperienze di tesi presso aziende e visite aziendali. Il tasso di occupazione è altissimo e spesso il Dipartimento riceve delle visite da parte di aziende che selezionano i ragazzi attraverso attività di formazione come il Percorso di Eccellenza. La coordinatrice del corso di laurea è la prof.ssa Giusy Ambrogio, che insegna Tecnologie e sistemi di lavorazione.

Un corso di laurea che ha maturato due Associazioni per studenti e laureati

Nel 2018 è nata  l’Associazione “Alumni” ed è composta da ex studenti laureati in ingegneria gestionale e nell’arco di questi ultimi cinque anni ha promosso diverse  iniziative per la formazione e il networking. Il presidente attualmente è il dott. Ing. Antonio Cannistrà, importante dirigente di una multinazionale finlandese e per questo vive in Finlandia.

Per quanto riguarda IGeA  la sua nascita risale al mese di  Febbraio del 2012, quindi ad oggi conta più di 12 anni di attività. L’acronimo sta appunto per “Ingegneri Gestionali Associati”, il che raffigura il principale target studentesco a cui ci si avvicina.  “IGeA ha come Mission  – ci dice il suo presidente Emanuele Macri – quella di promuovere la crescita professionale e umana degli associati, instaurando contatti tra studenti, aziende e istituzioni, un processo che avviene organizzando e partecipando ad un ampio e diversificato ventaglio di attività ed eventi in Calabria e in Europa”.

“Infatti, IGeA fa parte del prestigioso circuito Europeo di studenti di Ingegneria Gestionale ed Industrial, l’ESTIEM (European STudents of Industrial Engineering and Management), con il nome di “Local Group Calabria” all’interno del quale ci sono circa 78 associazioni simili alla nostra sparse nelle principali città europee. In Italia siamo solo noi e una piccola rappresentanza del Politecnico di Milano. Un Network che ci permette di sentire profumo di Europa qui dall’Università della Calabria, con la possibilità di organizzare eventi Internazionali qui nel Campus con studenti provenienti da tutta Europa”.

“Negli anni infatti – ci dice sempre Emanuele Macrì – ne abbiamo organizzati più di 30, ogni volta con persone e nazionalità diverse. L’ESTIEM rappresenta anche una possibilità per i nostri soci di viaggiare verso gli altri Local Group, scoprendo nuove culture ed esportando le nostre radici anche al di fuori del Campus. Inoltre, sono molti gli eventi locali che proponiamo, come per esempio la RUNical, ovvero la Maratona Universitaria che vede ogni anno correre sul Ponte Bucci più di 300 persone, tra studenti, docenti e Personale UniCal, con l’obiettivo di condividere un momento di grande condivisione sociale e portare entusiasmo nel Campus”.

“Mi piace spesso definire IGeA – ci dice ancora il suo presidente Emanuele Macrì –  come una sorta di “Simulazione Aziendale”, ovvero un contesto in cui studenti e studentesse di questo Corso di Laurea hanno la possibilità di apprendere, seppur in un contesto accademico e studentesco, le dinamiche reali di un’azienda, applicando metodi e tecniche del mondo lavorativo all’organizzazione delle nostre attività. IGeA è infatti divisa in “Comitati” o “Gruppi di Lavoro”, ognuno specializzato in una specifica funzione che contribuisce al processo di organizzazione dei nostri progetti, dando appunto uno stampo fortemente aziendale alla nostra struttura organizzativa”.

A proposito dell’esperienza internazionale degli studenti nel frattempo, proprio in questi giorni, su iniziativa del Dipartimento DIMEG (Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale), con direttrice la prof.ssa Francesca Guerriero, in collaborazione del Servizio Internazionale della stessa Università, diretto dal dott. Giampiero Barbuto, sta per concludersi  presso il College di Staten Island di  New York, la seconda edizione della Scuola estiva “Summer Abroad 2024”, che vede la partecipazione di 14 studenti della Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale, accompagnati dalla prof.ssa Giusy Ambrogio, coordinatrice del corso di laurea in ingegneria gestionale, insieme al suo vice, prof. Saverino Verteramo. Una  scuola con una durata di sei settimane, le prime tre all’UniCal e le ultime tre a New York.

Un lavoro e dei risultati che avrebbero certamente incantato ed entusiasmato il neo laureato “honoris causa” in ingegneria gestionale Silvio Berlusconi, per come quel giorno si espresse durante la sua lezione dottorale nel rispondere alle domande come alle sollecitazioni che gli arrivavano dagli studenti.

Enrico Natalizio, il mago dei droni, arriva all’Unical

Enrico Natalizio, direttore del Centro di ricerca sulla robotica autonoma del Technology Innovation Institute (TII), con sede ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, arriva all’Università della Calabria.

Quello del prof. Natalizio è, in realtà, un ritorno in Calabria: I primi passi, infatti, li ha mossi proprio ad Arcavata e, grazie a una Call, l’Unical è riuscita a far tornare uno studioso di altissimo livello, che entrerà a far parte del corpo docente e manterrà l’incarico ad Abu Dhabi, in modo da favorire la rete di collaborazione di ricerca con l’Unical.

«Siamo lieti di accogliere nella nostra comunità accademica il professor Enrico Natalizio – ha dichiarato il Rettore Nicola Leone –. Le sue competenze all’avanguardia nella robotica e nell’osservazione ambientale, settori cruciali per lo sviluppo sostenibile del nostro territorio, arricchiranno ulteriormente la ricerca e la didattica del nostro ateneo. Il professor Natalizio rappresenta il perfetto connubio di competenze internazionali e amore per la propria terra d’origine».

«La sua scelta di tornare in Calabria per mettere a disposizione le sue ottime competenze di ricerca e trasferimento tecnologico – ha detto ancora – sarà un vantaggio per i nostri studenti che potranno beneficiare dei suoi insegnamenti, e per il nostro territorio dove potrà applicare le sue esperienze sullo sviluppo di grandi progetti per la difesa ambientale. Questo nuovo arrivo conferma la bontà degli sforzi che stiamo compiendo per rendere l’Unical sempre più attrattiva a livello globale. Le nostre call internazionali ci permettono di attrarre eccellenze da tutto il mondo, che scelgono di tornare in Calabria contribuendo in modo significativo alla crescita della nostra comunità».

Natalizio, dopo aver conseguito la laurea magistrale e il dottorato di ricerca in Ingegneria Informatica all’Unical, è stato ricercatore ad Atlanta (Usa), presso Inria Lille – Nord Europe (Francia), professore associato presso l’Université de technologie de Compiègne (Francia), poi professore ordinario presso l’Université de Lorraine in Francia per andare poi a dirigere il centro di ricerca robotica di Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti. Il suo nome appare nella prestigiosa Top 2% dei ricercatori con maggiore impatto, a livello mondiale, nella classifica stilata da Stanford per l’anno 2021.

Negli anni trascorsi ad Abu Dhabi, il docente ha perfezionato un sistema di osservazione e di prevenzione dei rischi ambientali con l’impiego di squadre di droni che, in una regione come la Calabria dove il dissesto idrogeologico è diffuso in modo capillare, rappresenta un problema notevole. Fino a qualche tempo fa, in dichiarazioni pubbliche, l’ingegnere riteneva poco plausibile un suo rientro in Calabria, ma il nuovo corso dell’Unical, sempre più qualificata anche sul fronte dell’innovazione e della ricerca tecnologica, lo ha convinto a sciogliere ogni dubbio proponendo la sua candidatura alla call lanciata dall’ateneo nei mesi scorsi, segno della grande attrattività ormai riconosciuta dell’Unical.

Il prof. Natalizio, infatti, ha partecipato insieme a molti altri docenti, alla call promossa dall’Unical nei mesi scorsi, parte fondamentale del piano di reclutamento di studiosi altamente qualificati dell’Università della Calabria. L’avviso era inerente a posizioni di professore di ruolo per “chiamata diretta”. A call conclusa, l’ateneo – tenuto conto delle complessive esigenze di didattica e ricerca e della qualificazione dei profili degli studiosi che hanno presentato domanda – ha individuato il docente e, dopo aver ottenuto l’approvazione del Ministero che ha riconosciuto il possesso dei requisiti di alta qualificazione necessari per la chiamata diretta, ha proceduto all’assunzione nel Consiglio di amministrazione di oggi (30 luglio 2024), con presa di servizio a fine anno presso il Dipartimento di Ingegneria informatica, modellistica, elettronica e sistemistica (Dimes). Natalizio torna così da professore nel suo stesso dipartimento che anni addietro lo vide studente del corso di laurea in ingegneria informatica. (rcs)

 

A proposito del primato Unical nel Rapporto Censis

di FRANCO BARTUCCILa notizia di questi giorni, della quale se ne parla molto e con note di apprezzamento, è  che nel rapporto Censis dell’anno 2024/2025 di valutazione dei servizi del sistema universitario italiano, l’UniCal è  stata collocata al primo posto della sezione “Grandi Università ” (20/40 mila studenti) del nostro Paese, con un punteggio di 92,2 punti complessivi, così  suddivisi per le cinque voci previsti nel sondaggio: servizi 110, borse 110, strutture 86, comunicazione e servizi digitali 94, internazionalizzazione 78, occupabilità 75

Le sezioni sono quattro: piccole università, medie, grandi e mega università con oltre 40 mila studenti. Il gruppo “Grandi Università “, nel quale è collocata l’UniCal comprende 18 Università.

La valutazione di primato per l’Unical è avvenuta grazie a un consistente finanziamento concesso dalla Regione Calabria anche alle altre università calabresi, a copertura delle borse di studio a favore degli studenti universitari meritevoli avendone diritto. Questo ha fatto sì per l’UniCal di ottenere il suo secondo massimo punteggio di 110 nel sondaggio di merito; mentre l’altro 110 è frutto di un riconoscimento che gli viene dato da sempre fin dalla prima edizione del rapporto che risale alla fine degli anni Novanta, per effetto dei servizi residenziali erogati dal centro residenziale (alloggi e mensa).

L’UniCal per effetto della sua legge istitutiva del 1968 è l’unica università italiana ad essere dotata di un Centro Residenziale, che oggi dal 2019 ne ha la responsabilità di cura e gestione, su delega del Rettore Nicola Leone, la Prorettrice, prof.ssa Patrizia Piro.

Storicamente è il caso di ricordare che tale rapporto il Censis lo ha iniziato a svolgere in collaborazione con il quotidiano “La Repubblica” alla fine degli anni Novanta e già in due edizioni dell’inizio del nuovo secolo, con Rettore il prof. Giovanni Latorre, ottenne nello stesso gruppo il primo posto con la soddisfazione dell’ambiente universitario.

Ci si augura che negli anni a venire la Regione Calabria mantenga tale contributo per le borse di studio a favore degli studenti universitari meritevoli. Lo ha fatto pure negli ultimi anni del suo mandato il presidente della Regione Mario Oliverio. Se ci si appassiona a tale sondaggio del Censis mostrando interesse per mettersi in gioco rispetto ad altre università dell’intero sistema universitario italiano, l’UniCal è nelle condizioni di competere ed ottenere il primo posto assoluto nella media generale che nell’edizione di quest’anno ha ottenuto 92,2 punti.

Si potrebbe migliorare e raggiungere un punteggio superiore avvicinandosi pure ai 110 seguendo alcuni comportamenti che andiamo a suggerire a seguire: circa gli 86 punti assegnati per le “strutture” potrebbero diventare 110 se la dirigenza dell’Ateneo credesse di più nel suo progetto iniziale.

Con il coinvolgimento delle Istituzioni regionali e locali, ma soprattutto con il supporto della Confindustria facendo una politica in sinergia e collaborazione nell’imporre alle autorità governative del Paese il rispetto della legge istitutiva dell’Unical, nel realizzare il suo campus universitario e le strutture dipartimentali, come impostati nei due progetti Gregotti e Martensson, su indicazioni date dai padri fondatori.

Come in passato sono stati cercati fondi strutturali non utilizzati dagli enti locali per opere non realizzate per costruire parte delle strutture didattiche e scientifiche (cubi) dell’U niCal, lo stesso potrebbe accadere oggi con i fondi del Pnrr, che continuano a non essere utilizzati per come evidenziano gli organi d’informazione.

Si è detto in precedenza che bisogna chiedere e pretendere il rispetto della legge istitutiva soprattutto per la realizzazione del suo Centro Residenziale, che prevedeva l’obbligo della residenzialità per almeno il 70% degli studenti iscritti, oltre che per il nucleo di docenti e non docenti.

Oggi il Centro Residenziale ha una disponibilità di 2.300 posti letto, ma ne avrebbe dovuto avere almeno ottomila, con una minima presenza di non docenti e docenti. Portare a compimento il progetto residenziale e dipartimentale, come scientifico per avere con i relativi servizi una cittadella universitaria ben disegnata dai due progetti vincitori del concorso internazionale: Gregotti e Martensson.

Progetti che oltre al complesso residenziale e dipartimentale ci hanno lasciato elaborati relativi al villaggio dello sport per attività sportive e relativi campionati a carattere locale, regionale, nazionale ed internazionale, come le universiadi; le strutture fieristiche; il parco tecnologico  ed altro ancora. Un complesso strutturale che se realizzato nel Rapporto Censis avrebbe potuto maturare per l’Unical il suo terzo 110. Non da trascurare poi il fatto che in questi due ultimi anni l’UniCal ha istituito il corso di laurea in Medicina e Chirurgia TD, nonché Scienze  Infermieristiche  per cui bisogna  predisporre  la costruzione  di strutture  adeguate  ed idonei  alla formazione  degli studenti frequentanti tali indirizzi di studio.

Circa i 94 punti ottenuti per la voce “Comunicazione e servizi digitali”, migliorato rispetto allo scorso anno, può  essere  certamente  incrementato se si riattivasse l’ufficio  stampa  costituito nel 1980, quale strumento di garanzia per la trasparenza dell’Ateneo, chiuso  nel 2014, quando l’ufficio in questione era sorto anche come forma applicativa dell’art.10 dello Statuto che parlava del diritto  dell’informazione per la comunità  universitaria e non solo. Comunicazione ed informazione istituzionale all’Unical ha fatto scuola e rappresentato in campo nazionale un buon esempio da imitare.

Un discorso approfondito meritano i 78 punti ottenuti per l’internazionalizzazione, frutto del lavoro svolto dall’apposito ufficio internazionale, diretto dal dott. Giampiero Barbuto, in collaborazione con i vari delegati del rettore all’internazionalizzazione divisi per area geografica dei Paesi, coordinati dal prof. Giancarlo Fortino, senza trascurare la fruizione dei programmi europei sulla mobilità studentesca. Un lavoro cresciuto molto negli ultimi anni che hanno portato alla stesura di vari accordi con diverse università sparse nel mondo. Se poi si aggiunge la crescente domanda di iscrizione ai dieci corsi di laurea in lingua inglese si può capire quanto sia importante perseguire questa strada. Negli ultimi tre anni si è registrata una presentazione di oltre settemila domande d’interesse per la immatricolazione a fronte di appena 250 posti, per effetto della disponibilità di residenze. Attualmente ci sono nel campus universitario di Arcavacata 1.300 studenti stranieri provenienti da 97 paesi del mondo. Basterebbe ampliare la disponibilità dei posti letto nel Centro Residenziale per avere delle condizioni più ampie di accettazione delle domande di iscrizione.

Questo contribuirebbe ad accrescere il punteggio finora dato, che potrebbe raggiungere e superare i cento punti. Una voce, questa dell’internazionalizzazione, utile in funzione del punteggio che viene assegnato alla voce “strutture”.

Infine, abbiamo la voce “occupabilità” dei laureati che ha ottenuto il punteggio più basso di 75 punti. Per l’UniCal c’è stata fin dalla nascita una particolare sensibilità verso lo stato occupazionale dei propri laureati. Con il  primo  statuto  del 1971 venivano creati  5 settori e tra di questi vi era il Settore orientamento laureati e il loro inserimento nel mondo del lavoro, il cui primo delegato fu il prof. Francesco del Monte, che durante il suo mandato fece stampare  4 numeri di un “Notiziario” UniCal, nel quale venivano inseriti gli elenchi dei laureati di tutti i corsi di laurea, con relativi dati di riferimento, ed inoltrato a livello nazionale ad Istituzioni, enti, aziende di lavoro imprenditoriale per favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro.

In questo mi piace ricordare la figura del primo rettore, prof. Beniamino Andreatta, che in un suo intervento pubblico fatto nella sede della Provincia di Cosenza ebbe a dire: «Vedo una università estesa sulle colline di Arcavacata con a valle numerose aziende, che in un crescente rapporto di collaborazione avrebbero accolto tanti giovani laureati per garantire loro uno stato occupazionale stabile».

Purtroppo per varie ragioni il progetto è rimasto tronco con tante “ferite”. Il mio sogno resta quello di Andreatta che auspicava il sorgere, insieme all’università nella sua interezza, una nuova città nella media Valle del Crati, oggi al centro di un ordine del giorno di un disegno di legge predisposto dal Consiglio regionale in forma molto riduttiva e penalizzante ai fini della realizzazione del progetto dell’UniCal.

Se il totale della media dei punti nel rapporto Censis in oggetto è di 92,2  collocando l’Unical al primo posto tra le “grandi Università”, la nuova sommatoria che si verrebbe a costituire porterebbe la nostra Università a collocarsi vicino ai 110 punti per effetto della maggiore presenza di studenti provenienti da altri Paesi del mondo.

Avrebbe una sua caratteristica ben precida di carattere ed impronta internazionale divenendo la vera “Città del Sole”, aprendo nuove prospettive non solo per l’UniCal ma per tutto il territorio dell’area e della Calabria. L’augurio è che la comunità  dell’UniCal sappia fare una buona scelta in autonomia e libertà  nella scelta del nuovo rettore che dovrà  rimanere in carica per il mandato di sei anni 2025/2031, più  che sufficienti a creare le migliori condizioni per arrivare a questa  importante meta. In ultimo va precisato che nella valutazione Censis entra in gioco la “buona accoglienza” e la storia stessa ad ogni livello della città sede della Università. E gli amministratori ne dovrebbero tenere conto a partire dalla realizzazione della “Grande Cosenza”. (fb)

Il Censis incorona l’Unical: È il miglior Ateneo d’Italia

Il miglior Ateneo d’Italia si trova in Calabria, ed è l’Università della Calabria. Parola di Censis che, nella sua classifica indica l’Università calabrese in prima posizione, superando con un punteggio finale di 92,2 le Università di Padova (89,5) e Perugia (87,7).

Un traguardo prestigioso, considerando che per due anni consecutivi l’Unical è stata in terza posizione tra le grandi università, ovvero quelle con un numero di iscritti compreso tra 20.000 e 40.000. Poi la svolta: l’Ateneo ha ottenuto il punteggio generale più alto in assoluto, consolidando non solo il primato per servizi, ma anche conquistando il gradino più alto del podio anche per le borse di studio offerte ai propri studenti, con 110 punti su 110, piazzandosi davanti anche ai mega atenei (sopra i 40.000 iscritti) come Padova, Bologna, La Sapienza di Roma.

Il primato nella categoria “borse” è stato raggiunto grazie alla ottima collaborazione con la Regione Calabria, intervenuta nel finanziamento di cui hanno beneficiato anche gli altri atenei calabresi, ben posizionati in questo parametro: Università Mediterranea di Reggio Calabria (110) e Università Magna Graecia di Catanzaro (108).

La categoria “servizi”, sul primo gradino del podio, tiene conto, invece, dei pasti erogati, dei posti e dei contributi per l’alloggio degli studenti.

Un’università, quindi, a misura di studente che garantisce posto alloggio, borse di studio, servizio mensa, contributi per favorire la mobilità internazionale, rassegne culturali, momenti di aggregazione e socialità, cinema, attività sportive negli impianti del CUS. Ne è prova anche il dato ottenuto per le “strutture”, il cui punteggio è aumentato anche nella classifica 2024, passando da 83 a 86.

La performance dell’Unical, dopo il risultato molto positivo già emerso nel recente Rapporto Almalaurea, registra un miglioramento anche sul dato occupabilità, che passa dai 70 punti del 2023 ai 75 del 2024. Il tasso di occupazione dei laureati Unical cresce, infatti, in controtendenza rispetto al dato nazionale e l’ateneo conferma la sua funzione di ascensore sociale: 3 su 4 sono i primi laureati in famiglia e la maggior parte, già ad un anno dal conseguimento del titolo, trova lavoro al Sud.

Stabile il punteggio mantenuto per l’internazionalizzazione che conferma la crescita dello scorso anno (78), mentre la voce “comunicazione e servizi digitali” fa registrare una valutazione di 94 punti.

Per il Rettore, Nicola Leone, «la posizione di vertice è frutto dell’aggiornamento continuo dell’offerta didattica, delle metodologie innovative e della ricerca scientifica di qualità, rafforzata grazie a collaborazioni internazionali e all’arrivo di studiosi di alto profilo dall’Italia e dall’estero».

«Censis riconosce, inoltre, i progressi compiuti in infrastrutture e sostenibilità – ha aggiunto – che hanno reso il campus più green, migliorato gli spazi per la didattica, le biblioteche e i laboratori. Significativo il risultato sul tasso di occupazione dei laureati, nonostante le limitazioni del contesto territoriale: strategici, in tal senso, gli investimenti in hub di innovazione e incubatori di startup. Apprezzabile anche il posizionamento nell’internazionalizzazione, promossa attraverso programmi di mobilità, che arricchiscono l’ambiente culturale del campus, e accordi per il rilascio congiunto di titoli internazionali».

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha evidenziato come «il primato conquistato dall’Unical nella classifica Censis sul sistema universitario italiano certifica l’indiscutibile qualità di una realtà accademica divenuta ormai un punto di riferimento nella formazione delle giovani generazioni, avanguardia in molte discipline nel panorama nazionale e internazionale e strumento di crescita per l’intera Calabria».

«Siamo orgogliosi di questo grande risultato raggiunto dall’Unical – ha proseguito – così come dei piazzamenti delle altre due università calabresi, ed esprimiamo le nostre congratulazioni ai tre magnifici Rettori per l’ottimo lavoro svolto fino ad oggi: Nicola Leone dell’Unical; Giuseppe Zimbalatti della Mediterranea di Reggio Calabria, e Giovanni Cuda della Magna Graecia di Catanzaro. La soddisfazione è ancora maggiore guardando nel dettaglio i parametri analizzati e premiati dal Censis».

«Il primato nella categoria ‘borse’ – ha spiegato – è stato raggiunto grazie all’ottima collaborazione instaurata con la Regione Calabria, intervenuta nel finanziamento di cui hanno beneficiato anche gli altri Atenei calabresi, ben posizionati in questo parametro: Università Mediterranea di Reggio Calabria (110) e Università Magna Graecia di Catanzaro (108)».

«Passo dopo passo, con determinazione e impegno – ha concluso – stiamo costruendo una Calabria che non è più rappresentata quale fanalino di coda nelle classifiche nazionali. Ho sempre pensato che la nostra Regione, nonostante tanti problemi, abbia anche enormi potenzialità, e finalmente stiamo imparando a sfruttarle, a valorizzarle e a raccontarle al Paese».

Soddisfazione è stata espressa, anche, dal sindaco Franz Caruso, sottolineando come l’importante traguardo raggiunto «che è sintomatico dell’ottimo stato di salute dell’Unical che, grazie all’impulso ricevuto in questi ultimi anni, ha fatto registrare questo sorprendente risultato che ne rafforza la leadership e il valore su scala nazionale».

«L’Unical – ha detto Franz Caruso – merita ampiamente questa posizione di vertice che ha costruito negli anni, potenziando la sua offerta accademica, attivando nuovi corsi di laurea al passo coi tempi e mettendo a disposizione una serie di servizi di eccellenza che hanno premiato la sua notevole potenzialità ricettiva nei confronti degli studenti».

«Siamo orgogliosi, come città capoluogo – ha concluso – di questo significativo risultato che consolida le posizioni, già di tutto rispetto, occupate in passato dall’Unical e che rafforza ancor di più la sinergia che abbiamo da tempo avviato con il nostro ateneo da quando ne abbiamo incoraggiato l’arrivo nel nostro centro storico, con l’attivazione dei corsi di infermieristica, segnando un momento epocale favorito dalla lungimiranza del Rettore Nicola Leone al quale, in questo momento di particolare soddisfazione, indirizzo le mie più vive congratulazioni». (rcs)

Gli studenti di Informatica dell’Unical primeggiano nel concorso nazionale “CyberChallenge.IT

di FRANCO BARTUCCI“CyberChallenge.It”, è il primo programma di addestramento in cybersecurity per studentesse e studenti universitari e delle scuole superiori organizzato dal Cybersecurity National Lab del Cini (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica).

Le singole università coinvolte nel progetto partecipano attivamente col personale docente allo svolgimento del percorso di selezione e formazione. Il progetto è anche una occasione per promuovere nelle scuole le discipline informatiche e, in particolare, quelle legate ai temi della sicurezza informatica.

Quest’anno al progetto hanno partecipato 43 sedi da tutta Italia comprendenti Università pubbliche e forze dell’ordine per un totale di 4112 partecipanti al percorso di addestramento. Ogni sede può avere al massimo 20 partecipanti effettivi più 5 eventuali riserve.

Il percorso si è svolto attraverso tre fasi, dal locale alla nazionale: tra febbraio e maggio 2024 si è svolta la fase di addestramento presso le varie sedi. Il programma si compone di 12 settimane di training; mentre il 29 maggio 2024 si è svolta la gara locale. 

Questa fase è consistita in una gara di tipo “Capture The Flag” (CTF) in formato Jeopardy; una tipologia di gara che comprende una serie di sfide (challenge) da risolvere, di carattere pratico della stessa tipologia di quelle affrontate durante l’addestramento. Attraverso questa gara ogni sede ha scelto i 6 partecipanti che hanno preso parte alla Gara nazionale. 

Il 4 Luglio 2024 si è svolta la finale nazionale presso il campus Itc Ilo dell’Onu a Torino. Alla competizione nazionale hanno partecipato le squadre composte da 6 studenti per ciascuna sede partecipante al progetto. Una gara organizzata in formato “attacco e difesa”: in questo formato, a ciascuna squadra è stato assegnato un sistema software da difendere e contemporaneamente di attacco verso le altre squadre. L’obiettivo è stato quello di sfruttare le vulnerabilità nei sistemi degli avversari mentre si applicano patch ai propri per prevenire attacchi. Alla fine della gara, oltre a stilare la classifica finale, le migliori otto squadre sono tenute a fare una presentazione su alcune delle vulnerabilità riscontrate, come sono state attaccate e come sono state risolte.

La squadra dell’Università della Calabria si è posizionata nella gara nazionale al settimo posto su 43 sedi partecipanti. Così l’Università della Calabria è risultata il miglior Ateneo del Sud Italia.

La notizia che attira note di apprezzamento verso il gruppo degli studenti dell’UniCal è che ha ottenuto il riconoscimento per la migliore presentazione fatta tra le otto migliori squadre classificate nella gara

Grande merito, quindi, ai sei studenti selezionati per rappresentare l’Unical nella competizione nazionale, i cui nomi riportiamo a seguire relativamente alle funzioni svolte: Simone Aiello (Amantea) è stato il leader trainante del gruppo, oltre a ricoprire i ruoli di sistemista e web security specialist, ovvero con il ruolo di esperto nella ricerca di vulnerabilità di siti in web; Luigi Arena (Fagnano Castello) esperto in crittografia; Giuseppe Barbieri (Casole Bruzio) esperto in software security, conosciuta come categoria “pwn”; Giuseppe Magliano (Palmi), esperto nello scripting e patching delle vulnerabilità; Pasquale Oliveti (Cassano Ionio) esperto in crittografia e Domenico Ricci (Lauria) esperto in web security.

«Quest’anno il team dell’Unical – ci ha detto l’ing. Francesco Blefari, uno degli istruttori – ha costruito un’infrastruttura software avanzata in grado di intercettare e bloccare il traffico di rete tramite dei tool conosciuti come “packet sniffer” e “intrusion prevention system”. Altri tool utilizzati dalla squadra dell’unical sono stati interamente sviluppati dai ragazzi del team». 

Gli studenti che hanno partecipato alla manifestazione nazionale di quest’anno “CyberChallenge.IT” sono stati preparati dagli istruttori: Ing. Francesco Blefari (software security e network security), Ing. Carmelo Felicetti (crittografia e hardware security), Ing. Francesco Aurelio Pironti (web security).

In tanti hanno fatto sentire agli studenti del concorso il loro calore e parole di intenso apprezzamento, a cominciare dal prof. Angelo Furfaro, responsabile del nodo locale del progetto, afferente al dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica (DIMES) che ha dichiarato:

«Il duro lavoro degli Ing. Blefari, Felicetti e Pironti, insieme all’impegno di tutti gli studenti di questa edizione è stato premiato dai risultati ottenuti in gara. Credo che questo rappresenti il miglior riscontro possibile. Questo deve essere considerato un punto di partenza per continuare a crescere e migliorare costantemente. Il mio team e l’intero laboratorio di Cybersecurity dell’Università della Calabria, sebbene giovane come istituzione, stanno già facendo grandi progressi in questa direzione coinvolgendo gli studenti in nuove iniziative collaborative e progetti a livello nazionale. Il Team Unical vuole puntare sempre più sui ragazzi per creare una rete di studenti appassionati di cybersecurity e migliorare di anno in anno».

Si sono complimentati inoltre il direttore del dipartimento Dimes, prof. Stefano Curcio, che ha dichiarato: «Sono lieto di congratularmi con il nostro team per il brillante piazzamento ottenuto nella CyberChallenge 2024. Questo risultato eccezionale testimonia che le competenze acquisite dai nostri studenti sono di elevato livello. Un ringraziamento particolare mi sento di rivolgerlo ai docenti tutor e al responsabile scientifico del laboratorio di Cybersecurity, Prof. Angelo Furfaro, la cui professionalità ha consentito di raggiungere un risultato così prestigioso. Il Dipartimento Dimes è orgoglioso di supportare e promuovere iniziative quali la Cyberchallenge che valorizzano il talento dei nostri giovani».

Come anche il direttore del dipartimento DeMaCS, prof. Gianluigi Greco che ci ha detto: «è grande la soddisfazione per questa affermazione che posiziona l’Unical tra le eccellenze nella cybersecurity in Italia. Un grande plauso va alle studentesse e agli studenti, per la serietà con cui hanno saputo affrontare la preparazione a questa difficile competizione nazionale. Un sentito ringraziamento, inoltre, va indirizzato al responsabile scientifico – prof. Furfaro – e ai preparatori per aver saputo progettare e realizzare un progetto formativo di eccellenza, capace di promuovere una forte sinergia tra i dipartimenti DeMaCS e Dimes».

Ancora meglio sono le parole del prof. Domenico Saccà, oggi docente emerito dell’UniCal dopo aver ricoperto le funzioni di Ordinario di ingegneria dei sistemi e informatica, nonché di Ordinario di sistemi di elaborazione delle informazioni, Decano della stessa Università ed autore di diverse pubblicazioni e progetti scientifici. Una colonna dell’UniCal nel campo dell’ingegneria, che ci racconta: «CyberChallenge.IT è un progetto del Laboratorio Nazionale di CyberSecurity del Cini (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica) che mira a scoprire e valorizzare i talenti nascosti nel campo della cyber sicurezza tra i giovani di età compresa tra 16 e 24 anni che studiano in Italia e sono interessati a formarsi come Ethical Hackers, una professionalità sempre più richiesta dalle varie organizzazioni per proteggere le proprie infrastrutture informatiche da possibili attacchi».

«Il programma include corsi di formazione – mi tiene a precisare – riservati a studenti talentuosi che, dopo aver superato diversi livelli di test, sono selezionati per partecipare a una competizione annuale tra varie università italiane, iniziata nel 2018. L’Università della Calabria partecipa all’iniziativa sin dalla seconda edizione del 2019 e, nell’edizione di quest’anno, si è classificata tra i primi otto partecipanti ed è stata la prima tra gli atenei del sud, un riconoscimento ottenuto anche nell’edizione del 2020».

«Mi congratulo – ha concluso – con tutti i nostri giovani che hanno partecipato alla competizione e ringrazio tutti i docenti che hanno supportato l’organizzazione e condotto i corsi di formazione». (fb)

Il Campus dell’Unical in festa

di FRANCO BARTUCCIPromossa dal Centro Residenziale dell’Università della Calabria, avendo come guida e delegata del rettore Nicola Leone, la prof.ssa Patrizia Piro ha preso il via la seconda edizione di “UnicalFesta”, una  kermesse con eventi, ad ingresso gratuito, di spettacoli, incontri, dibattiti ed appuntamenti sportivi per far vivere il Campus nella sua dimensione più piena. . Tra gli ospiti il programma prevede: Dario Brunori ed Eman. Per cinque giorni l’Ateneo offrirà momenti di svago, concerti, di set, rappresentazioni teatrali e occasioni di approfondimento culturale che arricchiranno l’esperienza universitaria, coinvolgendo anche tutto il territorio di riferimento.

Il primo evento in calendario si è celebrato venerdì 5 luglio, nell’area Piazza deo Popoli, sotto l’aula “Umberto Caldora” con la cerimonia di premiazione ufficiale degli Unical Games, la manifestazione che dal 10 giugno ha coinvolto l’intera comunità universitaria con tornei di cinque discipline sportive (calcio a 5, pallavolo, pallacanestro 3vs3, tennis e corsa) e cinque giochi (tiro alla fune, calcio balilla, corsa con i sacchi, e-sport e burraco).

Il secondo appuntamento è previsto per lunedì 8 luglio, alle ore 18,00, presso il Bar “La Maison Bistrot” del Quartiere Maisonnettes, con la presentazione del libro “Di fragole e illusioni. La speranza è sempre bambina” di Sonia Vivona, tecnologa del Cnr ed esperta di sostenibilità. 

Il giorno successivo, martedì 9 luglio, l’appuntamento è previsto alle ore 21,00, presso il Teatro Auditorium Unical con lo spettacolo “La guerra di Troia non si farà”, rappresentato da “AttorInCorso” e liberamente ispirato al testo di Jean Giraudoux; mentre mercoledì 10 luglio, a partire dalle ore 21,00, si ballerà sotto l’Aula Caldora grazie a “Faccio un casino – Il festino indie”.

La rassegna “UniCal Festa 2024” si chiuderà giovedì 11 luglio con Dario Brunori – che nel pomeriggio, alle ore 18,00, tornerà ancora una volta all’Unical in piazza dei Popoli, sotto l’aula “Umberto Caldora, bissando il talk che lo scorso anno ha entusiasmato il pubblico; mentre in serata alle ore 21,00, presso l’Anfiteatro UniCal di Piazza Vermicelli, vi sarà l’atteso concerto di “Eman – Tour 2024”, che attirerà certamente nella suggestiva cornice della piazza il pubblico delle grandi occasioni, con una vasta presenza di giovani studenti calabresi, nazionali ed internazionali, non trascurando il fatto che l’Università della Calabria ha una nutrita comunità di studenti provenienti da 97 paesi del mondo, che caratterizzano l’internazionalità del Centro residenziale ben gestito dal delegato del rettore, prof.ssa Patrizia Piro, che ha voluto fortemente fin dallo scorso anno questa festa. (fb)

Almalaurea premia l’Unical

di FRANCO BARTUCCIL’Agenzia nazionale che da oltre un quarto di secolo valuta e tiene sotto osservazione il sistema universitario italiano, con particolare riguardo allo stato occupazionale dei laureati, ancora una volta premia l’Università della Calabria.

L’ultimo report appena reso noto dice che l’Università della Calabria è il primo grande Ateneo d’Italia per grado di soddisfazione dei laureati.  Cresce il tasso di occupazione e l’Ateneo conferma la sua funzione di ascensore sociale: 3 su 4 sono i primi dottori in famiglia e la maggior parte lavora al Sud. 

Netta poi la valutazione sulle strutture e il corpo docente con aule adeguate, docenti apprezzati e un titolo di studio sempre più spendibile sul mercato del lavoro, anche nel Mezzogiorno. È questa la “fotografia” dell’Unical che emerge dal  26esimo Rapporto sul profilo e la condizione occupazionale dei laureati reso noto recentemente dal consorzio Almalaurea.  

Il tasso di occupazione cresce, in controtendenza rispetto al dato nazionale: la percentuale di laureati di secondo livello (magistrale biennale o a ciclo unico) che lavorano a un anno dal conseguimento del titolo sale di oltre tre punti percentuali, passando dal 65,9% al 69,1%, mentre la media nazionale è in diminuzione. La medesima tendenza si registra a cinque anni dalla laurea: l’Unical sale dall’81,3% dello scorso anno all’attuale 82%, contrariamente a quanto accade per la media del Paese che scende di 0,5%.

Tra i laureati Unical che hanno trovato occupazione, sei su dieci lavorano al Sud (+2,7% rispetto al precedente rapporto), il 28,5% al Nord, il 10,3% nel Centro, il 3,6% all’estero (+0,9%). L’ateneo si conferma importante fucina di formazione della classe dirigente meridionale, sfatando un cliché che vedrebbe la maggior parte dei laureati dell’Università della Calabria assorbita dal tessuto produttivo del Nord Italia. Da sottolineare, inoltre, l’origine sociale dei laureati del 2023 presso il campus di Rende: il 75,3% è stato il primo membro del proprio nucleo familiare ad ottenere il titolo universitario, mentre a livello nazionale il dato scende al 67,5%. Sembra quanto mai attuale, pertanto, la visione dei padri fondatori dell’Unical che sognavano un ateneo in grado di svolgere con incisività il ruolo di “ascensore sociale” per i giovani calabresi.

Nel complesso, dunque, continua ad aumentare il grado di apprezzamento espresso dai laureati: coloro che sono soddisfatti dell’esperienza di studio nell’Ateneo raggiungono il 94,4%, a fronte di una media nazionale del 90,5%. Nessuna grande università del Paese ha fatto segnare una performance migliore.

Soddisfatto il Rettore Nicola Leone che dichiara: «I dati emersi dall’indagine annuale di Almalaurea confermano il costante impegno dell’Università della Calabria nel porre lo studente al centro della propria azione. Un lavoro che trova ulteriore riconoscimento nel rapporto Censis, che colloca il nostro ateneo ai vertici della classifica nazionale anche per i servizi offerti. Dall’analisi delle risposte fornite dagli studenti si evince un’elevata valutazione per la qualità dell’offerta didattica, nonché un crescente apprezzamento per il corpo docente, obiettivo strategico perseguito attraverso il reclutamento di professori e ricercatori di alto profilo».

«La politica di potenziamento delle risorse umane – ha aggiunto – portata avanti in questi ultimi anni, ha avuto un impatto decisamente positivo sulla qualità complessiva dell’esperienza universitaria dei nostri iscritti, confermata – nei giorni scorsi –  dall’incremento del 28% delle domande di ammissione anticipata ai corsi di studio, dato in crescita per il quinto anno consecutivo».

«Spesso sentiamo ripetere – precisa il Rettore Nicola Leone – che “tanto dopo la laurea per lavorare bisogna emigrare al Nord”. È notevole come Almalaurea smentisca, con dati oggettivi, questo falso luogo comune, mostrando che la maggior parte di coloro che studiano all’Università Calabria non solo trova lavoro, ma lo trova al Sud. Il fatto che, nel confronto con le grandi università, i nostri laureati siano i più soddisfatti d’Italia ci rende orgogliosi e ci incoraggia a proseguire nell’azione di potenziamento del nostro ateneo».

Il profilo dei laureati Unical

Sono circa 4.000 i laureati nel 2023. L’età media di conseguimento del titolo è di 25,9 anni, in linea con quella nazionale pari a 25,7 anni. Nel report si precisa che su questo dato incide il ritardo nell’iscrizione al percorso universitario: non tutti i diplomati, infatti, si immatricolano subito dopo aver ottenuto il titolo di scuola secondaria superiore. Quasi la metà dei laureati termina l’università in corso, con un voto medio di 101,6 su 110. Ha compiuto un’esperienza di studio all’estero (Erasmus in primo luogo) il 6,2% dei laureati, in crescita rispetto al 4,3% dello scorso anno, mentre la metà dei laureati ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari. 

La soddisfazione per l’esperienza universitaria

Il 92,9% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l’87,5% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. In merito alle infrastrutture messe a disposizione dall’ateneo, l’84,7% dei laureati che le ha utilizzate considera le aule adeguate. Più in generale, il 94,4% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria. Tutti dati in crescita rispetto all’anno scorso (quando la soddisfazione complessiva aveva raggiunto il 93,9%) e superiori alla media nazionale.

E quanti si iscriverebbero di nuovo all’Università? Il 78,9% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo, mentre il 7,9% si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso.

La condizione occupazionale dei laureati Unical

Tra i laureati di secondo livello contattati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione sale al 69,1% (65,9% nell’ultima rilevazione), in controtendenza con il dato nazionale che scende dell’1,4%. A cinque anni di distanza l’occupazione arriva all’82% (+0,7%) e anche in questo caso la percentuale media del Paese fissata all’88,2% fa registrare, al contrario, una flessione (-0,5%). La retribuzione media a un anno dalla laurea sale da 1.268 a 1.355 euro mensili netti, a cinque anni da 1.527 a 1.616. Il 72,6% ritiene efficace la laurea conseguita un anno fa e il 62,2% utilizza in misura elevata le competenze acquisite. Tra i laureati nel 2018 i dati salgono rispettivamente al 79,7% e al 65,8%.  (fb)             

Crescono le domande d’iscrizioni all’Unical: Sono al +28%

di FRANCO BARTUCCIAumentano anche per il nuovo anno accademico, le richieste di ammissione anticipata all’UniCal (+28%). L’alta qualità dell’offerta formativa contrasta l’emigrazione e la concorrenza delle università telematiche È in costante crescita la capacità attrattiva dell’Università della Calabria. Lo testimoniano, ancora una volta, le domande di partecipazione al bando di ammissione anticipata ai corsi di laurea triennale e a ciclo unico per il 2024/2025 che fanno segnare un dato davvero considerevole: 28% di studenti in più rispetto all’anno accademico precedente, che a sua volta aveva fatto registrare un aumento del 31% sui numeri del 2022/2023. 

Segno “più” per il quinto anno consecutivo

Dopo oltre un decennio di calo degli iscritti fino al 2019/20, per il quinto anno consecutivo dall’insediamento del Rettore Nicola Leone, l’Unical migliora i suoi numeri. Lo scorso anno erano arrivate 2.252 domande di ammissione anticipata, correttamente corredate dal certificato ottenuto con il Tolc (Test on line Cisia), mentre quest’anno sono 2.873. Un aumento di ben 621 studenti, pari al 28%; mentre rispetto al 2019/20, anno di inizio dell’attuale mandato rettorale, le domande sono più che raddoppiate, con un incremento di 1.628 studenti, pari al 131% in più. Salgono le istanze di iscrizione a quasi tutti i corsi di laurea triennali e a ciclo unico che prevedono l’ammissione anticipata: tra i più richiesti Ingegneria informatica con 291 domande, Economia aziendale (189), Informatica (187), Ingegneria gestionale (185), Lettere e beni culturali e Ingegneria meccanica (151).

Unical controcorrente

Numeri in assoluta controtendenza con il quadro nazionale e, in particolare, rispetto alle drammatiche previsioni sul futuro delle università del Mezzogiorno. Basti pensare che dal 2011 al 2021 gli atenei del Sud hanno perso oltre 100 mila iscritti (dati Anvur) e che – a causa del calo demografico e dell’emigrazione – secondo l’ultimo rapporto Svimez entro il 2041 potrebbe verificarsi un ulteriore calo del 27% degli iscritti nel Meridione. E se il contrasto al possibile calo di iscritti passa anche attraverso il potenziamento dell’attrattività internazionale, è da sottolineare il dato sulle domande di studenti extra Ue che arrivano a quota 154 (con una crescita del 157% nel confronto con lo scorso anno).

Premiata la formazione di qualità e in presenza

 «Sempre più giovani scelgono l’Unical come sede di studio universitaria, – commenta il Rettore Leone – per la qualità di un’offerta formativa in costante aggiornamento e le tante opportunità offerte dal nostro campus. La crescita del 28% delle domande di ammissione anticipata, rispetto al 2023/2024, e addirittura del 131% nel confronto con il primo anno del mio mandato rettorale, ci riempie di fiducia, in attesa dei dati definitivi sulle iscrizioni che giungeranno al termine delle due successive fasi di ammissione».

Certamente meno esposte al declino demografico del Paese e ai flussi migratori negativi sono le università online, che secondo l’ultimo rapporto realizzato dall’Area Studi Mediobanca hanno fatto segnare un’enorme crescita degli iscritti negli ultimi dodici anni. «Sono convinto che la formazione delle università telematiche – commenta il Rettore – che si riceve attraverso lo schermo di un computer, senza possibilità di confronto, non sia paragonabile a quella delle università in presenza. La vera natura della formazione universitaria non può prescindere dal confronto umano, diretto e quotidiano, con i docenti e con gli altri studenti. È così, attraverso il confronto e le relazioni socio-culturali, che si forma la coscienza critica e si forgiano i protagonisti del futuro, capaci di affrontare le sfide di una società in continua evoluzione».

Ammissione standard

Chi non riuscirà ad entrare in questa prima fase in un corso di laurea triennale e a ciclo unico potrà comunque partecipare all’ammissione standard, il cui bando sarà pubblicato a fine giugno nella sezione dedicata del portale di ateneo. Per tutti i corsi sarà previsto lo svolgimento dei Tolc necessario per stilare le graduatorie per selezionare gli ammessi in caso di saturazione dei posti a bando. Ma il test è innanzitutto uno strumento di verifica del possesso di un’adeguata preparazione iniziale. L’eventuale accertamento della presenza di lacune comporterà l’assegnazione di obblighi formativi aggiuntivi (Ofa) che potranno in ogni caso essere estinti seguendo i pre-corsi erogati dall’ateneo a settembre e superando il relativo esame. I candidati che non sosterranno il Tolc saranno inseriti in coda in graduatoria con l’assegnazione del punteggio minimo al test e l’attribuzione di tutti gli obblighi formativi previsti.

Lauree magistrali

È già aperta la fase di ammissione anticipata ai corsi di laurea magistrale dell’Unical. Possono partecipare anche gli studenti che non sono ancora in possesso del titolo di accesso, ma che lo conseguiranno entro l’anno accademico 2023/2024 (prima della laurea triennale non sarà possibile sostenere esami della magistrale). L’Unical intende così garantire ai suoi studenti la piena continuità del percorso di studio, evitando i ritardi e le interruzioni che potrebbero generarsi nel passaggio da triennale a magistrale.

 L’offerta formativa è molto ampia, con 38 corsi di cui 10 erogati interamente in lingua inglese, che rafforzano la vocazione internazionale dell’Università della Calabria. Per favorire l’iscrizione di studenti europei ed extra regionali, l’accesso a tali corsi sarà regolato tramite colloqui online. (fb)

L’Università della Calabria che cambia pelle

di FRANCO BARTUCCIIl complesso ristorazione, bar e mensa, del primo nucleo residenziale (maisonnettes), collocato ai piedi dell’ampia collina di Arcavacata; il complesso residenziale da cui si è partiti nel 1973 per la nascita dell’Università della Calabria, entro il prossimo mese di luglio avrà una nuova veste. Ciò è stato reso noto l’altra sera nel corso della cerimonia inaugurale del bar, attiguo alla mensa universitaria, collocato frontalmente l’aula “Umberto Caldora”, che ha assunto una nuova veste di fresca ristrutturazione.

A tagliare il nastro, presenti numerosi giovani studenti, docenti ed impiegati della stessa Università, con a capo la direttrice generale dell’Ateneo, Giancarla Masè, sono stati il Rettore Nicola Leone, ed il Pro Rettore, con delega al Centro residenziale, Patrizia Piro. Entrambi soddisfatti per quanto stava accadendo anche in funzione del fatto che il tutto avveniva, sia la festa di inaugurazione che la ristrutturazione del bar e della mensa attigua su impegni finanziari impiegati dalla Società “Vivenda”, titolare dell’appalto del servizio di ristorazione delle mense e bar dell’UniCal.

Se il Rettore Leone nel suo intervento fatto dopo il taglio del nastro dichiarava tutta la sua soddisfazione per quanto stava accadendo ricordando il suo periodo studentesco trascorso in una delle vicine maisonnettes, quale studente residente fuori sede, che lo portava alla frequentazione del bar; altrettanto si può dire che il Pro Rettore Piro, durante il suo periodo di studio e di intrattenimento con colleghe e colleghi del corso di laurea in ingegneria frequentava il complesso residenziale dell’Ateneo di Arcavacata.

Addirittura, in qualità di delegata del rettore Latorre per l’orientamento, promosse delle iniziative che rimarranno tra le esperienze più belle vissute da giovani studenti delle scuole superiori della Regione Calabria nel Campus universitario che avevano nel bar e nella mensa i loro ritrovi di ristorazione. Era quella una iniziativa che mirava a dare un approccio di conoscenza a giovani studenti, aspiranti universitari, della vita di studio e tempo libero nell’UniCal.

Questa è storia e non si può fare a meno di ricordare che il taglio del nastro augurale per l’ingresso nell’antico bar della mensa universitaria, ristrutturato e reso più bello, per chi ha vissuto l’esperienza del  primo taglio del nastro fatto nel 1975, rappresenta momenti di grande emozione pensando al tempo e al lavoro impiegato dal Rettore Andreatta, dal direttore amministrativo Mandolfino e da tutti coloro che vi hanno contribuito a livello amministrativo e tecnico, nell’assicurare questo complesso strutturale nei tempi giusti per dare un segno visibile ai giovani e alla Calabria  della nascita dell’Università della Calabria.

Se per l’edificio Polifunzionale, progettato dall’architetto Massimo Pica Ciamarra, furono investiti 950 milioni di lire, realizzato dall’Impresa Borini di Torino; per la Mensa con il suo bar ed il complesso delle prime sette maisonnettes, progettati dall’arch. Ezio Zacchiroli, di milioni di lire ne furono investiti bel 980, avendo come ditta costruttrice la De Lieto di Roma. Le opere furono appaltate in contemporanea e i lavori ebbero inizio nei mesi di aprile/maggio 1972.

La cerimonia inaugurale del “Maison Bistrot”, come lo definiscono oggi l’antico bar, dato la situazione internazionale in cui si trova oggi l’UniCal con 1300 studenti stranieri, buona parte dei quali residenti nelle maisonnettes, ci porta a fare questa riflessione anche perché capita nel cinquantesimo anniversario dell’inizio dei corsi di laurea di lettere, lingue, filosofia, matematica, chimica e scienze naturali, per come già evidenziato nei giorni scorsi in altri servizi.

A questi momenti di allegria e felicità registrati durante la cerimonia ufficiale non mi esimia dal ricordare e pensare a quel giorno del mese di febbraio 1978 quando alcuni studenti trovarono negli attigui bagni del bar e della mensa universitaria dei volantini con sopra scritto “Primi fuochi di guerriglia”, che inneggiavano all’attentato verificatosi il 2 febbraio al Centro Meccanografico della Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania.  Una vicenda che a distanza di 46 anni ci mostra che con quell’azione inconsulta e grave si è dato il via alla conclusione di un “grande sogno” per come ci avevano consegnato i padri fondatori.

L’Università soffrì molto per quella mano inconsulta che depose nei bagni quei volantini dando il via ad un processo mediatico intenso e pesante, portando molti docenti ad abbandonarla e cosa ancora più grave, che vennero meno i finanziamenti e gli impegni politici verso la tutela del progetto nel rispetto di una legge della Repubblica Italiana, che aveva proprio nella residenzialità la caratteristica vincente ed innovativa. Ancora oggi non si conoscono gli autori di coloro che portarono quei volantini nei bagni della mensa e del bar dell’UniCal.  Se sono ancora viventi dovrebbero fare un profondo “mea culpa” per il danno arrecato a innumerevoli giovani e famiglie di questa amata Calabria, che aveva nel disegno dell’Università della Calabria una meta importante per il suo sviluppo. (fb)

Lunedì si presenta il libro “Storie luminose” di Debora Calomino

di PINO NANO – “Storie luminose” è il titolo del libro di Debora Calamino che verrà presentato oggi, lunedì 10 giugno, per iniziativa dell’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria” nella storica “Aula Caldora” del Campus calabrese.

Donne, e ancora donne di successo. Che si mettono insieme per organizzare grandi eventi culturali. È il caso dell’Associazione Internazionale Amici dell’Unical, il Campus universitario calabrese di Arcavacata. I loro nomi sono quelli di Patrizia Piro, Prorettore dell’Ateneo, Silvia Mazzuca, Presidente dell’Associazione Internazionale, la Vice Presidente Monica Lanzillotta, e la stessa Debora Colamino autrice di questo saggio sulle eccellenze universitarie.

Debora Calomino è una giornalista che si occupa di turismo e marketing territoriale. Si è laureata all’Università della Calabria in Scienze del Turismo e Valorizzazione dei sistemi turistico culturali, dove oggi è iscritta al terzo anno del Dottorato di ricerca in “Politica, Cultura e Sviluppo”. Ha vinto il Premio Giornalistico Internazionale Terre di Calabria nel 2018, Il Premio Hombres Itinerante nella sezione “Giornalismo” nel 2020, e il Premio Letterario Internazionale “Un libro amico per l’inverno”, per la categoria saggi, con “Visioni Turistiche” nel 2023.

-Debora, lei già in passato ha scritto molto di turismo e soprattutto di turismo delle radici. Oggi esce con questo suo nuovo lavoro…

«Il libro nasce dall’idea di raccontare una Calabria bella e propositiva, fatta non solo di giovani che scappano dalla loro terra, ma anche e soprattutto di gente che vuole farla fiorire, con idee spesso innovative. Si tratta di 28 storie che spaziano in diversi settori: tanto turismo, ma anche ristorazione, agricoltura, cultura, eventi, musica, narrazione sui social, artigianato e altro. Ognuno di loro ha raccontato il percorso che l’ha portato a scegliere di rimanere in Calabria (o di tornare), dispensando anche qualche consiglio per chi volesse seguire l’esempio. Le dico anche che le interviste contenute in questo volume sono state pubblicate dal 2021 al 2023 sul quotidiano Calabria Live News. Rileggendo nel tempo quelle pagine, ho pensato che sarebbe stato bello lasciare una testimonianza tangibile di questo percorso: le storie di questi giovani calabresi devono essere un esempio per le generazioni future, devono essere conosciute, divulgate, lette e rilette ancora, affinché possano territorio, dare fatta un’immagine nuova del di sogni realizzati che profumano di soddisfazione».

-Cosa l’ha spinta ad un lavoro di ricerca di questo genere?

«Vede, sono tante le storie di chi lascia la Calabria per cercare fortuna e realizzazione altrove, c’è però chi in controtendenza decide con caparbietà di credere in un futuro migliore per questa terra, investendo risorse ed energie in progetti che hanno lo scopo di far crescere il territorio e donare alla Calabria nuova linfa e opportunità. Restare spesso significa faticare il doppio, ma le soddisfazioni che si ottengono hanno un sapore diverso. In Storie luminose di una Calabria che fiorisce, una raccolta di esperienze di vita di giovani calabresi che con coraggio e lungimiranza hanno dato un’altra opportunità alla loro terra natia, restituendo l’immagine di una Calabria virtuosa e coraggiosa, che guarda al futuro con fiducia e determinazione».

-Ci sono delle storie che sembrano delle favole moderne, è tutto vero?

“Le dico solo questo, il mio è’ un libro motivazionale per certi aspetti, perché sono storie vere di chi ce l’ha fatta, di chi ogni giorno si sveglia e sa che c’è tanto da fare per far rifiorire questa terra. Da qui il titolo “Storie Luminose di una Calabria che fiorisce” e il disegno sulla copertina, realizzato a mano, un anemone che spunta da una terra fertile. Più della metà dei giovani presenti nel libro, hanno conseguito la laurea presso l’università della Calabria, un segno tangibile dell’importanza dell’ateneo per la crescita del territorio».

-Quale è l’emozione più forte che oggi le rimane dentro dopo averlo scritto?

«Il bello è che ognuno dei protagonisti di questo libro ha scelto di perseguire un sogno e tra alti e bassi, difficoltà e traguardi raggiunti, e ha puntato su un ambito che rappresenta la sua passione, in una terra che secondo la solita narrazione non offre opportunità.  Loro sono l’esempio lampante che se crediamo davvero nelle nostre potenzialità, possiamo raggiungere traguardi importanti, se gettiamo un seme di speranza in una terra apparentemente arida, i frutti che raccoglieremo saranno dolcissimi. Ecco perchè non finirò mai di dire grazie a tutti coloro che hanno creduto in me, raccontandomi le loro storie luminose, fidandosi della mia idea di narrazione positiva della Calabria».

Questo è l’elenco dei ragazzi che si solo laureati all’Università della Calabria e che sono raccontati nel saggio di Debora Calomino. Sono Flavia Medici, Laurea in Scienze Turistiche conseguita nel 2006; Danilo Verta, Laurea in Scienze Politiche conseguita nel 2014; Alessandra Scanga, Laurea in Storia dell’Arte conseguita nel 2012; Noemi Guzzo, Laurea in Teoria della Comunicazione pubblica conseguita nel 2016; Wlady Nigro, Laurea in Scienze Turistiche conseguita nel 2018; Antonio Biafora, Laurea in Scienze Turistiche  conseguita nel 2008; Luigi Orsino, Laurea in Storia e conservazione dei Beni Culturali conseguita nel 2010; Fabrizio Giuliano, Laurea in Economia Aziendale conseguita nel 2004; Mara Alessio, Laurea in Valorizzazione dei Sistemi Turistico Culturali conseguita nel 2019; Lorena Nicoletti, Laurea in Valorizzazione dei Sistemi Turistico Culturali conseguita nel 2009; Marco Carrozzino, Laurea in Scienze Turistiche conseguita nel 2019; Domenico Boi, Laurea in Economia Aziendale conseguita nel 2006; Noemi Spinetti, Laurea in Scienze della Comunicazione e Dams conseguita nel 2019; Raffaele Costabile, Laurea in Giurisprudenza.

Questi invece sono i giovani manager che oggi guidano le imprese e le aziende che hanno costruito con le proprie mani, praticamente a casa propria in Calabria. Sono Alessandra Porto, Ti Porto in Calabria; Miriam Pugliese, Nido di Seta; Maria Praino – Sara Praino- Giusy Praino, Magisa; Agnese Ferraro: Sposiamoci in Calabria; Carmine Sangineto, Accademia dell’Ancia; Ursula Basta, Fili Meridiani & Emira Digital; Francesco Pascale, Kairos ; Alessandro Fedele, Olio Alarico; Maria Teresa Boccuti, Casbah Pizzeria Rosticceria; Francesca Conocchiella, Kalà Couture; Giacomo Marinaro, Rublanum – Gulìa urbana ;Denisia Congi, San Bernardo Ricevimenti; Vincenza Runco, Panificio Cuti.

Ad aprire la cerimonia di lancio del libro sarà invece il Premio alla Carriera che il Pro Rettore Patrizia Piro e la Presidente dell’Associazione Amici dell’Unical Silvia Mazzuca, consegneranno al giornalista Franco Bartucci «per aver raccontato nella sua veste di portavoce e Capo dell’Ufficio Stampa d’Ateneo la storia dell’Università dalle origini, seguendo in prima persone le storie accademiche di almeno quattro rettori diversi, il primo dei quali Beniamino Andreatta che appena arrivato a Cosenza lo scelse come primo comunicatore del Campus». Una festa questa di lunedì per Franco Bartucci che coincide con i suoi primo 80 anni, per altro straordinariamente portati”. (pn)