La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha detto sì alla proposta avanzata dall’europarlamentare e Presidente della Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con i Paesi dell’Asia Centrale, Giusi Princi, che aveva chiesto alla Commissione la possibilità per il futuro di essere informata direttamente dai vertici europei anziché da quelli dell’Asia centrale.
Una risposta positiva che arriva direttamente da una missiva inviata dalla presidente della Commissione, in cui ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’europarlamentare calabrese, ringraziandola per il suo costante impegno e accogliendo la sua proposta.
L’On. Princi, infatti, è stata informata dall’Ambasciatore kazako Roman Vassilenko dell’incontro tenutosi a luglio tra la Presidente Von der Leyen e il Presidente della Repubblica del Kazakistan Kassym-Jomart Tokayev.
“Rimaniamo impegnati – ha scritto la Presidente von der Leyen nella lettera indirizzata all’On. Princi – a dialogare con la Delegazione per le relazioni con l’Asia centrale e con i deputati al Parlamento europeo per sostenere il Suo prezioso lavoro. Su Sua richiesta, siamo pronti a fornire aggiornamenti periodici ed esplorare le opportunità di ulteriori scambi per migliorare reciprocamente il lavoro delle nostre istituzioni. La ringrazio per la Sua iniziativa e per il Suo costante impegno a favore dei nostri obiettivi condivisi”.
Uno straordinario cambio di metodo e di prospettiva subito accolto dalla Presidente Ursula von der Leyen. Non era mai accaduto prima.
“Concordo pienamente sul fatto che il proseguimento degli scambi e della cooperazione tra le istituzioni dell’Unione europea sia essenziale per garantire solide relazioni tra l’UE e i paesi dell’Asia centrale”, ha scritto von der Leyen nella sua lettera.
“Prendo atto con soddisfazione – afferma Giusi Princi – dell’accoglimento, da parte della Presidente von der Leyen, della mia richiesta. Si tratta di un metodo nuovo, mai utilizzato prima, che consentirà di rendere il lavoro delle istituzioni europee più coordinato, fluido e flessibile. È questa l’Europa nella quale credo: un’Europa capace di dialogare in modo più diretto, di adattarsi alle esigenze del presente e di garantire una presenza istituzionale più efficace”.
La determinazione dell’eurodeputata calabrese ha permesso, ancora una volta, di muovere i muri europei, introducendo un nuovo spazio di interlocuzione e rafforzando il dialogo tra le diverse istituzioni.
Un cambio di paradigma: un iter procedurale che si evolve per rendere più fluido, coordinato e orizzontale il lavoro delle istituzioni europee. (rrm)






