26 settembre 2018 – Prenderà il via il 29 settembre, a Catanzaro, presso il Cinema teatro Comunale, la quarta edizione del Festival Nazionale del Teatro Amatoriale.
Organizzato dalla UILT (Unione Italiana Libero Teatro) in collaborazione con la sezione calabrese, il Festival prevede l’esibizione delle più prestigiose Compagnie italiane.
Gli spettacoli andranno in scena ogni sabato, fino ai primi di dicembre. Il Festival si aprirà con la messa in scena de “Il Visitatore”, spettacolo teatrale a cura de “La Betulla di Nave” di Brescia. (rcz)
CLETO: Stasera Romeo e Giulietta
5 ottobre – In scena stasera a Cleto, presso il Castello di Savuto, lo spettacolo “Romeo e Giulietta”.
L’evento fa parte del progetto “Musical Tour” dell’Associazione Teatrale G.A.L.A. (Giovani Artisti Lametini Associati).
«Il teatro, così come la cultura – ha dichiarato Roberto Panzarella, direttore artistico di G.A.L.A – non ha pause nè ferie estive, ed è per questo che continuiamo il progetto “Musical in Tour”, con sempre maggiore passione e desiderio di comunicazione al e con il pubblico».
«È per tutti noi – ha concluso il direttore artistico Panzarella – un grande onore e senso di responsabilità poter godere della magia di due borghi calabresi, pregnanti di cultura e, naturalmente, palcoscenico teatrale». (rcs)
Il reggino Marcello Fonte va a Hollywood “Dogman” candidato per l’Italia all’Oscar
26 settembre – L’attore reggino Marcello Fonte, protagonista del film “Dogman” di Matteo Garrone (vincitore della Palma d’Oro a Cannes come miglior attore) rappresenterà l’Italia agli Oscar: il film di Garrone è candidato nelle nominations della sezione “miglior film in lingua straniera” alla 91.ma edizione degli Academy Awards, che si svolgerà a Los Angeles il prossimo 24 febbraio. “Dogman” ha vinto anche 8 Nastri d’Argento, tra cui quello per il miglior film e la regia, e ha ricevuto consensi a livello internazionale. L’Italia spera così di entrare nella prestigiosa cinquina del miglior film in lingua straniera: le nominations saranno decise dai membri dell’Academy il 22 gennaio 2019.
Un altro tassello, dunque, alla straordinaria (e meritata) ascesa dell’attore di Melito Porto Salvo che torna spesso a Reggio, dove ad Archi vivono i suoi parenti, per suonare nella banda che lo ha coinvolto da ragazzino. Marcello Fonte è comunque un personaggio che conquista, per la sua semplicità, la sua schiettezza e, soprattutto, l’orgoglio con cui ostenta la sua calabresità, di cui va ampiamente fiero. Uno dei tanti protagonisti della Calabria che sanno conquistare il successo senza dimenticare, con fierezza, le proprie origini.
Fonte non sarà, però, l’unico calabrese che aspira alle nominations che apriranno le porte di Hollywood: c’è anche il regista catanzarese Alessandro Grande, selezionato per la sezione cortometraggi con il suo pluripremiato “Bismillah” a concorrere per l’Italia nella cinquina che sarà selezionata il 22 gennaio.
Il film di Garrone è stato selezionato dalla commissione dell’Anica in una lista di 21 film, tra cui figuravano, tra gli altri, “A casa tutti bene” di Gabriele Muccino, “Lazzaro felice” di Alice Rohrwacher, “Napoli velata” di Ferzan Ozpetek, “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini e “Nome di donna” di Marco Tullio Giordana.
Come, si ricorderà, al Festival di Cannes il protagonista Marcello Fonte, ha conquistato la Palma del miglior atto. Il film si ispira a una vicenda di 30 anni fa, che le cronache hanno registrato come la storia del “canaro della Magliana”: è la storia di un uomo mite che ha un rapporto di amicizia e sudditanza con un ex pugile che terrorizza un quartiere della periferia romana. Il riferimento al “canaro” è giusto per l’attività del protagonista, ambienti e situazioni sono molto diversi da quelli del fattaccio reale. (rs)
MONTEBELLO J. – Stasera “Maru a cu ‘nci capita”
22 settembre – Stasera alle 21.30 a Masella di Montebello Jonico teatro dialettale con la commedia brillante di Rocco Chinnici “Maru a cu ‘nci capita”. La regia è della Piccola Compagnia del Teatro. (rrc)
ROGHUDI – Amuri da muriri
22 settembre – In scena stasera, a Roghudi, alle 21.00, lo spettacolo teatrale “Amuri da muriri” di Angelo Latella.
Lo spettacolo, una commedia in due atti con la regia di Bruno Latella, vedrà sul palcoscenico Maria Latella, Enzo Merro ed Angelo Latella. (rrc)
SOVERATO – Aspettando Maria de Buenos Aires
23 settembre – In scena stasera, a Soverato, alle 19.00, presso il Teatro Comunale, lo spettacolo teatrale “Aspettando Maria De Buenos Aires. Omaggio ad Astor Piazzolla”.
L’evento è un appuntamento di “Settembre di Armonie d’Arte”, organizzato da Armonie d’Arte Festival.
Sul palco, la solista Maria Rosaria Sansone che sarà accompagnata da I Solisti del Teatro San Carlo di Napoli e dal danzatore Filippo Stabile. Si tratta di un viaggio nel repertorio di Astor Piazzolla, con un forte riferimento alla sua opera tango, che il Festival realizzerà il prossimo anno. (rcz)
CATANZARO – Al Marca ‘Una sera con Don Giovanni’
22 settembre – In scena stasera, alle 20.00, a Catanzaro, presso il Museo Marca, lo spettacolo “Una sera con Don Giovanni” di e con Giovanni Micelotta.
Lo spettacolo è un’appuntamento del calendiario di “Settembre di Armonie d’Arte”, organizzato da Armonie d’Arte Festival, ideato e diretto da Chiara Giordano.
“Una sera con Don Giovanni” è un divertissement di danza e parole con Emy Bianchi, Anna Macrì, e Filippo Stabile, coreografo e danzatore.
«Il leggendario seduttore – hanno commentato Settembre di Armonie d’Arte – dalle innumerevoli presenze in ogni letteratura, nella musica, nella pittura e nel cinema; ora elegante dispensatore di piacere, ora temibile rivale, fioriero di elezione o perdizione, e persino personificazione delle forze dell’amore oltre ogni legge,. Interpretazioni divertentissime, sempre segnate da ebbra e sensualità, e da un seguito come pochi personaggi fantastici nella storia. Un’icona ammaliante e inquietante ancora oggi». (rcz)
Una splendida Traviata entusiasma a Reggio in un teatro Cilea stracolmo
22 settembre – Un trionfo. E dodici minuti di applausi a fine spettacolo. La Traviata in scena ieri sera al Teatro Cilea di Reggio ha tre grandi meriti: è una superba messinscena, con protagonisti di alto livello, ha riempito totalmente il teatro in ogni ordine di posto, ha attirato una incredibile quantità di giovani. Questo significa che la Città di Reggio (ma è tutta la Calabria a chiederlo) vuole cultura e spettacoli di qualità che arricchiscono lo spirito, facendo maturare, soprattutto nei giovani, un’idea del bello che può solo portare crescita e benessere.

Una straordinaria Violetta, il soprano Laura Giordano, giovane palermitana, al suo debutto in Traviata, chiamata a sostituire Marie Pierre Roy, ha raccolto applausi a scena aperta, conquistando dal primo acuto un pubblico entusiasta. Ha grande personalità, presenza scenica, e una voce che la porterà molto lontano. Ha mostrato temperamento e mestiere, due doti inaspettate in una giovane che, comunque, ha un bel po’ di collaborazioni con importanti maestri. Di certo, è piaciuta tantissimo al pubblico reggino – che ha mostrato senza ritegno (ma obiettivamente giustificatissimo) un entusiasmo da stadio. È straordinario che Verdi, La Traviata, riescano a emozionare un pubblico non solo di melomani, ma anche e soprattutto di giovani “esploratori” della lirica, che sono usciti da teatro felici e soddisfatti, con l’idea di ritornarci.

Il cartellone di Rhegium Opera Music Festival, curato con grande perizia e tanta passione da Domenico Gatto e Renato Bonajuto è di tutto rispetto: se sarà confermato l’en-plein di ieri sera alle opere in programma (la Norma di Bellini e il Don Giovanni di Mozart) significherà che la città è matura e culturalmente pronta a saziarsi di buona musica e di eventi culturali di spessore.
Magnifica la direzione di Manuela Ranno: energica e sicura, ha elettrizzato tutto il teatro e guidato con grande professionalità i protagonisti in scena (quasi 50) dai grandi artisti, ai figuranti, fino al bel sipario coregrafico del Centro Studi Danza di Gabriella Cutrupi col fantastico solista Francesco Rodilosso. L’idea di valorizzare le risorse del territorio è vincente ed è la giusta ricompensa per tante giovani promesse che aspirano alla carriera artistica: offrire opportunità è fondamentale per far crescere professionalità e competenze nell’arte, come nelle professioni. È una bella soddisfazione vedere artisti reggini poter mostrare nel “loro” teatro talento e bravura.

E che dire dell’Orchestra e del Coro del Cilea? Da fare invidia a molti teatri: l’orchestra reggina è magnifica, mostra grandissime capacità interpretative e riesce a dare sempre il meglio di sé in qualsiasi circostanza. La guida attenta e decisa di Manuela Ranno ha confermato il talento artistico e la validità dei suoi strumentisti. E Bruno Tirotta, direttore del Coro reggino, ha dato un’ulteriore prova delle grandi capacità artistiche di questa compagine che merita grandi onori.
La messinscena di Andrea Merli ha convinto il pubblico. Ottima anche la prova di Giuseppe Talamo (Alfredo), Salvatore Grigoli (il padre di Alfredo) e di Alessio Gatto Goldstei (il Barone), ma faremmo torto a non segnalare la buona prova di Gabriella Grassi (Flora), Ilenia Morabito (Annina), Stefano Tanzillo (Gastone), Demetrio Marino, Giuseppe Zema e Marcello Siclari. Una bella serata di Verdi in una città che non finisce mai di stupire e che mostra di non essere mai sazia di cultura. Il teatro è nato da queste parti, 2700 anni fa, normale sia nel dna dei reggini, anzi non solo, di tutti i calabresi. (rs)
COSENZA – In scena U piscispada
22 settembre – In scena stasera, a Cosenza, al Teatro dell’Acquario, alle 20.30, lo spettacolo teatrale “U piscispada” di e con Barbara Bruni e Francesco Antonio Conti.
Lo spettacolo, nato come omaggio a Domenico Modugno, è composto da preziosi frammenti dove la canzone e le tradizioni popolari (Modugno, Balistreri, Profazio) abbracciano la letteratura e la storia siciliane, e non solo (Verga, Pirandello, Tomasi di Lampedusa) e dove la nota ballata del Mimmo nazionale, U Piscispada appunto, parlando dell’amore e dell’estremo sacrificio di cui sono capaci queste splendide creature del mare, diventa pretesto, paradigma, simbolo per parlare dell’amore in tutte le sue forme. (rcs)
Natuzza diventa un’opera teatrale prodotta da un suo “miracolato”, Ruggero Pegna
20 settembre – La storia della mistica di Paravati, Natuzza Evolo, venerata e amata da migliaia di calabresi e devoti in tutto il mondo, diventa un’opera teatrale di grande respiro. Per far conoscere, anche attraverso il palcoscenico, con una drammaturgia originale del musicista e compositore Francesco Perri, la figura di questa straordinaria donna, scomparsa dieci anni fa. Una mistica di Calabria che ha lasciato un segno indelebile nella devozione popolare, un vivo esempio di spiritualità e fede che non conosce confini.
La produzione non poteva che portare la firma di Ruggero Pegna, che si sente un “miracolato” di Natuzza, un altro grande calabrese del mondo dello spettacolo, il promoter che ha prodotto anche l’imponente opera musicale “Francesco de Paula”. La regia dello spettacolo, anche in questa occasione, è affidata a Marco Simeoli, tra i più apprezzati registi, autori e attori teatrali italiani, premiato al Gran Premio Internazionale di Venezia 2018 con un riconoscimento speciale.
La prima assoluta è prevista per fine maggio. La produzione teatrale, di Ruggero Pegna, è anche un segno di devozione, dopo la sua miracolosa guarigione da una terribile forma di leucemia, dovuta anche alle preghiere di Natuzza, come lui stesso ha scritto nel romanzo “Miracolo d’Amore” edito da Rubbettino.
«A dieci anni dalla scomparsa della mistica calabrese, tra le più conosciute dell’era contemporanea – afferma Francesco Perri – questo lavoro su Natuzza vuole essere un importante tributo alla sua figura e alla sua fortissima personalità e, al contempo, un progetto non solo artistico, con l’intento di unire misticismo, territorio, religiosità, valori identitari, insomma un grande messaggio di cristianità da una terra, come la Calabria, che ha vissuto intensamente la sua presenza prodigiosa, connotata da un’infinità di racconti e testimonianze popolari sui suoi doni e sulla sua immensa disponibilità ad ascoltare chiunque e a pregare per dare sollievo e conforto, in particolare a malati e bisognosi».
Natuzza vuole essere il progetto religioso conclusivo di uno speciale cammino artistico di Francesco Perri, (premiato a marzo per la migliore colonna sonora, “The Guardian of the Ice”, al Winter Film Award di New York”), partito nel 2016 con Francesco de Paula, in cui convergono le esperienze narrative precedenti ed altre tipologie di nuove rappresentazioni con molteplici sfaccettature artistiche, sinestetiche e di contaminazioni.
Il lavoro Natuzza identifica la vicenda umana e religiosa di questa “donna speciale”, mamma di cinque figli, ma anche “mamma” di tutti i suoi fedeli, personalità calabrese tra le più importanti figure mistiche del ‘900. Il lavoro avrà una duplice identità: territoriale e da esportazione, caratterizzandosi come importante veicolo di valori positivi oltre che biografici.
Natuzza è figura femminile del Sud Italia, laica che si pone come alter ego ad una visione massificante e a vocazione fortemente maschile del territorio e di un’idea dell’eroe ottocentesco. Si assiste, nel corso della sua vita, vissuta sempre nello stesso luogo, ad un totale capovolgimento della figura dell’eroe, che giungerà ad essere “verme di terra”, come lei stessa si definiva.
«Al di là della vicenda biografica, il lavoro teatrale Natuzza vuole puntare ad essere opera popolare, adatta a tutti, rappresentata nei grandi spazi oltre che nei teatri, scritta e musicata da Francesco Perri con la regia di Marco Simeoli e bravissimi attori che saranno resi noti a breve – afferma il produttore Ruggero Pegna – per rendere memoria ad una storia nuova, recente, ancora viva e fissa nei ricordi primari e personali della gente di ogni parte del mondo che l’ha conosciuta, a cominciare dal sottoscritto. Ho avuto il privilegio di incontrarla già da ragazzo e di frequentare prima la sua casa, poi la Fondazione che l’ha ospitata e dove ora sorge la grande Chiesa chiestale dalla Madonna durante un’apparizione. È’ una grande storia, innanzitutto umana, piena di messaggi di fede e speranza per tutti. La sensibilità e la bravura di Francesco ci offriranno un’opera davvero splendida, emozionante e commovente».

Natuzza, al secolo Fortunata Evolo nasce il 23 agosto 1924 a Paravati, paesino del territorio del Vibonese che rientra nel comune di Mileto, dove muore il 1º novembre 2009. Analfabeta, vive un’infanzia ed adolescenza difficilissima e diventa da subito, attraverso manifestazioni mistiche, importante riferimento della religiosità nazionale e mondiale. Si riferisce che durante il corso della sua vita si siano manifestati una serie di presunti episodi paranormali: apparizioni e colloqui con Gesù Cristo, la Madonna, angeli, santi e defunti, bilocazione, momenti di estasi e la comparsa di stimmate ed effusioni ematiche accompagnate da stati di sofferenza durante il periodo pasquale. Svariate testimonianze le attribuiscono anche il cosiddetto “dono dell’illuminazione diagnostica”, ovvero la capacità di diagnosticare con esattezza una malattia e suggerirne la cura migliore.
Per più di un cinquantennio riceve presso la sua abitazione migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, giunti a Paravati per incontrarla, nella speranza di avere notizie dall’aldilà dai propri defunti o indicazioni sulle proprie malattie. A distanza di dieci anni dalla sua scomparsa, è iniziata la causa di beatificazione. Migliaia i fedeli che si riuniscono diverse volte l’anno a Paravati nella futura Basilica dedicata alla Madonna, rifugio di tutte le anime. Centinaia i cenacoli di preghiera sorti in tutto il mondo. Oggi Natuzza è simbolo di una forte e rinnovata spiritualità religiosa al servizio dei più deboli, dei bisognosi, dei giovani. (rs)






