Corrado (M5S): I musei di Crotone e Vibo sono stati trascurati dal Mibact

Interrogazione della sen. Margherita Corrado (M5S) al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini sulla cattiva gestione dei musei di crotone e Vibo, visibilmente trascurati nei mesi estivi dal Mibact.

«Crotone e Vibo Valentia – scrive la sen. Corrado – sono state specialmente penalizzate, durante l’estate 2020, quanto ad accessibilità dei rispettivi musei archeologici statali e servizi offerti ai visitatori (nonostante l’encomiabile impegno del personale superstite), scoraggiati anziché invogliati/assecondati nel loro desiderio di goderne. L’interrogazione al ministro Franceschini al Senato si propone, perciò, di vedere chiarite ufficialmente le ragioni di quanto accaduto, nella convinzione che alcune responsabilità non siano imputabili alla pandemia – capro espiatorio abusato – ma ad una comprovata incapacità gestionale».

Dice la Corrado: «Su 17 “luoghi della cultura” calabresi in capo alla Direzione regionale Musei (ex Polo museale della Calabria), ben 12 sono infatti i musei archeologici e se la città pitagorica ne conta due, distribuiti tra l’area urbana e Capo Colonna, mentre a Vibo ne spetta uno (lo splendido “Vito Capialbi” ospitato nel castello federiciano che domina la cittadina tirrenica), significa che i capoluoghi delle due province calabresi ‘minori’ concentrano un quarto degli istituti di quel tipo nell’intera regione. Se aggiungiamo la fortezza di Le Castella nel Marchesato e il Museo diocesano di Mileto nel Vibonese, saliamo a 5 “luoghi della cultura” riconosciuti dal MiBACT su 17 totali.

«Nonostante il dato numerico complessivo non irrilevante, i tre musei archeologici hanno risentito delle difficoltà di riapertura dopo il lockdown ben oltre il lecito: Capo Colonna non ha ancora riaperto ed è stata spogliata di parte del personale ministeriale assegnatole, mentre Crotone-città e Vibo hanno stentato non poco a riavviarsi e tuttora funzionano molto sotto tono, benché gran parte delle loro criticità, oggettive, risalga più indietro del 4 marzo 2020. Tale problematica non è di sapore prettamente locale, come potrebbe sembrare, ma emblematica della condizione di abbandono in cui versano gli istituti del MiBACT non dotati di autonomia speciale, cioè, per restare ai musei statali, la larghissima maggioranza dei 560 totali.

«A Dario Franceschini, da sempre vigile e solerte quando si tratta di affrontare e risolvere le problematiche degli uffici/istituti ministeriali calabresi, si chiede innanzi tutto: “se non ravvisi nella perdurante chiusura del Museo di Capo Colonna, e di quello soltanto in tutta la Calabria, gli estremi di una immotivata interruzione di pubblico servizio della quale la Direzione generale Musei dovrebbe seriamente chiedere conto ai direttori regionale e locale, fino a valutare l’ipotesi di un’avocazione dei due Istituti da parte del neo-dirigente generale, prof. Massimo Osanna, come già richiesto pubblicamente dall’interrogante”. E in secondo luogo: “se non ritenga di dover spendere ogni energia per far sì che nei musei statali di tutto il territorio nazionale tornino al più presto ad essere garantiti i livelli minimi di servizio assicurati ai visitatori dalla specifica Carta dei servizi, anche in considerazione dell’aporia tra situazioni come quella calabrese qui descritta e gli impegni finanziari assunti dal Ministro verso i musei non statali (50 milioni), per consentire loro di superare indenni la difficile stagione, e persino nei confronti degli operatori coinvolti in mostre annullate o rinviate a causa del Covid 19”». (rp)

Auddino (M5S): Trovare sedi alternative alle scuole per le elezioni del 20-21 settembre

Il senato grillino Giuseppe Auddino del Movimento 5 Stelle ha lanciato un appello perché vengano individuate sedi alternative agli edifici scolastici per le prossime elezioni del 20 e 21 settembre. Ciò al fine di evitare interruzioni didattiche in un anno scolastico che si preannuncia di per sé difficile.

«Sollecito – ha dichiarato Auddino – vivamente anche i sindaci calabresi a verificare la possibilità di spostare i seggi per le elezioni del 20 e 21 settembre prossimi in sedi alternative rispetto alle scuole. Ciò comporterebbe, senza dubbio, una agevolazione e velocizzazione delle complesse operazioni di adeguamento necessarie a garantire la riapertura delle scuole calabresi con un livello di sicurezza tale da scongiurare il rischio di contagio nelle scuole. Lo sostengo da settimane: i comuni, soprattutto quelli più piccoli, possono trovare nei locali del municipio o in altre sedi gli spazi adeguati per costituire i seggi elettorali».
«Apprendo con piacere – continua il Senatore – che già 185 Comuni italiani hanno accolto il mio appello e hanno operato la scelta di individuare sedi extrascolastiche per lo svolgimento delle prossime elezioni. Una scelta che appare indubbiamente sensata e meritevole: l’attenzione che i Sindaci di questi Comuni hanno mostrato nei confronti della scuola per tutelare studenti e personale scolastico, ha un grande valore e costituisce un virtuoso esempio per la comunità che rappresentano. Auspico che molti altri sindaci, anche in Calabria, ascoltino questo mio accorato appello e, prendendo esempio dai colleghi, possano optare per questa scelta» conclude Auddino. (rp)

Bruno Bossio (Pd): «Gioco delle parti in Direzione PD, ecco perché voto No»

La deputata dem Enza Bruno Bossio stigmatizza la posizione della direzione del suo partito sul referendum: «Solo gioco delle parti, non partecipo alla votazione» e spiega perché ritiene di dover votare No al referendum.

«La mia scelta di votare no al referendum – dice la Bruno Bossio – esprime la volontà di contrastare una legge che crea un forte vulnus democratico e costituzionale. Una scelta di merito a prescindere da qualsiasi tipo di posizionamento nella dialettica interna al mio partito. L’andamento odierno della direzione nazionale Pd ha, comunque, ulteriormente rafforzato le mie ragioni del no al referendum. Il segretario Zingaretti ha convocato la riunione in realtà senza alcuna possibilità di contraddittorio con una decisione di merito già preconfezionata e decisa al di fuori del più importante organo di conduzione politica del partito. Come se ciò non bastasse – prosegue la deputata dem – con uno stratagemma, una sorta di bluff il voto della direzione è stato spacchettato: prima si vota la relazione del segretario e poi la parte relativa al referendum. Come se – a conti fatti – il tema del referendum potesse in qualche modo essere stralciato dal dibattito complessivo che sta impegnando il partito e fosse cosa altra rispetto all’attualità nella quale ci troviamo immersi.La misura è colma ed è per queste ragioni che coerentemente non ho partecipato alle fasi della votazione che ci sono state a conclusione della riunione di oggi, sottraendomi a un gioco delle parti di cui non condivido nulla». (rp)

L’intervista a Enza Bruno Bossio di Gianfranco Palazzolo di Radio Radicale

Siclari (FI): il Governo spieghi la distribuzione delle risorse tra Nord e Sud e il Recovery Fund

Il senatore di Forza Italia, Marco Siclari, chiede al Governo di rispondere a una interrogazione «specifica per capire come intende distribuire le risorse tra Nord e Sud, come intende utilizzare i fondi del recovery e le altre risorse comunitarie e se intende usare le risorse per colmare il divario Nord-Sud e restituire al Mezzogiorno le risorse finora dirottate su altri territori».

«Come più volte sostenuto, la c.d. questione meridionale – ha dichiarato il senatore forzista – ha natura eminentemente politica ed il divario tra il Nord ed il Sud del Paese si è acuito con oltre cinquant’anni di scelte che non hanno puntato agli investimenti nel mezzogiorno e per decenni hanno dirottato le risorse verso le regioni più progredite a scapito di quelle meridionali più arretrate, come più volte denunciato».

«L’utilizzo del recovery fund e di tutte le altre risorse comunitarie – ha spiegato Siclari – deve essere utilizzato per un piano straordinario di investimenti al Sud che serve per rilanciare l’intero sistema Paese. Il metodo di ripartizione dei fondi usato finora, basato sulla spesa storica, ha limitato e costantemente ridotto le risorse per il Sud».

«Lo Svimez  – ha proseguito il senatore di Forza Italia – ha stimato che circa 60 miliardi non siano stati utilizzati al Sud per essere impiegati nelle regioni più ricche del Paese. Non si tratta di fare la guerra tra le aree geografiche del Paese, si tratta di prendere atto che il Sud è una risorsa necessaria per l’Italia che non viene sfruttata nel suo potenziale».

«La priorità, in politica economica – ha concluso Siclari – deve essere il rilancio del Sud attraverso la sua infrastrutturazione e quindi lo sviluppo dei settori strategici quali il turismo, la produzione agroalimentare e l’artigianato che finora sono stati esclusi dai circuiti internazionali per assoluta carenza di servizi e di condizioni di trasporto e logistica». (rp)

Sapia (M5S): Sostituire chirurghi andati in pensione all’ospedale di San Giovanni in Fiore

Il deputato del Movimento 5 Stelle, Francesco Sapia, chiede all’Asp di Cosenza di avviare, al più presto, «le procedure di mobilità esterna, così come impongono le norme vigenti, per rimpiazzare i chirurghi dell’ospedale di San Giovanni in Fiore andati in pensione».

«L’ho già chiesto per le vie brevi e, poi – ha spiegato il deputato – con nota formale alla commissaria della stessa Azienda sanitaria, Cinzia Bettelini, sul presupposto che il fabbisogno di personale per il triennio 2020-2022 è già stato approvato e dunque è possibile rimpinguare l’organico della Chirurgia dell’ospedale sangiovannese, prevista nell’atto aziendale vigente, sia pure con attività ridotta».

«Mi auguro – ha continuato il parlamentare del Movimento 5 Stelle – che anche la politica locale converga su questa esigenza, rispetto a cui registro l’impegno del sindaco uscente Giuseppe Belcastro, perché la Chirurgia ospedaliera di San Giovanni in Fiore funzioni a regime e dunque si garantisca alla comunità locale questo importante presidio, cui i cittadini hanno pieno diritto. A poco servirebbero soluzioni temporanee come quella dell’utilizzo di chirurghi pendolari, peraltro non contemplata nell’atto aziendale».

«Continuerò a battermi – ha concluso Sapia – per il potenziamento e miglioramento dei servizi sanitari sui territori della Calabria, in particolare di quelli delle aree montane, che necessitano di una riorganizzazione radicale, in quanto disagiati e con risaputi, evidenti problemi di viabilità». (rp)

Ferro (FDI): A casa ancora oltre 100 boss mafiosi scarcerati

La deputata di Fratelli d’Italia e segretario Commissione Antimafia, Wanda Ferro, ha annunciato una interrogazione al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, con cui chiede conto delle ragioni dei mancati ritorni in cella dei boss scarcerati per il rischio Covid, e lo invita a trasmettere alla Commissione i dati aggiornati.

«Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica – ha spiegato la deputata – che ha avuto accesso ai dati del ministero della Giustizia,sono ancora a casa oltre 100 boss mafiosi scarcerati durante il lockdown con il pretesto Coronavirus».

«Non sono mai rientrati in carcere – ha aggiunto – nonostante il decreto del ministro Bonafede che aveva promesso di porre un freno all’ondata di scarcerazioni, boss del calibro di Pasquale Zagaria, mente finanziaria dei Casalesi, Pino Sansone, accusato della riorganizzazione di cosa nostra, ma anche il ras della mafia dei pascoli Gino Bontempo e il padrino di Caltagirone Ciccio La Rocca, e  ancora Giuseppe Libreri, Stefano Contino, Diego Guzzino».

«La permanenza a casa dei boss mafiosi per il rischio di contagio – ha proseguito la deputata e segretaria della Commissione Antimafia – appare come una ulteriore beffa nei confronti dei cittadini che credono nella capacità dello Stato di difendere la legalità, e nei confronti dei magistrati e delle forze dell’ordine che combattono quotidianamente contro la criminalità organizzata».

«È, inoltre – ha proseguito la segretaria della Commissione Antimafia Ferro – evidente l’ulteriore danno di sottrarre il personale delle forze di polizia all’attività investigativa e di controllo del territorio per dedicarlo alla sorveglianza dei boss».

Wanda Ferro, insieme ai colleghi del gruppo di Fratelli d’Italia in Commissione, Antonio Iannone e Luca Ciriani, ha ribadito, inoltre, la richiesta al presidente Nicola Morra di riprendere l’audizione del ministro Alfonso Bonafede e dell’ex capo del Dap Francesco Basentini e di invitare il suo successore Dino Petralia a riferire sui nuovi protocolli operativi di prevenzione del contatto Covid-19 negli istituti penitenziari e, più in generale, sulla gestione del sistema carcerario.  (rp)

Carè (IV): No al taglio della rappresentanza degli italiani all’estero

Il deputato di Italia Viva, Nicola Carè, è intervenuto sulla consultazione referendaria del 20 e del 21 settembre, ribando che «il taglio al numero dei parlamentari penalizzerebbe enormemente la rappresentanza degli italiani all’estero, proprio in un momento di grande crescita delle nostre collettività emigrate».

«I numeri – ha spiegato l’on. Carè – sono inoppugnabili e certificano una realtà oggettiva e sotto gli occhi di tutti. Negli ultimi quindici anni, infatti, gli italiani all’estero sono passati da 3 milioni a 6,2 milioni (dati Anagrafe Consolare). Questi dati ribadiscono la necessità di votare ‘no’ al taglio dei parlamentari. Se dovesse prevalere il ‘si’ la rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero sarebbe risibile e assolutamente insufficiente».

«Allora – ha aggiunto – è lecito domandarsi: perché non dare voce ai numerosissimi italiani all’estero e non beneficiare del loro apporto in termini sociali, culturali e di immagine? Perché recidere un rapporto che potrebbe dare un contributo significativo alla crescita del Paese? Rinunciare, inoltre, al contributo di associazioni che si prodigano nella promozione della cultura, dell’educazione, della salute, come ad esempio la ‘Nomit’, che supporta la crescita della nuova comunità italiana a Melbourne, priverebbe l’Italia di preziose risorse e importanti sinergie». 

«Per tali ragioni – ha osservato il deputato di Italia Viva – rappresenterebbe una scelta sicuramente autolesionistica ridurre il numero dei deputati da 12 a 8 ed il numero dei senatori da 6 a 4. Gli eletti nella circoscrizione estero, 8 deputati e 4 senatori, non potrebbero rappresentare adeguatamente gli oltre 6 milioni di italiani che vivono oltre confine. È un vulnus inaccettabile. Con la vittoria del ‘si’ l’Italia scenderebbe agli ultimi posti tra i paesi dell’Unione Europea in termini di rappresentanza».

«Evitiamo – ha concluso Carè – che ciò accada ed il 20 e 21 settembre votiamo ‘no’ al taglio dei parlamentari e riversiamo le nostre energie nel riformare e ammodernare il Paese. L’Italia e gli italiani all’estero sono pronti a collaborare affinché si realizzi questo progetto». (rp)

Parentela (M5S): La presidente Santelli fermi realizzazione dei parchi eolici in Calabria

Il deputato del Movimento 5 Stelle, Paolo Parentela, chiede alla presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, di fermare «la realizzazione di nuovi parchi eolici in Calabria, a partire da quello che si vorrebbe costruire tra Squillace e Borgia».

«Non si tratta – ha spiegato Parentela – di bocciare le energie rinnovabili. Qui occorre invece prestare attenzione all’ambiente e al paesaggio, con la diffusione equilibrata di altre forme di energie in grado di determinare uno sviluppo sostenibile, indispensabile alla transizione energetica. Trovo perciò assurdo che la Regione Calabria non stia tutelando il territorio dall’eolico selvaggio, che ai cittadini non dà affatto vantaggi economici».

«Ancora – ha rimarcato il parlamentare del Movimento 5 Stelle – la Calabria è sprovvista di un piano energetico regionale, non esiste una programmazione seria che privilegi il risparmio di corrente e le cosiddette comunità dell’energia, a proposito delle quali rammento il reddito energetico già sperimentato altrove grazie al nostro Movimento. Per fortuna esiste il superbonus al 110% previsto dal decreto Rilancio».

«Sollecito la Regione – ha proseguito il deputato M5S – a contribuire all’acquisto e all’installazione di impianti fotovoltaici o microeolici a servizio delle utenze domestiche. Grazie al reddito energetico si può dare un sostegno alle famiglie in difficoltà e concorrere ad abbattere le emissioni atmosferiche con l’utilizzo di fonti rinnovabili. Gli impianti eolici come quello in corso di approvazione tra Squillace e Borgia, nel Catanzarese, comportano l’apertura di strade enormi e il diffuso abbattimento di alberi, con pesanti danni per l’ambiente e il paesaggio».

«Ci preoccupano – ha concluso Parentela – quelli già approvati dalla Regione e le continue richieste di installarne altri, addirittura ben oltre i limiti minimi previsti dalle linee guida regionali, che hanno escluso i SIC dalle aree possibili ma non le ZPS e le IBA, benché individuate come le zone più importanti per l’avifauna, particolarmente colpita da queste pale». (rp)

Federica Dieni (M5S) Dissenso sulla fiducia, con lei 50 deputati grillini

Ha fatto scalpore la presa di posizione della deputata Federica Dieni (M5S) che ieri aveva contestato il ricorso alla fiducia  e oggi ha fatto emergere il dissenso ormai evidente all’interno dei pentastellati.
Martedì l’on. Dieni, dopo la presentazione di un emendamento firmato da 50 deputati grillini, aveva affermato su Facebook che «Non si risolvono le cose a colpi di fiducia. Il Parlamento non è composto da pigia bottoni e deve essere sovrano. Nessun ricatto, nessuna pressione, si va avanti! Ognuno faccia la sua parte tenendo conto dei rispettivi ruoli, le leggi devono essere discusse in parlamento. Fare un emendamento non è andare contro il governo ma è l’esercizio di una prerogativa dei parlamentari che deve essere rispettata. Tutta la mia fiducia nel presidente del Consiglio ma siamo una democrazia parlamentare, le cose si possono modificare senza che ci siano altre conseguenze».

Sempre su FB la deputata grillina ha stigmatizzato la situazione venutasi a creare: «Il governo ha posto la questione di fiducia sul decreto proroga emergenza per fare in modo che non avesse luogo una votazione su un emendamento a mia prima firma, sottoscritto da 50 deputati di maggioranza, che chiedeva di estromettere dal testo del decreto una modifica della normativa sui servizi di intelligence. A seguito di questa cosa ho preso la parola in Aula e affermato che “L’emendamento firmato da cinquanta deputati di M5S non va contro il governo né contro il presidente Conte cui confermo la mia fiducia. L’intento era di modificare una normativa che deve essere affrontata in sede parlamentare per il suo rilievo”. Non sono contenta della fiducia: non si risolvono le cose così. Le cose si risolvono in Parlamento: sarebbe stato più utile che su quell’emendamento governo si rimettesse all’Aula. Sono profondamente contrariata dalla apposizione di questa fiducia». (rp)

 

Auddino (M5S): Inserimento dei portuali in agenzia è mia iniziativa legislativa, non iter amministrativo

Il senatore del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Auddino, ha voluto precisare alcuni aspetti di carattere tecnico-legislativo riguardanti l’ingresso di tutti i portuali nella Gioia Tauro Port Agency, tra cui che per «consentire l’inserimento negli elenchi dell’Agenzia dei lavoratori in esubero di tutte le società, concessionarie e non, che operano nell’area portuale di Gioia Tauro, è stato necessario un mio diretto intervento legislativo che andasse a modificare la vecchia norma contenuta nell’articolo 4 del decreto – legge 29 dicembre 2016 n. 243 che escludeva alcune tipologie di lavoratori in esubero. Senza una modifica legislativa tutto questo non sarebbe stato possibile».

«Pertanto – ha aggiunto – è tecnicamente e giuridicamente non corretta l’affermazione contenuta nel succitato comunicato stampa, secondo la quale “tutto l’iter amministrativo promosso presso il Mit dal Commissario Straordinario” avrebbe portato di per sé all’approvazione della norma contenuta nel Decreto Agosto, all’articolo 93. Dal punto di vista giuridico, il dialogo fra le due pubbliche amministrazioni avrebbe potuto produrre, semmai, un nuovo accordo di programma, ma non un intervento legislativo che spetta al parlamentare».

«Lavoro da due anni sul porto – ha spiegato Auddino – ho contribuito ai molti successi ottenuti in questi mesi grazie ad un eccellente lavoro di squadra, condotto insieme all’ex ministro Danilo Toninelli prima e, adesso insieme al viceministro Giancarlo Cancelleri, al legislativo del Mit e all’Autorità portuale guidata dal Commissario Andrea Agostinelli. Il porto di Gioia Tauro è il fiore all’occhiello della politica attuata in questi anni dal M5S, ed è per me importante precisare tutto questo per ristabilire la verità dei fatti, nel rispetto di tutti». 

«Mi preme, inoltre, precisare – ha proseguito il senatore del Movimento 5 Stelle – che la modifica legislativa contenuta nell’articolo 93 del Decreto Agosto, non è stata inserita nel decreto tramite una procedura emendativa, per cui non si tratta di un emendamento! Certamente, avrei potuto presentare un emendamento al Decreto Agosto, a mia prima firma come ho fatto altre volte, quando il provvedimento fosse arrivato in Parlamento in fase di conversione, ma ho preferito che la mia proposta di modifica venisse inserita direttamente nel decreto agosto ed entrasse subito in vigore senza dover attendere gli ulteriori 60 giorni del termine per la conversione in legge».

«Ho scelto il percorso più rapido – ha spiegato Auddino – nell’interesse esclusivo dei lavoratori, mantenendo un rapporto costante con l’Ufficio legislativo del Mit ed il viceministro Cancelleri, lavoro che ha portato all’inserimento della mia proposta di modifica direttamente già nel Decreto Agosto. Avevo promesso a tutti i lavoratori che ce l’avremmo fatta, ed in fretta, e la promessa è stata mantenuta!». (rp)