Ferro (FDI): tavolo tecnico al Ministero del Lavoro sul futuro dei 107 lavoratori di Crotone dell’azienda Abramo

La deputata di Fratelli d’Italia, Wanda Ferro, ha chiesto di «aprire un tavolo tecnico presso il ministero del Lavoro per occuparsi del destino di 107 lavoratori del sito industriale di Crotone della società ‘Abramo Customer Care’, impegnati nella gestione della commessa ‘Roma Capitale’ aggiudicata alla società di servizi ‘Consorzio Leonardo».

«Essendo stato comunicato – ha spiegato la deputata – l’avvio della procedura di licenziamento, è necessario assicurarsi che il nuovo appaltatore applichi le clausole sociali, assorbendo i lavoratori che hanno lavorato in questi anni alla commessa e mantenendo l’attività a Crotone, nel rispetto del criterio di territorialità».

«Ancor di più, in un momento di crisi come questo del post-covid – ha concluso la parlamentare di Fratelli d’Italia – deve essere prioritario salvaguardare più di cento posti di lavoro, che questa parte del territorio calabrese non può permettersi di perdere. Per questo chiediamo che il governo attivi immediatamente un tavolo di crisi che coinvolga le aziende e i sindacati». (rp)

D’Ippolito (M5S): Parchi, lavoriamo tutti per valorizzarne ricchezza e funzione di sviluppo

Giuseppe d’Ippolito, deputato del Movimento 5 Stelle e segretario della Commissione Ambiente, ha rilanciato l’importanza dei Parchi, ribadendo il «dovere di convergere per la completa salvaguardia della biodiversità, posto che nei Parchi nazionali si trova larga parte degli ecosistemi essenziali alla vita delle 56mila specie presenti in Italia, che rappresentano un primato in Europa».

Il deputato, infatti, ha partecipato all’inaugurazione del Centro visite del Parco nazionale dell’Aspromonte, insieme al presidente dello stesso Parco, Leo Autelitano, il vicepresidente della Regione Calabria, Nino Spirlì e l’assessore regionale all’Ambiente, Sergio De Caprio.

«Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, sta impegnandosi – ha proseguito il parlamentare – perché l’Italia diventi un Paese-Parco. Si tratta di un sogno possibile, che ci spinge a un più convinto impegno, mantenendo la sinergia tra i diversi livelli istituzionali, nei settori considerati vulnerabili ai cambiamenti climatici, intanto biodiversità, acqua, agricoltura, infrastrutture, energia, rischio idrogeologico, nonché a interventi mirati e lungimiranti in tema di discariche e depurazione, per esempio con maggiori poteri ai commissari, a incentivare campagne di informazione e a collaborare con il Comitato interministeriale per sulla programmazione economica e dello sviluppo sostenibile, che partirà dal prossimo gennaio».

«Bisogna altresì ricordare – ha rimarcato l’esponente M5S – che il governo punta sulle Zone Economiche Ambientali con sovvenzioni, fiscalità agevolata e aiuti per le imprese che operino nei confini dei Parchi. Oggi ci sono le condizioni per sostenere le imprese medie e piccole attive nel campo della tutela della biodiversità e dello sviluppo sostenibile, con centinaia di milioni dedicati e con strumenti concreti».

«Da tempo ho presentato una moderna proposta di legge per trasformare in Parco nazionale il Parco regionale delle Valli Cupe. In quanto al Parco nazionale dell’Aspromonte – ha concluso D’Ippolito – auspico che si completi e preservi la rete sentieristica, insisto sull’adesione al progetto nazionale Sentiero dei Parchi e sulla promozione e creazione di una rete di condivisioni con gli altri Parchi nazionali presenti in Calabria. Come sempre, su questi obiettivi offro la massima disponibilità a collaborare fattivamente». (rp)

Torromino (FI): Interrogazione sulla crisi della società Abramo Customer Care

Il deputato di Forza Italia, Sergio Torromino, in merito alla situazione di precarietà in cui vivono i lavoratori della Abramo Customer Care, ha annunciato che «è già stato avviato l’iter parlamentare per interrogare la Consip ed il Comune di Roma, nei prossimi giorni, ad apertura delle aule parlamentari, verrà calendarizzata una interrogazione in commissione attività produttiva, quella competente e di cui faccio parte, per addivenire ad una soluzione che possa salvaguardare i livelli occupazionali del nostro territorio».

La società di call center, infatti, che dà lavoro a centinaia di addetti, «da troppo tempo vive in uno stato di incertezza con la conseguente agitazione che regna tra i lavoratori»: «l’ultima, oggi – ha spiegato il parlamentare Torromino –, in cui si paventano i licenziamenti di 107 dipendenti per una mancata applicazione della clausola sociale, il che è inaccettabile soprattutto perché a emettere il bando è stato un Ente  pubblico».

«Mentre qualcuno – ha aggiunto – cercando le luci della ribalta nel marasma di una campagna elettorale, sfruttando l’occasione per ripristinare agli occhi dei cittadini una verginità persa da troppo tempo, io in qualità di deputato della Repubblica Italiana già nei primi giorni di agosto ho incontrato il referente regionale della Cisl, Francesco Canino per maggiori delucidazioni sulle problematiche specifiche dei 107 lavoratori e sulla situazione generale che vede coinvolti tutti i dipendenti della Abramo».

«In questo momento, così come lo sono sempre stato – ha proseguito Torromino – sono vicino ai lavoratori della Abramo Customer Care garantendo il massimo impegno, mi batterò insieme a loro affinché non un solo posto di lavoro vada perduto».

«Rinnovo l’apertura verso la società stessa e le sigle sindacali – ha concluso il parlamentare forzista – per cercare insieme, ognuno per la propria competenza, quelle che possono essere le strategia da mettere in campo, con il supporto della regione Calabria e del Parlamento». (rp)

Carè (IV): Col sì al referendum Italia agli ultimi posti in Europa per rappresentanza

Secondo l’on. Nicola Carè (Italia Viva) «Il referendum del 20 e 21 settembre sulla riduzione del numero dei parlamentari impone di sottoporre all’opinione pubblica alcune riflessioni che portano ragionevolmente a sostenere le ragioni del ‘no. Innanzitutto – spiega – non reputo corretto far credere ai cittadini, in maniera riduttiva e semplicistica, che con la vittoria del ‘si’ l’Italia si allineerebbe ai Paesi dell’UE e scenderebbe al quinto posto per numero di parlamentari. Quest’analisi è monca, superficiale e alquanto approssimativa in quanto, se è vero che l’Italia scenderebbe al quinto posto per numero di eletti nelle due Camere, è altrettanto vero che scivolerebbe molto giù per quanto riguarda la rappresentanza. Un vulnus inaccettabile. È quest’ultimo il dato che fa seriamente riflettere. Il nostro Paese è, infatti, attualmente al 24esimo posto nella graduatoria delle Camere Basse con un deputato ogni 100mila abitanti. Oggi ogni deputato viene scelto esattamente da 96.006 cittadini, ogni senatore da 189.424. Con la riduzione dei parlamentari ogni deputato rappresenterebbe 150mila italiani, un senatore 300mila; proporzione ben più alta rispetto alla media europea. Senza tralasciare che il taglio dei parlamentari lascerebbe immutate le problematiche relative al bicameralismo perfetto».

«In caso di vittoria del ‘si’, quindi, risulterebbe pregiudicata – aggiunge l’on. Carè – non solo la rappresentanza democratica per i cittadini che vivono nei confini nazionali, ma anche e soprattutto quella dei tantissimi italiani che vivono all’estero (oltre sei milioni). Questi ultimi, infatti, sarebbero pressoché privati di una loro rappresentanza, non potrebbero far sentire la loro voce e l’Italia rinuncerebbe all’apporto imprescindibile di suoi connazionali di seconda, terza e quarta generazione e di numerose istituzioni e centri di cultura che hanno dato un prezioso contributo in questi anni alla crescita del Paese. Votare ‘no’ significa invece impedire – precisa l’On. Carè – l’impoverimento delle istituzioni repubblicane e delle nostre libertà fondamentali e aprire la strada all’attuazione delle riforme, quelle vere, che sono necessarie alla crescita del Paese. Basta demagogia e populismo, occorrono scelte concrete – conclude l’On. Carè – che possono aiutare le famiglie italiane e le imprese e rilanciare l’Italia nel panorama internazionale». (rp)

Cannizzaro (FI) contesta i dati degli aiuti dello Stato diffusi da Falcomatà

Il deputato di Forza Italia, Francesco Cannizzaro, ha dichiarato che i «dati ufficiali del Parlamento smascherano l’ultima grande bugia di Giuseppe Falcomatà».

Il sindaco di Reggio, infatti, aveva annunciato, grazie ai 200 milioni del Decreto Agosto, la salvezza finanziaria del Comune e, Cannizzaro, in quanto componente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, ha approfondito la questione con gli atti parlamentari, scoprendo, così, che il sindaco ha «millantato, per l’ennesima volta – ha dichiarato Cannizzaro – un mare di falsità alla città: le carte lo sbugiardano».

«Falcomatà ha definito ‘emendamento salva Reggio’ – ha proseguito il deputato di Forza Italia – un articolo del decreto che in realtà non è per la nostra città, ma è un aiuto per tutti i comuni in grave deficit strutturale. L’emendamento non estingue il debito con denaro a fondo perduto, i 200 milioni non sono per Reggio ma per tutti i Comuni in pre-dissesto e ripartiti secondo un decreto ancora non emanato dal Ministero. Giova, inoltre, ricordare che la commissione prefettizia che ha retto il Comune di Reggio Calabria prima che Falcomatà si insediasse, ha lasciato una situazione economica certificata da Ministero e Corte dei Conti con un disavanzo pari a 110.918.410,00».

«Il comune, guidato da Falcomatà negli anni successivi – ha aggiunto – ha ricevuto anticipazioni di liquidità per sostenere il deficit strutturale pari a 258.837.831,63 oltre che un prestito regionale per servizi obbligatori pari a 64.974.388,27; quindi facendo due conti mi chiedo come si fa ad arrivare da 110 milioni agli attuali 400 milioni di disavanzò se in questi anni il Comune ha ricevuto circa 310 milioni di liquidità: una voragine di  milioni dilapidata da quest’Amministrazione non si sa come».

«Evidentemente Il mago Falcomatà , come Udinì – ha concluso Cannizzaro – avrà fatto qualche magia sui conti del Comune? Oppure, c’è qualcuno che lo boicotta anche sui conti?». (rp)

Carè (IV): riapertura in sicurezza delle scuole priorità assoluta

Per il deputato di Italia Viva, Nicola Carè, «la riapertura in sicurezza delle scuole è, in questo momento, la priorità assoluta per il nostro Paese».

«Ridare la giusta tranquillità alle famiglie italiane e, contestualmente – ha aggiunto – ripristinare il ruolo insostituibile della scuola, quale luogo di formazione, aggregazione sociale e culturale, sono delle necessità irrinunciabili che non possono generare contrasti tra le parti politiche, ma solo univocità di intenti».

«Tra le misure di sicurezza che si stanno adottando per favorire il rientro in sicurezza tra i banchi degli studenti – ha sottolineato il deputato – è opportuno sottolineare l’ottimo riscontro dei test sierologici ai quali si sta sottoponendo con grande disponibilità e partecipazione il personale scolastico, sia esso docente che Ata. In questo percorso è opportuno segnalare anche il ruolo fondamentale dei medici di famiglia che si stanno prodigando in tutta Italia con spirito di servizio, come peraltro avvenuto durante tutto il periodo della pandemia, per l’esecuzione dei test sierologici». 

«L’auspicio – ha concluso l’on. Carè – è che il governo lavori incessantemente per garantire tutte le condizioni di sicurezza in quanto dalle scuole deve partire un segnale di rinascita e ripresa per tutto il Paese». (rp)

Ripartenza Scuole, Granato (M5S) scrive ai sindaci del catanzarese e al presidente della Provincia

La senatrice del Movimento 5 Stelle, Bianca Laura Granato, per favorire la riapertura delle Scuole in presenza e in sicurezza – prevista in Calabria per il 24 settembre – ha scritto ai sindaci del catanzarese e al presidente della Provincia, Sergio Abramo, chiedendo quali soluzioni siano state individuate rispetto alle necessità di spazi didattici rilevate dal ministero dell’Istruzione e dichiarandosi disponibile a collaborare come parlamentare della VII commissione del Senato.

«La riapertura delle scuole a settembre – ha evidenziato la senatrice del Movimento 5 Stelle – è un obiettivo primario condiviso da tutto il governo e costituisce una priorità assoluta che richiede la convergenza di tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Il ruolo dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane è centrale e strategico in questa fase e prezioso è, senza dubbio, il lavoro svolto anche nell’ambito dei Tavoli regionali e delle Conferenze dei servizi, definiti a livello locale per reperire spazi ulteriori al fine di garantire il distanziamento richiesto dal Comitato tecnico-scientifico».

«Il governo – ha proseguito la parlamentare – ha stanziato finora importanti risorse per gli enti locali, a cominciare dai 330 milioni destinati all’edilizia cosiddetta “leggera”, per adeguare ed adattare gli ambienti alle esigenze imposte dall’emergenza Covid, più i 30 milioni aggiuntivi previsti dal decreto Rilancio e destinati a tutte le Province e Città metropolitane, nonché ai Comuni con popolazione scolastica superiore alle 10.000 unità».

«Con la recente pubblicazione del decreto legge cd. Agosto, sono stati assegnati agli enti locali – ha ricordato la Granato – ulteriori 70 milioni per il fitto di immobili o anche per il noleggio o l’acquisto di strutture modulari temporanee ad uso scolastico, per cui sul sito del ministero dell’Istruzione è attivo dallo scorso 19 agosto il relativo bando».

«Tutte queste misure – ha concluso la senatrice – sono state rafforzate dai poteri commissariali riconosciuti con il dl “Scuola” 22/2020, art. 7-ter, ai sindaci ed ai presidenti di Provincia, proprio su sollecitazione di ANCI e UPI, con la previsione di importanti semplificazioni nelle procedure di affidamento e di acquisizione di pareri». (rp)

Auddino (M5S): Porto di Gioia Tauro, 50 lavoratori in esubero saranno inseriti in Agenzia Portuale

È un traguardo importante, l’inserimento in Agenzia Portuale di circa 50 ex lavoratori in esubero, ex art. 16 ed ex art. 18 al Porto di Gioia Tauro.

Soddisfatto il senatore del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Auddino che, insieme alla deputata Enza Bruno Bossio e al ministro alle Infrastrutture, Paola De Micheli, si è speso per il raggiungimento di quello che il Commissario straordinario dell’Autorità Portuale, Andrea Agostinelli, ha definito un «importante risultato che vede il riconoscimento di categorie lavorative, fino ad oggi, non rientranti nelle disposizioni normative poste alla base della istituzione dell’Agenzia portuale».

«Abbiamo proposto e sostenuto  – ha dichiarato il Commissario Agostinelli – l’emendamento che consentirà l’inserimento in Agenzia dei lavoratori in esubero delle imprese e dei terminalisti del porto Siamo, pertanto, soddisfatti di poter inserire tutti quei lavoratori con qualifiche e aspettative lavorative che ne consentiranno il loro reimpiego professionale, naturalmente nell’ambito del processo di rilancio delle attività produttive attualmente in corso».

«Sono veramente soddisfatto – ha dichiarato il senatore Auddino – la mia modifica normativa dell’articolo 4 del Dl n. 243 del 2016, inserita nel decreto agosto, permetterà a tutti i lavoratori in esubero di essere inseriti in Agenzia. Un grande risultato raggiunto, reso possibile dal gran lavoro che ho fatto in questi mesi, insieme all’ufficio legislativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti».

«L’ho sempre detto e sostenuto – ha concluso Auddino – i lavoratori son tutti uguali».

Per poter immettere gli ex lavoratori alla Port Agency, si sono riuniti, nella sala Comitato dell’Ente, i rappresentanti delle Organizzazione sindacali (Fit-Cisl e Fit-Cgil), l’avv. Sabina Pizzuto, in rappresentanza dei lavoratori, il commissario straordinario dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, Andrea Agostinelli, il responsabile dell’Ufficio Legale dell’Ente, Simona Scarcella, e l’amministratore unico della Agenzia Portuale, Cinzia Nava.

Sarà proprio la Nava a procedere alla verifica e all’iscrizione dei relativi documenti, per poi definire, nell’arco di poche settimane, l’immissione dei lavoratori negli elenchi della Port Agency. (rp)

Carè (IV): Superbonus misura significativa anche per gli italiani all’estero

Per il deputato di Italia Viva, Nicola Carè, il superbonus è una misura significativa per tutti i cittadini, in particolare per i residenti all’estero, che potranno usufruire di un incremento al 110% della agevolazione fiscale per tutte le ristrutturazioni che effettueranno entro il 31 dicembre 2021.

«Ricordiamo che il superbonus 110% – ha spiegato Carè – è diretto a sostenere le spese relative ad alcuni specifici interventi finalizzati alla riqualificazione energetica e alla adozione di misure antisismiche degli edifici. Penso soprattutto ai nostri borghi; proteggerli e curarli è condizione essenziale per mantenere intatta la loro bellezza e promuovere il turismo di ritorno, rendendo sempre più solido il legame che gli italiani all’estero hanno con le loro radici».

«Il Ministero dello Sviluppo Economico ha, anche per questo, nel Decreto Rilancio – ha aggiunto il deputato di Italia Viva – definito le agevolazioni fiscali per riqualificare le abitazioni, stabilendo  i documenti da inviare all’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Un’importante novità è, in particolare, rappresentata per i tanti iscritti Aire che, non usufruendo di detrazione in quanto non producono redditi in Italia, possono avere uno sconto in fattura dal fornitore di beni e servizi utilizzati o di una cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante». 

«Recuperare e riqualificare il patrimonio edilizio e rispettare l’ambiente – ha concluso l’on. Carè – rappresentano obiettivi che, in tale provvedimento, si coniugano alla perfezione con le esigenze e i bisogni dei cittadini». (rp)

Carè (IV): Il Ponte sullo Stretto rilancia il turismo e l’ingegneria italiana nel mondo

Il deputato di Italia Viva, Nicola Carè, è favorevole alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, ribadendo, tuttavia, che «non si contrappone alle altre infrastrutture necessarie per agevolare gli investimenti e favorire lo sviluppo economico e sociale della Calabria e della Sicilia, ma si integra alla perfezione con le stesse».

«Tra queste – ha aggiunto – la realizzazione dell’alta velocità, l’elettrificazione della tratta ferroviaria jonica, lo sviluppo del sistema aeroportuale ed il miglioramento delle vie di comunicazione interne. Tali interventi hanno un unico obiettivo: favorire la mobilità dei cittadini, agevolare gli investimenti e generare nuova ricchezza».

Per l’on. Carè, infatti, il «Ponte sullo Stretto è un’opera di straordinaria rilevanza e contribuirebbe a rilanciare l’immagine dell’Italia nel mondo»: infatti, non avrebbe solo «notevoli ricadute dal punto di vista economico e occupazionale», ma agevolerebbe anche i collegamenti tra la Sicilia e la Calabria, e «rilancerebbe il settore del turismo nelle due regioni».

Non per ultimo, il deputato di Italia Viva ha sottolineato come tale infrastruttura sarebbe importante anche per l’ingegneria italiana, riportando quanto dichiarato da Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri: «il Ponte sullo Stretto è realizzabile anche nell’immediato e avrebbe un’iconicità molto forte nel rilanciare l’ingegneria italiana», invitando a un’attenta e approfondita riflessione sull’importanza di costruire la nuova infrastruttura. 

«Le grandi opere – ha concluso Carè – devono realizzarsi nel Mezzogiorno come è accaduto nel resto del Paese». (rp)