Aumento contagi, Auddino (M5S): sindaco di Locri faccia squadra con le istituzioni presenti

Il senatore del Movimento 5 StelleGiuseppe Auddino, si è rivolto al sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, evidenziando come «dovrebbe collaborare con tutte le Istituzioni presenti sul territorio invece di perdere tempo in inutili e sterili polemiche».

«Se un amministratore – ha proseguito – agisce così appartiene a quella vecchia politica, ormai superata, che non mi interessa: io mi confronto e continuerò a confrontarmi quotidianamente con quegli amministratori, e sono tanti, che sentono la necessità concreta a fare squadra al di là dei colori politici ed hanno autentica passione politica, indispensabile per portare benefici tangibili ai cittadini».

«È vero – ha continuato il senatore – ho cercato di portare i tamponi molecolari e continuerò nella mia battaglia, ma intanto ho portato i tamponi rapidi all’ospedale l’anno scorso, in piena pandemia. Sto lavorando con l’Associazione Angela Serra per riqualificare l’intero reparto di oncologia dell’ospedale. Il sindaco cosa fa? Si preoccupa della brusca impennata dei contagi a Locri ma, invece di polemizzare con il sottoscritto, non pensa di interloquire con il commissario ad Acta per la Sanità calabrese, il presidente Occhiuto, che appartiene alla sua stessa coalizione?».

«Si attivi presso l’Asp e il Commissario Gianluigi Scaffidi, il Presidente della Regione, la Giunta e i consiglieri regionali di maggioranza neoeletti, e mi aiuti a portare i tamponi molecolari a Locri come ho fatto per i test rapidi, invece di attaccare il sottoscritto o di lamentarsi con il mondo intero».

«La pandemia e i problemi economici che ne derivano in questa nuova ondata – ha evidenziato il parlamentare – non ci danno tempo per lamentarci. Dobbiamo agire e lavorare con impegno e unità. Chi non sa fare questo necessario lavoro di squadra farebbe meglio a stare zitto, per rispetto di chi lavora e per rispetto di quei cittadini, dei medici e degli infermieri che lavorano fra mille incombenze per erogare servizi sanitari ai malati pur tra tante difficoltà. Invece di preoccuparsi della ricaduta di Locri On Ice e della megadiscoteca notturna sull’aumento dei contagi cittadini in piena pandemia e delle relative misure anti-Covid predisponendo i necessari controlli, pensa a polemizzare con il sottoscritto».

«Abbaiare alla luna non serve – ha concluso – un amministratore ha il dovere di lavorare insieme a tutte le Istituzioni presenti sul territorio nell’esclusivo interesse dei cittadini, non di attaccare i parlamentari per meri scopi politici». (rp)

L’OPINIONE / Sangregorio (Usei): La decadenza del sen. Adriano Cario

Riceviamo dal deputato Eugenio Sangregorio (eletto nella circoscrizione Estero) una sua nota a proposito della decadenza del sen. Adriano Cario votata dalla Giunta delle elezioni e della Immunità Parlamentari del Senato.

«Abbiamo letto e riletto con la dovuta attenzione la Relazione della Giunta delle Elezioni e delle Immunità Parlamentari del Senato – comunicata alla Presidenza il 25 novembre 2021 – della relatrice Senatrice Grazia D’Angelo, sulla contestata elezione del senatore Adriano Cario e senza alcun dubbio possiamo affermare che la stessa è condivisibile nelle meotivazioni e conclusioni.

In effetti la relatrice D’Angelo con precise e puntuali argomentazioni, ha proposto alla stessa Giunta ed all’Aula del Senato, la convalida dell’elezione del senatore Adriano Cario, sul presupposto dell’infondatezza di quanto denunciato dal candidato del PD Fabio Porta con il suo ricorso.

Preliminarmente ha rilevato la “manifesta tardività del ricorso presentato il 16 Aprile 2018” ed in effetti ha ragione nel dichiararlo tardivo, poiché il legislatore, anche al fine di contemperare tutti gli interessi in conflitto, ha inteso dare rilievo al principio di certezza dei rapporti in materia elettorale, prevedendo rigorosi termini di decadenza entro i quali gli atti vanno posti in contestazione, decorso inutilmente i quali, i risultati elettorali diventano inattaccabili, essendo, tra l’altro, irrilevante la circostanza che il soggetto leso abbia percepito tardivamente la sussitenza di specifici vizi delle operazioni elettorali.

Nel merito la relatrice afferma che “è stata effettuata una complessa ed articolata istruttoria svolta dalla Giunta, anche tramite un Comitato appositamente istituito”, e che “le verifiche calligafiche – come accertate a campione dal consulente tecnico incaricato dal Tribunale di Roma hanno riguardato solo cinque sezioni sul totale generale delle sezioni – non sono e non possono essere considerate rappresentative di tutte le sezioni elettorali come pretenderebbe il candidato Porta e così ottenere l’annullamento dell’86,7% delle preferenze ottenute dal senatore Cario, ossia l’anullamento di ben 13.316 voti”.

Si è trattato, quindi, di “verifiche compiute su una ridottissima quantità di schede (per un totale di 375) rispetto alla ben superiore quantità complessiva di tutte le cento sezioni del Consolato di Buenos Aires, per un totale di 70.662 schede delle quali 21.972 espresse con la preferenza per Cario”.

La relatrice continua con la sua relazione evidenziando un’importante circostanza: “…si può ricavare che anomalie nelle percentuali elevate di voto non riguardano solo il senatore resistente nell’area dell’Argentina (Cario), ma lo stesso candidato Porta che ha registrato analoghe, elevate percentuali nell’area del Brasile e cioè il 61,65% del totale dei voti riportati dalla lista Partito Democratico”.

Si apprende, quindi che lo stesso Fabio Porta – che adombra dubbi con gravi affermazioni sugli elevati consensi ottenuti dall’avversario politico Cario – ha riportato una percentuale altissima di preferenze (61,65%) del totale dei voti riportati dal lista del PD, senza che però ciò desti meraviglia per alcuno!

La cosa che però sorprende e fa pensare, è l’intervento della relatrice senatrice D’Angelo nella seduta della Giunta delle Elezioni del 16 dicembre scorso, per l’individuazione del senatore subentrante nella Circoscrizione estero, allorquando dice: “nel concordare con le osservazioni del correlatore (senatore Cucca), rileva che l’ordine del giorno approvato dall’Assemblea contiene nelle premesse tutte le motivazioni a sostegno della proposta di individuare Fabio Porta come candidato subentrante. La Giunta pertanto è chiamata a un mero accertamento, anche in virtù dei precedenti richiamati” , votando, pertanto, a favore della loro proposta (relatori D’angelo e Cucca) sull’attribuzione del seggio vacante al candidato Fabio Porta.

Alla luce di quanto sopra detto, sorge spontanea una domanda: ma tutte quelle valide ragioni e fondate motivazioni che la relatrice D’Angelo aveva espresso nella Relazione comunicata alla Presidenza il 25 novembre scorso e che l’avevano indotta ad escludere l’attribuzione del seggio vacante al candidato Fabio Porta, e quindi al Partito Democratico, oggi come devono essere considerate?

In così breve tempo cosa ha spinto la senatrice D’angelo a cambiare opinione sul tema?

Forse Oscar Wilde quando dice che “la coerenza è degli sciocchi”?

Ai lettori la valutazione in merito a questa coinvolgente novela  e l’ardua risposta alla domanda posta!» (rp)

Sacal, d’Ippolito (M5S) a Occhiuto: aprire confronto politico su futuro della società

Il deputato del Movimento 5 StelleGiuseppe d’Ippolito, si è rivolto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, evidenziando come sia necessario, per quanto riguarda la Sacal, «cambiare i vertici, tutelare gli stagionali e aprire un confronto politico sul futuro della società».

Per il parlamentare, infatti, «va messa da parte quella cattiva gestione che ha determinato pesanti sanzioni nei confronti dell’azienda, per aver tenuto a casa i lavoratori stagionali ed esternalizzato i servizi aeroportuali di loro competenza» e, sopratutto, «sul futuro di Sacal vanno riaccesi i riflettori. Infatti è calato presto il buio, dopo la recente decisione, del Consiglio regionale, di affidare a Fincalabra l’acquisto delle quote private della società, volto a ripristinarne il controllo pubblico».

«Va riaperta, al più presto – ha aggiunto – una discussione concreta sul rilancio dell’azienda, tenendo conto dell’esigenza primaria di garantire il lavoro agli stagionali, che non può essere subordinata o dimenticata».

«Chiedo al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, di intervenire già nelle prossime ore e – cha concluso D’Ippolito – di voler coinvolgere anche la rappresentanza parlamentare. Serve un confronto aperto e costruttivo». (rp)

Infermiere Asp Cosenza non rientrato in servizio, Sapia (Alt. c’è): Occhiuto intervenga

Il deputato de L’Alternativa c’èFrancesco Sapia, ha chiesto al commissario ad acta, Roberto Occhiuto, di intervenire sulla vicenda dell’infermiere dell’Asp di Cosenza che si è dovuto rivolgere ai carabinieri per tentare di riprendere servizio in una postazione del 118.

«Anno nuovo, vita vecchia per l’Asp di Cosenza, che nei mesi scorsi – prosegue il parlamentare – aveva temporaneamente destinato il dipendente, un infermiere del 118, ad altro servizio, senza mai specificare quale. Così, lo stesso dipendente, tra gli eroi del Covid in tutte le ondate, ha atteso invano l’assegnazione della nuova sede lavorativa, mai arrivata. Nel frattempo, l’ordine di servizio con cui l’infermiere era stato trasferito in via temporanea è decaduto, non potendo per legge superare i 30 giorni».

«Quando l’interessato si è presentato al lavoro nella sua postazione del 118, di fatto – precisa il deputato di Alternativa – gli è stato impedito di svolgere le proprie mansioni nel delicato settore dell’emergenza-urgenza, peraltro senza alcuna spiegazione formale da parte dei superiori».

«È successo in Calabria, è successo nel silenzio. È successo senza rendere conto ad una comunità, quella calabrese, che già paga le conseguenze del Piano di rientro, delle gestioni del passato e della discesa verticale dei Livelli essenziali di assistenza».

Soprattutto – denuncia Sapia, che sul caso anticipa una sua interrogazione al ministro della Salute – è successo in una fase delicatissima del Covid, caratterizzata dalla ripresa dei trasferimenti in ambulanza nelle degenze e nelle terapie intensive».

Il deputato, poi, ha reso noto di aver presentato un esposto all’autorità giudiziaria. (rp)

D’Ettore, Sibilia (CI): Province calabresi in difficoltà finanziaria, Governo istituisca Fondo

I deputati di Coraggio ItaliaFelice Maurizio D’Ettore e Cosimo Sibilia, hanno chiesto al Governo di istituire unospecifico fondo di parte corrente per il triennio 2022/2024 da ripartire tra le Province in condizioni dissesto o riequilibrio finanziario, per sostenere e accelerare la procedura di risanamento per le Province in difficoltà finanziaria.

L’Ordine del Giorno è stato presentato a margine dell’approvazione della Legge di Bilancio 2022 dai deputati di ‘Coraggio Italia’ Felice Maurizio D’Ettore (tra l’altro coordinatore regionale del partito in Calabria) e Cosimo Sibilia e sul cui testo c’è stato il parere favorevole del Governo.

«Le Province – aggiungono D’Ettore e Sibilia –, dopo i pesanti tagli subiti negli ultimi anni, hanno progressivamente fatto registrare un elevato numero di dissesti e predissesti. Attualmente sono 16 quelle  in situazione di difficoltà economica».

I due esponenti di ‘Coraggio Italia”, inoltre, evidenziano come la legge di bilancio 2022/2024 contenga  «numerosi interventi a sostegno del processo di risanamento dei soli Comuni nelle medesime condizioni di difficoltà finanziarie, interventi che si sommano a quelli già previsti dal dl 146/21 e dal dl 152 in corso di approvazione definitiva».

Ecco perché, concludendo, fanno leva sulla «necessità che anche per le Province in condizioni di cui all’articolo 243 -bis (riequilibrio finanziario pluriennale) e 244 (dissesto) del TUEL si possa individuare allo stesso modo un sostegno finanziario almeno triennale che possa agevolare l’uscita dalla condizione di dissesto o di riequilibrio finanziario, e soprattutto sostenere l’attività amministrativa inerente l’attuazione degli interventi compresi nel PNRR». (rp)

d’Ippolito (M5S) chiede di calmierare i prezzi dei tamponi e delle mascherine Ffp2

Il deputato del Movimento 5 Stelle, Giuseppe d’Ippolito, ha chiesto «alle farmacie lametine di abbassare i prezzi dei tamponi, specie in considerazione del difficile periodo che stiamo attraversando, caratterizzato da un aumento progressivo dei positivi a Covid».

«Da diversi cittadini di Lamezia Terme – ha detto d’Ippolito – ho ricevuto delle segnalazioni sul costo attuale di questi test. Mi appello quindi al buon senso generale, posto che lo Stato è già intervenuto per consentire il contenimento dei prezzi dei tamponi. C’è la necessità e l’urgenza, alla luce dell’arrivo della quarta ondata del nuovo coronavirus e della cosiddetta variante Omicron, di rafforzare il sistema pubblico per favorire la rapidità nelle diagnosi. Altro aspetto su cui intervenire a vari livelli, essendo ancora in corso la campagna vaccinale anche per la terza dose, riguarda i prezzi delle mascherine protettive Ffp2, che vanno calmierati in tempi rapidi».

«A Roma – ha proseguito il deputato del Movimento 5 Stelle – ho già rappresentato questa esigenza. Mi auguro che ci sia la massima collaborazione e sensibilità di tutti gli attori chiamati, nel territorio calabrese, a fronteggiare l’emergenza Covid nell’ambito della prevenzione. I dati della Calabria devono indurci ad essere prudenti, soprattutto in questo periodo di festività».

«Il commissario alla Sanità calabrese e i vari dirigenti delle aziende del Servizio sanitario regionale si stanno impegnando per intensificare le vaccinazioni, ma – ha concluso D’Ippolito – è importante che ognuno faccia la sua parte, nell’interesse di tutti». (rp)

Gentile (FI) ai sindaci: fare rete per cogliere opportunità PNRR:

Il dpeutato Andrea gentile (FI) ha inviato una lettera ai sindaci del collegio uninominale della Camera Castrovillari-Paola invitandoli a fare rete per cogliere le opportunità offerte dal PNRR.

«La vera sfida, oggi – ha dichiarato l’on. Gentile –, è quella di costituire una rete tra amministratori, sindaci e parlamentari del collegio che vada al di là di ogni colore politico al solo scopo di creare reali occasioni di confronto per poi proporre unitariamente delle soluzioni sia alla Regione che al Governo nazionale. L’intendimento è naturalmente quello di portare maggiori finanziamenti alle nostre amministrazioni locali per far ripartire il motore degli investimenti. A tal riguardo – prosegue l’On. Gentile – una straordinaria opportunità da cogliere è rappresentata sicuramente dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il fondo, nello specifico, destina ben 82 miliardi di euro al Mezzogiorno da investire prioritariamente in settori strategici quali viabilità, infrastrutture, sanità, dissesto idrogeologico e turismo. Recentemente, tra l’altro, la Conferenza Stato-Città ed Autonomie Locali ha raggiunto un significativo accordo sul decreto che assegna i 300 milioni di euro previsti dal Fondo complementare al PNRR per la manutenzione straordinaria delle strade delle aree interne. Di questi ultimi circa il 47% saranno destinati alle regioni del Sud Italia. Ritengo che questa sia l’unica strada percorribile per avviare a soluzione le problematiche ataviche dei nostri territori.
«In tale contesto – aggiunge l’esponente politico di Forza Italia -– un elemento assolutamente centrale è dato dalla valente e quantomai opportuna iniziativa assunta dal Presidente Roberto Occhiuto relativa all’istituzione di una cabina di regia che supporti puntualmente i Comuni sia nella fase di progettazione, sia nella fase successiva, ossia quando si tratterà di spendere efficacemente i fondi che arriveranno grazie al PNRR, ritenendo necessario che, al suo interno, si facciano confluire figure tecniche che possano agevolare i Sindaci nella corretta gestione delle risorse previste. A tale riguardo – conclude l’On. Gentile – vi comunico che con il nuovo anno aprirò una segreteria tecnica che servirà proprio ad elaborare proposte concrete con l’ausilio di amministratori, sindaci, tecnici e professionisti».

D’Ettore (CI): Serve un patto con le imprese per sicurezza sul lavoro

Il deputato e coordinatore regionale di Coraggio ItaliaFelice Maurizio D’Ettore, ha ribadito, per la sicurezza sul lavoro, «un patto con le imprese, con tutte le organizzazioni dei lavoratori  e delle imprese che si fondi su valori condivisi da recepire in norme concrete».

D’Ettore, intervenuto in Parlamento a margine dell’Informativa del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, ha sottolineato che «da a ottobre 2021 – ha aggiunto D’Ettore –  sono calcolati 1017 morti sui luoghi di lavoro. Una cifra tragica, che fa paura e che ci induce a mettere a tacere il momento dei proclami e della retorica ma non deve esimerci dal sottolineare che il nostro Paese è in ritardo e deve fornire risposte chiare e celeri su una questione e un tema di civiltà».

D’Ettore ha anche sottolineato che «ricordare i morti è dovuto e molto doloroso, ma ricordarli significa, in particolare, assunzione immediata di impegni del Parlamento e del Governo. In Italia siamo ancora carenti di uno Statuto sulla sicurezza complessiva del lavoro. Abbiamo solo una produzione normativa complessa che si affastella di momento in momento. Bene ha fatto il ministro a richiamare i principi costituzionali di tutela della salute e della personalità umana, ma non basta perché non si traducono  in norme concrete di prevenzione e sicurezza».

«Siamo ancora all’articolo  2087 del codice Civile – ha evidenziato il parlamentare –. Sicuramente una norma importante e significativa, che ha fatto da guida e da cui si è dipanata anche una giurisprudenza creativa che ha ordinato il sistema; –  ma non basta. Sento, tuttavia, di esprimere fiducia agli accenni propositivi del Ministro ed a spunti che devono trovare specifica disciplina da affiancare alla riforma dell’apparato repressivo».

«Chi vuole accedere ai benefici dei Bonus – ha spiegato – deve assumere l’impegno di garantire la massima sicurezza sui posti di lavoro perché l’investimento sul lavoro deve trasformarsi in investimento di impresa. E molte imprese sono pronte e rispettano le regole ma richiedono un quadro normativo chiaro e di pronta applicazione ed incentivi fiscali rispetto ai costi che devono assumere anche per la sicurezza e la prevenzione di rischi».

Poi ha concluso invitando il ministro e il Governo a rafforzare l’interlocuzione sulla materia con il Parlamento «perché è il momento del fare,  indipendentemente da quale parte guarda il ministro quando espone in aula, l’importante è che guardi agli interessi del Paese e dei lavoratori». (rp)

Lavoro, D’Ettore (CI): Concentrarsi su formazione e reinserimento

Il deputato di Coraggio ItaliaFelice Maurizio D’Ettore, ha ribadito la necessità di concentrarsi su formazione e reinserimento, in particolare al Sud per quanto riguarda il lavoro.

D’Ettore, infatti, ha replicato al ministro del Lavoro, Andrea Orlando, al question time su quali iniziative intenda assumere per potenziare, nel breve periodo, le politiche attive del lavoro e le politiche di formazione per chi il posto lo perde o deve trovare occupazione, dichiarando che «sono certo che, vista la sua risposta, ci saranno provvedimenti che saranno sempre più in linea con la missione 5 del Pnrr».

«Un ulteriore provvedimento – ha concluso – che abbia come obiettivo preciso la situazione lavorativa nelle regioni del Sud, in particolare la Calabria, anche con riguardo al precariato, la formazione e il reinserimento e la possibilità di percorsi di stabilizzazione». (rp)

La senatrice Corrado sull’espulsione dal M5S annullata

Il Collegio di Garanzia del Senato ha dichiarato la nullità dell’espulsione dei sei senatori del Movimento 5 Stelle per la mancata fiducia al Governo Draghi, e stabilito la reintegra nel Gruppo M5S.

«Non è una vittoria, se mai un parziale risarcimento morale per il fango gettato ingiustamente su tutti noi e una tappa, intermedia, di un percorso più articolato che, aiutando a ristabilire la verità dei fatti, consentirà anche ai nostri ex colleghi M5S di prendere coscienza delle proprie responsabilità e, auspicabilmente, di non ripetere gli errori commessi». Così ha commentato la senatrice Margherita Corrado, espulsa dal Movimento 5 Stelle per la mancata fiducia al Governo Draghi.

I senatori, infatti, avevano fatto ricorso sia agli organi di giudizio interni al Senato sia in sede civile, in quanto l’espulsione «è stata motivata con la non conformità del nostro voto al parere (favorevole) degli iscritti – ha spiegato la Corrado – chiamati ad esprimersi sul punto mediante votazione on line. In realtà, il quesito era stato posto in modo da orientare la risposta della base nella direzione desiderata dai vertici e, peggio, la composizione del Governo successivamente formato non rifletteva le premesse date».

«Far ricadere su di noi la responsabilità dell’espulsione – ha spiegato ancora – additandoci come traditori dei principi in ragione dei quali, al contrario, in quanto presupposto della nostra candidatura del 2018, rifiutammo la fiducia a Draghi, fu un gesto di opportunismo e vigliaccheria, dettato dal desiderio di disfarsi di alcuni Senatori particolarmente scomodi, perché non allineati acriticamente alle scelte di un decisore auto-prorogato». (rp)