Occhiuto (FI): Si devono stabilizzare i precari della sanità in Calabria

Il deputato e vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera, Roberto Occhiuto, ha annunciato che presenterà, insieme ai deputati calabresi forzisti, un emendamento al Decreto Calabria per la stabilizzazione del personale sanitario della Regione.

«La recentissima sentenza della Consulta n. 251/2020 – ha spiegato Occhiuto – stabilisce che le Regioni non hanno competenza a legiferare in merito alla stabilizzazione dei precari. Questa decisione rappresenta un’ulteriore tegola per la sanità calabrese, che purtroppo da troppi anni poggia le sue fragili fondamenta proprio sul prezioso contributo di questa tipologia di lavoratori».

«Le conseguenze di questa sentenza – ha proseguito il deputato – produrranno certamente un disagio per i cittadini calabresi, che quotidianamente si relazionano con la sanità regionale, ma sarà’ un immenso problema anche per il nuovo commissario Guido Longo».

«Il blocco delle assunzioni che si è protratto per anni – ha concluso Occhiuto – ha impedito di stabilizzare in modo corretto e ordinato il personale sanitario della Regione. Oggi, senza i precari, non ci sarebbe di fatto alcuna assistenza sanitaria per i calabresi». (rp)

 

Granato (M5S) al ministro Lamorgese: si valuti scioglimento Consiglio comunale di Catanzaro

La senatrice del Movimento 5 Stelle, Bianca Laura Granato, ha depositato una interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, in cui chiede di valutare lo scioglimento del Consiglio comunale di Catanzaro.

«Dal giorno dell’arresto – ha dichiarato la Granato – del presidente del consiglio regionale, Domenico Tallini, ad oggi continuano ad essere messi al setaccio i 21 faldoni relativi all’inchiesta della Procura di Catanzaro denominata ‘Farma Business’. Ne viene fuori un carteggio inquietante di cui la stampa continua a dare ampio risalto, che svela collusioni tra ‘ndrangheta, imprenditoria e politica, e un protagonismo di consiglieri comunali in carica che nel corso degli anni, grazie al sodalizio con Tallini, hanno costruito campagne elettorali e vittorie al Comune attualmente retto dal sindaco Sergio Abramo e dal centrodestra recentemente ricompattato. La magistratura svolge il proprio compito, ma c’è una sfera che va oltre l’attesa dell’accertamento giudiziario che è quello legato all’opportunità etica e morale su cui l’Amministrazione comunale dovrebbe interrogarsi nella scelta di rimanere tra gli scranni di Palazzo de Nobili a governare una città che merita molto di più. Prima di tutto i catanzaresi meritano rispetto».

Nell’interrogazione in oggetto si fa presente che lo scioglimento dei consigli comunali disciplinato dall’articolo 143 del decreto legislativo n. 267 del 2000 (Tuel), viene disposto laddove emergano elementi “concreti, univoci e rilevanti” su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori locali ovvero su forme di condizionamento dei medesimi che comportino un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi, causando la compromissione di principi costituzionali di buon andamento e imparzialità, nonché il regolare funzionamento dei servizi amministrativi o che risultino tali da incidere negativamente, in modo rilevante, sullo stato della sicurezza pubblica.

«L’istituto dello scioglimento comunale ex articolo 143 Tuel, come ricordato dalla più recente giurisprudenza – si legge nell’interrogazione – si configura quale strumento di natura preventiva piuttosto che repressiva: l’esigenza principale, difatti, è quella di ripristinare, nell’ambito del ritorno al (violato) principio di legalità, un corretto funzionamento dei servizi amministrativi comunali. Recentemente, come noto, per l’ex presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini (coordinatore provinciale di Catanzaro per Forza Italia), è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari, a seguito dell’inchiesta “Farma Business”, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso(in particolare, per le elezioni regionali del 2014)».

«Come emerso dagli atti dell’inchiesta – continua l’interrogazione – in ogni caso, al centro dell’attenzione della magistratura catanzarese vi sarebbero anche presunti collegamenti con le procedure elettorali amministrative nel comune capoluogo per il “rinnovo del consiglio comunale e l’elezione del sindaco di Catanzaro, 11 – 25 giugno 2017”, nonché “le elezioni regionali del 26 gennaio 2020 e le elezioni politiche nazionali del 4 marzo 2018”; in tal caso, all’esito dei necessari accertamenti, potrebbe trovare applicazione, per il comune di Catanzaro, anche la misura di cui all’articolo 143 del Tuel, oltre ai rilievi di natura penale (personali). Resta fermo, difatti, che l’istituto dello scioglimento ex art. 143 Tuel prescinda dall’eventuale necessaria correlazione con profili di natura penalistica, avendo natura autonoma».

Valutato che «gli elementi alla base dello scioglimento di un comune prescindono anche dall’eventuale piena “consapevolezza”degli amministratori, che possono essere interessati in via diretta o indiretta, laddove emergessero comunque elementi rilevanti in base ai quali la funzionalità amministrativa dell’ente risultasse in concreto pregiudicata da infiltrazioni di stampo criminale; è da rilevare infine, nel contesto calabrese, come vi siano anche altre inchieste in corso della magistratura che, in ogni caso, riguardano la maggioranza degli esponenti eletti nel comune di Catanzaro (con particolare riferimento all’inchiesta cosiddetta “Gettonopoli”, per la quale risultano indagate 29 persone). E valutato che “Domenico Tallini, come apparso all’interno di numerosissimi articoli di stampa, viene ritenuto il main sponsor elettorale di tutte le giunte guidate dal sindaco Sergio Abramo negli ultimi 20 anni a Catanzaro», la senatrice Granato ha chiesto di sapere: «se il Ministro in indirizzo non reputi opportuno, nell’ambito delle proprie competenze, sollecitare le autorità amministrative competenti a verificare l’emersione degli elementi di cui all’articolo 143, comma 1, del Tuel, relativi ai collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare, nel Comune di Catanzaro». (rp)

Wanda Ferro (FdI): Inadeguatezza del Governo nella gestione della pandemia

La deputata calabrese Wanda Ferro, vicecapogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, ha presentato una risoluzione a Montecitorio in seguito alle comunicazioni del Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulle misure anticovid. «Ribadiamo ancora una volta  il criminale ritardo e la colpevole inadeguatezza che ha caratterizzato l’operato di questo Governo nella gestione della pandemia. Lo scenario – ha spiegato Wanda Ferro nel suo intervento – sarebbe potuto essere catastrofico se non ci fosse stato il sacrificio del personale sanitario, ridotto ormai allo stremo.  La confusione nella gestione della situazione di emergenza ha creato un pericoloso ‘ingorgo’ sanitario all’interno degli ospedali, che ha causato innumerevoli vittime per patologie estranee al Covid-19 che, in caso qualcuno non lo ricordasse, continuano ad essere presenti e a causare vittime. Avete escluso la possibilità in molte regioni di costruire o riconvertire strutture già esistenti per  la  cura dei malati da covid-19, così decongestionando gli ospedali.  Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia da mesi segnalano proposte di buon senso volte alla protezione delle fasce più deboli della popolazione, che in molti casi non dispongono neanche del vaccino anti influenzale, lasciate sole e isolate.  Sono assurdi il pressapochismo e l’insensibilità di questo Governo che pretende di anticipare le celebrazioni natalizie semplicemente spostando le lancette dell’orologio facendo “nascere Gesù qualche ora prima”.  Non ci si preoccupa, inoltre, di prestare attenzione agli ingressi di clandestini nel nostro territorio che, rappresentano una ulteriore causa di contagio, così come non si è riusciti in alcun modo a intervenire sull’affollamento dei mezzi pubblici. Un governo incapace di organizzare il sistema scolastico, facendolo diventare da luogo di inclusione a luogo di esclusione sociale.  Auspichiamo che il governo possa anche chiarire quanto riportato da inchieste giornalistiche secondo cui qualcuno sarebbe intervenuto presso l’organizzazione mondiale della sanità per nascondere i disastri del governo e coprire i ritardi nella definizione del piano pandemico, preoccupato di non urtare la sensibilità politica del ministro. Questo pressapochismo, ormai caratteristico della maggioranza, ha fatto sì che si fosse impreparati a affrontare questa minaccia.

«Noi di Fratelli d’Italia – ha detto la deputata – chiediamo con la nostra risoluzione la definizione di un efficace “Piano Vaccini” che preveda il coinvolgimento delle Regioni e la definizione di un Piano Nazionale per i test rapidi da effettuarsi nella misura di almeno mezzo milioni di test al giorno; esentare dall’iva i futuri vaccini, i kit per i test Covid-19 e i dispositivi di protezione individuale; garantire che il “Piano Vaccini” rispetti tutti i criteri di sicurezza universalità a gratuità, assicurando la libera scelta dei cittadini; riconsiderare i criteri utilizzati per definire le zone di contagio, promuovendo un più forte ed efficace rapporto con le Regioni; riprogrammare il trasporto pubblico locale; riconsiderare la riapertura di teatri, cinema, palestre, e impianti sciistici nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza; predisporre un piano nazionale straordinario di assunzione di personale sanitario, garantendo un congruo riconoscimento a chi è impegnato in prima linea nella lotta al covid; garantire appena possibile la riapertura delle scuole di ogni ordine e grado, nel rispetto dei protocolli di sicurezza, garantendo  la didattica in presenza; garantire un periodo di isolamento obbligatorio e il rispetto dei protocolli sanitari, per tutti i cittadini extraeuropei  che entrano in Italia senza regolare permesso si soggiorno; individuare soluzioni che consentano  visite ai congiunti ricoverati in strutture di degenza e le visite ai familiari anziani; individuare le necessarie modalità di scambio d’informazioni tra Comitato tecnico scientifico e le commissioni parlamentari interessate, anche attraverso la trasmissione dei verbali e audizioni periodiche; considerato il fallimento dell’app immuni identificare un metodo scientifico che possa garantire un effettivo tracciamento della catena di contagio; garantire l’esercizio della libertà di culto e religiosa attraverso la frequentazione dei luoghi di culto, sempre nel rispetto dei protocolli di sicurezza. Proposte semplici, che rappresentano le istanze più diffuse che provengono dai cittadini, ma voi siete così lontani dalla gente, dalle amministrazioni locali, da chi con il proprio lavoro quotidiano, medici, infermieri, forze dell’ordine, imprenditori, professionisti, stanno conducendo una battaglia contro il virus e contro i suoi effetti devastanti sull’economia della Nazione. Vi preghiamo di ascoltare le proposte di chi – ha concluso il deputato di Fratelli d’Italia – dimostra ancora una volta di lavorare solo per il bene dei nostri concittadini e per dare un futuro di ripartenza e serenità all’Italia». 

Sen. Corrado (M5S): Organismo per il recupero opere d’arte uscite indebitamente dal Paese

La sen. Margherita Corrado ha firmato una mozione per creare un organismo per recuperare le opere d’arte uscite dal territorio nazionale. La mozione è  sottoscritta anche da molti senatori del Movimento 5 stelle, con cui si impegna il Governo a creare «un organismo indipendente apposito che abbia come proprio fine istituzionale il recupero delle opere d’arte indebitamente uscite dal territorio nazionale, attivando tutti i rimedi e gli strumenti giuridici che l’ordinamento pone a disposizione a tale scopo». Un compito, quello del recupero delle opere, che come si legge nel testo della mozione risulta «molto difficile da realizzare, non solo a causa della spregiudicatezza e degli strumenti economici pressoché illimitati di cui dispone la criminalità implicata nel traffico internazionale di antichità e oggetti d’arte», ma anche per «ambigua commistione dei ruoli».

Da qui la proposta di un organismo che sia indipendente «grazie alla selezione pubblica della maggior parte dei componenti, scelti dalle commissioni parlamentari deputate mediante esame collegiale del curriculum e audizione, garantirebbe quella determinazione e quella continuità di cui necessitano l’azione legale e diplomatica che sola può condurre a buon fine le rivendicazioni di capolavori ai quali il rientro in Italia, e null’altro, assicura la piena valorizzazione come fonti di conoscenza garantita dal ritorno nel proprio contesto originale». (rp)

Auddino (M5S): Entro Natale riapertura del Ponte Allaro di Caulonia Marina

Il senatore del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Auddino, ha reso noto che il Ponte di Allaro di Caulonia Marina entro Natale sarà percorribile e aperto al traffico.

«Sono stato sul posto ieri mattina – ha spiegato – e ho verificato personalmente lo stato dei lavori. Ho contattato anche gli uffici dell’Anas per avere informazioni precise sullo stato dei lavori e sulla data di riapertura del viadotto ed ho ottenuto risposte incoraggianti e dettagliate: l’infrastruttura è in via di ultimazione ed entro Natale il ponte sarà percorribile ed aperto al traffico».

«In queste ore – ha aggiunto – si sta procedendo all’installazione delle barriere laterali, dopodiché verranno fatte le prove di carico ed installati i giunti di dilatazione. La fase conclusiva dei lavori prevede la posa dell’asfalto e la realizzazione della segnaletica. Secondo il cronoprogramma di Anas, il tutto dovrebbe essere compiuto entro i prossimi venti giorni, per cui a Natale sarà aperto al traffico».

Il senatore del Movimento, ha infine assicuro che «da parte mia continuerò a mantenere alta l’attenzione finché il ponte non sarà perfettamente percorribile».

«In questi due anni – ha concluso – i cittadini mi hanno spesso manifestato i disagi vissuti dall’intera comunità su questo asse viario. Ecco perché è importante che, nei prossimi giorni, il viadotto possa tornare ad essere finalmente agibile, per chi si trova nella necessità di dover percorrere il tratto, in tutta sicurezza e piena operatività». (rp)

Magorno (IV): Sostenere gli imprenditori agrumicoli con lo sgravio contributivo

Il senatore di Italia Viva, Ernesto Magorno, ha sottolineato come «gli imprenditori agrumicoli devono essere sostenuti con azioni concrete come lo sgravio contributivo».

«Il comparto agrumicolo calabrese – ha aggiunto – vive un periodo di forte crisi, una crisi acuita dalla pandemia del Covid19 e dalla recente ondata di maltempo. Le restrizioni necessarie per affrontare il Coronavirus hanno rappresentato un duro colpo per gli imprenditori di questo comparto d’eccellenza della Calabria. Da un lato, con le chiusure di mercati e centri commerciali, si è tradotta in una netta contrazione della domanda; dall’altro le limitazioni negli spostamenti hanno impedito alle aziende di disporre della manodopera specializzata proveniente negli anni precedenti dai paesi dell’Est, sia durante il ciclo produttivo, ma anche nella fase di raccolta».

«Una carenza – ha aggiunto – cui non è stato possibile sopperire pienamente con manodopera locale, anch’essa specializzata , ma impossibilitata a causa dell’incompatibilità con la percezione del reddito di cittadinanza. In questa situazione difficilissima lo sgravio contributivo sarebbe una fondamentale boccata d’ossigeno per tanti imprenditori calabresi».

«Per questo – ha concluso il senatore – porterò questa proposta in Commissione Agricoltura». (rp)

Furgiuele (Lega) chiede al Governo tutele per i cacciatori

Il deputato della Lega, Domenico Furgiuele, ha chiesto che il Governo «si impegni a risarcire i cacciatori delle regioni classificate come zone a rischio medio-alto che, a causa delle misure stabilite nel Dpcm in vigore, non possono spostarsi dal Comune di residenza».

«Senza contare – ha aggiunto – l’esigenza della riduzione della esosa tassa di concessione statale che appare opportuna. È quanto chiederemo come Lega, attraverso formali atti parlamentari che recepiscono il disagio di una categoria oltremodo penalizzata in questo periodo». 

«Ci adopereremo, inoltre – ha concluso – affinché venga consentita, nelle regioni in fascia arancione, la possibilità per le squadre di caccia al cinghiale di praticare l’attività venatoria anche al di fuori del comune di residenza. Questa specie causa numerosi danni all’agricoltura e spesso rappresenta un pericolo anche per gli automobilisti. Autorizzare battute di caccia al cinghiale fuori Comune consentirebbe, altresì, il contenimento di una specie che rappresenta una reale minaccia». (rp) 

d’Ippolito (M5S) chiede chiarimenti su Veolia e Sorical

Il deputato del Movimento 5 Stelle, Giuseppe d’Ippolito, ha sottolineato che «l’Autorità idrica della Calabria ha il dovere di rompere il suo lungo silenzio e di chiarire ai cittadini calabresi se le quote del socio Veolia del gestore Sorical siano bloccate dalla banca irlandese Depfa, come già avvenuto nel caso della società mista Acqualatina, ugualmente partecipata da Veolia».

«È essenziale sapere, e vogliamo che ce lo dica l’Autorità idrica regionale, se Sorical – ha spiegato il deputato – abbia ceduto a Depfa i propri crediti verso i comuni e se, nel caso, la cessione sia stata garantita con le quote di Veolia, perdendone la disponibilità».

«L’accelerazione – ha proseguito il parlamentare del Movimento 5 Stelle – impressa da Marcello Manna, presidente dell’Autorità idrica calabrese, rispetto alla scelta del dg della medesima e del futuro gestore del servizio idrico regionale desta forti dubbi e non può certo giustificarsi con il solo argomento della prossima, relativa scadenza europea, che potrebbe essere prorogata per causa della pandemia. Si tratta di sapere, una volta per tutte, se il privato Veolia possa cedere ai Comuni calabresi le proprie quote e se, all’occorrenza, per questa via sia possibile o meno ripianare i debiti di Sorical, sui conti della quale anche la Regione Calabria non ha mai fatto piena chiarezza».

«Chiedo, inoltre – ha aggiunto – quale dovuto controllo abbia finora effettuato l’assessore regionale Ultimo su questa ipotesi delle quote bloccate di Veolia. Sorical è una società mista in liquidazione e per motivi opposti ha fatto la fortuna del sistema politico trasversale e del privato Veolia. A quanto pare, e salvo nette dimostrazioni del contrario, i giochi sono già belli e fatti, sicché si starebbe andando su un binario morto e si starebbe caricando addosso ai Comuni il peso di un fallimento politico epocale, tra i più emblematici del sistema calabrese, che dalla sanità alla depurazione, dai rifiuti alle infrastrutture, ha bruciato milioni di risorse pubbliche senza garantire i servizi essenziali ai cittadini».

«Non voglio avere atteggiamenti prevenuti, lo premetto. Per il bene di tutti, Ultimo esca allo scoperto e Manna assicuri – ha concluso D’Ippolito – che la specifica seduta dell’Autorità, prevista per il prossimo lunedì 30 novembre, sia pubblica e venga trasmessa via Internet. Soprattutto, il presidente dell’Autorità idrica regionale assuma l’impegno che in quella sede si dia riscontro pubblico alle questioni, sui “misteri” di Sorical, che ho sollevato da calabrese e da parlamentare». (rp)

Magorno (IV): Longo come commissario ottima scelta

Per il senatore di Italia Viva, Ernesto Magorno, la nomina del prefetto Guido Longo a commissario della Sanità in Calabria è «un’ottima scelta. L’esperienza del Prefetto Longo è una garanzia per questa sfida difficile. A lui i miei auguri di buon lavoro».

Magorno, poi, ha commentato il passaggio della Calabria da zona rossa a zona arancione: «si tratta di un piccolo grande cambiamento arrivato grazie al grande lavoro dei sindaci, dei medici, degli operatori sanitari e grazie alla grande dedizione dei cittadini che sono stati esemplari nonostante si siano trovati a scontare una decisione che non meritavano».

«Il cambiamento di colore – ha concluso – è un ulteriore motivo per continuare a rispettare le regole in modo rigoroso». (rp)

Versace (FI): Approvata mia proposta di legge nella Riforma dello Sport

Grande soddisfazione è stata espressa dalla deputata di Forza Italia, Giusy Versace, per l’approvazione dei 5 decreti della Riforma dello Sport, tra cui quello che riconosce pari opportunità agli atleti paralimpici nei gruppi sportivi militari e nei corpi civili dello Stato.

La Versace, infatti, è stata la prima firmataria di una proposta di legge (a.c. 1721) presentata ad aprile del 2019, dopo un lungo lavoro durato 2 anni, che ha stimolato l’attenzione del Governo. Ad una settimana dalla Giornata mondiale dei diritti delle persone con disabilità del prossimo 3 dicembre, arriva un segnale importante e di grande significato che garantisce agli atleti paralimpici dei gruppi sportivi lo stesso trattamento economico e contributivo applicato agli altri.

«Pochi sanno – ha spiegato la deputata – che gli atleti paralimpici, nei gruppi sportivi, non sono stipendiati, non hanno contributi, tutele sanitarie e non hanno quella preziosa possibilità, al termine della propria carriera agonistica, di poter scegliere se congedarsi o prendere servizio all’interno del Corpo o del Ministero di appartenenza. Ebbene, tutto questo è ampiamente riconosciuto solo agli atleti cosiddetti normodotati, ma non a quelli con disabilità. Il motivo di tale disparità? Nessuno l’ha mai saputo spiegare davvero. Eppure, la risposta è tanto semplice quanto amara: non è che una barriera culturale che si abbatte interpretando nel modo corretto il concetto di inclusione».

«In questi anni – ha aggiunto – è evidente che è mancata la volontà politica per abbattere questa barriera e la voce del Comitato Italiano Paralimpico, nonostante gli sforzi, non è bastata a smuovere le coscienze e l’interesse dei governi precedenti. Per anni se ne è parlato a tutti i livelli e in tutti gli ambienti, ma la verità è che nessuno in Parlamento prima di me aveva mai lavorato per modificare la normativa. È stato un lavoro lungo e complesso durato 10 mesi. Grazie alla mia iniziativa legislativa, i riflettori si sono accesi tanto da attirare l’attenzione del Governo e del ministro Vincenzo Spadafora che l’ha inserita tra i punti oggetto della Riforma dello Sport. Per arrivare a questo risultato sono serviti numerosi confronti con tutti i responsabili dei gruppi sportivi coinvolti, ed ho apprezzato molto la loro collaborazione che ha agevolato il mio lavoro».

«In questo percorso – ha proseguito la Versace – non nascondo di aver incontrato ostacoli, ma ho impiegato la stessa determinazione che usavo nelle gare e ne è valsa la pena. Anche se questa legge non porterà mai il mio nome, sono fiera del lavoro portato avanti e ringrazio il ministro Spadafora per avermelo riconosciuto anche pubblicamente. Questo importante traguardo rafforza il senso del mio mandato parlamentare, oltre a stimolarmi nel proseguire il mio lavoro a tutela dei diritti di tutti gli atleti e delle persone con disabilità».

«Questa legge rappresenta una svolta culturale, storica e necessaria che, sono certa – ha concluso – gioverà molto anche alla crescita del movimento paralimpico, perché diventerà ulteriore stimolo a lavorare meglio e di più per tanti ragazzi con disabilità, che si sentiranno spronati ad alzare l’asticella per ambire ad entrare in un gruppo sportivo». (rp)

In copertina, un momento della conferenza stampa di presentazione della proposta di legge dello scorso 17 aprile 2019